DROGATA , MALMENATA E STUPRATA DA NORDAFRICANI. SUCCEDE NELLE MARCHE

stupro marchetutte invenzioni degli xenofobi. Niente solidarietà alla ragazza, o si alimenta “l’odio”. Non è da considerarsi violenza sulle donne. Un esempio di ordinaria integrazione.


La vittima è C.F. una ragazza di 19 anni di Sant’Elpidio a Mare. La giovane, stando a quello che ha raccontato ai carabinieri, è arrivata in spiaggia a Lido di Fermo dove aveva appuntamento con alcune amiche.
Lì però, prima dell’incontro con le coetanee è stata raggiunta da tre ragazzi di origini nordafricane che, chiacchierando, l’hanno invitata a consumare delle droghe insieme. E a quel punto il buio. La giovane, infatti, ha raccontato di essersi ritrovata, senza sapere come, a Porto San Giorgio e lì di essere stata violentata. Ha provato a opporre resistenza ma senza alcun esito.
La violenza è durata diverse ore senza suscitare l’attenzione di nessuno, fino a quando gli aggressori l’hanno abbandonata agonizzante sull’arenile. La ragazza ha così sotto shock raggiunto la strada e ha chiesto aiuto. Qualcuno l’ha accompagnata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato delle evidenti lesioni in più parti del corpo trovando riscontro anche nella visita ginecologica a cui la ragazza è stata sottoposta che certificano importanti lesioni alla zona vaginale ed anale compatibile con una violenza sessuale di inenarrabile ferocia.
 
Gli inquirenti indagano nell’ambito dello spaccio tra Fermo e Lido Tre Archi, sebbene le indagini premature non lasciano intravedere nessuna pista certa da seguire.
 
Il clima della popolazione locale è ovviamente all’apice del disagio e del terrore, considerando che da ormai oltre 5 anni, la zona di Fermo, e Lido Tre Archi / San Tommaso è passata tristemente alla ribalta sulle cronache nazionali per episodi di droga, sfruttamento della prostituzione e inciviltà da parte di immigrati nigeriani che hanno richiesto un serio e concitato confronto tra le varie amministrazioni e i cittadini ormai stanchi di mettere a rischio la propria incolumità persino all’interno delle proprie abitazioni.
 
Si attendono riscontri dalle istituzioni politiche partecipi con enfasi a vicende di cronaca come quella del Nigeriano ucciso da un pugno un mese fa nella cittadina limitrofe di Porto Sant’Elpidio.
 
FONTE: Actiionweb.com

storie di ordinaria integrazione

immigrato stuproVite rovinate, anche se la violenza e lo stupro se non commesso da un familiare NON è considerato nemmeno un trauma di cui parlare con la stessa riprovazione riservata ai casi di violenza domestica. Chissà di quanti altri casi non si sa niente perché i media altrimenti sono accusati di “alimentare l’odio xenofobo”. Chi se ne frega delle vittime, anche se sono donne straniere.

