Alberto Perino ASSOLTO perché il fatto non sussiste

Tav: difesa, “Perino è da sempre non violento” (ANSA) – TORINO, 13 DIC – 

“La sentenza dimostra una volta di più che Perino è da sempre non violento”. Questo il commento dell’avvocato Danilo Ghia, che insieme alla collega Cristina Patrito ha difeso Alberto Perino, 71 anni, nel processo – terminato oggi con l’assoluzione – in cui il leader storico dei No Tav era a accusato di violenza a pubblico ufficiale.  
“Semplicemente – aggiunge Ghia – Perino non ha commesso i fatti che gli erano contestati”. Gli episodi si riferivano a un parapiglia durante una manifestazione a Condove.
(ANSA). BRL 13-DIC-17 10:46

Tav: Perino assolto in appello da accusa lesioni carabinieri
(ANSA) – TORINO, 13 DIC – 

E’ stato assolto in appello dall’accusa di avere aggredito due carabinieri (rpt due carabinieri) Alberto Perino, leader carismatico del movimento No Tav della Valle di Susa. La sentenza è stata pronunciata dalla corte d’appello di Torino, che ha ribaltato quella di primo grado, che aveva visto Perino condannato a nove mesi senza la condizionale.
L’episodio contestato si era svolto il 20 gennaio 2010 a Condove, durante una manifestazione No Tav. Perino, accusato di violenza e lesioni a pubblico ufficiale, difeso dagli avvocati Cristina Patrito e Danilo Ghia, ha sempre negato tutto.
(ANSA). BRL 13-DIC-17 10:37

Tav: Perino assolto in appello da accusa lesioni poliziotti (ANSA) –

TORINO, 13 DIC – E’ stato assolto in appello dall’accusa di avere aggredito degli agenti di polizia Alberto Perino, leader carismatico del movimento No Tav della Valle di Susa. La sentenza è stata pronunciata dalla corte d’appello di Torino, che ha ribaltato quella di primo grado, che aveva visto Perino condannato a nove mesi senza la condizionale.
L’episodio contestato si era svolto il 20 gennaio 2010 a Condove, durante una manifestazione No Tav. Perino, accusato di violenza e lesioni a pubblico ufficiale, difeso dagli avvocati Cristina Patrito e Danilo Ghia, ha sempre negato tutto.
(ANSA). BRL 13-DIC-17 10:34

COSTI GONFIATI E CANTIERI SEMPRE IN RITARDO. SI INCRINA IL MITO DELLA PUNTUALITÀ TEDESCA

http://www.lastampa.it/2017/12/11/esteri/costi-gonfiati-e-cantieri-sempre-in-ritardo-si-incrina-il-mito-della-puntualit-tedesca-Pin5W2GN82ZuAzLE7v9PNK/pagina.html

Un guasto rovina l’inaugurazione del treno Berlino-Monaco. A Stoccarda 5 anni di lavori extra per la stazione

AFP

La cancelliera Angela Merkel all’inaugurazione del treno superveloce da Berlino a Monaco

Pubblicato il 11/12/2017
WALTER RAUHE
BERLINO

Doveva essere un’inaugurazione in pompa magna per festeggiare la più grande e costosa opera infrastrutturale dai tempi della riunificazione tedesca. Ma già poche ore dopo l’entrata in funzione della nuova linea ad alta velocità fra Berlino e Monaco si è verificato un imprevisto piuttosto imbarazzante per la Deutsche Bahn e il suo nuovissimo treno superveloce Ice poco prima battezzato in grande stile dalla cancelliera Angela Merkel. 

Sabato il treno è rimasto bloccato a causa di un guasto tecnico in un tunnel della nuova tratta fra il Nord e il Sud della Germania, arrivando a destinazione nella notte con oltre due ore di ritardo. È solo l’ultimo e più eclatante flop in una lunghissima serie di pasticci e ritardi che sembrano affliggere come un morbo le grandi opere pubbliche in Germania. I casi dei cantieri scandalo, degli errori di progettazione, delle lungaggini burocratiche e dello sperpero di denaro pubblico non si contano ormai più.  

A guidare la lista nera delle opere incompiute è il progetto di «Stoccarda 21», che costerà 4 miliardi di euro in più e verrà ultimato con cinque anni di ritardo rispetto alle previsioni. Da ormai dieci anni si scava per il trasferimento dell’attuale stazione centrale di testa ad una nuova stazione di transito situata a 20 metri di profondità e alla costruzione del passante ferroviario lungo 10 chilometri, che aggiungerebbe uno degli ultimi tasselli mancanti alla nuova magistrale europea che in futuro collegherà Parigi a Budapest. Ma i lavori non procedono, i costi lievitano a dismisura e i 620mila abitanti della città subiscono ormai rassegnati i pesanti disagi di un cantiere che non sembra finire mai. Stoccarda 21 è così diventato per la Germania quello che per l’Italia è la Tav in Val di Susa. 

Un altro flop clamoroso è quello del nuovo aeroporto di Berlino-Brandeburgo (Ber). Iniziati nel 2006, i lavori dovevano terminare nell’estate del 2012, quando però solo un mese prima dell’inaugurazione ufficiale, l’entrata in esercizio del mega hub venne rinviata per problemi all’impianto antincendio. Fino ad oggi l’aeroporto, anche se praticamente finito, non è stato ancora aperto e la sua entrata in funzione non è prevista prima del 2021, quando gli investimenti saranno lievitati dai 2,2 miliardi iniziali a ben 8 miliardi. Non solo. Il giorno che verrà finalmente inaugurato, sarà già troppo piccolo: era stato progettato per 27 milioni di passeggeri; ma già oggi da Tegel e Schönefeld ne transitano 33 milioni.  

