storie di ordinaria integrazione

immigrato stuproVite rovinate, anche se la violenza e lo stupro se non commesso da un familiare NON è considerato nemmeno un trauma di cui parlare con la stessa riprovazione riservata ai casi di violenza domestica. Chissà di quanti altri casi non si sa niente perché i media altrimenti sono accusati di “alimentare l’odio xenofobo”. Chi se ne frega delle vittime, anche se sono donne straniere.

Bologna – Stupro in un bar di via Irnerio: violenza nel bagno di un bar

Una bruttissima storia, quella che arriva dagli uffici della Questura di Bologna e che riguarda un episodio di violenza sessuale ai danni di una donna affetta da disabilità e che ha fatto finire in manette un uomo non nuovo a questo tipo di reato. E’ successo nel pomeriggio di ieri in un bar di via Irnerio, dove la donna era entrata per un caffè.
Caffè che le è stato “gentilmente” offerto da un uomo con il quale era nata una conversazione proprio lì, qualche minuto prima. Senza che le persone che affollavano il bar (un sabato pomeriggio, con il mercato della Piazzola in piena attività) se ne potessero accorgere, quest’uomo “cortese” l’avrebbe costretta ad entrare nel bagno del locale, dove è avvenuta la violenza sessuale. Per altro ripetutamente.
Il lungo tempo trascorso nella toilette chiusa da troppi minuti insospettisce però il gestore del bar, che bussa alla porta e sente solo allora le richieste di aiuto da parte di una voce femminile. Tutto poi è confuso e un uomo imbocca la porta d’uscita per fuggire: si tratta dello stupratore. Nel frattempo la donna viene soccorsa.
Chiamato immediatamente il 113 e data una descrizione del soggetto, gli agenti riescono a fermarlo, non lontano dal luogo nel quale aveva commesso il reato. Reato di cui si era già macchiato in precedenza. Il 30 enne originario del Cile è stato quindi arrestato per violenza sessuale aggravata.
domenica, 15, gennaio, 2017 – bolognatoday.it
Operatrice 62enne sequestrata e violentata da nigeriano nel centro di accoglienza
Un 25enne nigeriano ospite di un centro di accoglienza a Giugliano in Campania (Napoli) è stato arrestato dai Carabinieri per aver sequestrato e violentato un’operatrice. I militari sono intervenuti d’urgenza nell’hotel ‘Le Chateau’, usato come centro accoglienza nella zona di Varcaturo, a seguito di una chiamata al 112.
Secondo una prima ricostruzione, il nigeriano si è introdotto nell’ufficio della donna, un’operatrice 62enne, e dopo aver bloccato la porta ha cominciato a compiere atti sessuali su di lei. Mentre ciò accadeva, un’altra operatrice ha bussato alla porta e il 25enne ha lasciato che la vittima aprisse, per non destare sospetti. Ma la seconda donna ha intuito che stava accadendo qualcosa di grave dallo sguardo terrorizzato della 62enne e ha dato l’allarme chiamando il 112. Giunti sul posto i Carabinieri hanno liberato la vittima e bloccato il 25enne nigeriano, che dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Poggioreale. (Adnkronos)
Milano, studentessa 16enne picchiata e palpeggiata su un treno. “Contatti sui social con aggressore”
CRONACA
Una liceale milanese ha denunciato l’episodio – risalente al 9 febbraio su un vagone del treno Milano-Mortara – dopo essersi sentita male a scuola. Agli inquirenti avrebbe descritto i due assalitori come “nordafricani”. Dal primo colloquio protetto con gli investigatori sarebbe emersa una precedente conoscenza con uno degli aggressori
