TAV, CONFERENZA SERVIZI, ESCLUSI I SINDACI DEL TERRITORIO. CHIEDEREMO TUTTI I DOCUMENTI

https://www.piemonte5stelle.it/2017/07/tav-conferenza-servizi-esclusi-sindaci-del-territorio-chiederemo-tutti-documenti/

 MoVimento 5 Stelle Piemonte

Le amministrazioni di Caprie e Torrazza non invitate alla Conferenza dei servizi sul progetto di variante di cantierizzazione. Per quale motivo i due sindaci, nei cui territori finirà lo smarino del TAV, non hanno ricevuto l’invito a partecipare dal settore infrastrutture strategiche della Regione? Anche i Comuni di Susa e Chiusa San Michele, tra gli altri, interessati dalla variante non hanno ricevuto alcuna comunicazione in merito. Si è trattato di un errore oppure di una scelta supportata da motivazioni procedurali?

La conferenza dei servizi a nostro avviso parte nel peggiore dei modi, anziché prevedere un coinvolgimento di tutti i soggetti interessati ci sembra si tenda ad escludere le amministrazioni locali dal confronto sull’impatto dell’opera su territorio ed ambiente.

Stiamo già effettuando un accesso agli atti per ottenere il verbale della seduta con l’obiettivo di garantire un minimo di informazione e trasparenza su quanto deciso in quella sede. Mai come in questo momento è di fondamentale importanza informare tutti i cittadini su quanto avverrà a breve. La bassa valle subirà un impatto notevole a livello di traffico, qualità dell’aria ed impatto delle infrastrutture a pochi passi dalla Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte, e sito candidato a Patrimionio Unesco.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemont

C’eravamo tanto amati, il TAV al capolinea

http://sturloni.blogautore.espresso.repubblica.it/?ref=fbpe

Toxic Garden – Giancarlo Sturloni

20 lug 2017

Ho bisogno di una pausa di riflessione. Si dice così quando un amore finisce ma non si ha il coraggio di confessarlo al partner. La verità è che la Torino-Lione sembra arrivata al capolinea. Dopo un quarto di secolo di varianti e manganellate, Élisabeth Borne, ministro francese ai trasporti, ha confessato al giornale ecologistaReporterre” che sul TAV il presidente Macron vuole prendersi, appunto, una pausa di riflessione. Per riesaminare le strategie sulla mobilità. E perché oggi nessuno sa più spiegare a cosa diavolo serva costruire quel tunnel nelle montagne della Val di Susa.

Il progetto di una linea ferroviaria ad alta velocità che attraversasse l’Europa da est a ovest, il cosiddetto Corridoio 5 da Kiev a Lisbona, risale al 1989. A quell’epoca Macron aveva 12 anni e probabilmente aveva appena smesso di giocare coi trenini. In Italia s’insediava il sesto governo Andreotti. Le proteste di  Piazza Tienanmen venivano soffocate nel sangue. Cadeva il Muro di Berlino. E un’Europa molto diversa da quella che conosciamo guardava alla crescita economica e all’apertura dei suoi confini interni. Ma al 39° Festival di Sanremo vinceva “Ti lascerò” di Fausto Leali e Anna Oxa.

Il mondo cambia e gli amanti, talvolta, si lasciano. A ovest, il Portogallo e la Spagna hanno da tempo fatto sapere di non essere interessati ai soldi di Bruxelles per l’alta velocità. A est, Kiev ha dovuto affrontare ben altri problemi e le nazioni dell’Europa orientale sembrano preferire il trasporto su gomma: gli ungheresi hanno speso i finanziamenti europei destinati al Corridoio 5 per costruire tangenziali e autostrade, perché non era specificato che si dovesse costruire binari. Cosicché oggi l’alta velocità si ferma a Venezia. Per Trieste si viaggia ancora come negli anni Cinquanta, e dopo il nulla: l’ultimo treno per Lubiana è partito nel 2011. Oggi in Slovenia si va in corriera e il primo convoglio ad alta velocità che si incontra verso oriente è in Cina.

