IL PD SI SPACCA. ARIECCO I SOCIALDEMOCRATICI.

22 aprile. L’onda lunga del terremoto elettorale di febbraio colpisce ancora. Le convulsioni del Partito democratico potrebbero anticipare una scissione, quella dei “socialdemocratici”. Vi anticipiamo chi potrebbero essere i protagonisti.
di sollevAzione
Il prossimo 30 aprile a Bologna la Fiom di Maurizio Landini promuove un seminario che farà molto rumore. Lavoro e welfare i temi in discussione. Una scusa per mettere attorno ad un tavolo vecchie cariatidi della sinistra che fu. Sono annunciati, oltre a Landini, Sergio Cofferati, Marco Revelli (promotore di ALBA), Carlotta Cossutta, niente meno il Ministro di Monti Fabrizio Barca e forse lo stesso Stefano Rodotà.

La vociferata scissione del Pd potrebbe quindi prendere corpo. Scontata l’adesione dei vendoliani di Sel. Obbiettivo? Dare vita, ora che il Pd si va sfasciando, ad un partito “socialdemocratico”. Siccome quello che nascerà sarà probabilmente un “governicchio del Presidente” che precede nuove elezioni anticipate a breve, i “socialdemocratici” devono fare presto. Devono organizzare le loro truppe per occupare prima possibile lo spazio elettorale che l’implosione del Pd lascia libero.
Verrebbe da dire, ma non è così, che la situazione è tragica, ma non è seria. Un’operazione di riciclaggio di reperti fossili i quali, sentita puzza di scranni liberi in Parlamento, si attrezzano alla bisogna. E’ tragica e seria perché, vedrete, quest’ammucchiata di reduci, sarà come una calamita anche nell’area della sinistra “radicale”, Rifondazione in primis.
L’area di militanti e simpatizzanti che ancora s’incardina nel Prc, uscita terremotata dal risultato patetico della lista di “Rivoluzione civile”, potrebbe essere ampiamente risucchiata dai “socialdemocratici”. Il gruppo dirigente del Prc non sapendo più dove sbattare la testa, potrebbe infatti essere tentata di partecipare al sodalizio. L’appello lanciato da Paolo Ferrero il 18 aprile scorso, se letto nella giusta luce, va in questa direzione.
Un fatto è certo. Il grande casino della rielezione di Napolitano, accellera le grandi manovre di posizionamento e riposizionamento delle varie sinistre in cerca di resurrezione.
In questo rimescolamento c’è poi il tentativo di dare vita ad una Syriza italiana. Il 16 aprile scorso pubblicammo il documento, sottoscritto da Giorgio Cremaschi e altri, dal titolo Per un movimento politico di massa anticapitalista e libertario
L’11 maggio si svolgerà, indetta dai firmatari di questo documento, e proprio a Bologna, un’assemblea nazionale. Essa ci dirà molte cose, tanto più perché si svolgerà dopo quella dei “socialdemocratici”.
Ci pare di poter dire una cosa. L’eventuale nascita di un blob “socialdemocratico” complica non poco le cose alla sinistra anticapitalista. Questa è obbligata, se vuole essere capita dai cittadini, se vuole farsi spazio tra l’incudine dei “grillini” e il martello dei “socialdemocratici”, a distinguersi con nettezza. E non ci si distingue urlando o giocando al “più 1” sul piano delle rivendicazioni. Ci si distingue soltanto avendo una visione strategica d’insieme, indicando come uscire da questa crisi e dal capitalismo, e precisando un programma di fase che dica che solo rompendo l’Unione europea e riconquistando sovranità politica e monetaria sarà possibile evitare una catastrofe di portata storica.
Ci si distingue avendo il coraggio di dire che per come siamo messi, anche per fare riforme che si rispettino, occorre una sollevazione popolare.

http://sollevazione.blogspot.it/2013/04/il-pd-si-spacca-ariecco-i.html

 

Equitalia non pignora più in banca e alle Poste (Foto Lapresse)

ROMA – Equitalia non pignora più in banca e alle Poste. Pensioni e stipendi sono intoccabili fino a cinquemila euro. Lo ha stabilito la stessa Equitalia: stop ai pignoramenti sui conti correnti in cui vengono versati i soldi di salari e pensioni. La procedura, ha deciso Equitalia, va attivata sui datori di lavoro ed enti pensionistici solo nei casi in cui lo stipendio o la pensione superi i cinquemila euro. 

In questo modo viene colmato un vuoto legislativo. Per legge, infatti, quando si è in debito e non si paga è possibile pignorare una percentuale della pensione e dello stipendio che va dal 7 al 20 per cento se la cifra è sopra i cinquemila euro. Ma se lo stipendio o la pensione sono su un conto corrente in banca vengono considerati risparmi, e quindi possono essere pignorati interamente.

 Considerato che, per legge, stipendi e pensioni superiori ai mille euro vengono addebitati automaticamente in banca, possono sempre essere pignorati. Equitalia è intervenuta proprio per colmare questo vuoto legislativo.

