Contestano Trump anche quando fa come Obama

all immigrantsIl primo strepito della giornata di ieri arriva quando i media americani ed europei annunciano che Donald Trump ha rimosso dall’incarico il ministro della giustizia, Sally Yates, per il suo rifiuto di applicare il bando restrittivo sull’immigrazione ai sette paesi arabi indicati nell’ordine esecutivo del Presidente. Prima di commentare il merito del provvedimento e di come esso non sia in realtà senza precedenti nella storia recente americana, è opportuno ricordare che la Yates è un ministro uscente nominato da Obama – il ministro della giustizia indicato da Trump, Jeff Sessions, è in attesa della ratifica della sua nomina dal Senato – ed è andata espressamente contro un ordine presidenziale perfettamente legale dal punto di vista giuridico.
Stupiscono anche in questo senso le ingerenze dell’Onu che è arrivata a dichiarare l’illegalità del bando, in un’intromissione quantomeno anomala se si pensa che in passato essa ha taciuto di fronte alle vere violazioni del diritto internazionale commesse dagli Stati Uniti, ma all’epoca evidentemente i diritti umani non erano così prioritari come lo sono ora con Trump.
SICUREZZA INTERNA
Ma tornando al merito della questione, è corretto affermare che la decisione del Presidente sia senza precedenti nella storia americana? La prima cosa importante da dire su questo punto è che l’idea di porre delle restrizioni sull’immigrazione per i sette Paesi interessati dal bando restrittivo (Iraq, Iran, Siria, Yemen, Somalia, Libia e Sudan) non è una idea di Trump, ma del suo predecessore, Barack Obama.
Nel 2015 Obama infatti firma la legge sul programma di miglioramento per il rilascio dei visti (Visa Waiver Program Improvement), e la legge sulla prevenzione del terrorismo per i viaggi negli Usa (Terrorist Travel Prevention Act).
Nel sito del dipartimento della sicurezza interna (Department of Homeland Security) si legge che «il dipartimento per la sicurezza interna rimane preoccupato per la situazione in Siria e in Iraq, così instabili da attirare migliaia di combattenti stranieri, inclusi molti interessati dalla legge in questione (il Vwp). Questi soggetti potrebbero viaggiare negli Stati Uniti per compiere delle operazioni sia per proprio conto sia sotto la direzione di gruppi estremisti violenti». Quindi come si vede la restrizione posta da Trump era in parte già stata anticipata dall’amministrazione Obama che aveva individuato nell’immigrazione da questi paesi una fonte di rischio per la sicurezza nazionale.
La critica legittima che si può fare al provvedimento è semmai l’inclusione dell’Iran nella lista, considerato che l’Iran sta contribuendo attivamente in Siria e in Iraq nella lotta al terrorismo islamico, e l’esclusione dell’Arabia Saudita, uno dei Paesi che ha sfornato più terroristi negli ultimi anni, compresi i responsabili dell’11 settembre.
Ad ogni modo parlare di un atto discriminatorio rivolto contro le persone di religione musulmana è del tutto fuorviante. I media, come al solito, stanno raccontando falsità.
Veniamo ora all’aspetto più strettamente legale del provvedimento. Alcuni osservatori hanno rilevato l’illegalità dell’ordine esecutivo del Presidente, contestando la sua incostituzionalità e il suo carattere discriminatorio dal momento che restringe l’immigrazione solamente per i paesi citati sopra. Come detto, il provvedimento non è motivato da motivi religiosi e se si dà uno sguardo alla legge sull’immigrazione federale statunitense (legge 1182 sezione f), viene specificato che «qualora il Presidente ritenga che l’ingresso di stranieri di ogni tipo e classe sia dannoso per gli interessi degli Stati Uniti può, con un atto esecutivo e per il periodo che riterrà necessario, sospendere l’ingresso di tutti gli stranieri di qualsiasi tipo sia che siano immigrati o non immigrati, o imporre sull’ingresso di stranieri qualsiasi altra restrizione che ritenga appropriata». Come si vede, tutto quello fatto da Trump è perfettamente legale e non viola in alcun modo la Costituzione americana.
ORDINE ESECUTIVO
Nonostante questo il giudice federale di New York, Ann Donnelly, ha accolto il ricorso dell’Aclu (American Civil Liberties Union) l’associazione per i diritti civili americana, riguardo all’espulsione di immigrati provenienti dai paesi che riguardano l’ordine esecutivo di Trump. Il giudice Donnelly è stato nominato da Obama, e fino ad ora né le associazioni dei diritti civili americane né la magistratura avevano mai sollevato obiezioni sul fatto che le pratiche per ottenere lo status di rifugiato andassero avanti per anni. Ad ogni modo l’ordine esecutivo di Trump resta in vigore, e parlare di proteste spontanee è piuttosto grottesco dal momento che l’Aclu risulta essere stata finanziata da Soros con 50 milioni di dollari nel 2014.
A questo punto sembra legittimo chiedersi, come mai dietro queste associazioni umanitarie si annidano sempre i rappresentanti della peggiore finanza speculativa?
di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti – 01/02/2017

La solita propaganda anti Trump-Obama promosse restrizioni di circolazione dai paesi “terroristi”

visaWaverI disinformatori di regime e servetti vari in  servizio permanente effettivo ACCURATAMENTE ED INTERESSATAMENTE OCCULTANO  IL FATTO CHE il divieto d’ingresso (negli usa) agli islamici di Somalia, Libia, Iran, Iraq, Siria, Sudan e Yemen è contenuto nella legge HR 158 “Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act” emanata il 12.09.2015 dal sig.OBAMAAAAAAAAAAAAAA
ECCO IL TESTO
H.R.158 – Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act of 2015
114th Congress (2015-2016)
Sponsor:
Rep. Miller, Candice S. [R-MI-10] (Introduced 01/06/2015)
Committees:
House – Judiciary; Homeland Security
Committee Reports:
Latest Action:
12/09/2015 Received in the Senate.  (All Actions)
Roll Call Votes:
There has been 1 roll call vote
Tracker:
This bill has the status Passed House
Here are the steps for Status of Legislation:
  1. Introduced
  1. Passed House
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Text: H.R.158 — 114th Congress (2015-2016)
All Bill Information (Except Text)
There are 3 versions:

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Shown Here:
Received in Senate (12/09/2015)

