GRECIA: DA QUI ALL’ETERNITÀ. L’EX MINISTRO DELLA DIFESA GRECO AKIS TSOCHASTOPOULOS CONDANNATO PER ILLECITO ARRICCH IMENTO A VENTI ANNI E PENSIERINO SUGLI ULTIMI FUOCHI I DI QUESTO REGIME

GRECIA: DA QUI ALLETERNITÀ. LEX MINISTRO DELLA DIFESA GRECO AKIS TSOCHASTOPOULOS CONDANNATO PER ILLECITO ARRICCHIMENTO A VENTI ANNI E PENSIERINO SUGLI ULTIMI FUOCHI I DI QUESTO REGIME. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Ogni tanto giungono prove ontologiche dellesistenza di un Dio.
Akis Tsochatzstopoulos ministro PASOK ( socialisti) della Difesa dal 1996 al 2001 è stato trovato colpevole di riciclaggio per essersi rifiutato di rivelare lorigine della sua ricchezza e condannato a venti anni di imprigionamento, di cui uno e mezzo già fatto.

La moglie Vikis a dodici anni, lex moglie a sei, altri diciotto coimputati a pene tra gli undici e i sedici anni.
Durante il suo mandato va però ricordato che dal 2001 al 2005 è stato anche ministro dello sviluppo alla Difesa, il budget del ministero aveva raggiunto vette insperate dell8% del bilancio dello Stato.

In particolare era stata rafforzata la Marina con lacquisto di sei sommergibili dai cantieri navali tedeschi ( ai quali abbiamo attinto anche noi, mi pare).

Sarebbe utile commissionare una ricerca , o una tesi di laurea, sul tema : allargamento delle basi democratiche nei paesi mediterranei con larrivo al potere dei partiti socialisti e diffusione della corruzione nella Pubblica Amministrazione.
Con questo non voglio insinuare che i socialisti fossero più ladri dei democristiani o ( nel nostro caso) dei comunisti.

Voglio però dire che il regime pseudodemocratico che ci opprime è nato cooptando à tour de rôle i vari partiti che aspiravano al governo impedendo con questo una fisiologica alternanza democratica e tollerando un continuo aggiungersi di maiali al trogolo.
Lo smisurato crescere degli appetiti ha contribuito non poco alla presente situazione di indebitamento. Come mi ha detto con una frase degna di Publio Cornelio Tacito una volta un tassista napoletano:
dottò, spendevano miliardi per rubare milioni.
Questo allargamento della base democratica è stato ideato dai DC e benedetto dallAmministrazione Kennedy , applicato prima ai socialisti, poi ai comunisti contaminando tutti con fondi neri generati dalla spesa pubblica.
Come corollario gli USA insistettero per una migliore ripartizione del peso della difesa dei paesi liberi appartenenti alla NATO ossia per diminuire la spesa militare americana senza danneggiare lindustria. Si mostrava fedeltà al Patto Atlantico comprando merci NATO.

Coloro che hanno dirottato gli acquisti verso lindustria tedesca cedendo alle lusinghe di commissioni più elevate ( i carri armati Leopard, gli aerei francesi, i sottomarini tedeschi) prima o poi si sono visti presentare il conto.
Non è lideale, ma ogni tanto non dispiace che qualcuno, sia pure per interesse, ci ricordi lesistenza delletica.

Lunico a denunziare il fenomeno generato dalla cooptazione continua fu il solito Randolfo Pacciardi nel suo discorso alla Camera dei Deputati sulla fiducia al primo centro sinistra guidato da Aldo Moro.
Nessuno rispose allobiezione. È da maleducati parlare con la bocca piena.

Ieri Pigi Battista sul Corriere della Sera ha citato Pacciardi inventandosi una frase attribuendone la diffusione al defunto Ronchei per giustificare il nuovo corso governativo di questi giorni meglio una messa al giorno che una messa al muro.
Se Randolfo Pacciardi avesse voluto morire democristiano, avrebbe potuto farlo negli agi.
La frase è falsa.

