Microchip sottopelle obbligatorio per tutti presto in Italia, per primi anziani e lavoratori statali

ma non erano solo fantasie di quei “malati di mente” dei complottisti?


Per la nostra salute è ottimo perché possiamo prevenire ictus ed infarti, ma per tutto il resto è conveniente?
 
In futuro effettueremo i pagamenti tramite questo chip, entreremo nei locali tramite questo chip, timbreremo nel nostro ufficio tramite questo chip, chi ha il comando sul controllo globale saprà dove siamo in tempo reale in qualsiasi posto e non potremo decidere di estrarlo dal nostro corpo, sarà obbligatorio per tutti!

 

MIGRANTI: IL RACKET DI SOROS

Soros-network
Lobbismo? Mafia internazionale? Tutte dicerie degli xenofobi, peccato che sti filantropi NON CACCINO un euro per il mantenimento anzi, manteniamo ANCHE LORO. E PAGA LE TASSE EVASORE!!

 
(Il seguente articolo  è basato sulla ricerca di Francesca Totolo pubblicata su lucadonadel.it.1)
Confini aperti e censura dei media.
Perché c’è una crisi migratoria nel Mediterraneo? Perché le ONG sono coinvolte? Perché c’è una estesa rete di attivisti ed organizzazioni dei ‘’confini aperti’’ dietro la faccenda; molti di loro sono finanziati o collaborano con la Open Society Foundation di George Soros. È illegale? No. L’attivismo politico è una parte essenziale delle democrazie. Tuttavia, in alcuni casi le cause promosse sono irrealistiche o insostenibili. La rete della lobby dell’immigrazione in Italia è composta da ONG internazionali finanziate da Open Society (in verde), ONG Italiane, sempre finanziate da Open Society, in blu e organizzazioni con progetti condivisi con OSF in viola.
  1. Open Society Foundations and Associazione Carta di Roma
L’associazione Carta di Roma è stata creata nel Dicembre 2011 per mettere insieme un codice deontologico per la corretta informazione sui temi dell’immigrazione. Dal 2016 la Carta di Roma è parte integrante del ‘’Testo Unico sui doveri del giornalista’’.2)Membri permanenti sono il Consiglio ONU dei Rifugiati, l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, e l’Ufficio Nazionale Contro la Discriminazione Razziale.
Il glossario della Carta di Roma è stato rivisto dai redattori per garantire il politicamente corretto, limitando l’utilizzo di vocaboli ritenuti non appropriati quando il soggetto della notizia è un cittadino di un paese straniero. I termini accettati sono: richiedente asilo, rifugiato, persona protetta da assistenza sussidiaria, beneficiario di protezione umanitaria, vittima di traffico, migrante irregolare (precedentemente definito come clandestino), flussi migratori misti. L’uso del termine ‘’clandestino’’ è ora punito con multe e richiami da parte dell’Albo dei Giornalisti.3)
Nella maggior parte dei casi, la Carta di Roma ritiene ridondante menzionare la nazionalità di coloro che commettono crimini nel territorio italiano.4)
Sponsor della Carta sono Open Society, la Chiesa Valdese ed il Consiglio ONU per i Rifugiati.5)
Le fonti ritenute affidabili dall’Associazioni Carta di Roma sono: Amnesty International, ASGI, Cospe, 21 Luglio, A Buon Diritto, Medici Senza Frontiere, Save The Children, coinvolti nel trasporto di migranti dalla Libia all’Italia, e l’UNAR, coinvolto in uno scandalo di prostituzione omosessuale. Molte di queste dono finanziate da Open Society.
  1. Open Society e Cospe Onlus
Cospe Onlus è una organizzazione non a scopo di lucro fondata nel 1983. Opera in 30 paesi con 150 progetti per ‘’favorire uno sviluppo eguale e sostenibile, il rispetto dei diritti umani, la pace e la giustizia per i popoli’’ sostenendo il diritto alla mobilità internazionale. Il suo obbiettivo è un mondo dove ‘’la diversità è considerata un valore, con molte voci e dove l’incontro tra popoli differente risulta in un mutuo arricchimento, dove la giustizia sociale va attraverso uguali diritti ed opportunità’’.
 
Cospe è tra i fondatori di SOS Mediterranee Italia, una ONG che lavora nel Mediterraneo collaborando con la barca Acquarius di Medici Senza Frontiere.6)
 
I partner di Cospe,7)includono la già citata Associazione Carta di Roma, con cui condivide la piattaforma per la ‘’corretta informazione’’ sull’immigrazione e con cui ha organizzato seminari,8)e Carta di Lampedusa, un’organizzazione nata nel 2014 volta rimuovere leggi che limitano l’immigrazione e l’abolizione di tutte le leggi europee che limitano la libertà di movimento.9)
L’ultimo budget di Cospe disponibile è del 2015. Cospe ha raccolto circa 9,5 milioni di Euro, 7,5 dei quali da soggetti pubblici, i cui più rilevanti sono l’Unione Europea (66%) e il Ministero Italiano degli Esteri (27%).10)
  1. Open Society e ASGI (Association per Studi Giuridici sull’Immigrazione)
L’obbiettivo di ASGI è di contribuire al dibattito sull’immigrazione tra accademici, giusti e avvocati e alla creazione di leggi nazionali ed europea sull’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, promuovendo il dialogo politico e la protezione degli stranieri. È stata fondata da Open Society ed è direttamente finanziata dalla stessa.11)
 
ASGI si occupa spesso dell’Ungheria, su cui l’UNHCR ha chiesto una sospensione temporanea delle richieste d’asilo finché le politiche del governo ungherese non saranno in linea con le regole europee.
ASGI inoltre provvede a un servizio anti discriminazione, supporto legale contro discriminazioni etniche, razziali e religiose, con un centro operativo a Milano e diversi centri secondari a Torino, Firenze, Napoli, Roma e Verona ed una rete di professionisti che monitora questioni di discriminazione. Finanziata da Charlemagne Onlus, Tavola Valdese ed Open Society.12)
 