114th CONGRESS

1st Session

H. R. 158

IN THE SENATE OF THE UNITED STATES
December 9, 2015
Received

AN ACT
To amend the Immigration and Nationality Act to provide enhanced security measures for the visa waiver program, and for other purposes.
Be it enacted by the Senate and House of Representatives of the United States of America in Congress assembled,
SECTION 1. Short title.
This Act may be cited as the “Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act of 2015”.
SEC. 2. Electronic passport requirement.
(a) Requirement for alien To possess electronic passport.—Section 217(a)(3) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(a)(3)) is amended to read as follows:
“(3) PASSPORT REQUIREMENTS.—The alien, at the time of application for admission, is in possession of a valid unexpired passport that satisfies the following:
“(A) MACHINE READABLE.—The passport is a machine-readable passport that is tamper-resistant, incorporates document authentication identifiers, and otherwise satisfies the internationally accepted standard for machine readability.
“(B) ELECTRONIC.—Beginning on April 1, 2016, the passport is an electronic passport that is fraud-resistant, contains relevant biographic and biometric information (as determined by the Secretary of Homeland Security), and otherwise satisfies internationally accepted standards for electronic passports.”.
(b) Requirement for program country To validate passports.—Section 217(c)(2)(B) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)(2)(B)) is amended to read as follows:
“(B) PASSPORT PROGRAM.—
“(i) ISSUANCE OF PASSPORTS.—The government of the country certifies that it issues to its citizens passports described in subparagraph (A) of subsection (a)(3), and on or after April 1, 2016, passports described in subparagraph (B) of subsection (a)(3).
“(ii) VALIDATION OF PASSPORTS.—Not later than October 1, 2016, the government of the country certifies that it has in place mechanisms to validate passports described in subparagraphs (A) and (B) of subsection (a)(3) at each key port of entry into that country. This requirement shall not apply to travel between countries which fall within the Schengen Zone.”.
(c) Conforming amendment.—Section 303(c) of the Enhanced Border Security and Visa Entry Reform Act of 2002 is repealed (8 U.S.C. 1732(c)).
SEC. 3. Restriction on use of visa waiver program for aliens who travel to certain countries.
Section 217(a) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(a)), as amended by this Act, is further amended by adding at the end the following:
“(12) NOT PRESENT IN IRAQ, SYRIA, OR ANY OTHER COUNTRY OR AREA OF CONCERN.—
“(A) IN GENERAL.—Except as provided in subparagraphs (B) and (C)—
“(i) the alien has not been present, at any time on or after March 1, 2011—
“(I) in Iraq or Syria;
“(II) in a country that is designated by the Secretary of State under section 6(j) of the Export Administration Act of 1979 (50 U.S.C. 2405) (as continued in effect under the International Emergency Economic Powers Act (50 U.S.C. 1701 et seq.)), section 40 of the Arms Export Control Act (22 U.S.C. 2780), section 620A of the Foreign Assistance Act of 1961 (22 U.S.C. 2371), or any other provision of law, as a country, the government of which has repeatedly provided support of acts of international terrorism; or
“(III) in any other country or area of concern designated by the Secretary of Homeland Security under subparagraph (D); and
“(ii) regardless of whether the alien is a national of a program country, the alien is not a national of—
“(I) Iraq or Syria;
“(II) a country that is designated, at the time the alien applies for admission, by the Secretary of State under section 6(j) of the Export Administration Act of 1979 (50 U.S.C. 2405) (as continued in effect under the International Emergency Economic Powers Act (50 U.S.C. 1701 et seq.)), section 40 of the Arms Export Control Act (22 U.S.C. 2780), section 620A of the Foreign Assistance Act of 1961 (22 U.S.C. 2371), or any other provision of law, as a country, the government of which has repeatedly provided support of acts of international terrorism; or
“(III) any other country that is designated, at the time the alien applies for admission, by the Secretary of Homeland Security under subparagraph (D).
“(B) CERTAIN MILITARY PERSONNEL AND GOVERNMENT EMPLOYEES.—Subparagraph (A)(i) shall not apply in the case of an alien if the Secretary of Homeland Security determines that the alien was present—
“(i) in order to perform military service in the armed forces of a program country; or
“(ii) in order to carry out official duties as a full-time employee of the government of a program country.
“(C) WAIVER.—The Secretary of Homeland Security may waive the application of subparagraph (A) to an alien if the Secretary determines that such a waiver is in the law enforcement or national security interests of the United States.
“(D) COUNTRIES OR AREAS OF CONCERN.—
“(i) IN GENERAL.—Not later than 60 days after the date of the enactment of this paragraph, the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State and the Director of National Intelligence, shall determine whether the requirement under subparagraph (A) shall apply to any other country or area.
“(ii) CRITERIA.—In making a determination under clause (i), the Secretary shall consider—
“(I) whether the presence of an alien in the country or area increases the likelihood that the alien is a credible threat to the national security of the United States;
“(II) whether a foreign terrorist organization has a significant presence in the country or area; and
“(III) whether the country or area is a safe haven for terrorists.
“(iii) ANNUAL REVIEW.—The Secretary shall conduct a review, on an annual basis, of any determination made under clause (i).
“(E) REPORT.—Beginning not later than 1 year after the date of the enactment of this paragraph, and annually thereafter, the Secretary of Homeland Security shall submit to the Committee on Homeland Security, the Committee on Foreign Affairs, the Permanent Select Committee on Intelligence, and the Committee on the Judiciary of the House of Representatives, and the Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, the Committee on Foreign Relations, the Select Committee on Intelligence, and the Committee on the Judiciary of the Senate a report on each instance in which the Secretary exercised the waiver authority under subparagraph (C) during the previous year.”.
SEC. 4. Designation requirements for program countries.
(a) Reporting lost and stolen passports.—Section 217(c)(2)(D) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)(2)(D)), as amended by this Act, is further amended by striking “within a strict time limit” and inserting “not later than 24 hours after becoming aware of the theft or loss”.
(b) Interpol Screening.—Section 217(c)(2) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)(2)), as amended by this Act, is further amended by adding at the end the following:
“(G) INTERPOL SCREENING.—Not later than 270 days after the date of the enactment of this subparagraph, except in the case of a country in which there is not an international airport, the government of the country certifies to the Secretary of Homeland Security that, to the maximum extent allowed under the laws of the country, it is screening, for unlawful activity, each person who is not a citizen or national of that country who is admitted to or departs that country, by using relevant databases and notices maintained by Interpol, or other means designated by the Secretary of Homeland Security. This requirement shall not apply to travel between countries which fall within the Schengen Zone.”.
(c) Implementation of passenger information exchange agreement.—Section 217(c)(2)(F) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)(2)(F)), as amended by this Act, is further amended by inserting before the period at the end the following: “, and fully implements such agreement”.
(d) Termination of designation.—Section 217(f) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(f)) is amended by adding at the end the following:
“(6) FAILURE TO SHARE INFORMATION.—
“(A) IN GENERAL.—If the Secretary of Homeland Security and the Secretary of State jointly determine that the program country is not sharing information, as required by subsection (c)(2)(F), the Secretary of Homeland Security shall terminate the designation of the country as a program country.
“(B) REDESIGNATION.—In the case of a termination under this paragraph, the Secretary of Homeland Security shall redesignate the country as a program country, without regard to paragraph (2) or (3) of subsection (c) or paragraphs (1) through (4), when the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, determines that the country is sharing information, as required by subsection (c)(2)(F).
“(7) FAILURE TO SCREEN.—
“(A) IN GENERAL.—Beginning on the date that is 270 days after the date of the enactment of this paragraph, if the Secretary of Homeland Security and the Secretary of State jointly determine that the program country is not conducting the screening required by subsection (c)(2)(G), the Secretary of Homeland Security shall terminate the designation of the country as a program country.
“(B) REDESIGNATION.—In the case of a termination under this paragraph, the Secretary of Homeland Security shall redesignate the country as a program country, without regard to paragraph (2) or (3) of subsection (c) or paragraphs (1) through (4), when the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, determines that the country is conducting the screening required by subsection (c)(2)(G).”.
SEC. 5. Reporting requirements.
(a) In general.—Section 217(c) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)), as amended by this Act, is further amended—
