I nemici della lingua italiana

boldrini duein soli due giorni 8 casi di stupro e violenza sulle donne ad opera di risorse sono accuratamente celati in trafiletti di giornale e chissà quante altre vittime sono rimaste ignorate, nascoste in altrettanti trafiletti che non debbano attirare l’attenzione. La Presidenta, paladina femminista ha altro a cui pensare, storpiare l’italiano è vera lotta per le donne e la loro incolumità. Il Tribunale di Bari ha condannato la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno a versare un risarcimento di 30.000 euro per la gestione del CIE di Bari, QUANTO DOVREBBERO CHIEDERE ALLE AUTORITA’, ONG E COOP, AI GIUDICI CHE RILASCIANO I DELINQUENTI IL GIORNO DOPO AVER COMMESSO UN REATO, LE VITTIME DI STUPRI E VIOLENZE??? Tanto NESSUNO rappresenterà la loro TRAGEDIA.


Nei decenni passati a deturpare in maniera orribile la lingua italiana erano soprattutto i vocaboli di origine statunitense che facevano tanto manager rampante, i quali spopolarono prima in ambito aziendale per poi invadere il giornalismo, la TV, i bar e purtroppo anche il lemmario del cittadino, non prima di essere stati sdoganati anche sui vocabolari che contano.
Oggi invece l’assalto a quello che resta della lingua italiana arriva dai dirittoumanisti radical chic modello Boldrini che ritengono doveroso ed indispensabile storpiare al femminile tutti quei vocaboli neutri che in quanto tali il femminile non c’è l’hanno.

Così sul sito del Ministero della Salute scopriamo l’esistenza della “ministra” Lorenzin, Laura Boldrini diventa “Presidenta” della Camera, sui giornali ci ragguagliano sulle decisioni della “Prefetta” caia o della “sindaca” sempronia, e via così con una saga del grottesco che fa rabbrividire chiunque ami almeno un poco la propria lingua.

Ma lo storpiamento in questo caso avrà anche un carattere istituzionale, poiché da settembre entrerà in vigore il “codice Boldrini” ed i dipendenti non potranno più entrare alla Camera privi dei nuovi tesserini con la declinazione della loro mansione secondo il genere femminile.

Sarà insomma la vera saga del festival del grottesco, con la consigliera comunale, l’assessora, la cancelliera, l’architetta, la Colonnella, la medica, l’ingegnera, la chirurga e chi più ne ha ne metta.

Ad ascoltare questi deliri viene quasi nostalgia dei manager rampanti, almeno loro non avevano la presunzione di ergersi a modello culturale e neppure l’appoggio incondizionato dei servi petalosi dell’Accademia della Crusca.

Marco Cedolin

http://ilcorrosivo.blogspot.it/2017/08/i-nemici-della-lingua-italiana.html#more

 

E Adesso Si Scopre che I Porti l’Italia li Poteva Chiudere

navi Ong davanti Libia
E Adesso Si Scopre che I Porti l’Italia li Poteva Chiudere
 
Italia sempre più ridicola, fa la letterina all’Unione Europea in cui “avvisa” che “potrebbe (perfino) essere costretta” a chiudere i porti alle navi delle OnG battenti bandiera straniera per ragioni di “sicurezza nazionale”.
 
da Corriere della Sera
L’ultimatum è arrivato dopo un flusso di sbarchi annunciati senza precedenti: 12 mila migranti in poco più di 48 ore, da 22 navi. «L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi di Ong per ragioni di sicurezza nazionale», ha detto ieri Maurizio Massari, ambasciatore dell’Italia presso la Ue, al commissario europeo degli Affari interni Dimitri Avramopoulos. Un’ondata mai vista, per gestire la quale il ministro dell’Interno Marco Minniti l’altro giorno ha sospeso il suo viaggio negli Stati Uniti. …
 
Quindi si poteva ma si è aspettato un pochino tanto per vedere l’effetto che faceva? Ma non eravamo “costretti” dal diritto euorpeo/internazionale e dai marziani?
 
Ovviamente la “letterina italiana” la gran cagnara mediatica è solo un caso che arrivino dopo la batosta clamorosa del PD e di Renzi alle amministrative perse soprattutto su questo specifico tema (tipo Sesto San Giovanni la Stalingrado Rossa caduta dopo 72 anni di comunismo per una Moschea).
 
Vi faccio una facile previsione, esattamente come per le banche i giornali italiani ora cominceranno a rassicurarvi tutti, che lo Stato (S maiuscola) ora ci pensa lui ai migranti, le “risorse” ad ogni angolo di strada sono solo illusioni ottiche nelle vostre menti non fateci caso.
 
Siate Consapevoli, Siate Preparati e evacuate al più presto, la campana suona per voi.
Di FunnyKing , il 29 giugno 2017

L’Italia s’è desta: 6 nuovi hot-spot, così i migranti stanno più larghi. Ma se Allegri si scopa Ambra…

viminale accoglienzaIl bar dove vado a bere il caffè e comprare le sigarette al mattino, è la mia cartina di tornasole sociale, il mio termometro del Paese. Davanti a un espresso o a un cappuccino salta fuori il meglio e il peggio di noi, complice anche il fatto che è mattina presto, stiamo andando al lavoro e quindi l’umore non è di quelli festaioli. Non mi stupisce più, anzi lo trovo qualcosa di confortante, il fatto che per ogni fruitore rapido del “Corriere della Sera” ce ne siano 15 della !Gazzetta dello Sport”, ridotta già alle 8.30 del mattino a un cencio totale dalle frenetiche consultazioni degli astanti. Visto il grado di credibilità raggiunto dal “Corriere” ultimamente, trovo infatti più sano che uno si faccia rimbambire da fake news innocue come quelle del calciomercato, tipo Cristiano Ronaldo tentato da un’esperienza al Frosinone.
 
E, ancora di più, non sono di quelli che ritiene fondamentale restare in modalità militante h24, anzi: dopo 8 o 9 ore di lavoro, uno ha tutto il diritto a un po’ di leggerezza, sia essa una partita di calcio o un film comico. Rifuggo sempre chi ti fa pesare il fatto che dopo l’ufficio non sei andato a sminare un campo in Bosnia o a scavare un pozzo per l’acqua in Mali, così come me la darei a gambe levate da un bar dove i frequentatori la mattina discutessero su Horkheimer o Adorno. Insomma, non sono il professor Cacciari. E, come già detto, il mio bar è perfetto, perché a metà strada fra un grosso cantiere e la sede di un famosa ditta di consulting: operai e terziario, insieme al banco, rubandosi la “Gazzetta” e lamentandosi per ciò che non va nel Paese (oltre che nel modulo di Montella).
 
