Merano: 57mila euro di soldi pubblici per dare lavoro ai migranti

RISTORANTE africanoaltro business con i soldi dei contribuenti,  chi incassa ovviamente LE COOP……PER OFFRIRE LAVORO TEMPORANEO POI Si spendono tanti soldi per trovare lavoro al 40% dei giovani italiani disoccupati?!? Ah giusto, sono choosy non vogliono lavorare.
Merano: 57mila euro di soldi pubblici per dare lavoro ai migranti
venerdì, 11, agosto, 2017
In Alto Adige si assumono richiedenti asilo. Di fatto i migranti saranno impiegati nella frutticoltura e anche nella gestione di un ristorante di cucina africana.
 
A segnalare l’iniziativa è la stessa Provinca Autonoma dalla Ripartizione Lavoro. Il ristorante, con uno stanziamento di 57.000 euro da parte dello Stato a favore del Comune di Merano, sarà gestito da una cooperativa sociale con il sostegno della federazione cooperative di una banca altoatesina.
“L’utilizzo di persone richiedenti asilo per la raccolta della frutta rappresenta un’opportunità sia per i datori di lavoro che per i lavoratori – ha detto Helmuth Sinn, direttore della Ripartizione lavoro della Provincia -. In questo senso l’utilizzo di persone richiedenti asilo nel campo della raccolta della frutta può essere senz’altro considerata un’utile misura di integrazione“.
Secondo la Provincia “se per i richiedenti asilo il lavoro nell’ambito della raccolta della frutta può offrire l’opportunità di conoscere meglio l’ Alto Adige, di migliorare le loro conoscenze linguistiche e di avere per alcuni mesi un’occupazione e quindi un reddito, per i datori di lavoro si tratta di un’occasione per conoscere da vicino queste persone provenienti da altri Paesi e fuggite da situazioni di povertà o dalla guerra”.

Condannata per aver ‘offeso’ le Coop, “Io sto con Federica Epis”

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ma le coop non sono mafia come le Ong non sono SCAFISTE. e NON SIAMO IN UN REGIME NO NO. Condannata per nessun reato, SOLO POLITICO. Questa giudicia dovrebbe essere condannata per abuso di potere, perché non condanna allora il pool che indaga sui traffici LOSCHI DELLE ONG? I richiedenti asilo non sarebbero clandestini? Richiedere uno status significa già esserne in possesso???????

È stata condannata per aver discriminato l’attività di tre cooperative che si occupano di accoglienza di migranti. Il tribunale di Brescia ha condannato al pagamento di seimila euro, duemila per ognuna delle associazioni citate, la segretaria della sezione della Lega Nord
Il 4 agosto è arrivato a Federica Epis, la segretaria della Lega Nord di Orzinuovi, l’intimazione di pignoramento sullo stipendio per QUATTORDICIMILA EURO!
La richiesta di sospensiva, con udienza in calendario a settembre, è stata del tutto ignorata. Federica, lo ricordiamo, è stata condannata a pagare un RISARCIMENTO non per aver diffamato qualcuno ma perchè alcune cooperative si sono sentite DISCRIMINATE dalle sue parole e per aver usato il termine CLANDESTINO.
Federica ha espresso un’OPINIONE è per questo è stata condannata.
Convinti che la libertà di parola sia uno dei diritti fondamentali della persona continueremo questa battaglia a fianco di Federica, scrive su facebook il comitato facebook.com/iostoconfedericaepis
La vicenda
Il 12 giugno di un anno fa (milano.repubblica.it), Federica Epis, segretaria della sezione del Carroccio, aveva postato un articolo del quotidiano locale ‘Bresciaoggi’ che parlava di immigrazione commentandoQuesto è l’elenco delle cooperative che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini“.
In sostanza, secondo il giudice, la Epis stava insinuando che le associazioni K-PaxPuerto Escondido e Asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione) speculassero sui migranti.
 