(1) in paragraph (2)(C)(iii)—
(A) by striking “and the Committee on International Relations” and inserting “, the Committee on Foreign Affairs, and the Committee on Homeland Security”; and
(B) by striking “and the Committee on Foreign Relations” and inserting “, the Committee on Foreign Relations, and the Committee on Homeland Security and Governmental Affairs”; and
(2) in paragraph (5)(A)(i)—
(A) in subclause (III)—
(i) by inserting after “the Committee on Foreign Affairs,” the following: “the Permanent Select Committee on Intelligence,”;
(ii) by inserting after “the Committee on Foreign Relations,” the following: “the Select Committee on Intelligence”; and
(iii) by striking “and” at the end;
(B) in subclause (IV), by striking the period at the end and inserting the following: “; and”; and
(C) by adding at the end the following:
“(V) shall submit to the committees described in subclause (III), a report that includes an assessment of the threat to the national security of the United States of the designation of each country designated as a program country, including the compliance of the government of each such country with the requirements under subparagraphs (D) and (F) of paragraph (2), as well as each such government’s capacity to comply with such requirements.”.
(b) Date of submission of first report.—The Secretary of Homeland Security shall submit the first report described in subclause (V) of section 217(c)(5)(A)(i) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. (c)(5)(A)(i)), as added by subsection (a), not later than 90 days after the date of the enactment of this Act.
SEC. 6. High risk program countries.
Section 217(c) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(c)), as amended by this Act, is further amended by adding at the end the following:
“(12) DESIGNATION OF HIGH RISK PROGRAM COUNTRIES.—
“(A) IN GENERAL.—The Secretary of Homeland Security, in consultation with the Director of National Intelligence and the Secretary of State, shall evaluate program countries on an annual basis based on the criteria described in subparagraph (B) and shall identify any program country, the admission of nationals from which under the visa waiver program under this section, the Secretary determines presents a high risk to the national security of the United States.
“(B) CRITERIA.—In evaluating program countries under subparagraph (A), the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Director of National Intelligence and the Secretary of State, shall consider the following criteria:
“(i) The number of nationals of the country determined to be ineligible to travel to the United States under the program during the previous year.
“(ii) The number of nationals of the country who were identified in United States Government databases related to the identities of known or suspected terrorists during the previous year.
“(iii) The estimated number of nationals of the country who have traveled to Iraq or Syria at any time on or after March 1, 2011, to engage in terrorism.
“(iv) The capacity of the country to combat passport fraud.
“(v) The level of cooperation of the country with the counter-terrorism efforts of the United States.
“(vi) The adequacy of the border and immigration control of the country.
“(vii) Any other criteria the Secretary of Homeland Security determines to be appropriate.
“(C) SUSPENSION OF DESIGNATION.—The Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, may suspend the designation of a program country based on a determination that the country presents a high risk to the national security of the United States under subparagraph (A) until such time as the Secretary determines that the country no longer presents such a risk.
“(D) REPORT.—Not later than 60 days after the date of the enactment of this paragraph, and annually thereafter, the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Director of National Intelligence and the Secretary of State, shall submit to the Committee on Homeland Security, the Committee on Foreign Affairs, the Permanent Select Committee on Intelligence, and the Committee on the Judiciary of the House of Representatives, and the Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, the Committee on Foreign Relations, the Select Committee on Intelligence, and the Committee on the Judiciary of the Senate a report, which includes an evaluation and threat assessment of each country determined to present a high risk to the national security of the United States under subparagraph (A).”.
SEC. 7. Enhancements to the electronic system for travel authorization.
(a) In general.—Section 217(h)(3) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(h)(3)) is amended—
(1) in subparagraph (C)(i), by inserting after “any such determination” the following: “or shorten the period of eligibility under any such determination”;
(2) by striking subparagraph (D) and inserting the following:
“(D) FRAUD DETECTION.—The Secretary of Homeland Security shall research opportunities to incorporate into the System technology that will detect and prevent fraud and deception in the System.
“(E) ADDITIONAL AND PREVIOUS COUNTRIES OF CITIZENSHIP.—The Secretary of Homeland Security shall collect from an applicant for admission pursuant to this section information on any additional or previous countries of citizenship of that applicant. The Secretary shall take any information so collected into account when making determinations as to the eligibility of the alien for admission pursuant to this section.
“(F) REPORT ON CERTAIN LIMITATIONS ON TRAVEL.—Not later than 30 days after the date of the enactment of this subparagraph and annually thereafter, the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, shall submit to the Committee on Homeland Security, the Committee on the Judiciary, and the Committee on Foreign Affairs of the House of Representatives, and the Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, the Committee on the Judiciary, and the Committee on Foreign Relations of the Senate a report on the number of individuals who were denied eligibility to travel under the program, or whose eligibility for such travel was revoked during the previous year, and the number of such individuals determined, in accordance with subsection (a)(6), to represent a threat to the national security of the United States, and shall include the country or countries of citizenship of each such individual.”.
(b) Report.—Not later than 30 days after the date of the enactment of this Act, the Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, shall submit to the Committee on Homeland Security, the Committee on the Judiciary, and the Committee on Foreign Affairs of the House of Representatives, and the Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, the Committee on the Judiciary, and the Committee on Foreign Relations of the Senate a report on steps to strengthen the electronic system for travel authorization authorized under section 217(h)(3) of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187(h)(3))) in order to better secure the international borders of the United States and prevent terrorists and instruments of terrorism from entering the United States.
SEC. 8. Provision of assistance to non-program countries.
The Secretary of Homeland Security, in consultation with the Secretary of State, shall provide assistance in a risk-based manner to countries that do not participate in the visa waiver program under section 217 of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187) to assist those countries in—
(1) submitting to Interpol information about the theft or loss of passports of citizens or nationals of such a country; and
(2) issuing, and validating at the ports of entry of such a country, electronic passports that are fraud-resistant, contain relevant biographic and biometric information (as determined by the Secretary of Homeland Security), and otherwise satisfy internationally accepted standards for electronic passports.
SEC. 9. Clerical amendments.
(a) Secretary of Homeland Security.—Section 217 of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187), as amended by this Act, is further amended by striking “Attorney General” each place such term appears (except in subsection (c)(11)(B)) and inserting “Secretary of Homeland Security”.
(b) Electronic system for travel authorization.—Section 217 of the Immigration and Nationality Act (8 U.S.C. 1187), as amended this Act, is further amended—
(1) by striking “electronic travel authorization system” each place it appears and inserting “electronic system for travel authorization”;
(2) in the heading in subsection (a)(11), by striking “electronic travel authorization system” and inserting “electronic system for travel authorization”; and
(3) in the heading in subsection (h)(3), by striking “electronic travel authorization system” and inserting “electronic system for travel authorization”.
SEC. 10. Sense of Congress.
It is the sense of Congress that the International Civil Aviation Organization, the specialized agency of the United Nations responsible for establishing international standards, specifications, and best practices related to the administration and governance of border controls and inspection formalities, should establish standards for the introduction of electronic passports (referred to in this section as “e-passports”), and obligate member countries to utilize such e-passports as soon as possible. Such e-passports should be a combined paper and electronic passport that contains biographic and biometric information that can be used to authenticate the identity of travelers through an embedded chip.
Passed the House of Representatives December 8, 2015.
  • Attest:karen l. haas,Clerk