Siccome, però, l’argomento migranti è sempre nella top 3 di quelli discussi, spesso con toni tutt’alto che solidali od oxfordiani, stamattina mi attendevo una sorta di dibattito post-cineforum nel maggio del Sessantotto, pareri che si accavallavano, urla per imporre il proprio punto di vista, addirittura l’assenza di fila per la “Gazzetta”, vista la concitazione in atto sul tema immigrazione. Invece, zero. L’Austria blinda i confini? Chissenefrega. L’Europa ci prende per l’ennesima volta in giro, blandendoci con le briciole dei fondi comunitari? Chissenefrega. Minniti apre in fretta e furia nuovi hotspot, ovvero di fatto amplia il fronte degli arrivi, come richiesto solo ieri dall’UE? Chissenefrega. L’argomento di stamattina era uno e uno soltanto: Massimiliano Allegri e Ambra Angiolini nuova coppia dell’estate. Ora, io capisco che “Non è la Rai” ha provocato più danni ai polsi delle tendiniti da mouse, però una volta preso atto dell’accoppiamento, uno potrebbe anche rendersi conto di cosa gli sta accadendo attorno. Proprio sui migranti, ad esempio. Domani, infatti, si terrà il vertice dei ministri dell’Intero UE a Tallinn, in Estonia e, in vista di questo appuntamento, la Commissione UE ha avanzato le sue proposte di solidarietà concreta all’Italia.
Vediamole, come riportate da “Repubblica”, mio metro di misura per dimostrare che non sono fazioso: “ll piano di azione a sostegno dell’Italia deciso oggi dalla Commissione prevede diversi livelli di intervento e di accelerazione, sulla base di misure già decise nei mesi scorsi. Ci sono compiti per la Commissione e le agenzie Ue, gli Stati e l’Italia. L’intento è quello di ridurre la pressione e aumentare la solidarietà. Tra le misure, che costituiranno la base per le discussioni nel Consiglio Giustizia e Affari Interni informale che si terrà a Tallinn, in Estonia, c’è la disponibilità di una squadra di reazione rapida di oltre 500 esperti in rimpatri della Guardia Costiera e di Frontiera Europea, pronta ad essere dispiegata alla richiesta dell’Italia e l’aumento dei fondi destinati alla gestione delle migrazioni, con 35 mln di euro addizionali pronti ad essere smobilizzati immediatamente. All’Italia si chiede di attuare rapidamente la legge Minniti creando ulteriori hotspot per la registrazione e migliorando le capacità di detenzione”.
Dunque, ci garantiscono nemmeno più l’argent de poche come stanziamenti addizionali, cosa che tra l’altro il governo italiano nemmeno aveva chiesto ma ci prendono anche allegramente per il culo: chi cazzo è un esperto in rimpatri? Un poliziotto? E se sì, di che nazione? Perché dovrebbe venire a insegnaci un qualcosa che la stessa UE non ci lascia fare, di fatto, scomodando di volta in volta vincoli, trattati e altre beghe legislative? Oltretutto, con la spada di Damocle del trattato di Dublino che ci impone di tenere chi arriva sulle nostre coste, il tutto con i Paesi confinanti che stanno blindando i confini come per una guerra. Che cazzo mi mandi l’esperto, se poi non ho una destinazione del rimpatrio, né uomini e mezzi sufficienti per operarli? Certo, il fatto che il tempo di identificazione medio in Europa sia 40 giorni e in Italia oltre 300, la dice lunga su come Roma abbia gestito finora il fenomeno ma Bruxelles non può prendermi in giro con gli esperti, se non alza per prima la voce su ricollocamenti e, soprattutto, sull’atteggiamento dei Paesi di partenza.
 
Perché l’accordo con la Turchia per ottenere la chiusura della rotta balcanica, tanto fastidiosa per la Germania, si è trovato in quattro e quattr’otto, sborsando 6 miliardi e invece il Nord Africa continua a non essere un interlocutore? E’ chiaro che un Paese diviso e lacerato come la Libia tenderà a dare pù retta alla Commissione UE che al Viminale o alla Farnesina, il problema ontologico è che all’Europa di risolvere il problema non frega un cazzo, tanto viene scaricato sugli eroici italiani, un po’ come era fiero ed eroico il camerata Galeazzo Musolesi delle “Sturmtruppen”. Di fatto, un coglione.
 
In compenso, al netto di misure concrete dell’UE che si configurano come cagata assoluta, l’Italia – cornuta e mazziata – ha dovuto battere i tacchi subito. Certo, avremo l’onore di riscrivere le regole relative all’operatività in mare delle ONG ma in compenso, il ministro Marco Minniti, oggi presenterà i nuovi hot-spot richiesti dall’Europa, ovvero nuovi punti di attracco e identificazione che faranno raddoppiare l’attrattività dell’Italia come meta di arrivo, al netto del “no” di Francia e Spagna all’uso dei loro porti – contro cui la Commissione non ha avuto nulla da ridire – e delle criticità già citate sul fronte di identificazione ed espulsione.
Sei i nuovi hotspot che andranno ad aggiungersi ai quattro già in funzione a Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto: saranno due in Sicilia, a Palermo e Siracusa, uno a Cagliari e altri tre in Calabria, a Reggio, Crotone e Corigliano Calabro, più un CIE da 100 posti in ogni regione. Evviva, in nome dell’Italia che è al collasso, apriamo altre strutture per collassare del tutto! Siamo fantastici! Minniti da Oscar!
 
Io rido per non piangere ma vi rendete conto a che punto siamo arrivati di presa per il culo? Certo, abbiamo Tito Boeri che spara numeri a cazzo su quanto i migranti ci serviranno per aver garantite le prestazioni sociali in futuro ma quello è avanspettacolo per bocconiani in vena di progressismo radical. Qui invece parliamo di carne viva: quella di chi viene stipato su un barcone e quella del nostro Paese, ridotto a enorme questura a forma di penisola, dove chi arriva viene parcheggiato in attesa di sapere quale sarà il suo destino, usufruendo nel contempo di tre pasti al giorno e un posto letto, magari scomodo ma sempre meglio che le bombe, visto che continuano a dirci che scappano dalla guerra, pur arrivando tutti da Paesi africani non belligeranti. Sei nuovi hotpost non vogliono dire identificazioni ed espulsioni più rapide, perché non abbiamo i mezzi e poi i migranti non sono scemi, visto che ONG e “mediatori culturali” (oltre che la Feltrinelli, casa editrice che ha addirittura pubblicato una guida per clandestini su come inculare le istituzioni italiane) li hanno ben indottrinati su quali siano i loro “diritti” una volta toccata terra in Italia, come testimoniato da ricorsi record e tribunali intasati.
Stiamo festeggiando come presunta soluzione l’ennesima, clamorosa fregatura. E Dio ci scampi da cosa potrà attenderci al vertice di domani a Tallinn, visto che quando hai contro a prescindere tre Paesi come Francia, Spagna e Austria, difficilmente potrai sperare di poter fare non solo la voce grossa ma fronte comune con qualcuno. E mi sono limitato alla questione migranti, perché volendo stamattina c’era da parlare di MPS e i suoi esuberi, delle banche venete e del decreto di “salvataggio” che va in Aula, del fatto che dopo 23 anni la Procura di Roma ha sentenziato che non si riescono a identificare esecutore e movente dell’omicidio della giornalista RAI, Ilaria Alpi e del suo operatore, Miran Hrovatin o ancora del fatto che questo Paese è diventato talmente “Fantasilandia” da permettere all’ISTAT di parlare di “segnali positivi ma in rallentamento” per l’economia italiana.
 
