ONG, TOCCA A MEDICI SENZA FRONTIERE: “CORSI AI CLANDESTINI SU COME FINGERSI PROFUGHI IN LORO NAVI”

Mentre la Procura di Trapani indaga sulla ong tedsca Jungend Rettet che operava attraverso nave Iuventa, altre organizzazioni non governative sono oggetto delle verifiche degli investigatori sull’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per veri e propri ‘viaggi organizzati’ con i trafficanti di clandestini dalle coste dell’Africa all’Italia.
 
Nel mirino delle indagini ancora ‘segrete’ dello Sco, e un tantino in ritardo rispetto alle denunce che ormai da anni provengono dal web indipendente, anche i famigerati Medici senza Frontiere. Quelli che hanno aiutato almeno un terrorista islamico che poi fece strage a Parigi, a sbarcare.
 
Secondo l’interrogatorio del 27 febbraio scorso di Cristian Ricci, titolare della Imi Security Service che si occupava dei servizi di sicurezza sulla Vos Hestia di Save the Children: ‘In realtà – dichiara a verbale – la nave Iuventa fungeva da piattaforma e quindi si limitava a soccorrere i migranti per poi trasbordarli. Era sempre necessario l’intervento di una nave più grande su cui trasferire i migranti soccorsi dal piccolo natante’. E in alcuni casi, secondo le testimonianze raccolte, imbarcazioni di Msf sarebbero intervenute per soccorrere e trasbordare i migranti senza essere state allertate dalla Guardia Costiera.
Tra le navi i cui movimenti sono ora sotto osservazione ci sono la ‘Dignity One’, la ‘Bourbon Argos’ e la ‘Vos Prudence’ (MSF). Nei mesi scorsi, sarebbero stati accertati ‘sconfinamenti ripetuti’ verso la costa libica ad almeno 8 miglia rispetto alle 12 consentite.
Come ripetutamente segnalato dal web indipendente. I pm poi sospettano di rapporti stretti tra gli operatori di MsF e alcune persone in Libia, scafisti, con il compito di avvisare i volontari quando i barconi carichi di clandestini salpavano in direzione Italia.
Inoltre, gli inquirenti sono convinti che gli operatori di MsF abbiano indottrinato i profughi raccolti in mare intimando loro di “non collaborare con la polizia italiana” una volta sbarcati sui nostri porti. L’ipotesi, già avanzata nei mesi scorsi su segnalazione della stessa polizia, insospettita dall’atteggiamento “poco collaborativo” dei migranti tratti in salvo dalla nave Dignity nel maggio 2016, troverebbe ora nuovi elementi a supporto.
Potremmo rischiare un’ipotesi: Msf faceva fare alla più piccola e quindi più libera Iuventa il lavoro sporco dalla Libia alle acque internazionali, dove poi arrivava la flotta dei Medici Senza Frontiere.
AGOSTO 5, 2017 procura di trapani

ONG, FANNO BUSINESS COI CLANDESTINE E PAGANO MENO TASSE DI UNA SRL

ONG, significa “organizzazione non governativa” e a fronte di enormi sgravi fiscali (ricordo che per tutto il 2015 Medici Senza Frontiere ha pagato meno tasse della mia srl per il solo gennaio 2016), ha la possibilità di operare in diversi stati.
Non ho mai sentito definire da nessuno “multinazionale” una ONG, anche se a tutti gli effetti lo è. Negli ultimi anni ho sempre sentito il termine “migrante” al posto di clandestino, e “organizzazione umanitaria” anziché altre definizioni. Qualche giorno fa, il quotidiano “la Repubblica” (VEDI QUI) ha definito “multinazionale” (termine dispregiativo per i lettori de Repubblica, che non va quindi utilizzato per le altre ONG) la ONG Generazione Identitaria. Cosa prevedono gli accordi internazionali? Che le navi che recuperano naufraghi in mare li consegnino alla sede Frontex più vicina al punto di recupero. Sapete dove si trova la sede Frontex più vicina ad un punto in mare compreso tra le 12 e le 40 miglia dalle coste Libiche? In Libia!
La ONG Generazione Identitaria ha semplicemente intenzione di raccogliere più clandestini possibili per consegnarli al punto sicuro più vicino al punto di recupero. Dato che opererà nelle stesse acque delle altre ONG, sarà appunto la Libia.
Dal dicembre 2016 ci sono le prove che alcune delle 9 ONG attualmente attive nel mediterraneo abbiano rapporti economici con gli scafistiQuasi tutte le ONG hanno legami diretti o indiretti con Soros, tutte hanno legami con la sinistra politica. Da anni è dimostrato che il punto di raccolta in mare dei naufraghi non è mai l’italia, ma che le 9 ONG, al contrario di quanto previsto dagli accordi internazionali, sbarcano i clandestini in italia.
La ONG Generazione Identitaria, che ha il solo scopo di rispettare gli accordi internazionali e non riempire l’europa di barbaciabatte e abbronzati utilizzatori di welfare pagato dagli europei, viene definita da Repubblica “multinazionale di estrema destra”. La presenza di navi che raccattano barbaciabatte da portare in italia ha generato la morte di sempre più persone, lo dimostrano i numeri:
  • Nel 2013 sono sbarcati 42.925 clandestini, 644 morti, 1,48% di partiti mai arrivati.Nel 2014 sono sbarcati 170.100 clandestini, 3.419 vittime, 1,97% dei partiti mai arrivati.Nel 2015 sono sbarcati 153.842 clandestini, 3.771 morti. Il 2,39% dei partiti mai arrivati.Nel 2016 sono sbarcati 181.436 clandestini, 5.022 morti. Il 2,69% dei partiti mai arrivati.
Ogni clandestino genera introiti alleno tax ONG, che li raccolgono e alle centinaia di cooperative e srl nate appositamente per gestirli. Miliardi di euro provenienti dalla criminalità e dalle tasse degli europei (italiani in primis, dato che l’accoglienza durante i due anni necessari per il riconoscimento spetta al paese dove sbarcano), e alla faccia dei morti che, in percentuale, continuano ad aumentare.
Repubblica scrive delle cazzate enormi, ma non mi permetterei mai di censurare un giornale comico simile, ognuno ha il diritto di dire tutte le idiozie che vuole. Censura o non censura, le persone intelligenti si informano, gli utili idioti continuano a leggere Repubblica e roba simile.
 15 luglio 2017 di FAUSTO DEMETRIO