Bologna – Stupro in un bar di via Irnerio: violenza nel bagno di un bar

Una bruttissima storia, quella che arriva dagli uffici della Questura di Bologna e che riguarda un episodio di violenza sessuale ai danni di una donna affetta da disabilità e che ha fatto finire in manette un uomo non nuovo a questo tipo di reato. E’ successo nel pomeriggio di ieri in un bar di via Irnerio, dove la donna era entrata per un caffè.
Caffè che le è stato “gentilmente” offerto da un uomo con il quale era nata una conversazione proprio lì, qualche minuto prima. Senza che le persone che affollavano il bar (un sabato pomeriggio, con il mercato della Piazzola in piena attività) se ne potessero accorgere, quest’uomo “cortese” l’avrebbe costretta ad entrare nel bagno del locale, dove è avvenuta la violenza sessuale. Per altro ripetutamente.
Il lungo tempo trascorso nella toilette chiusa da troppi minuti insospettisce però il gestore del bar, che bussa alla porta e sente solo allora le richieste di aiuto da parte di una voce femminile. Tutto poi è confuso e un uomo imbocca la porta d’uscita per fuggire: si tratta dello stupratore. Nel frattempo la donna viene soccorsa.
Chiamato immediatamente il 113 e data una descrizione del soggetto, gli agenti riescono a fermarlo, non lontano dal luogo nel quale aveva commesso il reato. Reato di cui si era già macchiato in precedenza. Il 30 enne originario del Cile è stato quindi arrestato per violenza sessuale aggravata.
domenica, 15, gennaio, 2017 – bolognatoday.it
Operatrice 62enne sequestrata e violentata da nigeriano nel centro di accoglienza
Un 25enne nigeriano ospite di un centro di accoglienza a Giugliano in Campania (Napoli) è stato arrestato dai Carabinieri per aver sequestrato e violentato un’operatrice. I militari sono intervenuti d’urgenza nell’hotel ‘Le Chateau’, usato come centro accoglienza nella zona di Varcaturo, a seguito di una chiamata al 112.
Secondo una prima ricostruzione, il nigeriano si è introdotto nell’ufficio della donna, un’operatrice 62enne, e dopo aver bloccato la porta ha cominciato a compiere atti sessuali su di lei. Mentre ciò accadeva, un’altra operatrice ha bussato alla porta e il 25enne ha lasciato che la vittima aprisse, per non destare sospetti. Ma la seconda donna ha intuito che stava accadendo qualcosa di grave dallo sguardo terrorizzato della 62enne e ha dato l’allarme chiamando il 112. Giunti sul posto i Carabinieri hanno liberato la vittima e bloccato il 25enne nigeriano, che dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Poggioreale. (Adnkronos)
Milano, studentessa 16enne picchiata e palpeggiata su un treno. “Contatti sui social con aggressore”
CRONACA
Una liceale milanese ha denunciato l’episodio – risalente al 9 febbraio su un vagone del treno Milano-Mortara – dopo essersi sentita male a scuola. Agli inquirenti avrebbe descritto i due assalitori come “nordafricani”. Dal primo colloquio protetto con gli investigatori sarebbe emersa una precedente conoscenza con uno degli aggressori
Avrebbe avuto precedenti contatti con uno degli aggressori sui social network la 16enne che ha denunciato di essere stata picchiata e palpeggiata nel pomeriggio di giovedì scorso da due uomini – descritti come “nordafricani” – a bordo del treno della linea Milano-Mortara. E’ uno dei particolari emersi nel corso dell’audizione protetta della studentessa. Gli investigatori della polizia e della Polmetro stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza del treno che era partito da Milano alle 14.42 del 9 febbraio.
La ricostruzione dei fatti è ancora da definire. Secondo le prime informazioni, la giovane, residente a Vigevano e alunna in un liceo milanese, stava tornando a casa sulla linea Milano-Mortara. La vittima ha raccontato che gli aggressori, due uomini che avrebbe descritto come nordafricani, dopo essere saliti nella sua carrozza hanno iniziato a prenderla a calci e pugni e a palpeggiarla, poi sono fuggiti.
La mattina dopo la 16enne ha confidato l’accaduto alle compagne di classe, che l’hanno accompagnata al pronto soccorso della clinica De Marchi, dove è ricoverata per un trauma cranico, contusioni multiple e la frattura di una costola. Lì è stata raggiunta dalla madre. I traumi sono stati giudicati guaribili in 20 giorni.
La giovane sarebbe salita sul treno alla stazione di Porta Genova, sedendosi nell’ultima carrozza insieme a una amica. Quest’ultima sarebbe scesa ad Abbiategrasso. Poi è avvenuta l’aggressione. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, il primo a dare la notizia, la ragazza ha chiamato aiuto, senza ottenere risposta. Poi, appena il treno si è fermato in una stazione, è riuscita divincolarsi e a scappare. La sera stessa la minore non ha raccontato nulla ai genitori. Sul caso ora indaga la polizia di Stato.
Nonostante le indagini siano ancora in corso, il leader della Lega Nord Matteo Salvini dà per scontato che i due aggressori siano nordafricani e pubblica un post su Facebook: “Due nordafricani avrebbero picchiato e molestato giovedì una ragazza italiana di 15 anni sul treno per Vigevano (Pavia). Basta, ci vogliono le maniere forti con questi balordi”. Poi conclude: “Per quelli che violentano, una pillola, ZAC e non lo fanno più”
di F. Q. | 11 febbraio 2017
Ragazzo violentato alla stazione di Brindisi: arrestati due pakistani
Pubblicato: 21/02/2017
Due cittadini pakistani sono stati arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi perché ritenuti responsabili di aver violentato un giovane italiano alla stazione ferroviaria di Brindisi. I due sono Rab Nawaz, di 29 anni, titolare di permesso di soggiorno e Ali Imram, 28 anni, con permesso di soggiorno scaduto ma in fase di rinnovo.
Secondo quanto accertato, i due avrebbero fatto dapprima avance a un giovane che attendeva il treno dopo una serata con amici per poi trascinarlo in un vicolo e abusare di lui.
Le indagini condotte dalla questura di Brindisi sono state coordinate dal pm di turno Milto Stefano De Nozza che ha disposto accurati accertamenti sulla dinamica. A chiedere aiuto è stata la stessa vittima che ha chiamato la polizia. I primi a intervenire sono stati gli agenti della sezione Volanti. La vittima ha raccontato di essere stato avvicinato da uno dei due giovani che gli avrebbe fatto le prime avance.
Il giovane ha quindi tentato di fuggire. Sarebbe stato seguito fuori dalla stazione e poi spinto in un vicolo buio. Vani i tentativi di resistere alla violenza. I due pakistani sono poi fuggiti una volta sopraggiunta un’auto che sfrecciava in zona con un lampeggiante acceso.
La polizia si è subito posta alla ricerca dei due fuggitivi, mentre il ragazzo è stato soccorso e sottoposto alle cure mediche. Sono state anche visionate le immagini delle telecamere della zona. I due pakistani sono stati condotti in carcere.