Di quel sogno europeo – in Italia sempre difeso dai governi di ogni colore: fossero di destra, di sinistra o tecnici – non resta che un tunnel immaginario e costosissimo (8,6 miliardi di euro, il 35% a carico dell’Italia), con un impatto ambientale e sociale devastante (una montagna di polveri tossiche da sbancare in una valle chiusa, l’area degli scavi militarizzata, processi per terrorismo ai contestatori), ormai del tutto inutile e quasi certamente antieconomico.

Secondo l’Osservatorio Torino-Lione, se mai i lavori davvero partissero, non terminerebbero prima del 2035 e non si vedrebbero benefici economici prima del 2073. Roba da scrittori di fantascienza più che da economisti. Si capisce perché adesso i francesi dicano di voler «riesaminare le spese e le risorse per non fare più promesse non finanziate».

Certo, Borne si è affrettata ad aggiungere che Parigi terrà in considerazione la specificità di una tratta internazionale che coinvolge anche l’Italia e l’Europa. E che per il momento è solo una pausa di riflessione. Ma se la Francia ci molla, noi come lo giustifichiamo il grande buco?

Con la litania del progresso che non si può arrestare? Perché ce lo chiede l’Europa? Per non restare tagliati fuori? (e da cosa?) Per non darla vinta ai No TAV? O magari perché gli appalti sono sempre appalti, anche quando l’opera non serve più?

«Farei di tutto per poterti trattenere», cantavano a squarciagola Oxa e Leali sulle note di “Ti lascerò”.

 

LA FRANCIA: “FACCIAMO UNA PAUSA SULLA TORINO-LIONE”

https://reporterre.net/La-ministre-des-transports-Elisabeth-Borne-On-fait-une-pause-sur-le-Lyon-Turin

La ministra dei trasporti Elisabeth Borne : “Si fa una pausa sulla Torino-Lione”.

19 luglio 2017Intervista con Elisabeth Borne

La ministre des transports Elisabeth Borne : «<small class="fine"> </small>On fait une pause sur le Lyon Turin<small class="fine"> </small>»” width=”684″ height=”316″ /></div> <div> <p><span style=Traduzione in italiano

Il ministro dei trasporti Elisabeth Borne : “Ci fermiamo sulla Torino-Lione”

Il progetto ferroviario Lione-Torino entra “in pausa”: questo è ciò che ha detto a Reporterre il Ministro dei Trasporti francese Elizabeth Borne. Questa pausa è parte del riesame dei progetti di infrastrutture ferroviarie deciso dal Presidente della Repubblica Macron.

Dopo la conferenza stampa, nel corso della quale il ministro Nicolas Hulot ha annunciato il 6 luglio 2017 il piano del Governo sul Clima, Reporterre ha intervistato la Ministra dei Trasporti francese, Elizabeth Borne, sulla Torino-Lione la quale ha confermato che questo progetto, fortemente contestato, entra in una fase di “pausa”.

Resta ora da dare concreta attuazione a questa pausa, mentre la costruzione del progetto ferroviario sta progredendo con molte difficoltà. La ministra sarà audita domani 20 luglio dalla Commissione di Pianificazione e Sviluppo Sostenibile del Senato.


Reporterre – Sulla Torino-Lione, quando lei afferma : “Faremo una pausa ed esamineremo caso per caso i progetti“, significa che metterete in pausa il progetto Torino-Lione ?

Elizabeth Borne – Il Presidente ha annunciato che, dal momento che gli impegni assunti e le esigenze essenziali per la manutenzione e la rigenerazione superano di dieci miliardi le entrate prevedibili in questa fase, dobbiamo fermarci a riflettere sul modello di mobilità e sulla priorità dei progetti. In seguito sarà emanata una legge di pianificazione nella quale non ci saranno più promesse non finanziate, ma ci saranno investimenti e risorse equilibrate di anno in anno, con una programmazione su dieci anni e durante il quinquennato.

Reporterre – Ciò significa che, per il momento, la Torino-Lione, che impegna finanziariamente il governo francese, fa una pausa fino a quando questo processo non sarà adottato?