Avrebbe avuto precedenti contatti con uno degli aggressori sui social network la 16enne che ha denunciato di essere stata picchiata e palpeggiata nel pomeriggio di giovedì scorso da due uomini – descritti come “nordafricani” – a bordo del treno della linea Milano-Mortara. E’ uno dei particolari emersi nel corso dell’audizione protetta della studentessa. Gli investigatori della polizia e della Polmetro stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza del treno che era partito da Milano alle 14.42 del 9 febbraio.
La ricostruzione dei fatti è ancora da definire. Secondo le prime informazioni, la giovane, residente a Vigevano e alunna in un liceo milanese, stava tornando a casa sulla linea Milano-Mortara. La vittima ha raccontato che gli aggressori, due uomini che avrebbe descritto come nordafricani, dopo essere saliti nella sua carrozza hanno iniziato a prenderla a calci e pugni e a palpeggiarla, poi sono fuggiti.
La mattina dopo la 16enne ha confidato l’accaduto alle compagne di classe, che l’hanno accompagnata al pronto soccorso della clinica De Marchi, dove è ricoverata per un trauma cranico, contusioni multiple e la frattura di una costola. Lì è stata raggiunta dalla madre. I traumi sono stati giudicati guaribili in 20 giorni.
La giovane sarebbe salita sul treno alla stazione di Porta Genova, sedendosi nell’ultima carrozza insieme a una amica. Quest’ultima sarebbe scesa ad Abbiategrasso. Poi è avvenuta l’aggressione. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, il primo a dare la notizia, la ragazza ha chiamato aiuto, senza ottenere risposta. Poi, appena il treno si è fermato in una stazione, è riuscita divincolarsi e a scappare. La sera stessa la minore non ha raccontato nulla ai genitori. Sul caso ora indaga la polizia di Stato.
Nonostante le indagini siano ancora in corso, il leader della Lega Nord Matteo Salvini dà per scontato che i due aggressori siano nordafricani e pubblica un post su Facebook: “Due nordafricani avrebbero picchiato e molestato giovedì una ragazza italiana di 15 anni sul treno per Vigevano (Pavia). Basta, ci vogliono le maniere forti con questi balordi”. Poi conclude: “Per quelli che violentano, una pillola, ZAC e non lo fanno più”
di F. Q. | 11 febbraio 2017
Ragazzo violentato alla stazione di Brindisi: arrestati due pakistani
Pubblicato: 21/02/2017
Due cittadini pakistani sono stati arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi perché ritenuti responsabili di aver violentato un giovane italiano alla stazione ferroviaria di Brindisi. I due sono Rab Nawaz, di 29 anni, titolare di permesso di soggiorno e Ali Imram, 28 anni, con permesso di soggiorno scaduto ma in fase di rinnovo.
Secondo quanto accertato, i due avrebbero fatto dapprima avance a un giovane che attendeva il treno dopo una serata con amici per poi trascinarlo in un vicolo e abusare di lui.
Le indagini condotte dalla questura di Brindisi sono state coordinate dal pm di turno Milto Stefano De Nozza che ha disposto accurati accertamenti sulla dinamica. A chiedere aiuto è stata la stessa vittima che ha chiamato la polizia. I primi a intervenire sono stati gli agenti della sezione Volanti. La vittima ha raccontato di essere stato avvicinato da uno dei due giovani che gli avrebbe fatto le prime avance.
Il giovane ha quindi tentato di fuggire. Sarebbe stato seguito fuori dalla stazione e poi spinto in un vicolo buio. Vani i tentativi di resistere alla violenza. I due pakistani sono poi fuggiti una volta sopraggiunta un’auto che sfrecciava in zona con un lampeggiante acceso.
La polizia si è subito posta alla ricerca dei due fuggitivi, mentre il ragazzo è stato soccorso e sottoposto alle cure mediche. Sono state anche visionate le immagini delle telecamere della zona. I due pakistani sono stati condotti in carcere.