Il manifesto di ASGI,13)elenca le ragioni per le migrazioni verso l’Europa: guerre, regimi repressivi e dittature, conseguenze del colonialismo, sfruttamento delle risorse naturali in Africa, crescita demografica e cambiamento climatico.
Le riforme proposte sul tema dell’immigrazione sono:
canali di libero accesso per chi cerca lavoro
-modi per rendere permanenti visti temporanei
 
-facilitare i ricongiungimenti familiari
rimpatri volontari o forme alternative invece di quelli forzati
diritto di votare alle elezioni amministrative per stranieri provenienti da fuori dell’UE
 
-sull’asilo, l’Europa dovrebbe desistere dall’attuare politiche adottate negli ultimi anni, quali l’accordo con la Turchia e le collaborazioni con dittature come Niger, Libia e Sudan; creare un sistema di ridistribuzione dei rifugiati obbligatorio, e cambiare il sistema di Dublino aggiungendo la possibilità da parte del richiedente asilo di scegliere il paese di destinazione.
 
La rete di ASGI include Migregroup, con il progetto Boats4people e la piattaforma online WatchTheMed che mappa morti e violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo.14)
WatchTheMed è stato creato dalla onlus Habeshia, diretta da padre Mussie Zerai, autoproclamatosi ‘’padre Mosè’’ per la sua abilità nel far si che i migranti attraversino il Mediterraneo. L’organizzazione da informazioni ai migranti su come arrivare in Europa. La ONG Sea-Watch, attualmente presente del Mediterraneo è parte della piattaforma di WatchTheMed.15)
ASGI collabora con l’Associazione 21 Luglio, Dottori per i Diritti Umani, Senza confini e la Società Italiana per la Medicina e le Migrazioni.
  1. Open Society e CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili)
Creata nel 2014, CILD è una rete che promuove diritti e libertà per chiunque, con campagne, azioni pubbliche e legali. CILD sostiene accessi facilitati per i migranti all’Italia come risposta ai ‘’flussi misti’’. Dopo il recente cambio della legge nell’accoglienza ai minori, CILD ha sostenuto il cambiamento delle regole sulla cittadinanza e l’adozione dello Ius Soli.
Il suo manifesto sostiene un cambiamento di visione sull’immigrazione, focalizzato su un sistema di asilo, non criminale, doveri di accoglienza e cittadinanza allargata.16)
 
I progetti di CILD includono Open Migration,17)che si occupa di ‘’fact-checking’’ sull’immigrazione; i suoi articoli includono critiche al procuratore Zuccaro per le indagini sulle ONG,18)l’asserzione che non è vero che gli appelli in secondo grado dei richidenti asilo siano un problema per il sistema giudiziario, 19)e un’altra in cui si ritiene che i migranti siano sovra rappresentati nel sistema carcerario a causa della custodia cautelare.20), ignorando il fatto che commettano più crimini, degli italiani, 21)
 
La rete di CILD include, tra gli altri:
A Buon Diritto: un gruppo di advocacy sul tema immigrazione, finanziato da Open Society;22)ANSI: Associazione Nazionale Stampa Intercultura, associazione di giornalisti stranieri, sostenuta do Cospe e Open Society;23)
Antigone: organizzazione per i diritti e le garanzie nel sistema carcerario, finanziata da Open Society;24)
 
ARCI: organizzazione per l’emancipazione, oltre un milione di iscritti, sostenuta da Open Society;25)
 
ASGI: descritta in precedenza
 
Associazione 21 Luglio: si occupa dell’etnia rom, finanziata da Open Society;26)
 
CIR: Consiglio Italiano per i Rifugiati, finanziato da Open Society;27)
 
Cittadini del Mondo: promuove i confini aperti, finanziata da Open Society;28)
 
Cospe Onlus: descritta in precedenza;
 
Fondazione Leone Moressa: think thank sull’immigrazione, finanziato da Open Society;29)
Lunaria: non profit con focus sull’immigrazione, collabora regolarmente con Open Society;30) 31) 32)
NAGA: si occupa dei diritti dei migranti, focus Rom, finanziata da Open Society;33)
PARSEC: istituto di ricerca di studi sociali, ha creato con il sostegno di Open Society,34)il progetto ‘’Parlare civile’’, che si occupa del linguaggio politicamente corretto sull’immigrazione.
  1. Open Society e A Buon Diritto
A Buon Diritto è un gruppo di advocacy con focus sull’immigrazione, il suo sito è realizzato con il contributo di Open Society.35)Il suo presidente, Luigi Manconi, altrimenti conosciuto come Simone Dessì, è un ex attivista di Lotta Continua. Le sue pubblicazioni includono ‘’Accogliamoli Tutti’’ un libro in cui si sostiene che ‘’l’unico approccio efficiente sull’immigrazione è accoglierli tutti’’, citando le teorie dell’immigrazione di rimpiazzo, secondo cui gli anziani europei dovrebbero essere rimpiazzati da giovani immigrati, come elemento centrale delle sue argomentazioni. Sostiene che il suo approccio è basato sul buon senso ed è un modo pragmatico per governare l’immigrazione, non subirla. L’introduzione è scritta dall’ex ministro dell’integrazione Cecile Kyenge.36)
Un’altra pubblicazione include è ‘’Abolire il carcere, ‘’un approccio ragionevole di riforma per la sicurezza dei cittadini.37)
Le iniziative includono: ‘’Navigare a vista’’, un racconto delle attività di ricerca e salvataggio delle ONG nel Mediterraneo;38)‘la grande bugia delle navi-taxi, le ONG e i salvataggi in mare’’una conferenza con la presenza di Manconi, dell’ex Ministro degli Esteri Emma Bonino e rappresentanti delle ONG Proactiva Open Arms, MSF e Save The Children, tutte attualmente impegnate nel Mediterraneo.39)
 
Conclusioni
La rete, come esemplificato da CILDI, è estesa ed intricata. Include ex ministri come la Bonino (esteri) e la Kyenge (integrazione), entrambe direttamente responsabili per la gestione dei flussi migratori accettati dall’Italia negli ultimi anni, ma anche gruppi che sostengono la censura di stampa, supporto legale e pubblicazioni.
I bilanci sono pubblicati solo in pochi casi.
 