Pacciardi avvertì che a forza di cooptare partiti nellarea di governo si sarebbe svilita la vitalità e funzione dellopposizione e uccisa la democrazia. Battista si guardi gli atti parlamentari e visto il nome che porta dovrebbe almeno cercare evitare di comportarsi da maggiordomo degli ultimi fuochi fatui della DC.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=63969

La campagna di microchippaggio globale è sempre più pressante

Microchip: ora anche contro il tumore…

 La propaganda pro-microchippaggio di massa sta sbarcando anche in Italia, mentre negli USA è sempre più pressante, e presto verrà estesa al resto del mondo, come tutte le novità introdotte oltreoceano.

 I primi “cavalli di battaglia” dei microchippatori sono la SICUREZZA e la SALUTE: inserendo il chip r-fid al tuo pargolo, non dovrai più temere rapimenti o sparizioni: saprai sempre dove si trova, in qualunque angolo del pianeta!

 Negli Stati Uniti la campagna viene portata avanti a suon di pubblicità televisive, nei giornali e persino cartellonistica stradale: il sito della società che si occupa della campagna nello Stato del Missouri non si esime dall’accompagnare la propaganda ai classici simboli massonici: basta visitare il sito http://mochip.org.

 Anche in ambito salute il microchip è importantissimo: consente di monitorare i parametri vitali in tempo reale, e in caso di malesseri è possibile intervenire tempestivamente! Microchippatevi! Il chip sottocutaneo vi salverà la vita! La salverà ai Vostri cari! E’ questo il messaggio che trasmettono attraverso i mass media: che imbastiscono “servizi speciali”, documenti e interviste per spingere la gente a richiedere il proprio microchip. Mostrano mamme che ringraziano il microchip che ha consentito di ritrovare il proprio figlio scomparso (facendo leva sulla paura: quella della sparizione del figlio peraltro è una delle fobie più diffuse tra i genitori) o il caso dell’anziano che solo grazie al microchip si è salvato da un infarto.

 In ambito sanitario il microchip viene impiegato anche per effettuare analisi, ed è stato inserito anche in alcune specialità medicinali.

 Infine, ai giovani, non potendo fare leva sull’insicurezza dei propri figli, ne sullo stato di salute, viene proposto al posto delle “fidelity card”, per avere accesso a sconti e offerte speciali nei contri commerciali:

 Sempre negli USA il microchip è già stato introdotto da numerose scuole, per il controllo degli ingressi, con la scusa che i badge possono essere utilizzati da altri. Premesso che a scuola non sembra necessario questo “rigore” degno di un carcere… al limite non potrebbero impiegare l’impronta digitale? No, vogliono imporre i microchip: e chi rifiuta di farsi chippare viene persino punito!

 Questo video mostra il funzionamento del microchip all’interno di un supermercato USACome potete osservare, quando ciascun cliente microchippato entra nel palazzo, sui monitor vengono visualizzate informazioni circa la sua identità, con la possibilità di consultare l’archivio dei precedenti accessi e acquisti (viene salvato l’orario di ingresso e di uscita del cliente e la lista degli acquisti.)  un ‘modello’ che può essere allargato a tutte le strade e tutti gli edifici, ubicando appositi lettori in ogni angolo delle strade: il progetto dei potenti è questo. Avere pieno e totale controllo sulla vita di ciascuno, sommando il microchip ai numerosi strumenti di controllo ambientale già in essere. (vedi: Altro che “Orwell 1984”: siamo molto più controllati di quanto previsto da George Orwell…“)

 Senza volere scadere nel ‘complottismo’ più becero, è una verità innegabile il fatto che mediante un microchip r-fid è tecnicamente possibile provocare il decesso di una persona; questo perché esso trasmette impulsi elettrici che interagiscono con il sistema nervoso, come quelli che trasmette il nostro cervello. Esistono microchip che inibiscono la sensazione di dolore alla schiena, ed è tecnicamente possibile fargli trasmettere impulsi che “ordinano” al cuore di aumentare la frequenza cardiaca fino a cagionare l’infarto; dopotutto il “numero dei battiti” del cuore è determinato dal cervello, mediante impulsi elettrici.