Veneto approva pdl su divieto di burqa: Pd contrari, M5s astenuti

burqaPer il M5S è discriminatorio vietare il burqa, si ciancia tanto di dignità della donna ma a quanto pare obbligare ad indossare il burqa non è violenza per la donna musulmana. Vai a capire cosa si intenda per dignità ed eguaglianza oggi.

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il progetto di legge nazionale sul divieto di indossare indumenti che rendano difficoltoso il riconoscimento del volto, noto come provvedimento ‘anti burqa’. Con 31 voti a favore (Lega Nord-Gruppo Zaia Presidente-Lista Tosi-Veneto del Fare-Veneto Civico), otto contrari (Pd, Moretti Presidente e consigliere regionale Patrizia Bartelle M5S) quattro non partecipanti al voto (consiglieri M5S).
Il pdl vieta di indossare indumenti che rendano difficoltoso il riconoscimento del volto, ma inserisce anche la proposta di modifica del Codice penale con l’introduzione del reato di “Costrizione all’occultamento del volto”. Ora il provvedimento, che univa due diverse proposte di legge, una avanzata dal consigliere Sergio Berlato (FdI-An Mcr) l’altra con primo firmatario Alberto Villanova (Gruppo Zaia Presidente), verrà inviata al Parlamento nazionale. martedì, 31, gennaio, 2017 (ANSA)

Razzisti contro Trump

Già! Razzisti, ipocriti e menzogneri. Stampa fasulla e piazze pagate da chi ha preparato, con molto tempo a disposizione, un qualche migliaio di ridicoli cappellini rosa sciocco come le zucche in essi contenute. Crape vuote come un cesso abbandonato in discarica, che possono contare, però, nei tromboncini di certi giornalucci, cartacei e virtuali, che se la cantano e se la suonano fra di loro. Tutti contro il neoPresidente. Sono curioso di vedere quanti saranno a mantenere fede ai giuramenti di queste ore e a non correre a leccare il culo a Trump nei prossimi mesi.
Bergoglio compreso, ridicolo nelle sue esternazioni politiche delle ultime ore. Menzione d’onore, poi, per la nostra televisione di Stato, che utilizza per il suo tg ufficiale immagini di una manifestazione sportiva di un ventennio fa per “condire” un servizietto sulle donne che manifestano contro il 45° Presidente degli USA. Menzogna su menzogna. A imperitura vergogna del giornalista che l’ha confezionato e del direttore che l’ha autorizzato!!!
(Che mi tocca fare! Io, che non amo l’America, sono costretto a difenderne il Presidente. …  Fortunatamente, una delle cose migliori che le siano capitate negli ultimi mesi!)
E le “contestatrici”, dico loro, chi sono???donne anti trump
Mi rifiuto di credere che rappresentino anche solo lo 0,0000000001% del popolo femminile americano.
Si vede lontano un miglio che si tratti di quattro poveracce, stile punkabbestia, che avrebbero sfilato anche contro l’altezza della Statua della Libertà, contro la dentiera del Papa o la mutanda lenta di madonna… Disadattate prezzolate e galvanizzate, magari, da qualche regalino di polverine magiche.
Trump fa bene a fottersene. Come e quanto ce ne fottiamo noi, che lo aspettavamo!donne anti trump 2
(uno dei tanti post sui social)
L’America e il Mondo avevano bisogno di un controbilanciamento americano alla perfezione politica di Putin. Una sorta di nuovo asse Reagan Gorbaciov (quella bella accoppiata dei tempi d’oro del riavvicinamento e della pace), ma in tempo di guerra vera. Con la massomafia che la fa da grande, dopo la sciagura dell’ottennio del presidente di colore con signora finta ortolana al seguito. Smargiassa e gradassa sui mercati, la massoneria si è ingigantita con la nascita e il battesimo del terrorismo islamico, con le guerre sui territori del medio oriente e del nordafrica, con la destabilizzazione sociomorale dell’europa. Tutte partorite dalle menti malate di un establishment creato ad hoc nelle stanze del potere colorato di nero e biondo.
Però… Però! Obama e Clinton hanno perso. E, con loro, tutti quei potentati che ci hanno portati alla fame, all’umiliazione, alla schiavitù.
Talmente schiavi, che oggi ci impongono di andare a marciare e urlare contro Donald. Fortunatamente, a parte qualche demente e disadattato, qualche starletta invecchiata nel mito del pisello, qualche attore inguaiato con la salute e dedito, ormai, più alla pillola blu che all’amato alcool, qualche giornalista che venderebbe sua madre tumulata pur di apparire, tutti noi siamo lucidi e non ci caschiamo, nella rete delle provocazioni.
Restiamo rispettosi in attesa. Osserviamo. Per giudicare.
Cosa che consigliamo anche al frettoloso papampero, panzer senza pilota e che sta allontanando migliaia di veri Cristiani dalla sua chiesa razzista vera, ma non dalla Chiesa. #nonciriuscirà
Fra me e me.
23  gen 17