Saviano, un intellettuale al servizio del pensiero unico

Cliché, buonismo stucchevole, promozione dell’ordine simbolico dominante: così lo scrittore si garantisce visibilità permanente e applausi senza fine.
Il ceto degli intellettuali è oggi in larga parte composto da opinionisti che non credono in saviano sindacinulla, parlano di tutto e sono permanentemente in cerca di visibilità mediatica e, soprattutto, di danaro. Tra questi, poi, vi sono alcuni esponenti del ceto intellettuale che più degli altri sono abili nel surfare le onde del pensiero unico politicamente corretto: e, per ciò stesso, si garantiscono visibilità permanente, applausi senza fine e seguito delle masse teledipendenti e sempre più lobotomizzate dalla manipolazione organizzata.
UN INTELLETTUALE IMPECCABILE. Roberto Saviano è sicuramente un intellettuale impeccabile. Non sbaglia un colpo. Dice sempre la cosa giusta al momento giusto: sembra sincronizzato per fornire ad hoc le superstrutture funzionali alla struttura dominante. Ora fa l’elogio di Israele (modello insuperato della democrazia missilistica); ora infanga l’appena defunto Fidel Castro come “dittatore” sanguinario (secondo il logoro cliché che ormai anche i muri ripetono in maniera automatica); ora stigmatizza i populismi (senza, ovviamente, dire nulla sull’unico vero pericolo oggi esistente, che si chiama capitalismo finanziario).
OMELIE DA SOMMINISTRARE ALLE MASSE. Adesso, dulcis in fundo, ci spiega che il suo sogno per il 2017 sono «sindaci africani», ha letteralmente asserito in una recente intervista rilasciata a Gianni Riotta e prontamente trasformata in nuova omelia televisiva da somministrare alle masse subalterne e indotte – grazie anche a spettacoli di questo tipo – ad amare le proprie catene.
La neolingua ha sempre la parola giusta per disinnescare la critica e determinare l’immediato riallineamento delle coscienze
Guai a chi osi rammentare, en passant, che l’immigrazione di massa è una deportazione a uso del capitale e contro migranti e lavoratori: l’accusa di xenofobia fioccherebbe all’istante, perché la neolingua ha già sempre la parola giusta per disinnescare in partenza la critica e per determinare l’immediato riallineamento delle coscienze all’ordine mondializzato classista.
IL CAPITALISMO CI VUOLE TUTTI MIGRANTI. Perché mai, in Italia e segnatamente nel Mezzogiorno, dovremmo “sognare sindaci africani”? Non avrebbe invece senso sognare sindaci giusti, africani o italiani che siano? Il buonismo stucchevole ha preso, ancora una volta, il sopravvento.
E guai a chi osi metterlo in discussione, ché subito – non dubitatene – sarà nuovamente diffamato come xenofobo per il semplice fatto che non aderisce al nuovo mito immigrazionista di un capitalismo che elogia il migrante (nell’atto stesso con cui lo sfrutta senza pietà) perché, di fatto, ci vuole tutti migranti, precari e sradicati, mobili come il mercato delocalizzante.
PROMOTORE DELL’ORDINE DOMINANTE. Saviano – che lo sappia o no poco importa, in fondo – è tra i principali promotori dell’ordine simbolico dominante. In questo, almeno in questo, egli è nel vero quando afferma la necessità di «rimanere fedeli a un’idea di se stessi».
– di Diego Fusaro – gennaio 11 2017
Fonte: Lettera43

PERCHÉ IL GOVERNO ITALIANO NON RIESCE A RISOLVERE IL PROBLEMA DEI TRAFFICANTI DI IMMIGRATI? PERCHÉ NON VUOLE FARLO

basta una parola, MAFIA CAPITALE, O COOP della solidarietà

Un’analisi fattuale riportata da Zero Hedge – di quanto sta accadendo intorno alla questione immigrati, porta a conclusioni sconvolgenti. Si è consolidata una prassi che coinvolge trafficanti di persone, organizzazioni non governative e istituzioni italiane e che lucra in tutti i modi possibili su questo dramma umanitario.
A partire dal recupero dei disperati in acque territoriali libiche, agli appalti pilotati per costruire i centri di assistenza, fino allo sfruttamento degli immigrati stessi nelle campagne per salari da fame, la crisi umanitaria si è trasformata in un affare colossale per le organizzazioni malavitose e mafiose. Il tutto viene reso possibile dalla sospensione di fatto dello stato di diritto per tutto quello che concerne la questione dei migranti provenienti dall’Africa.
 
da ZeroHedge, 2 gennaio 2017
Immigrati-figura-1
Lo stato di diritto viene spesso evocato come uno dei valori occidentali che i movimenti “populisti” vogliono distruggere, eppure sull’immigrazione la classe dirigente al governo  ha già da tempo sospeso quello stesso stato di diritto. L’esempio più evidente è la politica di immigrazione iniziata dal governo Letta nel 2013 e proseguita poi sotto il governo Renzi. Nell’ottobre 2013 il governo Letta, trovandosi ad affrontare ondate di profughi in fuga dalla Libia per il caos provocato dalla primavera araba sostenuta dall’occidente – che più tardi si è rivelata niente  più che un’insurrezione di gruppi radicali islamici – lanciò  l’operazione “Mare Nostrum“, che consisteva nell’utilizzo della Marina italiana vicino alle acque libiche in operazioni di salvataggio dei rifugiati dalle coste africane.
 
Per quanto nobile potesse essere la motivazione, un effetto collaterale dell’operazione è stato quello di incoraggiare sempre più persone ad intraprendere viaggi via mare, perché ormai erano certe che la Marina italiana le avrebbe salvate (1). Il risultato è stato un aumento del 224% del numero di imbarcazioni in partenza dalla Libia, che si è tradotto in un costo medio di quasi 10 milioni di euro al mese per il governo italiano (1).
Nel novembre 2014 Mare Nostrum è stato sostituito dall’operazione Triton, finanziata e coordinata dall’Ue, che copre una parte più piccola del Mediterraneo, al costo di 3 milioni di euro al mese.
La ragione ufficiale per l’operazione Triton è il controllo delle frontiere, tuttavia, se guardiamo i fatti, l’obiettivo dell’operazione è semplicemente quello di portare in Italia quante più persone possibile, indipendentemente se siano rifugiati, migranti economici, legali o illegali. Da allora i canali del contrabbando di persone, invece di essere fermati, si sono moltiplicati.
 
