PAESE MIO CHE STAI SULLA COLLINA

http://www.notavtorino.org/documenti-14/sasso-stagno-compens-cap2-paesemio-17-9-17.html

Chiomonte e il cantiere Tav

Chiomonte è un Comune che oggi conta circa 900 abitanti, situato in Val di Susa a 750 m. di altitudine.
Da alcuni anni è all’onore delle cronache perché ospita sul proprio territorio il cantiere militarizzato della galleria esplorativa del Tav Torino-Lione. E’ nel 2011 che irrompe su Chiomonte (località La Maddalena, nella valle laterale del torrente Clarea) l’insediamento del cantiere che nel 2005 era risultato impossibile aprire a Venaus per l’opposizione popolare.

 Risorse economiche ed effetti del cantiere Tav

 Collocato in un contesto prevalentemente boschivo, negli anni del secondo dopoguerra il paese ha vissuto l’abbandono delle pur ridotte attività di agricoltura ed allevamento in favore dell’impiego in industrie della valle e del Torinese. A distanza di cinquant’anni molte di quelle stesse aziende hanno già chiuso o sono in profonda crisi.

 Una porzione del territorio chiomontino gode di un’esposizione ed un microclima che consentono, nonostante l’altitudine, la coltura della vite la (definita “eroica” per la gravosità del lavoro nelle vigne di montagna). Si tratta di un’attività che affonda le sue radici in epoca pre-romana, evocata anche nello stemma comunale in cui compaiono due grappoli d’uva; è sempre proseguita nei secoli tra alti e bassi, fino ad una crisi pressoché totale intorno al 1930. Dal 1997 è in atto un tentativo di rilancio dei vini valsusini, tra cui quelli prodotti a Chiomonte: i piccoli volumi di nicchia beneficiano ora della Denominazione di Origine Controllata. 
La presenza del cantiere Tav in val Clarea pesa sulle stagioni della viticoltura, costringendo la cooperativa dei produttori ad abbandonare la cantina sociale sita nell’area militarizzata e, per un lungo periodo, sottoponendo l’accesso quasi quotidiano alle vigne a continui controlli di polizia.

Fin dal tardo 800, ma soprattutto nella seconda metà del 900, Chiomonte, al pari di analoghi paesi montani, è stato sede di villeggiatura estiva per famiglie torinesi: questo tipo di turismo ha costituito nel periodo una significativa risorsa economica per abitanti, commercianti ed albergatori. Il fenomeno è però entrato in crisi irreversibile dopo il 2000; gli sparuti villeggianti sono stati ulteriormente allontanati dalle conseguenze locali del cantiere Tav: tensione sociale, posti di blocco militari, scontri, lacrimogeni…

Una delle poche attrazioni di natura culturale del paese era rappresentata dai resti di un villaggio neolitico costituito da “ripari sotto roccia” con annessa necropoli, sito di importanza europea adiacente al cantiere; dal 2011 l’area è parzialmente inclusa nella zona dichiarata di interesse strategico nazionale, per legge inaccessibile, mentre da anni l’annesso museo è chiuso, dopo essere stato adibito a quartier generale militare e sala di controllo del sistema di sorveglianza.
L’ulteriore danno arrecato dal cantiere al turismo culturale riguarda la Via Francigena, che fin dal Medioevo raggiungeva Chiomonte attraversando proprio quell’area della Val Clarea e che oggi è resa impraticabile da recinzioni e fili spinati.

Nella parte più elevata del territorio comunale, al Pian del Frais, fin dal 1930 si è praticato lo sci; l’accesso degli sportivi da Torino è stato favorito dalla costruzione di una seggiovia, già negli anni 50, collegata alla stazione ferroviaria del paese. Fra alterne fortune e difficoltà di bilancio la stazione di sport invernali, gestita da una famiglia di privati, ha resistito negli anni, pur contando su impianti di risalita modesti e piste adatte più che altro a bambini e principianti. Ha dovuto però chiudere dopo le olimpiadi del 2006 per riaprire poi, ma solo parzialmente, nel 2009-2010; anche perché la crisi economica, intanto, colpiva pesantemente la fascia sociale interessata alle stazioni sciistiche minori.

Le compensazioni promesse da marinaio?

L’operazione di ricollocazione del cantiere Tav da Venaus a Chiomonte è accompagnata da promesse di compensazioni per il Comune, quali la realizzazione della rete di distribuzione capillare del metano in paese e la costruzione di un paravalanghe presso la frazione Ramat. Stranamente Chiomonte era rimasto l’unico paese, tra alta e bassa Val di Susa, a non essere stato raggiunto dal metano; sembra ci volesse, paradossalmente, il danno pluriennale del Tav al territorio affinché il Comune potesse raggiungere dopo vent’anni la parità energetica. In realtà, trascorsi i 6 anni dello scavo geognostico si constata che della rete promessa non c’è (è il caso di dire) ancora un tubo, così come del paravalanghe non c’è un sasso.