Storia simile ad Amburgo. Qui la nuova sede della Filarmonica sull’Elba è stata aperta al pubblico. Per realizzarla ci sono voluti 7 anni più del previsto e dai 77 milioni preventivati si è arrivati alla bellezza di 789 milioni di euro. A confronto, il restauro della sede storica della Staatsoper di Berlino è costato una sciocchezza. «Appena» 400 milioni, contro i 240 preventivati. Per realizzare la nuova linea Berlino-Monaco ci sono voluti invece 4,5 miliardi e 10 anni in più. I treni «superveloci» impiegano ora 4 ore e 47 minuti, quasi 2 ore in meno rispetto a prima. Non proprio un record per 580 chilometri di tracciato. Ma a frenare il superveloce sono state in questo caso le interferenze dei potenti governi regionali, che hanno imposto alle ferrovie federali fermate obbligatorie nelle proprie stazioni. In tutto sette, comprese quelle improbabili di Wittenberg (50mila abitanti), Bamberga (70mila) o Coburg (41mila). 

Alla fin troppo «allegra» gestione dei soldi dei contribuenti si aggiungono le massicce proteste della popolazione. Nel caso di Stoccarda 21, gli scontri fra ambientalisti e polizia hanno provocato un terremoto politico nel Land del Baden Württemberg. L’ex roccaforte cristiano-democratica venne conquistata nel 2011 dai Verdi di Winfried Kretschmann. Lui, sospinto dalle proteste contro il passante, divenne il primo governatore verde in Germania con il 30,3% dei voti.  

8 Dicembre, fuochi e lacrimogeni al cantiere. Fermati 3 No Tav.

post — 9 dicembre 2017 at 04:18

Serata di lotta per questo 8 dicembre No Tav, una data importante che ha visto mobilitazioni dal nord al sud Italia! Sono scesi in piazza questo pomeriggio, infatti, migliaia di No Tap a Lecce, contro un’opera criminale voluta da un governo sordo alle proteste della comunità  salentina e non solo. A loro va il nostro ringraziamento e tutta la nostra solidarietà!

La giornata di mobilitazione è iniziata nel pomeriggio alla pedana No Tav di fronte al campo sportivo di Giaglione, banchetti e concerti hanno accompagnato l’attesa per la polentata che ha preceduto l’inizio della passeggiata serale verso la Clarea.

Poco prima delle 21, infatti, in centinaia ci si è mossi verso il cantiere della devastazione, percorrendo il sentiero principale sbarrato ad un certo punto dai jersey e presidiato dalle forze dall’ordine.

Altri gruppi di No Tav hanno invece deciso di addentrarsi nel cuore della Clarea, sfidando il freddo e il buio da quei sentieri conosciuti e praticati oramai centinaia di volte e utili a raggiungere le recinzioni del cantiere.

Poco dopo le 22.30 il cantiere è stati infatti attaccato da più punti e diverse volte. Lanci di lacrimogeni hanno cercato di disperdere i No Tav senza successo.

La polizia con un’imboscata è riuscita a fermare tre giovani No Tav a ridosso delle reti del cantiere, Alice Umberto e Cesare, che al momento sono ancora in stato di fermo. A questi giovani cresciuti sui sentieri di questa valle e alla loro generosità va tutta la nostra solidarietà, nella speranza di rivederli al nostro fianco il prima possibile.

Questa giornata si inserisce in una tre giorni di mobilitazione che ieri ha visto i No Tav impegnati in un’altra passeggiata attorno al cantiere aggirando i blocchi della polizia, e quella di domani che dal mattino a Frazione San Giuseppe ci vedrà impegnati nella pulizia dei sentieri e nella pulizia dei boschi devastati dagli incendi, alle 13 con il buffet a cura dei “Fornelli in lotta” e dalle 18 in poi alla borgata 8 dicembre di Venaus in una discussione allargata sull’emergenza incendi, sulla sicurezza dei territori e delle speculazioni che continuano ad essere fatte sulla nostra terra.

Un’altra giornata di lotta si è quindi conclusa, con un pensiero a Laura che questa mattina ci ha prematuramente lasciati e a tutti i giovani generosi che in questi anni hanno permesso al Movimento No Tav di resistere alla violenza dello Stato.

Alice, Umberto e Cesare liberi subito!

Avanti No Tav!

Lanciavano petardi contro la polizia, tre attivisti No Tav arrestati al cantiere di Chiomonte

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/12/09/news/lanciavano_petardi_contro_la_polizia_tre_attivisti_no_tav_arrestati_al_cantiere_di_chiomonte-183533275/

I tafferugli a conclusione della marcia organizzata per ricordare gli scontri di Venaus di 12 anni fa

di CARLOTTA ROCCI

 

09 dicembre 2017

Tre esponenti del movimento No Tav sono stati fermati dalla Digos durante l’ultima passeggiata versonil cantiere organizzata in occasione dell’Immacolata. Una data chiave nella battaglia contro il supetreno in Valle d’Aosta: ricorda gli scontri di Venaus del 2005 dopo i quali si decise di cambiare il progetto e anche il tracciato della linea ad alta velocità tra Torino e Lione.
Il precedente a settembre

Intorno alle 21 almeno 200 manifestanti hanno iniziato la marcia da Chiomonte in direzione del cantiere che – nonostante sia temporaneamente fermo dopo la conclusione della galleria geognostica, propedeutica al tunnel da oltre 50 chilometri sotto le Alpi – è tuttora controllata dalle forze dell’ordine.

