Inversione valoriale: il reato di istigazione alla normalità

6 aprile 2013 di Donato 

di Vincenzo Sofo

La notizia giunge dalla Francia e ha del grottesco. Nel paese guidato da Hollande, da tempo si sta dibattendo su matrimonio e dell’adozione per le coppie omosessuali. Con sentita partecipazione da parte della popolazione, che più volte si è organizzata – in entrambi i sensi – con manifestazioni. Preoccupano – a quanto pare – soprattutto le forze dell’ordine, particolarmente attenti a non turbare gli animi… di una parte.

Accade così che un innocuo padre di famiglia venga fermato dalla gendarmérie, reo di indossare una felpa con il simbolo della “Manif pour tous”, ossia della parte di opinione pubblica che difende l’esclusività del matrimonio eterosessuale. Logo raffigurante un uomo, una donna e due bambini (stilizzati) che si tengono per mano. A detta dei gendarmi, potenzialmente offensivo; tanto da intimare all’uomo di togliersi la felpa e – successivamente al rifiuto – da portarlo in caserma e sottoporlo a processo verbale (con tanto di multa) per “organizzazione di una manifestazione ludica nei Giardini del Lussemburgo senza autorizzazione speciale“. Incredibile ma vero.

Nell’epoca della tolleranza, dove baciarsi in pubblico non è più considerato impudico, ne’ è scandaloso se a farlo sono persone dello stesso sesso, dove l’atto sessuale più o meno esplicito è costantemente reso manifesto in ogni forma e per ogni fine (marketing in primis), dove non c’è più necessità di alzare la gonnella perchè i pantaloni sono già abbassati, dove la provocazione è all’ordine del giorno e non è più provocazione ma ordinaria amministrazione, a far scandalo e scalpore è dunque il padre di famiglia che dice quanto sia bella una famiglia con anche una madre.

E’ l’inversione valoriale, ultimo atto di un processo in cui il diverso viene talmente elogiato da divenire normale e poi unico, e il normale talmente confinato da diventare talmente diverso da risultare offensivo e scomodo. Accade quando il lassismo estremizzato in nome del famigerato progressismo, portano la battaglia circa l’uguaglianza ad integralismo, non equiparando (cosa già di per se discutibile) ma sostituendo una cosa con un’altra. Dal “hanno diritto anche loro” al “hanno diritto solo loro”.

Il fatto accaduto in Francia è comico. Ma è sintomo di una tendenza sociale allarmante. Quella della promozione dell’individualismo a coscienza collettiva. Quella che sovrappone l’esigenza (o il vezzo) del singolo all’ordine scaturito dalla natura. Quello che in nome della tutela della diversità, vuole abolire le diversità. Quello che in nome dell’uguaglianza, vuole imporre monopòlio.

Ognuno del suo cul faccia che vuole“, disse un vecchio saggio. Intendendo che è libero di darlo via, ma anche di tenerselo. A costo di risultare offensivamente normale.

Fonte

http://freeyourmindfym.wordpress.com/2013/04/06/inversione-valoriale-il-reato-di-istigazione-alla-normalita/

 

La porcata è servita. L’Ue finanzia il Ccs, la tecnologia che può innescare t erremoti

sabato 6 aprile 2013

 La porcata (non trovo altro vocabolo) arriva a compimento. Ieri l’Unione Europea ha pubblicato un nuovo bando (il primo risale al dicembre scorso) per finanziare il Ccs, carbon capture and storage, definito anche “stoccaggio geologico della CO2″

Si tratta di iniettare in profondità nel sottosuolo l’anidride carbonica generata bruciando i combustibili fossili con i quali si produce l’energia elettrica, affinchè non entri nel’atmosfera e non contribuisca all’effetto serra. 

I problemi sono due. Primo, il Ccs può innescare terremoti più del famigerato fracking: lo dice l’Accademia delle Scienze degli Usa, mica un ciclostilato dei centri sociali.