Una pratica consolidata, a partire dall’operazione Mare Nostrum  e poi continuata sotto Triton, è che i contrabbandieri lanciano un segnale di soccorso ai mezzi della Marina in perlustrazione e richiedono assistenza. Intanto le ONG, che perseguono le politiche delle “frontiere aperte”, li aiutano, assistendo chiunque – legali, illegali, rifugiati – voglia raggiungere l’Europa (2) (3) (4).
La Commissione europea, responsabile di Frontex, e che segue i controlli alle frontiere, ha una chiara opinione in materia. Il Commissario per gli affari interni, la Migrazione e la Cittadinanza – Dimitris Avramopoulos – ha dichiarato: “un altro elemento importante che è emerso con forza dalle discussioni sulla lotta al contrabbando è che le ONG – e le autorità locali e regionali – che forniscono assistenza ai migranti clandestini non dovranno essere criminalizzate. Sono pienamente d’accordo, naturalmente, come sono anche d’accordo sulla necessità di tutelare i diritti fondamentali di coloro che vengono introdotti clandestinamente. Quelli che dobbiamo punire sono i contrabbandieri!” (5)
Punire i contrabbandieri, a meno che non facciano parte delle ONG, significa che il problema non può essere e non sarà risolto, perché le ONG saranno sempre libere di contrabbandare i migranti. Con ciò si porta avanti una tradizione ben consolidata; durante il governo Monti nel 2011-12 fu creato un Ministero per l’Integrazione e assegnato ad Andrea Riccardi della “Comunità di Sant’Egidio”, una famosa ONG italiana favorevole alle frontiere aperte. La “Comunità di Sant’Egidio” gestisce progetti come i “Corridoi umanitari”. Il progetto finanzia un itinerario alternativo per portare la gente in Italia. Andrea Riccardi ha detto ai media francesi di essere convinto che l’Europa deve aprire le sue frontiere.(6)
Il Ministero è stato poi assegnato a Cecile Kyenge, una donna di colore nata nella Repubblica democratica del Congo, che si è data come obiettivo quello di ridurre drasticamente i requisiti per l’acquisto della cittadinanza italiana. La Kyenge propone una legge che darebbe la cittadinanza ai figli degli immigrati a condizione di esser nati sul suolo italiano. Sotto Renzi, il ministero è stato ridotto a un dipartimento all’interno del Ministero per gli Affari Interni e consegnato a Mario Morcone, ancora una volta affiliato alla “Comunità di Sant’Egidio”.
Cosa succede una volta che i migranti di tutti i tipi raggiungono il suolo italiano? Vengono inviati ai centri per i profughi, dove possono chiedere lo status di rifugiati. Va fatto notare che l’Italia ha da tempo esaurito i posti per i richiedenti asilo, e così il governo sta pagando alberghi, ostelli o cittadini in generale per ospitare le persone.
Una pratica comune per coloro che sanno che la loro domanda verrà respinta, è di distruggere i loro documenti in anticipo (7), in questo modo il tempo necessario per identificarli aumenta in modo esponenziale. L’esperienza ha dimostrato che i centri alla fine diventano sovraffollati, il che offre l’occasione ai migranti di organizzare una rivolta, distruggere parte dei centri e infine fuggire e diventare illegali. (8) (9) (10) (11) (12) Se invece non scappano e la loro domanda viene rigettata, vengono espulsi. L’espulsione tuttavia è volontaria e i dati mostrano che solo il 50% circa dei migranti espulsi se ne va davvero, probabilmente in un altro paese Ue-Schengen, mentre gli altri diventano clandestini.
Come ha dimostrato lo scandalo Mafia Capitale (13), una collusione tra i membri del Partito Democratico  al governo che controllano le istituzioni statali italiane dell’immigrazione tra cui i centri profughi, le ONG e il crimine organizzato, assicura che i migranti siano impiegati a spese dei contribuenti italiani e per una paga oraria insignificante, in modo da garantire ingenti profitti illegali al racket. Una famigerata frase di un membro della criminalità organizzata, che spesso viene citata, ha rivelato che l’immigrazione è al momento un business più redditizio del traffico di droga.
Hai idea di quanto guadagno con questi immigrati?” ha detto Salvatore Buzzi, un affiliato della mafia, in un’intercettazione di 1.200 pagine ad inizio 2013. “Il traffico di droga non è così proficuo“.Abbiamo chiuso quest’anno con un fatturato di 40 milioni, ma… i nostri profitti vengono tutti dagli zingari (ROM), dall’emergenza abitativa e dagli immigrati ha detto Buzzi. Questo nel 2013, quando erano arrivati in Italia 20.000 immigrati. Nel 2016 ne sono arrivati 180.000.
 
Politici corrotti come Giuseppe Castiglione (NCD, partner di governo del Partito Democratico), che lavora per il Ministero degli Interni con la missione ufficiale di “favorire l’integrazione delle persone bisognose di protezione internazionale”, in realtà si adoperano per trarre profitto dalla crisi.
Le attività illegali associate spaziano dall’assegnazione della costruzione dei centri per i rifugiati alle cooperative legate al PD in cambio di tangenti, al trasferimento dei richiedenti asilo e dei clandestini nelle campagne italiane per impiegarli in agricoltura con salari da 1 a 3 euro all’ora.
Per quel che riguarda le donne, gli immigrati stessi organizzano giri di prostituzione nei centri profughi o le vendono perché lavorino lungo le strade italiane. (14)
L’immigrazione è una storia di attuazione volontariamente lassista dello stato di diritto, di contrabbando, di disonestà, di schiavitù e, in definitiva, di distruzione dell’Europa.
Fonte: Voci Dall’Estero gennaio 11 2017
 
Riferimenti
  1. Immigrazione: il flop di Mare Nostrum, Il Sole 24 Ore
  2. Colte in flagrante: le ONG sono parte del traffico di migranti, Gefira
  3. L’armata delle ONG che opera sulle coste della Libia, Gefira
  4. Gli americani di MOAS traghettano migranti in Europa, Gefira
  5. Come potrebbe essere più efficace l’azione della UE contro i trafficanti di migranti? European Commission
  6. Andrea Riccardi, un’anima per l’Europa, Lavie
  7. Stabilire l’identità per la protezione internazionale, European Migration Network
  8. Migranti, in 40 fuggono dall’hotel nel Sulcis e bloccano la Statale, Corriere
  9. Rivolta nel Cie di Milano: scappano tre irregolari, gd-notizie
  10. Rivolta al Cie, agenti contusi. Scappano in 22, 10 arresti MigrantiTorino
  11. Lampedusa, via ai trasferimenti. fuga di immigrati al Cie di Torino, RAI
  12. I clandestini restano in Italia anche dopo essere espulsi, Il Giornale
  13. Mafia capitale, Buzzi: “Con gli immigrati si fanno molti più soldi che con la droga”, Il Fatto Quotidiano
  14. La mafia siciliana guadagna sulle spalle degli immigrati disperati, La Stampa

Spari nel centro di Napoli: «È l’inizio della guerra alla mafia africana»

siccome siamo tanto bravi a controllare la nostra di criminalità perché non importarla? Chi se ne frega della gente onesta che rimane vittima di entrambe. Bell’esempio di integrazione multi-kulti.na-mafia-africana

Spari nel centro di Napoli: «È l’inizio della guerra alla mafia africana»
L’incrocio fra via Maddalena e piazza Mancini segna il confine fra la zona dei cinesi e quella dei nigeriani: a destra la china town della Duchesca, a sinistra i nuovi «possedimenti» degli immigrati africani che stanno prendendo spazi commerciali e potere, anche malavitoso. Proprio a quell’incrocio, una ventina di metri dal luogo dove c’è stato l’agguato, di fianco a un cassonetto rovesciato che porta i segni indelebili delle fiamme, un gruppo di ragazzi, altissimi e neri come la pece, parla in maniera vivace: si sbracciano, guardano il posto dell’agguato e inveiscono. Non parlano nemmeno un po’ d’italiano, almeno così dicono, per evitare domande che potrebbero essere fastidiose. Non parlano nemmeno i cinesi dei negozi della «rive droite» della Duchesca: non hanno sentito né visto nulla e non vogliono rompiscatole fra i piedi nei loro negozi debordanti di merce «perché togli spazio ai clienti». I napoletani sono pochi, si contano sulle dita di una mano.
Dietro una bancarella attrezzata con leccornie per la calza dell’epifania un tizio sostiene di essere appena arrivato e quindi di non avere nulla da dire, all’interno di un negozio qualche metro più avanti un uomo baldanzoso chiarisce di aver saputo solo dai racconti dei clienti e di non essersi accorto di nulla. Bisogna essere insistenti e assillanti per convincere qualcuno a spiegare cosa succede in quell’area a cavallo fra Forcella e Piazza Garibaldi, regno della contraffazione colmo di insegne straniere dal quale pian piano i napoletani sono stati sfrattati.
E quando qualcuno accetta di raccontare, solo a patto del più totale anonimato, ti rendi conto che tutti sanno, tutti hanno visto e forse se l’aspettavano pure una recrudescenza di violenza. Il primo dettaglio è condiviso da tante fonti intercettate nel quartiere: chi ha sparato voleva uccidere ma non ne è stato capace. Però prima di inoltrarci nel prosieguo del racconto è bene chiarire un particolare: quelle che riportiamo sono voci di persone comuni; non si tratta di versioni ufficiali frutto di indagini anzi, scoprirete in questo articolo che la «voce del popolo» produce racconti che vanno in direzione opposta a quella delle indagini delle forze dell’ordine, le uniche che possono essere considerate attendibili in casi del genere.
 