Il tema principale della rete di Open Society è quello di usare leggi anti-discriminazioni per promuovere l’abolizione dei confini e l’immigrazione illimitata. L’idea è apertamente dichiarata nei manifesti di diverse organizzazioni. Altro tema ricorrente è quella della promozione del proprio approccio estremista come ‘’basato sui fatti’’ e ‘’di buon senso’’ per mantenere un’aura di credibilità scientifica, tuttavia suggerendo interpretazioni soggettive ed ideologiche dei dati o omettendo informazioni. Un esempio è la richiesta di omettere la nazionalità dei criminali, l’equivalente di ammettere che il problema esiste, ma non si deve parlarne. L’atteggiamento è tipico di regimi totalitari, non democratici e certamente non ‘’società aperte’’. L’obbiettivo di ‘’corretta informazione sul tema dell’immigrazione’’ non è certo raggiunto in questo modo.
Infine, la strategia di abolizione dei confini è raggiunta con la diffusa azione della lobby dell’immigrazione in favore delle ONG nel Mediterraneo. Tramite fondi, pubblicazioni, conferenze, ricerche o canali di informazione per i migranti, la rete produce un efficace sostegno per i migranti, indipendentemente dal fatto che siano legali o meno.
 
References
1.
Onlus e Migranti in Italia, Lucadonadel.it.
2.
Testo Unico dei Doveri del Giornalista, Ordine dei Giornalisti Consiglio Nazionale.
3.
Linee guida per l’applicazione della Carta di Roma, Associazione Carta di Roma.
4.
5.
6.
Sos Mediterranee 3800 persone salvate, Cospe Onlus.
7.
Le Adesioni, Cospe.org.
8.
Un corso per i giornalisti sui principi della Carta di Roma, Cospe.org.
9.
Preambolo, Carta di Lampedusa.
10.
Statuto e Bilancio, Cospe.org.
11.
Chi Siamo, ASGI.
12.
Servizio Antidiscriminazione, ASGI.
13.
Il nuovo manifesto dell’ASGI, ASGI 2017-03-21.
14.
Activites, Migregroup.
15.
How to contribute, WatchTheMed.
16.
Chi Siamo, CILD.
17.
Aree di Lavoro, CILD.
18.
Notizie da un’ordinaria giornata di lotta in nome della sicurezza, CILD 2017-05-01.
19.
Tribunali intasati per il boom dei ricorsi dei richienti asilo? Falso, Open Migration 2017-05-17.
20.
Tutti i numeri sugli stranieri in carcere, Open Migration 2016-01-17.
21.
Ricerca shock: dagli stranieri più reati, Il giornale 2016-06-28.
22.
Chi Siamo, A Buon Diritto.
23.
Ansi Homepage, Ansi-intercultura.
24.
Bilancio 2015, Associazione Antigone.
25.
Arci Homepage, Arci.it.
26.
Stato Patrimoniale 2015, Associazione 21 Luglio.
27.
Cir-Onlus, Cir-Onlus.
28.
Cittadini del Mondo homepage, Cittadini del Mondo.
29.
Il profilo, Fondazione Leone Moressa.
30.
Costi Disumani, Lunaria 2013-05-07.
31.
L’Europa e i diritti dei migrant, Lunaria 2014-03-21.
32.
I diritti non sono un costo, Lunaria 2013-11-26.
33.
Bilancio 2015, NAGA.
34.
Parlare civile, PARSEC 2014-07-14.
35.
A Buon Diritto Homepage, A Buon Diritto.
36.
Accogliamoli Tutti, A Buon Diritto 2014-11-07.
37.
Abolire il carcere, A Buon Diritto 2016-06-03.
38.
Presentazione del rapporto Navigare a vista, A Buon Diritto 2017-05-29.
39.
La grande bugia delle navi-taxi. Le ONG e il soccorso in mare, A Buon Diritto 2017-05-05.

Alfano difende il traffico: “Non chiuderemo i porti ai migranti”

alfano boldrinida quando Al Fano si è “convertito” alla causa “solidale” non è più mafioso, ma un grande antirazzista….

 
Alfano difende il traffico: “Non chiuderemo i porti ai migranti”
“Abbiamo una posizione molto dignitosa che ha messo l’Italia e l’Europa dalla parte giusta della storia”, è la bizzarra risposta del ministro abusivo degli Esteri Angelino Alfano, alla richiesta di Austria e Ungheria di chiudere i porti ai migranti: “Non credo – ha aggiunto – che abbiano titolo per fare questa richiesta”.
 
Non crede. I suoi accoliti fanno troppi soldi con i clandestini che sbarcano:
 
E subito si offre qualcuno per fare, di nuovo, da stampella al governo non eletto: “Abbiamo messo a disposizione del governo, come è giusto fare di fronte a una simile tragedia, la nostra esperienza e la nostra competenza”. Lo afferma Silvio Berlusconi sull’ipotesi di un tavolo di unità nazionale sul tema dell’immigrazione. “Ci sono stati degli incontri e delle manifestazioni di disponibilità, ma mi pare che non si sia andati oltre”, spiega il leader di Forza Italia.

Ma se si usa così al paese loro, le vogliamo rispettare le tradizioni del “diverso”?

legge ugualeimmagino sia un’aspetto dello stile di vita, della cultura delle risorse  che dobbiamo fare nostri
Anche se le vittime sono donne straniere, non conta, non vale la pena di “strumentalizzare”, solo se l’aggressore fosse stato italiano.
Si fida di un Marocchino, lui la stupra
02-08-2017
 
Inganna una 25enne bulgara con la scusa di volerla accompagnare in giro a cercar casa e tenta di violentarla, finisce in manette un 26enne marocchino in provincia di Cosenza.
 
