Asti, rapita e stuprata per 24 ore: presi due pregiudicati tunisini

1513087388742.jpg--asti__due_tunisini_rapiscono_e_stuprano_una_donna_di_30_anni_per_24_ore__legata_col_filo_del_telefononessuna solidarietà, nessuna manifestazione contro la violenza sulle donne, sarebbe istigare odio xenofobo, la violenza sulle donne è da condannare solo se ad umiliarle sono fidanzati/mariti autoctoni. Tranquilli, è una fake news diffusa dagli xenofobi. Nessuna manifestazione con il motto tolleranza zero si rende necessaria. SHH silenzio.
Asti, rapita e stuprata per 24 ore: presi due pregiudicati tunisini
Rinchiusa in uno scantinato e legata a una brandina col cavo di un telefono. Si è salvata mandando un messaggio a un’amica su WhatsApp: “Mi hanno rapita, aiutatemi”
È l’incubo che ha vissuto una 30enne di Alessandria sequestrata e rinchiusa in uno scantinato ad Asti.
 
La donna è stata liberata dalla polizia grazie a un messaggio che è riuscita a inviare a un’amica su WhatsApp. La 30enne aveva nascosto il cellulare ai suoi aguzzini. Il padre, lo scorso venerdì, ne aveva denunciato la scomparsa e la polizia aveva subito avviato le prime ricerche.
I due tunisini sono stati arrestati. Sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni: queste le accuse a vario titolo nei confronti degli aguzzini, pregiudicati con precedenti per spaccio di droga. È probabile che la vittima avesse frequentato i due nel suo passato da tossicodipendente. Un terzo tunisino è indagato per concorso in sequestro.
Marianna Di Piazza – Mar, 12/12/2017 – 14:31

Mentre i profughi stanno negli hotel a 3 stelle, guardate in che condizioni sono i terremotati

se a speculare sui terremotati non è il partito del satrapo di Arcore VA TUTTO BENE, SOPRATTUTTO SE E’ UNA COOP (di Buzzi tra l’altro)
boldrini concerto terremoto
VIDEO
Mentre i profughi stanno negli hotel a 3 stelle, guardate in che condizioni sono i terremotati
Queste sono le condizioni di abbandono dei terremotati.
Il fatto che privati e associazioni si stiano dando da fare per aiutarli è onorevole. Ma purtroppo il fatto che lo Stato li abbia dimenticati nella situazione precaria in cui si trovano, in inverno, con temperature che hanno sfiorato -8 o anche -15 gradi, è VERGOGNOSO.
 
Guardate il video, ospiti delle roulotte ci sono anche 8 bambini. E non vogliamo immaginare come staranno gli anziani sfollati…
 
Diffondete questo video dappertutto, fate sapere a tutti cosa fa questo governo di m…a! Nessun TG e nessun programma televisivo ha fatto vedere a tutta la Popolazione italiana la situazione attuale dei terremotati.
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“Bella ciao” accoglie la manifestazione anti-fascista a Como: presenti Renzi, Delrio e Boldrini.

como senza frontierepraticamente una riunione del Pd con i relativi skagnozzi dei centri sociali. In difesa di mafia capitale. Ah sì certo, contro l’estrema violenza che ha costretto all’ascolto di un volantino una cooperativa che si occupa (chissà con i soldi di chi) dei migranti. Vuoi mettere contro le bombe anarchiche?
Notare pure la presenza di Delrio che si rallegrava del terremoto come VOLANO DEL PIL (è sempre lì al suo posto, nessuna indignazione mica è il nano di Arcore).
WhatsApp-Image-2017-12-09-at-14.07.59-650x488La Boldrini parla tanto di non violenza ma non ricordo manifestazioni contro gli stupri quotidiani ad opera delle risorse. Tanto basta tacciare chiunque non sia allineato alle idee del regime (si chiamano così i governi non eletti, mi pare) di essere fascista che “combatterlo” con ogni mezzo diventa lecito senza dare spiegazioni. Gulak subito per dissidenti, ah no giusto, per i fascisti.

