Quando I padroni del “Pensiero Unico” danno ordine di bruciare le librerie

Libreria-data-alle-fiamme-1Libreria data alle fiamme
Ancora una volta un episodio di intolleranza violenta contro la cultura non conforme: il Circolo culturale con Libreria annessa, “La Terra dei Padri” di Modena, è stato dato alle fiamme nella notte di Mercoledì scorso a Modena.
Il Circolo culturale, già dalla sua inaugurazione, nel Gennaio dell’anno in corso, era stato fatto oggetto di intimidazioni, cortei di protesta, invettive e condanne da parte dei partiti e delle associazioni delle sinistra mondialista, con il PDI e l’ANPDI in testa a denunciare il “pericolo fascista”. Questo perchè l’impostazione culturale e politica del Circolo non era allineata a quella del “Pensiero Unico” vigente, in particolare in una zona da sempre gestita dal PD e dai suoi sodali.
Nonostante questa ostilità manifestata, il Circolo, che ospitava una nutrita biblioteca, era andato avanti con le sue iniziative metapolitiche e culturali come conferenze sul conflitto nell’Ucraina e del Donbass, commemorazione della figura del giornalista scomparso Arrigo Grilts, presentazione di libri come l’ultima opera di Sensini sull’ISIS, una piccola fiera dell’Editoria indipendente con esposizione di libri di case editrici non omologate, un convegno sullo Scontro di Civiltà, l’Europa ed il terrorismo, ed altre interessanti iniziative.
Il successo di queste iniziative aveva attirato molte iscrizioni di nuovi soci al circolo e questo aveva sicuramente dato fastidio e di conseguenza, da qualche settore politico, è arrivato l’ordine di far tacere quella fastidiosa voce dissidente.
Puntuale è arrivato l’attacco incendiario alla sede nella notte, attacco che non è difficile supporre che sia stato affidato a qualche gruppo di quelli che agiscono sotto le spoglie di sigle anarchiche o dei centri sociali e che in realtà svolgono la insostituibile funzione di “truppe cammellate” del sistema. Vedi: Modena, incendio doloso alla sede della Terra dei Padri
Non è la prima volta e non sarà l’ultima.
La fase attuale di soppressione del dissenso, a cui si sta rapidamente arrivando, consiste nel silenziare le voci dissidenti sul web, con il pretesto di controllare la rete e” prevenire la diffusione dell’odio” (Boldrini), oppure in altri casi si passa  a bruciare direttamente le librerie ed i circoli culturali dove circolano idee difformi e sono custoditi e venduti al pubblico i libri dissenzienti rispetto al “Pensiero Unico”.
In quel caso il sistema fa ricorso al suo braccio violento, costituito quasi sempre dai “centri sociali” mobilitati per distruggere le librerie o bastonare le persone che siano interessate a divulgare le idee proibite.
Era già accaduto accaduto poco tempo fa anche a Firenze, dove La libreria “Il Bargello” era stata assaltata da un gruppo di venti persone a volto coperto. Gli assaltanti, gridando slogans, avevano distrutto la vetrina ed avevano lanciato all’interno mattoni, bottiglie, petardi. Una ragazza, che lavorava come commessa, era stata aggredita, alcuni scaffali con relativi libri distrutti, e l’azione aveva voluto avere un significato “punitivo” in quanto la libreria era considerata vicina all’area di Casa Pound, in gruppo classificato di estrema destra e che si ispira alle opere del noto poeta e storico del novecento, considerato “eretico” rispetto alla cultura storica corrente. Stesso copione di quando, in precedenza venne devastata la libreria Ritter a Milano o quando in Francia, nel centro di Parigi venne assaltata la libreria “Facta” nel corso di una manifestazione antifascista proclamata “contro l’omofobia e le forze reazionarie”. Tanto meno fu espressa alcuna riprovazione dalle autorità pubbliche, quando un gruppo di assalitori incappucciati distrusse più di un anno prima la libreria Europa a Barcellona.
Libri dati alle fiamme a Modena
Tutti episodi che rendono l’idea del clima di intolleranza e di totalitarismo culturale che si è diffuso in questi anni in Europa.
La sinistra mondialista utilizza questi gruppi quando deve affidare a qualcuno il “lavoro sporco” mentre ufficialmente condanna queste azioni ma in modo subdolo le istiga, lanciando anatemi contro presunti circoli che propagano idee si stampo “fascista”. Il solito vecchio gioco del sistema di potere: la sinistra, oggi palesemente al servizio del grande capitale sovranazionale, maschera la sua subordinazione ai grandi poteri dietro la cortina fumogena dell’antifascismo.
Circolo culturale in fiamme a Modena
Quando poi accade che il fascismo compare davvero in Europa ( e non solo quello finanziario che schiaccia i popoli ed annulla i diritti), come accaduto in Ucraina dove i gruppi neonazisiti di Svoboda e del Battaglione Azov nel 2014, grazie al colpo di Stato della CIA, hanno mandato i loro esponenti al governo di Kiev, allora avviene che la sinistra europea si allea con questi e con il governi filo nazista di Poroshenko con il pretesto di bloccare la minaccia della Russia. Tutti quindi sempre al servizio del dominio imperiale USA, della NATO e della grande finanza di Soros e del Cartello dei  Rothshild/Rockefeller/Morgan/Dupont..
Non è un fatto nuovo e si percepiva già da molto tempo che il sistema in Italia ed in tutta l’Unione Europea si va sempre più avvicinando ad un ordine totalitario strisciante dove i grandi media (giornali e TV) sono controllati dai gruppi finanziari che ne sono proprietari, altrettanto avviene per gli Istituti di cultura, per le Università e le cattedre di docenza, dove il controllo è essenzialmente politico, idem per le fondazioni culturali ed le principali case editrici.
 