 

Ordine “democratico”: salvare il sistema non la gente

Oggi, come in bel film di mafia, durante l’incoronazione di Re Giorgio per il suo secondo mandato, saranno distrutte le intercettazioni tra Mancino e Napolitano. Tali dichiarazioni  furono definite dallo stesso innocenti (aveva definito anche ridicola l’ipotesi di un suo secondo settennato). Che strano, per noi, comune e fastidioso volgo, la privacy sui conti correnti deve essere violata (e non solo) e ti dicono che se non ti sta bene è perché hai qualcosa da nascondere. Ma non vale per il re che appartiene all’ancient regime, quello che esige rispetto dal M5S per le istituzioni democratiche, messe in pericolo dal leader Beppe per aver indetto una manifestazione di protesta a seguito di questa ignobile vigliaccheria, segno di sprezzo nei confronti di tutto il popolo italiano.

Se la gente viene convocata in piazza improvvisamente in democrazia, in base a chi promuove l’appello può diventare istigazione alla violenza. Nel regno della casta opulenta un giornalista può mandare a quel paese ritenendosi offeso, una cittadina che gli chiede di fare informazione corretta, nonostante l’informazione goda di ingenti contributi pubblici e sia pagata un poco anche da lei. Sono quei pennivendoli che in queste ore, nonostante la polizia abbia palesemente detto che non poteva attraversare la piazza in sicurezza, titolano “la retromarcia” di Grillo.

A proposito di quest’ultimo, a dispetto del bel mondo dorato che si immagina la Presidente della Camera Boldrini, Istat e Coldiretti fanno sapere come le istituzioni “democratiche” condannino alla morte per fame i propri sudditi:

Istat: un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro

21 APR – Quasi un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro. Tutti i componenti ‘attivi’ che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati. E’ quanto emerge da dati Istat sul 2012.

Nel dettaglio sono 955 mila le famiglie con tutti i membri appartenenti alle forze lavoro in cerca di occupazione, in rialzo del 32,3% sul 2011.

In un solo anno le famiglie ‘senza lavoro’ sono aumentate di 233 mila. Ed ecco come sono ripartite: 234 mila single, 183 mila monogenitore, 74 mila coppie senza figli e 419 mila coppie con ‘prole’ a cui se ne aggiungono 45 mila che l’Istat definisce di ”altre tipologie”.

A livello territoriale oltre la meta’ (51,8%), 495 mila, si trova nel Mezzogiorno, seguono il Nord (303 mila) e il Centro (157 mila). In generale si tratta di famiglie con seri problemi di disoccupazione e quindi di disagio economico. Case dove non c’e’ alcun reddito, o ci sono entrate che pero’ non arrivano dal lavoro dipendente o autonomo, come possono essere le rendite da pensione.

In altre parole nuclei dove regna la disoccupazione assoluta, tutti sono a caccia di un posto, o dove alla disoccupazione magari si associa la pensione o un’altra rendita Ad esempio puo’ essere il caso di una famiglia dove il padre e’ pensionato, la madre casalinga con uno o piu’ figli disoccupati; o dove uno o entrambi i genitori sono alla ricerca di un impiego e i figli ancora piccoli vanno a scuola; o ancora tutti i membri soffrono la mancanza di un posto. Non si esclude ci possa essere qualche caso piu’ fortunato di chi puo’ permettersi di vivere senza lavorare, contando su rendite immobiliari o da capitale, i cosiddetti rentier. Ma con tutta probabilita’, non e’ la condizione che associa questo milione di case.

Un numero lievitato durante gli anni di crisi. Basti pensare che nel 2007 le famiglie che corrispondevano all’identikit di nuclei con tutte le forze lavoro in cerca di occupazione erano solo 466 mila. Ecco che in cinque anni la loro cifra e’ piu’ che raddoppiata (+104,9%). ansa

Come campano, visto che un reddito di cittadinanza in Italia non c’è e Renzi lo considera la negazione dell’articolo uno della Costituzione? Risponde indirettamente la Coldiretti:

Coldiretti: 3,7 milioni di persone assistite con pacchi alimentari

Istat e Coldiretti lanciano l’allarme: un milione di famiglie senza reddito da lavoro, 3,7 milioni non hanno di che sfamarsi

di: Luca Romano

Per le famiglie italiane la crisi economica è sempre più un incubo. I numeri di una difficoltà che non accenna a farsi meno intensa arrivano da Istat e Coldiretti, che fotografano una situazione difficilissima.Quasi un milione di famiglie – spiega l’Istituto statistico – è senza reddito da lavoro. Il dato è aggiornato al 2012 e spiega che 955mila nuclei famigliari in Italia vanno iscritti nel novero di chi cerca un lavoro. Un dato che rispeto al 2011 fa segnare un +32,3%, con un aumento di 233mila famiglie in difficoltà in soli dodici mesi. Più della metà di chi fa fatica si trova al Sud. 495mila le famiglie del Meridione che affrontano grossi problemi di disoccupazione, 303mila al Nord e 157mila al Centro.

Nel 2012 poi, spiega un’analisi della Coldiretti, è aumentato del 9% il numero delle famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare. 3,7 milioni di persone sono state assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense.  Nel 2010 “erano 2,7 milioni”.