“Bella ciao” accoglie la manifestazione anti-fascista a Como: presenti Renzi, Delrio e Boldrini.
Contro-manifestazione di Forza Nuova in un albergo di Como. Casapound si dissocia: “I blitz sotto i giornali sono inopportuni”
Le note di Bella ciao, bandiere del Pd, di Cgil e Cisl, almeno 3 mila persone sul lungolago di Como per la manifestazione antifascista. Pochi minuti dopo le 11 il segretario del Pd Matteo Renzi è arrivato nel luogo dell’evento, accompagnato dal ministro delle infrastrutture Graziano Delrio. L’ex premier non si è fermato con i giornalisti, ma con alcuni dei presenti, ringraziandoli della partecipazione.
I big in piazza
Hanno partecipato anche la presidente della Camera, Laura Boldrini (che in una intervista ha dichiarato «Bisogna ripartire dalla nostra storia: la liberazione dal nazifascismo non fu un evento “di parte”, ma un atto corale dell’Italia che si ribellava al regime per riprendersi la libertà. Tutte le forze politiche democratiche dovrebbero fare fronte comune contro chi si richiama a quel regime che fu di sopraffazione, di annientamento dei diversi, di discriminazione nei confronti delle donne»), la segretaria della Cgil Susanna Camusso e diversi ministri e politici locali. Nessuno di loro, pero, è intervenuto dal palco, se non il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, che era gli fra gli organizzatori.
Martina si è limitato a un breve saluto finale, per poi replicare successivamente: «Salvini al governo sarebbe un rischio serio per l’Italia», rispondendo al segretario della Lega Nord che ha accusato la piazza di Como di «sostenere l’immigrazione fuori controllo».
Una ventina di pullman sono stati messi a disposizione dal Pd per tutto il nord Italia. Davanti al lago, è stato allestito un palco, dove sarà dato spazio ai giovani, non solo del Pd ma dell’associazione «Como senza frontiere» e di altre che leggeranno testi dell’antifascismo, di Calamandrei e Pertini. Hanno preso la parola anche la Presidente ANPI Carla Nespolo e il giornalista Daniele Piervincenzi, che fu aggredito a Ostia.
La contro-manifestazione di Forza Nuova
Mezz’ora dopo l’inizio della manifestazione, in un albergo di Como, è iniziato un incontro annunciato a porte chiuse, proprio di Forza Nuova con il segretario Roberto Fiore. Più giornalisti che simpatizzanti. Il leader del movimento di ultra destra, Fiore, lancia il suo programma politico. «Basta falsità sui giornali», È l’esordio di Fiore, che rivendica la manifestazione davanti a Repubblica di due giorni fa a Roma. «Gli africani vanno aiutati a casa loro», uno degli slogan. «Il Papa e mal consigliato», secondo il leader di Forza Nuova in riferimento alla linea del Vaticano sull’immigrazione. Per Fiore «si vuole creare un clima d’odio poco prima della caduta di un regime». Inoltre, i militanti di Fn, «Non si fanno intimidire e rispondono se attaccati». In merito al blitz nel centro di volontariato di pochi giorni fa ad opera di alcuni simpatizzanti, Fiore ha sostenuto che si «ė trattato di un gesto pacifico contro il business dell’immigrazione».
 
«`Il nostro nemico è il Partito Democratico´ ha detto oggi Roberto Fiore, capo di Forza Nuova. A nome di tutto il PD voglio dire che questa affermazione non ci fa paura. Perché è una frase che chiarisce ancora una volta chi sono loro e chi siamo noi», ha poi scritto Matteo Renzi su Facebook. «Nessuna persona è nostra nemica, ma siamo nemici di ogni violenza, di ogni intolleranza, di ogni fascismo. Abbiamo molte persone che ci considerano avversari, tanti ci considerano nemici, qualcuno ci odia. Ma noi siamo e saremo sempre amici della verità, della libertà, della democrazia, dei diritti. Se Forza Nuova considera il Pd come nemico – conclude Renzi – è perché noi siamo dalla parte giusta. E di lì non ci muoveremo mai».
La risposta di Casapound: “Inopportuno agire così”
«Non so se i blitz a Repubblica e a Como siano stati fatti solo per attirare attenzione. Non giudico quello che fanno altri movimenti di un’area politica in cui è inserita anche Casapound. Noi la controinformazione la facciamo diversamente. I blitz sotto i giornali sono inopportuni, perché danno l’idea che si voglia chiudere la bocca a qualcuno», ha fatto sapere Simone Di Stefano, segretario nazionale di Casapound Italia, a margine di un evento alla Spezia. «Se vogliamo contrastare un’ informazione a senso unico lo facciamo confrontandoci liberamente col giornalismo, come abbiamo fatto invitando Mentana, Formigli e altri».
 