Neanche la Démarche grand chantier in salsa piemontese ha premiato significativamente Chiomonte: sono stati risibili i vantaggi avuti da alberghi, ristoranti ed esercizi pubblici in paese per l’arrivo dei lavoratori del cantiere; assai più consistenti le ricadute positive per colleghi di Susa e Bardonecchia, ad esempio, per servizi di catering e soprattutto per l’ospitalità in Hotel delle milizie impegnate nel dominio del territorio.

Non si è dunque passati dalle parole ai fatti: le promesse di opere di accompagnamento e di ricadute positive non sono state mantenute ma nel frattempo (2013), per battere il ferro finché è caldo, si è provveduto a far balenare nuovi miraggi di futuribili opere compensative legate, questa volta, al progetto definitivo della tratta internazionale del Tav. 
La prima promessa è quella di regalare a fine lavori, a vantaggio del Frais, un nuovo svincolo dell’autostrada A32 Torino-Frejus, che va comunque realizzato preliminarmente per esigenze di cantiere: fin dal progetto ciò significa però che l’eventuale rilascio ad utilizzo pubblico non potrà avvenire prima del 2035. Ce la farà ciò che rimane della stazione sciistica ad aspettare tanto?
La seconda è una generica (per non dire vaga) proposta rivolta ai proprietari di case sfitte che dice: ristrutturatele con un mutuo e poi cedetene la gestione ad un ente apposito che vi garantirà di affittarle ai lavoratori del cantiere per tutti gli anni necessari a costruire l’opera.

La nuova maggioranza dell’amministrazione comunale, eletta nel Maggio 2014, non nasconde la sua delusione per il nulla di fatto e la preoccupazione per il futuro del paese e prova anche a stilare, nel 2015, un lungo elenco di richieste.

Le nuove disponibilità mostrate dall’alto, dai decisori del sistema di compensazioni, non paiono però recepire tali richieste, nonostante la prospettiva di ricadute negative della Torino-Lione sul territorio chiomontino sembri aggravarsi ulteriormente a partire dall’autunno 2016, quando inizia a concretizzarsi la proposta di ampliare notevolmente il cantiere esistente per poter scavare da questo sito, anziché da Susa, il tunnel di base. Il pericolo di maggiori impatti si fa più concreto a Luglio dell’anno successivo, quando la proposta si trasforma in variante di progetto: i cittadini sono sempre più preoccupati per la propria salute e qualità della vita, oltre che per il futuro del loro paese già in declino.

Sul terreno di questi timori cresce un’associazione che si ripromette di far arrivare a Chiomonte il massimo possibile delle risorse compensative che saranno stanziate per l’opera. Il suo attuale presidente afferma: “Di certo Chiomonte che da 5 anni subisce le conseguenze di ospitare il cantiere, con quello che accade intorno ad esso e lo dovrà fare per altri 10 e più anni, ha titolo – pressoché unico – e comunque più di ogni altro soggetto a rivendicare i fondi compensativi dell’opera”.
E’ un’associazione privata che contiene personaggi potenti, capaci di muovere finanziamenti e sponsorizzazioni, di fare azioni di lobbying e che pare proprio nasca appositamente per captare e maneggiare fondi destinati al paese: negli anni redige un ambizioso programma (il Progetto Chiomonte 2025) che intende intervenire a 360 gradi su tutte le risorse paesane per aumentarne le potenzialità: vigne, impianti sciistici, case di proprietà.

Un’associazione che, viene da pensare, fa senz’altro comodo agli stessi poteri di erogazione: si chiama Imprend’Oc.

Pro Natura Alta Valsusa, Alter Vertice stop alla NLTL

“L’uomo è uno stupido. Solo i superbi e i testardi non sanno riconoscere le responsabilità delle scelte politiche” di Papa Bergoglio

 Comunicato Stampa – Pro Natura Alta Valsusa

 stop alla Nuova Linea Torino-Lione

A pochi giorni dalla conclusione del dibattito promosso a  dal titolo  “AlterVertice No Tav Torino Lione”, che ha visto la partecipazione di politici, amministratori, tecnici italiani e francesi, Ospite d’onore , Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo. La “persona giusta per rendere più incisive le ragioni del no”   in una fase in cui, sull’onda del momentaneo stop francese alla progettazione  della tratta nazionale Chambery-Saint Jean de Maurienne della Torino-Lione, in Francia, Italia ed anche nel Parlamento Europeo hanno ravvivato il dibattito sul futuro dell’emblematica grande opera.
Proprio a Karima Delli è toccato aprire i lavori. E lo ha fatto pronunciando  una frase che ha subito provocato consenso e applausi: “Chiedo ai governi Italiano e Francese una moratoria sulla ferrovia Torino-Lione”. “Noi – ha spiegato la Parlamentare europea – non siamo oppositori: noi siamo propositivi. “La nostra soluzione è utilizzare l’esistenteOggi come oggi – precisa ancora – il progetto della Torino-Lione è vecchio:  non corrisponde più alle necessità di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata enormemente importante la questione climatica
 
“Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione sia per i costi, che hanno visto i costi dell’opera lievitare dai 12 miliardi iniziali ai 26;  per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque”. La richiesta di una “MORATORIA” sul Tav proposta da una figura di spicco come Karima Delli Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, è giustificata dalla consapevolezza dichiarata che:  “i Governi di Italia e Francia non possono più portare avanti iniziative faraoniche come questa”. La Delli si dichiara pronta a lavorare con i Ministri di Roma e Parigi alla ricerca di alternative. Una soluzione c’è gia: “utilizzare le linee esistenti”.
, commissario di Governo per la nuova linea ferroviaria, rilascia una dichiarazione all’Ansa, ritenendo che l’Onorevole Delli parli da militante aggiungendo che la sua dichiarazione: “è in contrasto con la politica, con le decisioni e le richieste recenti delle Istituzioni europee”. Aggiunge ancora: “il percorso europeo risulta condiviso e coerente a partire dal libro bianco sui trasporti del 2011 ed alla conseguente decisione, approvata dal Parlamento europeo, di garantire i cambiamenti strutturali che consentano al trasporto ferroviario di competere efficaciemente”.
 
Non è mai facile replicare ad affermazioni che rappresentano l’origine di punti di vista diametralmente opposti. Tuttavia nel farlo cercherò di essere portatore di elementi e dati oggettivi dai quali non si può prescindere.  Con l’attuale legislazione, è possibile iniziare a costruire parti di grandi opere (lotti appunto)anche in assenza della disponibilità finanziaria complessiva. Questo è consentito anche se tali parti non saranno autonomamente in grado di funzionare (ovvero lotti costruttivi ma non funzionali), come nel caso di un troncone di una galleria sotto le montagne.  

Meritano di essere ricordati alcuni titoli dei giornali: 

  •  La Stampa 8 dicembre 1984: “I buldozer e i picconi sono pronti. Attendono solo il via per poter cominciare a scavare per 54 km”.
  • La Stampa 19 dicembre 1984: “L’aspetto più affascinante della linea Torino Lione, sarà il tunnel di 54 km”.
  • La Stampa 17 marzo 2002: “Torino-Lione pronta fine 2013. Tre anni di anticipo sulla tabella di marcia”.
  • La Stampa 23 dicembre 2003 Masera:“Il sogno del supertreno tra Torino e Lione sta diventando realtà”.
Dopo 27 anni di progetti e oltre 1 miliardo di euro spesi, oltre al tunnel esplorativo, non è stato realizzato nemmeno un metro dei 270 chilometri della Torino – Lione costituita dai tre tronconi: la sezione italiana, quella transfrontaliera  e quella francese. L’interesse per quest’opera non è far passare il treno ma realizzare la galleria di 57,4 km sotto le Alpi. 
 
Negli ultimi vent’anni lo scambio di merci tra Italia e Francia ha avuto una discesa costante.
 
Oggi il transito di merci sulla ferrovia della Valle di Susa, è pari a 3/4 mln tonnellate di merci l’anno. Le ferrovie dello Stato hanno stimato la capacità dell’attuale linea esistente e funzionante, da 20 a 32 mln tonnellate annue, pertanto avrebbe un margine di incremento da 6 a 10 volte. La linea è a doppio binario elettrificata e il tunnel del Frejus, tra Bardonecchia-Modane, è stato ampliato con un investimento di centinaia di milioni di euro per consentire il trasporto merci di grande sagoma. A oggi nessun elemento indica una tendenza di crescita dei flussi, ma qualora si verificasse vi sarebbero tutti i margini per gestirlo.
 – Professore ordinario di economia dei trasporti al Politecnico di Milano.
Alla domanda – La TAV in Val di Susa è necessaria per i trasporti tra Italia Francia ?
Marco Ponti – Quella linea sembrerebbe non indispensabile, sicuramente avrebbe una priorità molto bassa rispetto a altri interventi perché i costi sono elevatissimi e il traffico, sempre stando alle cifre ufficiali, molto modesto, tra i traffici più modesti di tutti i valichi italiani delle Alpi.
La verità è che non esiste nessuna spiegazione e giustificazione plausibile che ragionevolmente legittimi la realizzazione di quest’opera. Non sono più accettabili scelte prive di alcuna pianificazione ingegneristica e finanziaria che comportino e continuino a provocare sprechi economici enormi. Premesso che le infrastrutture sono fondamentali per la crescita del paese, potenziare e ammodernare il settore dei trasporti, siano essi stradali, ferroviari, ecc. , significa creare uno sviluppo economico dell’area geografica di riferimento. Tuttavia questi possono essere realizzati solo se il livello di traffico futuro consente di garantire un adeguato ritorno dell’investimento, in termini di analisi di costi-benefici.
 