Libreria data alle fiamme
Tutti gli attori principali, che siano intellettuali, politici ed operatori dell’informazione, si sono ( da molto tempo) accomodati adeguandosi all’ideologia del “politicamente corretto” e del “Pensiero Unico”, essenzialmente globalista e neo liberista in economia (il primato dei mercati), laico, relativista, progressista  in politica (con le varie sfaccettature post ideologiche ) con al centro di questo sistema l’interpretazione della Storia precisamente conforme alla vulgata di regime e la deformazione cognitiva imposta dagli orientatori e opinionisti a libro paga delle centrali di potere.
Presto anche in Italia (come sta avvenendo adesso in Ucraina o in Turchia)  non ci sarà posto per chi dissente e le misure estreme, che le Autorità prenderanno per il “nostro bene”, saranno applicate a chi dissente o a chi sia accusato di collusione con  il terrorismo , a chi critica l’immigrazione, il multiculturalismo, le guerre della NATO, le coppie gay,il gender nelle scuole, a chi contesta l’unica religione ammessa ed i concetti base del Pensiero Unico.
Prepariamoci per il mondo che verrà, quelli delle librerie che bruciano sono i primi bagliori del prossimo futuro che ci predispone il super potere finanziario.
Mag 26, 2017 di Luciano Lago

DROGATA , MALMENATA E STUPRATA DA NORDAFRICANI. SUCCEDE NELLE MARCHE

stupro marchetutte invenzioni degli xenofobi. Niente solidarietà alla ragazza, o si alimenta “l’odio”. Non è da considerarsi violenza sulle donne. Un esempio di ordinaria integrazione.


