Lo “ius soli” di chi lotta per la Valle – da il Fatto – con replica di Gian Carlo Caselli

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/11/tav-breve-analisi-di-unintervista-a-piero-fassino/682651/

SUSA E NO TAV
di Erri De Luca
UN CONTADINO esce di casa per andare a zappare la sua vigna che sta dall’altra parte della strada. Per farlo deve passare un posto di blocco fisso di soldati, esibire tutti i giorni un documento all’andata e al ritorno, nei dieci metri da casa a vigna. La strada non segna un confine tra due stati, è tutta in un solo territorio.

Un giardiniere viene denunciato per possesso di arma impropria atta a offendere: nel bagagliaio della sua auto hanno trovato e sequestrato il corpo del reato, un paio di cesoie da potatura.

Di quale luogo del mondo questi due fotogrammi sono esempio di ordinaria persecuzione? Il vincitore del quiz vince un viaggio premio nel posto indovinato: la Val di Susa.

Si sente parlare in questi giorni di ius soli, il diritto di essere cittadini del luogo in cui si nasce. Da noi è negato. Importiamo in abbondanza termini inglesi per qualunque argomento, con la goffaggine provinciale di crederli più autorevoli.

In questo caso però non adoperiamo il corrispondente “birthright citizenship”, cittadinanza per diritto di nascita. Perché in quella lingua è diritto automatico per chiunque nasca su suolo degli Stati Uniti, navi e aerei compresi. Usare il termine inglese comporterebbe la necessità di adeguarsi alla norma. Perciò viene esumato il latino, utile a negare.

Esiste un altro tipo di ius soli, di buon diritto al suolo.

È quello di una comunità che difende il proprio territorio dalle invasioni.
In Val di Susa da molti anni è in corso una invasione di truppe al servizio di uno Stato che vuole imporre con la forza la riduzione in servitù di una vallata, di una comunità, di un suolo.

IN VAL DI SUSA è in corso da altrettanti anni la più decisa e insuperabile resistenza al programma di stupro del territorio. La lotta a oltranza della comunità della Val di Susa è legittima difesa della salute della loro madre terra. È diritto di sovranità sul proprio suolo, sulla propria aria, sulla propria acqua: sulla vita stessa minacciata.

Buffoni di corte delle banche dichiarano strategica l’opera di sventramento che è invece superflua, tossica e sfruttata solo per spendere fondi europei. Mi arrogo abusivamente uno scampolo di profezia: quell’opera di scasso , sostenuta da occupazione militare, non si farà mai.

La Val di Susa vincerà perché non ha altra possibilità, non ce l’ha una valle né una vita di riserva e non si lascerà deportare.

A fronte dell’incarognimento della rappresaglia di Stato contro la loro comunità, cresce la resistenza corale, pubblica, unanime, che insieme al suolo riscatta la dignità di cittadini, che non si fanno degradare a sudditi di un feudo. Oggi la Val di Susa è una grande piazza Taksim di Istanbul, una estesa Plaza de Mayo di Buenos Aires, una delle cellule del mondo immuni al cancro della sottomissione. Perché chi si arrende, si ammala. Invece la vallata sprizza di salute pubblica, di fraternità, di volontà di battersi.

Se ne andranno le truppe di occupazione, il contadino andrà a zappare la sua vigna attraversando la strada sgombra dal posto di blocco. Al giardiniere verranno restituite le cesoie e l’onore.
Erri De Luca LaPresse

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DIRITTO DI REPLICA

   Leggo sul Fatto del 14 agosto un articolo di Erri De Luca che mi sembra surreale. Come si fa a paragonare la Val di Susa alla “grande piazza Taksim di Istanbul” e alla “ estesa Plaza de Mayo di Buenos Aires”? E un’aberrazione che offende prima di tutto le vittime turche e argentine. E poi, parlare di “incarognimento della rappresaglia di Stato” senza neppure un cenno alle violenze sistematiche praticate dalle frange estremiste del sedicente movimento No Tav è indulgere alla peggior propaganda. Ma questo è ovviamente il mio punto di vista. A ciascuno il suo.

   Gian Carlo Caselli

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Il tuo punto di vista, caro signor Caselli, e’ molto chiaro ed incontrovertibile, se solo guardassi alle illegalità del cantiere con un decimo della attenzione che dedichi ai NOTAV, ebbene quel cantiere sarebbe sequestrato da tempo. Se, invece di indagare chi denuncia, ti degnassi di fare indagini serie, avremmo una lunga lista di indagati e denunciati. Chissà come mai nel resto d’Italia, a nessun accusato di stalking (purtroppo), viene perquisita la casa e sequestrati gli effetti personali, come mai tanta solerzia a senso unico ?  Lascia perdere Gian Carlo, i fatti parlano chiaro e confermano quanto scritto da De Luca. 

Dario

Volevo solo aggiungere ricordando l’articolo 101 della Costituzione della Repubblica Italiana “la Magistratura amministra la giustizia nel nome del POPOLO” ma i Magistrati si sono praticamente autoproclamati e quindi si autodefiniscono: giusti, saggi, bravi, efficienti e magari anche belli, perchè non accettano NESSUN controllo esterno indipendente.

Lo “ius soli” di chi lotta per la Valle – da il Fatto – con replica di Gian Carlo Caselliultima modifica: 2013-08-16T10:19:00+02:00da davi-luciano
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