 La campagna di microchippaggio di massa sta entrando nel vivo; come al solito, almeno inizialmente, non “impongono” niente, bensì inducono le persone a “chiedere di essere chippate”, così come ci spingono ad acquistare uno smartphone – una vera e propria microspia con telecamera che consente di ascoltarci, vederci e sapere dove siamo in tempo reale – e ci spingono ad iscriverci ai social network, attraverso i quali ottengono informazioni sui nostri gusti, idee, ma anche il giro delle nostre amicizie, conoscenze e frequentazioni, integrando quanto già ottengono dagli smartphone. Hanno trasformato in strumenti di controllo (oltre che di condizionamento mentale) anche le console dei videogames, come illustriamo nell’articolo già citato sopra “Altro che “Orwell 1984”: siamo molto più controllati di quanto previsto da George Orwell…

 Alessandro Raffa per nocensura.com

http://www.nocensura.com/2013/10/la-campagna-di-microchippaggio-globale.html

LAURA BOLDRINI, CHI ERA COSTEI ? Ripreso da Leo Rugens

Da quando Laura Boldrini è stata eletta Presidente della Camera (terza carica dello Stato) non è passato un giorno che dentro e fuori dal Parlamento non le sia stata rivolta qualche critica.
Incuriositi, abbiamo cercato di capire quale fosse il mestiere della Signora, avendo inteso che, dopo una breve esperienza in Rai, dal 1998 si fosse occupata di rifugiati, guadagnandosi perfino gli insulti di un La Russa (una medaglia ai nostri occhi).
L’esordio sulla stampa nel 1999 è ottimo, scontrandosi con tale Sassolini, capo della Missione Arcobaleno. Alla luce dello scandalo che seguì la missione non si può che applaudire la allora neo portavoce dell’Unhcr.
Nel 2001, sebbene non compaia il suo nome leggiamo che il Pavarotti & Friends ha come obbietttivo, raccogliere fondi per un progetto destinato ai bambini afghani rifugiati in Pakistan, in collaborazione con l’Alto commissariato dell’Onu per i Rifugiati. La Repubblica 29.5.2001
Ospite della serata Afef, che leggerà un messaggio in arabo. Diamo per certo che la Signora Boldrini ignorasse che Slaedine Jnifen, il fratello della affascinante tunisina, fosse un importante trafficante d’armi pesanti, non certo che Afef fosse la compagna di Tronchetti Provera all’epoca impegnato nella conquista di Telecom.

Ultima annotazione, se dovesse sfuggire: a condurre la serata sarà una brillante Milly Carlucci. Brillante perché l’anchor woman salirà sul palco con un paio di jeans da un milione di dollari tempestati da 175 carati di diamanti, 188 carati di zaffiri e 2400 grammi di oro. Ma nessun problema per la sicurezza, visto che la Carlucci sarà scortata da sei bodyguard. Qualche perplessità, invece, su cosa penserebbero di fronte a tanto sfavillio i bambini afghani.

La portavoce fu afona.

Nel marzo 2002, la Signora Boldrini esce allo scoperto, impegnandosi in una polemica durissima contro la parodia di Pavarotti fatta da Crozza (che minchia centra?).
Il comico, durante una trasmissione, ironizzò sull’attitudine del Maestro ad evadere le tasse, senonché, grazie ai traballanti Do di petto del Grande Tenore, Laura Boldrini era riuscita, l’anno prima, a raccogliere un miliardo e mezzo di lire, destinati ai bambini afghani (Bene! Bravi! Bis!).

Laura Boldrini: «Considero l’accoppiata tra evasione fiscale e beneficenza, che implica l’imitazione di Luciano Pavarotti proposta da Maurizio Crozza, dannosissima. Tutto il denaro raccolto dal Pavarotti International è stato sempre destinato a progetti umanitari. La beneficenza non è certo, per il maestro, un pretesto per non pagare le tasse: posso testimoniarlo. Quel binomio, quella specie di equazione propinata in veste satirica, può insinuare nel pubblico dubbi circa gli obiettivi di reale, concretissima beneficenza delle manifestazioni legate al nome di Pavarotti. Se la satira si focalizza sull’ idea che far beneficenza corrisponda a evadere i propri doveri di contribuenti, si corre il rischio di creare un rapporto di sfiducia negli spettatori verso questo genere di iniziative». Non piacciono a Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, le battute sull’incrollabile tenore (esempio: «se faccio l’acuto me lo pagate in nero?»), offerte da Crozza nel salotto notturno del Dopofestival di Sanremo. Fu la Boldrini, l’anno scorso, a farsi tramite dei due progetti a favore dei bambini afgani rifugiati in Pakistan finanziati con gli introiti del Pavarotti International («un miliardo e mezzo di dollari»). «È il maestro a scegliere personalmente i progetti» riferisce la Boldrini, «che ogni anno gli sottoponiamo». E aggiunge che «anche quest’ anno Pavarotti organizzerà un grande concerto, stavolta per l’ Africa, finalizzato a nuovi progetti benefici. Il tutto sarà annunciato tra breve». Quanto al Festival di Sanremo, la Boldrini si augura che «nelle prossime serate la satira trovi spunti diversi. L’ironia è una cosa, la realtà è un’altra: la realtà, adesso, sono innanzitutto le scuole e i centri sanitari costruiti proprio grazie ai fondi reperiti da Pavarotti, e i medici e gli insegnanti che già vi lavorano» La Repubblica, 8.3.2002