 Il corteo è cominciato con un coro di slogan, poi poco prima di mezzanotte è iniziato il lancio di fuochi d’artificio, petardi e altri oggetti in direzione di polizia e carabinieri all’altezza del varco uno, quello dal lato della centrale elettrica.
Tre manifestanti sono stati arrestati in flagrante dagli agenti della Digos. I loro nomi Alice Savona e Umberto Raviola di Askatasuna e Cesare Cerulli che appartiene a un centro sociale pisano.

Lettera aperta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Delrio e all’Amministratore delegato di R.F.I. Ing. Gentile.

Scorrendo la cronaca giornalistica ci si imbatte in attenti reportage di una recente simulazione di emergenza svoltasi nel traforo ferroviario del Frejus, più precisamente si è simulato un guasto ad un locomotore di un treno internazionale TGV (ma allora esiste già un collegamento!) proveniente dall’Italia e diretto in Francia, che quindi si è fermato all’interno della galleria del Frejus, tra Bardonecchia e Modane. A valle di questo evento si sono attivate tutte le procedure di emergenza che hanno visto l’intervento dei Vigili del Fuoco italiani e Sapeurs pompiers francesi con specifici mezzi bimodali, utilizzabili sia su strada che su rotaia oltre che di forze dell’ordine, servizi sanitari, autorità locali di pubblica sicurezza.

Dalla cronaca si evince anche come vi sia stata una partecipazione, direttamente in cabina di regia, del Commissario di Governo per la Torino – Lione. Ovvero della figura che ha il compito di imbonire la popolazione e amministrazioni locali, sulla costruzione della nuova linea, tramite attività di marketing teso a comprare l’accondiscendenza della popolazione all’opera spacciando i dovuti e necessari servizi ed altre opere di vera utilità pubblica quali compensazioni.

Francamente quindi non si vede il nesso tra la simulazione svolta sulla linea storica con la presenza del Commissario. Tanto più che un obiettivo del Commissario, poco celato, è quello di chiudere e dismettere tale linea.

Ci chiediamo quindi a che titolo era presente il Commissario? Qual è stato il suo compito istituzionale, lautamente retribuito, svolto in quel frangente? Quali certificazioni e abilitazioni sono in possesso dell’ Arch. Foietta circa le attività di soccorso ivi prestate o coordinate o supervisionate?
Oppure si è trattato invece di una constatazione dello stato di fatto della linea storica in vista, almeno a quanto risulta da accordi e programmi, di una prossima cessione, senza oneri, di tale linea storica a favore della società privata francese TELT, e ciò in pieno conflitto di interessi in quanto gestirà entrambe le linee, quella storica e quella nuova?

Senza polemica alcuna, vorremmo evitare che tali simulazioni, di primaria importanza per il bene degli operatori, degli utenti e dei cittadini, siano vanificate da ridicole passerelle di personaggi in cerca di notorietà.

Marco Scibona, Senatore M5S – Segretario 8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.

TAV, lettera alla Commissione. Il finanziamento UE arriva alla revisione di metà termine

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di Marco Valli, EFDD – M5S Europa

“Entro la fine di quest’anno la Commissione europea ci comunicherà la sua valutazione di metà termine sulla “Connecting Europe Facility“, ossia sullo strumento finanziario dell’UE dal quale arrivano i fondi comunitari che copriranno il 40% del costo totale previsto per la nuova linea Torino-Lione. Si parla di quasi 3,3 miliardi di Euro da parte dell’Europa.

Con questa lettera (scarica qui) abbiamo voluto sensibilizzare la Commissione al fine di far includere nella sua valutazione tutti gli aspetti negativi, in primis le ripercussioni ambientali e sociali, che da anni contraddistinguono questo progetto. I finanziamenti per la sua costruzione devono essere sospesi: sulla stessa tratta esiste già una linea da poco ammodernata e ben funzionante.

I lavori di ammodernamento del tunnel dell’attuale ferrovia del Frejus si sono infatti conclusi nel 2010 e i costi hanno superato i 700 milioni di Euro. Non è quindi tollerabile sprecare miliardi in infrastrutture senza valore aggiunto, soprattutto visto che la linea storica della Valle non è affatto satura. Basti guardare gli andamenti degli ultimi anni. Le previsioni di saturazione dei valichi sono del tutto infondate. Per non parlare del noto malcontento della popolazione circostante. Esistono ben 24 delibere da parte delle amministrazioni locali che esprimono esplicitamente parere contrario alla costruzione dell’opera.

Centrosinistra e centrodestra continuano a sostenere che si tratti di un’opera strategica: evidentemente a loro interessa soprattutto alimentare il giro dei grandi appalti infrastrutturali e dei sub-appalti poco trasparenti, il tutto a spese dei contribuenti. Quando andremo al Governo, una delle prime cose che faremo sarà sicuramente bloccare questo inutile progetto e veicolare le risorse risparmiate su altre importanti priorità per il Paese”.

Comunicato Stampa: Sospensione dei fondi UE per il Progetto di una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocita’ Torino-Lione

PresidioEuropa

www.PresidioEuropa.net/bloginfo@PresidioEuropa.net

Movimento No TAV

Comunicato Stampa

23 novembre 2017

http://www.presidioeuropa.net/blog/?p=13398

Sospensione dei fondi UE per il Progetto di una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocita’ Torino-Lione

Messagggio inviato il 22 novembre 2017 da quattro Deputati Europei del M5S alla Commissaria ai Trasporti della Commissione Europea

Entro la fine del 2017 la Commissione Europea invierà al Parlamento Europeo la Valutazione intermedia  sul conseguimento degli obiettivi relativi a tutti i progetti infrastrutturali in corso al fine di decidere in merito al loro rinnovo, modifica o sospensione.

