Orban blocca le attività di Soros: “Lui non può essere al di sopra delle leggi dell’Ungheria”

orban sorosovviamente chiunque sfidi questi miliardari filantropi tanto solidali e accoglienti è solo un fascista populista


 
Orban blocca le attività di Soros: “Lui non può essere al di sopra delle leggi dell’Ungheria”
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha assicurato che il futuro della Università Centroeuropea (CEU), fondata dal multimiliardario finanziere e speculatore internazionale, George Soros, sarà deciso tramite i negoziati politici tra i Governi degli Stati Uniti e dell’Ungheria.
La CEU aveva denunciato lo scorso Mercoledì che un progetto di legge poteva mettere fine all’Istituzione e che questo presupponeva un “attacco contro la sua indipendenza accademica”.
La normativa prevede, tra gli altri aspetti, che i governi degli USA e dell’Ungheria debbano firmare un accordo sul funzionamento dell’Università che avrà anche un suo Campus a New York, con gli stessi programmi che ha a Budapest.
 
Orban ha precisato, nel corso di una intervista alla radio pubblica, che il futuro della CEU “dipenderà dai negoziati e dagli accordi fra governi (USA e Ungheria) “. “Uno può essere miliardario, ma questo non lo colloca al di sopra delle leggi nazionali dell’Ungheria; questa istituzione deve rispettare le leggi”, ha sottolineato Orban, alludendo al suo fondatore e definendo il centro come l’”Università di Soros”.
 
La CEU fu fondata con una doppia identità legale, una negli USA ed una in Ungheria, motivo per cui i suoi laureati hanno in alcuni casi due titoli, uno ungherese ed un’altro emesso negli USA. In questo senso Orban ha aggiunto che questo è uno svantaggio per le università locali. “E’ incomprensibile. Mettiamo le nostre Università in una situazione inconveniente ed assicuriamo vantaggi ingiustificabili a quelle straniere”, ha riassunto Orban.
Dopo le parole di Orban, l’Università ha indicato in un suo comunicato che questa istituzione ha sempre rispettato le leggi ungheresi e che “tutte le affermazioni in senso contrario sono false”. La CEU fu inaugurata a Budapest nel 1991 ed offre programmi di post grado in Inglese in diverse materie come Diritto, Storia o Scienze Sociali, e conta ogni anno con più di 1.500 studenti di tutto il mondo.
Orban aveva già accusato Soros “di essere membro eminente di un circolo di “attivisti che cercano di minare le nazioni europee fomentando l’immigrazione delle ondate di migranti e rifugiati che arrivano alle nostre frontiere dal Terzo Mondo”.
Soros appoggia qualsiasi cosa che debiliti gli stati e fomenta tutto quello che possa cambiare lo stile di vita tradizionale europeo“, ha affermato Orban, prima di assicurare che “gli attivisti che appoggiano i migranti stanno formando parte, senza darsene conto, di una rete internazionale del traffico di persone”.
 
Inoltre Orban ha manifestato di avere in studio la possibilità di proibire le organizzazioni non governative (ONG) collegate al multimiliardario e finanziatore del Partito Democratico negli USA.
Il vicepresidente del Partito di governo, Szilard Nemeth, a sua volta ha segnalato che “saranno utilizzati tutti gli strumenti a propria disposizione per cancellare queste ONG fonanziate da Soros, che sono al servizio dei capitalisti globali e che sostengono la correzione politica nei governi nazionali”.
Non è un mistero che le ONG di Orban hanno finanziato tutte le attività volte a sobillare manifestazioni contro il governo nazionalista di Orban ed in passato sono state in prima fila nelle “rivoluzioni arancioni” avvenute nei paesi dell’Est Europa per rovesciare i governi non conformi agli interessi degli USA. In particolare George Soros è stato uno dei grandi finanziatori del Colpo di Stato a Kiev che ha portato l’Ucraina nell’orbita USA attraverso i sommovimenti avvenuti a Kiev (Maidan) nel 2014 (lui stesso si è poi vantato di aver svolto un ruolo in quegli avvenimenti).
Fonte: La Gaceta.es Traduzione e sintesi: L.Lago Apr 02, 2017

Trump: una minaccia alla società civile

Soros demo“i dirigenti delle Ong che, secondo il governo,” secondo il governo, certo, e chi organizza le proteste a 22 dollari l’ora a manifestante? Una lotta “sincera”, senza dubbio…
“Il governo ungherese ha avanzato una proposta per costringere i leader delle organizzazioni non governative a dichiarare i propri beni, così come sono già tenuti a fare i parlamentari e i pubblici ufficiali del Paese.” HANNO QUALCOSA DA NASCONDERE VISTO CHE PROTESTANO?

Il governo di estrema destra ungherese ha salutato come un successo l’inizio dell’era Trump che, per il primo ministro Orbán potrebbe rappresentare una solida sponda per smantellare la società civile del Paese
Conseguenze pesanti per le Ong che operano in Ungheria e che sono finanziate dalla filantropia internazionale. La neo-inaugurata era Trump si fa sentire anche in Europa, dove il primo ministro ungherese, Viktor Orbán ha affermato che la nuova amministrazione americana, rappresenta un nuovo inizio anche per l’Ungheria. Viktor Orbán è stato tra i pochi leader politici mondiali a supportare la candidatura del miliardario americano sin da subito.
Se infatti già da anni la società civile del Paese soffriva le conseguenze di una durissima repressione governativa, alcuni commenti del portavoce di Orbán, hanno annunciato ulteriori modifiche alla regolamentazione che disciplina le attività della società civile.
Nel mirino del governo di estrema destra, i dirigenti delle Ong che, secondo il governo, svolgono di fatto un’attività politica.
Il governo ungherese ha avanzato una proposta per costringere i leader delle organizzazioni non governative a dichiarare i propri beni, così come sono già tenuti a fare i parlamentari e i pubblici ufficiali del Paese. Una proposta che sarà presentata al parlamento in aprile e che è stata accolta dal mondo del non-profit come un nuovo tentativo di limitare ulteriormente l’azione della società civile nel Paese.
Diversi gruppi della società civile hanno espresso le proprie preoccupazioni in vista di un annunciato giro di vite per limitare le azioni della società civile. Tra le Ong più a rischio, quelle che si occupano di partecipazione civica e diritti umani e civili, continuano a resistere ad una campagna di diffamazione e repressione avviata dal governo già nel 2013, quando un giornale molto vicino alla maggioranza, aveva accusato il consorzio ungherese AI, responsabile della gestione e dell’erogazione dei fondi esteri per la promozione della partecipazione civica e della democrazia attiva, derivati dal Norway Fund e dalla Open Society Foundations (fondata dal miliardario e sostenitore del partito democratico americano, George Soros), di utilizzare i finanziamenti per fini politici (nello specifico l’accusa era di “sabotaggio” della maggioranza di governo e sostegno dell’opposizione).
“Come una conseguenza dell’elezione di Trump, Orbán pensa che uno dei due players internazionali – gli Stati Uniti e l’Unione Europea – interessati alla situazione delle Ong in Ungheria sia ora dalla sua parte, perché Trump è un oppositore di Soros,” ha dichiarato al Guardian Peter Kreko del Political Capital Institute thinktank, una delle 60 organizzazioni del Paese a ricevere finanziamenti dalla Open Society Foundations. “Orbán si aspetta che se quest’anno attaccherà le Ong finanziate da Soros, il governo americano e l’ambasciata ungherese a Budapest, non lo difenderanno nello stesso modo di prima.”
di Ottavia Spaggiari