La Polonia riduce l’età pensionabile, sfidando il trend europeo

Fornero piangentesi può allora fare diversamente, meno male che in Italia questi pensionandi oltre a decenni di contribuzione li indebitiamo con le banche per accedere a quello che un tempo era un diritto. EVOLUZIONE europea, fantastica, LE BANCHE RINGRAZIANO.

Per fortuna da noi la tecnica resposabile Fornero ha “protetto” i conti pubblici (mo a sta balla ci credono in pochi)

Ma siamo matti pensare al popolo, sa di xenofobia e populismo…salviamo le banche

Dai che abbiam problemi seri, tipo Cristoforo Colombo e le guerre puniche di sto passo..

La Polonia riduce l’età pensionabile, sfidando il trend europeo

Come riporta Reuters, pare che nel mondo sia possibile essere un’economia più piccola di quella italiana, permettersi una propria moneta, crescere a ritmi del 3,9 per cento, fare politiche demografiche attive e addirittura abbassare l’età della pensione. Fortunatamente ci pensano gli austeri banchieri a ricordare a tutti il più grande pericolo per l’umanità, ossia che gli stipendi dei lavoratori crescano troppo velocemente. E che è proprio un peccato che certi governi tengano addirittura fede alle proprie promesse elettorali.
 
Varsavia (Reuters) – Lunedì la Polonia abbasserà l’età pensionabile, onorando una costosa promessa elettorale che il partito conservatore al governo aveva fatto, e andando controcorrente rispetto alle tendenze europee a incrementare gradualmente l’età della pensione, mentre le persone vivono più a lungo e rimangono più in salute.
L’abbassamento dell’età pensionabile a 60 anni per le donne e a 65 per gli uomini è un provvedimento caro soprattutto ai sostenitori del governo di centro-destra (sì, avete letto bene, anche in Polonia è il centro-destra a preoccuparsi degli interessi dei lavoratori NdVdE) del Partito della Legge e della Giustizia (PiS), e inverte un provvedimento che l’aveva portata a 67 anni, approvato nel 2012 dal governo centrista allora in carica.
Il provvedimento dovrebbe avere impatti immediati limitati sull’economia, che è in fase di boom, ma potrebbe mettere sotto pressione il bilancio statale in futuro.
Questa mossa avviene mentre la disoccupazione in Polonia è scesa ai livelli più bassi dai tempi dell’abbandono del comunismo all’inizio degli anni ’90, e potrebbe aumentare la tensione sui salari che stanno già crescendo al ritmo più alto da cinque anni a questa parte (Orrore! I salari crescono e l’età della pensione cala! È proprio vero che fuori dall’eurozona c’è solo l’inferno NdVdE).
“Il mercato del lavoro polacco deve affrontare una disponibilità sempre più limitata di lavoratori” ha dichiarato Rafal Benecki, un economista di Varsavia che si occupa dell’Europa Centrale presso ING Bank.
La popolazione della Polonia è di 38 milioni di abitanti e sta invecchiando a uno dei ritmi più rapidi all’interno dell’Unione Europea.
“Il governo sta buttando via uno degli strumenti più efficaci per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro”, ha detto Benecki (commovente come un banchiere si preoccupi che non ci sia abbastanza concorrenza – da parte dei loro nonni – per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro NdVdE).
  • I lavoratori che vengono dall’Ucraina
Gli economisti e i banchieri centrali dicono che il crescente afflusso in Polonia di centinaia di migliaia di lavoratori provenienti dall’Ucraina potrebbe ridurre la tensione sui salari (ecco un’altra tendenza che accomuna i banchieri: la tutela degli immigrati quando questi possono fare concorrenza ai lavoratori locali NdVdE).
I numeri del ministero del Lavoro mostrano che i datori di lavoro polacchi hanno richiesto più di 900.000 permessi a breve termine per i lavoratori ucraini nella prima metà del 2017, rispetto a 1.260.000 permessi totali nell’anno 2016.
“Con l’arrivo di lavoratori dall’Ucraina, finora il problema che alcuni avevano previsto – mancanza di lavoratori, tensioni sul mercato del lavoro – sta diminuendo” ha detto il Governatore della Banca Centrale  Adam Glapinski all’inizio di settembre.
Il governo ucraino del partito PiS ha stimato che il costo della riduzione dell’età pensionabile è di circa 10 miliardi di zloty (eh già, perché in Polonia gli euro non ce li hanno, poveri loro… NdVdE), ossia 2,74 miliardi di dollari, nel 2018, all’incirca lo 0,5 per cento del PIL.
Da quando è andato al potere, nel 2015, l’attuale governo ha velocemente aumentato la spesa pubblica per tenere fede alle promesse elettorali di aiutare le famiglie e ridistribuire i frutti della crescita economica in modo più equo (già scorgiamo gli austeri anti-populisti nostrani scuotere la testa con veemenza di fronte a questi sciagurati provvedimenti NdVdE).
Nonostante la crescita della spesa pubblica, il bilancio pubblico ha registrato il primo surplus da più di due decenni nel periodo gennaio-agosto, principalmente grazie a un intervento governativo contro l’evasione fiscale e grazie ai bonus concessi per i nuovi nati, che hanno alimentato i consumi (intollerabile: non solo la Polonia fa politiche di aiuto alle famiglie per risolvere i problemi demografici, ma addirittura osa sfruttare il moltiplicatore keynesiano! NdVdE).
La crescita economica ha raggiunto il 3,9 per cento nel secondo trimestre, ma gli economisti avvertono che l’aumentato costo delle pensioni potrebbe causare problemi, se l’economia dovesse rallentare.
“Sono preoccupato di quello che succederà quando il ciclo economico si invertirà” dice Marcin Mrowiec, capo economista presso Bank Pekao.
“Potremmo svegliarci con salari superiori a quelli che le società possono permettersi e… spese permanentemente più alte per le pensioni” (fortunatamente invece, nell’eurozona potremo affrontare la prossima recessione con una disoccupazione vicina ai massimi storici, un’età pensionabile sulla soglia della demenza senile e uno stato sociale che ha fatto passi indietro di decenni. Evviva! NdVdE).
Di Marcin Goettig, 1 ottobre 2017 – di Malachia Paperoga – ottobre 4, 2017