E poi

Vicenza, si suicida e lascia un foglia ai familiari: “fatelo sapere, scrivete ai giornali”

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ma quanti contributi ruba l’INPS? Quanti all’avvicinarsi della pensione, tra esodati e disoccupati che non avendo ancora maturato il diritto non riprenderanno mai quanto versato?

 

sabato 6 aprile 2013

14:29 | Pubblicato da admin |

Nella giornata di ieri ha fatto scalpore il caso del triplice suicidio di Macerata, talmente eclatante che i mass media, che evitano accuratamente di parlare di “suicidi da insolvenza”, hanno dovuto menzionare la vicenda: ma nella stessa giornata si è tolto la vita anche un cinquantenne rimasto senza lavoro di Zané, provincia di Vicenza, che ha lasciato un foglio al figlio: “fatelo sapere, ditelo ai giornali”…

 

Di seguito l’articolo de ilgiornaledivicenza.it

 

Un genitore lascia scritto al figlio di informare l’opinione pubblica sui motivi che l’hanno spinto alla tragedia. Un cinquantenne rimasto senza lavoro si è tolto la vita: in un biglietto ha chiesto che i suoi cari spieghino i motivi del gesto

ZANÈ.Un biglietto di saluto ai suoi cari; la spiegazione del motivo di quel tragico gesto, dettato dalla disperazione di non avere più un lavoro e una richiesta chiara: «Fatelo sapere tramite il giornale». È questo che ha spinto un ragazzo a reagire al dolore e a raccontare la storia del padre, un autotrasportatore di Zané, che la scorsa settimana si è tolto la vita nella sua abitazione. Da quanto tempo suo padre era senza lavoro? «Mio papà ha fatto il camionista per trent’anni. Ha sempre versato regolarmente i contributi e si è sempre dimostrato un gran lavoratore. Poi con la crisi le cose hanno iniziato ad andare male, non veniva più pagato, ha cercato altri lavori, ma alla fine si è trovato disoccupato. Ha ricevuto un contributo di 700 euro al mese, per sette mesi. E da ottobre, più nulla». Come ha reagito a questa situazione? «Senza lavoro si sentiva impotente. Non ha mai smesso di cercare un’occupazione, ha presentato oltre 300 richieste , anche fuori regione, ma le risposte erano sempre le stesse: o non cercavano, o era troppo vecchio. Aveva 50 anni».

Ha mai chiesto aiuto? «Non nel senso di un sostegno. Chiedeva solo di poter lavorare, con dignità. Quando ha visto che non cambiava niente, ha fatto quello che sappiamo. Voleva che qualcuno si muovesse, che lo Stato prendesse in mano la situazione, che i politici cominciassero a fare qualcosa». Vi sareste aspettati un gesto così estremo? «No. Era una persona allegra, solare. Amava la vita e la sua famiglia. E ha sempre cercato di trasmettere questa immagine, anche se soffriva. Ha covato per mesi un malessere, fino ad esplodere, con la speranza però che non fosse inutile. È per questo che ho raccontato la sua storia anche alla fine del funerale, davanti alla chiesa piena». Crede che si sia sentito abbandonato? «Sì perché dopo una vita di lavoro, quando ha chiesto aiuto, ha trovato il silenzio dello Stato.Tutti i particolari sul Giornale in edicola.

Alessia Zorzan

 

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/493315_zan_dite_perch_mi_sono_suicidato/?refresh_ce


 

http://www.nocensura.com/2013/04/vicenza-si-suicida-e-lascia-un-foglia.html

BCE, in Europa depositi insicuri

Fonte: http://xena05.wordpress.com/2013/04/03/bce-in-europa-depositi-insicuri/

03 APR

Il membro olandese della BCE Klaas Knot conferma : l’esproprio di depositi bancari rientra in futuro nella “politica europea di liquidazione”. La BCE pretende che le banche rimettano a pari i loro bilanci. Il risparmiatore comune dovrebbe quindi riflettere bene sia sulla somma di danaro sia presso quale banca la voglia lasciare in deposito.