Hanno vinto gli scafisti

ong_milioniTre Ong che hanno accettato il codice riescono a salvare vite umane lo stesso, a differenza delle altre che si sono rifiutate. Chissà perché….

La settimana scorsa avevamo illustrato il nuovo codice di comportamento deciso al vertice di Tallin, al quale le ONG che trasportano i migranti avrebbero dovuto adeguarsi, pena il divieto di attracco nei porti per le loro navi. E lo avevamo fatto domandandoci, alla luce del grande potere politico detenuto da codesti scafisti del nuovo secolo, se davvero tali regole sarebbero state fatte rispettare dalle autorità preposte a farlo….
 
La risposta è invero arrivata prima di quanto ci aspettassimo, dal momento che proprio ieri, su suggerimento di Bruxelles il nuovo codice di comportamento è stato trasformato da un obbligo ad un generico impegno, il divieto di attraccare nei porti per chi non rispetta gli impegni è stato sostituito da una serie di sanzioni (che le ricche ONG non avranno certo problema a pagare) e l’iniziativa che prima veniva presentata come condivisa a livello europeo è diventata esclusivamente italiana, senza più vantare alcuna condivisione.
Inoltre tutti i punti del decalogo sono stati ammorbiditi inserendo eccezioni di ogni sorta che permetteranno alle ONG di fare senza problemi esattamente quello che facevano prima in completa libertà.
Insomma,dopo il penoso teatrino portato in giro per l’Europa dal governo, hanno vinto gli scafisti su tutta la linea ed i risultati si vedono dal momento che negli ultimi due giorni i “profughi” hanno ripreso a sbarcare a migliaia come è più di prima.
Marco Cedolin

Macron: non confondere i rifugiati con i migranti per motivi economici

AFRICA italia bigliettigli altri paesi possono respingere a piacimento, senza essere considerati razzisti, chissà cosa c’è in Italia che invece IMPONE il traffico di esseri umani pena la persecuzione per reato di opinione.

Macron: non confondere i rifugiati con i migranti per motivi economici
Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha ripetuto oggi in parlamento che coloro che emigrano per motivi economici non andrebbero confusi con i rifugiati.
“Dobbiamo condurre in modo coordinato a livello europeo un’azione umana ed efficace che ci permetta di ricevere i rifugiati politici, senza far confusione con gli altri tipi di migranti e senza abbandonare l’indispensabile mantenimento delle nostre barriere”, ha detto Macron. 
Non possiamo continuare a dire che siamo legati al principio dell’asilo, se non lo riformiamo profondamente”, ha continuato Macron, perché ora non “permette un trattamento umano e giusto delle domande di protezione” presentate dalle persone “minacciate da guerra e persecuzioni”.
Onu: in aumento migranti dalla Libia
L’Onu non prevede un calo del flusso misto di migranti e rifugiati che giungono in Europa via mare: “Le indicazioni di cui disponiamo non denotano un rallentamento degli arrivi in Libia, il che significa che un più ampio numero di persone potrebbe continuare a provare di lasciare il paese tramite la rotta del Mediterraneo centrale”.
 
Lo ha detto l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ricordando che dall’inizio dell’anno 84.830 migranti e rifugiati sono giunti in Italia via mare con un aumento del 19% rispetto all’anno scorso.
 
Migranti, vertici in programma
Previsti, dopo il vertice di Parigi di ieri, un dibattito in plenaria al Parlamento europeo in programma mercoledì a Strasburgo con i presidenti di Commissione e Consiglio europeo Juncker e Tusk; e, giovedì e venerdì il Consiglio Affari Interni a Tallin, in Estonia. 03 luglio 2017

Scafisti d’alto bordo

chi non ha firmato il codice di comportamento deve avere molto da nascondere. Si trincerano dietro la scusa che così non possono “salvare vite umane”, strano, Save the cildren e Moas lo hanno accettato, oggi lo ha firmato anche SOS Mediterranee, a loro a quanto pare le regole del codice non impediscono la funzione

MSF_soccorsi_mediterraneo_migranti


Con il caso della nave Iuventa dell’Ong tedesca Jugend Rettet, bloccata a Lampedusa e sequestrata su richiesta della Procura di Trapani con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina iniziano ad aprirsi ufficialmente alcuni squarci di luce sul mondo delle ONG che prosperano grazie al traffico di essere umani nel Mediterraneo….
 