Ma torniamo alla voce del quartiere. Il primo interlocutore si stacca da un gruppetto di persone e sostiene che «chi è venuto a sparare doveva dare una lezione vera, doveva uccidere ma non è stato capace». E qui viene snocciolata una serie di teorie, condivise dagli altri del gruppo, tutte tese a dimostrare che le persone che hanno sparato «sono giovani, inesperte e quindi incapaci di fare centro. Tanto da coinvolgere una bimba innocente», oppure «arrivano completamente allucinati dagli stupefacenti e quindi non sono in grado nemmeno di prendere la mira», o infine «hanno avuto paura di uccidere, non sono camorristi veri».
 
Come avrete notato si tratta di teorie che prevedono una diretta conoscenza dell’evento, eppure alla domanda fatidica «ma allora lei ha visto chi sparava?», tutti dicono di non aver visto o sentito nulla. Il discorso, però, si fa preoccupante quando accettano di parlare altre persone che abitano nella zona. Anche in questo caso dietro la promessa dell’anonimato. La prima è una donna, non anziana ma nemmeno giovane, con la busta della spesa: «Il vero problema sono i neri – dice con astio, e precisa – non quelli marroncini, i neri-neri», che tradotto significa che non fa riferimento ai nordafricani ma agli stranieri che provengono dall’Africa centrale. «Stanno dappertutto – prosegue la donna – dove ti volti li vedi. Si riuniscono a gruppetti e pare che la strada è di loro proprietà, ti guardano dall’alto in basso, portano vestiti firmati e hanno sempre il telefono in mano. Io certe volte ho paura di passare vicino a loro. Sono brutta gente».
 
Adesso, fatto salvo il fatto che la generalizzazione è sempre deleteria e che ovviamente la maggior parte degli immigrati è composta da persone brave e lavoratrici, il concetto espresso in maniera semplicistica dalla donna, viene spiegato meglio da un ragazzo che sta per partire con lo scooter: «Qua c’è la mafia nigeriana che sta prendendo possesso di tutto. Lasciano ai marocchini (intesi come tutti i nordafricani n.d.r.) solo le piccole cose come la contraffazione, gli scippi o le rapine, mentre loro sono concentrati sulla droga. Se andate a via Carriera Grande vedete il loro quartier generale, il punto principale dello smercio; se vi fate un giro in questi vicoli noterete che ad ogni angolo ci sono almeno un paio di loro: sono pusher, vanno sempre in coppia. Sapete dove tengono la droga? In bocca, dentro a certe palline di plastica, così se arriva la polizia le inghiottono e poi le recuperano quando vanno al bagno». Il ragazzo sembra decisamente informato e prosegue senza interrompersi: «All’inizio avevano un mercato piccolo e avevano un accordo con la malavita della zona. Adesso, invece, si stanno espandendo. Ecco perché è arrivato il segnale dell’agguato». Cercando qualcuno disposto ad approfondire finisci nel Vico settimo Duchesca che è totalmente avvolto dal profumo d’incenso, quello che viene bruciato nelle bacchette…
di Paolo Barbuto
 
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Giovedì 5 Gennaio 2017, 08:16 – Ultimo aggiornamento: 05-01-2017 20:28

ALFANO: BLOCCARE I BARCONI SAREBBE UN DANNO ECONOMICO! “PER CHI”?

SEMPRE ALFANO AMMETTE :NON POSSIAMO RIMPATRIARE I NON AVENTI DIRITTO, MANCANO GLI ACCORDI INTERNAZIONALI! “SCHENGEN E’ SALVO” CONTROLLI FINO A 2 ANNI!
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Alfano, non possiamo rimpatriare i non aventi diritto perché mancano accordi internazionali. Quindi tanti ne arrivano e tanti ce ne teniamo  Alfano ammette pure che bloccare i barconi sarebbe un danno economico. Io vorrei sapere per chi, esattamente.
Migranti, Alfano: “Schengen è salvo” Estensione controlli fino a 2 anni
 
Il ministro dellʼInterno ad Amsterdam: “Stiamo valutando la realizzazione degli hotspot anche nellʼarea nord-est dellʼEuropa”
 
“Alla fine di questa giornata di lavoro Schengen è salvo, almeno per ora”. Così Angelino Alfano al termine della riunione dei ministri dell’Interno della Ue, ad Amsterdam. “Abbiamo poche settimane per evitare che si dissolva tra gli egoismi nazionali”, ha aggiunto il titolare del Viminale. Di tutt’altro avviso è invece il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner: “Schengen sta per saltare, deve succedere qualcosa velocemente”.
 
Su Schengen “a mio avviso fino a maggio siamo in tempo per ragioni tecniche e politiche”, ha dichiarato Alfano. Il ministro ha poi rivolto un messaggio “a tutti quelli che credono che per l’Italia la soluzione sia chiudere Schengen: ma si rendono conto o no che non possiamo mettere il filo spinato nel mar Mediterraneo e nemmeno nell’Adriatico e il danno economico sarebbe enorme?”.
 
Redistribuzione e rimpatrio – Dopo la riunione, il ministro italiano ha affidato al suo profilo Twitter il suo pensiero sulla crisi migratoria. “L’ho ribadito: serve redistribuzione europea dei profughi e rimpatrio degli irregolari”, ha scritto.
“Valutiamo hotspot nel nord-est” – Alfano è poi intervenuto in merito alla realizzazione degli hotspot: “Stiamo valutando anche l’area del nord-est perché dobbiamo tenerci pronti ad un’ipotesi di flusso dalla frontiera nord-est a seguito della rotta balcanica”. Nessuna conferma al momento su Tarvisio o al Brennero.
 
Slovacchia: “Se cade Schengen, guai per Balcani” – Un’eventuale dissoluzione del sistema Schengen di libera circolazione in Europa avrebbe conseguenze molto pesanti per i Paesi dei Balcani occidentali, secondo il ministro degli esteri slovacco Miroslav Lajcak. “Se questo sistema cade saranno i Paesi dei Balcani occidentali a patire le conseguenze più pesanti”, ha aggiunto il ministro slovacco sottolineando di una politica unitaria e credibile per risolvere l’emergenza migranti.
 