La vittima è C.F. una ragazza di 19 anni di Sant’Elpidio a Mare. La giovane, stando a quello che ha raccontato ai carabinieri, è arrivata in spiaggia a Lido di Fermo dove aveva appuntamento con alcune amiche.
Lì però, prima dell’incontro con le coetanee è stata raggiunta da tre ragazzi di origini nordafricane che, chiacchierando, l’hanno invitata a consumare delle droghe insieme. E a quel punto il buio. La giovane, infatti, ha raccontato di essersi ritrovata, senza sapere come, a Porto San Giorgio e lì di essere stata violentata. Ha provato a opporre resistenza ma senza alcun esito.
La violenza è durata diverse ore senza suscitare l’attenzione di nessuno, fino a quando gli aggressori l’hanno abbandonata agonizzante sull’arenile. La ragazza ha così sotto shock raggiunto la strada e ha chiesto aiuto. Qualcuno l’ha accompagnata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato delle evidenti lesioni in più parti del corpo trovando riscontro anche nella visita ginecologica a cui la ragazza è stata sottoposta che certificano importanti lesioni alla zona vaginale ed anale compatibile con una violenza sessuale di inenarrabile ferocia.
 
Gli inquirenti indagano nell’ambito dello spaccio tra Fermo e Lido Tre Archi, sebbene le indagini premature non lasciano intravedere nessuna pista certa da seguire.
 
Il clima della popolazione locale è ovviamente all’apice del disagio e del terrore, considerando che da ormai oltre 5 anni, la zona di Fermo, e Lido Tre Archi / San Tommaso è passata tristemente alla ribalta sulle cronache nazionali per episodi di droga, sfruttamento della prostituzione e inciviltà da parte di immigrati nigeriani che hanno richiesto un serio e concitato confronto tra le varie amministrazioni e i cittadini ormai stanchi di mettere a rischio la propria incolumità persino all’interno delle proprie abitazioni.
 
Si attendono riscontri dalle istituzioni politiche partecipi con enfasi a vicende di cronaca come quella del Nigeriano ucciso da un pugno un mese fa nella cittadina limitrofe di Porto Sant’Elpidio.
 
FONTE: Actiionweb.com

Spari nel centro di Napoli: «È l’inizio della guerra alla mafia africana»

siccome siamo tanto bravi a controllare la nostra di criminalità perché non importarla? Chi se ne frega della gente onesta che rimane vittima di entrambe. Bell’esempio di integrazione multi-kulti.na-mafia-africana

Spari nel centro di Napoli: «È l’inizio della guerra alla mafia africana»
L’incrocio fra via Maddalena e piazza Mancini segna il confine fra la zona dei cinesi e quella dei nigeriani: a destra la china town della Duchesca, a sinistra i nuovi «possedimenti» degli immigrati africani che stanno prendendo spazi commerciali e potere, anche malavitoso. Proprio a quell’incrocio, una ventina di metri dal luogo dove c’è stato l’agguato, di fianco a un cassonetto rovesciato che porta i segni indelebili delle fiamme, un gruppo di ragazzi, altissimi e neri come la pece, parla in maniera vivace: si sbracciano, guardano il posto dell’agguato e inveiscono. Non parlano nemmeno un po’ d’italiano, almeno così dicono, per evitare domande che potrebbero essere fastidiose. Non parlano nemmeno i cinesi dei negozi della «rive droite» della Duchesca: non hanno sentito né visto nulla e non vogliono rompiscatole fra i piedi nei loro negozi debordanti di merce «perché togli spazio ai clienti». I napoletani sono pochi, si contano sulle dita di una mano.
Dietro una bancarella attrezzata con leccornie per la calza dell’epifania un tizio sostiene di essere appena arrivato e quindi di non avere nulla da dire, all’interno di un negozio qualche metro più avanti un uomo baldanzoso chiarisce di aver saputo solo dai racconti dei clienti e di non essersi accorto di nulla. Bisogna essere insistenti e assillanti per convincere qualcuno a spiegare cosa succede in quell’area a cavallo fra Forcella e Piazza Garibaldi, regno della contraffazione colmo di insegne straniere dal quale pian piano i napoletani sono stati sfrattati.
E quando qualcuno accetta di raccontare, solo a patto del più totale anonimato, ti rendi conto che tutti sanno, tutti hanno visto e forse se l’aspettavano pure una recrudescenza di violenza. Il primo dettaglio è condiviso da tante fonti intercettate nel quartiere: chi ha sparato voleva uccidere ma non ne è stato capace. Però prima di inoltrarci nel prosieguo del racconto è bene chiarire un particolare: quelle che riportiamo sono voci di persone comuni; non si tratta di versioni ufficiali frutto di indagini anzi, scoprirete in questo articolo che la «voce del popolo» produce racconti che vanno in direzione opposta a quella delle indagini delle forze dell’ordine, le uniche che possono essere considerate attendibili in casi del genere.
 