E sul blitz di Como ha aggiunto: «Avere dentro una sede dieci ragazzini che leggono un volantino può sembrare un atto intimidatorio. Ma non si può parlare di violenza quando dall’altra parte dello schieramento abbiamo chi mette bombe, assalta sedi e banchetti e parlo dei centri sociali e dell’antifascismo. Puntualmente assaltano gli stand della Lega Nord e le sedi di Casapound. Quello di Como non è stato un atto di violenza brutale come se ne vede a sinistra ma un’intimidazione».
Como Senza Frontiere
09/12/2017 alle ore 20:01 emilio randacio -inviato a como

SVELATA LA LISTA DEI 226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI ‘AFFIDABILI’ DA GEORGE SOROS

Soros-networki tirapiedi del “filantropo”…ecco come certe politiche diventano “irreversibili, imprescindibili”. Ma no certo, è solo per puro amore fraterno e solidale che uno speculatore finanziario vuole accogliere

Affidabili perché? Amichetti di chi? I parlamentari italiani affidabili per George Soros e la sua Open Society, ma soprattutto per i suoi progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa, sono 14, dei quali 13 del Partito Democratico, che a Bruxelles e Strasburgo sta nel gruppo che ora si chiama “alleanza progressista democratici e socialisti”, e 1 della lista Tsipras, che è Barbara Spinelli.
Gli altri sono Brando Maria Benifei, Sergio Cofferati, Cecilia Kyenge, Alessia Mosca, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Isabella De Monte, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elena Schlein, Daniele Viotti.
 
 I loro nomi compaiono in un documento interno della Open Society che è una mappa dettagliata fino alla maniacalità sul Parlamento Europeo e la sua struttura, le sue ramificazioni, al centro della quale ci sono 226 parlamentari sui 751 dell’intero Parlamento, 7 vicepresidenti, decine di coordinatori e di questori, i membri di 11 commissioni e 26 delegazioni, tutti definiti affidabili alleati già dimostratisi tali o che tali possono diventare, assieme al gruppo dei loro assistenti, collaboratori, funzionari e portaborse a titolo vario.
 
La maggioranza, 82, è nel partito dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici, ma ci sono circa 38 del Partito Popolare Europeo e 36 del gruppo Liberale, 34 della Sinistra Nordica, fino a 7 conservatori e conservatori e riformisti europei. Un appoggio trasversale.
 
Per carità, le grandi compagnie nell’organizzare attività di lobby così fanno, individuano le persone avvicinabili in una istituzione per disponibilità e per competenza. Ma se si trattasse solamente di individuare chi è vicino a certe opinioni, certe battaglie, a certe campagne in modo ideale, per appartenenza politica e sentimento, perché solo 226 presi nell’intera area progressista del Parlamento, e non solo? Perché solo 14 italiani, quando si suppone che tutti e 31 gli eletti del Partito Democratico dovrebbero condividere le stesse opinioni? Perché nessuno dei 17 eletti dei 5 stelle? Nessuno sensibilizzabile fra I 13 di Forza Italia?
È un bel malloppo quello preparato dalla Open Society che DCleaks ha reso noto, e che il governo ungherese, gran nemico di George Soros, ora ritiene di poter utilizzare nella sua furibonda battaglia contro i progetti della Open Society di riempire di profughi e di immigrati tutti i Paesi europei.
I 226 parlamentari sono elencati per incarichi, competenze, interessi, background, appartenenza politica, Paesi di provenienza, ruoli nelle varie commissioni passati presenti e futuri; c’è Martin Schulz, non più presidente perché si è candidato nel partito socialdemocratico tedesco e ha sfidato la Merkel portando il suddetto partito al suo minimo storico. C’è l’italiano Gianni Pittella, che del gruppo Socialista è il presidente. Ci sono nomi famosi come Sergio Cofferati e Barbara Spinelli, e meno noti al pubblico, ma segnalati come influenti nel loro partito e nel Parlamento europeo, come Roberto Gualtieri.
 