Come cazzo si può essere in striscia positiva, rallentando contemporaneamente? E’ come essere sbronzi ma sobri, capite che è delirante. E invece no, è il nostro istituto nazionale di statistica. Quindi, oggi davvero il mio bar mi ha deluso, la mia Italia in miniatura appoggiata al bancone o al tavolo all’aperto per fumare subito dopo il caffè, si merita tutta la merda che la sta inondando, perché una summa di prese in giro, cialtroneria, malaffare, insabbiamento, dilettantismo, servilismo e volontà di resa al più forte del genere non si vedeva da tempo. Forse, non si era mai vista. Mai l’Italia è stata tanto piccola nel mondo. E tanto patetica. E la colpa, in gran parte, è nostra: perché gli incapaci che governano, al netto d listoni bloccati e altre alchimie elettorali, li eleggiamo noi e li mandiamo noi a Montecitorio come a Palazzo Madama come a Bruxelles come nell’ultimo consiglio comunale dei 7.998 comuni italiani.
 
Noi, che mentre il nostro Paese apre nuovi centri informativi tipo pro-loco per fuggitivi di mezzo mondo e lo fa oltretutto in un contesto di rivendicazione che dovrebbe vederci in posizione di forza (figuriamoci se avessimo dovuto scusarci per qualcosa), passiamo il tempo a guardarci in giro, persi con la mente ma con un unico pensiero: Allegri si scopa Ambra. Beato lui. Noi invece stiamo per essere scopati per l’ennesima volta dall’Europa. Ma, a quanto pare, ci pia
Di Mauro Bottarelli , il 5 luglio 2017

Condannata per aver ‘offeso’ le Coop, “Io sto con Federica Epis”

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ma le coop non sono mafia come le Ong non sono SCAFISTE. e NON SIAMO IN UN REGIME NO NO. Condannata per nessun reato, SOLO POLITICO. Questa giudicia dovrebbe essere condannata per abuso di potere, perché non condanna allora il pool che indaga sui traffici LOSCHI DELLE ONG? I richiedenti asilo non sarebbero clandestini? Richiedere uno status significa già esserne in possesso???????

È stata condannata per aver discriminato l’attività di tre cooperative che si occupano di accoglienza di migranti. Il tribunale di Brescia ha condannato al pagamento di seimila euro, duemila per ognuna delle associazioni citate, la segretaria della sezione della Lega Nord
Il 4 agosto è arrivato a Federica Epis, la segretaria della Lega Nord di Orzinuovi, l’intimazione di pignoramento sullo stipendio per QUATTORDICIMILA EURO!
La richiesta di sospensiva, con udienza in calendario a settembre, è stata del tutto ignorata. Federica, lo ricordiamo, è stata condannata a pagare un RISARCIMENTO non per aver diffamato qualcuno ma perchè alcune cooperative si sono sentite DISCRIMINATE dalle sue parole e per aver usato il termine CLANDESTINO.
Federica ha espresso un’OPINIONE è per questo è stata condannata.
Convinti che la libertà di parola sia uno dei diritti fondamentali della persona continueremo questa battaglia a fianco di Federica, scrive su facebook il comitato facebook.com/iostoconfedericaepis
La vicenda
Il 12 giugno di un anno fa (milano.repubblica.it), Federica Epis, segretaria della sezione del Carroccio, aveva postato un articolo del quotidiano locale ‘Bresciaoggi’ che parlava di immigrazione commentandoQuesto è l’elenco delle cooperative che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini“.
In sostanza, secondo il giudice, la Epis stava insinuando che le associazioni K-PaxPuerto Escondido e Asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione) speculassero sui migranti.
 
Per il giudice del tribunale di Brescia Lucia Cannella “il post ha valenza irridente e sbeffeggiante ove indica le associazioni che danno ospitalità al soggetto come di chi opera ‘con la faccetta misericordiosa’ di chi fa la beneficenza attributivo di un fine illecito“.
 
Inoltre per il giudice “il post è denigratorio ed offensivo laddove indica che i richiedenti asilo siano clandestini, atteso che i richiedenti asilo vengono degradati al rango di chi viola il Testo Unico sull’immigrazione“.
 
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COMINICATO STAMPA
EPIS PIGNORATA DALLA COOPERATIVE PER AVER USATO LA PAROLA CLANDESTINI
6 agosto 2017 (Comitato Antigone “io sto con Federica Epis) – “Incredibile amici del Comitato, oggi è arrivato a Federica Epis l’intimazione di pignoramento sullo stipendio per QUATTORDICIMILA EURO! La richiesta di sospensiva, con udienza in calendario a settembre, è stata del tutto ignorata”. Commenta così Roberta Ronchi, Presidente e artefice dell’iniziativa, quanto di recente accaduto dopo la condanna in primo grado sull’uso della parola clandestini, emanata dal Tribunale di Brescia.
 
“Federica, lo ricordiamo, è stata condannata a pagare un RISARCIMENTO non per aver diffamato qualcuno ma perchè alcune cooperative si sono sentite DISCRIMINATE dalle sue parole e per aver usato il termine CLANDESTINO. Federica ha espresso un’OPINIONE – continua Ronchi – e per questo è stata condannata. Convinti che la libertà di parola sia uno dei diritti fondamentali della persona continueremo questa battaglia a fianco di Federica”.
 
“Abbiamo costituito il comitato civico – conclude – sia per difendere la libertà di espressione, che è un bene e un valore di tutta la collettività, sia per provare a raccogliere un po’ di denaro per aiutare Federica a sostenere le spese legali”.
 