Il Parlamento Europeo è chiamato a fornire a sua volta il suo parere. Come risultato alcuni progetti infrastrutturali  potrebbero essre annullati, altri modificati, altri ancora confermati.

In questo contesto i Deputati Europei del M5S Marco Valli, Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, Eleonora Evi hanno inviato il 22 novembre 2017 una lettera  chiedendo alla Commissaria Violeta Bulc di sospendere i fondi del Progetto di una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione, dal momento che l’Unione europea non deve realizzare un progetto con i soldi dei cittadini dell’UE contro la loro volontà, e di reindirizzare i fondi UE ad altri progetti con un valore aggiunto europeo effettivo e comprovato.

***

Sig.ra Violeta Bulc, Commissario europeo per la Mobilità e i Trasporti

Oggetto: Sospensione dei fondi UE per il Progetto di una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione

Egregio Commissario Bulc,

Le scriviamo in merito alla valutazione intermedia del Meccanismo per Collegare l’Europa (MCE) che sarà pubblicata entro dicembre 2017, come previsto dall’Art. 27 del Regolamento MCE n. 1316/2013, che stabilisce “Entro il 31 dicembre 2017, la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e i beneficiari interessati, prepara una relazione di valutazione che deve essere presentata al Parlamento europeo e al Consiglio sul conseguimento degli obiettivi di tutte le misure (a livello di risultati e di impatto), dell’efficienza dell’uso delle risorse e del valore aggiunto europeo del MCE, al fine di decidere in merito al rinnovo, alla modifica o alla sospensione delle misure.”

Pertanto, “La Commissione e gli Stati membri, assistiti dagli altri possibili beneficiari, può effettuare una valutazione dei metodi di realizzazione dei progetti e dell’impatto della loro attuazione, al fine di valutare se gli obiettivi, compresi quelli relativi alla protezione ambientale protezione, sono stati raggiunti” (Art. 27.6 del Regolamento MCE) e “La Commissione può chiedere ad uno Stato membro interessato da un progetto di interesse comune di fornire una valutazione specifica delle azioni e dei progetti collegati finanziati a titolo del citato Regolamento o, se del caso, fornirgli le informazioni e l’assistenza necessarie per effettuare una valutazione di tali progetti” (Art. 27.7 del Regolamento MCE).

Il Progetto per una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione ha stimolato una forte mobilitazione della comunità lungo il previsto percorso per più di un quarto di secolo e ha creato un enorme divario tra i diversi soggetti interessati: cittadini, consiglieri locali, provinciali e regionali, associazioni di categoria e politici coinvolti nella sua pianificazione

Tra costi crescenti, ripetuti ritardi, incertezza sui finanziamenti e un’alternanza di partiti politici al potere, i dettagli del progetto sono cambiati radicalmente nel tempo.

Come Lei sa, è stato ampiamente dimostrato che le comunità locali non hanno dato il benvenuto a questo controverso progetto, come chiaramente richiamato nella Interrogazione Scritta n. E-000859-17 del 7 febbraio 2017, che comprende 24 risoluzioni – adottate nel 2010 dalle autorità locali – che esprimono obiezioni alla sua costruzione. Le comunità lungo la Valle di Susa si stanno opponendo da molto tempo e duramente per proteggere il loro territorio contro il progetto della nuova linea ferroviaria ad alta velocità che temono avrà disastrose conseguenze ambientali.

Il Progetto per una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione non corrisponde agli obiettivi generali previsti dall’Art. 3 del Regolamento MCE perché non è chiaramente un progetto con un valore aggiunto europeo. In effetti, non rimuove i colli di bottiglia, non migliora l’attuale interoperabilità ferroviaria, non elimina i collegamenti mancanti nella sezione transfrontaliera, dal momento che la linea ferroviaria esistente, di grande capacità e recentemente rinnovata, è in grado di fornire un servizio merci ammodernato e adeguato.

Gli attuali lavori geognostici sono in forte ritardo e nel 2013 la Commissione europea ha significativamente ridotto i fondi stanziati per il progetto previsti dalla Decisione C (2008) 7733, secondo il principio “usalo o perdilo”.

Inoltre, dato che nella storia del progetto sono stati registrati vari casi di corruzione, un accordo è stato raggiunto tra il Presidente francese e il Primo Ministro italiano per ridurre al minimo il rischio di infiltrazioni mafiose.

Per tutti questi motivi, e considerando che la valutazione intermedia del MCE dovrebbe essere effettuata per decidere sul rinnovo, la sospensione o la modifica delle misure (Art.  5.3 e Art. 27.1 del Regolamento MCE), ci aspetteremmo perciò che tutti gli aspetti sopra indicati saranno presi in considerazione e che la Commissione europea fornirà chiari chiarimenti in merito all’impatto sociale, ambientale e sanitario del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, considerando anche la diminuzione dei flussi di passeggeri e merci registrati nel corso degli ultimi anni.

Di conseguenza, La sollecitiamo a riconsiderare il finanziamento del Progetto di una Nuova Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione, dal momento che l’Unione europea non deve realizzare un progetto con i soldi dei cittadini dell’UE contro la loro volontà, e di reindirizzare i fondi UE ad altri progetti con un valore aggiunto europeo effettivo e comprovato.

Desideriamo ringraziarLa in anticipo per la Sua cortese attenzione alla nostra richiesta.