Sull’autenticità del rapporto non c’è il minimo dubbio; su reazioni, annunci e speculazioni che fanno gli ungheresi alcune premesse sono necessarie perché il rapporto tra governo di Budapest e George Soros e’ di guerra. A dir la verità siamo prossimi alla guerra anche tra gli organismi che dirigono l’Unione Europea e Budapest, ma anche Varsavia, Bratislava e Praga, a cui aggiungere Vienna.
Lo scontro ruota intorno alla politica di accoglienza indiscriminata, causa principale anche dell’uscita dell’Inghilterra, sarà bene ricordarlo. Con Soros, Budapest e il governo nazionalista di Viktor Orban hanno un conto doppio, perché George Soros è nato in Ungheria, nel 1930, da ebreo del ghetto di Budapest ai nazisti, imparando magistralmente fin da bambino l’arte della sopravvivenza a modo suo, denunciando ai nazisti i luoghi nei quali altri ebrei erano rifugiati. Da lì è partita la sua straordinaria avventura di finanziere e speculatore, con pelo sullo stomaco come pochi, basta ricordare la svalutazione della Sterlina e della Lira nel 1992.
 
La Open Society e la filantropia sono venute dopo, ma non sono meno aggressive nei metodi e nei finanziamenti di certi partiti e di certi candidati piuttosto che di altri. Open Society Foundation si propone di “far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere”,cito il titolo di un progetto. Progetto finanziato di recente per 18 miliardi di dollari con il passaggio di una parte del patrimonio di Soros a Open society.
Sara’ complottismo, impazza anche negli Stati Uniti, visti i rapporti strettissimi tra Barack Obama e Hillary Clinton e Soros, e lo smacco subito con l’elezione di Donald Trump che proprio non era prevista visto il fiume di soldi profusi, ma l’idea è che per raggiungere l’obiettivo basterebbe negli Stati europei un milione di migranti l’anno, con la collaborazione attiva della sinistra “no borders”, della finanza apolide, dei neoguelfi al potere in Vaticano. Tutte colonie.
Nelle parole di Viktor Orban, giudicato pericoloso autocrate nelle capitali dell’Europa occidentale ma estremamente popolare nel suo Paese, l’Europa potrebbe diventare presto ostaggio di “un impero finanziario e speculativo che promuove l’invasione orchestrata di nuovi immigrati”.
Magari Orban è pazzo, ma come mai senza un appuntamento prestabilito né un argomento dichiarato, George Soros può incontrare Jean Claude Juncker? Se è per questo, ha lungamente incontrato anche il premier italiano, Gentiloni, l’estate scorsa, in piena crisi di barconi. Insomma, a 87 anni compiuti, ma evidentemente ancora sostenuto da un’energia indomabile, il vecchio speculatore si muove come un leader politico mondiale. E liste come questa del Parlamento Europeo aiutano lui ma non aiutano la considerazione e la fiducia degli elettori.
 