Nonostante tanto giornalismo compiacente, coadiuvato da mestieranti della solidarietà pelosa alla Gino Strada, stia tentando di arrampicarsi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile, alcune verità iniziano ad emergere, anche grazie all’operato di un agente sotto copertura imbarcato su una nave di Save The Children.
 
La Iuventa oltre a collaborare con gli scafisti manifestava una vera e propria ostilità contro l’Italia, tanto da aver posizionato a prua un cartello con la scritta “Fuck Imrcc”, ovvero “affanculo l’Italian Maritime Rescue Coordination Centre”.
Gli operatori della Ong invece di recuperare i migranti in caso di pericolo li imbarcavano invece con operazioni svolte in collaborazione con gli scafisti, avvicinandosi fino a poco più di un km dalla costa libica e poi aiutavano gli scafisti a riportare indietro i gommoni per poterli usare nuovamente.
 
L’intesa  con gli scafisti era talmente forte che il 26 giugno scorso alle 17 sull’albero a poppa della Ong tedesca Jugend rettet, “fu stata issata la bandiera libica.
 
E per finire i volontari impegnati nella tratta dei migranti sembra condissero il proprio spirito umanitario con stipendi nell’ordine dei 10mila euro al mese.
 
Tutte cose che fino ad oggi in tanti abbiamo tentato di scrivere più volte, venendo etichettati come bugiardi, razzisti ed insensibili, ma finalmente risultano essere state sdoganate all’interno delle 147 pagine del decreto di sequestro preventivo della Iuventa, firmato dal gip Emanuele Cersosimo.
 
agosto 03, 2017 Marco Cedolin

 

Sora, reparti ospedalieri senza aria condizionata: 52 gradi in una stanza

sora termom esternoi soldi ci sono solo per banche, ONG scafiste e mafia capitale (quella che non esiste)

Sora, reparti ospedalieri senza aria condizionata: 52 gradi in una stanza
Succede all’ospedale Santissima Trinità di Sora, in provincia di Frosinone. Interi reparti sono senza aria condizionata, i malati, bloccati a letto, costretti in stanze con 52 gradi
Il termometro all’esterno dell’ospedale segna 56 gradi
Reparti interi senza aria condizionata con i parenti dei malati costretti a portare il condizionatore da casa. Succede all’ospedale Santissima Trinità di Sora, in provincia di Frosinone. In questi giorni di afa record, con il capoluogo ciociaro e la sua provincia che fanno registrare le temperature più torride di tutta Italia (oltre i 40 gradi), la situazione è diventata insostenibile per i malati ricoverati nella struttura, molti dei quali impossibilitati a muoversi. E, a quanto pare, è un problema annoso nell’ospedale di Sora. Il condizionamento dell’aria è attivo nei locali del pronto soccorso, nella sala infermieri, negli uffici, in qualche corridoio, ma non nelle stanze, ad esempio, del quarto piano, medicina generale. «Ieri sono arrivata in stanza da mio padre – racconta la signora Lorella Lancia – e la temperatura era di 52 gradi, le giuro, irrespirabile». La signora Lancia ha dovuto raggiungere da Roma il papà malato di Alzheimer che è stato ricoverato per un edema polmonare. «Siamo andati a comprare un condizionatore e all’inizio nemmeno ce lo facevano accendere – prosegue la signora Lancia – Il macchinario era ovviamente a norma, ma noi li abbiamo invitati a chiamare i vigili del fuoco se non si fidavano, non l’hanno fatto ma alla fine ce l’hanno fatto accendere. Lei pensi che dalle altre stanze ci venivano a cercare perché pensavano che la direzione sanitaria avesse fornito dei condizionatori».
La denuncia
Nelle stanze ci sono fino a sei malati che vengono assistiti dai parenti, può quindi capitare che in uno spazio, ridotto, si trovino a convivere 10 persone con un’afa insopportabile. «Non faccio altro che asciugare il sudore a mio padre – continua la signora Lancia – è una situazione veramente inaccettabile, ho parlato con il personale, anche loro vivono un disagio ma è incredibile che nessuno faccia nulla». Giovedì mattina anche i carabinieri, chiamati dalla signora Lancia, hanno potuto verificare la situazione. Nel tardo pomeriggio di venerdì non risponde nessuno al centralino dell’ospedale di Sora, interno «direzione sanitaria». Ma i degenti continuano a stare nelle loro stanze con temperature proibitive. «Gli ammalati non possono scegliere, sono costretti a letto, ci sono malati di tumore in fase terminale, hanno diritto ad una degenza degna di questo nome – conclude Lorella Lancia – Mio padre come tutti ha lavorato una vita, ha diritto ad essere assistito, sta molto male, ho presentato una denuncia alle autorità competenti».
di Simona De Santis  4 agosto 2017

MIGRANTI, LA FILIERA DEL CRIMINE DON ZERAI E FRATEL DEL RIO, SANTI SUBITO

http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/08/migranti-la-filiera-del-crimine-don.html