Ma torniamo alla voce del quartiere. Il primo interlocutore si stacca da un gruppetto di persone e sostiene che «chi è venuto a sparare doveva dare una lezione vera, doveva uccidere ma non è stato capace». E qui viene snocciolata una serie di teorie, condivise dagli altri del gruppo, tutte tese a dimostrare che le persone che hanno sparato «sono giovani, inesperte e quindi incapaci di fare centro. Tanto da coinvolgere una bimba innocente», oppure «arrivano completamente allucinati dagli stupefacenti e quindi non sono in grado nemmeno di prendere la mira», o infine «hanno avuto paura di uccidere, non sono camorristi veri».
 
Come avrete notato si tratta di teorie che prevedono una diretta conoscenza dell’evento, eppure alla domanda fatidica «ma allora lei ha visto chi sparava?», tutti dicono di non aver visto o sentito nulla. Il discorso, però, si fa preoccupante quando accettano di parlare altre persone che abitano nella zona. Anche in questo caso dietro la promessa dell’anonimato. La prima è una donna, non anziana ma nemmeno giovane, con la busta della spesa: «Il vero problema sono i neri – dice con astio, e precisa – non quelli marroncini, i neri-neri», che tradotto significa che non fa riferimento ai nordafricani ma agli stranieri che provengono dall’Africa centrale. «Stanno dappertutto – prosegue la donna – dove ti volti li vedi. Si riuniscono a gruppetti e pare che la strada è di loro proprietà, ti guardano dall’alto in basso, portano vestiti firmati e hanno sempre il telefono in mano. Io certe volte ho paura di passare vicino a loro. Sono brutta gente».
 
Adesso, fatto salvo il fatto che la generalizzazione è sempre deleteria e che ovviamente la maggior parte degli immigrati è composta da persone brave e lavoratrici, il concetto espresso in maniera semplicistica dalla donna, viene spiegato meglio da un ragazzo che sta per partire con lo scooter: «Qua c’è la mafia nigeriana che sta prendendo possesso di tutto. Lasciano ai marocchini (intesi come tutti i nordafricani n.d.r.) solo le piccole cose come la contraffazione, gli scippi o le rapine, mentre loro sono concentrati sulla droga. Se andate a via Carriera Grande vedete il loro quartier generale, il punto principale dello smercio; se vi fate un giro in questi vicoli noterete che ad ogni angolo ci sono almeno un paio di loro: sono pusher, vanno sempre in coppia. Sapete dove tengono la droga? In bocca, dentro a certe palline di plastica, così se arriva la polizia le inghiottono e poi le recuperano quando vanno al bagno». Il ragazzo sembra decisamente informato e prosegue senza interrompersi: «All’inizio avevano un mercato piccolo e avevano un accordo con la malavita della zona. Adesso, invece, si stanno espandendo. Ecco perché è arrivato il segnale dell’agguato». Cercando qualcuno disposto ad approfondire finisci nel Vico settimo Duchesca che è totalmente avvolto dal profumo d’incenso, quello che viene bruciato nelle bacchette…
di Paolo Barbuto
 
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Giovedì 5 Gennaio 2017, 08:16 – Ultimo aggiornamento: 05-01-2017 20:28

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

anziano-rapinatoè POLITICALLY CORRECT e moralmente superiore e decisamente antirazzista quindi perfetto esempio di stile di vita, tutto il resto è xenofobia quindi da reprimere. Guai esprimere solidarietà ai due anziani, sarebbe strumentalizzazione. SI deve essere divertente deridere chi viene brutalizzato. Se fosse vostro nonno sarebbe divertente lo stesso?