Maria Giovanna Maglie

Altro che pagarci le Pensioni. Scoperta Incredibile, ecco cosa combinano le Imprese dei Migranti!

numeri-falsi-immigrazioneci sono evasori ed evasori. Confesercenti populista, condanniamola per incitamento all’odio..Meno male che le autorità antirazziste chiudono un occhio, eguaglianza fino a che non si ledono gli affari delle cosche tanto care al governo di mafia capitale che fa le marcette per la legalità. Dai su, domani sta notizia sarà classificata come “fake news”
 

Ci è sempre stato detto che i Migranti servono, che il nostro sistema pensionistico è al collasso e che per riprendersi ha bisogno dei migranti, il cui lavoro ci aiuterebbe in futuro a pagarci le pensioni.  Ma la notizia che giunge nuova potrebbe mettere in dubbio tutto questo, e far cadere anche l’ultima convinzione.
Sì perché Confesercenti ha rilasciato delle statistiche che mostrerebbero una realtà davvero agghiacciante.
Ma andiamo per ordine. Stiamo parlando di imprese, aziende, o comunque, attività che sono state aperte qui in Italia da immigrati.
Confesercenti dice che ci sono ben 70.421 aziende aperte da stranieri che risultano irregolari.
In molti casi sono semplicemente usate come copertura per ottenere i permessi di soggiorno.
E così mentre sempre in questi giorni la Caritas dice che i giovani e giovanissimi (18-34 anni) versano in tragiche condizioni, basti pensare che essi possono contare su meno della metà della “ricchezza” di cui godevano i loro coetanei solo nel 1995, veniamo a sapere anche quest’altra novità.
 
Ci aveva sempre detto che i migranti erano risorse, che grazie a loro avremmo vissuto meglio anche noi. Eppure ora viene fuori un’altra realtà. Ben l’83% delle attività di commercio ambulante aperte da migranti è irregolare.
Queste 70.421 aziende non pagano nemmeno i famosi contributi all’INPS che ci servirebbero per pagarci, le così tante famose, pensioni. E per capire l’enorme gravità della cosa basti guardare ai prossimi dati.
In regioni come la Calabria questo tipo di attività di stranieri, rappresenta ben il 70% delle attività commerciali della Regione, quindi stiamo parlando mica di bruscolini, ma un vero e proprio giro milionario di evasione fiscale.
Quindi oltre il danno, la beffa, perché queste attività oltre ad essere una forte concorrenza, molto spesso anche sleale, verso i negozianti italiani, sono anche irregolari e non aiuteranno giammai gli italiani a ricevere, in futuro, la tanto agognata pensione. Questa è la situazione. E c’è chi preferisce fare orecchi da mercante, e tapparsi gli occhi.
 
Fonte: edizione odierna de “La Verità”, pagina 1 e 3
Foto CreditQui
Maura Alpaca Bathory su fb
In Italia, secondo Confesercenti, l’83% delle attività commerciali gestite da immigrati (pari a 70.421 Imprese) , sono irregolari e non versano nessun contributo all’Inps. Molte di queste vengono aperte solo per richiedere permessi di soggiorno o usate come tramite per spaccio di droga.
 
In un Paese che si presta a votare lo ius soli, paventando un inesistente diritto umanitario, lasciamo che ci siano piccoli Imprenditori italiani costretti a chiudere per mancanza di liquidità, Aziende trentennali, lasciando a casa decine di lavoratori, perchè strozzati dalle tasse, ma lasciamo che impunemente vengano aperte Imprese, gestite da stranieri, di dubbia legalità. Altro che lotta all’evasione.
 
Ora possiamo dormire tranquilli. La pensione non ce la pagherà nessuno. Neanche noi stessi.

Ospite in casa di due anziani chiede 10mila euro per liberare la stanza

la jpeg si riferisce ad un altro episodio di "amore fraterno"

la jpeg si riferisce ad un altro episodio di “amore fraterno”

condivisione culturale. Il romeno sarà presto libero, come i poveri ragazzi che presero in ostaggio i bambini di un asilo. Ma non è violenza, meglio tacerle al TG

A Cinisi due bambini sono stati presi in ostaggio da un gruppo di extracomunitari
CINISI. Ieri una decina di extracomunitari minorenni si sono barricati dentro un asilo con due bambini per protesta. La situazione, che ha provocato non poche tensioni, è stata controllata dai carabinieri che sono intervenuti sul posto…FONTE

Ospite in casa di due anziani chiede diecimila euro per liberare la stanza

I carabinieri hanno arrestato il 65enne con l’accusa di estorsione

Diecimila euro, questa la somma che due anziani avrebbero dovuto versare nelle casse di un ospite che la coppia aveva accolto in casa 5 anni fa. Per questo i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Roma Cassia hanno arrestato un cittadino romeno di 65 anni, incensurato, con l’accusa di estorsione ai danni dei due anziani coniugi. L’uomo era ospite in casa delle vittime da circa 5 anni: da qualche tempo, però, aveva iniziato a manifestare la tendenza all’abuso di alcolici e, probabilmente a causa di ciò, ad assumere atteggiamenti violenti nei confronti degli anziani che, dopo alcuni episodi preoccupanti, hanno deciso di chiedergli di lasciare la loro casa.