 

Indirettamente perché i numeri delle famiglie con tutti i membri privi di lavoro non coincidono con tutti coloro che mangiano grazie ai pacchi alimentari. Ricordo che il 53% degli italiani non riusciva a mantenere la famiglia, pur lavorando ed era il 2009. La cgil è preoccupata solo per i cassintegrati, mezzo milione di persone, “Solo” 500.000 individui (non mi è chiaro se per garantire solo 500mila persone tramite Cig in deroga servano 2.7miliardi) e per i 230mila precari con contratti in scadenza a fine anno che si ritroveranno senza stipendio e senza lavoro. Questi ultimi la Cgil li definisce una bomba sociale, mentre quel milione di famiglie senza reddito e quei milioni che sopravvivono grazie ai pacchi alimentari sono già considerati morti che camminano, a quanto pare. I sindacati che discriminano non sono una novità. Mai si sono impegnati per garantire tutti i cittadini, attraverso la creazione di un reddito di cittadinanza o misure similari, arrivarono per giunta a boicottare il referendum per l’estensione del fu articolo 18 ai lavoratori presso aziende sotto i 15 dipendenti. Niente Cig per loro. Che muoiano o vadano a prendere il pacco alimentare, se c’è. Che aspettarsi dal principale sindacato il cui leader, una donna, confida che Napolitano sarà garante dei deboli? Oggi la CNA lancia un allarme gravissimo: 140 MILA imprese artigiane rischiano di chiudere da qui a fine anno. Di che vivranno gli artigiani e loro famiglie? Sappiamo che i lavoratori autonomi non hanno necessità umane alle quali provvedere e non sono mai stati quindi oggetto di ALCUNA TUTELA. Il tempo e l’energia per manifestare contro i tagli della Giunta Cota in Piemonte i sindacati l’han no trovato. Per i tagli portati avanti per un intero anno dal governo delle banche non hanno ritenuto di dover proferire parola. Ha ragione Grillo, i sindacati sono solo funzionali agli interessi del Pd in dissolvenza. Hanno sempre condotto lotte strumentali. Preciso a scanso di equivoci che la giunta Cota, il cui comportamento è riprovevole eccome, non ha fatto nulla di diverso dalle regioni considerate virtuose, quelle “rosse”, e dal governo delle banche e di Bruxelles.

Ridotti così dal totalitarismo dell’euro -usurocrazia, l’assurdo è che il ricorso allo strozzino “quello illegale” aumenta in maniera esponenziale, Italia in crisi: l’usura schizza al 155,2 per cento.

Come dare loro torto? Un paese che considera i propri connazionali come choosy o polli da spennare compromette ogni speranza di una vita dignitosa, quella che dovrebbe essere garantita dalla Costituzione. Noi italiani non siamo una risorsa, a meno che non vi siano le banche da salvare e manovre da subìre nel nome della Ue. In tal caso, noi esistiamo. Perché mai i giovani dovrebbero insistere nel barcamenarsi in lavori precari con salari ridicoli, sapendo che tanto la pensione non l’avranno mai? Già il 74% dei pensionati che hanno lavorato una vita e versato i contributi con regolarità (le passate condizioni economiche consentivano questo traguardo ormai inarrivabile) sono costretti a campare spesso con meno di 1.000 euro.

Siamo circondati, assediati dai rapinatori che pretendono di impartire lezioni di democrazia alla gente, qualora si raduni in piazza per esprimere fin troppo civilmente la propria contrarietà alla confisca di ogni avere attuale e futuro.

E quando non ci sarà più niente da confiscare, come in Grecia, tutti nei campi profughi, ma per colpa loro, dal momento che i giornali e l’opinione dei politically correct arrivano perfino a riesumare i ricordi dei colonnelli per scoraggiare ogni critica alla troika. Per suggerire che se è la democrazia a comandare i campi di concentramento per debitori insolventi, tale decisione non può che ritenersi rispettabile.

TUTTO QUESTO MENTRE PREPARANO LA MANOVRA CHE FINO A IERI NEGAVANO

Barbara

Manovra finanziaria: si va verso tagli spesa da 10 miliardi

Def esaminato da lunedi’ dalle Commissioni: sforbiciata a beni e servizi in vista (sanita’ e Pubblico impiego) in due tappe. Corsia preferenziale per cassa integrazione. Rinviato al 2014aumento aliquota Iva.

 [2]Il premier in carica Mario Monti insieme al ministro dell’Economia Vittorio Grilli (a sx) e il pari grado dello Sviluppo Corrado Passera.

ROMA (WSI) – Da quando e’ stato presentato a inizio aprile, il Documento di Economia e Finanza (Def) ha portato con se’ anche i timori di una nuova manovra di finanza pubblica, ipotesi gia’ in varie occasioni rilanciata e poi smentita dal ministro dell’Economia Vittorio GrilliAllarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree[3], che parla di un piano di tagli da 7-10 miliardi in due tranche. L’iter dovrebbe essere super veloce, ma c’e’ viva l’incognita relativa allacassa di integrazione e ai rifinanziamenti del fondo di sussistenza per risolvere una volta per tutte il problema esodati. Nel primo caso dovrebbe essere trovato almeno un miliardo di euro.