MONDOCANE

GIOVEDÌ 10 AGOSTO 2017

Le ragioni di Lombroso

L’antropologo Cesare Lombroso (1836-1909) aveva ragione e aveva torto. Aveva ragione nell’individuare indicazioni sul carattere delle persone dai tratti facciali e cranici. Aveva torto a concludere che si trattava di caratteristiche genetiche, strutturali in partenza e valide una volta per tutte. Molti hanno poi correttamente ritenuto che la teoria di Lombroso, seppure anche in questo caso mai di valore assoluto, andava applicata a quanto sui visi delle persone si è andato formando in conseguenza della vita vissuta, dei pensieri e sentimenti nutriti, degli atti compiuti e delle vicende occorse. Ad alcuni è dato di mascherare per un buon tratto, magari con l’aiuto dei cerusici, gli effetti di tale vissuto. Pensiamo ad Obama, un pluriassassino e un falsario come nella Casa Bianca non erano ancora mai entrati, le cui fattezze solo ora iniziano a mostrare i primi segni rivelatori di tanta abiezione.

Ma è abbastanza ragionevole considerare che alla nascita tutti i visi sono innocenti e puri, diciamo una pagina pulita su cui ancora nulla è stato scritto, né dall’esterno, né dall’interno. E’ dopo qualche decennio, che su quella pagina incominciano ad apparire, più o meno espliciti, i segni di cosa uno è stato e ha fatto. Esempi  di quanto di più turpe, depravato, deforme, la propria condotta e il proprio spirito possa, lombrosianemente, incidere su un volto, originariamente creato, dicono certuni, a immagine e somiglianza di un loro perfetto dio, se ne trovano quanti se ne vuole nell’empireo delle nostre classi dirigenti. Se pochi arrivano all’abiezione estetico-morale di un George Soros o di un Henry Kissinger, molti ne inseguono con successo gli esiti morfologici. Pensate a Sharon, a Gianni Agnelli, a Andreotti, alla regina Elisabetta, allo stesso Trump, a Eltsin, a Scilipoti, a Migliore, al padre di Renzi…

Facevo queste estemporanee considerazioni quando l’occhio m’è caduto sull’ennesimo “santo subito” del “manifesto” e del dirittoumanismo da tanti migranti al chilo, il prete eritreo, ma forse etiopico, Mussai Zerai, di cui, nella faccia pasciuta e liscia, parte uno sguardo che, piuttosto che “santo subito”, mi suggerisce un “qui gatta ci cova subito”. Lui e la sua agenzia di sollecitazione, ritrovamento e collocamento di migranti africani, Habeshia, costituisce uno dei più efficienti push and pull factor della fenomenologia migratoria. Ora l’occhiutissima, per quanto prudente, procura di Trapani lo ha avvisato di reato e il “salvatore di 4000 naufraghi” rischia di finire sul banco degli imputati di tratta di esseri umani, accanto a eccellenze dell’ “Operazione Svuotare Africa e Medioriente – Affogare l’Europa del Sud”, dall’élite mondialista affidata a Soros, come Jugend Rettet, MSM e, non ancora, ma speriamo presto, Save the Children, MOAS, Open Arms, Sea Eye e tutti gli altri privatizzatori del fenomeno e dei relativi trasporti e trasbordi. Gente le cui funzioni all’interno della citata Operazione il “manifesto” e suoi comparielli cercano affannosamente di occultare con l’urlo assordante, ossessivo, che vorrebbe essere ipnotico, di “salvataggi, salvataggi”.

Malta umana per l’edificio del potere

Sono sempre più numerose e rivelatrici le prove  del malaffare che unisce le Ong ai trafficanti nella filiera criminale che parte dalla promozione di partenze nei paesi d’origine e finisce nella guerra politica, economica e sociale condotta contro il Sud Europa utilizzando come strumento, non tanto gli spasmodicamente propagandati “disperati” di indefinite guerre e miserie (mai noti i responsabili con nome e cognome), quanto una varietà di soggetti dal retroterra niente affatto omologabile. Soggetti che tutti gli attori della filiera riducono a merce umana da utilizzare, come fosse il dollaro, o gli attentati terroristici, o le bombe, o il jihadismo, o la clava dell’austerità, per gli aggiustamenti di potere interni e geopolitici.

I rinnovati flussi dalla Siria e dall’Iraq sono diretta e voluta conseguenza degli attentati Isis e paralleli bombardamenti Usa sui civili che, nel silenzio dei ferventi soccorritori di naufraghi davanti alla Libia, stanno svuotando le maggiori città irachene e siriane. Si fa posto per i mercenari curdi e si priva il futuro di questi paesi delle forze della ricostruzione e rigenerazione. Tre milioni di morti iracheni, 8 milioni di sradicati interni e all’estero, mezzo milione di morti siriani, 6 milioni di sfollati interni, 2 milioni di profughi. Non male per chi si accinge a fare di quelle floride nazioni discarica e pompa di benzina. Peccato che nessun Zerai, nessun Del Rio, nessuna delle solite anime belle, truccate di umanitarismo, che oggi “sul manifesto” firmano per le Ong, si sia mai vista sotto l’ambasciata americana, o israeliana, o saudita, da cui pure varrebbe la pena salvare qualche naufrago.