L’episodio s’è verificato a Terranova di Sibari. L’uomo, che è risultato sprovvisto di regolare permesso di soggiorno, aveva avvicinato la giovane donna dell’Est. La scusa era quella di volerla aiutare a cercare un appartamento in affitto. Il nordafricano, così, ha conquistato la fiducia della bulgara. Ma la fiducia in quel ragazzo era, evidentemente, malriposta.
 
Il 26enne, infatti, ha portato la ragazza in un casolare dove ha tentato un approccio sessuale. La 25enne, però, ha reagito. È nata una colluttazione e la donna dell’Est è riuscita a sfuggire alle mire del maghrebino. Quindi è fuggita e si è recata immediatamente a chiedere aiuto ai carabinieri del posto.
Difende figlia da palpeggiamenti di immigrati, pestato
01-08-2017
 
Picchiato e insultato per avere difeso la figlia. È successo domenica sera a San Salvo marina. Un turista sessantenne di origine molisana, nel vedere due giovani che palpeggiavano la figlia di 16 anni, ha reagito d’istinto redarguendo i due bulli. Per tutta risposta è stato preso a pugni. I due prepotenti, però, non sono andati lontano. I carabinieri della stazione di San Salvo, diretti dal maresciallo Carnevale, ne hanno identificato e bloccato subito uno, rintracciando poco dopo anche il compare. Entrambi sono di origine romena e residenti a San Salvo.
Il sindaco Tiziana Magnacca definisce il loro gesto «un comportamento riprovevole che danneggia l’intera comunità. Ringrazio i carabinieri che hanno risposto con immediatezza», dice il primo cittadino. Sulla vicenda sono in corso accurate indagini (per determinare in maniera non equivoca le responsabilità dei due presunti aggressori), al termine delle quali i militari rimetteranno un rapporto in Procura. I due aggressori potrebbero essere accusati di abuso sessuale, oltre che di lesioni aggravate. La Cassazione ha, infatti, sancito che «commette il delitto di violenza sessuale chi palpeggia i glutei o il seno di una donna contro la sua volontà».
 
Gli investigatori stanno ricostruendo l’intera sequenza attraverso testimonianze e immagini della videosorveglianza. Il sessantenne, ferito alla testa, è stato trasportato da un’ambulanza della Valtrigno all’ospedale San Pio. Le lesioni riportate non sono gravi. L’uomo, che fornirà a sua volta la propria versione dei fatti, potrebbe costituirsi parte civile. Su quanto accaduto c’è incredulità e sgomento a San Salvo.
 
La prepotenza di due bulli ha rovinato la domenica sera di decine di persone. Il fatto è avvenuto pochi minuti prima delle 23 davanti a uno stabilimento balneare sul lungomare Cristoforo Colombo. La riviera a quell’ora era affollata. «L’uomo era con la famiglia, si è accorto dell’atteggiamento beffardo dei due giovani e istintivamente ha reagito quando li ha visti toccare la figlia minorenne», racconta un turista. Il fatto grave è che quel padre, pochi secondi dopo, è stato insultato e colpito con violenza al viso. I due aggressori si sono, quindi, allontanati cercando di fare perdere le tracce. I carabinieri in servizio sul lungomare, però, sono riusciti subito a bloccarne uno. Il ragazzo è stato fatto salire in auto e accompagnato in caserma. Poco dopo è stato rintracciato anche il secondo aggressore. Per determinare l’accusa saranno fondamentali le dichiarazioni della ragazza e quelle dei testimoni. Qualora venisse accertato l’abuso sessuale, la Procura procede anche se non c’è alcuna querela e la pena non è affatto mite. Diversi gli attestati di solidarietà alla ragazza. «Un plauso ai carabinieri e un forte abbraccio alla ragazza e a suo padre. Il concetto da ribadire è che nessuno può prendersi la licenza e la libertà di toccare una donna senza la sua volontà. Peggio una ragazzina», commenta il centro antiviolenza Emily.
 
Eiaculare addosso a una donna sull’autobus non vale l’arresto
Sappiamo bene che l’argomento non è di quelli per palati fini e sarebbe più piacevole discorrere del romanticismo o del dolce stil novo, ma in fondo siamo tutti figli del progresso e ci tocca fare i conti con la nostra contemporaneità.
 
Di sentenze che fanno discutere è piena questa estate, in cui molto spesso i giudici sembrano provare un piacere perverso nell’andare contro a qualsiasi tipo di morale….
 
disattendendo spesso in maniera clamorosa la sensibilità comune, ma l’ultimo di questi credo sia in grado di lasciare allibiti anche chi, come il sottoscritto non ha mai palesato tendenze giustizialiste.
Nello scorso novembre a Torino, un ragazzo marocchino di 27 anni si masturba su un autobus in pieno giorno e nel momento del l’orgasmo (vi avevo anticipato che non era per palati fini) eiacula sulla coscia di una malcapitata che era seduta accanto, senza che esista prova che la ragazza fosse l’oggetto dei suoi desideri, poi scende repentinamente dal mezzo.
La ragazza resasi conto dell’accaduto, scioccata e impiastricciata, sporge denuncia e le forze dell’ordine grazie alle telecamere presenti sul bus riescono a risalire al colpevole e prendono visione dell’intera dinamica dei fatti.
Oggi un giudice donna, Alessandra Cecchelli, ha deciso di respingere la richiesta di misura cautelare per il giovane, dal momento che ritiene si sia trattato semplicemente di atto osceno in luogo pubblico e non di violenza sessuale, dal momento che non avrebbe toccato la ragazza, limitandosi di fatto ad eiacularle addosso.
 
 
Credo che ognuno senza bisogno di ulteriori commenti sia in grado di trarre le proprie conclusioni.
Osa rimproverare migrante che pisca per strada, picchiata
31-07-2017
 
Una donna di 38 anni è stata offesa e spintonata dall’uomo che aveva rimproverato dopo averlo notato mentre faceva pipi in strada. E’ accaduto la mattina di domenica 30 luglio alle 10 in piazza Santa Maria Maggiore, nel centro storico di Firenze. La donna non ha riportato lesioni e ha subito avvisato la polizia. All’arrivo della volante l’aggressore, descritto come un giovane nordafricano, si era già allontanato.