Marco Valli,  Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, Eleonora Evi

Ms. Violeta Bulc, European Commissioner for Mobility and Transport

Subject: Suspension of EU funds for the new Turin-Lyon High-Speed Rail Project

Dear Commissioner Bulc,

We are writing to you with regard to the Mid-Term Evaluation of the Connecting Europe Facility (CEF) to be published by December 2017 as foreseen by the article 27 of the CEF Regulation 1316/2013, which mentions: “No later than 31 December 2017, the Commission, in cooperation with the Member States and beneficiaries concerned, shall prepare an evaluation report to be presented to the European Parliament and the Council by the Commission on the achievement of the objectives of all the measures (at the level of results and impacts), the efficiency of the use of resources and the European added value of the CEF, with a view to deciding on the renewal, modification or suspension of the measures.”

Therefore, “The Commission and the Member States, assisted by the other possible beneficiaries, may undertake an evaluation of the methods of carrying out projects as well as the impact of their implementation, in order to assess whether the objectives, including those relating to environmental protection, have been attained” (art. 27.6 of the CEF Regulation), and “The Commission may request a Member State concerned by a project of common interest to provide a specific evaluation of the actions and the linked projects financed under this Regulation or, where appropriate, to supply it with the information and assistance required to undertake an evaluation of such projects” (art. 27.7 of the CEF Regulation).

The new Turin-Lyon High-Speed Rail Project has galvanised for more than a quarter of a century the communities along its intended route and created a huge divide between different stakeholders: citizens, local, provincial and regional councillors, trade associations and the politicians involved in its planning.

Amidst ballooning costs, repeated delays, uncertainty over funding and a succession of political parties in power, the details behind the project have dramatically changed over time.

As you know, it has widely shown that the local communities do not welcome this controversial project, as also clearly mentioned in the Written Question N. E-000859-17 of the 7th of February 2017, which includes 24 resolutions – adopted in 2010 by the local authorities – expressing objections to its construction. The communities along the Val Susa valley have, as a matter of fact, fought long and hard to protect their area against what they fear would cause disastrous environmental consequences as result of the new high speed- rail construction.

The new Turin-Lyon High-Speed Rail Project does not match the general objectives foreseen by the art. 3 of the CEF Regulation, namely it is clearly not a project with a European added-value. Indeed, neither it removes bottlenecks, nor it enhances current rail interoperability, nor it bridges missing links on the cross-border section, since the existing, and recently renewed, high-capacity railway line is able to provide an up-to-date and adequate freight service.

The current works of excavating are in strong delay and in 2013 the European Commission has significantly reduced the funds allocated to the project by its Decision C (2008)7733 , according to the principle “use it or lose it”.

Furthermore, the track record of the project is also muddied by various counts of corruption and it has been necessary to sign a protocol by the French President and Italian Prime Minister in order to include provisions to minimise the risk of mafia infiltration.

For all these reasons, and considering that the CEF mid-term evaluation should be carried out with a view to decide on the renewal, suspension or modification of the measures (art. 5.3 and art. 27.1 of the CEF Regulation), we would expect hence that all the aforementioned aspects will be taken into account and the European Commission will provide proper clear clarifications regarding the social, environmental and health impact of the new Turin-Lyon rail link, even considering the decrease of passenger and freight flows on the route in last years.

Consequently, we urge you both to reconsider the financing of the new Turin-Lyon High-Speed Rail Project, since the European Union must not carry out a project with EU citizens’ money against their will, and to readdress the EU funds to other projects with a real and proved European added-value.

We would like to thank you in advance for your kind attention to our request.

Marco Valli,  Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, Eleonora Evi

Da ieri è legge l’AFA, l’Autostrada Ferroviaria Alpina: voto unanime della Camera con l’eccezione dei grillini

lagenda.news/afa-autostrada-ferroviaria-alpina-legge-foietta-riconferma-nomina-commissario-governo-torino-lione/L'Agenda.News

Il Governo ha anche riconfermato Paolo Foietta Commissario per l’Asse Ferroviario Torino-Lione sino al 2018

Un convoglio dell'AFA in Alta ValsusaUn convoglio dell’AFA in Alta Valsusa

ROMA – Nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, è stata decisa  la conferma dell’architetto Paolo Foietta nell’incarico di Commissario straordinario di Governo per la realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione e di Presidente dell’Osservatorio relativo alla realizzazione dell’asse ferroviario stesso, per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2018.  Una nomina certamente prevista, ma che è soggetta a rinnovo annuale.

Ma sempre a proposito di asse ferroviario, in particolare della linea storica del Frejus, in attesa che si realizzi il tunnel di base del Moncenisio la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di Legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all’attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l’Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009. Diventa così Legge dello Stato l’AFA, L’autostrada ferroviaria alpina tra Orbassano e  Pont d’Aiton, alla confluenza fra la Maurienne, la Valle dell’Arc e la Combe de Savoie,  dove l’Arc si unisce all’Isère.

Il voto della Camera è stato unanime con la sola eccezione dei Grillini: i parlamentari del M5Shanno votato contro.

 Il Ministro delle Infrastrutture Delrio ha commentato a margine della Seduta: “Il voto a grande maggioranza a Montecitorio che ha ratificato l’accordo tra Italia e Francia per l’Autostrada Ferroviaria Alpina del 2009. È un’ottima notizia. Si sceglie senza esitazioni la cura del ferro per far attraversare le Alpidalle merci in modo più sicuro e sostenibile”.
 
