RELAZIONI PERICOLOSE: TU MI PORTI I PROFUGHI, IO TI FINANZIO

coop msfovviamente tutte calunnie. E’ solo solidarietà, che chissà perché non si manifesta nei confronti di disoccupati italiani che si suicidano per disperazione.


E’ giusto premiare e finanziare chi ti rifornisce di un numero così copioso di clienti. Una gran parte del business dell’accoglienza è infatti gestito da cooperative che fanno parte della Lega nazionale cooperative, quella vicina al PD, quella di cui fa parte anche Coop. Diciamo che, a spanne, il business se lo dividono in maniera quasi paritaria Vaticano, cooperative e mafie. Che sono poi anche i tre referenti politici di chi governa.
Ovviamente questi finanziamenti vengono definiti ‘donazioni’. E la foto è solo un piccolo esempio di un flusso ben più imponente e nascosto. Poi, il modo come questo flusso di denaro viene utilizzato dipende dalle Ong che li ricevono. Ma qualcosa ci dice che il fatto che la Coop ‘doni’ soldi a MSF, e che questo sia impegnato nel traffico umanitario dalla Libia, non sia un caso.
Medici senza frontiere è l’organizzazione non governativa al centro dell’inchiesta della nave msfProcura di Trapani con ipotesi di reato il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e a Palermo per ‘associazione a delinquere’. Una decina di appartenenti alla piu’ importante organizzazione umanitaria sono oggetto di indagini da parte degli uomini della polizia di Stato.
 
L’inchiesta non e’ circoscritta all’operato di una singola nave, ma prende in considerazione ruolo e missione di Medici senza frontiere nel Mar Mediterraneo. La forza dell’ipotesi investigativa deriva dal fatto che gli elementi concreti che hanno fatto partire l’indagine sono stati forniti dagli stessi membri dell’equipaggio delle navi, i quali hanno raccontato le anomalie nelle operazioni di salvataggio senza alcuna richiesta di soccorso.
Non solo. Molti dei terroristi islamici delle stragi compiute negli ultimi anni in Europa sono sbarcati come profughi. Di almeno uno di loro, il terzo kamikaze dello Stade de France, a Parigi, abbiamo la certezza di chi lo abbia accolto e rifocillato. Ahmad Almohammad è arrivato come profugo sull’isola di Leros per poi farsi esplodere allo Stade de France e non solo è stato salvato insieme agli altri dalla guardia costiera greca, ma una volta sbarcato è stato ospitato e rivestito di tutto punto dai volontari francesi di Medici Senza Frontiere. Gli avranno anche dato, su richiesta, una cartina di Parigi? Non si sa.
ECCO CHI CI GUADAGNA –
Erano in 200 su quel barcone. Tre terroristi sicuri, altri probabili, secondo la polizia francese. Da tempo diciamo che chi aiuta i cosiddetti profughi a sbarcare è un collaborazionista. Chissà quanti terroristi islamici hanno traghettato dalla Libia all’Italia. Di alcuni, come Amri, sappiamo, di altri sapremo solo quando faranno stragi e semineranno vittime.
 
Almohammad, 25 anni, è stato ospitato in un campo gestito dall’organizzazione francese Medici Senza Frontiere. Meno di 24 ore dopo esserci entrato, ne è uscito con vestiti nuovi di zecca forniti dai volontari di MSF. E con biglietti del traghetto per Atene. E poi Parigi. La strage.
 
Queste ONG, vero e proprio braccio armato di una organizzazione globale che lavora per la dissoluzione dei popoli europei, sono un pericolo mortale. E incassano tanti soldi.

Le priorità della Ue: “Trovare lavoro ai profughi entro 9 mesi”. E agli italiani?

migranti lavoromafia capitale estende il business…formazione ed ancora dumping sociale. Dato che la mafia dell’accoglienza percepisce 35 euro al giorno per persona, che queste persone lavorino a gratis, dicono i promotori dello sfruttamento, che sono gli stessi che guardacaso si oppongono al reddito di cittadinanza UNIVERSALE, ossia senza paletti che non essere senza reddito.
Le priorità della Ue: “Trovare lavoro ai profughi entro 9 mesi”. E agli italiani?
Bruxelles,  – Non trovi lavoro? Fatti tuoi. Se però sei un immigrato, l’Ue si farà in quattro per trovarti un impiego, senza tanti problemi burocratici. Ce lo dice la commissaria Marianne Thyssen, che, in un’intervista alla Stampa, mostra perfettamente il vero volto delle istituzioni di Bruxelles.
Il discorso parte da un falso storico riportato nella domanda del quotidiano torinese: “lavoro e inclusione possono aiutarci a battere la jihad in Europa? I killer occasionali di solito sono nati in Europa. Forse se non si fossero sentiti esclusi non sarebbero arrivati a scelte così tragiche”.
Idiozie: i killer di Londra si sono conosciuti perché lavoravano nello stesso ristorante, non hanno fatto amicizia sotto ai ponti. Avevano un impiego dignitoso. Salah Abdeslam gestiva un locale, era perfettamente integrato. Non ci sono storie di vera miseria e disperazione, nella biografia dei soldati del Califfato. Ad ogni modo, la Thyssen non la pensa così, e anzi replica: “Non c’è dubbio che sia così. Bisogna riformare il sistema di istruzione per preparare le nuove generazioni alle competenze del futuro”.
E se gli immigrati non trovassero lavoro lo stesso, allora bisogna agire con la forza: “Ogni paese europeo che accoglie un profugo ha il dovere di dargli l’accesso al mercato del lavoro entro nove mesi, cancellando qualunque ostacolo burocratico. Abbiamo proposto di scendere a sei mesi, qualche Paese fa già meglio di sua iniziativa”. Un impegno che stona con l’assenza di qualsivoglia politica in favore del lavoro degli autoctoni. E poi cosa vuol dire “cancellare qualunque ostacolo burocratico”? Che bisogna passare sopra alle leggi? Se la burocrazia è troppa, la si elimini, ma per tutti, non solo per gli immigrati.
Notare, inoltre, che la conversazione è iniziata parlando delle seconde generazioni, mentre ora si parla di “profughi”, cioè di gente appena arrivata, che spesso non sa la lingua, non conosce la cultura, non ha specializzazione alcuna. In Germania ci hanno già provato a riempirsi di immigrati sperando che fossero i nuovi operai a sostenere la crescita tedesca. Solo dopo ci si è accorti che la gran parte degli immigrati accolti non parlano il tedesco, hanno scarse qualifiche e spesso sono molto giovani.
Le confederazioni dei datori di lavoro hanno proposto di mandarli di nuovo a scuola, il che significa nuove spese a carico dello Stato. Fatto sta che, mesi fa, Continental ha avviato un programma di stage per 50 lavoratori migranti, ma dopo un anno solo il 30% dei posti è stato assegnato. Deutsche Post ha offerto 1.000 posti per uno stage indirizzato in modo specifico ai rifugiati, ma ha ricevuto solo 235 richieste di partecipazione. Se ne contano a centinaia di casi simili. Ma l’Europa, a quanto pare, continua a fare gli stessi sbagli.
di  Giorgio Nigra Giu 09, 2017