REVOLUTION DE COULEUR EN CHINE (I): APRES LE TEST DE HONG-KONG, VERS UNE ‘REVOLUTION DE COULEUR’ EN CHINE CONTINENTALE ?

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Flash géopolitique – Geopolitical Daily/

2017 10 01/

LM.GEOPOL - Revolution de couleur en chine I (2017 10 01) FR 3

Bien que ses efforts pour instaurer la démocratie dans les pays du Proche-Orient se soient avérés destructeurs, Washington ne renonce pas à son idée de faire la même chose en Chine. Et après le test de la « révolution des parapluies » à Hong-Kong, les généraux de Trump, au pouvoir à Washington, rêvent d’un nouveau Tien An Nem …

LM.GEOPOL - Revolution de couleur en chine I (2017 10 01) FR 4

I-

LA MISE EN PLACE DES RESEAUX POUR L’ORGANISATION D’UNE « REVOLUTION DE COULEUR » EN CHINE CONTINENTALE

Washington est même prêt à financer à hauteur de 1,5 million de dollars chaque projet visant à lutter pour l’établissement de la démocratie dans ce pays. Le Bureau de la démocratie, des droits de l’Homme et du travail du département d’État américain envisage d’accorder une somme de 1,5 million de dollars à ceux qui feront la promotion de la primauté du droit, de la société civile et de la liberté d’expression en Chine, annoncent les médias russes.

Le département d’État est prêt à examiner « des projets qui, à long terme, devraient contribuer directement au renforcement de la sécurité et de la stabilité, ainsi qu’à la protection des intérêts américains dans la région». En même temps, ces projets doivent proposer des « approches nouvelles et efficaces pour promouvoir les droits de l’homme en Chine ». Les futurs combattants de la démocratie stipendiée « devront accorder une attention particulière à la lutte pour l’indépendance du système judiciaire chinois, à l’assistance aux populations vulnérables ainsi qu’au respect des droits des travailleurs conformément aux normes internationales ».

Pékin avait déjà réagi à des accusations similaires de Washington. Ainsi, en mars 2017, le Conseil des affaires de l’État de la République populaire de Chine avait publié un rapport intitulé «de la situation des droits de l’Homme aux États-Unis en 2016». Ses auteurs constataient que les autorités américaines, qui critiquaient les autres pays, ignoraient «la situation terrible» des droits de l’Homme dans le leur. «Au total, il s’est produit environ 58.100 incidents avec l’utilisation d’armes, dont 385 cas de fusillades de masse, qui ont fait 15.000 morts et 30.600 blessés», indique le document.

DU « PRINTEMPS ARABE » A UN FUTUR « PRINTEMPS CHINOIS » …

Les experts chinois ont également rappelé quel était le prix des « réalisations démocratiques » américaines dans les pays du Proche-Orient. « Les États-Unis qui ont accusé à maintes reprises d’autres pays de violations des droits de l’Homme, ne cessent de tuer délibérément des civils innocents. Du 8 août 2014 au 18 décembre 2016, les États-Unis ont effectué 7.200 frappes aériennes en Irak et 5.800 en Syrie, Le nombre de leurs victimes civiles varie de 4.600 à 6.100 personnes », informe le rapport.

II-

TEST GRANDEUR NATURE A HONG-KONG :

LA « REVOLUTION DES PARAPLUIES »

Dès octobre 2014, j’analysais le dessous des cartes de la jacquerie étudiante de Hong-Kong. J’expliquait que derrière on retrouvait les organisateurs habituels des « révolutions de couleur » à l’Est (depuis 2000) et du pseudo « printemps arabe » (depuis 2011) : les réseaux Otpor/Canvas, le NED américaine et surtout Söros (le financier des révolutions de couleur et de ‘Occupy Wall-street’), un des conseillers d’Obama. Il était clair que les USA voulaient déstabiliser la Chine …

* Voir mon analyse-flash sur AFRIQUE MEDIA :

sur PCN-TV/ HONG-KONG:

UNE REVOLUTION DE COULEUR DE PLUS

sur https://vimeo.com/109342616

Ces changements de régime, orchestrés par des spécialistes de la subversion au bénéfice des USA, sont nés dans la Yougoslavie du président Milosevic en 2000. Depuis elles ont essaimé dans toutes l’Europe de l’Est, notamment en Géorgie et Ukraine. Elles ont échoué au Belarus contre Lukashenko et en Russie contre Poutine. Elles ont aussi gagné l’Amérique Latine contre Chavez et puis Maduro. Et elles ont connu une version moyen-orientale avec le soi-disant « printemps arabe » et africaine, le pseudo « printemps africain ». Sans oublier les divers « Occupy » aux USA et en Union Européenne, et la « Purple Revolution » contre Trump, organisés par le sinistre Söros, l’un des financiers de ces « révolutions » avec ses réseaux « Open Society », pour des raisons liées à des confrontations internes au sein des oligarchies financières internationales …

 

Dans mon émission LE GRAND JEU GEOPOLITIQUE, j’avais analysé la version chinoise des « révolutions de couleur » avec « Occupy Honk-Kong » et la soi-disant « révolution des parapluies ». Une déstabilisation qui visait Pékin et fait la Une de l’actualité depuis septembre 2014.

 

* Voir sur EODE-TV & AFRIQUE MEDIA/

LE GRAND JEU (Saison I – 5). OCCUPY HONG-KONG.

REVOLUTION DE COULEUR EN CHINE

sur https://vimeo.com/114919746

 

(Sources : Luc Michel – EODE Think Tank – AFP)

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

 

* PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

 

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel.3.Geopolitique/

TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

100E ANNIVERSAIRE DE LA REVOLUTION D’OCTOBRE !

PCN-SPO/ 2017 10 04/

* Allez liker la Page du PCN – Courant Léniniste Européen https://www.facebook.com/pcn.courant.leniniste.europeen/

PCN - 100e octobre I (2017 10 04) FR+RU

Nous n’avons pas oublié !

Dans la nuit du 7-8 Novembre (Suivant le calendrier de l’Ancien Style russe – du 25 au 26 Octobre), en 1917, un soulèvement intervient à Petrograd. Le signal de la révolution a été le tir des canons du croiseur «Aurora» rallié à Lenine, après quoi les travailleurs armés, les soldats et les marins ont pris le Palais d’Hiver, renversé le gouvernement provisoire et proclamé le pouvoir soviétique. Dans la Russie moderne, le 7 Novembre a cessé (hélas) d’être un jour férié, mais il a été inclus dans la liste des anniversaires.

В ночь с 7 на 8 ноября (по старому стилю – с 25 на 26 октября) 1917 года в Петрограде произошло восстание. Сигналом к перевороту стал выстрел крейсера «Аврора», после которого вооруженные рабочие, солдаты и матросы захватили Зимний дворец, свергли Временное правительство и провозгласили Власть Советов. В современной России 7 ноября перестало быть праздником, зато вошло в перечень памятных дат.

#революция #ленин #1917 #большевики #аврора #залп

* Voir la première de nos videos :

La célébration 2016 du cde Staline à Moscou par nos cdes du KPRF sur PCN-TV/ УНИКАЛЬНЫЙ ОПЫТ СТАЛИНСКОЙ ЭПОХН БУДЕТ ИЗУЧАТЬСЯ НОВЫМ ПОКОЛЕНИЕМ sur https://vimeo.com/236778533

PCN-NCP / PCN-SPO

Service de Presse du PCN

PCN-NCP Press Office

https://www.facebook.com/PCN.NCP.org/

https://vimeo.com/pcntv

____________________

Parti Communautaire Néoeurasien, PCN,

Neoeurasian Communitarian Party, PCN-NCP, Неоевразийская Общественная Партия, PCN- НОП, Neo Avrasyali Komunotarist Partisi, PCN-NAKP, Partidul Comunitar Neoeurasian, PCN …

ALLEZ AUSSI LIKER LES PAGES MEDIAS DU PCN :

* PCN-SPO (Service de Presse du PCN)

https://www.facebook.com/PCN.NCP.press.office/

* PCN-TV (Télévision communautaire du PCN) https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV/

* LA REPUBLIQUE D’EUROPE,

la Page officielle d’information du PCN Wallonie-Bruxelles … https://www.facebook.com/la.Republique.d.Europe/

LE CHAOS ET LES MORTS EN LIBYE CA FAIT RIRE LE MINISTRE BRITANNIQUE BORIS JOHNSON !

ELAC & ALAC COMMITTEES/

2017 10 04/

http://www.elac-committees.org/

https://www.facebook.com/elac.committees/

https://www.facebook.com/ALAC.org/

ELAC - jonhson rit à syrte (2017 10 04) FR

Boris Johnson critiqué pour une sortie sur des cadavres en Libye !!!

Le ministre britannique des Affaires étrangères Boris Johnson a suscité les critiques jusque dans son propre camp mercredi après avoir déclaré que la Libye pourrait devenir attrayante pour les touristes et les investisseurs si toutefois elle parvenait à “se débarrasser des cadavres”.