“Chiesta estensione controlli fino a 2 anni” – La maggioranza dei ministri dell’Interno Ue ha quindi chiesto alla Commissione europea di attivare le procedure previste dall’articolo 26 del Codice delle frontiere di Schengen. Le norme permetteno, a certe condizioni, di prorogare dagli attuali sei mesi a due anni le misure di ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne dell’area di libera circolazione, quando queste misure siano state adottate da uno o più Stati membri a causa di una “minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”. A chiederlo sei Stati membri dell’Ue (Germania, Austria, Danimarca, Svezia, Francia, Slovenia) e un settimo paese membro dello spazio Schengen ma non dell’Ue, la Norvegia.

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

anziano-rapinatoè POLITICALLY CORRECT e moralmente superiore e decisamente antirazzista quindi perfetto esempio di stile di vita, tutto il resto è xenofobia quindi da reprimere. Guai esprimere solidarietà ai due anziani, sarebbe strumentalizzazione. SI deve essere divertente deridere chi viene brutalizzato. Se fosse vostro nonno sarebbe divertente lo stesso?

ANTEFATTO Picchiarono e torturarono coppia di anziani con un ferro da stiro. Presi i due vigliacchi

Arrestati due marocchini, altri due, sempre marocchini, sono stati denunciati. Sono gli autori della crudele rapina con aggressione del 20 luglio ai due coniugi di Piacenza d’Adige, con una sfilza di precedenti alle spalle.

Cruciani e Parenzo a RADIO24 deridono gli anziani veneti seviziati in casa col ferro da stiro

Una trasmissione che ha lo scopo di fare ascolti a qualsiasi costo, perfino deridendo la coppia di coniugi di Piacenza d’Adige (PD), rapinati e torturati in casa durante una violenta rapina il 20 luglio scorso.

I due sciagurati conduttori e “grandi giornalisti” professionisti si sentono liberi di deridere ed umiliare la signora Rosina chiamandola al telefono. Si sentono a completo agio mentre al telefonano, sghignazzano in faccia ad un’anziana di 87 anni mettendola in confusione e deridendo tutte le persone che si sono strette attorno a lei in solidarietà per ciò che ha subito col marito, rischiando di morire.
La trasmissione radiofonica si sostiene con le inserzioni pubblicitarie che vengono inserite nei momenti di massimo ascolto assicurati dagli “eccessi” che i due sono disposti a vomitare a qualsiasi costo. A costo dell’offesa, della derisione e della evidente umiliazione, perfino di chi è stato vittima di atroci delitti. E’ mai possibile che non vi sia nessun genere di controllo e di intervento da parte di nessuna autorità garante? Sarebbe davvero considerato come liberticida del diritto di opinione o limitante della libertà di stampa, come sicuramente gl’ideologi del Politicamente Corretto subito denuncerebbero? Oppure si tratterebbe semplicemente di impedire una libera e gratuita violenza psicologica verso persone già vittime di violenza fisica e psicologica? E’ possibile che in questo paese zeppo di Enti ed Authority, non ci sia nessuno di questi soggetti che si debba sentire in dovere di intervenire a difesa per fermare questa violenza, nemmeno di fronte a questo grave sfregio della dignità di una coppia di 87 ed 86 anni. Mi chiedo se vi siano inserzionisti Veneti che siano ancora disposti a sostenere economicamente questa RADIO24 tramite il commissionamento di costosissime campagne pubblicitarie, dato che l’emittente si comporta in questo modo con i veneti. Ed infine, se ancora esistono clienti veneti di Radio24 li esorto a riflettere bene su come vengono utilizzati i loro soldi sapendo che, in parte, sono senza dubbio responsabili di quello che questa radio ha fatto a questi anziani.

Pubblicato il 13 dic 2016

ONG FANNO CONTRABBANDO “INDUSTRIALE” DI CLANDESTINI?

MAFIA CAPITALE INTERNATIONAL
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Sembra proprio che alcune grandi ONG collaborino con i trafficanti;  noleggiano appositamente delle navi e contrabbandano immigrati clandestini su scala industriale grazie alla legislazione introdotta da Bruxelles. La guardia costiera italiana li assiste.
 
Lo scrive e documenta Gefira  Foundation che ha messo sotto controllo i movimenti di 15 navi noleggiate da ONG che fanno la spola tra l’Africa e l’Italia.
Le organizzazioni coinvolte sono:  MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins Sans Frontières, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye and Life Boat.
Le ONG dicono di aver preso i clandestini nel Canale di Sicilia, quando in realtà li hanno imbarcati vicino a Tripoli. Non è salvataggio ma contrabbando di esseri umani.  Risultano coinvolti anche contractors americani e le autorità maltesi.
 
Qalcuno può spiegare?
 
 
ONG contrabbandano immigrati su scala industriale.
 
Per due mesi, utilizzando marinetraffic.com, abbiamo monitorato i movimenti delle navi di proprietà di un paio di organizzazioni non governative, e, utilizzando i dati di data.unhcr.org. abbiamo tenuto traccia degli arrivi giornalieri di immigrati africani in Italia. Si è scoperto che eravamo testimoni di una grande truffa e un’operazione illegale di traffico umano. Assistiti dalla guardia costiera italiana, che ha coordinato le loro attività, le ONG, i contrabbandieri, la mafia, in combutta con l’Unione Europea, hanno spedito migliaia di clandestini verso l’Europa con il pretesto di salvare le persone. I trafficanti di esseri umani contattano la guardia costiera italiana in anticipo per ricevere sostegno e per raccogliere il loro equivoco carico.
Le navi delle ONG vengono dirette al “posto di soccorso”, anche quando quelle da soccorrere sono ancora in Libia. Le 15 navi che abbiamo osservato sono o di proprietà o noleggiate da delle ONG e sono state regolarmente viste lasciare i loro porti in Italia, dirigersi a  sud, fermarsi poco prima di raggiungere la costa libica, prendere a bordo il loro carico umano, e fare di nuovo rotta indietro per 260 miglia verso l’Italia, anche se il porto di Zarzis in Tunisia è a sole 60 miglia di distanza dal punto di salvataggio.
 
Le organizzazioni in questione sono: MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Medici Senza Frontiere, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye e Life Boat.
 
La vera intenzione di chi è dietro le ONG non è chiara. Il loro movente può essere il denaro, e non saremmo sorpresi se si rivelasse che è così, ma che c’è dietro potrebbe anche essere motivato politicamente: gr
More information:
 
In October we discovered that four NGOs picked up people in the Libyan territorial waters. We have proof that these smugglers communicated their action in advance with the Italian authorities. Ten hours before the immigrants left Libya, the Italian coast guard directed the NGOs to the “rescue” spot:  Full account  “Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling”
The MOAS organisation has close links with the famous US military contractor “Blackwater”, the US army and the Maltese navy. Full account: “The Americans from MOAS ferry migrants to Europe”
There is a full account about the ships involved: “NGOs Armada operating off the coast of Libyaand how people are encourage to come to Europe: Death road to Europe promoted on the web”
 

Migranti, Frontex contro le Ong: “Sono colluse con gli scafisti”

L’agenzia europea per le frontiere punta il dito contro chi salva le vite in mare: “Non contrastate il traffico clandestino di uomini.” Gli accusati smentiscono tutto

La sconvolgente rivelazione, contenuta in alcuni documenti interni dell’Agenzia a cui ha avuto accesso il quotidiano britannico Financial Times, apre un gravissimo precedente nelle relazioni fra la polizia di frontiera dell’Ue e la pletora di associazioni umanitarie che da mesi lavorano instancabilmente al salvataggio delle vite in mare.