ANTEFATTO Picchiarono e torturarono coppia di anziani con un ferro da stiro. Presi i due vigliacchi

Arrestati due marocchini, altri due, sempre marocchini, sono stati denunciati. Sono gli autori della crudele rapina con aggressione del 20 luglio ai due coniugi di Piacenza d’Adige, con una sfilza di precedenti alle spalle.

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

Una trasmissione che ha lo scopo di fare ascolti a qualsiasi costo, perfino deridendo la coppia di coniugi di Piacenza d’Adige (PD), rapinati e torturati in casa durante una violenta rapina il 20 luglio scorso.

I due sciagurati conduttori e “grandi giornalisti” professionisti si sentono liberi di deridere ed umiliare la signora Rosina chiamandola al telefono. Si sentono a completo agio mentre al telefonano, sghignazzano in faccia ad un’anziana di 87 anni mettendola in confusione e deridendo tutte le persone che si sono strette attorno a lei in solidarietà per ciò che ha subito col marito, rischiando di morire.
La trasmissione radiofonica si sostiene con le inserzioni pubblicitarie che vengono inserite nei momenti di massimo ascolto assicurati dagli “eccessi” che i due sono disposti a vomitare a qualsiasi costo. A costo dell’offesa, della derisione e della evidente umiliazione, perfino di chi è stato vittima di atroci delitti. E’ mai possibile che non vi sia nessun genere di controllo e di intervento da parte di nessuna autorità garante? Sarebbe davvero considerato come liberticida del diritto di opinione o limitante della libertà di stampa, come sicuramente gl’ideologi del Politicamente Corretto subito denuncerebbero? Oppure si tratterebbe semplicemente di impedire una libera e gratuita violenza psicologica verso persone già vittime di violenza fisica e psicologica? E’ possibile che in questo paese zeppo di Enti ed Authority, non ci sia nessuno di questi soggetti che si debba sentire in dovere di intervenire a difesa per fermare questa violenza, nemmeno di fronte a questo grave sfregio della dignità di una coppia di 87 ed 86 anni. Mi chiedo se vi siano inserzionisti Veneti che siano ancora disposti a sostenere economicamente questa RADIO24 tramite il commissionamento di costosissime campagne pubblicitarie, dato che l’emittente si comporta in questo modo con i veneti. Ed infine, se ancora esistono clienti veneti di Radio24 li esorto a riflettere bene su come vengono utilizzati i loro soldi sapendo che, in parte, sono senza dubbio responsabili di quello che questa radio ha fatto a questi anziani.

Pubblicato il 13 dic 2016

“Con gli sbirri devi stare zitta”. L’omertà sullo stupro al centro sociale

e poi fanno le iniziative CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

In tre la stuprano per festeggiare la cacciata dei fascisti da Parma. Le violenze vengono filmate e fatte girare per umiliarla. E il centro sociale copre i tre compagni

“Mi sono svegliata su un tavolo di legno, i vestiti buttati a terra, sul mio corpo i segni di quello che mi avevano fatto…”.

I compagni della “Raf”, la rete antifascista di Parma, l’hanno stuprata nel centro sociale mentre festeggiavano, come ogni 12 settembre, la cacciata delle camice nere dalla città. Sei anni fa, quando si è consumata la violenza sessiale, Claudia aveva 18 anni. Ma come racconta oggi Repubblica, il processo contro i tre stupratori è iniziato solo oggi. Finora i compagni sono stati protetti da un incredibile muro di omertà.

L’hanno stuprata per un’intera notte. In tre, forse di più. I compagni hanno abusato di lei, un’amica, dopo averla drogata. Il tutto filmato da un cellulare per immortalare quell’orrore sessuale. E quando Claudia si è rivolta alla polizia per denunciare quanto accaduta è stata emarginata. Le sue amiche l’hanno bollata come un'”infame” e non le hanno più parlato. Eppure, come racconta Repubblica, “per tre anni, dal 2010 al 2013, erano stati tanti (e tante) i compagni e le compagne che avevano visto quel video, girato con un vecchio Nokia, e dove Claudia (naturalmente il nome è di fantasia) viene addirittura chiamata con un nomignolo che allude, e qui l’orrore è massimo, ad atti ancora più brutali durante la violenza. Ma nessuno aveva rotto il silenzio, quasi fosse più importante difendere il movimento da incursioni di polizia e carabinieri, piuttosto che denunciare lo stupro e solidarizzare con la vittima”.