Il piano di tagli alla spesa, che prendera’ forma da lunedi’, prevedera’ forse una corsia preferenziale per la Cig, ma anche per contratti di servizio (Poste, Fs e via dicendo). “E’ quello che con tutta probabilita’ sara’ costretto a far scattare il prossimo governo (o forse quello attuale se sarà “obbligato” dagli eventi a rimanere in carica) tra maggio e giugno, magari non sotto forma di manovrina classica, per far fronte al lungo elenco delle cosiddette spese indifferibili (dalla Cig agli esodati)”, scrive il quotidiano di Confindustria.Da lunedi’ il Def sara’ esaminato dalle Commissioni speciali di camera e Senato. Nel documento di programmazione economica e finanziaria varato dal governo Monti, non c’e’ pero’ traccia esplicita degli esodati, come hanno denunciato i sindacati.”Se vogliamo risolvere il problema della Cassa integraz ione in deroga, per il quale occorre una risorsa finanziar ia di almeno 1 miliardo e mezzo di euro per il 2013, non solo è necessario prevedere che questo argomento sia nel prossimo Documento economico e finanziario, ma occorre anche che il governo emani prontamente un apposito decreto”, ha affermatoCesare Damiano del PD.

“Lo stesso argomento vale anche per i lavoratori cosiddetti esodati, per i quale occorre rifinanziare il fondo appositamente costituito con l’ultima legge di stabilità. Purtroppo di questi lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero non c’è traccia nel Def. Questo è molto grave, secondo Damiano, sopratutto in considerazione della perdita di 1 milione di posti di lavoro subita dall’Italia nel 2012.

“Tares a parte, si profila un intervento in due tappe per recuperare le risorse necessarie per gestire le cosiddette spese indifferibili”, si legge sul Sole. “Nel giro di poche settimane (se non addirittura di pochi giorni) dovrebbe scattare il rifinanziamento della Cig e potrebbero anche arrivare le risorse per i contatti di servizio”.

“Con l’ormai tradizionale decreto estivo di giugno dovrebbero poi essere coperte tutte le altre voci: dal rifinanziamento delle missioni internazionali di pace agli esodati. Con lo stesso decreto potrebbe anche essere rinviato all’inizio del prossimo anno l’aumento dell’ultima aliquota Iva in calendario il primo luglio”.

Tutta l’operazione dovrebbe essere coperta con tagli alla spesa, a partire da un’ulteriore sforbiciata da quella per beni e servizi. I tecnici del Tesoro avrebbero già abbozzato un lista di opzioni di intervento. Che riguarderebbero anche la sanità e il pubblico impiego”.


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Strana integrazione

Se i Rom si lamentano, case ai nostri anziani, ai nostri giovani e a chi è in lista da anni

Pubblicato da ImolaOggiIn risaltoPOLITICA

apr 22, 2013

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22 apr – Non so voi, ma leggere che ai rom le case assegnate da Pisapia non van bene perché troppo piccole, mi ha fatto diciamo arrabbiare. Già il fatto che si diano case a coloro che fanno dell’essere nomadi e del parassitismo il loro senso di vita, mi irritava, ora però direi che è veramente troppo.

Dichiarano che preferivano stare nelle case abusive da loro costruite perché spaziose, case ricordo sulle quali i suddetti non pagavano tasse, non avevano autorizzazioni e non rientravano nei canoni di igiene e abitabilità richiesti dalla legge. Chiedo al Comune di Milano e al suo Sindaco Pisapia, di togliere la testa da sotto la sabbia, di non fare più gli struzzi e di assegnare quelle case a chi ne ha bisogno impellente.

Le liste di attesa per l’assegnazione di case comunali sono strapiene, coloro che ne hanno bisogno, giovani anziani o coloro che han perso casa e lavoro hanno diritto alle case e son sicuro che non si lamenterebbero come fatto dalla Consulta rom milanese del fatto che sian piccole. Case ai nostri anziani, ai nostri giovani e a chi è in lista d’attesa da anni.

Davide Boni

 

Siria: crimini “scomodi”

di Pierangela Zanzottera 
SibiaLiria

Mente l’Occidente si affanna a stabilire se armare ufficialmente le bande d’opposizione in Siria e quanto, sul terreno si continua a morire nel silenzio e indifferenza generale.

Il numero di morti innocenti cresce e in parallelo aumentano le crudeltà e le atrocità dei modi scelti per assassinarli.

E alcuni dei più eclatanti, chissà come mai, non sono stati ritenuti “degni” di venire den unciati sulla maggior parte dei nostri media.

Ad esempio, si è parlato del gravissimo attentato – sia in termini di vite umane (49 morti) che  dal punto di vista simbolico (essendo avvenuto all’interno di una moschea) – del 21 marzo scorso, costato la vita, tra gli altri, allo sheikh ultranovantenne Mohammad Said Ramadan al-Bouti, uomo di cultura, di religione e di pace.

Eppure non si trattava né della prima violenza compiuta in un luogo sacro in questi mesi (basti ricordare sheikh Abdel Latif Al-Shami, torturato davanti alle videocamere e assassinato dopo essere stato rapito mentre si trovava in preghiera nella moschea di Aleppo insieme a una folla di fedeli all’inizio del mese di Ramadan) né tantomeno dell’unico caso di religioso assassinato in Siria (finora se ne contano almeno 13, 2 dei quali di fede cattolica, oltre ai numerosi rapiti o aggrediti).