Così oltre che portavoce dei rifugiati divenne portavoce di Pavarotti.
L’anno seguente è la Rai, nella figura di Fabrizio Del Noce, a deludere:

Laura Boldrini: «L’anno scorso siamo riusciti a raccogliere oltre tre milioni di dollari. La speranza quest’anno era di superare questa cifra. Il nostro obiettivo è quello di assistere il rimpatrio e il reintegro di circa novecentomila iracheni che negli anni sono stati costretti a fuggire. Con fondi del Pavarotti & Friend contavamo di aiutare almeno ventimila persone. Con duecento euro si può salvare una famiglia di 5 persone. Certo senza la diretta in Italia sarà tutto più difficile». La Repubblica, 30.4.2003

Ma, alla fine tutto si aggiusta se, circa un mese dopo, apprendiamo che:

Secondo le cifre fornite da Laura Boldrini dell’Unhcr, rispetto al 2002 (1.089.292 euro), il ricavato della vendita dei biglietti ha raggiunto un milione e 100 mila euro. «Un ottimo risultato – commenta Boldrini – visto il ritardo nell’organizzazione del concerto e la mancanza di informazioni sui rifugiati iracheni» cui viene devoluto il ricavato. Corriere della Sera 27.5.2003

Un’altra iniziativa che descrive il lavoro della Signora, è un corso di formazione finanziato dal noto Bassolino Antonio, nei panni di Presidente della Regione Campania:

Diventeranno esperti nella gestione degli aiuti umanitari i 90 ragazzi che frequentano il corso di formazione per “peacekeeper”. Il corso è stato inaugurato ieri dal presidente della Regione Antonio Bassolino e dall’ assessore Adriana Buffardi e da Laura Boldrini, portavoce dell’ alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Sei in tutto i progetti approvati. Il piano di studio è articolato in quattro sezioni per un totale di mille ore complessive, di cui 200 con uno stage in Albania, Kosovo, Bosnia e Romania. La Repubblica, 11.12.2004

Tolte queste meritevoli attività, la stampa non ci restituisce altro della Signora che reiterate e identiche dichiarazioni sulle attività svolte dall’Unhcr e sulla inutilità delle politiche nazionali riguardanti l’immigrazione a fronte di numerose tragedie, la cui somma di sorelle e fratelli annegati nel Mare Nostrum supera di gran lunga l’ultima strage di Lampedusa (primi di ottobre 2013).

In fondo è il mestiere della portavoce (dei morti).

La redazione

P.S. Anche la marcia di avvicinamento al Parlamento è stata una delle sue attività, come si evince dalla seguente foto di famiglia:

Parte oggi, a Cecina Mare a Livorno, il meeting internazionale antirazzista. «In Movimento, cittadini, società e culture» il titolo della nona edizione, che, come ogni anno, porterà per una settimana nella cittadina in provincia di Livorno associazioni, politici ed istituzioni per affrontare i temi dell’ immigrazione e della convivenza tra culture. Evento clou, il faccia a faccia tra il presidente regionale della Puglia Nichi Vendola, la parlamentare Ds Livia Turco, quella della Margherita Rosy Bindi e don Luigi Ciotti, il prossimo 22 luglio. Il meeting, promosso dalla Regione Toscana con altri enti locali, organizzato da Arci in collaborazione con Cgil, ospiterà anche Claudio Martini, Laura Boldrini, Guglielmo Epifani, Piero Fassino, Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Alfondo Pecorario Scanio e molti altri. E poi spettacoli, concerti, mostre, fino al 23 luglio. La Repubblica, 15.7.2005
http://corrieredellacollera.com/2013/10/09/laura-boldrini-chi-era-costei-ripreso-da-leo-rugens/

ROUTE HAMA-ALEP. AL-KHANASSAR LIBEREE !