Claudia si risveglia dall’incubo dello stupro all’alba. “Ripresi i miei vestiti e me ne andai – racconterà più avanti agli inquirenti – lì dentro non c’era più nessuno”. I compagni l’hanno abbandonata a terra. Come un pezzo di carne masticato e poi sputato. Inizialmente non denuncia. E così gli stupratori, come denunciano le “Romantic Punx” sul blog Abbatto i muri, “continuano a frequentare cortei, manifestazioni, ridono, bevono birra, escono con ragazze, nonostante giri un video in cui fanno sesso con una donna che sembra morta”. Il 30 agosto del 2013, quando una bomba carta scoppia accanto alla sede di CasaPound, i compagni della Raf finiscono nell’occhio del ciclone. Anche Claudia viene interrogata. Ma subito si chiama fuori spiegando che da quel mondo si è allontanata “dopo una brutta storia”. E quella brutta storia, finalmente, viene fuori.

L’anno scorso, in seguito alla denuncia di Claudia, finiscono ai domiciliari Francesco Cavalca (25 anni), Francesco Concari (29 anni) e Valerio Pucci (24 anni). La ragazza viene, quindi, contattata dai compagni che la minacciano e la insultano. “Con gli sbirri – le dicono – devi solo tacere”. Pretendono che lei “alleggerisca” le dichiarazioni. Tanto che i giudici fanno partire un’altra indagine, questa volta per favoreggiamento. “Uno stupro è sempre un atto fascista – dice qualcuno – anche se chi lo commette si dichiara antifascista”. Ma opporsi tra i compagni sono davvero pochi.

Ven, 16/12/2016 – 11:12 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sbirri-devi-stare-zitta-lomert-sullo-stupro-centro-sociale-1343352.html

Quartieri di Parigi sull’orlo della guerra civile in Francia per causa dell’immigrazione incontrollata

 Quartieri islamici di Parigi
 

“Ormai non è la legge francese quella che si applica, non quella della Repubblica, siamo in presenza della costituzione avvenuta di “mini califfati” dove vige la legge islamica, la Sharia che si applica tutti i giorni”,questa la denuncia di una deputata del FN. Un video chiarificatore mostra la realtà che vivono molti francesi nel loro stesso paese.

La CBN riferiva di recente la realtà che si vive in alcune zone della Francia conosciute come “no-go zones” (zone di non passaggio).
In quelle zone, riferiscono gli addetti alla cronaca, si verificano “attacchi di immigrati mussulmani contro i nativi francesi”.

Un dura realtà davanti a cui la sinistra dell’Esecutivo di Hollande sembra indifferente. Si veda: Youtube.com/watch

Questa è la situazione che denuncia anche un gruppo di donne francesi che, sotto il nome di La Brigade des Mères”, ha iniziato una campagna per lottare al fine di recuperare i diritti che le sono stati strappati nel loro stesso paese. La loro lotta si basa sulla riconquista delle aree del paese trasformate in zone proibite e che sono state sottratte da uomini mussulmani, come si mostra in forma chiara, anche in questo caso, da una inchiesta realizzata nel paese che, tale e come anticipato qualche giorno fa, mette allo scoperto lo stato di segregazione sociale causato dall’immigrazione di massa.

Nota: Una situazione molto simile a quella che inizia già a verificarsi in Italia dove il fenomeno della immigrazione di massa ha assunto sempre di più le caratteristiche di una invasione programmata.
Le ‘Brigade des Mères’ stanno cercando di restaurare l’ordine sociale francese in questi quartieri in cui, come assicurano, molte giovani donne rifiutano di uscire in strada per paura. Un reportage impressionante filmato dal Canal France 2, mostra come le donne non possono neanche entrare in determinati Bar Cafè e devono affrontare commenti e atteggiamenti ostili da parte di uomini arabi.