Pochi giorni più tardi, il 29 marzo, u na sorte simile è toccata all’imam della moschea di Al-Hassan, nella zona di Sheikh Maksoud ad Aleppo.

Sheikh Hassan Saif-Eddin, non solo è stato prelevato con la forza e malmenato (come testimoniato in questo video: http://www.youtube.com/……), ma dopo la morte il suo corpo è stato trascinato per le vie del quartiere e la sua testa appesa al minareto della moschea, a fare da monito per la popolazione.

Raccontano testimonianze locali, che miliziani del cosiddetto “libero esercito” avevano invaso le vie di Sheikh Maksoud (zona a maggioranza curda, ma abitata anche da alawiti) e avevano ordinato a dipendenti pubblici, alawiti e tutti i filogovernativi di lasciare immediatamente la zona; “in caso contrario, sapremo dove trovarvi”, avevano minacciato dagli altoparlanti.

Uno di loro si è avvicinat o al settantenne imam chiedendogli “chi è il tuo leader?” “Dio onnipotente”, ha risposto l’imam; a quel punto l’armato ha replicato “il mio è sheikh Arour” e lo ha colpito e costretto a baciargli le scarpe, chiedendogli di dar loro enormi somme di denaro.

Da tempo, sembra che queste bande non si accontentino di assassinare, ma che vogliano ledere profondamente anche la dignità umana. Una sorte, questa, purtroppo simile a molte altre, oggi in Siria.

Come quanto accaduto il 13 aprile nella zona di Idleb: un elicottero militare stava sorvolando la zona di Marat al-Numa’an quando è stato abbattuto da un gruppo ribelle (quelli sempre descritti scarsamente armati con mezzi di fortuna, per intenderci!). Gli 8 tra ufficiali e militari a bordo sono stati immediatamente catturati, assassinati e decapitati (per giorni in rete è circolata l’immagine agghiacciante di uno di questi criminali fiero con in mano la testa del pilota posta s opra una griglia da campeggio).

Nei video dell’opposizione, ripresi anche dalla rete Orient Tv (http://www.youtube.com/…) si sostiene che l’elicottero trasportava “shabbiha nordcoreani” (che non vengono mai mostrati) e che è stato colpito perché intenzionato a bombardare la zona da tempo posta sotto assedio (anche se immediatamente dopo si precisa – come dimostrano anche le immagini – che era carico di viveri e pane). Più realistica sembra essere la versione diffusa da fonti filogovernative: ovvero che il veicolo è stato colpito mentre sorvolava una zona assediata con l’intenzione di far arrivare alla popolazione quanto necessario per la sopravvivenza.

Per aggiungere, poi, crimine a crimine, le bande hanno pensato di diffondere le immagini delle teste sulla graticola in alcune delle città e villaggi sotto il controllo dei “combattent i per la libertà” per creare ulteriore panico tra la popolazione.

Ma non sono solo religiosi e militari, come più volte ricordato, le vittime predestinate dei “pacifici rivoltosi”.

Il 17 marzo le “brigate Farouk”, una delle più note bande estremiste di Homs (gli stessi che per mesi avevano assediato il quartiere di Bab Amr), hanno diffuso un avviso per i cittadini di Homs (http://www.syriatruth.org/……..): da quel momento i colpi della loro artiglieria sarebbero caduti sui quartieri abitati dagli alawiti (non che fossero una novità, dal momento che sono mesi che questi quartieri vengono colpiti, ma è la prima volta che si prendono la briga di “preallertarli”).

In effetti, il giorno seguente le zone di al-Zahr a e al-Arman (entrambe tradizionalmente abitate da minoranze cristiane e alavate filogovernative) sono state colpite da razzi lanciati da proprio queste bande: 3 morti e 5 feriti solo nel ristretto quartiere di al-Arman (tra cui anche un bambino di 10 anni e un giovane diciassattenne).

Il razzo, caduto a poca distanza dalla scuola elementare della zona residenziale densamente popolata, avrebbe potuto provocare una strage se fosse arrivato solo pochi minuti prima, nell’orario dell’uscita degli studenti. Commovente la reazione degli abitanti del quartiere che si sono stretti intorno alle famiglie colpite con la solidarietà innata dei siriani, tra genitori che non riuscivano a capacitarsi della morte dell’unico figlio e non sapevano come staccarsi dai suoi indumenti fatti a brandelli dall’esplosione e vicini smarriti dall’afflizione improvvisa arrivata a spezzare un giorno di apparente quotidianità.

Il 4 aprile gli abitanti di a l-Arman sono stati nuovamente terrorizzati da una pioggia di colpi di mortaio caduti sulle abitazioni intorno a mezzogiorno. I residenti, disperati, sono fuggiti alla ricerca di rifugi di fortuna e le scuole hanno terminato in anticipo le lezioni.nTre civili sono rimasti uccisi, decine feriti e molti i danni materiali.