PCN-TV/ SYRIE: ROUTE HAMA-ALEP. AL-KHANASSAR LIBEREE !

 PCN-TV pour Syria Committees – Comités Syrie

avec Al-Alam TV – PCN-SPO / 2013 10 08 /

https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV 

https://vimeo.com/pcntv

 Syrie : Première images du nettoyage de la grande ville de al-Khanassar sur la Route stratégique Hama-Alep  …   

Video sur :

https://www.facebook.com/photo.php?v=1419264634958365

 La guerre de libération contre l’ASL made in NATO et les djihadistes continue en Syrie !

Lors des opérations singulières, les forces de l’Armée arabe syrienne ont nettoyé la route stratégique, reliant les provinces de Hama et d’Alep, des terroristes et pris le contrôle des régions alentours.

 Elles ont lancé leurs opérations à partir de différents endroits de la ville de Atharita dans la banlieue de Hama, avant de progresser vers les terroristes dans la ville de al-Khanassar, a rapporté le directeur d’Al-Alam, Hossein Mortéza, accompagnant les forces de l’armée syrienne.

 L’objectif de ces opérations est de contourner les terroristes avant de prendre le contrôle des collines et les hauteurs des villes et des villages aux abords de ces régions a-t-il affirmé. Lors d’une embuscade tendue,  les forces de l’armée syrienne ont été  infligées de lourds dégâts  aux terroristes. Certains cadavres encore gisent  aux alentours de cette route, a-t-il poursuivi. Les villes et village de la province de Hama sont tous sous  le contrôle de l’armée, a-t-il souligné.

 PCN-TV & PCN-SPO

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 http://www.syria-committees.org/

http://www.scoop.it/t/pcn-spo

 

Cari africani, vi stanno ingannando (l’altra verità su Lampedusa) + I conigli sull’isola dei conigli

di Marcello Foa – 08/10/2013
 
Ma perché l’immigrazione clandestina anziché diminuire continua ad aumentare? «Fuggono dalla povertà», rispondono tutti. Vero. Ma non basta. Se così fosse i racconti di chi da noi non ce l’ha fatta e vive spesso in condizioni peggiori e più disumane che nel proprio Paese, dovrebbero bastare per scoraggiare i propri connazionali a intraprendere l’avventura. E le notize, sconvolgenti, di stragi come quelle di Lampedusa dovrebbero rappresentare il più formidabile deterrente.
Ma così non è per una ragione semplice eppure ignorata da tutti: in Africa queste notizie sovente non arrivano. Anzi, i media continuano a diffondere il mito di un’Europa idilliaca, paradiso terrestre dove tutto è facile, dove la gente è bella, agiata, sorridente. E fino a questo mito non sarà smontato, la battaglia contro l’immigrazione clandestina non sarà mai vinta.
Nella maggior parte dei Paesi del Continente nero le scuole esaltano l’Europa come culla della democrazia, dei diritti umani, del progresso e i ragazzi, persino i bambini alle elementari, subliminalmente, iniziano a desiderarla. Quando diventano adulti la simpatia si trasforma in bramosia, perché in Africa la tv, il cinema, la radio tendono a evidenziare gli aspetti più accattivanti della nostra realtà. L’Europa è uno spot, dove tutto brilla. Non hanno da mangiare ma si indebitano per comprare i cellulari, inutili in contesto di enorme povertà, eppure irresistibile oggetto del desiderio. Le brutte notizie non sono gradite. E le inchiese dei media più autorevoli improbabili, non fosse che per mancanza di mezzi.
La distorsione è accentuata dai racconti di chi lavora nel Vecchio Continente e che per orgoglio mente sulle proprie condizioni. Non potendo ammettere il fallimento di fronte alla famiglia, s’inventa una vita di successi. E basta poco per proiettare un’immagine di benessere: un vestito elegante, qualche regalino, la foto al volante di un’auto di marca. Così il mito cresce e si propaga di villaggio in villaggio.
Quando gli africani decidono di emigrare non conoscono neppure le nostre consuetudini sociali e dunque non immaginano di dover adattare il loro stile di vita al nostro. Sono talmente sprovveduti da non conoscere neppure le condizioni climatiche. «Non immaginano che fuori possa fare più freddo che dentro un frigorifero», mi disse tempo fa un prete cattolico del Togo..
Ciò che manca è una comunicazione adeguata e a promuoverla non può che essere l’Occidente. Dobbiamo essere noi occidentali a smontare il mito dell’immigrazione, non ai nostri occhi ma a quelli degli africani. Nel loro interesse prima ancora del nostro.
Perché l’illusione è fonte di tragedia, fonte di crudeltà. E fino a quando non verrà smascherata, il dramma continuerà a perpetuarsi, con la morte in mare o una vita d’inferno, immorale e inaccettabile, nella “scintillante” Europa.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46365