Dal canto suo la diretta interessata, Federica Epis, spiega: “sono onorata di avere al mio fianco persone oneste e desiderose di starmi accanto in questa battaglia legale e ideale, l’intimazione che ho ricevuto significa che presto cominceranno a trattenere dal mio stipendio di semplice impiegata quasi 14mila euro”.
Attendo fiduciosa le udienze in Corte d’Appello a settembre e a ottobre – continua Epis – perchè mi sembra davvero impossibile che in un Paese democratico vengano sanzionate in questo modo le parole, non mi sembra di aver fatto nulla di male, per questo da semplice cittadina, trovarmi a dover risarcire persone già ricche e potenti, è qualcosa che ha dell’assurdo“.
domenica, 6, agosto, 2017

Sbarchi in Italia, la “pista ucraina” confermata anche dal regime di Kiev Solo tra il 2014 ed il 2016 sono stati arrestati oltre 40 scafisti ucraini.

sbarchi-migranti-Ong-1come dicevano? Un fenomeno che non si può controllare? Si riferivano al racket ed alla mafia, che lucra più della droga con l’immigrazione, con  i miliardi che girano certo che non si può arrestare. Certo che son stati fatti passare per turisti, con 5.500 sterline di “biglietto”..

Sbarchi in Italia, la “pista ucraina” confermata anche dal regime di Kiev
Solo tra il 2014 ed il 2016 sono stati arrestati oltre 40 scafisti ucraini. Numerosi i trafficanti bloccati negli ultimi mesi
Dalle barricate neonaziste di EuroMaidan alla compravendita e il trasporto di esseri umani. In Italia, le forze dell’ordine in due anni hanno arrestato circa 40 cittadini ucraini sospettati di traffico di migranti nel Mediterraneo. A fornire questa cifra è lo stesso regime di Kiev. È quanto ha dichiarato all’agenzia stampa Unian il rappresentante del Dipartimento di servizio consolare del Ministero degli Affari Esteri d’Ucraina, Vasyl Kirilich.
 
Una cifra parziale, che non tiene conto dei numerosi arresti effettuati negli ultimi mesi in diverse città del Meridione, soprattutto in Calabria, Sicilia e Puglia, in seguito agli sbarchi. “Secondo le istituzioni diplomatiche ucraine in Italia, negli anni 2014-2016 sul territorio italiano sono stati bloccati e detenuti circa 40 nostri connazionali con l’accusa di trasporto illegale di migranti”, ha dichiarato Kirilich.
“Tutti gli arrestati hanno ammesso di essere stati ingaggiati con la stessa modalità: in diverse città ucraine, degli ignoti hanno pubblicato su internet delle offerte di lavoro nel settore turistico, per il trasporto in barca di passeggeri”, prosegue il diplomatico. “Quando gli interessati si presentavano al colloquio, venivano avvicinati da persone che proponevano loro di entrare a far parte degli equipaggi. Successivamente sono stati indotti ad imbarcare migranti spacciati per turisti ed a portarli verso determinate destinazioni”, ha aggiunto il rappresentante del servizio consolare ucraino.
 
Non è la prima volta che si parla di una sorta di “Ukrainian connection“, come una delle chiavi di lettura per comprendere cosa si cela dietro l’impennata di sbarchi in Italia.  A maggio, perfino il The Sunday Times ha scritto di un business milionario che vede coinvolti numerosi moderni negrieri ucraini, specializzati nel trasporto di migranti su yacht di lusso, per dare meno nell’occhio. Con questo metodo, secondo i giornalisti inglesi, sarebbero giunti oltre 2 mila migranti. Provenienti soprattutto dal Medio Oriente e dall’Asia meridionale, dopo aver pagato  più di 5.500 sterline a testa, attraverso la rotta che dalla Turchia porta alle coste italiane.
Gli scafisti ucraini non opererebbero soltanto sui mari Adriatico e Ionio, ma sarebbero attivi anche sul tragitto che parte dalla Libia. Quello maggiormente battuto dagli equipaggi delle Ong. Ne ha parlato il Corriere della Calabria.
“Veniamo alle 14 navi (delle organizzazioni non governative, n.d.r) monitorate. Di queste solo una batte bandiera italiana, mentre tre operano sotto l’egida di Panama e delle Isole Marshall, quanto di meno trasparente possa capitare di dover incontrare nell’ambito di una indagine giudiziaria di qualsivoglia natura. Molte di queste sono quasi totalmente in mano ad equipaggi ucraini, dal comandante al mozzo di bordo”, così come “ucraini sono anche molti degli “operativi” reclutati dagli scafisti in Libia”.  Scafisti che – secondo il Corriere della Calabria – scambierebbero informazioni preziose, comprese le coordinate dei luoghi in cui “recuperare in mare” i migranti, con i loro connazionali ucraini imbarcati sulle navi dei soccorritori. Finanziate, guarda caso, dagli stessi miliardari “filantropi” alla Soros che hanno appoggiato il golpe di EuroMaidan a Kiev ed i battaglioni paramilitari neonazisti.
di Omar Minniti Notizia del: 28/07/2017

Firenze, ruba la pistola al vigile, gliela punta alla testa. L’agente gli abbassa il braccio e partono 4 colpi

spara vigileE’ un cittadino extracomunitario che aveva appena rubato una bicicletta da un palazzo. E’ in arresto per tentato omicidio
Ha rubato la pistola a un vigile urbano e gliel’ha puntata alla testa. L’agente è riuscito appena in tempo ad abbassargli il braccio e sono partiti quattro colpi finiti sull’asfalto. E’ accaduto questa mattina intorno alle 8,30 a Firenze, in via Marconi, in zona Campo di Marte. Mahamed Salih, sudanese, di 18 anni, senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno, è in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Già noto alle forze dell’ordine, era stato arrestato in aprile, sempre a Firenze, con l’accusa di rapina impropria (aveva rubato dei capi di abbigliamento da un grande magazzino, aveva sfilato il portafoglio a un turista giapponese e scappando aveva danneggiato una vetrina). Era stato anche processato e condannato a un anno e due mesi, ma gli era stata sospesa la pena.
 
Questa mattina tutto ha inizio quando alcuni vicini vedono uscire dal portone di un palazzo un giovane extracomunitario: molto alto e magro. Ruba una bicicletta mountainbike di quelle piccole, da ragazzo e comincia a zigzagare pericolosamente in strada fra le auto. E’ in un evidente stato di alterazione. Vengono chiamati i vigili urbani che in pochi minuti sono sul posto. Lui quando vede la pattuglia tenta di lanciarsi con la bici contro la vettura. I due vigili della pattuglia scendono: nasce una colluttazione con il fermato che riesce a sottrarre la pistola al vigile. Sono attimi di terrore. Il vigile lì per lì non si accorge della sottrazione, ma alcuni cittadini intorno se ne rendono conto e gridano. L’uomo alza l’arma sul capo dell’agente e punta l’arma alla testa. L’agente reagisce e riesce ad abbassare il braccio dell’aggressore, un secondo dopo partono i colpi di pistola: quattro che si infrangono tutti sull’asfalto. I due agenti, che sono rimasti lievemente feriti nel corso della colluttazione, si sono recati in ospedale per le cure del caso. Sul posto arrivano altre pattuglie dei vigili e i carabinieri. Il giovane sudanese viene arrestato per tentato omicidio.
 
