DROGATA , MALMENATA E STUPRATA DA NORDAFRICANI. SUCCEDE NELLE MARCHE

stupro marchetutte invenzioni degli xenofobi. Niente solidarietà alla ragazza, o si alimenta “l’odio”. Non è da considerarsi violenza sulle donne. Un esempio di ordinaria integrazione.


La vittima è C.F. una ragazza di 19 anni di Sant’Elpidio a Mare. La giovane, stando a quello che ha raccontato ai carabinieri, è arrivata in spiaggia a Lido di Fermo dove aveva appuntamento con alcune amiche.
Lì però, prima dell’incontro con le coetanee è stata raggiunta da tre ragazzi di origini nordafricane che, chiacchierando, l’hanno invitata a consumare delle droghe insieme. E a quel punto il buio. La giovane, infatti, ha raccontato di essersi ritrovata, senza sapere come, a Porto San Giorgio e lì di essere stata violentata. Ha provato a opporre resistenza ma senza alcun esito.
La violenza è durata diverse ore senza suscitare l’attenzione di nessuno, fino a quando gli aggressori l’hanno abbandonata agonizzante sull’arenile. La ragazza ha così sotto shock raggiunto la strada e ha chiesto aiuto. Qualcuno l’ha accompagnata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato delle evidenti lesioni in più parti del corpo trovando riscontro anche nella visita ginecologica a cui la ragazza è stata sottoposta che certificano importanti lesioni alla zona vaginale ed anale compatibile con una violenza sessuale di inenarrabile ferocia.
 
Gli inquirenti indagano nell’ambito dello spaccio tra Fermo e Lido Tre Archi, sebbene le indagini premature non lasciano intravedere nessuna pista certa da seguire.
 
Il clima della popolazione locale è ovviamente all’apice del disagio e del terrore, considerando che da ormai oltre 5 anni, la zona di Fermo, e Lido Tre Archi / San Tommaso è passata tristemente alla ribalta sulle cronache nazionali per episodi di droga, sfruttamento della prostituzione e inciviltà da parte di immigrati nigeriani che hanno richiesto un serio e concitato confronto tra le varie amministrazioni e i cittadini ormai stanchi di mettere a rischio la propria incolumità persino all’interno delle proprie abitazioni.
 
Si attendono riscontri dalle istituzioni politiche partecipi con enfasi a vicende di cronaca come quella del Nigeriano ucciso da un pugno un mese fa nella cittadina limitrofe di Porto Sant’Elpidio.
 
FONTE: Actiionweb.com

“Con gli sbirri devi stare zitta”. L’omertà sullo stupro al centro sociale

e poi fanno le iniziative CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

In tre la stuprano per festeggiare la cacciata dei fascisti da Parma. Le violenze vengono filmate e fatte girare per umiliarla. E il centro sociale copre i tre compagni

“Mi sono svegliata su un tavolo di legno, i vestiti buttati a terra, sul mio corpo i segni di quello che mi avevano fatto…”.

I compagni della “Raf”, la rete antifascista di Parma, l’hanno stuprata nel centro sociale mentre festeggiavano, come ogni 12 settembre, la cacciata delle camice nere dalla città. Sei anni fa, quando si è consumata la violenza sessiale, Claudia aveva 18 anni. Ma come racconta oggi Repubblica, il processo contro i tre stupratori è iniziato solo oggi. Finora i compagni sono stati protetti da un incredibile muro di omertà.

L’hanno stuprata per un’intera notte. In tre, forse di più. I compagni hanno abusato di lei, un’amica, dopo averla drogata. Il tutto filmato da un cellulare per immortalare quell’orrore sessuale. E quando Claudia si è rivolta alla polizia per denunciare quanto accaduta è stata emarginata. Le sue amiche l’hanno bollata come un'”infame” e non le hanno più parlato. Eppure, come racconta Repubblica, “per tre anni, dal 2010 al 2013, erano stati tanti (e tante) i compagni e le compagne che avevano visto quel video, girato con un vecchio Nokia, e dove Claudia (naturalmente il nome è di fantasia) viene addirittura chiamata con un nomignolo che allude, e qui l’orrore è massimo, ad atti ancora più brutali durante la violenza. Ma nessuno aveva rotto il silenzio, quasi fosse più importante difendere il movimento da incursioni di polizia e carabinieri, piuttosto che denunciare lo stupro e solidarizzare con la vittima”.

Claudia si risveglia dall’incubo dello stupro all’alba. “Ripresi i miei vestiti e me ne andai – racconterà più avanti agli inquirenti – lì dentro non c’era più nessuno”. I compagni l’hanno abbandonata a terra. Come un pezzo di carne masticato e poi sputato. Inizialmente non denuncia. E così gli stupratori, come denunciano le “Romantic Punx” sul blog Abbatto i muri, “continuano a frequentare cortei, manifestazioni, ridono, bevono birra, escono con ragazze, nonostante giri un video in cui fanno sesso con una donna che sembra morta”. Il 30 agosto del 2013, quando una bomba carta scoppia accanto alla sede di CasaPound, i compagni della Raf finiscono nell’occhio del ciclone. Anche Claudia viene interrogata. Ma subito si chiama fuori spiegando che da quel mondo si è allontanata “dopo una brutta storia”. E quella brutta storia, finalmente, viene fuori.

L’anno scorso, in seguito alla denuncia di Claudia, finiscono ai domiciliari Francesco Cavalca (25 anni), Francesco Concari (29 anni) e Valerio Pucci (24 anni). La ragazza viene, quindi, contattata dai compagni che la minacciano e la insultano. “Con gli sbirri – le dicono – devi solo tacere”. Pretendono che lei “alleggerisca” le dichiarazioni. Tanto che i giudici fanno partire un’altra indagine, questa volta per favoreggiamento. “Uno stupro è sempre un atto fascista – dice qualcuno – anche se chi lo commette si dichiara antifascista”. Ma opporsi tra i compagni sono davvero pochi.

Ven, 16/12/2016 – 11:12 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sbirri-devi-stare-zitta-lomert-sullo-stupro-centro-sociale-1343352.html