I conigli sull’isola dei conigli
di Gianni Petrosillo – 08/10/2013

Fonte: Conflitti e strategie [scheda fonte]

Al largo di Lampedusa è avvenuta l’ennesima tragedia del mare che ha inghiottito centinaia di disperati. Per ora sono stati recuperati più di duecento corpi, mentre restano irrecuperabili gli opportunisti i quali, a cadaveri ancora caldi, dicono la loro sulla sciagura puntando il dito contro la legislazione (che i loro partiti hanno votato o non hanno modificato quando potevano), il razzismo, la discriminazione, i respingimenti ecc. ecc. Tutte cose che non c’entrano nulla con quanto accaduto e che servono a mascherare più gravi responsabilità ricadenti sulle loro teste.
La bagnarola non è stata abbattuta da una legge sull’immigrazione troppo rigida e inflessibile. E, se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno colpa della furia del mare e della natura, perché neanche la fortuna può tenere a galla un barcone con 500 persone a bordo.
I professionisti dell’accoglienza e dell’integrazione, che versano lacrime di coccodrillo e si abbeverano del sangue dei dannati della terra, sono stati i più rapidi ad invocare conflitti e bombardamenti contro quei Paesi dai quali adesso salpano orde di profughi e schiere di fuggiaschi, inseguite dai tagliagole di Al Qaeda e dai plotoni di esecuzione degli estremisti di Allah.
Si scappa dalle guerre civili e dalla desolazione sociale che gli occidentali hanno scatenato per precisi piani geopolitici.
La menzogna con la quale si autorizzano siffatti sconvolgimenti è quella di scacciare dal trono presunti dittatori che iugulano la libertà civili, sopprimono i diritti umani e disprezzano la democrazia. Ma una volta abbattute le vecchie tirannie salgono al potere cricche criminali ancora più sanguinarie che hanno la ragione dalla loro parte perchè amiche degli americani e dei loro secondi europei.
Così, dalle situazioni di difficoltà e d’instabilità precedenti si passa, a forza di raid poco mirati, alle attuali fasi di caos e d’ingovernabilità di cui i viaggi della speranza sono il risultato più nefasto.
Volete proprio sapere di chi sono i torti principali? Benissimo, siamo franchi e non franchi tiratori sulla pelle dei migranti, come gli sciacalli in vetrina a Lampedusa.
Chi ha votato l’intervento militare contro Tripoli nel 2011? Chi ha reso questo territorio un porto di smistamento di sventurati pronti a lasciarsi alle spalle tribolazioni e patimenti? Quali partiti dell’arco costituzionale italiano e quali leader politici e istituzionali nostrani furono d’accordo con la soluzione violenta? Chi non disse una parola oppure persino assecondò interferenze e ingerenze (mettendo a disposizione basi, intelligence e addestratori militari) in Medio Oriente, vicino Oriente e Nord Africa nella ormai famigerata stagione rivoluzionaria delle primavere infernali? Chi rinnegò i patti stretti e le alleanze forgiate con alcuni di questi Governi, ai quali eravamo legati da relazioni privilegiate e interessi reciproci ? Chi approvò, silentemente o esplicitamente, l’appiccamento del fuoco in tutta l’area per motivi ideologici e non razionali, nonostante fosse preventivabile quello che sarebbe successo dopo, compreso l’incremento dei flussi migratori?
Tutti i partiti in Parlamento votarono contro Gheddafi e avrebbero fatto altrettanto con la Siria, qualche settimana fa, qualora gli Stati Uniti li avessero messi di fronte al fatto compiuto. Oggi, nella Libia in mano ai gruppi fondamentalisti, la cosiddetta Libia normalizzata e democratica, lo sfruttamento degli emarginati, che tentano la traversata della vita o della morte, è uno dei business più redditizi.
Si sarebbe potuta evitare la strage impedendo ai signori della guerra e dei traffici disumani di prendere il sopravvento nell’ex colonia italiana. Ed, invece, i nostri affranti (davanti alle telecamere) politicanti non hanno mosso un dito quando potevano perchè  erano più importanti le falsità civili e umanitaristiche, di cui la distesa di bare dentro l’hangar dell’aeroporto di Lampedusa è il sigillo finale. Sia la terra lieve per i morti dell’isola dei conigli, sia fango per tutti gli altri conigli che restano e rilasciano dichiarazioni impudenti.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46377