Per il giudice del tribunale di Brescia Lucia Cannella “il post ha valenza irridente e sbeffeggiante ove indica le associazioni che danno ospitalità al soggetto come di chi opera ‘con la faccetta misericordiosa’ di chi fa la beneficenza attributivo di un fine illecito“.
 
Inoltre per il giudice “il post è denigratorio ed offensivo laddove indica che i richiedenti asilo siano clandestini, atteso che i richiedenti asilo vengono degradati al rango di chi viola il Testo Unico sull’immigrazione“.
 
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COMINICATO STAMPA
EPIS PIGNORATA DALLA COOPERATIVE PER AVER USATO LA PAROLA CLANDESTINI
6 agosto 2017 (Comitato Antigone “io sto con Federica Epis) – “Incredibile amici del Comitato, oggi è arrivato a Federica Epis l’intimazione di pignoramento sullo stipendio per QUATTORDICIMILA EURO! La richiesta di sospensiva, con udienza in calendario a settembre, è stata del tutto ignorata”. Commenta così Roberta Ronchi, Presidente e artefice dell’iniziativa, quanto di recente accaduto dopo la condanna in primo grado sull’uso della parola clandestini, emanata dal Tribunale di Brescia.
 
“Federica, lo ricordiamo, è stata condannata a pagare un RISARCIMENTO non per aver diffamato qualcuno ma perchè alcune cooperative si sono sentite DISCRIMINATE dalle sue parole e per aver usato il termine CLANDESTINO. Federica ha espresso un’OPINIONE – continua Ronchi – e per questo è stata condannata. Convinti che la libertà di parola sia uno dei diritti fondamentali della persona continueremo questa battaglia a fianco di Federica”.
 
“Abbiamo costituito il comitato civico – conclude – sia per difendere la libertà di espressione, che è un bene e un valore di tutta la collettività, sia per provare a raccogliere un po’ di denaro per aiutare Federica a sostenere le spese legali”.
 
Dal canto suo la diretta interessata, Federica Epis, spiega: “sono onorata di avere al mio fianco persone oneste e desiderose di starmi accanto in questa battaglia legale e ideale, l’intimazione che ho ricevuto significa che presto cominceranno a trattenere dal mio stipendio di semplice impiegata quasi 14mila euro”.
Attendo fiduciosa le udienze in Corte d’Appello a settembre e a ottobre – continua Epis – perchè mi sembra davvero impossibile che in un Paese democratico vengano sanzionate in questo modo le parole, non mi sembra di aver fatto nulla di male, per questo da semplice cittadina, trovarmi a dover risarcire persone già ricche e potenti, è qualcosa che ha dell’assurdo“.
domenica, 6, agosto, 2017

L’ossessione delle coop? Dare lavoro ai migranti

migranti al lavoroci devono pagare le pensioni così che poi noi ce la spassiamo alle Maldive. Per questo i corsi di formazione non li fanno per i ragazzi italiani, poi sono choosy. I giovani migranti si accontentano di meno, quando non devi pagare bollette vitto e alloggio è più facile però-
L’ossessione delle coop? Dare lavoro ai migranti
 
Milano 26 Luglio – Proponiamo i falsi miti buonisti di una sinistra che conosce solo ideologie, analizzati con severità e rigore in un articolo di Giuseppe De Lorenzo su Il Giornale.
“Il Financial Times, autorevole organo del capitalismo occidentale, aveva avuto il coraggio di scriverlo qualche anno fa: i flussi migratori abbasseranno i salari.
E lo stesso sosteneva il politologo francese Henri Hude: “O si delocalizzano i posti di lavoro che costano troppo, o si fanno venire dei lavoratori che si potranno pagare di meno”. Semplice e lineare.
Non tutti però sono d’accordo. Il partito del “gli immigrati ci pagano le pensioni” non credono che l’afflusso di migranti possa provocare danni al mercato del lavoro in un Paese dove 37 giovani su 100 non hanno un impiego e l’11% non gode di uno stipendio mensile. E così l’attenzione sovente si concentra sulle opportunità da dare ai richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza anziché ai disoccupati italiani.
 