Una bugia ormai troppo grossa perfino per Goebbels

ovviamente chi contesta mafia capitale è un razzista xenofobo

Ecco l’ultimo itinerario, documentato dal sito Marine Traffic, e ricavato grazie ad una semplice e gratuita ricerca di pochi minuti e un merge tra immagini, della nave Aquarius, giunta trionfalmente con il suo carico di carne umana nel porto di Catania dopo aver fatto scalo a Malta (!) come dimostra la sottostante tabella dei movimenti. 946 persone da Bangladesh, Nigeria, Costa d’avorio e Guinea Conakry ma anche da altri Paesi dell’Africa Sub-sahariana, quindi senza alcun vero titolo per venire in Europa.
Aquarius è di SOS Mediterranee, ONG tedesca con l’impulso irrefrenabile di aiutare a deportare gente da un continente all’altro.acquarius position
 
Non mi interessa la solita prosa lacrimogena che viene dedicata a questa ennesima impresa del combinato ONU-ONG-Innominabili S.p.A. dagli ineffabili giornalacci che eseguono solo gli ordini, ripetendo una bugia (“salvati nel Canale di Sicilia”) che ormai è diventata troppo grossa perfino per Joseph Goebbels. Mi interessano i fatti, e quello che può essere documentato mediante il monitoraggio del traffico marino su siti come Marine Traffic o Vessel Finder è quello di un gigantesco servizio di traghettamento di deportati che rappresenta la versione moderna delle navi negriere e allo stesso tempo un gigantesco Sbarco in Sicilia di truppe dormienti, secondo il principio delle “armi di migrazione di massa”.
Traffico condotto perfettamente alla luce del sole ma ricoperto dalla putrida glassa della menzogna mediatica che spudoratamente insiste con i “salvataggi”, il “golfo di Sicilia” e “le donne e i bambini” quando si tratta al 90% di maschi non accompagnati.
Grazie al monitoraggio di questa flotta di navi negriere si ha la prova inconfutabile di un acquarius position2atto ostile nei confronti della nazione Italiana, utilizzata come porto di sbarco da navi straniere e battenti bandiere di comodo, dalle origini misteriose e dagli altrettanto fantomatici finanziamenti (ma dietro sappiamo che c’è il nostro Judenrat preferito).
Ostilità non solo accettata dalle nostre autorità ma coadiuvata, visto il ruolo delle navi CP (Capitaneria di porto) che si spingono fino ai luoghi di ritrovo per scafisti e che sono anch’esse perfettamente tracciabili, per chi ha voglia di farlo.
Strabene ha fatto nei giorni scorsi il blogger Luca Donadel a realizzare un video sull’argomento da più di 300.000 visualizzazioni sull’argomento, utilizzando quindi un mezzo più masticabile dal grande pubblico rispetto al semplice articolo da leggere. Ricordo però, per amor di cronaca, che il ragazzo è arrivato per ultimo, visto che i primi a scrivere sui viaggi sospetti delle ONG erano stati nel novembre 2016 il sito Gefira, (con gli articoli Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling“, The Americans from MOAS ferry migrants to Europe), Maurizio Blondet che, mannaggia a lui, è sempre sul pezzo, con l’articolo “ONG fanno contrabbando “industriale” di clandestini?”e la vostra umile sottoscritta, sempre in dicembre, con Il famoso “salvati nel Canale di Sicilia”, ovvero un disegnino animato vale più di mille disegnini statici dove traducevo i due articoli di Gefira e ripubblicavo il loro video già postato da Blondet. Questo per coloro che mi segnalano il video di Luca dicendo: “Guarda qui che scoop!”
 
A rega’…
Il grande merito di Luca è stato quello di riuscire, utilizzando il messaggio video e il grande successo di pubblico ottenuto, a far uscire dalle fogne i soliti debunkaroli che però hanno miseramente fallito nel tentativo di, appunto, debunkarlo e hanno dovuto ritirarcisi, nelle fogne, in buon ordine.  E che vuoi debunkare quando c’è il tracking che ti fotte?
seawatch 1Ecco, per esempio, il risultato di una mezz’orata di tracking stamattina su Marine Traffic. Lo vedete il raduno attorno a quel punto vicino al largo della costa libica? La OOC Panther, OOC Tiger, Sea Watch 2 e Siem Pilot sono tutte navi che hanno già traghettato migliaia di clandestini in Italia. Alcune di esse si vantano di “pattugliare” il Mediterraneo in cerca di profughi.
Il video di Luca certifica che le autorità italiane sanno benissimo che arriverà un carico di esseri umani deportati dall’Africa all’Europa, perché addirittura viene loro telefonato la sera prima, ma non fanno nulla per evitarlo, anzi, mandano le motovedette e lo Sbarco in Sicilia 2.0 continua ininterrotto.
 
Verso il raduno degli scafisti stamattina si dirigeva anche la Iuventa (ufficialmente olandese) ovvero “la nave dei ventenni che salverà i migranti”, secondo la propaganda.
iuventa
E Frontex che dovrebbe fronteggiare ed opporsi al traffico di esseri umani? C’è una chicca su Wikileaks che lo riguarda. Questo cablo del 2007 inviato da Dakar, Senegal, alla segreteria di Stato USA, firmato da un certo Smith.
Traduco:
“Il tenente colonnello Alioune Ndiaye è il rappresentante senegalese presso FRONTEX, che è l’autorità UE attraverso la quale Italia, Spagna e Portogallo forniscono assistenza e materiale al Senegal per attuare il pattugliamento delle sue coste. Ndiaye ha detto che nel 2006 vi sono state due o tre partenze al giorno, la maggior parte delle quali da St. Louis. Grazie all’aumento del pattugliamento, le partenze sono diminuite fino ad una ogni quindici giorni e in quel caso dall’estremo sud di Mbour, il che aumenta il tempo di viaggio da 3-4 giorni a 10-12.
A conferma di ciò che ci ha detto Balde, Ndiaye sostiene che le partenze avvengono soprattutto di notte ma che, la mattina successiva, un volo di sorveglianza di FRONTEX può rapidamente identificare il barcone pieno di persone. Una nave di FRONTEX quindi intercetta la piroga e la dirige nuovamente verso il Senegal. Nel 2007, più di 10.000 persone sono state fermate da FRONTEX. Nel mese di settembre è stata intercettata una piroga con 179 persone a bordo, delle quali 125 senegalesi, 32 gambiani, 14 guineani, 6 maliani e i restanti da altri paesi africani.”
cablo partenze
 
Cosa dimostra questo cablo? Che le partenze, VOLENDOLO, posso essere fermate. Che di fatto oggi non vengono fermate ma incoraggiate e che FRONTEX è parte del problema. Trovate voi la morale della storia.
Guest post tratto da Orizzonte degli Eventi by Barbara Tampieri (Lameduck)
Di FunnyKing , il 21 marzo 2017