Questa società non punta ad accogliere chi arriva da noi, ma a rendere migrante chi c’è già

L’elogio ipocrita dell’immigrazione da parte dell’èlite neofeudale e dei suoi oratores della sinistra del costume non si spiega unicamente in ragione dell’«esercito industriale di riserva» (Marx) che i migranti vanno a costituire, abbassando i costi della forza lavoro e accrescendone la debolezza.

I migranti sono per il capitale gli schiavi ideali: ricattabili, senza coscienza di classe, disposti a tutto pur di sopravvivere.affamati-senza-casa-e-senza-lavoro-vivono-in-auto
Accanto a questo motivo, e a esso connesso, ve ne è un altro.
Il nuovo profilo antropologico coessenziale al tempo della precarietà a tempo indeterminato corrisponde a quello dell’uomo senza identità e senza radici; il quale è, al tempo stesso, homo migransdeterritorializzato, apolide e sradicato, sempre pronto, valigia alla mano, a spostarsi seguendo i processi della delocalizzazione e della volatilizzazione dei capitali.
TRIONFO DELL’INSTABILITÀ. In virtù del fatto che, nel regime della precarietà assoluta del finanz-capitalismo, ogni progetto e ogni legame risultano a tempo determinato, il soggetto deve sapersi distaccare disinvoltamente da tutto, abbandonando non solo l’ideale della stabilità lavorativa e affettiva e, più in generale, la sfera dell’«eticità» (Sittlichkeit) di hegeliana memoria.
Deve anche, in pari tempo, affrancarsi da ogni radicamento territoriale, mantenendosi pronto a improvvise migrazioni e all’inseguimento, al di là dei mari e dei confini, delle cosiddette “sfide della globalizzazione”.
In altri termini, è chiamato a congedarsi da ogni idea di territorialità e di patria, ma poi anche di casa fissa e di stabile “focolare domestico”: e, dunque, ad aderire al “cattivo universalismo” della mondializzazione come sradicamento obbligato, che riduce gli esseri umani a enti neutri e disponibili su scala planetaria, ad atomi erogatori intermittenti di forza lavoro fisica e neuronale.
ALTRO CHE INTEGRAZIONE. È sotto questo profilo che emerge il nesso simbiotico che lega la flessibilizzazione delle masse e il nuovo paradigma antropologico dell’homo migrans, con annesse celebrazioni entusiastiche e altamente ideologiche della flessibilità e della migrazione come stili di vita contraddistinti dall’indipendenza e dalla varietà e contrapposti alla precedente eticità stabilizzata borghese e proletaria.
Diciamolo senza perifrasi: il capitale non mira a integrare i migranti.
Aspira, invece, a disintegrare i non-ancora-migranti, affinché anche questi ultimi si adattino allo stile di vita apolide e nomade, senza fissa dimora e senza radicamento tipico dei primi.

di Diego Fusaro – 18/12/2016 Fonte: Lettera 43

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=57939

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

anziano-rapinatoè POLITICALLY CORRECT e moralmente superiore e decisamente antirazzista quindi perfetto esempio di stile di vita, tutto il resto è xenofobia quindi da reprimere. Guai esprimere solidarietà ai due anziani, sarebbe strumentalizzazione. SI deve essere divertente deridere chi viene brutalizzato. Se fosse vostro nonno sarebbe divertente lo stesso?