 

Obama: la coerenza

9 ottobre 2013

 Di Er

Submitted by Tyler Durden on 10/07/2013

 Obama: la              coerenza

… e quindi intendo oppormi al tentativo di alzare il tetto al debito degli Stati Uniti

Napoleoni: L’azienda Italia va a picco

Posted By Redazione On 9 ottobre 2013 

 27 settembre 2013 – Fonte  ilfattoquotidiano.it

 di Loretta Napoleoni [1] *

 L’azienda Italia va a picco, oggi in vendita ci sono le telecomunicazioni ed i trasporti aerei [2]. La cosa non mi sorprende, era perfettamente prevedibile ed i mercati lo sapevano tant’è che nessun investitore straniero si è trovato nella pessima posizione di socio di minoranza. All’estero il declino industriale dell’Italia è da almeno tre anni una realtà, in casa sembra ancora un film di Fanta-economia di serie B. Il motivo? Il passatempo nazionale: il gioco delle tre carte. Un imbroglio dietro il quale si nasconde alla popolazione una triste verità: una classe politica di bassissima levatura ha dato in gestione l’economia nazionale a manager ignoranti ed incompetenti.

Quando alcuni anni fa scrivevo che vista dall’estero l’Italia è la classica Repubblica delle Banane [3], nessuno ci voleva credere perché come affermava Berlusconi “cinema, ristoranti ed aerei sono tutti pieni [4]“; quando nell’autunno del 2011 scrivevo che il Paese era già fallito [5], le mie parole scatenavano una violenta reazione da parte degli economisti ‘di regime’, quelli che le banane le guardavano dal lettino costantemente parcheggiato in riva al mare. Sostenevano che a differenza di quelle straniere, le nostre banche erano solide e tra queste, naturalmente, c’era anche il Monte dei Paschi di Siena.

E’ andata ancora peggio quando scrivevo che i soldi elargiti al sistema bancario italiano da Draghi con il “Litro” e dalle banche centrali europee con il T2, per evitare che l’Italia implodesse e con essa l’euro, non erano finiti nell’economia reale ma erano transitati per i vasi comunicanti dell’economia monetaria delle banane. Che significa? Che questo denaro ha compensato la fuga dei capitali all’estero e sottoscritto l’aumento del debito pubblico italiano per pagare a mala pena gli interessi su un volume totale ingestibile (ormai ben oltre la soglia del 130 per cento).

Quando poi ho denunciato la speculazione edilizia che i nostri compatrioti hanno condotto e continuano a condurre sia a Londra che in Germania con i capitali in fuga, sono stata accusata di essere un’economista talebana che ce l’aveva con i benestanti. Ed ancora, quando prima, durante e dopo la campagna elettorale ho ripetuto ad infinitum che le due più grosse bufale del secolo[6] sono l’austerità espansiva, di cui parlavano i Montiani ed i vari Giavazzi e Alesina, e la vendita del patrimonio nazionale per pagare il debito auspicata da Zingales e quel signore molto poco educato che si chiama Boldrin, a quel punto sono arrivate le ingiurie e le minacce su Facebook, Twitter ed anche per telefono.