Boris Johnson, qui s’est rendu en août en Libye, pays en proie au chaos et livré aux milices depuis la chute et la mort du dictateur Mouammar Kadhafi en 2011, a affirmé que des entreprises britanniques voulaient investir dans la ville de Syrte. “Elles ont la brillante ambition de faire de Syrte le prochain Dubaï”, a-t-il déclaré mardi soir lors du congrès annuel des conservateurs à Manchester (nord-ouest de l’Angleterre), mettant en avant le “sable blanc, la beauté de la mer” et les “jeunes habitants brillants” de la ville. “Mais il leur faut d’abord se débarrasser des cadavres”, a-t-il ajouté avant de rire, provoquant un certain malaise dans l’audience.

Mercredi matin, le vice-Premier ministre britannique Damian Green a déploré ces propos. “Boris et tous les hommes politiques devraient toujours être sensibles dans leur usage du vocabulaire”, a-t-il dit sur la radio BBC 4.

Ces déclarations sur Syrte, où le groupe djihadiste Etat islamique a été vaincu en décembre, ont été vivement critiquées par Emily Thornberry, en charge des Affaires étrangères dans l’opposition travailliste. “Parler de ces morts comme d’une plaisanterie – comme d’un simple désagrément avant que les investisseurs britanniques ne transforment la ville en station balnéaire – est incroyablement grossier, impitoyable et cruel”, a déclaré l’élue. “Ce commentaire incroyablement grossier (…) est une nouvelle preuve que Boris n’est pas fait pour ce poste. (La Première ministre britannique Theresa) May doit remettre de l’ordre dans le gouvernement et le renvoyer”, a pour sa part déclaré la députée du parti Libéral-Démocrate Jo Swinson.

ELAC WEBSITE

________________________

* Website :

http://www.elac-committees.org/

For Direct Democracy and Libyan Jamahiriya ! / Le Réseau de Résistance pour la Démocratie Directe et la Jamahiriya libyenne ! / СЕТЬ СОПРОТИВЛЕНИЙ ДЖАМАХИРИИ – За Прямую Демократию и Ливийскую Джамахирию!

 

SUR FACEBOOK LA COMMUNAUTE KADHAFISTE :

 

* THE JAMAHIRIAN RESISTANCE NETWORK

Aller LIKER notre Page !

https://www.facebook.com/the.jamahiriyan.resistance.network/

* Page officielle ELAC (Eurasie) :

Aller LIKER notre Page !

https://www.facebook.com/elac.committees/

* Page officielle ALAC (Panafrique) :

Aller LIKER notre Page !

https://www.facebook.com/ALAC.org/

* Groupe GADDAFI MEMORIAL :

Inscrivez vous et inscrivez tous vos amis !

https://www.facebook.com/groups/GADDAFI.MEMORIAL/

* Pagina CAEL-ELAC ROMÂNIA-MOLDOVA

Comitetele de Actiune Euro-Libiene

@CAEL.ELAC

https://www.facebook.com/CAEL.ELAC/

* ELAC ROSSIA /

Комитеты Евро-Ливийских Действий

@Elac.Rossia

https://www.facebook.com/Elac.Rossia/

CONFLIT EN SYRIE : LAVROV ACCUSE LA COALITION DE ‘PROVOCATIONS’ CONTRE LES TROUPES RUSSES

SYRIA COMMITTEES/ COMITES SYRIE/

КОМИТЕТЫ СИРИИ/

2017 10 04/

59d46160cd70461d266c4f6d

Le ministre russe des Affaires étrangères Sergueï Lavrov a accusé les forces de la coalition dirigée par les Etats-Unis de commettre “des provocations sanglantes” contre les troupes russes en Syrie, dans une interview publiée mercredi. “Les activités des forces sous direction américaine posent de nombreuses questions”, a déclaré le chef de la diplomatie russe dans cette interview au quotidien à capitaux saoudiens Asharq al-Awsat. “Dans certains cas, ces forces ont indirectement encouragé d’autres terroristes à attaquer des positions stratégiques légitimement reprises par Damas, ou bien elles se sont délibérément engagées dans des provocations sanglantes contre nos forces”, a dit M. Lavrov.

Le ministre russe semblait se référer aux Forces démocratiques syriennes (FDS), que la coalition dirigée par les Etats-Unis soutient dans le cadre d’une offensive contre les djihadistes de l’organisation Etat islamique (EI), particulièrement contre les positions de l’EI dans la ville de Raqa. La Russie a accusé le mois dernier les FDS de tenter de saboter une offensive de l’armée syrienne soutenue par Moscou contre les djihadistes de l’EI autour de la ville de Deir Ezzor, où un général russe a été tué fin septembre. Pour prévenir des accrochages non souhaités, une “ligne de déconfliction” a été convenue dans le nord-est de la Syrie entre la coalition, les FDS, le gouvernement syrien et la Russie. Cependant, la coalition a accusé depuis l’aviation russe d’avoir bombardé ses alliés des FDS.

Le terme “déconfliction” est utilisé par les militaires pour désigner les mesures prises pour éviter les accidents liés à la présence de différents acteurs combattant des ennemis dans une même zone.

“Aujourd’hui, tous les acteurs doivent abandonner leurs ambitions géopolitiques et contribuer pleinement au rétablissement de la stabilité et de la sécurité en Syrie et dans l’ensemble du Moyen-Orient et de l’Afrique du Nord”, a déclaré M. Lavrov à Asharq al-Awsat. Il a appelé à une levée des sanctions contre le pouvoir du président Bachar al-Assad afin de contribuer au redressement de la Syrie.