ANTEFATTO Picchiarono e torturarono coppia di anziani con un ferro da stiro. Presi i due vigliacchi

Arrestati due marocchini, altri due, sempre marocchini, sono stati denunciati. Sono gli autori della crudele rapina con aggressione del 20 luglio ai due coniugi di Piacenza d’Adige, con una sfilza di precedenti alle spalle.

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

Una trasmissione che ha lo scopo di fare ascolti a qualsiasi costo, perfino deridendo la coppia di coniugi di Piacenza d’Adige (PD), rapinati e torturati in casa durante una violenta rapina il 20 luglio scorso.

I due sciagurati conduttori e “grandi giornalisti” professionisti si sentono liberi di deridere ed umiliare la signora Rosina chiamandola al telefono. Si sentono a completo agio mentre al telefonano, sghignazzano in faccia ad un’anziana di 87 anni mettendola in confusione e deridendo tutte le persone che si sono strette attorno a lei in solidarietà per ciò che ha subito col marito, rischiando di morire.
La trasmissione radiofonica si sostiene con le inserzioni pubblicitarie che vengono inserite nei momenti di massimo ascolto assicurati dagli “eccessi” che i due sono disposti a vomitare a qualsiasi costo. A costo dell’offesa, della derisione e della evidente umiliazione, perfino di chi è stato vittima di atroci delitti. E’ mai possibile che non vi sia nessun genere di controllo e di intervento da parte di nessuna autorità garante? Sarebbe davvero considerato come liberticida del diritto di opinione o limitante della libertà di stampa, come sicuramente gl’ideologi del Politicamente Corretto subito denuncerebbero? Oppure si tratterebbe semplicemente di impedire una libera e gratuita violenza psicologica verso persone già vittime di violenza fisica e psicologica? E’ possibile che in questo paese zeppo di Enti ed Authority, non ci sia nessuno di questi soggetti che si debba sentire in dovere di intervenire a difesa per fermare questa violenza, nemmeno di fronte a questo grave sfregio della dignità di una coppia di 87 ed 86 anni. Mi chiedo se vi siano inserzionisti Veneti che siano ancora disposti a sostenere economicamente questa RADIO24 tramite il commissionamento di costosissime campagne pubblicitarie, dato che l’emittente si comporta in questo modo con i veneti. Ed infine, se ancora esistono clienti veneti di Radio24 li esorto a riflettere bene su come vengono utilizzati i loro soldi sapendo che, in parte, sono senza dubbio responsabili di quello che questa radio ha fatto a questi anziani.

Pubblicato il 13 dic 2016

Quartieri di Parigi sull’orlo della guerra civile in Francia per causa dell’immigrazione incontrollata

 Quartieri islamici di Parigi
 

“Ormai non è la legge francese quella che si applica, non quella della Repubblica, siamo in presenza della costituzione avvenuta di “mini califfati” dove vige la legge islamica, la Sharia che si applica tutti i giorni”,questa la denuncia di una deputata del FN. Un video chiarificatore mostra la realtà che vivono molti francesi nel loro stesso paese.

La CBN riferiva di recente la realtà che si vive in alcune zone della Francia conosciute come “no-go zones” (zone di non passaggio).
In quelle zone, riferiscono gli addetti alla cronaca, si verificano “attacchi di immigrati mussulmani contro i nativi francesi”.

Un dura realtà davanti a cui la sinistra dell’Esecutivo di Hollande sembra indifferente. Si veda: Youtube.com/watch

Questa è la situazione che denuncia anche un gruppo di donne francesi che, sotto il nome di La Brigade des Mères”, ha iniziato una campagna per lottare al fine di recuperare i diritti che le sono stati strappati nel loro stesso paese. La loro lotta si basa sulla riconquista delle aree del paese trasformate in zone proibite e che sono state sottratte da uomini mussulmani, come si mostra in forma chiara, anche in questo caso, da una inchiesta realizzata nel paese che, tale e come anticipato qualche giorno fa, mette allo scoperto lo stato di segregazione sociale causato dall’immigrazione di massa.