ONG SOSPETTE: INDAGATE SU SOROS

soros-quoteE così, sembra che il bubbone delle ONG sia finalmente scoppiato.
Merito anche – è bene ricordarlo – di quel giovane blogger che ha pubblicato su Youtube i tracciati del servizio-taxi che preleva i migranti a poche miglia dalla Libia e ce li porta qui (vedi “Social” del 24 marzo). E merito anche di qualche Procuratore siciliano che ha avuto il coraggio di mettersi contro i poteri forti che sostengono l’invasione programmata dell’Italia. Altro che frugare fra le lenzuola di Berlusconi…
La vicenda delle ONG (Organizzazioni non governative) potrebbe riservare sorprese clamorose, di quelle che addirittura porterebbero a riscrivere la storia mondiale di questi ultimi anni. Quella che è emersa – infatti – è solamente la punta dell’icebergAllo stato si indaga solamente sui rapporti che potrebbero (o non potrebbero) intercorrere fra alcune ONG e gli scafisti libici, o tutt’al più – come suggeriva il blogger Luca Donadel – sulle eventuali cointeressanze di qualche banda nostrana, dedita al business dell’accoglienza.
Ma la materia ONG è assai vasta, articolata, sorprendente, piena di angoli bui. E sono angoli bui da cui potrebbe venir fuori di tutto: a incominciare dall’operato di servizi segreti di potenti nazioni (ogni riferimento alla nostra “grande alleata” non è puramente casuale) che spesso hanno agito dietro il paravento di qualche ONG di comodo per operazioni particolarmente sgradevoli, di quelle che comportavano una inammissibile ingerenza negli affari interni di un altro paese.
Altrettanto hanno fatto alcune entità private, riconducibili a singoli uomini d’affari che intendevano influire sulle scelte politiche ed economiche di paesi stranieri. Da qui il sospetto che fra quei servizi, quei miliardari e quelle ONG ci sia un particolarissimo rapporto a tre, del tipo che farebbe la felicità di un regista di film alla 007.
In Ukraina, per esempio, sembra che questa triade (servizi-miliardari-ONG) sia stata direttamente responsabile del colpo-di-Stato che ha portato al defenestramento del Presidente della Repubblica (filo-russo) democraticamente eletto ed alla sua sostituzione con altro elemento che godeva la fiducia degli americani (e dell’Unione Europea), con connesso rischio di terza guerra mondiale.
Idem nel Medio Oriente, dove le varie “primavere arabe” – dalla Libia alla Siria – hanno sempre visto la presenza di ONG particolarmente attive nel contrastare la politica dei governi che si volevano abbattere, magari con l’ausilio di “eserciti ribelli” anch’essi munificamente finanziati dall’estero.
Perché, allora, non considerare che qualcosa di losco possa nascondersi anche dietro quel misterioso fenomeno migratorio che di botto, a un dato momento – più o meno alla nascita dell’Unione cosiddetta Europea – ha cominciato a scodellare sul nostro Continente milioni e milioni di “richiedenti asilo”? Richiedenti asilo prontamente accolti da governi compiacenti che facevano finta di credere che si trattasse di “disperati in fuga da guerre e dittature”, mentre in realtà – fatte le debite eccezioni – erano e sono soltanto degli individui che vogliono partecipare al benessere dei popoli europei.
 
È una forzatura ritenere che alcune ONG possano avere parte in una operazione – illegittima e illegale – programmata all’estero per alterare l’identità (etnica, sociale, culturale, religiosa) dei popoli europei, e per scardinare il mercato del lavoro fornendo ai potentati economici una manodopera alternativa e a basso costo?
Certamente no, considerato che alcune ONG sembrano disporre di capitali ingentissimi, la cui provenienza è tutt’altro che trasparente. Le ONG, infatti, solitamente non rendono pubblica la provenienza delle loro risorse, limitandosi ad affermare che queste derivano da donazioni di privati benefattori. Ecco, dunque, far capolino certi strani “filantropi”, di quelli disposti a bruciare milioni di dollari nella campagna elettorale di Hillary Clinton o a profondere cifre da capogiro per sgambettare Putin.
E, quando si parla di siffatti filantropi, il primo nome della lista è certamente quello di tale George Soros, membro dell’influente lobby finanziaria ebraico-americana, con un patrimonio personale di circa 25 miliardi di dollari, capo di una miriade di fondi e fondazioni che gestiscono altri miliardi di dollari, dal Soros Fund al Quantum Fund, alla Open Society Foundation, a una miriade di entità minori sparse nel mondo intero, dall’Ukraina in giù.
George Soros – tanto per non restare nel vago – è quel gentiluomo che nel 1992 ha guidato la speculazione finanziaria contro la lira italiana (ma anche contro altre valute), guadagnando una barca di miliardi e facendone perdere un bastimento a noi tutti: si calcola – mi permetto di ricordare – che la nostra perdita valutaria sia stata in quell’occasione di circa 48 miliardi di dollari, la qualcosa portò allora ad una svalutazione della lira del 30%. Ai giornalisti che gli chiedevano se non si sentisse in colpa per avere disastrato l’economia di intere nazioni, Soros rispose: «Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie.»
Naturalmente, si è liberissimi di credere che un uomo che esprima una morale di tal fatta possa essere al contempo un filantropo, cioè una persona che faccia del bene senza un secondo fine. Io non ci credo.
Così, quando apprendo che fra gli scopi dell’attività lobbistica del soggetto vi è il sostegno alla immigrazione (leggo su Wikipedia), non posso fare a meno di chiedermi quale motivazione possa essere all’origine di un tale fervore. E poiché, almeno per quanto riguarda l’Italia, la immigrazione è un fattore non richiesto e non gradito, neanche dal governo che deve pur reperire cifre ingentissime per farvi fronte… poiché – dicevo – si tratta di un quid che ci viene di fatto imposto, contro i nostri interessi oggettivi, non v’è dubbio che ogni attività “promozionale” dell’immigrazione costituisca una indebita ingerenza negli affari di uno Stato – si fa per dire – sovrano.
Tutto ciò premesso, anche a prescindere da eventuali rapporti fra ONG e scafisti, sarebbe utile conoscere i motivi della recentissima visita del signor George Soros al nostro Presidente del Consiglio. I soliti pagnocconi affermano che si sia parlato soltanto di questioni economiche, magari con un occhio alla privatizzazione di quel poco di bene pubblico che c’è rimasto. Ma non mancano i maliziosi che sospettano che la visita del finanziere al conte Gentiloni abbia avuto anche un altro scopo: quello di fare pressioni perché la fastidiosa inchiesta sull’affare ONG venga in qualche modo arginata.
 
Fossi nei panni dei magistrati siciliani, qualche notizia sull’incontro Soros-Gentiloni la chiederei.
 
Michele Rallo In redazione il 12 Maggio 2017 Allegato Pdf RALLO – Ong_ indagate su Soros.pdf
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DUE NOTIZIE DA LEGGERE INSIEME. SU DROGHE E MIGRANTI.

con-gli-immigrati-si-fanno-soldi-672x350Una:Genova.- La  polizia di dogana sequestra 37 milioni di pastiglie di  droga, destinata all’ISIS in Libia”.
Seconda: “La Fondazione Soros promuove la legalizzazione delle droghe in tutto il mondo,   dice il capo dell’agenzia russa antidroga  FSKN” .
Viktor Ivanov   ha parlato al canale tv  Russia 24  della recente ripresa delle iniziative per la legalizzazione delle droghe “leggere” e “ricreative”  nell’intero mondo occidentale.
 