Sono oltre 600 le opere incompiute censite dal Ministero delle infrastrutture e dalle Regioni. Monumenti allo spreco, esempio di corruzione e malgoverno. 
 
“Sostenere uno spreco di miliardi di euro in opere inutili come il Tav in Valsusa a discapito di opere che davvero sarebbero utili (e l’elenco è lungo), ed ergersi a paladini del lavoro e del benessere dei cittadini, è una forma di ipocrisia che non si può ignorare. Non lo possono ignorare i politici e gli industriali che la dettano, e neppure i giornalisti, nella loro fedeltà spontanea od obbligata, alle linee editoriali. La situazione esasperata che si è venuta a creare in Val di Susa, ha origine proprio dalla sordità e dall’ipocrisia della politica e del l’ informazione, che hanno responsabilità ben precise”. 
 Secondo i tecnici NoTav quando  il Parlamento ha ratificato il trattato italo-francese sulla Nuova Linea Torino-Lione – oggi Legge in Italia come in Francia – lo scorso anno: “i parlamentari furono ingannati”.

Il Movimento Notav lo ha annunciato all’AlterVertice dichiarando di aver inoltrato a Roma un esposto in Procura chiedendo alla magistratura di “svolgere degli accertamenti”. A illustrare i contenuti dell’esposto è stato, docente del Politecnico di Torino e componente della “commissione tecnica” nominata dal Comune di Torino e mutuata dalla Unione Montana Bassa Valle Susa.

Ai parlamentari vennero presentati: “dei dati non veritieri su diverse circostanze, fra cui le analisi dei rapporti costi-benefici”. “Gli onorevoli – è stato detto – sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.
 
L’esposto rappresenta la – estrema ratio – per vedere riconosciute, nel rispetto della legge le ragioni di una protesta civile e democratica che ha come obiettivo principale il riconoscimento della Verità!
 
La menzogna è una forma di violenza, il modo in cui l’argomento Tav è stato pubblicamente trattato in questi 27 anni, da chi detiene il potere economico, politico e mediatico in Italia, suscita una riflessione, dinanzi alla quale non si può rimanere indifferenti. L’indifferenza è un privilegio che non ci possiamo permettere. La prima vittima di quest’opera non è la Valle di Susa, è la VERITÀ! Offendendo la verità, si offende la dignità non solo di coloro che conseguiranno un danno sul territorio ambientale, idrogeologico, sanitario permanente, ma di tutti i cittadini che non vengono ritenuti degni di conoscerla e vengono raggirati senza alcun rispetto.
 
Occorre fermarsi ora, non lasciamo che altre risorse finanziarie vengano sottratte alla cura del territorio, alla tutela del patrimonio immobiliare, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, interventi di cui il Paese necessita, come il sangue nelle vene di ognuno di noi, al fine di dare concretezza alla retorica dei discorsi che la politica rinnova di fronte a tragedie, che sono cronaca di morte annunciata. Negare questa priorità, rappresenterebbe una colpevole omissione da parte della politica e del governo. 
 
Lo stesso Pontefice –  – ha usato parole forti per richiamare l’attenzione della politica L’uomo è uno stupido. Solo i superbi e i testardi non sanno riconoscere le responsabilità delle scelte politiche.
Pro Natura
Alta Valsusa
Il Presidente

Il Commissario Foietta replica all’intervento del professor Tartaglia fatte all’AlterVertice NoTav di Venaus

 http://www.lagenda.news/tartaglia-notav-dichiarazione/

Secondo i NoTav “i parlamentari sarebbero stati ingannati”. “Sono accuse oltraggiose ed infamanti” risponde Foietta

Il Prefetto Renato Saccone e il Commissario di Governo Paolo Foietta in una riunione dell'Osservatorio Tecnico Torino-LioneIl Prefetto Renato Saccone e il Commissario di Governo Paolo Foietta in una riunione dell’Osservatorio Tecnico Torino-Lione

TORINO- Le dichiarazioni rilasciate ieri da Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino e componente della “commissione tecnica” tutta NoTav nominata dal Comune di Torino e mutuata dalla Unione Bassa Valle Susa in occasione della giornata “Alter-Vertice NoTav” vista la gravità non poteva rimanere senza replica.

Parole pensanti come macigni, rilasciate forse per dare un “tono” ad un incontro che altrimenti non avrebbe avuto eco mediatico che così invece ha avuto. L’intervento del professore é stato segnalato sulle maggiori agenzie stampa. “Gli onorevoli – ha detto Tartaglia in un suo passaggio tra le altre considerazioni– sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.