Prima la massacra di botte, poi tenta di stuprarla esanime

donna stuproquesta non è violenza sulle donne, è solo un battibecco tra innamorati. Tentato stupro, la solita accusa xenofoba…suvvia non esageriamo..che si alimenta il razzismo e la Boldrini si arrabbia

Prima la massacra di botte, poi tenta di stuprarla esanime
21-07-2017
 
Una donna di 51 anni residente a Serramazzoni, che è stata brutalmente picchiata dal suo ex convivente, un cittadino marocchino di vent’anni più giovane di lei, con il quale aveva deciso di troncare definitivamente ogni relazione soltanto qualche giorno prima. Una decisione che il nordafricano, S.R. Regolare sul territorio, non ha affatto condiviso, scegliendo la strada della violenza.
 
Nella tarda mattinata del 19 luglio i due si sono incontrati a Sassuolo e l’uomo ha approfittato di un capannone in disuso per trascinarvi dentro la donna, con il chiaro intento di abusare di lei. La violenza sessuale non si è però consumata, anche grazie alla strenua resistenza della vittima: per tutta risposta il 31enne si è accanito su di lei con calci e pugni. La signora è crollata sotto i colpi del suo ex, che poi si è allontanato.
 
Sono stati i sanitari del 118 e i Carabinieri di Sassuolo a raccogliere la telefonata della donna, che è stata trasportata in ambulanza all’ospedale cittadino dove si trova ancora ricoverata. Le botte sono state talmente violente da causarle fratture alle costole e ad uno zigomo, per le quali i medici hanno sottoscritto una prognosi di 42 giorni.
 
Subito è partita la caccia all’uomo, che in breve tempo è stato individuato. Il magrebino si era infatti spostato in Riviera, a Riccione per l’esattezza, dove era solito bazzicare negli ultimi tempi. I Carabinieri lo hanno individuato in città e ammanettato, scortandolo poi presso il carcere di Rimini con l’accusa di tentata violenza sessuale e lesioni personali gravi.
 

Osa filmare migrante con smartphone, ucciso a colpi di mannaia

non è un caso importante, la vittima, connazionale dell’assassino omicida, è una vittima di serie B, non vale. Per i politically correct ed il regime del pensiero unico boldriniano non è strumentabile ai fini di lanciare anatemi sul presunto crescente razzismo. Si taccia.
Osa filmare migrante con smartphone, ucciso a colpi di mannaia
19-07-2017
Aveva ripreso un connazionale con lo smartphone senza il suo consenso. E’ per questo motivo che un nigeriano di 21 anni, morto ieri sera durante il trasporto in ospedale, sarebbe stato accoltellato da un 19enne a Terzigno (Napoli) fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio. Tra il 21enne e il suo aggressore, è scoppiata una violenta lite a seguito delle riprese con uno smartphone, da parte della vittima, del connazionale ospite di una struttura ricettiva per richiedenti asilo politico. Il 19enne, infatti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri non avrebbe gradito di essere stato ripreso nel video, e avrebbe aggredito la vittima con un coltello da cucina, colpendolo al torace. Il 21enne è morto poco dopo, durante il trasporto all’ospedale di Boscotrecase. Nel corso dei sopralluoghi effettuati dalla sezione scientifica dei carabinieri di Torre Annunziata, i militari hanno anche trovato e sequestrato il coltello usato per l’aggressione.

Istat: “In Italia cinque milioni di poveri assoluti”

Poverta-assoluta-raddoppiata-in-9-anniaggiungiamo a questo numero anche chi vive in condizioni di povertà relativa e peggio ancora i working poors (ossia i lavoratori che percepiscono un reddito incapace di garantire una minima sopravvivenza)?. Non contiamoli, fingiamo che non esistano mi raccomando, noi dobbiamo salvare i profughi economici da altrove. Questo sì che è civile. Bisogna poi salvare le BANCHE, GUAI A “SPRECARE” SOLDI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA.
Abbiamo un tasso di occupazione del 57% (sorvoliamo sul fatto che vengano inclusi anche chi lavora 1 ora in un anno con i voucher et similia) chi se ne frega di come vive SENZA REDDITO il 43%, saran tutti ricchi figli di papà, con le LAUTISSIME PENSIONI elargite agli italiani c’è di che spassarsela, 63% delle pensioni SOTTO I 750 EURO.
In questo quadro, si deve ancora subire anatemi e paternali da parte di politicanti da 20 MILA EURO AL MESE sulla loro indignazione a fronte delle basse cifre dichiarate nei redditi da parte degli italiani? Ma cos’è scherzi a parte? Ormai pare che lo sport che le sanguisughe al potere amano di più sia OFFENDERE gli italiani mentre li condannano a morte per fame.
 
In 6 anni 85 MILIARDI ALLE BANCHE, solo nel DEF 2017 quasi 5 MILIARDI (sono molti di più considerate le voci scorporate per le varie operazioni collegate) per gli indigenti italiani? 2 miliardi per 400 mila famiglie, per essere un reddito di inclusione DI POVERI NE ESCLUDE PARECCHI.
 
L’Istat ha stimato in 17 milioni 469 mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale in Italia nel 2015. Una percentuale pari al 28,7% degli abitanti. Secondo la Strategia Europea contro la povertà, entro il 2020, l’Italia dovrebbe ridurre gli individui a rischio sotto la soglia dei 12 milioni 882 mila FONTE
Istat: “In Italia cinque milioni di poveri assoluti”
 
In situazione di indigenza 1,6 milioni di famiglie. Peggiora la situazione dei giovani
 
La povertà in Italia non scende. Anzi per le famiglie con tre e più figli aumenta in maniera drammatica. La fotografia dell’Istat, in attesa che decollino concretamente le nuove iniziative del governo (il nuovo Sia, il Sostegno di inclusione attiva andrà a regime solo dopo l’estate), è desolante. Nel 2016, infatti, si stima siano ancora 1 milione e 619 mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742 mila individui. Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui, segno che la situazione economica del paese stenta a migliorare. Tant’è che l’incidenza di povertà assoluta sul totale delle famiglie è pari al 6,3%, praticamente in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni. Per gli individui, l’incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% rispetto al 7,6% del 2015, una variazione che però l’Istat definisce “statisticamente non significativa”.
Tra le famiglie con tre o più figli minori l’incidenza della povertà assoluta aumenta quasi del 50% passando dal 18,3 al 26,8%. Ad essere coinvolte sono così 137.711 famiglie ovvero 814.402 individui. Aumenta anche l’incidenza fra i minori che sale dal 10,9% al 12,5% e nel complesso interessa 1 milione e 292 mila soggetti. L’incidenza della povertà assoluta, specifica l’Istat nel suo ultimo rapporto, aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente).
 