Le reazioni. L’assessore alla sicurezza urbana e polizia municipale Federico Gianassi ha telefonato agli agenti esprimendogli la solidarietà e il ringraziamento per il loro pronto intervento che ha consentito di evitare danni gravissimi e di neutralizzare l’uomo.
 
“Un’altra strage in strada rischiata per colpa di un immigrato, questa mattina, a Firenze – ha detto il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli – dove un ivoriano ha sottratto la pistola ad un agente e ha sparato, per fortuna senza colpire nessuno”.di FRANCA SELVATICI E MASSIMO MUGNAINI 31 luglio 2017

Pensioni ricongiungimenti e contributi

pensioni immigratiL’Inps non ha i soldi….ma gli stranieri ci pagano le lautissime pensioni, 6milioni di pensionati sotto i mille euro, il 14% sotto i 500. Le pensioni di invadilità sono un insulto, senza contare che aumentano i criteri per accederci mentre riducono gli stanziamenti. Strane tutele. Per i disoccupati guai a parlare di reddito di cittadinanza…Pensionati ed invalidi non sono più categorie da tutelare, ci sono altri cittadini di serie A.


Legge, n. 388 del 2000 (inserita nella finanziaria dall’allora Ministro Amato) che permette anche agli stranieri di percepire un assegno di pensione “sociale”, pari a € 395,60 euro al mese, più 154,90 euro di importo aggiuntivo, per un totale esentasse di € 7.156 euro annui. Chi, in altre parole, non ha mai avuto contributi previdenziali e ha compiuto i 65 anni, può richiedere questo assegno all’INPS di competenza, anche se straniero.

Esiste un modo per sfruttare appieno questa norma nonostante lo straniero non abbia mai lavorato (neanche in nero) sul territorio italiano. Infatti, la legge italiana prevede, tra le altre cose, il cosiddetto istituto del “ricongiungimento famigliare” rivolto a tutti gli stranieri che siano regolarmente residenti nel territorio e abbiano la carta di soggiorno in regola. Per loro dunque è possibile chiedere allo Stato italiano la possibilità di fare arrivare in Italia figli, moglie e genitori, ottenendo per questi un regolare permesso di soggiorno. Il giovane straniero regolare chiede il ricongiungimento famigliare per i propri genitori ultrasessantacinquenni, i quali arrivano nel nostro paese con un regolare permesso. A questo punto dovranno solo recarsi all’INPS di competenza per ottenere la pensione sociale in base alla legge 388 del 2000. Un danno non indifferente per lo Stato italiano, che si sobbarca anche il mantenimento di persone che in alcun modo hanno mai vissuto nel territorio e nel territorio hanno mai lavorato.

avv.to su FB

L’ossessione delle coop? Dare lavoro ai migranti

migranti al lavoroci devono pagare le pensioni così che poi noi ce la spassiamo alle Maldive. Per questo i corsi di formazione non li fanno per i ragazzi italiani, poi sono choosy. I giovani migranti si accontentano di meno, quando non devi pagare bollette vitto e alloggio è più facile però-
L’ossessione delle coop? Dare lavoro ai migranti
 
Milano 26 Luglio – Proponiamo i falsi miti buonisti di una sinistra che conosce solo ideologie, analizzati con severità e rigore in un articolo di Giuseppe De Lorenzo su Il Giornale.
“Il Financial Times, autorevole organo del capitalismo occidentale, aveva avuto il coraggio di scriverlo qualche anno fa: i flussi migratori abbasseranno i salari.
E lo stesso sosteneva il politologo francese Henri Hude: “O si delocalizzano i posti di lavoro che costano troppo, o si fanno venire dei lavoratori che si potranno pagare di meno”. Semplice e lineare.
Non tutti però sono d’accordo. Il partito del “gli immigrati ci pagano le pensioni” non credono che l’afflusso di migranti possa provocare danni al mercato del lavoro in un Paese dove 37 giovani su 100 non hanno un impiego e l’11% non gode di uno stipendio mensile. E così l’attenzione sovente si concentra sulle opportunità da dare ai richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza anziché ai disoccupati italiani.
 
I profughi in mezza Italia vengono stati usati dai Comuni per le attività più variegate: pulizia dei giardini, servizio di pedibus per i bambini dell’asilo, volontariato e via dicendo. Tutto con la complicità delle cooperative sociali che li hanno a carico. Ben contente di trovargli pure un’occupazone (magari nelle loro fila).
 
L’ultimo caso viene da Oderzo, paesino in provincia di Treviso. Qui il sindaco leghista Maria Scardellato ha criticato aspramente la decisione di una società locale di offrire i propri ospiti alle aziende per uno stage da 400 euro al mese. “Migranti usati come schiavi dalle cooperative”, ha detto il primo cittadino.
 
A lasciare di stucco, infatti, è la missiva spedita dall’associazione alle aziende locali in cui emerge a pieno ciò che i buonisti non vogliono vedere. “Si tratta di ragazzi gentili, umili, volenterosi, con ottima resistenza fisica e che non avanzano alcuna pretesa dal punto di vista retributivo, professionale o di turnazione”. Chiaro, no? “Nessuna pretesa retributiva”. Perché allora pagare salario, contributi e tasse per un italiano in fila alle agenzie interinali quando c’è chi si accontenta di molto meno? “Capiscono e parlano italiano – scrive la coop – ed inoltre sono iscritti a Garanzia Giovani Veneto, oltre che al centro di impiego. Il progetto Garanzia Giovani dà la possibilità alle aziende di assumere i ragazzi tramite un contratto di stage (per la durata minima di 3 mesi) con una retribuzione di 400 euro al mese. Già alcuni dei nostri ragazzi sono stati inseriti in aziende del territorio. Hanno tutti i documenti in regola per lavorare (permesso di soggiorno e codice fiscale)”. Non l’ha presa molto bene l’assessore regionale al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan (Fi).
“Il progetto si rivolge esclusivamente ai residenti in Veneto ed è uno strumento che abbiamo messo in campo per aiutare i nostri ragazzi in cerca di occupazione, non certo per simili iniziative”. Non è la prima volta, però, che le associazioni impegnate nell’accoglienza cercano di sfruttare le maglie delle leggi italiane per trovare un impiego ai profughi.
A ottobre del 2016 il responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani, aveva proposto al governo di iscrivere i migranti al Servizio Civile Nazionale per poi farli sfacchinare nelle coop a spese dello Stato.
L’idea era quella di far firmare ai richiedenti asilo un contratto di 12 mesi con un impegno settimanale dalle 24 alle 36 ore. Lo stipendio mensile doveva ammontare a 14,46 euro netti al giorno, che al mese fanno 433,80 euro. Più o meno la stessa cifra ipotizzata dalla società triestina per gli stage di chi “non ha pretese retributive”. Alla faccia degli italiani che vorrebbero conservare il diritto ad una vita dignitosa.
 