Elizabeth Borne – Il presidente ha previsto un approccio globale. Si fa una pausa, si riesaminano gli orientamenti in termini di mobilità, si riesaminano le spese e le risorse per evitare di fare promesse non finanziate e avere quindi a disposizione risorse coerenti con le promesse fatte.

Reporterre – So che è una domanda stupida, ma è una pausa sulla Torino-Lione?

Elizabeth Borne – Si tratta di una pausa.


La ministre des transports Elisabeth Borne : « On fait une pause sur le Lyon Turin »

https://reporterre.net/La-ministre-des-transports-Elisabeth-Borne-On-fait-une-pause-sur-le-Lyon-Turin

19 juillet 2017 / Entretien avec Elisabeth Borne

Le projet ferroviaire Lyon Turin entre « en pause » : c’est ce qu’a déclaré à Reporterre Elisabeth Borne, la ministre des Transports. Cette pause entre dans le cadre du ré-examen des projets d’infrastructures ferroviaires décidé par le président de la République.

A l’issue de la conférence de presse durant laquelle Nicolas Hulot a annoncé le 6 juillet le plan Climat du gouvernementReporterre a interrogé la ministre des Transports, Elisabeth Borne, à propos du Lyon Turin. Elle a confirmé que ce projet vivement contesté était mis « en pause ».

Il reste maintenant à mettre concrètement en oeuvre cette pause, alors que le chantier du projet ferroviaire avance très difficilement. La ministre est auditionnée ce 20 juillet par la Commission de l’aménagement du territoire et du développement durable du Sénat.


Reporterre – Sur le Lyon Turin, quand le ministre dit, “On va faire une pause et on examinera cas pas cas”, ça veut dire quoi, une pause pour examiner le Lyon Turin ?

Elisabeth Borne – Le président de la République vient d’annoncer que, dès lors que les engagements qui ont été pris et les besoins incontournables en termes d’entretien et de regénération dépassent de dix milliards les recettes prévisibles à ce stade, nous sommes obligés de faire une pause pour réfléchir au modèle de mobilité et prioriser les projets. Et ensuite, on va aller vers une loi de programmation dans laquelle on ne sera plus dans des promessses non financées, on aura année par année, avec une vision sur dix ans et pendant les cinq ans du quinquennat, des dépenses et des recettes équilibrées.

Reporterre – Ca veut dire que pour l’instant, le Lyon Turin qui engage financièrement le gouvernement français, on fait la pause jusqu’à ce que ce processus soit mise en oeuvre ?

Elisabeth Borne – Le président a annoncé une démarche globale. On fait une pause, on ré-examine les orientations en termes de mobilité, on ré-examine les dépenses et les ressources pour ne plus faire de promesses pas financées, et avoir des ressources cohérentes avec les promesses qu’on a faites.

Reporterre – Je suis un peu bête, mais c’est une pause sur le Lyon Turin ?

Elisabeth Borne – C’est une pause.

Ici la vidéo: https://youtu.be/eXCffvhOTi4

Tav Torino-Lione, Parigi si «prende una pausa» sull’alta velocità

http://www.corriere.it/esteri/17_luglio_19/francia-parigi-si-prende-pausa-tav-torino-lione-a52680b2-6cb0-11e7-adf5-09dddc53fe2d.shtml

Nessuna rinuncia ma una riflessione, necessaria perché al momento le spese superano di 10 miliardi i prevedibili ricavi. La pausa servirebbe, come chiesto da Macron, per riesaminare le spese e non fare più progetti privi di fondi e risorse sufficienti

La presentazione dello scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lyon-Turin (Ansa)La presentazione dello scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lyon-Turin (Ansa)
 

La linea ad alta velocità Torino-Lione «fa parte dei progetti coinvolti nella riflessione annunciata dal presidente della Repubblica», ha detto ieri all’ Assemblea nazionale la ministra dei Trasporti francese Elisabeth Borne. «Occorre riesaminare le spese e le risorse per non fare più promesse che non siano coperte da finanziamenti – aveva detto qualche giorno fa Borne al sito ecologista Reporterre che ieri ha pubblicato l’ intervista -. Quindi anche la Torino-Lione è in pausa».