Forse ci si sarà accorti come, all’unisono molte voci si siano levate in Italia, tutte  all’improvviso. “Roberto Saviano: è ora di legalizzare la cannabis”.  “Raffaele Cantone: Spinello legale, sottrae mercato alla criminalità”. Cantone è il presidente dell’Autorità Anticorruzione, ente palesemente inutile (vista la corruzione dilagante) ma ascoltatissimo  quando parla di  marijuana. E’ ora, è ora! E’ “l’urgenza estiva della Sinistra”, ironizza il Giornale: lo spinello va legalizzato.  “Il  25 luglio approda in Aula a Montecitorio la proposta di legge”. Così,  senza por tempo in mezzo.
Come a segnale convenuto, tutti insieme, in coro e  pronti ad approvare.
Ovviamente  il propositante  è Della Vedova  –  instancabili  i radicali,   non hanno ancora finito con la legalizzazione dell’eutanasia che già cominciano questa bella battaglia civile –  ma si sa già che  la proposta avrà i voti del M5S  –  che vota sempre, immancabilmente  col PD, come un blocco unico  per ogni  ulteriore degrado  dell’umanità  –   e non c’è bisogno di dirlo SEL e Sciolta Civica.
 
Ecco perché   Ivanov, il capo dell’antidroga in Russia, ha dovuto spiegare che la Soros Foundation ha sponsorizzato “diversi rapporti, fra cui quello della London School of Economics”. Difficile dire quale, sono decenni che la London School of Economics (dove ha insegnato anche Prodi)  dimostra in rapporti che “la guerra alla droga”  con metodi di polizia è un fallimento, e meglio è legalizzarla. Penso Ivanov si riferisca a questo lavoro “scientifico” del 2014.
Esattamente come dicono i radicali, no al proibizionismo,  non a qualunque “intervento dello Stato”  – lasciamo fare al mercato. Il mercato libero è la risposta a qualunque problema. La mano invisibile cura tutti i mali.   Parte della polizia obietta: “Se si legalizza, i consumi aumenteranno…ed è una cosa negativa anche per l’educazione dei ragazzi. Non bisogna promuovere stili di vita decadenti». Il dottor Giampaolo Serpelloni, direttore del  Dipartimento   nazionale antidroga, spiega   che la droga “danneggia la  corteccia prefrontale destra – spiega Serpelloni – ovvero l’area legata al giudizio, quella che regola i comportamenti volontari. Questa è l’ultima zona del cervello a maturare”.  Ma che se  ne fanno del cervello, i giovani. In Italia è sempre servito poco, adesso poi l’essenziale  legalizzare la canapa. Lo chiede Saviano. Lo chiede Soros che è amico del premier Gentiloni.
Ivanov  ha spiegato che i referendum sulla legalizzazione  vari stati Usa   sono stati tenuti in lingua spagnola, forse perché l’intero piano era inizialmente concepito per l’America Latina. Una volta avviata in Usa, l’idea di  legalizzare la marijuana è stata diffusa nel centro e sud America  da ONG con sede in Usa, come la Soros Foundation e la  MacArthur Foundation  – entrambe dichiarate “non gradite” in Russia, per le loro attività sovversive.
Della Vedova invece   prevede «una bellissima battaglia parlamentare» e auspica che l’Italia segni «un primato: essere il primo grande parlamento tra le liberaldemocrazie che vota sulla legalizzazione della cannabis».   Finalmente all’avanguardia nel Progresso.
Il presidente Putin   – continua Ivanov –   ha escluso la possibilità di legalizzare le droghe leggere,  argomentando che il loro consumo spesso apre   alle droghe pesanti, “che causano dipendenza e rovinano vite”.
In Italia invece, già sei milioni di drogati abituali (4,5 di canapa, 1,1 di cocaina) versano ai trafficanti 23 miliardi l’anno – la droga è una della voci  più pesanti  delle nostre importazioni – e qui nessun  presidente si preoccupa che rovinino vite. Questo è un paese libero e illuminista, dove ciascuno è affidato alla sua personale forza di carattere e maturità. Un paese dove un decimo della popolazione  dilapida 23 miliardi per drogarsi,  e le “dipendenze” sono  vizio sociale inverosimilmente diffuso,  dove i vecchietti si fanno depredare dalle sloth machines  perché non sanno smettere, è un paese fatto di amebe caratteriali, di immaturi  incapaci di resistere a qualunque dipendenza,   di dire no a qualunque vizio, senza rispetto di  sè.
 
E’ una popolazione  che andrebbe rieducata, perché si consegna in mano a qualunque rete criminale.  Ma che dico?  Mi dissocio dalle mie opinioni.
 
Veniamo piuttosto alla prima notizia. La Finanza e gli addetti doganali hanno sequestrato nel porto di Genova tre container con 37 milioni di pasticche di tramadol, un  oppiaceo sintetico (in Italia venduto su  ricetta medica come potente antidolorifico). Non è  chiaro se il carico comprendesse anche il captagon,  la super-anfetamina di cui vengono imbottiti i guerriglieri dell’ISIS per aumentarne la resistenza  e la ferocia negli scontri, o sia un’invenzione mediatica per  drammatizzare i titoli: “Sequestrati 37 milioni di pastiglie di droga del combattente”, eccetera.
 
La gigantesca partita di tramadol  è originata in India (dove evidentemente è stata sintetizzata); da lì trasportata a Sri Lanka, dove  è stata “mascherata” in confezioni di shampoo e pezze di stoffa sintetica;  mandata a Genova; e da lì, secondo i documenti di carico, i tre container dovevano raggiungere la destinazione finale, la Libia.  Secondo gli inquirenti,   la droga sarebbe spacciata dall’ISI per autofinanziarsi (al dettaglio,   le pastiglie renderebbero 70 milioni di euro)  nelle zone che esso controlla: Tobruk e Mossul.    Il fatto che la merce abbia fatto uno scalo a Genova fa sospettare che in Italia ci siano personaggi interessati a  questo traffico.
I russi sottolineano il fatto che (come ha rivelato l’agenzia di analisi marittime Winward)  nei soli mesi di gennaio e febbraio,  2850  navi da carico,  dopo essere entrate nel Mediterraneo, si sono oscurate, ossia si hanno spento i trasponder che  segnalano la loro posizione ai satelliti;  40 di queste navi hanno addirittura raggiunto l’Inghilterra ed erano salpate dalla Libia, dove (chissà per quali circostanze)  si è insediato l’ISIS;
altri 20 erano passati per le acque siriane e libanesi; tutte 60 avevano spento il  localizzatore per almeno un tratto della loro  rotta.
Quelle che lo fanno, si ritiene che debbano caricare o far giungere a destinazione armamenti, stupefacenti o carne umana,  o “risorse” da “accogliere”. Dopo    che il  famoso video di Luca Donadel ha rivelato anche ad alcuni politici e giornali che il  fenomeno dell’immigrazione di massa non è poi tanto sponrtaneo, ma è pianficato ed assistito con grandi costi – e  le navi di salvataggio delle ONG andavano fin sotto costa libica a “salvare” i profughi, anche alcune di queste navi  si “spengono”. E’ difficile, nel Mediterraneo, distinguere i delinquenti dai soccorritori, la Soros Foundation dai mercanti di carne umana, di droga o di armi.
Al  qual  proposito, è istruttivo   vedere che Bufale.net, il sito preferito dalla Boldrini,  è stato  immediatamente incaricato di vedere se  il video di Donadel poteva essere liquidato come una “fake news”  allarmista, da punire. Non c’è riuscito, ed  ecco  cosa scrive:Il video, sia pur corretto, meriterebbe maggiore approfondimento su alcuni punti. Riteniamo anche noi infatti che le distorsioni sul soccorso agli immigrati facciano male a tutti. Fanno male ai profughi stessi, vittime due volte, fanno male a chi si occupa seriamente di assistenza, che si vede associato a chi invece ne fa scandalo e mercimonio. Bisogna parlarne, e bene ha fatto il Donadel a parlarne. Ma ci sono cose che nessuno dovrebbe fare da soloGià.  Donadel, se voleva diffondere il suo video, doveva chiedere prima a Bufale.net. O alla Boldrini. O a Soros Foundation, che è lì per aiutare.
Di questi tempi è  difficile distinguere navi criminali dalle navi delle ONG. E ancor più difficile distinguere siti di “debunker” smascheratori di bufale, dalla psico-polizia  del Sistema. Come ha deciso Repubblica, il 2017 “Sarà l’anno dei 200 mila sbarchi”. Il 38,5 per cento i n più del 2016. Non ci si può fare nulla, è un fenomeno spontaneo. Umanitario.
Magari, uno statista avrebbe invece raggiunto  da tempo la conclusione che: 1) il fenomeno non è  spontaneo; 2) che è una tattica di guerra, della guerra detta “ibrida”, propria del nostro tempo, combattuta   da stati non con i loro eserciti, ma con terroristi che sono anche criminali comuni, spacciatori di droga confusi con agenzie “umanitarie”  che spengono i  trasponder,  con destabilizzazioni che formano ondate di profughi che è facile dirigere contro  questo o quel paese, agenzie non governative pagate dal Dipartimento di Stato per sovvertire  – tuttodescritto nel saggio di Kelly Greenhill “Armi di Migrazione di Massa – Deportazione, coercizione e politicas estera”.
 