Il Governo francese si è pronunciato sulle immagini e la ministra dei Diritti della Donna, Pascale Boistard, ha riconosciuto che ” ci sono zone nel nostro paese dove le donne già non possono entrare”. Sono stati i socialisti (quelli del partito di Hollande), quelli che sono al potere nei governi e nelle giunte, coloro che hanno per molto tempo negato l’esistenza di queste aree proibite e che adesso sono protagonisti di queste dichiarazioni allarmanti.

Nota: Sono i “cugini” degli esponenti politici del PD italiano che allo stesso modo hanno consentito ed incentivato l’immigrazione di massa anche in Italia ed adesso, alcuni di loro, iniziano a riconoscere che la situazione sta diventando fuori controllo.

La situazione in Francia è molto sintomatica ed offre un esempio all’Italia di quale sia la prospettiva sociale che si apre nelle città con più forte immigrazione.
Il cambio di atteggiamento di esponenti politici francesi non è casuale, visto che nel mese di Marzo si svolgeranno le elezioni politiche presidenziali, nelle quali la Marine Le Pen dispone di ampio margine di vantaggio e la questione migratoria sarà centrale nella campagna elettorale.

Marion Maréchal-Le Pen, nipote della leader del Front National, è stata una delle prime a reagire al reportage della rete TV francese. La deputata ha chiarito che il reportage non fa altro che spiegare che “il secolarismo (laicismo) ferocemente protetto dal Governo della Repubblica sta venendo soppiantato dalla saharia”.

Vedi: Youtube.com/watch

“Già non è più in queste zone la legge della Repubblica quella che si applica ma si stanno instaurando dei “minicaliffati” dove è la legge islamica quella che si applica tutti i giorni“, ha dichiarato la giovane esponente politica francese.

“Non camminiamo per le stesse strade, non abbiamo gli stessi antenati, non abbiamo la stessa storia, la stessa cultura, la stessa legge, lo stesso stile di vita”, ha sottolineato. Inoltra ha commentato che il problema dell’Islam radicale oggi coincide in tutta evidenza con il problema dell’immigrazione e della divisione delle comunità”.

Il reportage ha messo in evidenza che questa situazione esiste in alcuni quartieri di Parigi e alcune donne del movimento, la ‘Brigada de las Madres’, Nadia Remand y Aliza Sayah, si sono addentrate per le strade di Sevran, un quartiere parigino a maggioranza mussulmana ed hanno potuto constatare di prima mano l’ostilità macista che vige nella zona. Nelle immagini filmate si può constatare come le due donne vengano accolte con ostilità dai presenti e gli venga anche negato l’accesso negli spazi pubblici in quanto non consentiti per le donne.

Questo fenomeno non avviene soltanto a Parigi ma si verifica anche a Lyone, seconda città della Francia, dove è stata condotta una inchiesta similare che ha riportato le stesse esperienze di Parigi, con molte donne francesi intervistate che hanno dichiarato di avere molto timore ad uscire ed a attraversare certi quartieri per timore di essere aggredite.

Nota: Questo accade a Parigi, nella civilissima Francia e sarà presto la norma anche a Roma, Milano, Bologna, Torino e Genova, grazie alle politiche migratorie dei Governi asserviti alle direttive della UE.  La Francia come sempre accaduto nella Storia anticipa i fenomeni che poi diventano comuni anche in Italia ed in altri paesi d’Europa.

Fonte: La Gaceta.es Traduzione e note: Luciano Lago, Dic 14, 2016

http://www.controinformazione.info/i-potentati-finanziari-designano-gentiloni-per-proseguire-lopera-di-spoliazione-ed-invasione-dellitalia/

Roma, trovata morta la studentessa cinese scomparsa: investita dal treno mentre inseguiva tre scippatori

Roma città aperta? Adesso che la vittima è donna e straniera si indigneranno le tribù delle boldrini? Quelle che amano l’integrazione tanto i loro figli vivono scortati??????