Africa, come la vogliono

Poi ci sono coloro che gli Usa e la “comunità internazionale” hanno condannato all’inedia, come l’Eritrea, quelli a cui sono inibiti ogni sviluppo autonomo e pacifico dall’intervento militare coloniale diretto (Mali, Ciad, RCA, Niger), o per surrogati etnici o jihadisti (Nigeria, Sud Sudan, Somalia). Mezza Africa, poi, è costretta a venir via dalla perdita dell’elemento costitutivo dell’economia continentale, l’agricoltura, sottratta per il 40% di tutti i terreni fertili alla sussistenza e consegnata, con tanto di villaggi bruciati e popolazioni deportate, all’agroindustria intensiva delle multinazionali. Tutti delitti dei soliti ignoti, del fato. Eppure quanti nomi ci sarebbero da mettere in fila: Usa, Ue, Onu, Monsanto, Exxon, Glaxo, Microsoft, Lockheed, Boeing, Obama, Clinto, Bush, Trump, Cia, Goldman Sachs….

A chi dovesse indugiare, a chi volesse dedicare alla propria comunità sociale, culturale e, pardon, nazionale, i propri strumenti conoscitivi, ivi formatisi,  per arricchire il patrimonio collettivo e garantirgli continuità nello spazio e nel tempo, a chi anche avesse preservato un minimo agio economico, arriva l’offerta dei pifferai  del primo anello della filiera: “Hai 10mila dollari? C’è un doganiere alla frontiera, un camionista sul ciglio del deserto, un carceriere in Libia, uno scafista sulla costa, una Ong a un tiro di sasso e poi l’eldorado europeo. Lo stesso trovato dagli albanesi, dai marocchini, dalle moldave. Nei vari passaggi avrai lasciato il tuo gruzzolo, ma che fa. Le prospettive sono tante, per le donne c’è la mafia nigeriana della prostituzione, per gli uomini i caporali, a volte travestiti da manager, per i minori le immense risorse del pedoporno, per tutti lo spaccio, per molti il Centro d’Espulsione.

L’artiglieria umanitarista, quella che ogni giorno spara a palle infuocate da quasi metà della foliazione del “manifesto”, si articola nelle sterminate espressioni operative dell’Open Society Foundation di George Soros. Fondazione che rappresenta una voce eminente, non sempreconfessata,  del bilancio di quasi tutte le Ong umanitarie, LGBT, Arci e affini, e di tutte le forze del regime change, a partire da Otpor a Belgrado, passando per i battaglioni nazisti a Kiev, per le università di Budapest, per le Ong dei diritti umani come Arci Gay o la Fondazione Bator in Polonia, testè esaltata, insieme ad altre della lobby talmudista, dal “manifesto”.

e non solo

Il quale “giornale comunista”, ancora firmato da qualche “comunista”dallo stomaco di amianto, non si fa scrupolo di muoversi in perfetta sintonia e sui binari da lui fissati con il più efferato bandito della speculazione finanziaria di tutto il globo terracqueo. Quel George Soros che allestì il convegno navigante (le operazioni in mare gli sono congeniali) del 1992 sullo yacht della Regina, il “Britannia”, dove, in combutta con una panoplia di briganti della finanza mondiale e di massoni, con la complicità di rinnegati italioti come Mario Draghi (direttore del Tesoro) e Nino Andreatta, ministro del Bilancio che aveva il merito di aver privatizzato la Banca d’Italia separandola dal Tesoro, attaccò la lira, fece bruciare a Ciampi 40mila miliardi e deprezzò la lira del 30%. E fu la tavola apparecchiata per i predatori a prezzi di saldo del nostro apparato industriale, prima pubblico, poi privato, garantito dagli Amato, Prodi, D’Alema, Berlusconi e via via tutti gli altri. Gente da processo per alto tradimento. Ma al “manifesto” va bene così. Come andranno bene anc he i milioni con cui Soros ha foraggiato il golpe nazista a Kiev.

Questa artiglieria si è ora dotata di due nuove bocche di fuoco. Quella del santo subito don Mussie Zerai, consegnato dagli inquirenti di Trapani, emuli del mangiatore di bambini cristiani Settimio Severo, al martirio della Chiesa dell’Accoglienza Universale; l’altro è Graziano del Rio, per grazia di Dio e volontà di Soros ministro dei Trasporti e, quindi, del mare.

Vediamo il primo. Spiaggiato in Italia e poi in Svizzera, ma soprattutto in Etiopia, all’età di 17 anni, in fuga dall’Eritrea in lotta di liberazione contro, guarda un po’, proprio l’Etiopia e, da allora mai rientrato in Eritrea di cui pur tuttavia racconta, fin nei più intimi dettagli, il regno dell’orrore, della tortura, delle migliaia in carcere, dei campi alla Auschwitz. Al punto da aver ottenuto dall’UE, caso unico dopo quello concesso dagli Usa aigusanos cubani in fuga dalla rivoluzione, la concessione automatica a tutti i migranti eritrei dell’asilo politico.Pull factor non da poco, pari per efficacia al push factor delle sanzioni Usa-Onu-Ue all’unico paese africano che non accetta presenze militari Usa, né crediti ricattatori FMI e BM.. E’ qual è il riferimento africano del don, il suo buen retiro? Ovviamente l’Etiopia, regime sanguinario, massacratore delle minoranze, in particolare Oromo, paradiso dei devastatori con dighe (Impregilo) e con il land grabbing (cinesi, indiani, sauditi), assalitore periodico, su commissione Usa, dell’Eritrea, responsabile di quasi centomila morti eritrei nel corso delle varie aggressioni tra il 1952 e oggi.