Concernant l’état des relations entre Moscou et Washington, M. Lavrov a déclaré que la partie russe n’était “pas responsable de l’actuelle détérioration” de ces relations et en a accusé la précédente administration américaine présidée par Barack Obama. Le ministre a ajouté que Moscou faisait preuve de retenue avec Washington sous l’actuelle présidence de Donald Trump. Mais “nous ne pouvons pas laisser passer n’importe quoi sans réaction”, a-t-il souligné, citant en particulier les sanctions “hostiles” imposées par les Etats-Unis à la Russie.

(source : SANA – AFP – Asharq al-Awsat)

SYRIA COMMITTEES WEBSITE

http://www.syria-committees.org

https://www.facebook.com/syria.committees

https://www.facebook.com/suriye.komitesi

https://vimeo.com/syriacommitteestv

https://vimeo.com/syriacommitteestv2

Polizia, “sparare al ladro in fuga si può”. Strafalcioni e orrori nei temi degli agenti promossi a ispettori nel concorso farsa

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/concorso-da-vice-ispettore-la-polizia-spara-strafalcioni/

La selezione – Gli incredibili elaborati degli agenti (molti poi promossi): da “estrema orazio” a “che l’ho impartisce”. E tanti copiano dal web – Ecco il documento ufficiale

Estrema orazio” scrive un agente. Un altro usa percuotere con la “q”. C’è quello che s’inventa “l’ascriminante” e quello che non azzecca un’acca in tutto l’elaborato. Ma il problema non sono i crimini contro la grammatica. Ci sono agenti di polizia, poi risultati vincitori del concorso per diventare vice-ispettori e quindi destinati a far carriera, convinti che si possa sparare al rapinatore colpendolo alle gambe purché “disarmato e in fuga”. E altri che confondono pena con reato. È tutto nero su bianco negli elaborati del famigerato concorso per 1.400 posti da vice-ispettore bandito nel 2014. Quello che segnerà la futura classe dirigente della polizia e che sta suscitando una marea di scontento nel mondo delle questure. Centinaia di ricorsi tra gli oltre 20mila esclusi, per non dire di centinaia di messaggi infuriati sulle chat dei poliziotti. Lo stesso capo della Polizia, Franco Gabrielli, aveva bollato il concorso come un “papocchio”. Non solo: “Dovremmo porci il problema non di annullare il concorso – aveva aggiunto Gabrielli – ma di togliere la qualifica anche di agente a chi ha scritto” certi temi. Invece poi tutto è andato avanti e il 12 settembre scorso i vincitori hanno cominciato i corsi in diverse città. Non parliamo di aspiranti poliziotti, ma di agenti in servizio con almeno sette anni di esperienza sulle spalle.

Ogni concorso in polizia porta una polemica. Era già successo a quello per 559 nuovi agenti che Gabrielli aveva annullato dopo un’inchiesta della magistratura. Ma qui è più complicato perché si tratta di agenti che sono già in polizia, cioè di una selezione interna. Un concorso che ha spinto qualcuno ad appendere la divisa al chiodo per la rabbia e la delusione. Come Matteo Fiorio, fino al 31 luglio agente di polizia che oggi sale i gradini del Tribunale di Verona da avvocato. Dopo 15 anni di servizio ha preferito indossare la toga anche perché con una laurea in giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense è stato bocciato al concorso da vice-ispettore, “mentre – sostiene lui – colleghi che non sanno scrivere in italiano e ignorano l’abc del diritto sono passati”. Così ha deciso di fare ricorso contro la propria amministrazione al pari di altri 558 agenti, molti dei quali raccolti nell’associazione “Tutela&Trasparenza” che ora rappresenta come legale. Acquisiti gli atti del concorso e i temi dei vincitori, li ha fatti leggere anche al Fatto Quotidiano.

Per gli ispettori, si scopre dagli elaborati, saper scrivere in l’italiano non è poi “fondame-ntale”. Scritto e troncato così: -ntale. Insieme a “l’ho impartisce”, “l’ho esegue”. Eppure chi l’ha scritto ha vinto il concorso da vice ispettore. Ed è in buona compagnia perché tra i 2.127 idonei c’è chi scrive più volte “estrema orazio”, e nello spiegare cosa sia la legittima difesa inventa nuove teorie come “l’ingiusta offesa posta in essere anche da cose o animali”. Promosso pure lui, insieme a chi scrive “ammenta” con la t, “perquotono” e “endicap”. Non basta: “Tra i 2.127 idonei è stato analizzato un campione di 800 temi. Un centinaio presenta parti copiate da internet e libri di testo”, riferisce l’avvocato Fiorio. Ma tra i candidati vincitori c’è chi sostiene che – nel caso di un rapinatore in una banca – “non si è autorizzati a sparargli ad altezza petto bensì sulle gambe per evitare la fuga”. Un vincitore propone una nuova definizione dell’omicidio: “Un soggetto che deve uccidere una persona con la pistola, il soggetto per uccidere, deve materialmente, oltre che avere una condotta commissiva nel puntare la pistola con l’intenzione di sparare, affinché avvenga l’evento morte si deve verificare lo sparo”.