3) che dunque agli atti di guerra si risponde con atti di guerra.   Ma chi volete che giunga a questa conclusione, in Italia?
 
 
L’articolo DUE NOTIZIE DA LEGGERE INSIEME. SU DROGHE E MIGRANTI. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Le priorità del regime filantropico europeista Gentiloni-Renzi

Le risorse stanziate per il piano sono di 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,7 miliardi per il 2018.
In povertà assoluta 4,6 milioni di italiani quindi la maggior parte di loro saranno esclusi come sempre da quell’elemosina chiamata REI quelli in povertà relativa non se la spassano ma chi se ne frega, magari al prossimo spot elettorale saranno oggetto di qualche promessa
Un amico su FB
4,5 miliardi NON RENDICONTABILI
Quando un’azienda che fattura 5000 euro annui..
Deve rendicontare pure una caramella.
4,5 miliardi di euro non RENDICONTABILI..
Aprono i Cara a Mineo, Isola e Foggia..
Zone ad alto concentramento di Caporalato o criminalità (facci caso ..)
E poi “ops…sti soldi vanno in mano alla MAFIA?!”
“OPS, MA CI SONO DELLE IL LEGALITÀ”
lo stupore è virtù dei puri e dei fessi..
Quando si stupiscono quelli in malafede..
Si chiama #complicità
 
Non più stupore.
Ah..
Ultima chiosa
“Ho visto gettare fango e accuse sul procuratore più onesto e terzo degli ultimi 20 anni…
E la cosa mi fa pensare.. Da oggi sto con ZUCCARO.. A priori”
Nicola Gratteri
Ecco..
 
un’amica su FB
A seguito di un’inchiesta che vede le strutture dell’accoglienza coi migranti colluse con (se non gestite da) la ‘ndrangheta, 68 persone sono in stato di fermo, tra loro anche un parroco. Lo scopriamo lo stesso giorno in cui ci spiegano che il fenomeno naturale, fisiologico, storico ed irreversibile dell’immigrazione massiva deve essere sospeso per una settimana, causa riunione del G7 a Taormina. In tutto questo letamaio di menzogne e malaffare senza ritegno, qualcuno ancora crede che le Ong – quelle nei cui CdA siedono esponenti di politica e finanza internazionale; quelle che procurano la materia prima per gli affari loschi delle organizzazioni malavitose – siano estranee a ogni addebito loro contestato. Delle vergini illibate dentro un postribolo, praticamente. Io credo sia meglio ammettere di essere stati babbei per un tempo limitato, piuttosto che incancrenirsi in certe posizioni, facendo capire che si è irrimediabilmente o stupidi o ipocriti.

La sinistra per prima dovrebbe avversare l’immigrazione. La natura prova la pericolosità delle contaminazioni

profughi avellinoMassimo Pacilio è il presidente del comitato per la difesa del paesaggio che ha diffuso il manifesto nel quale si denuncia che “Avellino non può continuare ad ospitare occupanti stranieri spacciandoli per profughi”. Il gruppo, costituitosi nel febbraio 2017, «si fonda su un’antica amicizia tra i suoi fondatori e intende allargarsi a tutti quanti si riconoscono nelle tesi che esprimiamo. Noi siamo per le differenze che vogliamo difendere, mentre l’attuale spostamento delle popolazioni africane in Europa mina sia noi che loro»
Da qualche giorno nel Capoluogo è comparso un nuovo manifesto di protesta nel quale si denuncia che “Avellino non può continuare ad ospitare occupanti stranieri spacciandoli per profughi”. La firma in calce è quella del comitato di difesa del paesaggio “Il Banditore”. Quello de “Il Banditore” è un gruppo che preconizza una sorta di ecologia antropologica in ragione della quale esiste una strettissima correlazione tra uomo e paesaggio, una sorta di determinismo ambientale in ragione del quale il territorio plasma le comunità. Da qui discende una quasi sacralità dei confini, la cui violazione può minacciare la sopravvivenza stessa delle comunità.
 