La svolta nell’ atteggiamento del governo francese arriva dopo che a gennaio il Parlamento aveva dato il via libera definitivo alla ratifica dell’ accordo internazionale tra Francia e Italia per consentire lo scavo del tunnel di 57 chilometri tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. Il costo previsto è di 8,3 miliardi di euro, finanziati al 40 per cento dall’ Europa, al 35% dall’ Italia e al 25% dalla Francia. Il 21 giugno scorso la società italo-francese Telt (Tunnel Euralpin Lyon-Turin) aveva organizzato nella sede della Regione a Lione un grande evento annunciando il lancio di 81 gare di appalto per un totale di 5 miliardi e mezzo.

Lo stop arriva per volere del presidente Emmanuel Macron, che sta procedendo a una revisione completa della politica francese sui trasporti, annunciata un po’ paradossalmente il 1° luglio scorso in occasione dell’ inaugurazione della nuova linea ad alta velocità che collega in un’ ora e mezza Parigi a Rennes. «Voglio dirvelo – disse allora Macron – proprio mentre inauguro questa linea che è indubbiamente un grande successo: il sogno dei prossimi cinque anni non è un altro grande progetto come questo». Macron vuole privilegiare «i trasporti del quotidiano», ovvero le linee a medio-corto raggio in questi anni trascurate a favore dei «Tgv», i treni superveloci vanto della tecnologia francese, ma costosi per gli utenti e comunque poco redditizi. «Non dobbiamo lanciare grandi progetti ma impegnarci a finanziare il rinnovo delle infrastrutture che già esistono», aggiunse Macron.

Ora la ministra Borne chiarisce che la Torino-Lione rientra in questa filosofia ed è quindi da ritenersi «in pausa», anche se va riconosciuta «una sua specificità perché fa parte delle reti transeuropee». La decisione torna al Parlamento francese, che nel primo semestre 2018 esaminerà la «grande legge di orientamento» scaturita dalle «Assisi della mobilità» previste a partire da settembre.

TORINO-LIONE, LA FRANCIA SI PRENDE UNA PAUSA

La ministra dei Trasporti: si riesaminano le spese e le risorse per non fare più promesse non finanziate. Il commissario di governo: ma il tunnel internazionale non è in discussione
ANSA

In Italia i lavori del tunnel geognostico di Chiomonte sono finit

Pubblicato il 19/07/2017
MAURIZIO TROPEANO
 

In campagna elettorale Emmanuel Macron aveva dichiarato di essere favorevole alla realizzazione della Torino-Lione ma adesso che è diventato il presidente della Repubblica Francese ha deciso che in materia di mobilità è necessario un approccio globale. Tradotto vuol dire che è necessaria una pausa: Si riesaminano gli orientamenti in termini di mobilità, si riesaminano le spese e le risorse per non fare più promesse non finanziate, e avere dunque a disposizione risorse coerenti con le promesse fatte», ha spiegato la ministra dei trasporti francese Elisabeth Borne a Reporterre.Net, sito francese quotidiano dell’ecologia. Nell’intervista la ministra non vorrebbe entrare nel merito delle linee interessate a questa operazione ma poi, alla domanda del giornalista: «Si tratta di una pausa per la Torino-Lione», risponde in modo affermativo: «Sì, si tratta di una pausa».  

Parole che hanno mandato in fibrillazione promotori e oppositori dell’opera. Non è un caso che l’intervista sia stata rilanciata dai siti del movimento No Tav italiano e che a stretto giro di posta il senatore grillino della Val di Susa, Marco Scibona, abbia chiesto al ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, di fare altrettanto. Secondo Paolo Foietta, commissario di governo, invece la pausa non mette in discussione la realizzazione del tunnel di base prevista dai trattati internazionali firmati anche dalla commissione europea che ha cofinanziato l’opera. 