I profughi in mezza Italia vengono stati usati dai Comuni per le attività più variegate: pulizia dei giardini, servizio di pedibus per i bambini dell’asilo, volontariato e via dicendo. Tutto con la complicità delle cooperative sociali che li hanno a carico. Ben contente di trovargli pure un’occupazone (magari nelle loro fila).
 
L’ultimo caso viene da Oderzo, paesino in provincia di Treviso. Qui il sindaco leghista Maria Scardellato ha criticato aspramente la decisione di una società locale di offrire i propri ospiti alle aziende per uno stage da 400 euro al mese. “Migranti usati come schiavi dalle cooperative”, ha detto il primo cittadino.
 
A lasciare di stucco, infatti, è la missiva spedita dall’associazione alle aziende locali in cui emerge a pieno ciò che i buonisti non vogliono vedere. “Si tratta di ragazzi gentili, umili, volenterosi, con ottima resistenza fisica e che non avanzano alcuna pretesa dal punto di vista retributivo, professionale o di turnazione”. Chiaro, no? “Nessuna pretesa retributiva”. Perché allora pagare salario, contributi e tasse per un italiano in fila alle agenzie interinali quando c’è chi si accontenta di molto meno? “Capiscono e parlano italiano – scrive la coop – ed inoltre sono iscritti a Garanzia Giovani Veneto, oltre che al centro di impiego. Il progetto Garanzia Giovani dà la possibilità alle aziende di assumere i ragazzi tramite un contratto di stage (per la durata minima di 3 mesi) con una retribuzione di 400 euro al mese. Già alcuni dei nostri ragazzi sono stati inseriti in aziende del territorio. Hanno tutti i documenti in regola per lavorare (permesso di soggiorno e codice fiscale)”. Non l’ha presa molto bene l’assessore regionale al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan (Fi).
“Il progetto si rivolge esclusivamente ai residenti in Veneto ed è uno strumento che abbiamo messo in campo per aiutare i nostri ragazzi in cerca di occupazione, non certo per simili iniziative”. Non è la prima volta, però, che le associazioni impegnate nell’accoglienza cercano di sfruttare le maglie delle leggi italiane per trovare un impiego ai profughi.
A ottobre del 2016 il responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani, aveva proposto al governo di iscrivere i migranti al Servizio Civile Nazionale per poi farli sfacchinare nelle coop a spese dello Stato.
L’idea era quella di far firmare ai richiedenti asilo un contratto di 12 mesi con un impegno settimanale dalle 24 alle 36 ore. Lo stipendio mensile doveva ammontare a 14,46 euro netti al giorno, che al mese fanno 433,80 euro. Più o meno la stessa cifra ipotizzata dalla società triestina per gli stage di chi “non ha pretese retributive”. Alla faccia degli italiani che vorrebbero conservare il diritto ad una vita dignitosa.
 
Per carità: la legge prevede che gli immigrati dopo due mesi in Italia possano iniziare a lavorare qualora trovino un impiego. Spesso finiscono col bighellonare tutto il giorno nei centri di accoglienza, lautamente coccolati a spese dei contribuenti. Ma c’è anche ci ha pensato di farne un altro uso. La cooperativa Versoprobo di Vercelli, per esempio, a marzo decise di utilizzare i propri ospiti per le opere di ristrutturazione di un hotel dove avrebbe voluto aprire una nuova struttura per profughi. I migranti scaricarono il camion senza compenso o contratto e così in qualche modo l’azienda risparmiò sui costi di ristrutturazione risparmiandosi la fatica, e l’onere, di pagare regolarmente un operaio. Magari italiano. Di quelli che “non vogliono fare più quei mestieri”.