Ora sono le banche centrali che hanno preso in mano il comando del nuovo ordine del sistema bancario europeo. Il membro della BCE olandese e presidente della banca centrale del suo paese, Klaas Knot ha confermato giovedì durante un convengo ciò che aveva già annunciato la settimana scorsa Jereon Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo: la ristrutturazione delle banche europee verrà effettuata come dall’esempio di Cipro. Tutti di depositi bancari, se necessario, verranno espropriati. Dijsselbloem aveva detto che l’affare Cipro rappresenta per l’Europa una pausa cianografica. Poi ha ritirato tutto. Dopodiché Benoit Coeuré della BCE ha affermato che Cipro è un caso a sé.

Ora Knot, come da articolo del giornale Het Financieele Dagblad, ha provveduto a chiarire : “Non c’è nulla da eccepire alle affermazioni di Dijesselbloem . Quanto da lui affermato è ciò che viene discusso in Europa già da tempo. Questo modus operandi sarà parte del processo con cui in Europa verranno liquidate le banche”. Le banche devono riportare a pareggio i loro bilanci, per cui sarà necessaria trasparenza nel settore bancario. Dopodiché le banche dovranno dividersi da chi procura perdite.

Reuters ha avuto conferma dall’addetta stampa di Klot che le affermazioni dell’olandese non sono dei malintesi. La stampa internazionale è ormai molto attenta da quando Dijsselbloem ha cercato di imbrogliare la FT e Reuters.

Il membro della BCE olandese e presidente della banca centrale del suo paese, Klaas Knot, presenta ufficialmente la nuova dottrina della BCE: Cipro rappresenta semplicemente un campo di prove generali. Nel settore bancario questa è la nuova situazione : i tanto decantati risparmi sicuri non valgono la carta sulla quale sono stampati.

Concretamente: il cliente semplice di una banca dell’Eurozona non può più essere sicuro quando porta i suoi soldi in banca!

Deve raccogliere informazioni sulla sua banca studiandone i bilanci o cercare di vedere gli affari sui Derivati, altamente esplosivi, segreti e che non hanno l’obbligo di indicare nei bilanci. E per dirlo in maniera molto chiara: entrambe le cose sono impossibili, poiché nonostante conoscenze altamente professionali è attualmente impossibile valutare i rischi di una banca. La maggior parte dei bilanci sono menzogne raffinate che non capisce nessuno e che nessuno deve poter capire.

D’altra parte è un fatto positive che la BCE finalmente parla chiaro. Probabilmente non c’è altra alternativa se non quella di rianimarle .

Per i risparmiatori, proprietari di libretti di risparmio e aziende , l’annuncio di Knot è un messaggio eloquente: devono prendere subito dei provvedimenti. Se nel caso di Cipro v’erano ancora dubbi sul fatto della sicurezza dei depositi bancari, con chiara spiegazione di Knots ora è ufficiale.

Questa notizia è particolarmente negativa per le medie imprese, poiché non vi sono , per motivi pratici, alternative al conto bancario. Ci si deve rendere conto che può accadere a tutti, che da un giorno all’altro possono essere espropriati – ma di ciò che li danneggia più di tutto :della liquidità. Quando lo Stato viene di notte come un ladro, l’azienda non è più in grado di pagare gli stipendi ed allora incombe il pericolo dell’insolvenza (come accade concretamente è documentato qui )

Quindi le imprese devono decidere se conservare in azienda contanti consistenti. Forse ci sarà addirittura il ritorno alla “busta classica” , cioè stipendi pagati in contanti.

La fredda decisione delle banche centrali di risanare a discapito dei clienti delle banche, è chiara: I soldi guadagnati e che servono per la gestione dell’impresa vanno tenuti ovunque tranne che in banca.

Guarda caso questa notizia Knot la dà il giovedì Santo: sono iniziate le vacanze pasquali e quasi nessuno fa ci fa caso. Cos’è che disse Wolfgang Schäuble? “I risparmi bancari sono una questione delicata, per cui va presa in considerazione solo il fine settimana”.