Abbiamo cercato di indagare e di capire dove e come nasca questo gruppo e dove attinga gli argomenti a sostegno delle proprie idee. A risponderci è stato il presidente del comitato: Massimo Pacilio.
Massimo Pacilio quando nasce il comitato “Il Banditore” e in quanti vi hanno aderito? Qual è il profilo di difensore del paesaggio contro lo snaturamento prodotto da un mondo di mescolanze?
«Il gruppo si forma da un’antica amicizia e dalla decisione di convergere attivamente su alcuni temi. Si è costituito formalmente solo nel febbraio di quest’anno, a partire da un ristretto numero di fondatori, per arrivare ad una ventina di persone che cooperano al fine di raggiungere gli scopi che si è prefissata l’associazione, che intendiamo allargare a coloro che si riconoscono nelle tesi che esprimiamo. A tenere insieme esistenze e prospettive differenti è una comune idea di paesaggio, che non è concepito come una semplice scenografia teatrale, davanti alla quale si muovono i personaggi della moderna commedia umana, ma è inteso come un vivo organismo di cui l’uomo è parte integrante. Noi siamo per le diversità e perciò vogliamo preservarle. In Europa c’è una grandissima diversità genetica, culturale, linguistica, ma è una diversità che va difesa. Così come va difesa la diversità di ogni gruppo umano, di ogni razza, da tutte le possibili contaminazioni. L’attuale spostamento delle popolazioni africane in Europa porterà alla fine della nostra diversità, ma anche della loro».
Spieghiamo a chi legge in che modo il paesaggio determina la fisionomia di chi lo abita e come immaginate di tutelare questo legame, fondato sul concetto di sacralità della terra su cui è insediato un dato gruppo umano
«La nostra visione è legata a un modo di pensare l’ecologia sempre più presente nella ricerca scientifica, in particolar modo in quella che fa parte dell’area della conservazione biologica. Le scienze naturali e biologiche non sono più considerate al pari di compartimenti stagni, ma si fa strada sempre più l’idea che debba esistere una visione organica del paesaggio e delle comunità selvatiche (flora e fauna) e antropiche. Dobbiamo riacquisire questo senso di appartenenza a una comunità, riconoscendo che ognuna è fondata sulle proprie consuetudini, sui propri luoghi, sulle proprie radici e sul paesaggio che le è conforme e che nei secoli ha plasmato. Da questa prospettiva, ogni squilibrio nel paesaggio esteriore provoca uno squilibrio anche in quello interiore, quindi nel paesaggio della comunità. A nostro avviso è necessario preservare tanto l’ambiente, evitando le contaminazioni artificiali (trivellazioni, eolico selvaggio, gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti industriali e domestici), quanto il tipo umano che popola la nostra provincia. È questo che abbiamo intenzione di lasciare ai nostri figli. L’ambiente in cui viviamo reca la nostra effigie: occorre quindi, innanzitutto, incominciare a considerare l’ambiente non separato dalla popolazione che vi è radicata, ma che tutto sia parte di una unità organica. Le popolazioni acquisiscono la loro forma e la loro fisionomia in un contesto ambientale a loro corrispondente e conforme».
Che cos’è l’approccio olistico dell’ecologia del paesaggio e cosa vuol dire sommersione genetica?
«Le popolazioni straniere che arrivano in Irpinia sono portatrici di un equilibrio organico e genetico acquisito nelle loro terre: questo equilibrio le lega ai loro luoghi d’origine. La ‘sommersione genetica’ riguarda un aspetto strettamente genetico, studiato in molte specie della flora e della fauna. Come specie umana, non possiamo pensare di essere distanti da questo mondo soltanto perché abbiamo invaso ogni ecosistema, spesso arrecando danni irreversibili. Da un punto di vista biologico, ciò che sta avvenendo in Europa – e in maniera più evidente in Italia – può essere descritto, nell’ambito della cosiddetta genetic pollution, come una immissione incontrollata di geni esogeni provenienti da popolazioni non indigene in un territorio in cui la popolazione locale è in forte decremento per cause endogene (calo delle aspettative di vita e peggioramento delle condizioni di salute). La sommersione genetica, anche se in tempi lunghi, origina una serie di modifiche irreversibili nel pool genico di una popolazione e nei suoi gruppi etnici. Se vogliamo conservare il nostro equilibrio organico dobbiamo tenere nella giusta considerazione questo aspetto, altrimenti andremo incontro a un ulteriore sradicamento e deformazione della nostra natura, fino alla definitiva sparizione».
Quali sono i riferimenti ideali sui quali si fonda il vostro pensiero e la visione del mondo sintetizzata nella vostra lettura del rapporto tra limiti e territorialità?
«Ribadisco: occorre ritornare a una ecologia del paesaggio in cui ogni contesto naturale è studiato come un mosaico ambientale. Tornare alla natura dei nostri paesaggi significa tornare a valorizzare i margini di questi mosaici e comprendere che, se la natura ha posto dei limiti e generato ecosistemi diversi nelle tessere di questi mosaici, vuol dire che le differenze in questi ambienti vanno costantemente conservate. I limiti hanno un ruolo strutturale, termodinamico e organico: non possiamo pensare di eliminarli solo per motivi economici o finanziari, o addirittura per miopi interessi elettorali. Occorre cercare altre soluzioni e il prima possibile. Per questo motivo abbiamo ritenuto che fosse indispensabile attivarsi e agire per pensare a delle alternative. Che senso può avere esaltare la nostra tradizione enogastronomica, i nostri borghi, quando poi, in futuro, questi stessi paesi, patrimonio di valore inestimabile, potrebbero essere occupati da persone provenienti da altri continenti? Tuttavia, oggi si fatica a cogliere la forte contraddizione in termini di una politica che da un lato pretende di valorizzare i territori, ma dall’altro ne prepara il definitivo sfiguramento».
Comprenderete che simili teorizzazioni hanno sollevato non poche perplessità in una opinione pubblica che ha rintracciato nel vostro linguaggio e nelle vostre posizioni l’eco storica dell’estremismo della destra xenofoba. Come rispondete?
«Comprendo che vi sono dei formidabili meccanismi di reazione in questa società sedata dagli innumerevoli bisogni indotti. Reazioni pavloviane ad alcune “parole-chiave”, le stesse che – mi permetta di dirlo – hanno provocato anche in Lei la necessità di inquadrare il problema dei flussi di “profughi” – che a noi appare come una vera e propria occupazione del territorio – in una precisa cornice ideologica. Si badi: una politica di avversione all’immigrazione in generale non può che essere di sinistra, e non mi riferisco soltanto alla ben nota posizione che il Pci ebbe nei confronti dei profughi istriani, ma alla consapevolezza che i comunisti occidentali ebbero di fronte al fatto che gli immigrati sarebbero stati non solo i diretti concorrenti delle classi operaie, ma avrebbero – in ciò seguendo l’ortodossia marxiana – generato un costante abbassamento del costo del lavoro, con l’inevitabile perdita – proprio come sta avvenendo ora in Italia – dei diritti acquisiti. Da qualche lustro, ormai, a sinistra non se ne indovina una e, nonostante i luoghi comuni ostentati quotidianamente, proprio da questa parte politica dovrebbero finalmente provenire una seria riflessione e una ferma opposizione al fenomeno migratorio in atto – facilmente decifrabile come l’ennesima predazione delle risorse africane – non dagli epigoni dei cantori di “Faccetta nera”».
di Massimo Pacilio – 25/03/2017  Fonte: orticalab

PD: RITRATTO DI OLIGARCHIA CORROTTA DAI MILIARDI. PUBBLICI.

pd corruzione elettaritratto di un partito tanto anti populista quanto contro la corruzione per la legalità…fidiamoci

C’è chi non ha capito in cosa consista la differenza tra Renziani e anti-renziani.  Sono due progetti per la nazione alternativi, quelli su  cui si sono scontrati?  Su cosa litigano? Si scindono o no?
 
I loro motivi possono essere sunteggiati così.   Renzi e  i renziani: “Se   quelli  si  scindono, meglio; così’ avremo più poltrone da assegnare ai nostri”. La “sinistra” in dubbio se scindersi o no, lo è per gli stessi motivi.  C’è chi dice: restiamo  dentro, almeno occupano le poltrone, e c’è chi invece dice: io di  sicuro non verrò ricandidato,  quindi ho più possibilità se mi metto con Boldrini e Pisapia.
Sono i pensieri di una oligarchia plutocratica, inamovibile, di “ricchi di Stato”, abituata a saccheggiare impunemente. Della popolazione italiana  se ne infischia,  della tragedia sociale che si aggrava se ne frega , perché, loro, prendono 15 mila euro al mese –  come minimo.
Non si può dir meglio di Enrico Mentana: sono come   quei “  fratelli che si odiano ma hanno ereditato un’azienda che continua a macinare utili. E non per modo di dire.
Basti dare un’occhiata al peso istituzionale del partito. Dal Pd viene il capo dello stato. Del resto tutti gli ultimi 4 presidenti della Repubblica sono del partito o dell’area.  Ma del Pd sono tutti i tre premier di questa legislatura, e 400 parlamentari su 945, nonostante il partito abbia ottenuto alle elezioni del 2013 meno del 26%. Del Pd è il nostro unico rappresentante nella commissione Ue. Del Pd la maggior parte dei governatori regionali e dei sindaci delle città capoluogo. Del Pd sono il ministro dell’interno, della giustizia, della difesa, dell’economia, delle infrastrutture, del lavoro, dell’istruzione. Scelti da premier del Pd sono i vertici di tutte le aziende strategiche di competenza statale”.
Sono miliardi di euro  – miliardi presi a prestito per  lo più sui mercati internazionali, perché la torchia fiscale, anche  se ormai al massimo, non copre che metà delle loro malversazioni.
 