Buonauscita per lasciare la stanza 

Il cittadino romeno non solo si è rifiutato di allontanarsi dall’abitazione, ma con toni violenti e minacciosi, ha preteso dai padroni di casa ingenti somme di denaro, fino ad arrivare alla richiesta di 10.000 euro, quale “buona uscita”.

Denuncia ai carabinieri

La coppia ha, quindi, deciso di chiedere aiuto ai Carabinieri che, ben compresa la situazione, hanno arrestato il cittadino romeno.ì L’uomo è stato portato nel carcere di Regina Coeli dove rimane in attesa di essere processato.

http://www.romatoday.it/cronaca/estorsione-stanza-coinquilino-anziani.html

Tentano un furto in casa. Ladri sorpresi e arrestati 

tutte bufale razziste

13 ottobre 2017

A processo due incensurati. La segnalazione è arrivata da un vicino. I carabinieri li hanno colti sul fatto mentre stavano forzando alcuni infissi

GONZAGA. Furto aggravato in abitazione, danneggiamento e violazione di domicilio: con queste accuse sono stati arrestati un 37enne e un 34enne di origine indiana che stavano tentando di rubare in una casa di Gonzaga. Ma il loro piano è stato mandato all’aria da un vicino che ha notato i loro movimenti sospetti e ha chiamato i carabinieri. I due ladri sono comparsi ieri mattina davanti al giudice del tribunale di Mantova.

L’udienza è stata rinviata e nel frattempo i due sono stati messi agli arresti domiciliari. L’episodio è avvenuto giovedì a Gonzaga, in una strada in pieno centro abitato. In casa non c’era nessuno, e i due ladri credevano di poter agire indisturbati. Non avevano fatto i conti con lo spirito d’osservazione di un vicino di casa, che ha notato i loro movimenti circospetti intorno all’abitazione.

Quando poi ha visto che erano intenti a controllare una finestra, non ha avuto più dubbi sulle loro intenzioni, ha preso il telefonino e ha chiamato il 112. Quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Gonzaga sono arrivati, hanno sorpreso i due ladri proprio in flagranza di reato. Si erano arrampicati per raggiungere una finestra al piano rialzato e stavano forzando gli infissi con un attrezzo da scasso. Un atteggiamento inequivocabile. I militari li hanno bloccati, portati in caserma e arrestati. Hanno passato la notte in camera di sicurezza fino a ieri mattina, quando sono comparsi davanti al giudice.

http://m.gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/10/13/news/tentano-un-furto-in-casa-ladri-sorpresi-e-arrestati-1.15983733?ref=hfmamaer-2

Chaouki, figuraccia: l’icona dei diritti ai migranti non paga i contributi all’assistente

chaoukiL’assistente è una donna, magari non è dovuto secondo certe culture, per fortuna che la Boschi lotta per la parità di stipendio tra calciatori e calciatrici. Il deputato Chaouki si batte per i diritti dei migranti, mica delle donne.