Poco distante da Homs, nel villaggio di Tal Kalakh, nei pressi del confine libanese, pochi giorni dopo, l’8 aprile, invece si è consumato un terribile massacro nel quartiere di al-Borj operato sempre dalle bande jihadiste (http://www.almanar.com.lb/french/…….).

Qualche giorno prima, era stata organizzata una manifestazione con la bandiera siriana per chiedere soccorso: “Salva Tal Kalakh” era scritto su uno degli striscioni dagli abitanti che chiedevano l’allontanamento dei gruppi armati dalla loro città.

Sembra che le 19 vite spezzate siano stati vittima di una spedizione punitiva a causa delle posizioni favorevoli al governo siriano.

Tra le vittime, di cui molti donne e bambini (la vittima più giovane aveva solo 3 anni), otto donne e tre uomini sono stati assassinati a distanza ravvicinata.

E la carrellata di crimini agghiaccianti contro innocenti potrebbe proseguire a lungo.

Uno degli ultimi, in ordine di tempo, è quello che si è consumato a Lattakia per mano dei “combattenti per la libertà”.

Mercoledì 10 aprile, Saeed Masoud si era recato, come ogni giorno, a prendere suo figlio, Mulham Masoud, di 10 anni, a scuola, quando un gruppo armato ha fermato e rapito entrambi.

Il figlio è stato impiccato, mentre il padre è stato massacrato. Entrambi i corpi sono poi stati riposti nel bagagliaio dell’auto avvolti dalla bandiera del governatorato francese (quella scelta a simbolo dai criminali “rivoltosi”).

Altri due innocenti che hanno pagato con la vita il loro mancato supporto alla “rivolta

pacifica”, preferendo il sostegno al legittimo governo siriano, nel silenzio e indifferenza generale.

Fonte: SibiaLiria 21 Aprile 2013

http://ilupidieinstein.blogspot.it/2013/04/siria-crimini-scomodi.html

 

 

Domenica, 21 Aprile 2013 10:28

Istanbul, vertice dei “Nemici” della Siria: piu’ aiuti ai ribelli

Ankara – Si sono di nuovo riuniti a Istanbul i ministri degli Esteri degli 11 Paesi occidentali e non, del cosiddetto gruppo ‘Amici della Siria’, fra cui l’Italia.

Al termine di una riunione il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha annunciato l’aumento degli aiuti americani alla bande armate antigovernative siriane. Gli Usa quindi forniranno ai “ribelli” in Siria 123 milioni di dollari in aiuti “non letali”, portando il totale stanziato sinora a 250 milioni. E per quanto riguarda le preoccupazioni esistenti circa  l’avanzata della componente jihadista (un nuovo termine per non citare direttamente al-Qaeda, se non come devono spiegare gli Usa questi aiuti finanziari e bellici che finiscono nelle mani dei gruppi armati in Siria, coloro che si sono esplicitamente dichiarati affiliati di al-Qaeda, ndr) Kerry ha voluto sottolineare che l’opposizione siriana ha gia’ rassicurato la “comunita

http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/124504-istanbul,-vertice-dei-nemici-della-siria-piu-aiuti-ai-ribelli

 

Siria, la denuncia dell’Onu: “Oltre 3 milioni di bambini soffrono le conseguenze della crisi”

PressTv. Le Nazioni Unite lanciano l’allarme: in Siria sono oltre 3 milioni i bambini colpiti dalle conseguenze devastanti della crisi che attanaglia il paese da oltre due anni.

“La crisi vissuta dai più piccoli è l’emergenza”, ha dichiarato mercoledì Leila Zerrougui, Rappresentante speciale del Segretario generale per i minori e i conflitti armati, di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Zerrougui ha poi aggiunto che gli attacchi contro gli ospedali e le scuole mettono a repentaglio la vita dei bambini e impediscono loro di accedere alle cure mediche e all’istruzione.

Stando alle dichiarazioni del funzionario Onu, i bambini vengono reclutati e impiegati per attività militari dai gruppi armati stranieri.

Zerrougui ha invitato con forza le Nazioni Unite all’elaborazione di una soluzione effettiva che ponga fine all’impunità delle continue “gravi violenze” in atto contro i bambini in Siria.

Il 9 aprile, l’organizzazione internazionale Save the Children ha denunciato che i bambini siriani sono esposti a un pericolo diretto, arruolati dai gruppi di militanti stranieri presenti nel paese.

Lo scorso mese, la Onlus aveva oltretutto denunciato le uccisioni, le torture e le violenze sessuali di cui i minori siriani sono vittime.

Il Sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari e Coordinatore per gli aiuti di emergenza, Valerie Amos ha detto che in Siria, su una popolazione complessiva di 20,8 milioni di persone, sono 6,8 milioni ad aver bisogno di aiuti umanitari.

L’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, si aspetta che per la fine del 2013, i rifugiati siriani saranno oltre 3 milioni e mezzo.

Da quando i disordini sono scoppiati in Siria, nel marzo 2011, non si contano le persone uccise, compreso un gran numero di agenti delle forze di sicurezza. Damasco ha più volte invitato al dialogo per cessare la violenza.

Traduzione per InfoPal a cura di Valentina Iacoponi

 

Italiani in fuga dall’Italia. La triste storia dell’emigrazione si ripete…

 noi siamo choosy e mica una risorsa.