TAV, LA FRANCIA PRENDE UNA PAUSA SUL PROGETTO: “LO FACCIA ANCHE L’ITALIA”

http://www.valsusaoggi.it/tav-la-francia-prende-una-pausa-sul-progetto-lo-faccia-anche-litalia/

di MARCO SCIBONA (Senatore M5S – Segretario 8° Commissione Lavori pubblici, comunicazioni)

La Ministra dei Trasporti francese, Madame Borne, ha dichiarato che la Francia ha messo “in pausa” la nuova linea Torino – Lione per rianalizzare i progetti, come indicato dal Presidente della Repubblica. Infatti la Francia si appresta, a fonte di una riduzione della spesa pubblica, a rivedere il concetto di mobilità e riesaminare quindi quali progetti sono prioritari e quali no.

Per quanto riguarda l’Italia ricordo che sono in corso le complesse e costosissime procedure di valutazione dell’impatto ambientale su questo progetto, ovviamente per quanto riguarda la tratta in territorio italiano.

Alla luce della pausa francese, visto che si tratta di un’opera che coinvolge i due paesi, è necessario che il ministro Delrio proceda a sospendere le predette procedure (proprio in accordo con la decisione del proprio omologo francese). Anche perché, poiché la notizia francese è pubblica, ogni euro italiano speso verrà considerato danno erariale e perseguito come tale dalla nostra Corte dei Conti.

Ministra Francese dei Trasporti, sulla Torino-Lione ci fermiamo

TG Valle Susa

La ministra: “Si fa una pausa sulla Torino-Lione”. Il Presidente ha annunciato che dobbiamo fermarci a riflettere sul modello di mobilità e di priorità dei progetti.

Comunicato Stampa

19 luglio 2017

La ministra francese dei trasporti  “Si fa una pausa sulla Torino-Lione”

Il settimanale Reporterre ha pubblicato oggi un’intervista alla Ministra francese dei Trasporti Elisabeth Borne che afferma: Si fa una pausa sulla Torino-Lione”.

Il ministro dei trasporti Elisabeth Borne : “Ci fermiamo sulla Torino-Lione”

Il progetto ferroviario Lione-Torino entra “in pausa”: questo è ciò che ha detto a Reporterre il Ministro dei Trasporti francese Elizabeth Borne. Questa pausa è parte del riesame dei progetti di infrastrutture ferroviarie deciso dal Presidente della Repubblica Macron.

Dopo la conferenza stampa, nel corso della quale il ministro Nicolas Hulot ha annunciato il 6 luglio 2017 il piano del Governo sul Clima, Reporterre ha intervistato la Ministra dei Trasporti francese, Elizabeth Borne, sulla Torino-Lione la quale ha confermato che questo progetto, fortemente contestato, entra in una fase di “pausa”.

Resta ora da dare concreta attuazione a questa pausa, mentre la costruzione del progetto ferroviario sta progredendo con molte difficoltà. La ministra sarà audita domani 20 luglio dalla Commissione di Pianificazione e Sviluppo Sostenibile del Senato.


Reporterre – Sulla Torino-Lione, quando lei afferma : “Faremo una pausa ed esamineremo caso per caso i progetti“, significa che metterete in pausa il progetto Torino-Lione ?

Elizabeth Borne – Il Presidente ha annunciato che, dal momento che gli impegni assunti e le esigenze essenziali per la manutenzione e la rigenerazione superano di dieci miliardi le entrate prevedibili in questa fase, dobbiamo fermarci a riflettere sul modello di mobilità e sulla priorità dei progetti. In seguito sarà emanata una legge di pianificazione nella quale non ci saranno più promesse non finanziate, ma ci saranno investimenti e risorse equilibrate di anno in anno, con una programmazione su dieci anni e durante il quinquennato.

Reporterre – Ciò significa che, per il momento, la Torino-Lione, che impegna finanziariamente il governo francese, fa una pausa fino a quando questo processo non sarà adottato?