“Con gli sbirri devi stare zitta”. L’omertà sullo stupro al centro sociale

e poi fanno le iniziative CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

In tre la stuprano per festeggiare la cacciata dei fascisti da Parma. Le violenze vengono filmate e fatte girare per umiliarla. E il centro sociale copre i tre compagni

“Mi sono svegliata su un tavolo di legno, i vestiti buttati a terra, sul mio corpo i segni di quello che mi avevano fatto…”.

I compagni della “Raf”, la rete antifascista di Parma, l’hanno stuprata nel centro sociale mentre festeggiavano, come ogni 12 settembre, la cacciata delle camice nere dalla città. Sei anni fa, quando si è consumata la violenza sessiale, Claudia aveva 18 anni. Ma come racconta oggi Repubblica, il processo contro i tre stupratori è iniziato solo oggi. Finora i compagni sono stati protetti da un incredibile muro di omertà.

L’hanno stuprata per un’intera notte. In tre, forse di più. I compagni hanno abusato di lei, un’amica, dopo averla drogata. Il tutto filmato da un cellulare per immortalare quell’orrore sessuale. E quando Claudia si è rivolta alla polizia per denunciare quanto accaduta è stata emarginata. Le sue amiche l’hanno bollata come un'”infame” e non le hanno più parlato. Eppure, come racconta Repubblica, “per tre anni, dal 2010 al 2013, erano stati tanti (e tante) i compagni e le compagne che avevano visto quel video, girato con un vecchio Nokia, e dove Claudia (naturalmente il nome è di fantasia) viene addirittura chiamata con un nomignolo che allude, e qui l’orrore è massimo, ad atti ancora più brutali durante la violenza. Ma nessuno aveva rotto il silenzio, quasi fosse più importante difendere il movimento da incursioni di polizia e carabinieri, piuttosto che denunciare lo stupro e solidarizzare con la vittima”.

Claudia si risveglia dall’incubo dello stupro all’alba. “Ripresi i miei vestiti e me ne andai – racconterà più avanti agli inquirenti – lì dentro non c’era più nessuno”. I compagni l’hanno abbandonata a terra. Come un pezzo di carne masticato e poi sputato. Inizialmente non denuncia. E così gli stupratori, come denunciano le “Romantic Punx” sul blog Abbatto i muri, “continuano a frequentare cortei, manifestazioni, ridono, bevono birra, escono con ragazze, nonostante giri un video in cui fanno sesso con una donna che sembra morta”. Il 30 agosto del 2013, quando una bomba carta scoppia accanto alla sede di CasaPound, i compagni della Raf finiscono nell’occhio del ciclone. Anche Claudia viene interrogata. Ma subito si chiama fuori spiegando che da quel mondo si è allontanata “dopo una brutta storia”. E quella brutta storia, finalmente, viene fuori.

L’anno scorso, in seguito alla denuncia di Claudia, finiscono ai domiciliari Francesco Cavalca (25 anni), Francesco Concari (29 anni) e Valerio Pucci (24 anni). La ragazza viene, quindi, contattata dai compagni che la minacciano e la insultano. “Con gli sbirri – le dicono – devi solo tacere”. Pretendono che lei “alleggerisca” le dichiarazioni. Tanto che i giudici fanno partire un’altra indagine, questa volta per favoreggiamento. “Uno stupro è sempre un atto fascista – dice qualcuno – anche se chi lo commette si dichiara antifascista”. Ma opporsi tra i compagni sono davvero pochi.

Ven, 16/12/2016 – 11:12 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sbirri-devi-stare-zitta-lomert-sullo-stupro-centro-sociale-1343352.html