Rispetto al 2015 la povertà relativa risulta stabile: nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente). Anche questa condizione è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%) e colpisce di più i nuclei giovani: raggiunge infatti il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne. Ultimo dato: l’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).
Pubblicato il 13/07/2017
Ultima modifica il 13/07/2017 alle ore 15:58 paolo baroni

Migranti, no di Liguria, Lombardia e Veneto al piano di integrazione: “Per noi sono clandestini”

Protesta-profughi-620x264ma ci pagano le pensioni e lavorano per noi

«Questo documento vuole rendere ufficiale la resa dell’Italia di fronte all’invasione di clandestini che stiamo subendo. Mentre Renzi e Gentiloni propongono in modo aleatorio di aiutare gli immigrati a casa loro, il governo vuole approvare un documento che sembra più un manifesto di partito. Dovrebbe essere un testo rivolto all’integrazione dei rifugiati politici e invece vuole dare indicazioni agli enti locali anche sull’accoglienza degli aspiranti profughi».
 
Così gli assessori regionali con delega all’Immigrazione di Liguria, Lombardia e Veneto, Sonia Viale, Simona Bordonali e Manuela Lanzarin, in merito al piano nazionale di integrazione per i titolari di protezione internazionale, presentato dal ministero dell’Interno alle Regioni.
«Il ministero con un documento ufficiale vuole catechizzare gli italiani sul linguaggio da utilizzare, bandendo espressioni come «migranti illegali» o «clandestini» – prosegue la nota – Noi non ubbidiremo ad assurde imposizioni linguistiche e continueremo a utilizzare questi termini senza alcun problema, visto che sono contenuti nel dizionario della lingua italiana».
I tre assessori sottolineano come nel piano ci sia l’invito del governo ad «aprire su tutto il territorio nazionale nuovi luoghi di culto, con particolare riferimento alle moschee. Punto che non ci trova d’accordo anche per la poca chiarezza sulla provenienza dei fondi utilizzati per costruire centri islamici».
 
Contrari anche al fatto che «vengono addossati a regioni ed enti locali tutti i costi economici e sociali della presa in carico sanitaria educativa e sociale dei richiedenti asilo. Il governo Gentiloni vorrebbe che fossero gli enti locali a mettere le pezze a un sistema di accoglienza fallimentare e malato, senza nemmeno prevedere risorse da destinare ai progetti.
Di fatto – prosegue la nota – si tratta di un documento di partito, in cui si parla ancora di immigrati che pagano le pensioni agli italiani e si suggerisce di dare priorità agli immigrati nell’assegnazione di lavoro e di case popolari. Siamo alla follia, al razzismo contro gli italiani» attaccano Viale, Bordonali e Lanzarin. Secondo i tre assessori bisogna invece applicare i punti contenuti nella Carta di Genova, siglata da Liguria, Lombardia e Veneto lo scorso anno: dichiarazione stato di emergenza, stop agli sbarchi con presidi in Nordafrica e rimpatrio immediato di tutti i clandestini. «Solo rispettando le regole di base e con un numero contenuto di arrivi sarà possibile attuare reali politiche di integrazione di chi davvero fugge dalla guerra, ossia solo il 5% delle persone che stiamo accogliendo attualmente» concludono.
Pubblicato il 13/07/2017
Ultima modifica il 13/07/2017 alle ore 16:33

Banche venete, passa con la fiducia il regalo a Intesa

85 mld bancheanche il “movimento” fondato da Bersani vota a favore, Bersani che proprio oggi parlava di generazioni umiliate e che vorrebbe un nuovo ’68...certo han votato l’ennesimo furto di tasse dei contribuenti per salvare i posti di lavoro ed i risparmiatori mica per salvare le banche. Ci sono ancora dubbi sul motivo per il quale si debba pagare le tasse? Per le pensioni? Per i 5 MILIONI di italiani SOTTO la soglia di povertà?


Credit crack. A Montecitorio il primo via libera al provvedimento, con Si contraria e Mdp-Articolo Uno favorevole. Ostruzionismo del M5S, mentre Rifondazione osserva: “Con un fiume di risorse pubbliche Intesa ristrutturerà anche se stessa e aumenterà i propri utili”.
Il “decreto regalo” (a Intesa) sulle due banche venete passa a Montecitorio con il voto di fiducia: 318 voti a favore, 178 contrari e un astenuto.

L’aula passa il resto della giornata affrontando i 142 ordini del giorno, di cui 83 presentati da M5S e tutti illustrati, nell’ottica ostruzionistica annunciata alla conferenza dei capigruppo. Nel voto di fiducia, come rileva velenosamente il piddino Roberto Giachetti, alla sinistra del Pd si registrano i 13 voti contrari di Sinistra italiana, i 17 voti favorevoli di Mdp-Articolo Uno, e sempre nelle schiere dei bersanian-dalemiani altri 22 deputati non votanti.