Per carità: la legge prevede che gli immigrati dopo due mesi in Italia possano iniziare a lavorare qualora trovino un impiego. Spesso finiscono col bighellonare tutto il giorno nei centri di accoglienza, lautamente coccolati a spese dei contribuenti. Ma c’è anche ci ha pensato di farne un altro uso. La cooperativa Versoprobo di Vercelli, per esempio, a marzo decise di utilizzare i propri ospiti per le opere di ristrutturazione di un hotel dove avrebbe voluto aprire una nuova struttura per profughi. I migranti scaricarono il camion senza compenso o contratto e così in qualche modo l’azienda risparmiò sui costi di ristrutturazione risparmiandosi la fatica, e l’onere, di pagare regolarmente un operaio. Magari italiano. Di quelli che “non vogliono fare più quei mestieri”.

storie da libro cuore 2

no violenzasono solo bravate da ragazzi, niente di serio. Qualche stupro ed accoltellamento, magari le vittime sono state pagate per testimoniare il falso e seminare ODIO. Poi la gente non si fida più e non ci fa amicizia.
Aiuta un’anziana a portare a casa le buste della spesa e poi la violenta: 26enne in carcere
La 75enne è al momento ricoverata in ospedale per le ferite riportate: l’uomo l’avrebbe picchiata prima del presunto stupro
30 luglio 2017 10:09
Si sarebbe offerta di accompagnarla a casa per portarle la spesa e, una volta lì, l’avrebbe prima picchiata e poi violentata. Questa la ricostruzione dei carabinieri di Gioia del Colle relativa all’episodio denunciato da una 75enne venerdì scorso, finita in ospedale al Miulli per le ferite riportate durante il presunto stupro.
 
La ricostruzione della vicenda
Tutto sarebbe iniziato davanti ad un supermercato di Gioia dove l’aggressore, un nigeriano 26enne, era solito chiedere l’elemosima. All’arrivo della donna, secondo quanto raccontato da quest’ultima, l’uomo le ha dato una mano con le buste della spesa e insieme hanno raggiunto l’abitazione della 75enne. A quel punto sarebbe partita la violenza: prima calci e pugni, poi lo strupro. Il nigeriano poi sarebbe tornato davanti al supermercato come era solito fare ogni mattina. La donna è poi riuscita a chiamare il figlio per chiedere aiuto ed è stata trasportata da quest’ultimo all’ospedale Miulli di Acquaviva. Secondo le prime informazioni sarebbe in condizioni gravi viste le ferite riportate.
 
I carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del presunto aggressore e ad arrestarlo. Il nigeriano, che sarebbe un ospite del Cara di Palese, è in carcere a Bari, accusato di violenza sessuale aggravata e lesioni personali. È in attesa che il fermo venga convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale barese.
Vibo, anziano aggredito a bastonate e rapinato da un extracomunitario
E’ stato direttamente l’ottantenne a denunciare l’accaduto alla polizia. Ha riportato diverse ferite e sarebbe stato derubato di 70 euro in pieno giorno
 