Non potevano mancare le critiche degli economisti ‘contro regime’, quelli provenienti dalla nebulosa della sinistra, un’area ideologica indescrivibile ed incomprensibile, di cui fanno parte economisti come Fassina, militanti arrabbiatissimi seguaci della teoria del giornalista Barnard che vogliono stampare montagne e montagne di moneta, persino alcuni economisti contrari all’euro hanno storto il naso.

Tutti questi signori praticano il gioco delle tre carte, sono illusionisti, non necessariamente delinquenti, si badi bene, e molti lo fanno perché non hanno scelta. Ai tempi del fascismo bisognava avere la tessera per lavorare e far carriera, oggi devi far parte di una squadra che fa il gioco delle tre carte. Se non lo fai sei perduto perché nessuno ti copre le spalle, anzi dai fastidio perché rompi il cerchio; se poi sei una donna indipendente e usi principalmente quella parte del corpo umano che si chiama cervello, allora sei finita! Se non fosse per giornalisti coraggiosi – i capitani in Italia non ci sono – come Paragone, la Merlino o Gomez, Giordano e pochi altri, il vero dialogo e contradditorio economico apparterrebbe alle parole obsolete.

La cosa divertente è che dato che in Italia tutti giocano alle tre carte sono tutti vittime della stessa truffa: la formula per la ripresa non c’è e l’economia del Paese va sempre peggio, la ricetta applicata fino ad oggi è stata disastrosa. Ormai è difficile negare l’evidenza – dal 2009 la nostra economia si è contratta del 9% [7], la Commissione europea ha detto che siamo l’unico Paese di Eurolandia che si sta de-industrializzando, vendiamo Alitalia e Telecom per un decimo del prezzo che avremmo ottenuto solo pochi anni fa ecc. ecc.. Di fronte al fallimento dell’economia i guardiani delle banane hanno cambiato musica. Dalle pagine del Corriere i paladini dell’austerità espansiva la condannano [8] e su quelle del Financial Times quelli ‘contro regime’ inviano un SOS disperato.

Nell’autunno del 2011 quasi tutti questi signori tacevano ed applaudivano il governo tecnico, se la godevano in riva al mare sotto le banane. La responsabilità del fallimento Italia è anche degli illustri economisti nostrani, che non hanno il coraggio neppure di pensare ‘fuori dal coro’. Fatta eccezione di voci autorevoli come il Prof.Gallino, la maggior parte usa anche armi meschine per far fuori i rivali che sono più bravi, tra le vittime c’è anche Oscar Giannino, che certamente non condivide molte delle mie tesi, ma che da professionista onesta ho sempre rispettato per la lucidezza delle sue analisi.

Vorrei ricordare ai vari cattedratici che oggi abbracciano il movimento anti-austerità che per diventare un buon economista non basta una laurea, una cattedra, né una collezione di libri didattici, ci vuole la passione per la materia, una lunga gavetta e l’umiltà di ascoltare tutte le voci fuori dal coro.

 *  su ilfattoquotidiano.it,   27 [9] settembre 2013 [10]

 

http://www.stampalibera.com/?p=67142

Siria:Due bambine e la loro madre decapitate e mutilate.

” Lyne e Leila ATFA, due bambine, sono state rapite con il padre e la madre circa una settimana fà. La famiglia era a bordo della propria auto, sulla strada di Salamiyeh un antico borgo nella campagna di Hama. Si stavano recando a Qadmous, un villaggio siriano vicino a Tartus. Senza storia, questa piccola famiglia, ed ha subito l’orrore assoluto. Un processo rapidissimo.

Il corpo della madre, Lujayn, e le due figlie, Leyla e di linea, sono state ritrovate lungo la stessa strada, il Martedì sera, decapitate e mutilate. Questi quelli che vengono chiamati “ribelli”, assassini senza fede, senza legge e vili …

Per ora, nessuno conosce il destino del padre, perché il suo corpo risulta scomparso. ”

( trad. kefos93 )
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http://allainjules.com/2013/10/06/barbarie-syrie-les-amis-de-francois-hollande-extermine-une-famille-plaisible/