Elizabeth Borne – Il presidente ha previsto un approccio globale. Si fa una pausa, si riesaminano gli orientamenti in termini di mobilità, si riesaminano le spese e le risorse per evitare di fare promesse non finanziate e avere quindi a disposizione risorse coerenti con le promesse fatte.

Reporterre – So che è una domanda stupida, ma è una pausa sulla Torino-Lione?

Elizabeth Borne – Si tratta di una pausa.

[QUI] il video dellhttps://youtu.be/eXCffvhOTi4’intervista in francese.https://youtu.be/eXCffvhOTi4

ministra trasporti

Afragola, blitz alla stazione Tav appena inaugurata: sequestrato il parcheggio. “Zona inquinata da rifiuti interrati”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/19/afragola-blitz-alla-stazione-tav-appena-inaugurata-sequestrato-il-parcheggio-zona-inquinata-da-rifiuti-interrati/3739228/

Afragola, blitz alla stazione Tav appena inaugurata: sequestrato il parcheggio. “Zona inquinata da rifiuti interrati”

Il sequestro del parcheggio è probatorio ed è finalizzato ai futuri carotaggi per le analisi del sottosuolo

Il blitz alla stazione Tav di Afragola (Napoli) è scattato alle 8. Coordinati dal colonnello dell’Arma di Roma Forleo Florimondo, i carabinieri dei Nas, del Noe del Nil e del corpo forestale stanno sequestrando il parcheggio dell’area ovest della stazione inaugurata a giugno, un’area di circa 15.000 metri quadri. La Procura di Napoli Nord – pm Giovanni Corona e Domenico Airoma, procuratore capo Francesco Greco – sospetta che quella parte di parcheggio sia stata realizzata su luoghi non bonificati, su terreni inquinati da rifiuti interrati negli anni scorsi.

Alle operazioni, finalizzate anche ad ispezioni nei cantieri ancora aperti e nei luoghi di lavoro pertinenti alla stazione ferroviaria, stanno partecipando anche uomini dell’Asl e dei Vigili del Fuoco. I controlli hanno già appurato la presenza di quattro operai al lavoro in nero in un cantiere. Hanno provato a scappare alla vista delle auto delle forze dell’ordine. Il sequestro del parcheggio, invece, è probatorio ed è finalizzato ai futuri carotaggi per le analisi del sottosuolo.

FOTO / TAV, ECCO I LAVORI NELLA PIANA DI SUSA: VIABILITÀ RIVOLUZIONATA E NUOVI PONTI. SOTTO VIA MONTELLO CI PASSERANNO I TRENI AD ALTA VELOCITÀ

http://www.valsusaoggi.it/foto-tav-ecco-i-lavori-nella-piana-di-susa-viabilita-rivoluzionata-e-nuovi-ponti-sotto-via-montello-ci-passeranno-i-treni-ad-alta-velocita/


Una planimetria delle aree interessate dai cantieri per la Piana di Susa

di FABIO TANZILLI

SUSA – La nuova linea Tav attraverserà a cielo aperto la piana di Susa per circa 2,7 km. Nell’ambito del progetto promosso da Telt sono previste numerose opere su tutta l’area. La zona interessata viene descritta da Telt: “Parte dall’imbocco est del Tunnel di Base in località San Giuliano di Susa, sotto-passando la linea ferroviaria storica Torino-Susa, attraversando la Dora con un ponte ad arco e sotto-passando l’autostrada A32, fino ad arrivare alla zona autoporto, in cui verrà realizzata la nuova “Area tecnica e di sicurezza” di Susa, per poi tornare in galleria alle pendici dell’Orsiera, sotto cui dovrà essere realizzato il Tunnel di Interconnessione”.

Le opere da realizzare sono le seguenti:
– Nuove strade di servizio e definitive.
– Cavalcavia.
– Sottopassi.
– Scatolari idraulici e tombini circolari.
– Opere di sostegno.