Sarebbe stato aggredito a bastonate e rapinato di 70 euro da un extracomunitario. E’ quanto denunciato da un anziano di 80 anni residente nella zona della biblioteca comunale di Vibo Valentia. E’ qui che l’uomo, questa mattina, si era recato a buttare la spazzatura quando una persona di colore lo ha sorpreso alle spalle picchiandolo con un bastone e strappandogli da dosso il portafoglio con all’interno non più di 70 euro. Seppur ferito, l’anziano è tornato a casa e ha chiamato il 113. Sul posto si sono quindi recati i poliziotti della Squadra volente, diretta da Gianfranco Scarfone, ai quali l’uomo ha raccontato quanto accaduto. In corso le indagini per identificare il presunto aggressore e rapinatore. (mi.fa.)
Siena, migrante accoltella autista, spari per bloccarlo: doveva essere espulso
L’aggressore è stato fermato dai carabinieri che per bloccarlo gli hanno sparato un colpo di pistola a una gamba. Grave l’autista del pullman: è in prognosi riservata
Un ivoriano di 19 anni ha colpito con tre coltellate al torace l’autista di un pullman di linea dopo una lite a bordo del mezzo pubblico a Monteriggioni (Siena). L’aggressore è stato fermato dai carabinieri che per bloccarlo gli hanno sparato un colpo di pistola a una gamba. Chiamati da alcuni passanti, i militari sono stati a loro volta aggrediti dal migrante, che prima avrebbe scagliato contro una damigiana di vetro e poi li avrebbe attaccati con la lama. Grave l’autista del pullman: è in prognosi riservata.
L’aggressione e l’intervento dei Carabinieri
Secondo la prima ricostruzione, dopo aver esploso alcuni colpi in aria, i carabinieri hanno potuto neutralizzare l’ivoriano sparandogli un colpo di arma da fuoco a una gamba.L’autista è ricoverato all’ospedale Le Scotte di Siena: per le ferite gravi subite dai fendenti tirati dall’ivoriano, avrebbe perso molto sangue. Il giovane africano è piantonato in reparto. Nessun carabiniere è rimasto ferito. Il fatto è successo verso l’ora di pranzo in località Santa Colomba, vicino a Monteriggioni, zona di forte richiamo turistico.
L’aggressore era ubriaco
I carabinieri hanno interrogato anche i passeggeri del bus e alcuni passanti. E’ emerso che l’immigrato, dopo aver inferto le prime coltellate, ha continuato a colpire l’autista e solo l’intervento di alcuni testimoni ha salvato la vita al conducente: alcuni passanti, che aspettavano il pullman al capolinea per ritornare in città, sono intervenuti e, facendosi «scudo», hanno interrotto la violenta aggressione. L’ivoriano è poi risultato essere in stato di ubriachezza. Il bus stava concludendo la corsa al capolinea di Santa Colomba di Monteriggioni (Siena). Sceso a terra, forse per una discussione avuta con l’autista perché non aveva pagato il biglietto (i carabinieri gli hanno trovato in tasca un’altra multa per non aver pagato il biglietto dell’autobus), l’ivoriano sarebbe andato di corsa a prendere il coltello in una casa vicina, che conosce, dove era stato ospitato come richiedente asilo. Quindi, ritornato alla fermata, si sarebbe scagliato contro l’autista, accoltellandolo. Dopo i primi tre colpi – sempre secondo la ricostruzione dei militari – l’autista, cinquantenne, sarebbe stato sbalzato fuori dal posto di guida, finendo a terra. Così, sarebbero intervenuti alcuni passanti, che l’hanno sottratto all’aggressione mentre, intanto, qualcuno ha dato l’allarme ai carabinieri. All’arrivo di una pattuglia, l’africano non si è fermato. Sono stati sparati dei colpi di pistola in aria e poi, uno, per bloccarlo, a una gamba. Ma l’ivoriano ha tentato la fuga in un bosco, dove è stato raggiunto poco dopo dai militari. Il coltello è stato poi recuperato dai militari vicino all’aggressore.
Era in attesa di espulsione
L’africano non risulta essere un islamico radicalizzato, ma un migrante problematico, con difficoltà legate all’alcol e già noto ai gestori dei programmi di accoglienza e alle forze dell’ordine per le sue intemperanze. Proprio a causa di queste situazioni pregresse, le autorità gli hanno revocato lo status di richiedente asilo ed è in attesa di espulsione dall’Italia. Nel mesi scorsi la Caritas lo ha allontanato dalla casa dove era ospitato anche per le segnalazioni di altri migranti, allarmati dai suoi atteggiamenti aggressivi. Sarebbe la stessa struttura, vicina al capolinea, dove si è procurato il coltello per aggredire l’autista. Ora è senza fissa dimora. Appena il 18 luglio scorso, alla stazione di Poggibonsi (Siena), il 19enne è stato arrestato dalla polizia ferroviaria per aver tirato un pugno a un controllore che gli aveva chiesto il biglietto causandogli un trauma commotivo.
29 luglio 2017 (modifica il 29 luglio 2017 | 22:32
Trieste, tre profughi arrestati per violenza sessuale su minorenne
I fatti si sarebbero verificati tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Dopo approfondite indagini, la Polizia ha individuato come responsabili un afghano di 22 anni, e due pakistani di 24 anni e di 19
Tre giovani migranti, un afghano e due pakistani, ospiti in un centro di accoglienza a Trieste, sono stati portati in carcere, perché ritenuti responsabili di due episodi di violenza sessuale su una dodicenne; il primo avvenuto sulla Scala dei Giganti e il secondo presso il giardino pubblico di Via Giulia. Per quanto riguarda quest’ultima vicenda, l’accusa è pesantissima: stupro di gruppo. I fatti si sarebbero verificati tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Dopo approfondite indagini, la Polizia ha individuato come responsabili un afghano di 22 anni, e due pakistani di 24 anni e di 19.
Minorenne stuprata a Trieste
Secondo la ricostruzione resa nota dalla Questura, la dodicenne si sarebbe incontrata con l’afghano in un locale di Piazza Goldoni e sarebbe stata quindi condotta sulla Scalinata dei Giganti, verso il parco di San Giusto. L’afghano avrebbe iniziato a baciarla e a molestarla. La ragazzina l’avrebbe respinto ripetutamente ma il giovane sarebbe riuscito ad immobilizzarla ed a violentarla. La dodicenne è ospite di una struttura di accoglienza ed è qui che l’educatrice, a cui ha raccontato il fatto, ha deciso di accompagnarla in ospedale per una visita. Il referto ha accertato la violenza. Alcuni giorni dopo, lo stupro di gruppo, sempre contro la minore. La Questura ha reso noto che gli accertamenti investigativi hanno consentito di appurare che gli arrestati erano consapevoli dell’età della ragazzina e che avevano abusato di lei. La Questura spiega ancora che la custodia cautelare, oltre che per la gravità degli atti compiuti, è stata disposta anche perché vi è il concreto ed attuale pericolo della reiterazione del reato.
 
Lega: “Castrazione chimica”
La Lega chiede la castrazione chimica. – “Nessuno sconto, nessun finto buonismo per i 3 criminali che hanno violentato la ragazza di 14 anni a Trieste. Delinquenti che non meritano nulla, solamente la castrazione chimica e l’immediata espulsione dal nostro Paese”. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga sull’arresto a Trieste di tre profughi con l’accusa di stupro di gruppo a danno di una quattordicenne.
 
“Siamo giunti al colmo – ha affermato il capogruppo della Lega- e la principale responsabilità di tali fatti incresciosi risiede nella vergognosa politica del Pd che ha permesso a questa gente di entrare e fare i porci comodi, senza il minimo rispetto dell’altro e di ogni base sociale. Un disastro che ha delle responsabilità politiche ben precise. Chi ha permesso e favorito l’ingresso incontrollato di questa gente, chi ha voluto la cosiddetta “accoglienza diffusa”, permettendo a queste persone di girare liberamente sul territorio senza alcun tipo di controllo, oggi deve solamente chieder scusa, dimettersi e andare a casa. Non ci sono più parole. E’ giusto che i responsabili paghino mettendoci la faccia e non con le solite frasi di circostanza. Serve un cambio di rotta radicale”.
 
Pd: “Condannare i colpevoli”
“La violenza –  commenta Ettore Rosato, capogruppo alla Camera del Pd – in particolare quella contro le donne è inaccettabile. Quella di gruppo, commessa a Trieste contro una ragazzina quattordicenne, spinge a chiedersi dove può arrivare la malvagità umana. Da padre, ne rimango ancor più colpito e mi aspetto che tutti agiscano con rigore e rapidità per accertare responsabilità e condannare i colpevoli”. “Suggerirei però sommessamente di non usare una vicenda così drammatica per fare polemica contro istituzioni che lavorano ogni giorno per garantire tra mille difficoltà la sicurezza della città”, conclude Rosato.
28 luglio 2017 07:44
L’ivoriano aveva picchiato un controllore appena dieci giorni fa
L’arrestato era stato rimesso in libertà ed era in attesa di espulsione
Proseguono le indagini dei carabinieri sul grave episodio accaduto a Santa Colomba (LEGGI Grave autista Train accoltellato da immigrato ivoriano). I testimoni sono stati sentiti dai militari ed è emerso che l’immigrato, dopo aver inferto le prime coltellate, ha continuato a colpire l’autista e solo l’intervento di alcuni testimoni ha salvato la vita all’uomo.
 
L’ivoriano, risultato ubriaco, pare non abbia gradito qualcosa detto dall’autista al capolinea di Santa Colomba, sia corso all’interno dell’abitazione dove fino a qualche tempo fa viveva come profugo, e sia tornato all’autobus armato di coltello, con il quale ha colpito l’autista, quarantaquattrenne di Rapolano Terme, più volte.
 
Il giovane della Costa d’Avorio era finito alla ribalta della cronaca lo scorso 18 luglio (LEGGI In treno senza biglietto picchia controllore) quando era stato arrestato dalla Polfer per aver picchiato un controllore sul treno a Poggibonsi. Ed in tasca gli è stata trovata una multa con la data di ieri. Nel mesi scorsi la Caritas lo ha allontanato dalla casa dove era ospitato anche per le segnalazioni di altri migranti, allarmati dai suoi atteggiamenti aggressivi.
 