In una dura nota il Commissario di Governo Foietta stigmatizza le dichiarazioni uscite dall’AlterVertice Notav

In una nota il Commissario di Governo Paolo Foietta puntualizza i fatti e stigmatizza le parole di Tartaglia: “Ho letto sui giornali che ieri a Venaus Angelo Tartaglia, a nome dei cosiddetti tecnici Notav, ha annunciato, un esposto al Tribunale di Roma contro chi, avrebbe sostenuto con parole e scritti idee ed opinioni differenti dalle sue, in “particolare su costi e benefici della Torino Lione.

Secondo sue dichiarazioni riportate dai giornali e dalle agenzie  “i parlamentari sarebbero stati ingannati” da “dossier contenenti dati inveritieri”.

Immagino che Tartaglia si riferisca alle presentazioni e alle relazioni utilizzate nell’’unica audizione alla Camera, del 13 dicembre 2016 e, da allora agli atti della Commissione Esteri.
Quindi Tartaglia parrebbe sostenere che la decisione del Parlamento italiano di ratificare il trattato sulla Torino Lione sarebbe stata costruita sull’inganno contenuto nelle slide e nei documenti utilizzati dagli esperti ascoltati dalla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, nell’audizione del 13 dicembre 2016.

In questo caso i presunti colpevoli che avrebbero ingannato il parlamento, e che non sono mai stati nominati dal Professore per evitare querele, non possono che essere gli esperti invitati dal relatore di maggioranza. Quindi il sottoscritto, in quanto Commissario di Governo, il Prefetto Saverio Ordine del comitato per il Coordinamento Alta Vigilanza sulle grandi opere, il professor Roberto Zucchetti economista dei trasporti alla Bocconi, ed il professor Fabio Bassan, ordinario di diritto internazionale a Roma3.

Tutti hanno lasciato alla commissione la loro presentazione e documentazione. A dire il vero a nome dei Notav hanno parlato anche la professor Algostino ed il Dottor Pepino (in videoconferenza). Gli altri invitati non sono venuti, ma non credo che Tartaglia chieda conto dei loro interventi”.

“Ritengo che l’obiettivo di questa trovata sia tutto mediatico”

“Non sono per nulla preoccupato da questa nuova iniziativa, inedita e forse senza precedenti nella storia parlamentare italiana, che avviene con un ritardo di dieci mesi dalle audizioni parlamentari. Se Tartaglia credesse anche in minima parte a quello che dice, avrebbe senz’altro trasmesso l’esposto più celermente al Tribunale di Roma.

Ritengo che l’obiettivo di questa trovata sia tutto mediatico. Occorreva far parlare di AlterVertice di Venaus,manifestazione ridotta sia nel parterre dei relatori, tutti storici oppositori (Karima Delli compresa), che nella limitata partecipazione popolare. Serviva inventare qualcosa per screditare ed intimidire i tecnici e gli esperti auditi in commissione, accusandoli addirittura di “circonvenzione di parlamento”, e gettare ombre sulla legge di avvio definitivo dei lavori del tunnel di base del Moncenisio, approvata dalla Camera a fine 2016, a grandissima maggioranza, dopo oltre 20 anni di studi, valutazioni ed approfondimenti.
Non mi pare che questa trovata abbia raggiunto il risultato atteso.

Per quanto mi riguarda non mi ritengo per nulla intimidito per questa iniziativa più ridicola che minacciosa; sono certo delle cose che ho detto, che ripeto da anni e della “veridicità” della documentazione agli atti. Senz’altro quanto scritto non è conforme al pensiero di Tartaglia e dei Notav, ma questo non dovrebbe costituire un reato.

Attendo con curiosità di prendere visione dell’esposto annunciato e successivamente, di conoscere le valutazioni del Tribunale di Roma in merito alla sua ammissibilità. 
Proprio perché ritengo che ognuno debba sempre assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni ed esternazioni, mi riservo di tutelare la mia persona ed i miei collaboratori da eventuali accuse oltraggiose e diffamanti, queste davvero “inveritiere” ed immotivate”.

La Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento UE, la Verde Karima Delli, ai Notav: “No ai progetti faraonici, una moratoria per il TAV”

http://www.lagenda.news/altervertice-notav-venaus-karima-delli-commissione-trasperti-parlamento-ue-moratoria-torino-lione/

“Altervertice” Notav a Venaus per ribadire le “ragioni del no” alla Nuova Linea Torino-Lione, definita “un progetto ormai superato e devastante per la Valsusa”

L'AlterVertice Notav a VenausL’AlterVertice Notav a Venaus

VENAUS – Ribadire le ragioni della contrarietà alla Nuova Linea Torino-Lione, in vista del vertice italo-francese del 27 settembre a Lione. Questo l’obiettivo del convegno “Alter-Vertice No Tav”,  che si è svolto oggi a Venaus. Organizzato dal Movimento NoTav e da alcuni sindaci della Valsusa, a partire dall’ospitante Nilo Durbiano, cui hanno partecipato molti amministratori pubblici di Torino e di altri Comuni dell’hinterland. Ospite d’onore Karima Delli, Presidente della Commissione Trasportidel Parlamento Europeo. La “persona giusta per rendere più incisive le ragioni del no” – così è stata presentata la paralmentare francese dei Verdi –  in una fase in cui, sull’onda del momentaneo stop francese alla progettazione  della tratta nazionale Chambery-Saint Jean de Maurienne della Torino-Lione, in Francia, Italia ed anche nel Parlamento Europeo hanno ravvivato il dibattito sul futuro dell’emblematica grande opera.