risorse per le nostre pensioni

sbarchi

SOLO IERI 1.100 (+ 2700 DEL GIORNO ANCORA PRECEDENTE)

viva mafia capitale, paghiamo le tasse, EVASORI!!! si si certo, salviamo vite eh vuoi che il Pd, Ongs, e filatropi vari non siano ossessionati dal salvare vite umane, peccato che ai sottostimati 5 MILIONI di italiani che vivono sotto la soglia di povertà NON FREGA NULLA

Migranti, dieci navi con 7300 profughi arrivano in Italia: dove sbarcheranno
ROMA – Ben dieci navi con a bordo oltre 7300 migranti salvati negli ultimi giorni al largo della Libia stanno per approdare sulle coste di tutto il Sud Italia.
 
L’arrivo delle navi, a seconda del porto di destinazione, è previsto tra oggi e la giornata di sabato. Al momento, gli scali indicati sono Corigliano Calabro e Vibo Valentia in Calabria, Bari e Brindisi in Puglia, Porto Empedocle e Catania in Sicilia, Salerno in Campania.
Giovedì 13 Luglio 2017, 13:12 – Ultimo aggiornamento: 13-07-2017 13:19

SOLO IERI (+ 2700 DEL GIORNO ANCORA PRECEDENTE)

Soccorsi altri 1.100 migranti, in arrivo migliaia in Sicilia
di Redazione
Altri 2.700 erano stati salvati ieri, ora sono tutti a bordo di diverse navi dirette nell’Isola, da Pozzallo a Trapani ad Augusta
ROMA – Solo questa mattina sono stati 1.100 i migranti salvati davanti alla Libia in diverse operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale operativa della Guardia Costiera di Roma. I migranti – un gruppo di 740 era a bordo di un barcone mentre il resto era su tre barche di piccole dimensioni ed un gommone – sono stati recuperati e si trovano ora a bordo di nave Diciotti della Guardia Costiera. La centrale operativa sta coordinando ulteriori interventi di soccorso che coinvolgono sia
nave Diciotti sia altre unità in zona.

Sono circa 2700 invece i migranti soccorsi ieri in una ventina di interventi coordinati dalla Guardia Costiera. Oggi sono in corso interventi che riguardano 3677 persone soccorse. Sono stati inoltre avvistati quattro gommoni, ed è stata ricevuta una chiamata per soccorrere un barcone sul quale si troverebbero circa 900 migranti.

Fra gli interventi di oggi, la nave Peluso è sbarcata stamattina a Pozzallo 481 persone, mentre altre 423 arrivano a Trapani con la nave Phoenix (Ong). Sono inoltre in arrivo le navi delle Ong Open Harms, con 403 persone a bordo, Aquarius, con 860 persone, Vos Prudence, con 935 persone, e Vos Hestia, che trasporta 577 migranti.

http://www.lasicilia.it/news/cronaca/94644/soccorsi-altri-1-100-migranti-in-arrivo-migliaia-in-sicilia.html

Altro che “salvati”… Li andiamo a prendere in Libia

per le tanto solidali  coop delle mafie I SOLDI CI SONO SEMPRE. PER i 7 MILIONI DI INDIVIDUI ITALIANO SOTTO LA SOGLIA DI POVERTAì non c’è alcun TETTO CALDO garantito. EGUAGLIANZA, se non paga non interessa ai sedicenti antirazzisti solidali.

 
La notizia è clamorosa, di quelle che lasciano il segno: quella dei migranti “salvati” nel Canale di Sicilia è una menzogna. I migranti sono prelevati a poche miglia dalle coste libiche (credo una decina), fatti viaggiare per 250 miglia attraverso il Mediterraneo (ma ben più ad est del Canale di Sicilia), ed infine scodellati negli accoglienti porti siciliani.
Per carità, il fatto era già noto. Lo sapevamo tutti che quella dei migranti “salvati” era una pietosa bufala buonista. Ma la notizia di cui parlo è ugualmente clamorosa, perché fornisce la prova visiva, documentata, inoppugnabile di fatti finora soltanto sospettati.
 