A causa di queste situazioni pregresse, le autorità gli hanno revocato lo status di ‘richiedente asilo’ ed è in attesa di espulsione dall’Italia.
29 luglio 2017 20:29 Susanna Guarino
Romeno accoltellato da un giordano che viene colpito a martellate da un marocchino
Brutale rissa tra stranieri in mattinata in via Marocchesa a Mogliano Veneto, all’interno di un’abitazione abitata da senza tetto. Indagano i carabinieri
 
14 novembre 2016 17:49
MOGLIANO VENETO Un cittadino giordano di 27 anni ed un romeno di 26 anni sono ricoverati presso l’ospedale di Mestre per le ferite riportate nel corso di una violentissima rissa che ha coinvolto anche un terzo straniero, un giovane marocchino. L’episodio, sanguinoso, è avvenuto in mattinata a Mogliano Veneto in via Marocchesa, all’interno di un’abitazione diroccata divenuta negli ultimi anni un alloggio di fortuna per senza tetto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, impegnati nelle indagini sull’episodio, il cittadino giordano, al culmine di una violenta lite, ha afferrato un coltello ferendo con un fendente al petto il romeno. Per difenderlo dalla furia del suo aggressore il giovane marocchino ha a sua volta preso un martello e colpito il giordano. Il nordafricano si è poi dileguato. Entrambi i feriti, non in pericolo di vita, sono stati trasportati all’ospedale di Mestre per essere sottoposti alle cure del caso.
 
Questo è solo il primo round della vicenda, perché poi il paziente alle prese con i traumi al capo, il giordano, nel primo pomeriggio si riprende e pensa bene di mettere a soqquadro mezzo pronto soccorso. Pare volesse raggiungere l’accoltellato per “fargliela pagare”. I motivi li sanno loro. Dice che vuole ucciderlo. Sul posto intervengono i carabinieri, mentre l’esagitato dà filo da torcere a medici e guardie giurate. Sanitari e personale in divisa hanno il loro da fare per arginare la furia del giordano, il quale durante la colluttazione con la guardia giurata pare abbia addirittura cercato di impossessarsi dell’arma d’ordinanza. Senza riuscirci per fortuna.
 
Provvidenziale l’arrivo dei militari dell’Arma che, secondo testimoni, avrebbero ammanettato il giovane portandolo via. La sua posizione è al vaglio, visto il comportamento tenuto anche di fronte ai militarii. Per lui potrebbe scattare una misura di limitazione della libertà personale.
Venezia choc, gondoliere circondato e picchiato dalle borseggiatrici
VENEZIA – Piazzale Roma e stazione sono il termometro dell’esasperazione. Perché a volte l’assenza di decoro sfocia nell’allarme sicurezza, con ladri e malfattori di ogni genere in azione, al punto da mettere a dura prova la sopportazione di chi lavora in quelle zone. Clima teso, nervi a fior di pelle. La scena si ripete ogni giorno, tra la stazione e gli Scalzi: le borseggiatrici che adocchiano un malcapitato turista e gli esercenti dei banchetti di fronte alla chiesa degli Scalzi che le allontanano. Tra il ponte della Costituzione, la stazione ferroviaria ed i pontili delle fermate Actv, i flussi sono notevoli e le occasioni ghiotte per queste malfattrici, ormai ben conosciute dai commercianti.
 
Martedì, verso le 15.30, a tentare di mandar via le borseggiatrici ci ha pensato un gondoliere dello stazio Stazione, il quale è stato oggetto della reazione delle donne. Queste, secondo le testimonianze, erano tre, una cinquantenne e due ragazze più giovani. Hanno preso ad inveire contro il gondoliere e lo hanno circondato, colpendolo a una gamba e ferendolo con una bottiglia di vetro che avevano acquistato in un bar. Sono seguiti spintoni e nel frattempo sono intervenuti i colleghi del gondoliere aggredito, che è finito in ospedale per farsi refertare la ferita. La rissa, fra ingiurie e botte, è continuata per un po’, fino all’intervento di una pattuglia della polizia, che ha placato gli animi. Le borseggiatrici se ne sono andate e non si sono più fatte vedere.
Mercoledì mattina ce n’erano altre due, tanto per presidiare il posto di lavoro. Anche in questa occasione sono state allontanate dai venditori, che non le vogliono davanti ai loro banchetti e tentano quotidianamente di tenere pulita la zona nella quale lavorano. Impresa non facile: «Ci sono i neri con le borse all’angolo di Lista di Spagna – raccontano i commercianti – poi chi chiede la carità con i cani in braccio; dal tintinnare delle monete nella ciotola, questi questuanti, attività proibita con animali per ordinanza comunale, guadagnano un bel po’.
Più il là decine di porter con i carretti, che spesso li piazzano davanti ai nostri banchi e non sono rare risse per accappararsi i clienti. Sul ponte degli Scalzi operano gli scatolettisti. Per finire, le borseggiatrici. Coppie o terzetti di donne che si alternano. La polizia le conosce benissimo e talvolta le hanno anche fermate, ma evidentemente la legislazione è carente, tanto che poco dopo il fermo tornano imperterrite nella zona. Questa è la situazione nella quale lavoriamo e questa è l’istantanea della maggiore porta d’ingresso alla città».
di Tullio Cadorna
Venerdì 28 Luglio 2017, 19:15 – Ultimo aggiornamento: 28-07-2017 21:35

Alfano difende il traffico: “Non chiuderemo i porti ai migranti”

alfano boldrinida quando Al Fano si è “convertito” alla causa “solidale” non è più mafioso, ma un grande antirazzista….

 
Alfano difende il traffico: “Non chiuderemo i porti ai migranti”
“Abbiamo una posizione molto dignitosa che ha messo l’Italia e l’Europa dalla parte giusta della storia”, è la bizzarra risposta del ministro abusivo degli Esteri Angelino Alfano, alla richiesta di Austria e Ungheria di chiudere i porti ai migranti: “Non credo – ha aggiunto – che abbiano titolo per fare questa richiesta”.
 
Non crede. I suoi accoliti fanno troppi soldi con i clandestini che sbarcano:
 
E subito si offre qualcuno per fare, di nuovo, da stampella al governo non eletto: “Abbiamo messo a disposizione del governo, come è giusto fare di fronte a una simile tragedia, la nostra esperienza e la nostra competenza”. Lo afferma Silvio Berlusconi sull’ipotesi di un tavolo di unità nazionale sul tema dell’immigrazione. “Ci sono stati degli incontri e delle manifestazioni di disponibilità, ma mi pare che non si sia andati oltre”, spiega il leader di Forza Italia.