La situazione a quanto pare è talmente seria che sottintende in chiare lettere l’ annuncio dell’esproprio.

(traduzione di Gabriella Cavallucci)

fonte:

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2013/03/30/ezb-bestaetigt-die-bank-guthaben-in-europa-sind-nicht-sicher/

Tratto da: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/04/bce-in-europa-desositi-insicuri.html#more

 

http://www.stampalibera.com/?p=61837

 

Ore in coda per l’esenzione ticket, pensionato muore per infarto

PALERMO, 5 APR – Era in coda dalle cinque del mattino Giuseppe Fontana, un pensionato di 68 anni che si era recato all’alba negli uffici dell’Asp 6 di Palermo per rinnovare l’esenzione dal ticket. Tra i circa 300 pazienti in attesa a un certo punto sarebbe nata un’accesa discussione per il turno.

 Il pensionato ha accusato un malore, si e’ accasciato per terra ed e’ stata stroncato da un infarto. Una morte che ha suscitato le proteste delle numerose persone in fila e l’apertura di un’indagine dei carabinieri.

http://www.imolaoggi.it/?p=46202

 

SCONVOLGENTE SCOPERTA IN BRASILE Nel lago che ospiterà le olimpiadi

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proprio nel lago che nel 2016 ospiterà i giochi olimpici di canottaggio: lo specchio d’acqua della laguna Rodrigo de Freitas è stato completamente ricoperto da 65 tonnellate di pesci morti in circostanze apparentemente misteriose. L’inspiegabile moria è stata fotografata dal Daily Mail ma le immagini del luogo dell’orrore hanno fatto il giro del web in pochissimo tempo.Secondo gli esperti il fenomeno sarebbe imputabile alle copiose precipitazioni degli ultimi mesi che hanno impoverito di ossigeno l’acqua della laguna fino a renderla letale per le tante specie ittiche che la popolano. Ricciole, spigole, pesci gatto e tante altre varietà di pesci sarebbero dunque rimaste letteralmente imprigionate nelle acque fino al soffocamento.

TUTTAVIA

molti si interrogano sulle ragioni che potrebbero spiegare questo apparente fenomeno ‘naturale’, peraltro già verificatosi in Brasile nel 2009, nel Rio di Santa Barbara.C’è chi pensa, infatti, che episodi del genere siano una diretta conseguenza dell’azione dell’uomo e dell’aumento dell’inquinamento atmosferico e idrico. La moria di pesci, come quella delle api e altre specie animali considerate dagli esperti de gli ‘indicatori naturali’ della salubrità dell’ambiente, rappresenterebbe un campanello d’allarme davvero preoccupante.

>Fonte<

http://terrarealtime2.blogspot.it

Redatto da Pjmanc: 

http://www.ilfattaccio.org/2013/04/05/sconvolgente-moria-di-pesci-in-brasile-nel-lago-che-ospitera-le-olimpiadi/

Francia – Manifestazioni di piazza in favore della Famiglia sedate con Lacrimogeni

Venerdì,  Aprile 5th/ 2013

– di Maria Laura Barbuto

Hollande impopolare: sposta l’attenzione dalla truffa della crisi ai matrimoni gay

Braccio di ferro tra l’esecutivo ed il popolo francese: proteste e manifestazioni di piazza a favore della

famiglia sedate con lacrimogeni. E’ democrazia?