La storia inizia nel 2014 quando, a fronte di una carenza d’organico di11mila persone, il Ministero dell’Interno indice un concorso per 1.400 vice ispettori. Si candidano in 22mila e 7mila superano la prima selezione. Il 29 gennaio 2015 partecipano a quella scritta, un elaborato di diritto penale: struttura del reato, cause di giustificazione, l’esercizio del diritto, l’adempimento del dovere e l’uso legittimo delle armi. Il pane quotidianoper poliziotti con un minimo di 7 anni di servizio. Ma il 17 dicembre 2016, a distanza di quasi un anno dalla prova, ecco la sorpresa: passano 2.217 candidati di cui oltre 1.400 con lo stesso punteggio, circostanza che farà dubitare della corretta applicazione dei criteri di valutazione. Un professore di statistica della Sapienza, Andrea Polli, ha prodotto uno studioche ha aperto la strada a un mare di ricorsi. Ma il Tar del Lazio boccia la richiesta di provvedimenti immediati in attesa di pronunce sul merito. Sostanzialmente viene stabilito che la commissione gode di una sorta di intangibilità dovuta alla “discrezionalità tecnica”: non spetta ai giudici giudicare l’operato della commissione o gli elaborati dei ricorrenti. Fiorionon ci sta: “La giurisprudenza afferma che discrezionalità non è sinonimo di arbitrarietà”.

Il 6 gennaio scorso Gabrielli annuncia che tutti gli scritti sarebbero stati ricorretti da una speciale commissione di verifica, presieduta dal prefetto e all’epoca vice capo della Polizia Matteo Piantedosi. Il suo mandato è rivedere le posizioni “dei candidati titolari di contenziosi”. Gabrielli, dopo la rilettura dei testi, nel marzo scorso parla di “concorso a rischio annullamento”. Ai sindacati viene assicurato che oltre 330 candidati sui 550 esclusi che hanno fatto ricorso (in pratica il 66%) saranno riammessi e questo “per riabilitare colleghi bravi che si sono visti valutare in maniera non corretta”. Un concorso “nato male e finito peggio”, aggiunge Gabrielli.

Ma il 22 maggio viene annunciato che saranno avviati soltanto gli idonei: 1.400 come da bando, più i 475 ulteriori che erano stati dichiarati tali. Ciò senza alcuna correzione degli elaborati esclusi in quanto la commissione esaminatrice, convocata per la ricorrezione, “ha ritenuto di non voler provvedere ad un’attività di rivalutazione”. E neppure di divulgare ai ricorrenti i suoi atti perché ritenuti “non ostensibili”. Il 12 giugno il Dipartimento pubblica la graduatoria dei vincitori: avanti tutta. Così arrivano le interrogazioni firmate da Pippo Civati (Possibile), Nicola Molteni (Lega), Angelo Tofalo (M5S) ed Enrico Zanetti (Scelta Civica): chiedono di conoscere i costi della commissione di cui hanno fatto parte il vicecapo della Polizia, vari prefetti e funzionari d’alto livello chiamati a svolgere un lavoro che si è rivelato inutile. Ipotizzano responsabilità per danno erariale e all’immagine della Polizia. “Questo concorso è la sommatoria di tutto quello che non si deve fare”, ha detto Gabrielli mesi fa, mostrando disagio per il concorso nato prima del suo arrivo. I vertici della Polizia, interpellati ieri dai cronisti, non commentano la vicenda. Avanti tutta.

FACE A LA REPRESSION SAUVAGE DE MADRID ET AU REFUS DU REFERENDUM D’AUTODETERMINATION : LA CATALOGNE EN GREVE, POUR DEFENDRE SES DROITS DEMOCRATIQUES !

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ)

pour PCN-INFO/ avec PCN-SPO / 2017 10 03/

PCN-INFO - LM catalogne stratégie (2017 10 03) FR

« Une quarantaine d’organisations syndicales, politiques et sociales de Catalogne ont lancé dimanche un appel à la grève générale dans la région pour mardi, en réaction à l’intervention de l’Etat espagnol pour empêcher le référendum d’autodétermination jugé illégal par Madrid. “Nous condamnons fermement les violences commises par les forces de l’ordre espagnoles pour empêcher la tenue du référendum du 1er octobre”, ont déclaré les partisans de l’appel à la grève »

Madrid a perdu les 3 batailles essentielles :

Celle de l’image (répression dure contre des foules pacifistes désarmées), Celle de l’organisation (malgré les raids de la guardia civile, le referendum a massivement eu lieu), Celle de l’Histoire (Madrid et Rajoy apparaissent clairement comme les héritiers De la dictature franquiste, où est la « démocratie consolidée espagnole » ?) …

Le “oui” a remporté à 90% le référendum sur l’indépendance de la Catalogne, organisé dimanche en dépit de l’interdiction par le pouvoir central madrilène, a communiqué l’exécutif de la région autonome lundi vers 00h30.

Plus de deux millions de bulletins en faveur de l’indépendance ont été déposé dans les urnes. La police espagnole a tenté par la force d’interdire les Catalans de se rendre dans l’isoloir, faisant entre 300 et 90 blessés dimanche.