A cercare di chiarire la posizione di Mdp-Articolo Uno è Davide Zoggia: in conferenza stampa spiega che Articolo Uno vota la fiducia solo perché si tratta di “una pistola puntata alla tempia dei dipendenti e dell’intero sistema bancario italiano”; mentre, per quanto riguarda il provvedimento in generale, secondo Zoggia si poteva intervenire per migliorare il testo, che è “la prerogativa principale del Parlamento rispetto ai decreti”.
Il problema è che il “decreto regalo” è stato blindato, venendo proposto così come uscito dal consiglio dei ministri del 25 giugno scorso. Questo perché Intesa ha detto a chiare lettere che il provvedimento, con tutti i desiderata della stessa Intesa, non doveva cambiare di una virgola. Ma anche perché fra alcuni emendamenti, che pure erano stati concordati con il governo, ce n’era uno (evidenziato dal Fatto Quotidiano) a firma di Pierluigi Bersani che in sostanza avrebbe fatto chiudere la carriera di banchiere a Pier Luigi Boschi, già peraltro miracolato dal Tribunale di Arezzo nelle pieghe della bancarotta di Banca Etruria.

Fra i contrari il gruppo parlamentare di Sinistra italiana-Possibile ha spiegato la situazione con Giulio Marcon: “Un decreto sbagliato e immodificabile per il ricatto di Banca Intesa che mette soldi pubblici per licenziare un terzo dei lavoratori delle due banche, 4.000 su 12.000. Un doppio costo per lo Stato: la bad bank più gli ammortizzatori sociali”. Quelli necessari per i prepensionamenti dei lavoratori.

A seguire un’analisi più dettagliata: “La nostra contrarietà è inversamente proporzionale all’entusiasmo dell’Abi (l’associazione dei banchieri, ndr.) per questo provvedimento, che sana una situazione già nota da tempo e su cui prima o poi si dovranno accertare le responsabilità. Perché quanto successo in questi anni dovrebbe interrogarci sul ruolo di Bankitalia e sulla prevenzione delle crisi. Le cose sono due: o Bankitalia non ha fatto bene suo lavoro, o il governo non ha raccolto le indicazioni della nostra banca centrale”.
Anche se fuori dal Parlamento, ha fatto sentire la sua voce Rifondazione:

“L’esito era scontato ma resta scandaloso – osservano Maurizio Acerbo e Roberta Fantozzi – visto che il decreto del governo ha fatto chiedere al Wall Street Journal, non proprio un giornale bolscevico, perché Intesa San Paolo si sia aggiudicata un accordo così buono sugli asset delle due banche. Un accordo per cui a Intesa San Paolo vanno subito 5,2 miliardi di risorse pubbliche per la ‘riorganizzazione’ dei due istituti di credito. E con lo Stato, cioè la collettività, che si accolla invece, oltre ai 5,2 miliardi, i crediti deteriorati, mettendo a disposizione risorse fino a 17 miliardi di euro complessivi. Insomma un enorme regalo a Intesa San Paolo, che con il fiume di risorse pubbliche ristrutturerà se stessa e aumenterà i propri utili (secondo le stime di Mediobanca Securities con un aumento del 6% dell’utile atteso per azione), a carico della collettività.

Un esempio scandaloso di socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili. Invece la strada doveva essere tutt’altra, quella della nazionalizzazione, anche aprendo un contenzioso con la Ue. Una strada ineccepibile a fronte delle risorse ingentissime messe a disposizione. Quelle che non si trovano mai se c’è da finanziare la sanità o la scuola pubblica o il reddito minimo per disoccupati”. Proprio per questo, se può servire di minima consolazione, i sondaggi hanno rilevato che il 97% degli italiani – di quelli che studiano un minimo e si informano – è contro il “decreto regalo” a Intesa. Ora la parola passerà al Senato.

https://ilmanifesto.it/banche-venete-passa-con-la-fiducia-il-regalo-a-intesa/

 

I fanatici dello Ius Soli

Non esiste soltanto il fanatismo islamico. Esiste anche un fanatismo “liberal”, laicista e politicamente corretto.  E’ il fanatismo del pensiero unico.  Da noi ha contaminato tutti, ma il Partito Democratico (che già nel nome scelto e nel simbolo dell’asinello è emblema dell’americanismo più bovino, anzi asinino)  ne è la massima espressione italica.
 La legge sullo  Ius Soli, come le unioni (in)civili, dimostra che il Pd non è un partito moderato, ma un partito estremista a fortissima componente ideologica. Un partito di fanatici dell’ideologia. E’ il Partito radicale di massa profetizzato da Augusto Del Noce. Il Pd passa per un partito moderato, di centrosinistra,  soltanto perché non è più comunista, e nemmeno socialdemocratico, ma “liberal”. Accetta il capitalismo e addirittura si è legato ai mostri della finanza mondiale. Sostiene l’atlantismo e le “guerre umanitarie” decise da Washington. Fa dell’Unione europea un riferimento irrinunciabile.
E’ quindi parte integrante del Sistema, anzi in Italia  è il Sistema. Ma ciò non toglie che di fanatici stiamo parlando.  I fanatici del pensiero unico politicamente corretto. I “liberal” (di cui sono piene le redazioni giornalistiche, i salotti buoni e i bordelli dello spettacolo) sono degli estremisti di tipo nuovo. Seguendo le linee formulate nelle università americane, vogliono rivoluzionare la società, sovvertirla, ma non in senso socio-economico, visto che le forze della globalizzazione (mercato e tecnica) sono già in sé sovversione permanente.
 
Atei espliciti o mascherati, odiatori del sacro pure quando vanno a Messa (vedi Renzi), vogliono sovvertire la famiglia – di fatto dissolverla – e l’appartenenza etnica, anche qui dissolvendola in un modello globalista di meticciato indistinto.
E’ questo il loro modello di “civiltà: il crogiolo degli uomini senza identità. Sostenitori di fatto del capitalismo culturalmente più truce e materialista, quello delle multinazionali e della finanza, riservano semmai la vessazione fiscale alla piccola e media impresa, che  ha il torto di essere ancora a misura d’uomo.
 