Homovox, movimento rappresentativo di omosessuali francesi, manifesta contro adozioni gay 

di Maria Laura Barbuto

 Da Sarkozy ad Hollande – Dalla Padella alla Brace  

Parigi – La Francia di Francois Hollande tenta di spostare l’attenzione popolare e mediatica dalla drammatica crisi indotta (e fomentata dall’euro e dal sistema bancario) che sta vivendo alle tematiche etiche e sociali, probabilmente, per contenere il malcontento dei transalpini, imbottendo le loro menti e coscienze con altre notizie su cui discutere. Infatti, il presidente francese pare si stia battendo, in tutto e per tutto, per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e per consentire loro eventuali adozioni. In pratica equiparando i diritti delle coppie gay a quellidelle famiglie e delle coppie tradizionali. In un momento di crisi internazionale come quello affrontato dall’Europa, la strategia “socialista” messa a punto dal primo ministro d’oltralpe potrebbe distrarre dalla notevole e riconosciuta esigenza di una riforma sostanziale dell’Eurozona e,  spalleggiata dai media nazionali, puntare il dito contro coloro che sostengono la famiglia. Proprio così: la Francia preferisce trattare questioni periferiche e marginali per non affrontare il difficile e criminoso discorso del dissesto economico e finanziario indotto. E nonostante il malcontento della propria gente, pare che il pensiero principale di Hollande sia quello di mettere mano al Codice Civile e modificarlo per meglio “tutelare” le minoranze gay. 

 La Strategia di Hollande – Lacrimogeni contro i difensori della Famiglia 

Il provvedimento in questione è stato approvato, lo scorso febbraio, dall’Assemblea Nazionale Francese, con soli 100 voti di scarto ( 329 contro 229 ), ma  ha comunque suscitato sdegno e sfiducia da parte di molti Francesi che continuano, ancora oggi, a scendere in piazza chiedendo maggiori tutele per la famiglia naturale ed un eventuale referendum popolare sull’argomento in questione.  Capofila dei movimenti che si sono apertamente schierati contro l’esecutivo parigino è, sicuramente, il comitato indipendente, apolitico ed aconfessionale “La Manif pour Tous” che, oltre a sottolineare l’importanza del matrimonio inteso tradizionalmente tra uomo e donna, ricorda l’importanza dell’atto della procreazione, considerando il progetto di legge un vero e proprio < strong>ostacolo che spacca in due la società.  Ma il governo francese non vuole proprio tirare i remi in barca ed ascoltare i propri cittadini: nelle manifestazioni di piazza dei giorni scorsi, i dimostranti (presenti in migliaia e migliaia) sono stati accolti da numerose forze dell’ordine che hanno sparato lacrimogeni  e creato il caos in una situazione totalmente gestibile e governabile.  E allora per quale motivo è successo tutto ciò? Imbavagliare i cittadini che manifestano contro il governo, caro Hollande, non è proprio democratico!

 Ora anche gli Omosessuali difendono la Famiglia Tradizionale – Hollande No 

Ad una delle tante proteste ha preso parte anche il movimento Homovox che rappresenta parte degli omosessuali francesi: in tutto ciò non c’è nulla di paradossale, in quanto il collettivo francese ha dichiarato, attraverso i suoi rappresentanti, che la procreazione spetta all’uomo ed alla donna e che i bambini devono crescere in una famiglia vera e propria. L’unica richiesta avanzata da Homovox riguarda la possibilità di una forma di unione specifica che non sia il matrimonio. Quindi, conclusivamente, come abbiamo sempre sostenuto, nessuno intende negare l’esistenza di coppie gay e nessuno ha intenzione di discriminare chi compie determinate scelte sessuali, ma la famiglia no, quella non si tocca per nessuna ragione al mondo… e anche gli omosessuali se coscienziosi e razionali, a quanto pare, sono d’accordo. 

Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)__________________________

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http://www.quieuropa.it/francia-manifestazioni-di-piazza-a-favore-della-famiglia-sedate-con-lacrimogeni/

 

Gli Immigrati soffrono piu’ per la disoccupazione che per la xenofobia

5 apr – Nei Paesi europei la xenofobia non e’ un problema grave per gli immigrati, che risultano invece molto piu’ preoccupati dall’occupazione e dalla salute. Lo rileva una ricerca promossa dall’Universita’ del Lussemburgo che si basa sui dati del sondaggio sociale europeo che ha coinvolto 32mila immigrati di prima e seconda generazione e 160mila non-immigrati in 30 Paesi. I risultati dell’indagine hanno dimostrato che a rendere infelici gli immigrati in Europa sono principalmente i problemi di lavoro e di salute.