I-

SOLIDARITE AVEC LA GREVE GENERALE EN CATALOGNE

La Catalogne est en grève ce mardi, du FC Barcelone à la fameuse Sagrada Familia, pour défendre ses “droits” et dénoncer les violences policières perpétrées dimanche en marge du référendum interdit.

La grève avait dans un premier temps été convoquée par des syndicats minoritaires. Mais finalement, après les brutalités et les violences ayant amené dimanche plus de 800 personnes à solliciter une assistance médicale, les syndicats majoritaires dans la région ont décidé d’y adhérer pour montrer une image d’unité face à ces agressions. Les associations et partis indépendantistes, qui ont une importante capacité de mobilisation, également. “Je suis convaincu que cette grève sera très suivie”, a déclaré le président de la région Carles Puigdemont qui cherche aussi par ce biais à montrer que toute la société le soutient dans son bras de fer pour obtenir de Madrid, au minimum, un référendum d’autodétermination.

FACE A LA BRUTALITE DE MADRID (HERITEE DE LA DICTATURE FRANQUISTE) : LES ORGANISATEURS VEULENT FAIRE DE LA GREVE UNE DEMONSTRATION “DE PAIX”

Dans les faits, la grève est prévue au port de Barcelone, dans les universités publiques, les transports, le Musée d’art contemporain (MACBA), parmi les employés de l’opéra et même ceux de la fameuse Sagrada Familia, la cathédrale de Gaudi. Les organisateurs veulent en faire une démonstration “de paix”.

Le chef du gouvernement espagnol Mariano Rajoy est quant à lui resté silencieux, se réunissant lundi avec les leaders du parti socialiste et de Ciudadanos (centre, opposé à l’indépendance) pour étudier “le grave défi posé” par cette crise. Il a été pressé par l’Union européenne de dialoguer. L’ONU a souhaité une enquête sur les violences tandis que Berlin et Paris exprimaient honteusement leur soutien à une Espagne unie. Et le Parlement européen a annoncé qu’il débattra en urgence mercredi de la situation en Catalogne.

LE BARÇA SE JOINT A LA GREVE GENERALE PREVUE CE MARDI EN CATALOGNE

Le FC Barcelone a annoncé son intention de se joindre au mouvement de grève générale prévu mardi en Catalogne en réaction aux violences policières intervenues lors du référendum d’autodétermination de la région dimanche.

“Le FC Barcelone se joindra à la grève générale de mardi et en conséquence, le club sera fermé demain”, a indiqué le Barça dans un communiqué lundi. “Ni les équipes professionnelles ni les jeunes du centre de formation ne s’entraîneront demain”, est-il précisé.

L’immense majorité des stars du club, dont le quintuple Ballon d’Or Lionel Messi et Gerard Piqué, engagés dans des compétitions internationales cette semaine, ne devaient de toute façon pas s’entraîner mardi avec le Barça.

Les heurts intervenus dimanche entre policiers et partisans du référendum d’autodétermination ont fait au moins 92 blessés, et 844 personnes ont nécessité une intervention médicale, selon les autorités catalanes. A la suite de ces incidents, le Barça avait décidé de jouer à huis clos son match contre Las Palmas (gagné 3-0) dimanche soir, le président du club expliquant que cette décision avait été prise en réaction aux violences plutôt que pour des raisons de sécurité.

II-

POURQUOI NOUS SOUTENONS LES INDEPENDANTISTES CATALANS (ET TOUS CEUX DE L’UE, DU QUEBEC ET DES USA) !?

Notre position est simple :

Il faut affaiblir le Bloc politico-militaire américano-occidental et il faut briser les pays néocolonialistes et atlantistes à l’intérieur de celui-ci. Espagne, Grande-Bretagne, Roumanie, Belgique, etc …

Dans deux tribunes offertes par la Télévision d’état francophone iranienne PRESS TV, le géopoliticien Luc MICHEL, président du Bureau politique du PCN, expose LES CHOIX STRATEGIQUES ET TACTIQUES DE NOTRE ORGANISATION TRANSNATIONALE :

* Voir sur PCN-TV/

Emission complète « Reportage »

Les dessous de l’indépendance de la Catalogne sur https://vimeo.com/236546361

* Voir sur PCN-TV/

Emission complète « Le Débat »

Catalogne, un scrutin qui déchire l’Espagne sur https://vimeo.com/236551805

PCN-INFO/ LUC MICHEL/ ЛЮК МИШЕЛЬ/

______________________

Parti Communautaire Néoeurasien, PCN,

Neoeurasian Communitarian Party, PCN-NCP, Неоевразийская Общественная Партия, PCN- НОП, Neo Avrasyali Komunotarist Partisi, PCN-NAKP, Partidul Comunitar Neoeurasian, PCN …

ALLEZ LIKER LES PAGES MEDIAS DU PCN :

* PCN-SPO (Service de Presse du PCN)

https://www.facebook.com/PCN.NCP.press.office/

* PCN-TV (Télévision communautaire du PCN) https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV/

* LA REPUBLIQUE D’EUROPE,

la Page officielle d’information du PCN Wallonie-Bruxelles … https://www.facebook.com/la.Republique.d.Europe/