Cinque, principalmente, le accuse rivolte alle ong: la collusione con i trafficanti di uomini, che prima di mettere in mare le imbarcazioni fornirebbero ai migranti l’esatta posizione delle navi delle ong; le istruzioni, impartite ai disperati ripescati dal mare, di non collaborare con le autorità di polizia; l’estensione del raggio delle operazioni fin sotto le coste libiche; il rifiuto di raccogliere prove necessarie per istruire azioni giudiziarie contro gli scafisti. Infine in almeno un caso una ong non meglio specificata è stata accusata di aver preso a bordo alcuni migranti direttamente da un barcone di trafficanti.

Interpellate da Avvenire, le autorità di Frontex non hanno né commentato né smentito le indiscrezioni che sarebbero filtrate proprio dai loro documenti interni.

Le reazioni delle Ong

Molto più piccata la reazione delle ong chiamate in causa, che smentiscono con forza le accuse che le hanno raggiunte. Se tutti ammettono che gli scafisti stessi contano sull’intervento delle ong (come anche delle navi della Marina militare e della Ue) per rifornire i barconi con meno benzina e sempre più passeggeri, da Medici Senza Frontiere a Save the Children, tutti rivendicano il proprio impegno umanitario, senza alcun doppio fine politico.

Dalla Croce Rossa italiana, ad esempio, il direttore Franceco Rocca parla di “aggressione politica al lavoro degli operatori umanitari su politiche sbagliate dell’Unione Europea”.

“La mancanza di canali sicuri per i migranti è una vergogna – protesta Rocca – Quando arriva un barcone non li salviamo così la prossima volta gli scafisti sanno che noi europei non salviamo migranti?”

Ven, 16/12/2016 – 11:27

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/migranti-frontex-contro-ong-sono-colluse-scafisti-1343358.html

Quartieri di Parigi sull’orlo della guerra civile in Francia per causa dell’immigrazione incontrollata

 Quartieri islamici di Parigi
 

“Ormai non è la legge francese quella che si applica, non quella della Repubblica, siamo in presenza della costituzione avvenuta di “mini califfati” dove vige la legge islamica, la Sharia che si applica tutti i giorni”,questa la denuncia di una deputata del FN. Un video chiarificatore mostra la realtà che vivono molti francesi nel loro stesso paese.

La CBN riferiva di recente la realtà che si vive in alcune zone della Francia conosciute come “no-go zones” (zone di non passaggio).
In quelle zone, riferiscono gli addetti alla cronaca, si verificano “attacchi di immigrati mussulmani contro i nativi francesi”.

Un dura realtà davanti a cui la sinistra dell’Esecutivo di Hollande sembra indifferente. Si veda: Youtube.com/watch

Questa è la situazione che denuncia anche un gruppo di donne francesi che, sotto il nome di La Brigade des Mères”, ha iniziato una campagna per lottare al fine di recuperare i diritti che le sono stati strappati nel loro stesso paese. La loro lotta si basa sulla riconquista delle aree del paese trasformate in zone proibite e che sono state sottratte da uomini mussulmani, come si mostra in forma chiara, anche in questo caso, da una inchiesta realizzata nel paese che, tale e come anticipato qualche giorno fa, mette allo scoperto lo stato di segregazione sociale causato dall’immigrazione di massa.

Nota: Una situazione molto simile a quella che inizia già a verificarsi in Italia dove il fenomeno della immigrazione di massa ha assunto sempre di più le caratteristiche di una invasione programmata.
Le ‘Brigade des Mères’ stanno cercando di restaurare l’ordine sociale francese in questi quartieri in cui, come assicurano, molte giovani donne rifiutano di uscire in strada per paura. Un reportage impressionante filmato dal Canal France 2, mostra come le donne non possono neanche entrare in determinati Bar Cafè e devono affrontare commenti e atteggiamenti ostili da parte di uomini arabi.

Il Governo francese si è pronunciato sulle immagini e la ministra dei Diritti della Donna, Pascale Boistard, ha riconosciuto che ” ci sono zone nel nostro paese dove le donne già non possono entrare”. Sono stati i socialisti (quelli del partito di Hollande), quelli che sono al potere nei governi e nelle giunte, coloro che hanno per molto tempo negato l’esistenza di queste aree proibite e che adesso sono protagonisti di queste dichiarazioni allarmanti.

Nota: Sono i “cugini” degli esponenti politici del PD italiano che allo stesso modo hanno consentito ed incentivato l’immigrazione di massa anche in Italia ed adesso, alcuni di loro, iniziano a riconoscere che la situazione sta diventando fuori controllo.

La situazione in Francia è molto sintomatica ed offre un esempio all’Italia di quale sia la prospettiva sociale che si apre nelle città con più forte immigrazione.
Il cambio di atteggiamento di esponenti politici francesi non è casuale, visto che nel mese di Marzo si svolgeranno le elezioni politiche presidenziali, nelle quali la Marine Le Pen dispone di ampio margine di vantaggio e la questione migratoria sarà centrale nella campagna elettorale.

Marion Maréchal-Le Pen, nipote della leader del Front National, è stata una delle prime a reagire al reportage della rete TV francese. La deputata ha chiarito che il reportage non fa altro che spiegare che “il secolarismo (laicismo) ferocemente protetto dal Governo della Repubblica sta venendo soppiantato dalla saharia”.

Vedi: Youtube.com/watch

“Già non è più in queste zone la legge della Repubblica quella che si applica ma si stanno instaurando dei “minicaliffati” dove è la legge islamica quella che si applica tutti i giorni“, ha dichiarato la giovane esponente politica francese.

“Non camminiamo per le stesse strade, non abbiamo gli stessi antenati, non abbiamo la stessa storia, la stessa cultura, la stessa legge, lo stesso stile di vita”, ha sottolineato. Inoltra ha commentato che il problema dell’Islam radicale oggi coincide in tutta evidenza con il problema dell’immigrazione e della divisione delle comunità”.

Il reportage ha messo in evidenza che questa situazione esiste in alcuni quartieri di Parigi e alcune donne del movimento, la ‘Brigada de las Madres’, Nadia Remand y Aliza Sayah, si sono addentrate per le strade di Sevran, un quartiere parigino a maggioranza mussulmana ed hanno potuto constatare di prima mano l’ostilità macista che vige nella zona. Nelle immagini filmate si può constatare come le due donne vengano accolte con ostilità dai presenti e gli venga anche negato l’accesso negli spazi pubblici in quanto non consentiti per le donne.

Questo fenomeno non avviene soltanto a Parigi ma si verifica anche a Lyone, seconda città della Francia, dove è stata condotta una inchiesta similare che ha riportato le stesse esperienze di Parigi, con molte donne francesi intervistate che hanno dichiarato di avere molto timore ad uscire ed a attraversare certi quartieri per timore di essere aggredite.

Nota: Questo accade a Parigi, nella civilissima Francia e sarà presto la norma anche a Roma, Milano, Bologna, Torino e Genova, grazie alle politiche migratorie dei Governi asserviti alle direttive della UE.  La Francia come sempre accaduto nella Storia anticipa i fenomeni che poi diventano comuni anche in Italia ed in altri paesi d’Europa.

Fonte: La Gaceta.es Traduzione e note: Luciano Lago, Dic 14, 2016

http://www.controinformazione.info/i-potentati-finanziari-designano-gentiloni-per-proseguire-lopera-di-spoliazione-ed-invasione-dellitalia/