 Disoccupazione, basso reddito e malattie sono i primi fattori ad influenzare il benessere degli immigrati. Lo studio ha rilevato che gli immigrati nei Paesi maggiormente ostili all’immigrazione attribuiscono solo il 2% della propria infelicita’ alla xenofobia. I disoccupati sono risultati meno felici rispetto al resto della popolazione del 7%, quelli che guadagnano poco o hanno salari bassi sono meno felici dell’11% e quelli con problemi di salute del 9%.

L’eta’ e il tempo trascorso nel Paese ospitante sono emersi come parametri importanti nell’auto-percezione e definizione dei livelli di benessere: i meno felici sono gli immigrati tra i 41 e i 60 anni, i piu’ soddisfatti quelli tra i 22 e i 30 anni. L’indagine ha rilevato, inoltre, che maggiore e’ la ricchezza del Paese ospitante maggiore e’ l’infelicita’ provata dagli immigrati rispetto al resto della popolazione. La ricerca e’ stata presentata alla conferenza annuale della British Sociological Association a Londra. (aduc immigrazione)

http://www.imolaoggi.it/?p=46229

 

Obama finanzia il “test della morte”: prevede quando morirai e decide se meriti di essere curato

Obama non era contro la pena di morte? Ed ecco che dopo LA KILL LIST il BOIA premio nobel per la pace stabilirà chi merita di essere curato e chi NO.

 Obama finanzia il “test della morte”: prevede quando morirai e decide se meriti di essere curato

L’indice di mortalità, sviluppato con fondi governativi, è stato pubblicato martedì. Il test sarebbe in grado di predire se un paziente morirà entro 10 anni. «È solo il primo passo, sarà il governo a decidere chi merita di vivere».

Barack Obama ha finanziato con fondi governativi “l’indice di mortalità”, un nuovo studio pubblicato dalla University of California che considerando 12 elementi legati allo stato di salute dei pazienti sarebbe in grado di predire se moriranno o no nei successivi 10 anni. Lo studio serve per “aiutare” i medici a capire se vale la pena curare un paziente, per malattie come cancro o diabete, con trattamenti costosi oppure no.

TEST DELLA MORTE. Come spiega il dottor Marisa Cruz, che ha guidato l’esperimento CONTINUA SU NEL MATRIX

 

Suicidi di Civitanova, Boldrini contestata «Faceva meglio a non venire»

Bisogna dare protezione sociale dice la Boldrini? Ma se manco trovano i soldi per pagare le piccole e medie imprese perché han dato la prima rata da 43 MILIARDI per il MES?????

Il padrone di casa non li assillava per la rata dell’affitto, peccato non si possa dire loro di quello stato che dovrebbe garantire una protezione sociale che esiste nella mente della Boldrini. l’INPS non la pensa allo stesso modo del proprietario di casa. Intanto l’assassina Fornero, che donna, si DIFENDE. La Boldrini cosa risponde alla Fornero, che sostiene come la sua riforma sia una protezione per le famiglie?? La Tares sarà sospesa per i non abbienti o anche quella è una misura per TUTELARE le famiglie?  E poi alla BCE che cosa raccontano? C’è da pagare la seconda rata del Mes

 contestata dalla folla presente alla cerimonia di commemorazione

 Suicidi di Civitanova, Boldrini contestata «Faceva meglio a non venire»

 Dure parole della sorella di Maria Dionisi che si è tolta la vita con il marito e il fratello

 La presidente della Camera, Laura Boldrini, al suo arrivo al Comune di Civitanova Marche dove si è svolta una riunione aperta in memoria di Romeo Dionisi, Anna Maria Sopranzi e il fratello di lei Giuseppe, morti suicidi perché non riuscivano ad arrivare a fine mese, è stata contestata da alcune persone. Qualcuno tra la folla l’ha però anche applaudita.