Una oligarchia corrotta perché  miliardaria,  corrotta dai miliardi di denaro pubblico che arraffa, del tutto indifferente al fatto che la maggior parte della popolazione che gli paga gli emolumenti principeschi, sta  morendo letteralmente,  precaria, sottopagata quando non disoccupata e con reddito pari a zero.
Loro, non sentono il bruciore della crisi. Non se ne rendono conto. Come  i fannulloni di Versailles, che danzavano e s’ingozzavano occupati in questioni di precedenza e di onori – anzi molto peggio, perché i fannulloni  eleganti  di Versailles  non avevano  in mano nessuna delle lucrose leve di potere da cui questi non solo mungono, ma distorcono e intralciano l’economia dello stato e privata.  I fannulloni di Versailles non avevano Le  Regioni Sicilia che continua a incamerare miliardi benché sia in deficit di miliardi, in quanto le sue perdite sono rifuse a piè di lista dall’Italia che lavora. Non avevano un Quirinale che costa più di Buckingham Palace. No avevano un Viminale  che distribuisce alle sue clientele meridionali i miliardi per “l’assistenza agli immigrati”. Non avevano il sindaco a Milano o a Bergamo, a    fare da idrovora per   beneficare le clientele parassitiche e partitiche delle altre regioni improduttive.
 
Qui gli stipendi e i salari calano, puntano verso i 460 euro mensili; lassù, a meno di 15 mila non si sentono bene. E sono legittimati dalla UE – l’altra oligarchia –  e dalla Bce perché impongono a tutti noi la recessione continua  senza prospettive, ciò che si chiama “fare le riforme”. Le riforme consistono appunto nel  ridurre i salari in  modo che ridiventino “competitivi” rispetto a quelli cinesi.  La moneta unica non svalutabile obbliga a svalutare il lavoro.
L’Austerità, è per gli altri.
Come  hanno ridotto la società italiana l’ha spiegato Luca Ricolfi qualche giorno fa su 24 Ore.   Non c’è più solo la distinzione e  divisione iniqua fra “garantiti” (dipendenti pubblici, e privati protetti dai sindacati) e non-garantiti: lavoratori autonomi, di piccole imprese che rischiano la chiusura,  precari di ogni genere, micro-imprenditori “ non coperti in caso di licenziamento, infortunio, malattia, cassa integrazione, disoccupazione”.
 
No. Fra queste due categorie, ne è ingigantita una terza, la Terza Società.
 
Fondamentalmente   sono gli esclusi dal  circuito del lavoro regolare. Della Terza società fanno parte i lavoratori in nero, i disoccupati in senso stretto (che cercano attivamente lavoro), e i disoccupati in senso lato (disponibili al lavoro, anche se non ne stanno cercando attivamente uno). In essa ci sono anche  “soggetti che non cercano attivamente lavoro perché possono permettersi di non lavorare, come accade per una frazione non trascurabile delle casalinghe e dei cosiddetti Neet (giovani Not in Employment, Education, or Training). La Terza società  è  fatta di ceti bassi, in condizioni di povertà assoluta o relativa, ma anche di ceti medi, che sopravvivono grazie al lavoro retribuito dei familiari e alle risorse accumulate dalle generazioni precedenti”.
La Terza Società –  sotto l’oligarchia PD  e la sua gestione della crisi secondo  il comando di Berlino  –  è diventata grande quasi come le prime due: 9 milioni di italiani.  “Oggi, fatta 100 la popolazione attiva o potenzialmente attiva, circa il 30% appartiene alla Terza società, ovvero si trova in una condizione di esclusione”.
FISCO-VIGNETTA
...gli altri no
Prima della crisi, questo segmento  contava sui 6milioni di persone. “ Tra il 2007  e il 2014  è letteralmente esploso, con un aumento del 40% in soli 7 anni”.
Una  patologia  senza eguali. “In Europa, solo Grecia e Spagna hanno una quota di esclusi superiore a quella dell’Italia, mentre paesi come Germania, Regno Unito, Francia, Austria, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia, hanno quote prossime a metà della nostra”.
Ovviamente, i  garantiti, fancazzisti pubblici  e “ricchi di Stato” sono il blocco che,  con le famiglie, clientele   e parentele,  continua a votare per “la Sinistra”, perché appunto essa garantisce la loro situazione di favore,  e ai loro stipendi la protezione dalla recessione mondiale in atto.
E’ per questi ricchi che la “Sinistra” fa le leggi   come  le nozze  gay, che  non sono, ammettiamolo, le istanze più   urgenti dei lavoratori;  ma sono voglie di  ricchi che hanno tempo e soldi da buttare, e  l’ozio è il padre dei vizi. Oggi sappiamo che l’oligarchia miliardaria, dalla Presidenza del Consiglio,    finanzia associazioni gay nei cui locali si  fa’ sesso a pagamento, oltre che spaccio di droga.
Non so cosa ci voglia di più per capire la natura marcia di questi parassiti, marci fino al midollo, marci per i miliardi che ci prendono – e che sono ormai l’unica ragione per cui si afferrano al potere.
LaTerza Società chi la rappresenta?
Come mandarli via? La “democrazia” garantisce loro un blocco di voti sostanzialmente maggioritario.  Ricolfi nel suo articolo si domanda: esistono partiti che possano e vogliano rappresentare la Terza Società? E qui casca l’asino.
“Considerata nel suo insieme, la Terza società si distingue dalla prima e dalla seconda per la sua preferenza per il Movimento Cinque Stelle e per la sua refrattarietà verso Pd e Forza Italia, i due architravi del sistema politico della seconda Repubblica. Se consideriamo separatamente i suoi tre segmenti, lavoratori in nero, disoccupati e scoraggiati, possiamo inoltre osservare che i lavoratori in nero prediligono anche l’estrema sinistra e Fratelli d’Italia, i disoccupati guardano con interesse alla Lega e ai piccoli partiti di centro, mentre i lavoratori scoraggiati (che hanno smesso di cercare lavoro) si orientano in modo più massiccio di qualsiasi altro gruppo sociale verso il movimento Cinque Stelle, che qui raccoglie oltre il 50% dei consensi”.
 
Maurizio Blondet 20 febbraio 2017

ARRESTATO PREFETTO: VENDEVA PERMESSI DI SOGGIORNO

ufficio immigrazione-2Per chi pensa che Vox news si inventi le informazioni per alimentare “odio”, qui stessa notizia ma dal Fatto Quotidiano. Cosa non si fa per il bene dei migranti….

Il commissario del comune di Borghetto e viceprefetto di Savona Andrea Santonastaso, un ex ispettore della squadra mobile, Roberto Tesio, in servizio all’ufficio tecnico e logistico della Questura, e un altro funzionario della prefettura, Carlo Della Vecchia. Sono i tre pubblici ufficiali arrestati questa mattina nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Savona che ha portato alla notifica di 6 ordinanze di custodia cautelare.
 