Nota: Una situazione molto simile a quella che inizia già a verificarsi in Italia dove il fenomeno della immigrazione di massa ha assunto sempre di più le caratteristiche di una invasione programmata.
Le ‘Brigade des Mères’ stanno cercando di restaurare l’ordine sociale francese in questi quartieri in cui, come assicurano, molte giovani donne rifiutano di uscire in strada per paura. Un reportage impressionante filmato dal Canal France 2, mostra come le donne non possono neanche entrare in determinati Bar Cafè e devono affrontare commenti e atteggiamenti ostili da parte di uomini arabi.

Il Governo francese si è pronunciato sulle immagini e la ministra dei Diritti della Donna, Pascale Boistard, ha riconosciuto che ” ci sono zone nel nostro paese dove le donne già non possono entrare”. Sono stati i socialisti (quelli del partito di Hollande), quelli che sono al potere nei governi e nelle giunte, coloro che hanno per molto tempo negato l’esistenza di queste aree proibite e che adesso sono protagonisti di queste dichiarazioni allarmanti.

Nota: Sono i “cugini” degli esponenti politici del PD italiano che allo stesso modo hanno consentito ed incentivato l’immigrazione di massa anche in Italia ed adesso, alcuni di loro, iniziano a riconoscere che la situazione sta diventando fuori controllo.

La situazione in Francia è molto sintomatica ed offre un esempio all’Italia di quale sia la prospettiva sociale che si apre nelle città con più forte immigrazione.
Il cambio di atteggiamento di esponenti politici francesi non è casuale, visto che nel mese di Marzo si svolgeranno le elezioni politiche presidenziali, nelle quali la Marine Le Pen dispone di ampio margine di vantaggio e la questione migratoria sarà centrale nella campagna elettorale.

Marion Maréchal-Le Pen, nipote della leader del Front National, è stata una delle prime a reagire al reportage della rete TV francese. La deputata ha chiarito che il reportage non fa altro che spiegare che “il secolarismo (laicismo) ferocemente protetto dal Governo della Repubblica sta venendo soppiantato dalla saharia”.

Vedi: Youtube.com/watch

“Già non è più in queste zone la legge della Repubblica quella che si applica ma si stanno instaurando dei “minicaliffati” dove è la legge islamica quella che si applica tutti i giorni“, ha dichiarato la giovane esponente politica francese.

“Non camminiamo per le stesse strade, non abbiamo gli stessi antenati, non abbiamo la stessa storia, la stessa cultura, la stessa legge, lo stesso stile di vita”, ha sottolineato. Inoltra ha commentato che il problema dell’Islam radicale oggi coincide in tutta evidenza con il problema dell’immigrazione e della divisione delle comunità”.

Il reportage ha messo in evidenza che questa situazione esiste in alcuni quartieri di Parigi e alcune donne del movimento, la ‘Brigada de las Madres’, Nadia Remand y Aliza Sayah, si sono addentrate per le strade di Sevran, un quartiere parigino a maggioranza mussulmana ed hanno potuto constatare di prima mano l’ostilità macista che vige nella zona. Nelle immagini filmate si può constatare come le due donne vengano accolte con ostilità dai presenti e gli venga anche negato l’accesso negli spazi pubblici in quanto non consentiti per le donne.

Questo fenomeno non avviene soltanto a Parigi ma si verifica anche a Lyone, seconda città della Francia, dove è stata condotta una inchiesta similare che ha riportato le stesse esperienze di Parigi, con molte donne francesi intervistate che hanno dichiarato di avere molto timore ad uscire ed a attraversare certi quartieri per timore di essere aggredite.

Nota: Questo accade a Parigi, nella civilissima Francia e sarà presto la norma anche a Roma, Milano, Bologna, Torino e Genova, grazie alle politiche migratorie dei Governi asserviti alle direttive della UE.  La Francia come sempre accaduto nella Storia anticipa i fenomeni che poi diventano comuni anche in Italia ed in altri paesi d’Europa.