PLAY FOTO Roma, donna trovata morta vicino a un campo rom: è la studentessa cinese scomparsa (Gabrielli/Ag.Toiati)
di Ilario Filippone
Ritrovata morta Zhang Yao, la studentessa cinese di 21 anni scomparsa pochi giorni fa a Roma. Il cadavere è stato scoperto in via Sansoni a Tor Sapienza. Il corpo era in un cespuglio lungo la linea ferroviaria che costeggia il campo nomadi via Salviati. Dalle prime ricostruzioni sembra che la giovane sia stata investita da un treno mentre rincorreva i ladri che le avevano rubato la borsa.
LA MORTE IN UN VIDEO Una telecamera posta su un capannone industriale nella zona di via Salviati avrebbe ripreso la sua morte: nel filmato, oltre alla ragazza, si intravedono anche «tre ombre in movimento». Un dato che sembra confermare la versione che la ragazza diede ad una sua amica al telefono quando disse che stava inseguendo tre uomini di colore che l’avevano appena borseggiata. Chi indaga spiega che la qualità delle immagini è scarsa ed è quindi complesso individuare chiaramente i tre rapinatori. Nell’inseguire i suoi rapinatori la ragazza cinese sarebbe salita sulla massicciata che costeggia la ferrovia e sarebbe stata travolta da un treno in transito morendo sul colpo.
Da un primo esame del cadavere risultano infatti compatibili le ferite con un impatto violento.
«Nella serata di ieri – spiega la Questura – il personale di una ditta con sede nei pressi della stazione ferroviaria Tor Sapienza, dopo aver visto un servizio televisivo sulla scomparsa della ragazza cinese, si è ricordato di aver sentito, nel giorno in questione, delle voci provenire dai binari, come di persone che si stessero rincorrendo». »A seguito di ciò – prosegue – hanno visionato le immagini delle telecamere dell’azienda, che hanno confermato la presenza di una ragazza deceduta vicino ai binari, in una zona difficilmente accessibile. Sono stati pertanto avvisati i Carabinieri della Stazione di Tor Sapienza che, avendo ricollegato l’episodio alle ricerche della giovane scomparsa in atto da parte della Polizia di Stato, hanno avvisato la Squadra Mobile. Sul posto è stato rinvenuto il corpo, tra i rovi, in un luogo difficilmente raggiungibile e visibile dall’esterno».Al momento il fascicolo di indagine, coordinato dal pm Pierfilippo Laviani, ipotizza il reato di rapina e non più quello di sequestro di persona
Il punto dove è stato trovato il corpo è a circa 800 metri dalla sede dell’Ufficio Immigrazione di via Patini, dove Zhang Yao si era recata lunedì scorso per ritirare il permesso di studio. Sul posto il commissariato Prenestino e la Squadra Mobile. L’ultima immagine delle telecamere di sorveglianza ha ripreso la ragazza mentre lasciava la sede dell’Ufficio Immigrazione di via Patini.  La giovane è stata investita dal treno mentre inseguiva i ladri che le avevano rubato la borsa.  Durante l’inseguimento si e’ fermata a chiamare un’amica, ed è stata centrata di striscio dal convoglio. Zou Xiao, l’amica con cui divide anche l’appartamento in zona Don Bosco, aveva raccontato di questa ultima misteriosa telefonata: «Mi hanno rubato la borsa»,  le aveva detto Zhang. Ma poi c’era stato un fruscio, un rumore. Probabilmente il treno che l’aveva appena travolta. Da lì il nulla: il cellulare aveva squillato a vuoto fino alle 6, poi risulta staccato. Si riagghiancerà solamente il giorno dopo in zona piazza Vittorio.

Venerdì 9 Dicembre 2016 – Ultimo aggiornamento: 18:18
http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/studentessa_cinese_scomparsa_roma_campo_rom-2130553.html