 CRITICHE – Critiche alla Boldrini sono arrivate anche dai familiari delle vittime. «Faceva meglio a non venire». Questa infatti è la frase che la sorella di Dionisi, una delle vittime, ha pronunciato all’arrivo della Boldrini. Uno sfogo, quello dei parenti, confermato da più fonti. I conoscenti intanto ripetono che nessuno aveva capito il loro dramma: «li ha uccisi la dignità». Lo sfogo della sorella di Romeo Dionisi contro Laura Boldrini è stato rivolto al personale del servizio di sicurezza della Camera che stava facendo un sopralluogo in vista della visita della presidente.

 LA REPLICA – «Bisogna dare più misure di protezione sociale in un momento in cui la crisi è pesante» ha spiegato successivamente la presidente della Camera. «Ero nelle Marche quando ho saputo e non potevo non venire. È una tragedia che ha sconvolto il Paese».

 civitanova, La storia dei coniugi Stritolati dalla tenaglia dei debiti

 Un mutuo per pagare i contributi all’Inps: «Voleva essere a posto»

 Vivevano insieme da anni in un condominio al centro di Civitanova, da quattro mesi non riuscivano a pagare l’affitto

 CIVITANOVA MARCHE (Macerata) – Prima di dirsi addio, vicini fino all’ultimo e appesi a una corda, giù nel ripostiglio delle biciclette, Romeo Dionisi e Annamaria Sopranzi, 62 e 68 anni, sposi da 35, hanno lasciato la casa in perfetto ordine, la notte scorsa, come facevano sempre prima di uscire, perché l’ordine era la regola a cui avevano ispirato tutta la vita: il letto fatto, i documenti a posto, i due cellulari, i due orologi, gli occhiali di lei e il portafoglio vuoto di lui bene allineati sul comò, accanto al Cristo ligneo con il rametto di palma e l’angioletto custode di ceramica, a cui non hanno più avuto il cuore di chiedere aiuto. Sul tavolo del salotto è rimasta una bottiglia di liquore mezza vuota: forse hanno preso la forza anche da lì. Stremati dai debiti, uccisi dalla disperazione.

 Anna Maria Sopranzi (Ansa)

Anna che era il ritratto della salute ma negli ultimi mesi aveva perso almeno venti chili e vestiva sempre di nero: «Porto il lutto nella tasca», spiegava ai vicini. Romeo, che non aveva perso del tutto la speranza di rimanere una «partita Iva» nel mondo del lavoro («il commercialista non mi ha ancora cancellato come artigiano», diceva in giro) ma ormai concepiva pensieri di morte («peccato che la farmacia è chiusa sennò andavo a prendermi il veleno», aveva confessato accorato alla cognata Rita durante l’ultimo pranzo di Pasqua).

 Così, giovedì notte, si sono chiusi la porta alle spalle, mentre nell’altra camera il fratello più grande di Anna, Giuseppe Sopranzi, 73 anni, dormiva profondamente e non s’è accorto di nulla. Non avevano avuto figli, Anna e Romeo, così come Giuseppe che non s’era mai sposato. E in tre vivevano ormai da molti anni, famigliola affiatatissima, nella casa all’interno 3 di via Calatafimi 40, al primo piano, nel centro di Civitanova, un tempo la piccola Rimini delle Marche, ma oggi sempre più cittadina strangolata dalla crisi del calzaturiero e della marineria, dell’edilizia e del commercio, con le griffe che se ne vanno da Corso Umberto I in un clangore di saracinesche abbassate.

 Quando Giuseppe, ieri mattina alle 9, ha scoperto di essere rimasto solo al mondo e in quella casa, ha preferito morire anche lui, ha raggiunto la scogliera al Molo Sud del porto e si è lasciato andare mentre soffiava forte il «garbino», il vento di qui, e il mare era agitatissimo. La Guardia Costiera l’ha visto annaspare in mezzo ai flutti e gli ha lanciato una cima, ma lui l’ha rifiutata. Insieme avevano vissuto e insieme hanno voluto morire, tutti e tre.