 Italiani in fuga dall’Italia. La triste storia dell’emigrazione si ripete…

Secondo i dati dell’Aire, gli italiani espatriano per cercare un lavoro. Sei su dieci hanno scelto l’Europa, la Germania tra le mete principali
In fuga dall’Italia. La crisi economica ha fatto “esplodere” l’emigrazione italiana, che nel 2012 ha registrato un boom che non si vedeva da decenni: più 30,1% rispetto all’anno precedente.

Ad andare all’estero sono più uomini che donne, più trentenni e lombardi. La Germania il Paese preferito come punto d’arrivo. A rivelarlo sono i dati più recenti dell’Anagrafe della popolazione Italiana Residente all’Estero (Aire), resi noti dalla trasmissione “Giovani Talenti” di Radio 24 oggi.

Lo scorso anno l’emigrazione dalla Penisola è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012. Gli uomini erano il 56% contro il 44% di donne, e si conferma la preponderanza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%, alimentando quella che viene definita “la fuga dei talenti” che nel 2012 ha costituito il 44,8% del flusso totale di espatrio.

A livello generale, la Lombardia si rivela la regione che maggiormente alimenta l’emigrazione: ben 13.156 lombardi hanno trasferito la propria residenza all’estero nel 2012, davanti ai veneti (7456), ai siciliani (7003), ai piemontesi (6134), ai laziali (5952), ai campani (5240), agli emiliano-romagnoli (5030), ai calabresi (4813), ai pugliesi (3978) e ai toscani (3887)…

Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l’Europa come Continente di destinazione, seguita dall’America Meridionale, l’America Settentrionale e Centrale e l’Asia-Africa-Oceania. Per Paesi, la Germania è la prima meta di destinazione (10.520), seguita da Svizzera (8906), Gran Bretagna (7520), Francia (7024), Argentina (6404), USA (5210).

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Bologna, tra suicidi e assunti a tempo indeterminato

22 aprile 2013

Uomo sotto sfratto si uccide in casa

Bologna – Alessandro Comani, 59 anni, si è ucciso con un colpo di fucile.

L’uomo, che aveva ricevuto un’ingiunzione di sfratto, è stato trovato nella sua abitazione in via dei Mille 12.

L’ufficiale giudiziario, andato nella sua abitazione per notificare lo sfratto, non ricevendo risposta al citofono ha chiesto l’intervenuto degli agenti che, con il proprietario, che aveva le chiavi di casa, hanno scoperto il cadavere.

Si indaga sulla dinamica dei fatti. Non è chiaro se si sia sparato quando ha sentito il citofono o prima.

 Il comune di bologna generalmente è così generoso con tutti gli altri SENZA CASA con diversa nazionalità?

Bologna: il Comune assume Rom e Sinti e regala terreni agli Zingari

Pubblicato da ImolaOggi NEWSREGIONE apr 20, 2013

20 apr – Bologna, arrivano i mediatori Rom e Sinti
Sono otto, provengono dai campi di Bologna, San Lazzaro e Casalecchio e saranno assunti dal Comune di Bologna a tempo indeterminato e con stipendi che, secondo le voci, saranno superiori ai 3mila euro al mese.

I loro compiti? Fare da “ponte” tra le comunità di appartenenza e il Comune di Bologna che, in questo modo, ammette l’estraneità degli Zingari alla società bolognese: i “mediatori” servono con i nemici e i corpi estranei.

Il geniale progetto è stato presentato dal tristemente noto assessore al Welfare Frascaroli che inoltre già pensa alla sistemazione da trovare per 200 Zingari di etnia Sinti:“lavoriamo al superamento delle aree sosta Sinti”, puntando su piccoli terreni che saranno regalati dal Comune alle famiglie. (voxnews)

http://www.imolaoggi.it/?p=47707#comment-8928

 

Manovra finanziaria: si va verso tagli spesa da 10 miliardi

Posted By Redazione On 21 aprile 2013

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1549354/tagli-spesa/manovra-finanziaria-si-va-verso-tagli-spesa-da-10-miliardi.aspx [1]

Def esaminato da lunedi’ dalle Commissioni: sforbiciata a beni e servizi in vista (sanita’ e Pubblico impiego) in due tappe. Corsia preferenziale per cassa integrazione. Rinviato al 2014 aumento aliquota Iva.

  [2]Il premier in carica Mario Monti insieme al ministro dell’Economia Vittorio Grilli (a sx) e il pari grado dello Sviluppo Corrado Passera.

ROMA (WSI) – Da quando e’ stato presentato a inizio aprile, il Documento di Economia e Finanza (Def) ha portato con se’ anche i timori di una nuova manovra di finanza pubblica, ipotesi gia’ in varie occasioni rilanciata e poi smentita dal ministro dell’Economia Vittorio GrilliAllarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree [3], che parla di un piano di tagli da 7-10 miliardi in due tranche. L’iter dovrebbe essere super veloce, ma c’e’ viva l’incognita relativa alla cassa di integrazione e ai rifinanziamenti del fondo di sussistenza per risolvere una volta per tutte il problema esodati. Nel primo caso dovrebbe essere trovato almeno un miliardo di euro.