Un nuovo padre Dall’Oglio, come lui santo subito

Questo equivalente africano del noto Padre Dall’Oglio, il predicatore della Chiesa di Bergoglio visto sulla tribuna Isis di Raqqa arringare tagliagole e loro supporter a stelle e strisce perché cristianamente sgozzassero Assad, ha dedicato la sua vita a tre cose: diffamare l’Eritrea in linea con le motivazioni che Obama produceva a supporto delle sanzioni e della successiva guerra di sterminio umanitaria; agganciare più eritrei possibili per contrastare, col ricatto dell’asilo politico, la forza e la compattezza della comunità eritrea in Italia ed Europa che si riconosce nelle istituzioni e nel destino seguito dalla madrepatria; diffondere per tutta l ‘Africa, insieme al numero del suo cellulare, la consapevolezza che, attraversati indenni il deserto, scampati ai briganti nelle terre di attraversamento, pagati i vari oboli utili a finanziare la filiera, imbarcati su un qualche mezzo degli scafisti, basta un trillo a Don Mussie Zerai e, in un batter d’occhio, sempre che prima non affondi, ti arriva il natante che ti soccorre, rifocilla e deposita ai piedi del governo più accogliente del mondo. Vengano, signori, vengano…Che ci stai a fare in un paese che i miei amici vanno comunque ad annientare?

Viva Viva San Graziano delle processioni

L’altro howitzer dell’armata che cannoneggia all’insegna del Sinite parvulos venire ad mesi chiama Graziano del Rio, ministro dei trasbordi in mare perchè neanche un parvulo o un magnulo sia privato dell’occasione di raccogliere pomodori, o aspettare in baita, o davanti alla stazione di Milano, che arrivi Juncker a trarlo d’impiccio. I giornali di questi giorni afosi, infuocati solo dal clima e dalle iniziative terroristiche parigine, atte a prolungare per l’ennesima volta  lo stato d’emergenza e, dunque, mettere in campo forze adeguate per far passare la mannaia della loi travail, se la spassano alla vista del remake de “I duellanti”. Capolavoro stavolta in versione farsa: Minniti contro Del Rio. L’uno, di evidente tradizione PCI, l’altro virgulto dell’eterno democristianino. Nell’ormai consolidato contesto del rovesciamento di ogni cosa ideologica, politica, linguistica, nel suo contrario, quello di destra, forcaiolo, respingente, sovranista e repressore, è Minniti; quello di sinistra, umanitario, accogliente, multiculturalista, integrazionista, assimilazionista, è Del Rio.

Di sinistra è coprire con l’ipocrisia e le bugie i veri e propri crimini contro  l’umanità perpetrati contro l’Africa e gli africani, connivenza Ong inclusa. Di destra è chiedere cortesemente agli operatori privati nel marasma del mediterraneo e del sud del mondo allestito dai loro padrini, di accettare un minimo di regole perché nel quadro, che peraltro ne è già zeppo, non s’infilino malintenzionati. E già. Questi sono riusciti a far diventare parolacce quanto è costato la vita e un bel po’ di sangue e pene a decine di italiani che, in armi, in carcere, in parola, si battevano per la sovranità, per la patria, la nazione. Mica per l’Unione Europea. Quella l’hanno fatta dei manigoldi alle spalle nostre. A italiani, francesi, russi e a milioni di africani, asiatici, arabi, latinoamericani, che con queste parole sulle loro bandiere, hanno dato ai padroni della sovranità in esclusiva la migliore lezione dell’intera vicenda umana.

Due paroline ancora su Graziano Del Rio. Ma non era lui quel sindaco di Reggio Emilia che ha scandalizzato e fornito di pesanti sospetti la nostra opinione pubblica non democratizzata quando, sindaco di una città ad alto tasso di criminalità ‘ndranghetista, per questo sotto osservazione della DDA di Bologna, secondo i giornali sarebbe stato visto al ristorante in compagnia con una gruppo di imprenditori sui quali aleggiava, come nuvola di Fantozzi, un forte olezzo di ‘ndrangheta?

Capitò nel 2013. Può capitare. Anche se sarebbe stata una ricaduta. Giacchè nel 2009, come Del Rio ha ammesso a denti stretti alla DDA, il sindaco della città ex-rossa s’era recato in devota processione a omaggiare i santi patroni di Cutro in Calabria. Quelli stessi che, per la DDA, imperversano nel reggiano (e dappertutto nel Nord). Che ci fa un sindaco di Reggo nella roccaforte della ‘ndrangheta della provincia di Crotone? In processione? Quando si sa bene cosa significhino quelle processioni. E certi “inchini”. Diversi prefetti sono saltati sulla sedia per molto meno. Poi l’ex-DC Del Rio insorge contro il suo stesso governo, componente ex PCI, in difesa di personaggi accusati dalla magistratura di operare d’intesa con malfattori.

Cambiasse mai qualcosa in questo paese dell’eterno ritorno. Democristiano..

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:41

LA LIBERTA’ DI STAMPA E I CONFLITTI DI INTERESSE

“L’Italia è al 52° posto nella libertà di stampa”

Ringraziamo l’ANSA che ha dato la notizia[1].

Ma libertà per chi ?