Il Commissario di Governo Paolo Foietta durante la recente esercitazione di sicurezza nel Tunnel storico del Frejus

Il Commissario di Governo Paolo Foietta durante la recente esercitazione di sicurezza nel Tunnel storico del Frejus

Cos’è l’Autostrada Ferroviaria Alpina – AFA

L’AFA è un servizio ferroviario per il trasporto di merci avviato d’intesa con la Francia, attraverso il traforo ferroviario storico del Frejus, mediante l’impiego di carri ribassati per trasporto su rotaia di TIR e camion, container, rimorchi. Cosiddetto sistema “modalhor” dal nome della località francese in cui vengono prodotto i vagoni.

La genesi della sperimentazione dell’autostrada ferroviaria alpina risale agli effetti dell’incendio sviluppatosi nella galleria del Monte Bianco e costato la vita a 39 persone. Gli Stati francese e italiano, in occasione del vertice di Torino del 29 gennaio 2001, hanno affermato solennemente la “necessità di un riequilibrio modale dell’offerta di trasporto tra ferrovia e strada al fine di migliorare la sicurezza e di ridurre l’impatto ambientale del trasporto di merci nell’attraversamento delle Alpi”.

I due Stati hanno pertanto deciso di sostenere, in particolare attraverso la concessione di sovvenzioni, il progetto di trasporto combinato ferrovia-strada franco-italiano. Il progetto si basa sull’impiego di speciali vagoni intermodali a piano ribassato. Questa tecnologia innovativa, l’unica emergente in quel momento sul mercato, consente il trasferimento di mezzi pesanti direttamente dalla strada alla ferrovia, su treni appositi. L’autostrada ferroviaria alpina propone sia un servizio di trasporto “accompagnato”, vale a dire con conducente, trattore e semirimorchio, e un servizio di trasporto “non accompagnato”, che comprende soltanto il rimorchio.

Il percorso dell’autostrada ferroviaria utilizza la linea storica del Fréjus, con un itinerario di una lunghezza relativamente modesta: il percorso tra Aiton e Orbassano è infatti di 175 km.

Su richiesta degli Stati interessati è stata creata una società ad hoc, Autostrada Ferroviaria Alpina s.r.l. (AFA), società di diritto italiano controllata dalle imprese pubbliche SNCF e Trenitalia, ai fini dell’attuazione del progetto di sperimentazione.

Il servizio oggetto dell’Accordo consiste consente di trasportare, su un percorso ferroviario, complessi veicoli stradali pesanti e rimorchi e presenta una cadenza appropriata al fine di rispondere alle esigenze dei trasportatori stradali, nel rispetto delle regole sulla sicurezza. Sulla tratta infatti transitano le merci pericolose, su rimorchi a 440 quintali, vietate nel T4, il tunnel autostradale del Frejus.

Il servizio di trasporto combinato è anche un’alternativa, più sostenibile dal punto di vista ambientale, rispetto al trasporto su strada poiché riduce drasticamente l’emissione di gas ad effetto serra, cosa che però avrà effetti di gran lunga più significativi con l’entrata in servizio del tunnel di base del Moncenisio, la cosiddetta TAV, fra Susa e Saint Jean de Maurienne. Unica vera alternativa la trasporto merci su strada nelle Alpi Occidentali.

Obiettivi che rispondono alle direttive dell’Unione europea che ha stabilito, nell’ottobre 2014, nuovi obiettivi per la limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra: riduzione del 40 per cento al 2030 in rapporto al 1990, mentre il pacchetto “energia-clima”, approvato nell’aprile 2009, prevedeva solamente una riduzione del 20 per cento al 2020 in rapporto al 1990. Recentemente anche la decisione assunta della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21) ha confermato gli obiettivi ambiziosi dell’Europa in materia di riduzione delle emissioni inquinanti dei trasporti.

 Il servizio AFA è stato più volte rinnovato, fino al giugno 2013, in attesa di un nuovo accordo fra le parti. La società ha avuto una nuova autorizzazione da parte della Commissione europea nel 2015, in attesa di una nuova procedura di gara per l’assegnazione della concessione decennale, che è stata avviata il 1° agosto scorso con l’indizione della gara d’appalto europea.

Cosa prevede il trattato ratificato in Legge dalla Camera dopo l’approvazione al Senato? 

L’accordo mira a stabilizzare questo servizio di trasporto, definendo il quadro di riferimento normativo per il suo funzionamento. Il testo definisce gli obblighi delle parti, rinviando la puntuale disciplina a un successivo contratto tra i due Governi e il gestore del servizio. L’accordo binazionale prevede anche che i Governi italiano e francese, nel rispetto delle norme comunitarie, possano accordarsi e definire, nell’ambito di una convenzione di finanziamento, una equa ripartizione delle sovvenzioni e dei conferimenti necessari per la gestione del servizio.

Il trattato affida ad un apposito gruppo di lavoro il compito di preparare e svolgere la procedura di selezione del gestore del servizio, nonché di elaborare la bozza di convenzione di finanziamento. Il disegno di legge di ratifica – già approvato al Senato – si compone di quattro articoli che riguardano l’autorizzazione alla ratifica, l’ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e l’entrata in vigore.

In relazione agli aspetti tecnico-finanziari, la relazione governativa specifica che gli oneri per la prosecuzione del progetto sono già stati stanziati dalla legge di stabilità per il 2016, per un importo complessivo di oltre 29 milioni di euro a copertura del periodo 2013-2018. A sua volta, la legge di stabilità per il 2017 ha disposto lo stanziamento di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022, per garantire la copertura finanziaria del progetto.