firenze gommoniE, preliminarmente, invito i lettori a controllare di persona. Accedete a Youtube (possono farlo tutti, senza obbligo di iscrizione) e digitate Luca Donadel la verità sui migranti. Adesso mettetevi comodi e guardate questo video: dura circa 9 minuti, ma vi assicuro che non vi annoierete. Alcuni avranno già visto il filmato, parzialmente, su “Striscia la notizia”, ma la visione integrale – vi assicuro – è un’altra cosa. Si apprendono altri fatti, si conoscono altri particolari, si sciolgono altri dubbi.
Il video documenta – mostrandone le rotte tracciate dai sistemi di rilevamento satellitare – gli spostamenti delle navi impegnate nei “salvataggi”. Navi private, proprietà di varie “Organizzazioni Non Governative” (chissà quali filantropi le finanziano così generosamente?), ma anche navi della nostra Guardia Costiera (come la “Peluso”). Particolare – quest’ultimo – assai significativo: perché se un natante privato è libero di andare a zonzo per i sette mari, una unità delle nostre Forze Armate non può decidere liberamente la propria rotta, ma deve necessariamente obbedire agli ordini che le sono impartiti gerarchicamente.
Non c’è dubbio, quindi, che l’ordine di andare a prelevare i migranti fin sotto quasi alle coste libiche, e di trasportarli a Catania o a Trapani e non nei porti più vicini (quelli della Tunisia, se non si vogliono riportarli in Libia) è un ordine che viene dal governo italiano.
Il video ipotizza che dietro tutto questo fervore itinerante vi sia l’interesse a favorire certe cooperative che lucrano cifre incredibili sulla cosiddetta accoglienza. Non voglio crederlo, ma non mi sento certo di escluderlo. Quel che mi sento di escludere, però, è che la nostra Marina Militare possa prestarsi a simili traccheggi. Evidentemente obbedisce ad ordini dall’alto.
Il punto, allora, è di verificare per quale motivo il governo italiano ritiene di favorire questa invasione migratoria che ci costa cifre incredibili (3 miliardi e 300 milioni di euro nel solo 2016) e che ci espone a rischi sociali altissimi per l’immediato futuro. Badate: ho detto “favorire”, non “subire”, non “sopportare”, non “accettare”.
 
La risposta non può essere che una: per compiacere le forze che vogliono la sovversione delle attuali istituzioni mondiali, fondate sugli Stati nazionali, sulle loro regole, sui loro confini, sui loro “muri”. Sono le stesse forze che auspicano l’avvento di un “nuovo ordine” mondiale, di un governo unico del potere finanziario che regoli il destino di una marmellata multietnica e multiculturale di popoli senza più un’identità, senza più un’anima.
 
Poi ci sono tutti gli altri, cui dar conto: da un Papa che detesta il concetto stesso di “nazione”, agli ingenui “anti-razzisti” che stanno massacrando i ceti italiani meno abbienti per far beneficenza agli stranieri, e forse anche a qualche parte politica specialmente interessata agli aspetti più materiali dell’accoglienza. Ma sono tutti interessi accessori, che fanno corona ai centri del potere finanziario “mondialista”, responsabili veri di questa tragedia. Una tragedia che incombe sull’Europa, sulla sua identità, sulla sua cultura, sulla sua economia, sui suoi equilibri sociali, sulla sua sicurezza e sulla sicurezza dei suoi cittadini.
 