LA RIORGANIZZAZIONE DELLA VIABILITÀ A SUSA

Da est a ovest saranno realizzati vari interventi sulla viabilità cittadina e delle frazioni, coinvolgendo via Montello, i sottopassi della linea storica Susa – Torino, la statale 25 e l’ex statale 24 e la frazione Traduerivi (nelle aree comprese tra l’ex statale 24 e il canale Coldimosso).

VIA MONTELLO SARÀ INNALZATA PER FAR PASSARE I TRENI DELLA TAV

Nelle immagini del progetto che pubblichiamo in quest’articolo, via Montello è la strada di colore verde. Tetl intende cambiare l’altimetria della strada, “per consentire il passaggio al di sotto della nuova linea Tav”. La via sarà prolungata fino all’incrocio “con la strada locale a servizio di borgata Ambruna”.

Via Montello sarà quindi innalzata: per raggiungere questo obiettivo “sarà interrotta la viabilità esistente e realizzata una viabilità alternativa, a nord, per mantenere il collegamento”. Telt annuncia che sarà anche spostata “la viabilità di accesso a borgata Braide e a San Giacomo”. Via Montello sarà strategica anche per “l’accesso al cantiere dell’imbocco est del tunnel di base”:

L’INNALZAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA SUSA – TORINO

Sarà innalzata anche una parte della linea storica tra Susa e Torino, per consentire – al di sotto – il passaggio della nuova linea Tav e realizzare una fermata per lo scambio dei passeggeri presso la futura stazione internazionale. L’innalzamento della linea avverrà per un tratto di circa 1,2 chilometri e “sarà variabile, con una punta massima di 7 metri, in corrispondenza della fine della banchina della nuova stazione di Susa, sul lato Bussoleno”.

Lo scavalcamento della nuova linea Tav sarà realizzato attraverso “una struttura scatolare in cemento armato poggiante su pali”. Nel tratto rimanente, “l’innalzamento della linea storica viene realizzato in rilevato, con muri ad altezza variabile”. Con un nuovo ponte metallico di 75 metri sarà innalzata la linea storica anche nel tratto in cui dovrà scavalcare l’autostrada, dove ci sono i muri monolitici.

A causa di tutti questi lavori, la linea ferroviaria Susa – Torino sarà interrotta per un periodo e “dovrà essere sospesa per 2-3 mesi”.

Saranno rifatti due sottopassi, per mantenere almeno il collegamento ciclopedonale e viario. Per collegare via Montello con la statale 25 sarà creato un nuovo sottopasso, che sostituirà quello esistente, “in corrispondenza dell’incrocio tra lo svincolo autostradale e la statale 25”. “Su richiesta del Comune di Susa – aggiungono da Telt – sarà rifatto anche il sottopasso che collega borgata Amrbuna alla statale 25, la cui altezza sarà incrementata a 3,9 metri (ora è di 2,5 metri)”.

GLI INTERVENTI SULLA STATALE 25

Nelle cartine del progetto è la tratta colorata di blu: gli interventi coinvolgeranno 1 km di strada: dalla nuova rotatoria “A1” che sarà costruita vicino all’accesso dell’autostrada alla rotatoria “8”, che grazie “a un nuovo sottopasso permetterà il collegamento con l’ex statale 24 e la strada per la borgata Ambruna”.

LE NUOVE OPERE DA SUSA A BUSSOLENO: ROTONDE A VOLONTÀ

Telt ha messo in elenco tutti questi interventi:

– Modifiche alla viabilità per consentire il nuovo collegamento con gli impianti sportivi in regione Prioriale

– Nuova rotonda A1 (citata sopra) per collegarsi con l’ex statale 24: attualmente la viabilità “è a senso unico in direzione Dora” e diventerà a doppio senso di marcia.

– Un “primo tratto di 540 metri” con il nuovo scavalco dell’A32 e sottopasso per la linea Tav, tra la futura rotonda A1, l’attuale incrocio di collegamento con l’autostrada e via Montello.

– Un breve tratto di strada (80 metri) per raccordarsi con il futuro innalazamento.