Libertà per la gente di comprare un giornale in edicola ?

Libertà per le imprese di fare pubblicità sui giornali ?

Libertà per … di comprare il silenzio, la disinformazione, la manipolazione ?

Chi sono i beneficiari di questa libertà illegale ? Normalmente dovrebbero essere i giornalisti a scovarli !

Per dare una mano alle future inchieste giornalistiche, in Valle Susa cittadine e cittadini vigilanti scavano negli archivi dell’ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione.

E invece di estrarre smarrino dalla montagna, come fa TELTestraggono dal sito ANAC bandi di gara e aggiudicazioni che analizzano con attenzione.

Ecco l’ultima sorprendente scoperta per il quale sono attese precisazioni dagli enti appaltante e appaltatore, siamo di fronte ad una non gara[2] :

Gara n. 37258815 lanciata da LTF, oggi si chiama TELT, (P.I. IT08332340010,) per Servizi fotografici nel periodo 2017-2019, procedura negoziata senza previa indizione di gara, importo in economia € 100.000,00, data scadenza offerta 4 luglio 2017.

Gara aggiudicata il 4 luglio 2017, ribasso di aggiudicazione 0%, a : Agenzia ANSA (P.I. IT00876481003) . Al fondo  la scheda ANAC.

Poniamo alcune domande, che ci paiono lecite.

Perché TELT, la società che dovrà scavare la galleria di 57 km della Torino-Lione, incarica l’ANSA, un’agenzia di giornalisti per fare dei servizi fotografici nei suoi cantieri ?

TELT, non avrebbe fatto meglio a incaricare una agenzia di bravi fotografi ?

Perché da tempo TELT (e prima LTF), una società “pubblica franco-italiana” che ha un solo scopo (fare un tunnel) e un solo articolo nel suo catalogo (fare un tunnel), sente la necessità di farsi pubblicità a spese dei cittadini, per conquistare una buona reputazione e creare consenso popolare intorno al suo operato, mettendosi nelle mani di agenzie di comunicazione (ad esempio Mailander[3]) e di agenzie di stampa (ad esempio ANSA) ?

TELT vuole farsi aiutare da queste aziende a contrastare, con argomenti immaginari e fuorvianti, la Pausa della Francia verso la Torino-Lione ?

Oppure TELT ha maturato l’esigenza di disporre di un fotografo alle dipendenze dell’agenzia giornalistica ANSA in modo tale da poter diffondere foto-notizie autenticate dal marchio ANSA ?

TELT teme forse le foto-verità dei tanti fotografi indipendenti attivi nel movimento No TAV ?

 

E l’ANSA, allo scopo di non essere sospettata di conflitto di interessi, non avrebbe fatto meglio a non partecipare a questa non gara anche alla luce della sua missione[4]storica: dare all’Italia un’agenzia giornalistica non controllata dal governo e neppure da gruppi privati ?

Aspettiamo le risposte di TELT e dell’ANSA.


Ecco dal sito www.anticorruzione.it/  la non gara lanciata da TELT e assegnata all’ANSA :

contratto ansa
contratto ansa2

IMPORTANTE – come comprarsi l’informazione

Virano è sempre stato un volpone spregiudicatissimo specie con i soldi non suoi, perché allora è ultra attento a non spendere.
Virano sa benissimo che i giornali italiani non fanno giornalismo di inchiesta, ma per ridurre le spese e i rischi vivono di veline e oltre alle questure e al governo il velinificio più accreditato e autorevole è l’ANSA.
Quindi la cosa più semplice è COMPRARE L’ANSA con i soldi dei cittadini italiani, francesi ed europei.
Infatti guardate un po’ questo strano “appalto”:

virano ansa1

virano ansa2

Intanto l’ANAC non ha ancora recepito che LTF si è trasformata in TELT pur mantenendo lo stesso codice fiscale e partita iva, ma dovrebbe vigilare sulla regolarità degli appalti. Siamo a posto!
Poi la scheda ci dice che c’è stato un appalto per un reportage fotografico, che l’appalto è stato realizzato in economia, che l’importo complessivo della gara era di 100.000 euro, che la gara era negoziata ma senza indizione di gara (quindi ad affidamento diretto), che la scadenza per effettuare le offerte era il 4 luglio 2017, che l’importo a base d’asta (che non c’è stata) era di 100.000 euro. Quindi il risultato, come prevedibile è stato:virano ansa3

che la data di aggiudicazione è stata lo stesso giorno 4 luglio 2017, che “l’appalto” è stato aggiudicato per 100.000 euro, che l’ANSA era l’unica concorrente ammessa, che il ribasso è stato dello 0,0% (cioè non c’è stata né gara né ribasso) e che ovviamente l’appalto è stato vinto dall’ANSA.
E questo è il risultato odierno:

ECO:Tav
2017-08-07 20:31
Tav: dal Cipe via libera a primi due lotti Torino-Lione
TORINO
(ANSA) – TORINO, 7 AGO – Il Cipe ha approvato, nella riunione di oggi, la realizzazione dei primi due lotti della tratta transnazionale della Torino-Lione, rendendo disponibili i fondi per l’avvio dei lavori definitivi sia in Italia sia in Francia. Il via libera consente l’avvio delle gare e, quindi, l’inizio dei lavori, nel rispetto delle tempistiche e degli impegni transnazionali. E degli impegni assunti dal governo anche per attingere alle risorse europee già assegnate per oltre 300 milioni di euro. Con l’approvazione dell’istruttoria sono infine garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera, portando a quasi 100 milioni di euro il valore delle misure di accompagnamento.(ANSA).