Una moratoria sulla ferrovia Torino-Lione

Proprio a Karima Delli è toccato aprire i lavori. E lo ha fatto pronunciato una frase che ha subito provocato consenso e applausi: “Chiedo ai governi italiano e francese una moratoria sulla ferrovia Torino-Lione“Noi – ha spiegato la Delli – non siamo oppositori: noi siamo propositivi. E la nostra soluzione è utilizzare l’esistenteOggi come oggi – ha precisato – il progetto della Torino-Lione è vecchio: non corrisponde più alle necessità di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata enormemente importante la questione climatica. Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione sia per i costi, che hanno visto l’opera passare dai 12 miliardi iniziali a 26, sia per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque”“Sono disponibile – ha concluso Delli – a lavorare sulle alternative con i ministri dei Trasporti di Italia e di Francia.

All’inizio dei lavori ha anche partecipato il Sindaco di Susa e Presidente dell’Unione MontanaSandro Plano, che però dopo un breve intervento nel  quale ha ribadito la contrarietà del suo Ente e su a personale alla garnde ooera, ha lasciato i lavori perché impegnato proprio in Unione Montana per un convegno dove ha convocato tutti gli amministratori locali sul tema della gestione rifiuti.

Karima Delli, Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo

Karima Delli, Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo

La voce del Movimento5Stelle

Francesca Frediani, Presidente del Gruppo Consiliare regionale del Movimento 5Stelle, da sempre in prima fila nella lotta alla Tav, ha puntato il dito contro l’Osservatorio a guida Foietta“Non è più un luogo in cui si discutono questioni tecniche. E c’è il rischio che diventi un organo parallelo del Consiglio Regionale, ma senza il controllo dell’opposizione” ha affermato. “Si chiudono dentro l’Osservatorio – ha aggiunto – e come in un Consiglio, ma con la sola maggioranza, parlano di progetti e iniziative per la Valsusa. Cose che noi rischiamo di venire a sapere quando sarà troppo tardi”.

Il vicesindaco di Torino Guido Montanari, anche lui del Movimento 5Stelle, ha tenuto a precisare che la Valsusa non è sola nella lotta che tempo sta portando avanti contro un’opera destinata a snaturare e mortificare la Valsusa“La lotta al Tav è anche una lotta di TorinoTorino c’è, vi partecipa e la sostiene pienamente”, ha esordito. “La lotta della Valsusa – ha precisato – riguarda tutti i cittadini. È una lotta per avere dei trasporti sostenibili in un ambiente decente”.

L’ultima “invenzione” NoTav: un esposto alla Magistratura “perché il Parlamento è stato ingannato con dati  falsi”

Secondo i tecnici NoTav quando  il Parlamento ha ratificato il trattato italo-francese sulla Nuova Linea Torino-Lione – oggi Legge in Italia come in Francia – lo scorso anno, “i parlamentari furono ingannati”. È quindi per questo che oggi la “talpa” Federica ha già scavato a Saint Martin de la Porte un kilometro e trecento metri del tunnel di base del Moncenisio?

Il Movimento Notav lo ha annunciato  in coda all’AlterVertice dichiarando di aver inoltrato a Roma un esposto in Procura chiedendo alla magistratura di “svolgere degli accertamenti”.
A illustrare i contenuti dell’esposto è stato, in particolare, Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino e componente della “commissione tecnica” tutta Notav nominata dal Comune di Torino e mutuata dalla Unione Montana Bassa Valle Susa.

Per i Notav ai parlamentari vennero presentati dei dossier con “dati inveritieri” su diverse circostanze, fra cui le analisi dei rapporti costi-benefici.
Gli onorevoli – è stato detto – sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.

Un momento dell'Altervertice Notav al polivalente di Venaus

Un momento dell’Altervertice Notav al polivalente di Venaus

Sulla Torino-Lione la richiesta di moratoria e un esposto alla procura

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-09-16/sulla-torino-lione-richiesta-moratoria-e-esposto-procura-174722.shtml?uuid=AELJyTUC

(Afp)
(Afp)

Una richiesta di «moratoria» da parte di Karima Delli, deputato francese del movimento ecologista a capo della Commissione Trasporti del Parlmento europeo. E un esposto alla Procura di Roma, presentato dal Controsservatorio Valsusa, contro la decisione del Parlamento italiano che a fine dicembre 2016 ha ratificato l’accordo tra Italia e Francia sulla Torino Lione. A dieci giorni dal prossimo vertice italo-francese, che inevitabilmente avrà in agenda il tema del collegamento ferroviario tra i due Paesi, l’Alta Velocità torna in primo piano. Anche alla luce dei dubbi sollevati proprio dal Governo Macron.