Il piano di tagli alla spesa, che prendera’ forma da lunedi’, prevedera’ forse una corsia preferenziale per la Cig, ma anche per contratti di servizio (Poste, Fs e via dicendo). “E’ quello che con tutta probabilita’ sara’ costretto a far scattare il prossimo governo (o forse quello attuale se sarà “obbligato” dagli eventi a rimanere in carica) tra maggio e giugno, magari non sotto forma di manovrina classica, per far fronte al lungo elenco delle cosiddette spese indifferibili (dalla Cig agli esodati)”, scrive il quotidiano di Confindustria.Da lunedi’ il Def sara’ esaminato dalle Commissioni speciali di camera e Senato. Nel documento di programmazione economica e finanziaria varato dal governo Monti, non c’e’ pero’ traccia esplicita degli esodati, come hanno denunciato i sindacati.”Se vogliamo risolvere il problema della Cassa integrazione in deroga, per il quale occorre una risorsa finanziar ia di almeno 1 miliardo e mezzo di euro per il 2013, non solo è necessario prevedere che questo argomento sia nel prossimo Documento economico e finanziario, ma occorre anche che il governo emani prontamente un apposito decreto”, ha affermatoCesare Damiano del PD.

“Lo stesso argomento vale anche per i lavoratori cosiddetti esodati, per i quale occorre rifinanziare il fondo appositamente costituito con l’ultima legge di stabilità. Purtroppo di questi lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero non c’è traccia nel Def. Questo è molto grave, secondo Damiano, sopratutto in considerazione della perdita di 1 milione di posti di lavoro subita dall’Italia nel 2012.

“Tares a parte, si profila un intervento in due tappe per recuperare le risorse necessarie per gestire le cosiddette spese indifferibili”, si legge sul Sole. “Nel giro di poche settimane (se non addirittura di pochi giorni) dovrebbe scattare il rifinanziamento della Cig e potrebbero anche arrivare le risorse per i contatti di servizio”.

“Con l’ormai tradizionale decreto estivo di giugno dovrebbero poi essere coperte tutte le altre voci: dal rifinanziamento delle missioni internazionali di pace agli esodati. Con lo stesso decreto potrebbe anche essere rinviato all’inizio del prossimo anno l’aumento dell’ultima aliquota Iva in calendario il primo luglio”.

Tutta l’operazione dovrebbe essere coperta con tagli alla spesa, a partire da un’ulteriore sforbiciata da quella per beni e servizi. I tecnici del Tesoro avrebbero già abbozzato un lista di opzioni di intervento. Che riguarderebbero anche la sanità e il pubblico impiego”.


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[3] Allarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-19/lunedi-sotto-lente-camere-104758.shtml?uuid=Ab8dTZoH

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 per Padellaro le banche non c’entrano niente

 

Istat: un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro

ssssh non fatelo sapere alla Boldrini. Lei non immagina la povertà….

ma per i sindacati solo i contratti dei precari in scadenza sono preoccupanti. Gli altri? schiantino pure

 21 APR – Quasi un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro. Tutti i componenti ‘attivi’ che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati. E’ quanto emerge da dati Istat sul 2012.

 Nel dettaglio sono 955 mila le famiglie con tutti i membri appartenenti alle forze lavoro in cerca di occupazione, in rialzo del 32,3% sul 2011.

 In un solo anno le famiglie ‘senza lavoro’ sono aumentate di 233 mila. Ed ecco come sono ripartite: 234 mila single, 183 mila monogenitore, 74 mila coppie senza figli e 419 mila coppie con ‘prole’ a cui se ne aggiungono 45 mila che l’Istat definisce di ”altre tipologie”.

 A livello territoriale oltre la meta’ (51,8%), 495 mila, si trova nel Mezzogiorno, seguono il Nord (303 mila) e il Centro (157 mila). In generale si tratta di famiglie con seri problemi di disoccupazione e quindi di disagio economico. Case dove non c’e’ alcun reddito, o ci sono entrate che pero’ non arrivano dal lavoro dipendente o autonomo, come possono essere le rendite da pensione.

 In altre parole nuclei dove regna la disoccupazione assoluta, tutti sono a caccia di un posto, o dove alla disoccupazione magari si associa la pensione o un’altra rendita Ad esempio puo’ essere il caso di una famiglia dove il padre e’ pensionato, la madre casalinga con uno o piu’ figli disoccupati; o dove uno o entrambi i genitori sono alla ricerca di un impiego e i figli ancora piccoli vanno a scuola; o ancora tutti i membri soffrono la mancanza di un posto. Non si esclude ci possa essere qualche caso piu’ fortunato di chi puo’ permettersi di vivere senza lavorare, contando su rendite immobiliari o da capitale, i cosiddetti rentier. Ma con tutta probabilita’, non e’ la condizione che associa questo milione di case.

 Un numero lievitato durante gli anni di crisi. Basti pensare che nel 2007 le famiglie che corrispondevano all’identikit di nuclei con tutte le forze lavoro in cerca di occupazione erano solo 466 mila. Ecco che in cinque anni la loro cifra e’ piu’ che raddoppiata (+104,9%). ansa