Sulla frontiera fra Italia e Francia la distorsione modale è oggi  totalmente sbilanciata: 93 per cento del traffico su strada, solo 7 per cento su ferro. In attesa del completamento della Nuova Linea Torino-Lione, l’utilizzo della linea tradizionale con tecnologie di trasporto che permettano di mettere i TIR su rotaia offre una soluzione al trasporto di merci pericolose, che non sono abilitate al transito stradale nelle autostrade del Frejus e del Monte Bianco, anche in seguito al tragico incidente avvenuto il 24 marzo 1999 nel tunnel automobilistico del Monte Bianco.

Le merci pericolose, in assenza di un’alternativa su ferro, sarebbero costrette a passare da Ventimiglia, appesantendo la congestione di quell’asse autostradale e fornisce un contributo al riequilibrio modale. Certo un contributo non risolutivo, visto che intercetta attorno al 4/5 per cento del traffico, ma è cresciuto da 6.500 passaggi nel 2004 a quasi 29.000 nel 2016, trasportando in tredici anni un totale di circa 300.000 TIR attraverso le Alpi. In più ha un ruolo di sperimentazione del cambiamento nel modello di esercizio delle attività di trasporto, con lo sviluppo del traffico delle merci su rotaia. “Un cambiamento in prospettiva ineludibile e obbligatorio” come scritto  nella relazione del Governo chea ccompagnava il disegno di legge.

Questo processo virtuoso  è stato riconosciuto dalla Commissione Europea, che ha acconsentito, in deroga alle normative sulla concorrenza, che su questa tratta possano esistere aiuti di Stato, e cioè sussidi pubblici per rendere più attraente la scelta di andare su ferro invece che su gomma, riducendo così congestione e inquinamento sulle strade alpine. Sussidi che peraltro si riducono progressivamente all’aumentare dei volumi di traffico intercettati.

Lettera dei Consiglieri dell’Unione Montana Alta Valle di Susa

TG Valle Susa - Informazione indipendente

Sembra che i promotori dell’opera nella nostra Valle abbiano bisogno di comprare il consenso verso la NLTL con ogni mezzo, anche approfittando di emergenze e disastri ambientali.

 
Unione Montana Alta Val di Susa.
 
Pubblichiamo di seguito risposta alla lettera inviata dal Commissario di Governo Foietta inerente la proposta di destinare parte delle compensazioni CIPE ai comuni interessati dagli incendi di questi giorni e sulla relativa risposta del Presidente dell’UMAVS Piero Nurisso.
 
Lettera messa agli atti del Consiglio dell’Unione UMAVS del 30 ottobre 2017 firmata da 12 consiglieri dell’Unione.
I firmatari Consiglieri dell’Unione UMAVS:
  • Bianco Franca,
  • Comba Paolo,
  • Capella Leonardo,
  • Gagliardi Monica 

I firmatari Consiglieri Comunali Valsusini:

  • Ronsil Roberto,
  • Pozzato Enrico ,
  • Longo Valeria Maria,
  • Nurisso Germano Andrea,
  • Joannas Giuseppe,
  • Guglielmo Giorgio,
  • Bonnet Angelo,
  • Martinuz Ivano,

Di seguito la lettera:

In riferimento alla lettera inviata dal Commissario Straordinario di Governo per l’asse ferroviario Torino -Lione, Architetto Paolo Foietta al Presidente dell’Unione Montana Alta Valle Susa dr. Piero Nurisso ,nonchè al presidente dell’Unione Montana Valle Susa ing.Sandro Plano e per conoscenza al Prefetto di Torino dr. Renato Saccone, al Presidente della Regione Piemonte dr. Sergio Chiamparino e all Assessore all Ambiente dr.Alberto Valmaggia in data 26 ottobre 2017 ci preme fare alcune semplici considerazioni:

Esistono due tipi di Commissario di Governo: quelli con “portafoglio” e quelli senza. Nel nostro caso l’Arch. Foietta appartiene al secondo tipo cioè senza portafoglio. E infatti il Commissario propone “per quanto di sua competenza”.

Fatta questa precisazione, riteniamo deplorevoli le affermazioni del Presidente dell’Unione Montana Alta Valle Susa Piero Nurisso al “giornale” online “L’Agendanews”che qui riportiamo “Non ho ancora avuto modi di rispondere formalmente alla nota del Commissario, che ho invece raggiunto telefonicamente e ringraziato. Io credo che come istituzioni – di fronte a gravi emergenze quali stanno vivendo la nostra Valle e le altre zone colpite dagli incendi – si debba reagire in termini di solidarietà e concreta e pratica visione. E aggiungo con massimo senso di responsabilità verso tutti i cittadini. Ben venga lo stato di calamità chiesto dalla Regione, per avere rapidamente fondi destinati alle aree colpite per gli interventi, ma se è possibile in via straordinaria utilizzare soprattutto per opere durevoli di prevenzione dei rischi anche i fondi CIPE della Torino-Lione perché dire di no per motivi ideologici?”.

Ricordiamo con forza al Presidente Nurisso che nel suo ruolo istituzionale rappresenta una intera Comunità ma pare che troppo spesso se ne dimentichi.
Questo atteggiamento da parte di un amministratore pubblico non giova certo all’immagine dell’Unione in quanto la sostituzione delle vecchie Comunità Montane con la creazione delle Unioni dei Comuni ha avuto come risultato un ente snaturato, con precari finanziamenti da parte della Regione che male permettono di occuparsi del territorio montano. Qualcuno vorrebbe che le Unioni servissero solo ad accorpare le funzioni. Le esigue entrate e la non conoscenza/volontà da parte delle municipalità di accedere a bandi e finanziamenti europei portano sempre più spesso a pensare che solo in altri modi si possono trovare i soldi per andare avanti. Sarebbero anche questi i motivi ideologici a cui si riferisce nella dichiarazione Nurisso? I soldi che non vengono messi a disposizione della prevenzione e della manutenzione ordinaria del territorio dove vanno a finire?