Diritti un tanto al chilo. Roba da non farsi vedere in giro per Chaouki. Ma come. È il paladino dei diritti ai musulmani, l’icona dell’accoglienza. Si batte per l’equiparazione dei diritti tra italiani e stranieri e il Pd lo manda nei talk-show per questo. Lui entra in rotta di collisione con tutti con il suo buonismo che cozza contra le più elementari ragioni di buon senso. Diritti? ma quali diritti? Per gli immigrati, certo, ma per la sua ssistente parlamentare no.  Figuraccia del deputato Pd, Khalid Chaouki, che da cinque anni non versa un euro di contributi alla sua assistente parlamentare, totalizzando la cifra di 12.500 euro. I diritti per Chaouki vanno a corrente alternata. La doppia morale personificata. L’ipocrisia allo stato puro.
Chaouki ha pure il coraggio di scioperare per lo Ius soli
Secondo Il Fatto Quotidiano che ha reso nota l’imbarazzante e squallida vicenda, Chaouki – che tra l’altro mantiene le questioni di forma aderendo allo sciopero della fame per lo Ius soli – appena eletto ha assunto una collaboratrice parlamentare. E nonostante le ripetute richieste di regolarizzazione, per cinque anni non ha pagato niente alla previdenza. È stato allora trascinato in tribunale dalla donna. Ma Chaouki non ha neanche avuto il buon gusto  presentarsi ed  è stato dichiarato contumace, si legge nella ricostruzione del Fatto.
Da Chaouki neanche la tredicesima
«Dopo due anni di contratti co.co.pro, Chaouki ha assunto la donna a tempo indeterminato, beneficiando degli incentivi previdenziali previsti dal Jobs act. Quando ha capito che questi non coprivano tutti gli oneri con l’Inps, e che avrebbe dovuto sborsare i soldi di tasca propria, ha deciso di non pagare». Altra sorpresa,  Chaouki è stato infatti citato in giudizio per non aver pagato nenache la 13esima alla donna, denaro che le era dovuto sulla base del nuovo contratto stipulato dopo l’entrata in vigore del Jobs act. Destinatario di un decreto ingiuntivo del giudice, il deputato ha pagato. Rimane però ancora l’arretrato dei contributi previdenziali.

I nemici della lingua italiana

boldrini duein soli due giorni 8 casi di stupro e violenza sulle donne ad opera di risorse sono accuratamente celati in trafiletti di giornale e chissà quante altre vittime sono rimaste ignorate, nascoste in altrettanti trafiletti che non debbano attirare l’attenzione. La Presidenta, paladina femminista ha altro a cui pensare, storpiare l’italiano è vera lotta per le donne e la loro incolumità. Il Tribunale di Bari ha condannato la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno a versare un risarcimento di 30.000 euro per la gestione del CIE di Bari, QUANTO DOVREBBERO CHIEDERE ALLE AUTORITA’, ONG E COOP, AI GIUDICI CHE RILASCIANO I DELINQUENTI IL GIORNO DOPO AVER COMMESSO UN REATO, LE VITTIME DI STUPRI E VIOLENZE??? Tanto NESSUNO rappresenterà la loro TRAGEDIA.


Nei decenni passati a deturpare in maniera orribile la lingua italiana erano soprattutto i vocaboli di origine statunitense che facevano tanto manager rampante, i quali spopolarono prima in ambito aziendale per poi invadere il giornalismo, la TV, i bar e purtroppo anche il lemmario del cittadino, non prima di essere stati sdoganati anche sui vocabolari che contano.
Oggi invece l’assalto a quello che resta della lingua italiana arriva dai dirittoumanisti radical chic modello Boldrini che ritengono doveroso ed indispensabile storpiare al femminile tutti quei vocaboli neutri che in quanto tali il femminile non c’è l’hanno.

Così sul sito del Ministero della Salute scopriamo l’esistenza della “ministra” Lorenzin, Laura Boldrini diventa “Presidenta” della Camera, sui giornali ci ragguagliano sulle decisioni della “Prefetta” caia o della “sindaca” sempronia, e via così con una saga del grottesco che fa rabbrividire chiunque ami almeno un poco la propria lingua.

Ma lo storpiamento in questo caso avrà anche un carattere istituzionale, poiché da settembre entrerà in vigore il “codice Boldrini” ed i dipendenti non potranno più entrare alla Camera privi dei nuovi tesserini con la declinazione della loro mansione secondo il genere femminile.

Sarà insomma la vera saga del festival del grottesco, con la consigliera comunale, l’assessora, la cancelliera, l’architetta, la Colonnella, la medica, l’ingegnera, la chirurga e chi più ne ha ne metta.