Inoltre, i liberal  ereditano di fatto tutti i temi sovversivi del Sessantotto pensiero,  rielaborato nelle università americane.  Mirano a  distruggere le differenze religiose, etniche, culturali, in nome di un universalismo astratto ed inumano, e al contempo vogliono liberare l’individuo da tutti i legami (religiosi, etnici, familiari, sessuali) e da tutte le identità. Sono postmoderni che vogliono portare all’estremo la logica nichilista della modernità.
Sono paramassoni che trovano  ampia sponda nell’ala più modernista e ideologizzata del clero cattolico.  Lo stesso Renzi viene dalle fila del modernismo cattolico o, come si diceva una volta, del “cattolicesimo democratico”. Fanatici del politicamente corretto, postcomunisti o modernisti cattolici , hanno trovato nell’ideologia dominante,  anticristiana ed antiumana,  la loro nuova bandiera. La stessa bandiera della plutocrazia americana dei Soros, dei Gates, dei Bezos, dei Bloomberg, dei Buffet, degli Zuckerberg  e compagnia. E naturalmente di Barak Obama il guerrafondaio, il santino dei progressisti mondiali, la cui più limpida (si fa per dire) conquista progressista fu la legge sui bagni separati per transessuali.
Tanti voti, ma non solo.
 Lo Ius Soli offrirà al Partito democratico  nei prossimi anni un bacino potenziale di circa ottocentomila voti di “nuovi italiani”. Non sono pochi. Ma l’ostinazione sullo Ius Soli non dipende solo da un calcolo elettoralistico. Dipende anche e soprattutto da questo nuovo e impressionante fanatismo ideologico. Ce li ricordiamo, i nostri liberal,  soltanto cinque anni fa, nel 2011, centocinquantesimo anniversario dell’ unità italiana, quando sventolavano il tricolore in funzione antileghista.
 
A che cosa corrisponda per loro il tricolore è presto detto: nient’altro che l’adesione a un modello astratto di patria per tutti e per nessuno. Per tutti, perché la cittadinanza italiana del modello Ius Soli va  data a chiunque o quasi; per nessuno, perché viene svincolata da qualsiasi appartenenza concreta. Intendiamoci: in fondo tutti i nazionalisti hanno sempre sacrificato le patrie locali, carnali, alla “patria ideologica”, come ha insegnato anche il grande filosofo belga Marcel De Corte. Questo è il peccato originale del nazionalismo. Ma oggi la patria ideologica è diventata nient’altro che una grande stazione di transito di esseri sradicati.  Anche quando i liberal insistono  a parlare  di Europa, di “patria europea”, non temiamo.
Per loro l’Unione Europea è solo un’unione economica senza identità, retta da astratti principi cosmopoliti e che si offre come laboratorio futuro dell’umanità meticcia (hitlerismo rovesciato modello conte di Kalergi) e magari di un futuro Stato mondiale, quello che piaceva tanto agli estensori del Manifesto di Ventotene, Rossi e Spinelli. Lo Ius Soli è “un atto di civiltà” solo per dei fanatici dell’ideologia, traviati dall’ideologia.
Questo immigrazionismo estremo non è nient’altro che un hitlerismo capovolto e che corrisponde alla nota sentenza di Nichi Vendola: “Il progresso passa dalla mescolanza delle razze”. Al posto della follia della supremazia della razza ariana, ci becchiamo oggi la follia mondialista della razza unica. Dietro alla retorica del multiculturalismo ci sta lo spettro dell’azzeramento delle culture, a cominciare naturalmente dalla nostra.
Ingegneria sociale.
La legge sullo Ius Soli, come quella sulle “unioni (in)civili”, il divorzio breve, la “stepchild adoction”, la liberalizzazione della cannabis  e simili, è una legge di ingegneria sociale. Sotto il pretesto di difendere indefiniti “diritti”, modella la società secondo un ben preciso progetto ideologico, che come ho  già scritto  non è più marxista ma “liberal”.
Non è infatti un progetto pensato da teorici marxisti, ma forgiato nelle università americane. Non è diffuso con il terrore, ma con la propaganda e la suggestione mediatica. Rimane però un progetto di ingegneria sociale.
I suoi sostenitori si dicono “multiculturalisti”, ma in quanto fedeli adepti del globalismo in realtà vogliono il pensiero unico, il mondo unico, il popolo unico, la razza unica, la lingua unica, persino il sesso unico (con infiniti “generi”).
L’uomo viene pensato come individuo atomizzato, mobile e sradicato; molti individui come massa o come “moltitudine” (Toni Negri). Mai come popolo. Perché tutti questi individui siano davvero liberi, devono emanciparsi da Dio, dalla Chiesa, dalla tradizione, dalla comunità di appartenenza, dall’etnia, dall’origine, dalla famiglia (libertinismo e femminismo) e persino dal proprio sesso (omosessualismo, transessualismo, genderismo). Tutto nel nome del magnifico mondo “liberal”, capitalista e postsessantottino, che in realtà è un mondo da incubo. Che è poi il mondo della globalizzazione, cioè dell’uniformazione tecnico-mercantile del mondo. Ed è il mondo del pensiero unico politicamente corretto, caratterizzato dal controllo mediatico delle immagini e delle notizie, e dal controllo orwelliano delle parole secondo le regole della “neolingua”.
 
L’idea che gli uomini siano intercambiabili, che basti nascere in Italia per essere italiano, è tipica del pensiero economico che trionfa con la globalizzazione. Esiste solo ciò che è misurabile, quantificabile, esistono solo gli atomi senza appartenenza costitutiva. Per il pensiero economico, Milano resta Milano anche se abitata soltanto da cinesi. E Roma resta Roma anche se abitata soltanto da marocchini. In realtà non sarebbe più Milano e non sarebbe più Roma. Ma il pensiero economico è astratto, strumentale e  calcolante, non può capirlo.  Addio radici, tradizioni, culture radicate, addio legami stabili. Deve esistere solo l’uomo massificato, desacralizzato, desocializzato, senza radici, persino senza una definita identità sessuale. Non è vero che non vi sono più le ideologie. Piuttosto, ne è rimasta soltanto una.  Forse non è la più violenta. Senz’altro per  la nostra civiltà è la più suicida. di Martino Mora – 20/06/2017  Fonte: Martino Mora