firenze gommoniIntanto, pur ispirandosi ai medesimi “valori dell’Europa” (l’accoglienza, l’abbattimento dei muri e consimili amenità), gli altri paesi europei stanno cercando di arginare in qualche modo l’invasione. I nostri vicini – francesi, svizzeri, austriaci – hanno di fatto sigillato i confini con l’Italia; conseguentemente, gli ospiti “in cerca di una vita migliore” (ma anche di alberghi confortevoli, di telefonini, di wi-fi e – scusate la volgarità – di “figa bianca”) restano qui da noi, convinti che la pacchia possa durare in eterno. Non sanno che – una volta finito il periodo della “prima accoglienza” – per molti di loro non c’è che un futuro da raccoglitori di pomodoro agli ordini dei “caporali”. Altri si arrabatteranno come potranno: lavoro nero, concorrenza sleale ai lavoratori italiani, occupazione abusiva di case popolari, sempre a scapito degli italiani più poveri. Non pochi, infine, sceglieranno il malaffare: in proprio (furti, rapine, borseggi, eccetera) o nelle accoglienti braccia della criminalità organizzata.
Ad essere rimpatriati saranno in pochi, pochissimi, quel tanto sufficiente a gettare fumo negli occhi degli italiani. Un singolo rimpatrio costa circa 4.000 euro. Senza contare, naturalmente, i costi delle rivolte che scoppierebbero un po’ dappertutto, se veramente si volessero rimandare indietro tutti gli irregolari.
Poco male, ribattono i buonisti di complemento, perché i costi di accoglienza ce li rimborsa l’Europa. Bugia, bugia sfacciata. L’Unione Europea “contribuisce”. Nel 2016 noi abbiamo speso 3,3 miliardi di euro (sottratti ai bisogni degli italiani), e loro ci hanno mandato 100 milioni. E adesso – sia detto per inciso – ci impongono un’altra “manovrina” da 3,4 miliardi.
Intanto, gli sbarchi (e i costi) si moltiplicano. E non può che essere così. Gli scafisti sono stati alleggeriti della loro spesa principale, quella per l’acquisto di barcacce bene o male in grado di affrontare le onde del Mediterraneo. Adesso basta un gommone e un telefonino per chiamare la Guardia Costiera non appena si è preso il largo. Al resto pensiamo noi. Con la benedizione di Papa Bergoglio.
marzo 25, 2017 di Michele Rallo

Il senso di Renzi per le Coop e l’accordo segreto Manutencoop e Cns. 2,7 miliardi di appalto

consip appaltivisto che si parla di Consip, ricordiamo i precedenti. Le coop sono la nuova forma “rispettabile” legalizzata della MAFIA


Alle Coop, l’apparato più segreto d’Italia che sorregge la sinistra italiana, la rottamazione renziana fa bene in tutti i sensi, economici e giudiziari.
 
Ricordate il «cartello» costituito dalle coop nel 2012 per spartirsi l’appalto delle pulizie delle scuole italiane? E sanzionato dall’Antitrust nel dicembre 2015? Ne arriva uno nuovo da assegnare a giorni, da 2,7 miliardi di euro per 36 mesi di pulizie, gestione e manutenzione degli uffici pubblici. Uno degli appalti più costosi della storia della pubblica amministrazione. E i protagonisti sono sempre le coop. Con qualcuno che prova a salvarle.
Per il «cartello» del 2012 l’Antitrust multò con 110 milioni di euro di sanzione le coop bolognesi Manutencoop e Cns, più Roma Multiservizi (sempre del gruppo Manutencoop) e il colosso Kuadra (di recente sotto sequestro perché controllata del clan camorristico Lo Russo, detti «I Capitoni» attivi nelle piazze di spaccio di Secondigliano). Per l’Antitrust le coop crearono un accordo di «cartello» per aggiudicarsi questa gara comunitaria da 1,6 miliardi di euro dei «servizi di pulizia» degli istituti scolastici. Le cosiddette «Scuole belle» lanciate da Matteo Renzi all’inizio del suo governo.
Manutencoop, con oltre un miliardo di fatturato, più della metà ricavato da commesse pubbliche e quasi 20000 dipendenti, è il principale player del settore insieme a Cns, consorzio cooperativo partecipato proprio da Manutencoop. Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione del ministero dell’economia nel 2012 ha indetto la gara da 1,6 mld dividendola per 13 lotti territoriali. L’Antitrust, la speciale magistratura che si occupa di rispetto della concorrenza, nel luglio 2014 apre un’indagine sulle due coop e scopre scambi di informazioni, incontri, documenti e mail che anticipano i risultati.
Hanno manipolato e bloccato la gara, concretamente non presentandosi mai in concorrenza sullo stesso lotto, dividendosi tutto il territorio italiano con uno schema a scacchiera. La spartizione dei lotti è una Schermata 2016-09-26 alle 13.15.55«collusione idonea a simulare un confronto competitivo tra le parti» scrive l’Antitrust. L’ente di controllo le multa e le invita affinché «si astengano in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi». Incassata la sanzione le coop si spartiscono comunque i lotti con le altre società e ricorrono anche al Tar contro la stangata sulle «Scuole belle».
 