L’occasione è l’Alter-Vertice No Tav, organizzato in Valsusa per ribadire le ragioni della contrarietà all’opera – legate storicamente al tema della sostenibilità economica e della reale utilità del tunnel di base, in riferimento al rapporto costi-benefici – e aggiungere nuovi fronti alla battaglia contro la realizzazione della Torino-Lione. In Europa, ad esempio, dove Karima Delli parla di una sensibilità diversa in capo ad una parte del Parlamento europeo contraria a «progetti faraonici» come quello della Torino Lione e maggiormente favorevole a progetti più sostenibili. In Europa è attesa la valutazione di mid-term sui fondi concessi dall’Ue agli interventi nel quadro della programmazione 2014-2020. «Noi stimiamo che Telt sia in ritardo sulle opere previste dal Grant Agreement sottoscritto nel 2015 che assegna alla Torino-Lione 813 milioni» sottolinea Alberto Poggio della Commissione Tecnica sulla Torino-Lione nominata dalle amministrazioni contrarie all’opera, Torino compresa. In tal caso cosa accadrebbe a quei fondi? «Tornerebbero nella disponibilità della Commissione – spiega Karima Delli – che potrebbe riassegnarli ad altri progetti in corsa».

Il secondo fronte per la Torino-Lione è tutto italiano. Ne parla Angelo Tartaglia della Commissione tecnica Torino-Lione del Comune di Torino che annuncia la scelta del Controsservatorio Valsusa di presentare alla procura di Roma un esposto sulla legittimità del voto del Parlamento italiano : «La decisione in Parlamento – sottolinea Tartaglia, membro della commissione tecnica Torino-Lione del Comune di Torino – è stata presa sottoponendo ai parlamentari informazioni, contenute nella relazione sui costi-benefici dell’opera commissionata dall’Osservatorio nel 2012, con parametri e valutazioni in alcuni casi inattendibili. Un aspetto che rimanda secondo la nostra valutazione ad una procedura non legittima». Il riferimento è alla sovrastima sul volume di crescita delle merci trasportate rispetto alla dinamica del Pil e al calcolo dei benefici sociali derivanti dal taglio di emissioni di CO2.

«Per noi resta centrale l’analisi costi-benefici – aggiunge Alberto Poggio – ma altrettanto importante è segnalare che la linea esistente ha una capacità di trasporto dalle 6 alle 10 volte superiore a quanto attualmente si fa. Sarebbe necessario superare il servizio dell’Autostrada ferroviaria e rilanciare il trasporto su ferro con modalità classiche, a patto che ci sia una reale esigenza di trasporto». Difficile pensare a una maggiore incidenza del ferro sulla gomma senza però un sostegno pubblico, come insegna il modello svizzero. «Nel caso della Svizzera – risponde Poggio – il trasporto ferroviario è cresciuto sostenendo una linea esistente con le stesse caratteristiche del Frejus, prima di realizzare il tunnel di base».

‘Parlamentari ingannati su Tav’, esposto

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/09/16/parlamentari-ingannati-su-tav-esposto_0974d041-fe2c-4153-8fa4-42e93d64e25e.html

Iniziativa No Tav, ‘dati inveritieri su costi e benefici’

(ANSA) – TORINO, 16 SET – Quando furono chiamati a ratificare il trattato italo-francese sul Tav Torino-Lione, lo scorso anno, “i parlamentari furono ingannati”. E’ per questo che ambienti legati al movimento No Tav della Valle di Susa oggi hanno inoltrato un esposto, a Roma, chiedendo alla magistratura di svolgere degli accertamenti.
    La notizia è stata diffusa oggi a Venaus (Torino) in occasione di Alter-Vertice No Tav, convegno in cui sono state ribadite le ragioni dell’opposizione alla nuova linea ferroviaria. A illustrare i contenuti dell’esposto è stato, in particolare, Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino e, inoltre, componente della “commissione tecnica” nominata dal Comune di Torino.
    Durante l’incontro è stato spiegato che ai parlamentari vennero presentati dei dossier con “dati inveritieri” su diverse circostanze, fra cui le analisi dei rapporti costi-benefici.
    “Gli onorevoli – è stato detto – sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.

Karima Delli chiede ai governi italo-francesi una moratoria per la Torino-Lion

http://www.torinoggi.it/2017/09/16/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/karima-delli-chiede-ai-governi-italo-francesi-una-moratoria-per-la-torino-lione.html

 | sabato 16 settembre 2017, 12:38

L’iniziativa da parte della presidente della commissione trasporti del Parlamento europeo, che ha parlato oggi a Venaus, aprendo i lavori del vertice No Tav. Presente anche il vicesindaco di Torino Montanari

Contro il progetto dell’alta velocità in Val Susa scende in campo anche Karima Delli.