I tre sono sospettati di una serie di illeciti, attuati nell’ambito di un giro di favori ed autorizzazioni concesse nell’abuso delle proprie funzioni: denaro e regali in cambio di permessi di soggiorno, agevolare il cambio di cognome oppure la riduzione dei giorni di sospensione della patente. Santonastaso e Della Vecchia si trovano ai domiciliari. Oltre al poliziotto e ai due funzionari sono state arrestate altre tre persone: un uomo di origini marocchine, un uomo albanese e una donna italiana.
 
Santonastaso, commissario prefettizio presso il comune savonese di Borghetto, aveva in passato ricoperto la stessa carica presso i comuni di Spotorno, Celle Ligure, Albisola, Carcare.
 
C’è chi aiuta l’invasione illegalmente e chi, come tutti gli altri prefetti, lo fa al riparo della legge. Ma solo perché la legge l’hanno fatta dei criminali politici.
La cosa scandalosa è che il governo lo aveva nominato ‘commissario del comune’ al posto del sindaco eletto, solo pochi mesi fa:
Il viceprefetto di Savona Andrea Santonastaso sarà il commissario prefettizio del Comune di Borghetto Santo Spirito. La nomina è stata formalizzata questa mattina dal prefetto di Savona Giorgio Manari. Santonastaso era già stato commissario prefettizio a Spotorno. «Il provvedimento – spiegano dalla prefettura – è stato adottato in quanto sei consiglieri su dieci assegnati del Comune hanno rassegnato le dimissioni pochi giorni fa». Nell’attesa dell’adozione del decreto di scioglimento da parte del Presidente della Repubblica, il prefetto ha sospeso il Consiglio comunale e ha affidato la provvisoria gestione dell’Ente al commissario prefettizio al quale sono stati attribuiti i poteri del consiglio comunale, del sindaco e della giunta».
 
Governo di incapaci e ladri.
febbraio 6, 2017

Napoli, corteo contro Salvini: manifestanti lanciano sassi e molotov. Scontri con la polizia

salvini napoli2queste sono le lotte che “contano”, in piazza a far cortei si va solo contro i nemici del Pd, in difesa di mafia capitale. I suicidi? Nemmeno dopo il suicidio di Michele si è scatenato l’inferno. Il precariato? Il salario minimo? Contro l’APE? Contro i tagli allo stato sociale? No, si mette a soqquadro una città per togliere il diritto di parola ad un esponente politico. Democrazia singolare..Peccato che chiunque vada in piazza NON A COMANDO dei politically correct moralmente superiori sono “fascisti”, vedi tassisti, pescatori, allevatori etc La ciurma dei Soros’s rebels:


Dopo il via libera “forzato” del prefetto al comizio del leader del Carroccio, la manifestazione dei centri sociali sfocia in pesanti scontri. Sampietrini contro le forze dell’ordine che risponde con gli idranti. Tre fermi, altrettanti denunciati, e 27 agenti feriti. Salvini: “Vorrei che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la camorra”

Un corteo organizzato contro Matteo Salvini, atteso al Palacongressi di Napoli dopo le proteste di venerdì e il via libera finale della prefettura alla sua convention. Oltre duemila persone scendono in strada e sfilano pacificamente contro il leader del Carroccio fino a quando intorno alle 17 un gruppo di incappucciati si stacca dal corteo e accerchia la polizia. Lì inizia il lancio di sassi, petardi e bombe carta. Modalità di guerriglia urbana alle quali la polizia reagisce con cariche e idranti. Prima è stata un’operazione di contenimento, poi gli agenti sono avanzati per rispondere agli assalti di “circa 200 persone”, come riferisce SkyTg24. Tre persone sono state fermate, altrettante denunciate, mentre sono 27 gli agenti feriti.
 
A pochi minuti dall’inizio della manifestazione erano spuntati caschi, sciarpe e passamontagna dietro i quali si erano nascoste decine di giovani incappucciati. Una volta che il corteo è arrivato nei pressi del Palacongressi, è iniziato il lancio di oggettipietre e molotov. Poi si sono dispersi, lasciandosi alle spalle decine di cassonetti dati alle fiamme per sbarrare la strada alla polizia. Sullo sfondo segnali stradali divelti, muri imbrattati e auto bruciate e intorno una coltre di fumo che rendeva l’aria irrespirabile. E mentre proseguiva la guerriglia urbana una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrorizzati i passanti, che cercavano rifugio nei palazzi circostanti. Il risultato sono Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare ridotti a un campo di battaglia, con i commercianti che hanno abbassato le saracinesche. E la polizia arriva anche alla fermata dei Campi Flegrei, dove continuava il lancio di petardi e alcuni passeggeri sono rimasti bloccati.
“Solidarietà ai 400 agenti impegnati contro degli animali – ha detto Salvini aprendo il convegno -. Vuol dire che la prossima volta faremo la manifestazione a piazza Plebiscito, quando andremo al governo. E dopo aver sgomberato i campi rom elimineremo anche i centri sociali. Complimenti a de Magistris sta tirando su una bella gioventù”, è il commento a caldo del Leader del Carroccio. Che aggiunge: “Vorrei che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la camorra ma forse hanno paura perché qualche mamma o papà con la camorra ci campa”.
 
Il corteo contro Salvini – La manifestazione era partita nel pomeriggio da piazza Sannazaro senza il sindaco Luigi De Magistris, anche se sua moglie, l’avvocato Maria Teresa Dolce, era tra i partecipanti. E nel corteo organizzato dalla rete di movimenti napoletani era spuntata anche una ruspa con sopra un simbolico foglio di via da consegnare a Salvini. Per le strade di Napoli c’erano studenti, migranti e attivisti che tra bandiere, fumogeni e striscioni intonavano cori contro le politiche “razziste e xenofobe” del leader della Lega Nord. Presenti anche i consiglieri comunali di maggioranza Pietro Rinaldi ed Eleonora De Majo, l’assessore ai giovani con delega alla Polizia municipale del Comune di Napoli Alessandra Clemente e il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani.
Nonostante il via libera al convegno, però, la polemica politica è proseguita. Pur sapendo che il sindaco non era alla manifestazione contro di lui, Salvini ha continuato ad attaccare De Magistris, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di “non volere chi sparge odio”. “É scandaloso – ha detto il leader della Lega al suo arrivo al Palacongressi – che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli”. E “quello che ha dichiarato in questi giorni – continua – verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no”.
  
Presenti alla Mostra d’Oltremare anche sostenitori leghisti da CalabriaPuglia e Basilicata. Muniti di pass nominativi, per evitare infiltrazioni dei centri sociali, in tanti hanno spiegato perché sostengono la Lega che, in passato, al Sud ha rivolto non poche critiche. “Stiamo qui e siamo contenti di esserci perché crediamo in Salvini – ha detto Domenico Furgiuele, coordinatore regionale di Noi con Salvini in Calabria – Renzi, gli altri, hanno tradito il Sud, ecco perché noi vediamo in Salvini la vera alternativa. Lui ha capito che senza il Sud l’Italia non può ripartire e noi siamo con lui”. E, a chi gli chiede delle protesta che i napoletani hanno riservato a Salvini, i leghisti del Sud rispondono: “Siamo convinti che non tutti i napoletani la pensano così. Chi protesta è ancora legato alle vecchie logiche, quelle dei centri sociali e dello sfacelo“.
(ha collaborato Giovanna Trinchella)
 
di F. Q. | 11 marzo 2017