– Un breve tratto di strada (70 metri) “fino all’incrocio con borgata Ambruna, con l’adeguamento della viabilità e la nuova rotatoria di San Giuliano (rotatoria “B”), che consentirà il collegamento della statale 25 con l’area della futura stazione internazionale, con via Montello e con via Frazione San Giuliano”.

UN TRATTO DELL’EX STATALE 24 SARÀ DEVIATO

L’attuale tratto di ex statale, ora strada provinciale 24, sarà spostata perchè attualmente “interferisce con l’area tecnica della nuova linea Tav, in corrispondenza della frazione Traduerivi e del centro di guida sicura Motoroasi”. Per questo motivo sarà fatta una deviazione e sarà spostata ” “in un corridoio a sud dell’autostrada A32 e a nord della futura area tecnica” scrive Telt.

La futura variante della 24 “si sviluppa per 1,5 km, a partire dalla nuova rotonda “C” già prevista dalla Provincia di Torino nei pressi dell’ingresso autoporto” fino alla rampa sud del sovrappasso Cattero sull’A32.

La nuova rotonda “C” permetterà la riorganizzazione della viabilità locale nella zona Blangetti – Traduerivi. “Dalla rotonda, la nuova strada raggiunge con una rampa la quota dell’autostrada, poco prima del sovrappasso sulla nuova linea Tav – scrive Telt – quindi rimane affiancata all’autostrada fino al viadotto Cattero”.

IL NUOVO PONTE DORA PER I TRENI DELLA TAV


Il ponte della Dora a Susa

Telt intende realizzare il ponte metallico ad arco sulla Dora, con una campata di 93 metri. Il ponte ospiterà i due binari della nuova linea Tav, per una larghezza di 15 metri e un’altezza di 23 metri.

IL NUOVO PONTE DORA OVEST BUSSOLENO

Un altro nuovo ponte Dora Ovest sarà realizzato sulla Dora, a fianco del ponte già esistente sulla linea storica. “Accoglierà il binario dispari deviato della liena storica, e il binario dispari dell’interconnesione” spiega Telt. Il nuovo ponte sarà in acciaio, sarà alto 11 metri e largo 15.

IL VECCHIO PONTE VERRÀ DEMOLITO

Telt prevede la demolizione dell’altro ponte della linea storica, realizzato nell’800, per costruirne uno nuovo simile al ponte Dora Ovest. Ospiterà il binario pari dell’interconnesione e una strada di emergenza per l’accesso da Bussoleno.

Frecciarossa, treno bloccato per 3 ore in galleria: centinaia di passeggeri senza aria condizionata né luce

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/17/frecciarossa-treno-bloccato-per-3-ore-in-galleria-centinaia-di-passeggeri-senza-aria-condizionata-ne-luce/3734654/

Frecciarossa, treno bloccato per 3 ore in galleria: centinaia di passeggeri senza aria condizionata né luce

Guasto attorno alle 10 sulla linea Alta velocità vicino a Firenze: una donna ha accusato un malore. Poco dopo le 13, il treno è stato agganciato e trasportato a Santa Maria Novella

Sono rimasti bloccati per 3 ore in una galleria vicino a Firenze. Senza aria condizionata né luce. Tutta colpa di un guasto tecnico del Frecciarossa che viaggiava da Salerno verso Milanocon diverse centinaia di passeggeri a bordo. Una donna ha anche accusato un malore.

 L’inconveniente è accaduto all’interno di un tunnel tra Firenze Castello e San Piero a Sievo sulla linea dell’Alta Velocità pochi minuti dopo le 10. Solo alle 13.20 il treno è stato agganciato da un locomotore di soccorso ed è riuscito ad arrivare nella stazione di Santa Maria Novella, dove un’ambulanza del 118 ha soccorso la donna e tutti coloro che erano a bordo hanno ricevuto assistenza.

Poco dopo hanno potuto proseguire il viaggio con un treno di riserva e nei prossimi giorni – informa Trenitalia – riceveranno il rimborso integrale del biglietto. Il traffico è stato rallentato tra Firenze e Bologna per tutta la mattina con ritardi fino a 30 minuti