ANSA-FOCUS/ Tav: ok Cipe a primi 2 lotti, partono gare e lavori
Rispettati tempi e impegni. Fondi compensativi salgono a 100mln
TORINO
(ANSA) – TORINO, 7 AGO – Via libera ai primi due lotti della tratta transnazionale della Torino-Lione, che rende disponibili i fondi per l’avvio dei lavori definitivi. Sia in Italia che in Francia. La decisione nella riunione di oggi del Cipe che “dà gambe solide” alla nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità dopo i dubbi della Francia che, pur confermando gli impegni internazionali, aveva espresso l’intenzione di prendersi una “pausa di riflessione” sulla Tav. Il progetto, dunque, va avanti. La decisione del Cipe, ricorda Mario Virano, direttore generale di Telt, la scoietà incaricata di realizzare e poi di gestire la Torino-Lione, arriva dopo che a fine luglio il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera al progetto dello svincolo di Chiomonte, in Valle di Susa. Poco prima, il ministero dell’Ambiente aveva riconosciuto il raggiungimento di tutti gli obiettivi geognostici del tunnel di Chiomonte, ritenendo adeguata la decisione di terminare lo scavo a 7.020 metri. Decisioni che, sottolinea Virano, “dimostrano l’impegno e le sinergie messe in campo a tutti i livelli, dal governo, a partire dal ministero delle Infrastrutture e a quello dell’Economia, al commissario di governo e alla Regione Piemonte”. Il via libera odierno del Cipe consente infatti l’avvio delle gare e, quindi, l’inizio dei lavori, nel rispetto delle tempistiche e degli impegni transnazionali. Compresi quelli assunti dal governo per attingere alle risorse europee già assegnate per oltre 300 milioni di euro. Con l’approvazione dell’istruttoria sono infine garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera. Nella riunione di oggi sono infatti stati stanziati altri 57,26 milioni di euro, portando a 100 milioni di euro i fondi già stanziati per le opere compensative per i territori interessati dai lavori. “A settembre ci aspetta, nell’ambito dell’Osservatorio, un importante lavoro di condivisione e progettazione comune. Con la conferma delle disponibilità economiche daremo corso insieme alla Regione Piemonte e a Telt al Patto del Territorio”, commenta Paolo Foietta, commissario di governo per l’opera.(ANSA).

Con i soldi dei cittadini. Cornuti, mazziati e contenti!

TAV – SCIBONA (M5S): “Si dia seguito alle determinazioni della Corte dei Conti!”.

Con grande amarezza apprendo che la Corte dei Conti ha certificato ciò che da anni il movimento contro l’acquisto degli F35 e lo stesso movimento Notav hanno denunciato: l’inutilità logistica, tecnica ed economica dell’investimento e dell’intero progetto Joint Strike Fighter.Tutto ciò era già noto nel 2012 ai Tories del Canada, favorevoli al progetto JSF, che avevano dovuto, ob torto collo, riconoscerne l’inutilità del progetto, ribattezzato “Fiasco F35”. (https://beta.theglobeandmail.com/news/politics/tories-feel7 the-heat- over-f- 35-fiasco/article6292008/?ref=https//www.theglobeandmail.com&)

Occorre con forza e determinazione estendere l’applicazione del d.lgs 228 del 2011 in tema di valutazione degli investimenti pubblici anche agli investimenti e forniture dell’intera pubblica amministrazione,lo scandalo Consip dovrebbe insegnare qualche cosa ai miei “Onorevoli colleghi”.  Ma non solo, occorre che la disciplina del d.lgs 228 del 2011, che prevede, a carico dei singoli Ministeri, l’obbligatorietà della valutazione della necessità, congruità e ragionevolezza, ex ante e ex post, degli investimenti e degli interventi incidenti la spesa pubblica, sia previsto il potere della Corte dei Conti di bloccare l’investimento in difetto di validi e ragionevoli presupposti.

Ad oggi la Corte dei Conti non ha questo potere ed ha più volte, nei propri giudizi, condannato investimenti irragionevoli, come quelli riferiti al Ponte sullo Stretto di Messina e al Tav.

Ad oggi manca una ragionevole valutazione della necessità, congruità e ragionevolezza del ministero delle infrastrutture sulla nuova linea torino lione ai sensi del dlgs 228 del 2011.

Che ci sia di insegnamento la Francia che, a differenza dal nostro governo, gestisce con responsabilità e diligenza l’utilizzo dei fondi pubblici, come ha dimostrato sospendendo e revisionando alcune decisioni riferite agli investmenti pubblici, Torino Lyon compresa.

Segnalo all’Architetto Virano e agli altri tifosi del TAV che una delibera del Cipe, come quella emessa recentemente sulla Torino Lyon non libera dalle decisioni della Francia, è solo aria fritta e materiale per poter dire “siamo troppo avanti, costerebbe troppo fermarci”. E qualcuno dovrà essere ritenuto responsabile per l’ingente sperpero di denaro pubblico, nessun decisore e/o strillone escluso.

Marco Scibona, Senatore M5S – Segretario 8° Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.