Ad ascoltare questi deliri viene quasi nostalgia dei manager rampanti, almeno loro non avevano la presunzione di ergersi a modello culturale e neppure l’appoggio incondizionato dei servi petalosi dell’Accademia della Crusca.

Marco Cedolin

http://ilcorrosivo.blogspot.it/2017/08/i-nemici-della-lingua-italiana.html#more

 

La Libia blocca le Ong a 100 km dalla costa. Salvati e internati 105 migranti

canale siciliain Libia ora c’è la democrazia approvata dalla Ue ed esercita una cosa che si chiama sovranità, termine che inorridisce gli europeisti. Se i “migranti” vengono fermati ecco che si usano i termini “internati” e “deportati”. Solo se fanno guadagnare scafisti/ong/coop italiane allora sono considerati veramente  “in salvo”. Questa notizia è riportata solo dal Secolo XIX, poi nascosta all’interno del giornale. SSHHHH….regime politically correct al lavoro

La Libia blocca le Ong a 100 km dalla costa. Salvati e internati 105 migranti
10 agosto 2017
La carta esplicativa (da Limes): a sinistra nella zona rossa il porto di Zawia, dal quale oggi sono stati recuperati e deportati 105 migranti. Le zone sar indicate si riferiscono al diritto internaziionale
 
LA MARINA libica, fedele al governo del premier del governo di unita nazionale di Tripoli di Fayez al Sarraj, ha imposto a tutte le navi straniere il divieto di soccorrere i migranti nelle aree cosiddette aree di «serch and rescue» (SaR) (ricerca e recupero) che vanno molto oltre le 12 miglia nautiche delle acque territoriali.
Di fatto la decisione impedirà alle navi delle Ong di intervenire non solo nelle acque territoriali libiche ma si dovranno tenere ad una distanza di centinaia di km dalla costa.
navi Ong davanti Libia 2
A dare la notizia il generale Abdelhakim Bouhaliya, comandante della base navale di Tripoli di Abu Sitta che ospita anche lo stesso premier Serraj: la Libia ha «istituito ufficialmente una zona di ricerca e salvataggio (SaR) nella quale nessuna nave straniera avrà il diritto di accedere salvo una richiesta espressa alle autorità libiche» che dovranno poi concedere la loro autorizzazione caso per caso.
Un portavoce della Marina libica ha chiarito che il provvedimento è stato adottato esplicitamente «per le Ong che pretendono di salvare i migranti clandestini sostendendo che si tratta di un’azione umanitaria». «Vogliamo inviare un chiaro messaggio a tutti coloro che violano la sovranità libica e mancano di rispetto alla Guardia Costiera e alla Marina», ha aggiunto il portavoce della Marina, il generale Ayoub Qassem.
 
Benchè non esplicitamente fissata nell’annuncio dato oggi dalla Marina libica, l’area SaR, secondo le cartine in uso alla missione EuNavFor Med (Sophia), è quella esistente ai tempi del colonnello Muammar Gheddafi e si estende fino ad almeno 97 miglia nautiche dalla costa libica, ossia 180 km. Al momento le navi delle Ong, invece, operano al limite od anche entro le 12 miglia nautiche delle acque territoriali, pari a 22 km.
Salvataggio e deportazione
 
«La guardia costiera libica del settore ovest di Masfat al Zawia è riuscita a salvare stamani all’alba 105 migranti, tra cui 18 donne e due bambini, di diverse nazionalità, soprattutto marocchini e tunisini». Lo riferisce con un comunicato il portavoce della Marina libica, generale Ayoub Qassem, aggiungendo che «i migranti erano a bordo di una barca a 6 miglia dalla città di Sabrata». «I migranti – prosegue il generale – sono stati portati nella sede della guardia costiera dove hanno ricevuto cure umanitarie prima di essere consegnati all’organismo per la lotta alle migrazioni illegali».
 
Di qui la sorte dei migranti è incerta: il rischio è che vengano internati in cosiddetti “hotspot”, dove le condizioni di vita sono disumane e al limite della sopravvivenza.