Fonte: La Gaceta.es Traduzione e note: Luciano Lago, Dic 14, 2016

http://www.controinformazione.info/i-potentati-finanziari-designano-gentiloni-per-proseguire-lopera-di-spoliazione-ed-invasione-dellitalia/

Indignazione in Germania per l’atroce morte di Maria, una vittima della cultura di “benvenuto della Merkel”

maria-ladenburger
Maria Ladenburger
“Non avremmo avuto questa vittima ne’ tante altre se il nostro paese fosse stato piu’ preparato sui pericoli che sempre si accompagnano all’immigrazione di massa” , ha dichiarato il presidente del sindacato di polizia tedesca.
Lo stupro e l’assassinio in Germania di una giovane studentessa di medicina di 19 anni, ad opera di un adolescente rifugiato afgano, ha provocato una reazione frenetica contro la politica delle porte aperte all’immigrazione imposta dalla cancelliera Angela Merkel, come informa il Daily Mail.
Nella notte dello scorso 16 Ottobre, Maria Ladenburger, di 19 anni d’eta’, e’ stata violentata nella localita’ di Friburgo, nel sud della Germania, mentre stava ritornando alla sua residenza universitaria dopo aver partecipato ad una festa. Inoltre risulta che la giovane sia stata affogata subito dopo in un fiume. La vittima era figlia di un alto funzionario dell’Unione Europea e nel suo tempo libero lavorava come volontaria presso un campo per rifugiati.
La polizia ha arrestato un giovane rifugiato afgano di 17 anni  che  viene accusato di aver violentato ed ucciso la ragazza. Si informa che il giovane afgano ha anche confessato il delitto.
Il presidente del sindacato di polizia tedesca Rainer  Wendt, nel corso di una intervista alla Bild, ha affermato che l’omicidio della ragazza, come tanti altri episodi similari, avrebbe potuto essere evitato se si fossero previsti i pericoli connessi con l’immigrazione di massa.
Una vittima fra le tante della cultura di benvenuto della Merkel
A sua volta la formazione politica nazionalista AfD (Alternative for Germany) ha realizzato a Friburgo una manifestazione di protesta nel corso della quale  il portavoce di AfD,  Jörg Meuthen, dopo aver manifestato che nel suo partito sono “costernati  per questi crimini”, ha accusato le autorita’ di Governo di aver trascurato gli effetti della politica  di apertura  delle frontiere all’ondata migratoria senza controlli ed in particolare si e’ lamentato che vengano definiti populisti coloro che avevano messo in guardia sui pericoli di accogliere  centinaia di migliaia di giovani maschi, single, provenienti da una cultura patriarcale islamica.
Merkel
la Merkel si presta ai selfie con i profughi
Una voce solitaria, quella della politica Julia Klöckner, del partito della CDU (lo stesso della Merkel)   ha sostenuto invece che l’episodio non deve considerarsi significativo perche’ questo tipo di crimini brutali possono essere commessi sia da stranieri che  da cittadini tedeschi e questo purtroppo non è un fenomeno nuovo”, riferisce il Daily Mail.
La crescente ondata di indignazione pubblica in Germania renderà sempre più difficile per la cancelliera (che si presenta per un quarto mandato alle prossime elezioni politiche), giustificare che non ci devono essere limiti nel numero di rifugiati che ancora possono arrivare.
Attualmente sono presenti  in Germania circa un milione di rifugiati e migranti ed i servizi di intelligence tedeschi affermano che sono presenti alcune centinaia di potenziali terroristi jihadisti arrivati dalla Siria e da altri paesi.
L’ira della popolazione verso i rifugiati è stata alimentata dall’alto profilo dei crimini commessi da molti immigrati fra cui le violenze contro le donne ed altri crimini sessuali avvenuti nelle piscine pubbliche.
Fonte: DailyMail
Bild.de Da Redazione  Dic 06, 2016
Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Roma, trovata morta la studentessa cinese scomparsa: investita dal treno mentre inseguiva tre scippatori

Roma città aperta? Adesso che la vittima è donna e straniera si indigneranno le tribù delle boldrini? Quelle che amano l’integrazione tanto i loro figli vivono scortati??????