Ma elargire denaro (ipotizzandolo, promettendolo) per venire incontro alle esigenze basilari delle popolazioni non è un dovere che compete ai promotori di grandi opere. Chi realmente è deputato a questo ruolo sta venendo volontariamente meno ai suoi doveri verso la popolazione in territori come il nostro: sembra che i promotori dell’opera nella nostra Valle abbiano bisogno di comprare il consenso verso la NLTL con ogni mezzo, anche approfittando di emergenze e disastri ambientali. In un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo dove non vengono stanziati fondi per l’acquisto di canadair, assunzioni di VVFF, ampliamento dell AIB e della Protezione Civile, da parte di Stato e Regione pare che solo accettando la benevolenza di aziende pubbliche ma con diritto d’azione privato (come una normale impresa) si possa far fronte alle carenze.
La situazione dei roghi in Val Susa è stata sottovalutata dalla Regione Piemonte, mentre VVFF e Volontari sostenuti anche economicamente dai cittadini rischiano senza sosta per difendere il territorio oggi e il suo futuro domani.

Firmata

I SOLDI DELLA TAV PER LE ZONE COLPITE DAGLI INCENDI? “DEPLOREVOLI LE AFFERMAZIONI DEL PRESIDENTE DELL’UNIONE MONTANA ALTA VAL SUSA”

 http://www.valsusaoggi.it/i-soldi-della-tav-per-le-zone-colpite-dagli-incendi-deplorevoli-le-affermazioni-del-presidente-dellunione-montana-alta-val-susa/

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In riferimento alla lettera inviata dal commissario straordinario di governo per l’asse ferroviario Torino – Lione, architetto Paolo Foietta in data 26 ottobre 2017, ci preme fare alcune semplici considerazioni: esistono due tipi di Commissario di Governo, quelli col “portafoglio” e quelli senza.
Nel nostro caso l’architetto Foietta appartiene al secondo tipo, cioè senza portafoglio, e infatti il Commissario che propone “per quanto di sua competenza”.

Fatta questa precisazione, riteniamo deplorevoli le affermazioni del presidente dell’Unione Montana Alta Valle Susa Piero Nurissopubblicate su un sito web: “Non ho ancora avuto modi di rispondere formalmente alla nota del Commissario, che ho invece raggiunto telefonicamente e ringraziato. Io credo che come istituzioni – di fronte a gravi emergenze quali stanno vivendo la nostra Valle e le altre zone colpite dagli incendi – si debba reagire in termini di solidarietà e concreta e pratica visione. E aggiungo con massimo senso di responsabilità verso tutti i cittadini. Ben venga lo stato di calamità chiesto dalla Regione, per avere rapidamente fondi destinati alle aree colpite per gli interventi, ma se è possibile in via straordinaria utilizzare soprattutto per opere durevoli di prevenzione dei rischi anche i fondi CIPE della Torino-Lione perché dire di no per motivi ideologici?”.

Ricordiamo con forza al presidente Nurisso che nel suo ruolo istituzionale rappresenta un’intera Comunità ma pare che troppo spesso se ne dimentichi.

Questo atteggiamento da parte di un amministratore pubblico non giova di certo all’immagine dell’Unione in quanto la sostituzione delle vecchie Comunità Montane, con la creazione delle Unioni dei Comuni, ha avuto come risultato un ente snaturato, con precari finanziamenti da parte della Regione che permettono male di occuparsi del territorio montano. Qualcuno vorrebbe infatti che le Unioni servissero solo ad accorpare le funzioni. Le esigue entrate e la non conoscenza/volontà da parte delle municipalità di accedere a bandi e finanziamenti europei portano sempre più spesso a pensare che solo in altri modi si possono trovare i soldi per andare avanti.
Sarebbero anche questi i motivi ideologici a cui si riferisce nella dichiarazione Nurisso? I soldi che non vengono messi a disposizione della prevenzione e della manutenzione ordinaria del territorio dove vanno a finire?

Ma elargire denaro, ipotizzandolo e/o promettendolo, per venire incontro all’esigenze basilari delle popolazioni non è un dovere che compete ai promotori di grandi opere.
Chi realmente è deputato a questo ruolo sta venendo volontariamente meno ai suoi doveri verso la popolazione in territori come il nostro: sembra che i promotori dell’opera nella nostra Valle abbiano bisogno di “comprare” il consenso verso la NLTL con ogni mezzo, anche approfittando di emergenze e disastri ambientali.

In un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo, dove non vengono stanziati fondi per l’acquisto di Canadair, assunzioni di VVFF , ampliamento dell AIB e della Protezione Civile da parte dello Stato e della Regione, pare che solo accettando la benevolenza di aziende pubbliche, ma con diritto d’azione privato (come una normale impresa), si possa far fronte alle carenze. La situazione dei roghi in Val Susa è stata sottovalutata dalla Regione Piemonte, mentre VVFF e Volontari, sostenuti anche economicamente dai cittadini, rischiano senza sosta per difendere il territorio oggi e il suo futuro domani.

I consiglieri di minoranza dell’Unione Montana Alta Val Susa: Franca Bianco, Paolo Comba, Leonardo Capella, Monica Gagliardi

I consiglieri comunali: Roberto Ronsil ed Enrico Pozzato (Giaglione), Valeria Maria Longo e Andrea Germano Nurisso (Gravere), Giuseppe Joannas e Giorgio Guglielmo (Chiomonte), Angelo Bonnet e Ivano Martinuz (Oulx)