La presidente della commissione trasporti del Parlamento europeo, che ha parlato oggi a Venaus, aprendo i lavori del vertice No Tav, ha chiesto ai gioverni di Italia e Francia una moratoria sulla Torino-Lione. Il convegno vuole ribadire le ragioni della contrarietà all’opera, in vista del vertice italo-francese in programma il prossimo 27 di settembre. “Questo è un progetto vecchio, non corrisponde più alle necessità di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata molto più importante questione climatica”, ha spiegato l’eurodeputata.

“Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione – ha proseguito Karima Delli – sia per i costi, visto che dai 12 miliardi iniziali si è passati a 26, sia per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque”. Alla riunione è presente anche il vicesindaco di Torino, Guido Montanari, che a titolo personale e per conto della giunta Appendino, ha ribadito la contrarietà all’opera: “La lotta al Tav è anche una lotta di Torino, che vi partecipa e la sostiene”. Un intervento che non mancherà di scatenare polemiche politiche.

Il vicesindaco di Torino: “Lottiamo insieme ai No Tav”

http://www.lastampa.it/2017/09/16/cronaca/il-vicesindaco-di-torino-lottiamo-insieme-ai-no-tav-G4rk88fIFXBz5qpDpTdljP/pagina.html

Guido Montanari (M5S) al convegno Alter-Vertice di Venaus: “Quella della Val di Susa è una lotta per avere trasporti sostenibili in un ambiente decente”

Pubblicato il 16/09/2017
TORINO

«La lotta al Tav è anche una lotta di Torino. Torino c’è, vi partecipa e la sostiene pienamente». Lo ha detto il vicesindaco Guido Montanari (M5S) partecipando oggi a Venaus al convegno Alter-Vertice No Tav. «La lotta della Valle di Susa – ha aggiunto – riguarda tutti i cittadini. È una lotta per avere dei trasporti sostenibili in un ambiente decente».  

Tav, la presidente commissione trasporti dell’europarlamento chiede moratoria: “Progetto superato”

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/09/16/news/il_vicesindaco_montanari_la_lotta_al_tav_e_anche_una_lotta_di_torino_-175644144/

Al convegno di Venaus in vista del vertice di Lione il vicesindaco Montanari dice: “La lotta all’alta velocità è anche una battaglia di Torino”

16 settembre 2017
 

“La lotta al Tav è anche una lotta di Torino. Torino c’è, vi partecipa e la sostiene pienamente”. Lo ha detto il vicesindaco Guido Montanari (M5S) partecipando oggi a Venaus al convegno Alter-Vertice No Tav. “La lotta della Valle di Susa – ha aggiunto – riguarda tutti i cittadini. È una lotta per avere dei trasporti sostenibili in un ambiente decente”.

Chiede invece una “moratoria” ai governi italiano e francese l’eurodeputata dei Verdi Karima Delli, presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, che ha lanciato la sua sollecitazione dal convegno valsusino aprendo i lavori dell’Alter-Vertice, convegno che, in vista del vertice italo-francese del 27 settembre a Lione, vuole ribadire le ragioni della contrarietà all’opera.

“Noi – ha spiegato Delli – non siamo oppositori: noi siamo propositivi. E la nostra soluzione è utilizzare l’esistente”.  Oggi come oggi – ha ancora detto l’eurodeputata – il progetto della Torino-Lione è vecchio: non corrisponde più alle necessità

 

 di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata enormemente importante la questione climatica. Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione sia per i costi (dai 12 mld iniziali si è passati a 26), sia per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque”. “Sono disponibile – ha concluso Delli – a lavorare sulle alternative con i ministri dei trasporti di Italia e di Francia”.

Tav, il consorzio di Luigi Massa si prende lavori per 6 milioni

http://www.lunanuova.it/news/428150/Tav-il-consorzio-di-Luigi-Massa-si-prende-lavori-per-6-milioni.html

Intanto a Roma il governo presenta l’analisi costi-benefici e conferma l’impegno finanziario per l’opera

Finora alle ditte della valle di Susa è andata la fetta più grande dei lavori per il cantiere Tav di Chiomonte. Si tratta di quattro milioni 420 mila euro sui quattro milioni 505mila già affidati. Intanto,il Consorzio Valsusa Piemonte guidato dall’ex deputato Pds Luigi Massa, si è aggiudicato i primi lavori “fuori appalto” del tunnel della Maddalena per 6 milioni. Anche per Antonio Ferrentino le ditte valsusine devono essere privilegiate nei subappalti. Ieri a Roma il governo ha presnetato l’analisti costi-benefici di Virano e ha ribadito che «darà al Tav tutte le risorse».

Su Luna Nuova di venerdì 27 aprile