 Il sindaco di Civitanova sul luogo della tragedia (Ansa)

Anna Sopranzi prendeva la pensione socialecirca 500 euro al mese. Bastavano giusto per l’affitto di casa, che però da 4 mesi non riuscivano più a onorare. Il proprietario, Mario Pagnanini, li conosceva da una vita e voleva loro un gran bene, perciò non li assillava, «non vi preoccupate, me li darete con calma», ripeteva ai suoi tre sfortunati inquilini. Anche Giuseppe Sopranzi era pensionato, percepiva circa 900 euro, aveva lavorato per molti anni come operaio in un calzaturificio della zona e adesso si dedicava alla sua più grande passione: il mare. Aveva un capanno vicino al fiume Chienti e ogni mattina andava alla foce a guardare le mandrie e i pescatori. Così passava il tempo, prima di tornarsene a casa per il pranzo, dove l’aspettavano i piatti poveri ma gustosi che la sorella Anna preparava a lui e a Romeo con devozione. Anche nell’ultimo atto, Anna ha pensato a Giuseppe, lasciandogli una busta con 600 euro in contanti, «questi sono per Peppe, c’era scritto in un biglietto ritrovato in casa.

 Solo Romeo, muratore da una vitacombatteva ancora per avere la sua pensione – spostata a 67 anni dalla riforma Fornero – e si era indebitato per questo, accendendo due mutui per poter continuare a versare i contributi all’Inps, ma senza avere più i soldi per pagare le rate, perché ormai ridotto a lavorare in nero nei cantieri e da 10 mesi senza stipendio: «Alla vigilia di Pasqua il titolare della ditta è fuggito a Napoli», si lamentava negli ultimi giorni. «Non era un esodato, era molto peggio – racconta commosso Ivo Costamagna, presidente socialista del consiglio comunale di Civitanova e suo vicino di casa -. L’unica volta nella sua vita che mi ha chiesto aiuto è stato 20 giorni fa, è salito su con la moglie a casa mia, al terzo piano e mi ha dato un foglio in cui spiegava che era pronto a fare qualsiasi mestiere per lavorare, per essere a posto». «Manovalanza», aveva scritto Romeo in stampatello.

http://www.corriere.it/cronache/13_aprile_06/mutuo-per_pagarae-contributi-inps-caccia_bfd7295c-9e79-11e2-8717-9b3e51409b57.shtml

 «se non avessi fatto quelle scelte sarebbe stato un disastro per l’italia»

 Triplice suicidio di Civitanova, Fornero: «Mie riforme fatte per tutelare le famiglie»

 Il ministro del Welfare parla a «La Stampa»: «I suicidi hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo»

 «Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo. Adesso, dobbiamo onorare la loro memoria lavorando in modo costruttivo, tanto più che ci sono piccoli segnali di ripresa». Lo afferma al quotidiano «La Stampa» il ministro del Welfare, Elsa Fornero, dopo i suicidi di due coniugi e del fratello della donna nelle Marche.

 EPISODIO – «Un drammatico episodio – osserva Fornero – che aggiunge dolore al mio stato abbastanza pesante di questi giorni in cui ho continuato a lavorare con il massimo impegno. E sia chiaro: non per creare problemi, ma per risolverli. Perchè oggi – aggiunge – chi punta il dito contro di me e il governo che rappresento, accusandomi di eccessiva rigidità, se non avessi fatto quello che ho fatto, per esempio l’innalzamento dell’età per la pensione, mi avrebbe attaccato per inefficienza». Sulle riforme del lavoro e delle pensioni, il ministro conferma la sua linea, rivolta alla tutela e alla salvaguardia «non dell’Italia – spiega, – ma delle famiglie italiane che ho avuto e che ho a cuore. Perchè se non ci fossimo impegnati in quella direzione, se non avessimo fatto quelle scelte sarebbe stato un disastro per tutte le famiglie del nostro Paese».