PLAY FOTO Roma, donna trovata morta vicino a un campo rom: è la studentessa cinese scomparsa (Gabrielli/Ag.Toiati)
di Ilario Filippone
Ritrovata morta Zhang Yao, la studentessa cinese di 21 anni scomparsa pochi giorni fa a Roma. Il cadavere è stato scoperto in via Sansoni a Tor Sapienza. Il corpo era in un cespuglio lungo la linea ferroviaria che costeggia il campo nomadi via Salviati. Dalle prime ricostruzioni sembra che la giovane sia stata investita da un treno mentre rincorreva i ladri che le avevano rubato la borsa.
LA MORTE IN UN VIDEO Una telecamera posta su un capannone industriale nella zona di via Salviati avrebbe ripreso la sua morte: nel filmato, oltre alla ragazza, si intravedono anche «tre ombre in movimento». Un dato che sembra confermare la versione che la ragazza diede ad una sua amica al telefono quando disse che stava inseguendo tre uomini di colore che l’avevano appena borseggiata. Chi indaga spiega che la qualità delle immagini è scarsa ed è quindi complesso individuare chiaramente i tre rapinatori. Nell’inseguire i suoi rapinatori la ragazza cinese sarebbe salita sulla massicciata che costeggia la ferrovia e sarebbe stata travolta da un treno in transito morendo sul colpo.
Da un primo esame del cadavere risultano infatti compatibili le ferite con un impatto violento.
«Nella serata di ieri – spiega la Questura – il personale di una ditta con sede nei pressi della stazione ferroviaria Tor Sapienza, dopo aver visto un servizio televisivo sulla scomparsa della ragazza cinese, si è ricordato di aver sentito, nel giorno in questione, delle voci provenire dai binari, come di persone che si stessero rincorrendo». »A seguito di ciò – prosegue – hanno visionato le immagini delle telecamere dell’azienda, che hanno confermato la presenza di una ragazza deceduta vicino ai binari, in una zona difficilmente accessibile. Sono stati pertanto avvisati i Carabinieri della Stazione di Tor Sapienza che, avendo ricollegato l’episodio alle ricerche della giovane scomparsa in atto da parte della Polizia di Stato, hanno avvisato la Squadra Mobile. Sul posto è stato rinvenuto il corpo, tra i rovi, in un luogo difficilmente raggiungibile e visibile dall’esterno».Al momento il fascicolo di indagine, coordinato dal pm Pierfilippo Laviani, ipotizza il reato di rapina e non più quello di sequestro di persona
Il punto dove è stato trovato il corpo è a circa 800 metri dalla sede dell’Ufficio Immigrazione di via Patini, dove Zhang Yao si era recata lunedì scorso per ritirare il permesso di studio. Sul posto il commissariato Prenestino e la Squadra Mobile. L’ultima immagine delle telecamere di sorveglianza ha ripreso la ragazza mentre lasciava la sede dell’Ufficio Immigrazione di via Patini.  La giovane è stata investita dal treno mentre inseguiva i ladri che le avevano rubato la borsa.  Durante l’inseguimento si e’ fermata a chiamare un’amica, ed è stata centrata di striscio dal convoglio. Zou Xiao, l’amica con cui divide anche l’appartamento in zona Don Bosco, aveva raccontato di questa ultima misteriosa telefonata: «Mi hanno rubato la borsa»,  le aveva detto Zhang. Ma poi c’era stato un fruscio, un rumore. Probabilmente il treno che l’aveva appena travolta. Da lì il nulla: il cellulare aveva squillato a vuoto fino alle 6, poi risulta staccato. Si riagghiancerà solamente il giorno dopo in zona piazza Vittorio.

Venerdì 9 Dicembre 2016 – Ultimo aggiornamento: 18:18
http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/studentessa_cinese_scomparsa_roma_campo_rom-2130553.html

CAGLIARI, Trenta algerini entrano nel supermercato e mangiano nei banconi degli alimentari senza pagare

09 dicembre 2016
Una trentina di algerini, questa mattina a Cagliari, sono entrati in un supermercato, si sono recati ai banconi degli alimentari ed hanno iniziato a mangiare i prodotti esposti.Alimentari2
Nonostante un addetto alla sicurezza si avvicinasse immediatamente per spiegare loro che prima della consumazione era necessario pagare i prodotti, gli extracomunitari proseguivano a consumare il loro pasto. A quel punto, avvertiti dell’imminente arrivo delle forze dell’ordine, alcuni si dileguavano, perciò i poliziotti intervenuti riuscivano a bloccarne solo una parte, convincendoli a pagare quanto consumato. (red)
(admaioramedia.it)
http://sardegna.admaioramedia.it/cagliari-trenta-algerini-entrano-nel-supermercato-e-mangiano-nei-banconi-degli-alimentari-senza-pagare/