Ma in quel momento alla Consip è già in corso una seconda gara ancora più consistente, da 2,7 miliardi di euro, la Fm4 che si occupa di pulizia, gestione e manutenzione di uffici pubblici. Una delle più costose di sempre e divisa per 18 lotti, indetta dal 19 marzo del 2014.
 
Consip ne ha aperto le buste nel luglio del 2014 e cosa ha trovato? Uno schema pressoché identico a quella delle «Scuole belle», e con Manutencoop e Cns ancora vincitrici, presentandosi col solito schema a scacchiera, sempre su lotti differenti.
Per le «Scuole belle» Consip ha consegnato, sempre nel luglio 2014, le carte della gara all’Antitrust. Ed ha invece lasciato aperte le buste per la seconda gara da 2,7 miliardi di euro. Infatti scoperti i vincitori, passati otto mesi, e nel caldo dell’indagine per le «Scuole belle», chiede una prima conferma ai partecipanti, Manutencoop e Cns in primis, sulle offerte presentate. Se le confermano. Tutti confermano! Nel dicembre 2015 arrivano le sanzioni Antitrust da 110 milioni e nel gennaio 2016 finiscono su tutti i giornali. Nel marzo 2016, quando lo schema a scacchiera delle coop è stranoto, Consip per scadenza termini richiede un’altra volta conferma ai partecipanti per la gara da 2,7 miliardi, in quanto necessita di ulteriore tempo per decidere.
 
Improvvisamente Cns si ritira da tutti i lotti vinti e viene sostituita da altri player del settore, pochissime grandi società che insieme a Manutencoop acquisiscono gli appalti dei 18 lotti. Lo schema sembra proprio identico al bando della «Scuole belle» ad eccezione del ritiro di Cns dopo i solleciti di Consip. Consip persegue correttezza e trasparenza nelle procedure, ma la presenza del solito schema a scacchiera non la insospettisce? «Cartello» che avrebbe potuto portare a Manutencoop e Cns sanzioni ancora peggiori delle precedenti o almeno un approfondimento sui comportamenti dei partecipanti alla gara. Invece Cns si ritira e le coop sono salve.
A guidare Consip da metà 2015 c’è il renziano Ad Luigi Marroni, ex direttore della Asl di Firenze ed ex assessore alla Salute della Regione Toscana. Alla presidenza della Consip, invece, c’è Luigi Ferrara, Capo del Dipartimento dell’amministrazione generale e dei servizi del Ministero dell’economia, vicino al capo di gabinetto di via XX Settembre Roberto Garofoli. Il primo considerato parte del «giglio magico» renziano, il secondo in ottimo rapporti con il consesso.
 
Abbiamo chiesto chiarimenti all’Antitrust. Il portavoce Giovanni Valentini ci informa che per rispondere dovranno predisporre una lunga e complessa indagine interna. Lunga anche solo per dire che non ne sanno nulla. La rottamazione renziana alle Coop fa proprio bene.
mercoledì, 5, ottobre, 2016
 
di Antonio Amorosi pubblicato su LA VERITA’ del 23 settembre 2016-