LES ‘CONFLITS GELES’ DE L’ESPACE POST-SOVIETIQUE

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Flash géopolitique – Geopolitical Daily/

2017 09 30/

LM.GEOPOL - Conflits gelés en cei (2017 09 30) FR (1)

Un des points chauds de la confrontation OTAN-Russie, ce sont les Républiques auto-proclamées de Pridnestrovie, Abkhazie et Ossétie du Sud, que l’on appelle aussi la « CEI-2 ». En outre, dans une confrontation similaire, c’est le Haut-Karabkh, soutenu par l’Arménie –  l’allié le plus proche de la Russie au Caucase, contre l’Azerbaïdjan, qui fut membre du GUAM pro-OTAN. C’est là que la confrontation entre l’OTAN et la Russie s’exprime directement, aux frontières caucasiennes et aux marches européennes de la Russie. Les USA et l’OTAN ont besoin de ces foyers de tension pour leur politique agressive anti-russe …

LM.GEOPOL - Conflits gelés en cei (2017 09 30) FR (3)

I-

LE CONTEXTE GEOPOLITIQUE :

« LES REPUBLIQUES VENUES DU FROID »

* L’Abkhazie (capitale Soukhoumi) :

ex-république autonome de la Géorgie soviétique depuis 1931, a combattu les forces géorgiennes de 1992 à 1994, au lendemain de la dissolution de l’URSS en décembre 1991. Soukhoumi ne reconnaît pas la souveraineté de Tbilissi sur son territoire et applique une politique visant à accéder à une indépendance reconnue par la communauté internationale.

* L’Ossétie du Sud (capitale Tskhinvali) :

Ex-région autonome de la Géorgie d’après la division administrative de l’URSS, l’Ossétie du Sud (capitale Tskhinvali) a proclamé son indépendance le 20 septembre 1990. Tbilissi a alors riposté et les opérations militaires ont fait des milliers de morts de part et d’autre de 1990 à 1992. Lors du premier référendum de janvier 1992, au lendemain de la disparition de l’URSS, l’Ossétie du Sud s’est massivement exprimée en faveur de son indépendance envers la Géorgie. Les Sud-Ossètes mettent le cap sur le rapprochement avec l’Ossétie du Nord, république du Caucase du Nord russe, notant que les Ossètes, du Nord comme du Sud, ont bénévolement intégré la Russie en 1774, une bonne trentaine d’années avant la Géorgie. Près de 99% des Sud-Ossètes ont dit « oui » au référendum organisé ce 12 novembre 2006 par les autorités séparatistes et proposant de faire de la région un Etat indépendant. Tskhinvali ne cache pas son objectif stratégique de réunification avec l’Ossétie du Nord, une république russe du Caucase du Nord, et refuse catégoriquement de reconnaître la souveraineté géorgienne sur son territoire.

* La Pridnestrovie (la PMR, capitale Tiraspol) :

zone la plus industrialisée de l’ancienne République soviétique de Moldavie et peuplée aux deux tiers par des Slaves, a proclamé son indépendance envers Kichinev en 1992, après la dislocation de l’URSS et à l’issue de plusieurs mois de combats contre les forces moldaves pro-roumaines. Depuis, Tiraspol refuse de reconnaître la souveraineté moldave sur son territoire et applique une politique indépendante, renforcée après le référendum sur l’indépendance de septembre 2006, très largement remporté par les partisans du rapprochement avec la Russie. Le 17 septembre 2006, un référendum a eu lieu en effet en République Moldave de Pridnestrovie (PMR), et, dans le cadre de cette consultation nationale, la majorité écrasante de la population de cette république autoproclamée s’est prononcée pour la poursuite de la politique d’indépendance de la Pridnestrovie et de son union avec la Russie.

* Le Nagorno-Karabakh (capitale Stepanakert) :

Enfin le Nagorno-Karabakh (capitale Stepanakert), qui se veut « le deuxième Etat arménien », enclave à majorité arménienne en Azerbaïdjan, a fait sécession de Bakou au terme d’un conflit armé qui a fait, entre 1988 et 1994, des milliers de morts. Le Haut-Karabakh bénéficiait, au sein de la république soviétique d’Azerbaïdjan, du statut de région autonome. En 1988, à la faveur de la perestroïka gorbatchévienne, la population locale a exigé la réunification de l’enclave à la république soviétique d’Arménie. Malgré de multiples tentatives de Moscou de faire revenir le calme dans le pays, une véritable guerre a éclaté entre la région et l’Azerbaïdjan après la chute de l’URSS en 1991. Le 2 septembre 1991, les autorités séparatistes ont proclamé l’indépendance de la République du Haut-Karabakh englobant la région autonome du Haut-Karabakh et le district de Chaoumian. Un cessez-le-feu est intervenu en 1994 mais la situation reste tendue, malgré des efforts de médiation du groupe de Minsk de l’OSCE. Depuis, des négociations sont en cours à différents échelons entre Bakou et Erevan.

II-

QUATRE « CONFLITS GELES »

Quatre « conflits gelés » perdurent autour de ces quatre républiques, que l’on tente, avec l’appui de l’OTAN et de Washington, d’annihiler par la force.

* En Abkhazie et en Ossétie du Sud agressées par la Géorgie, les combats n’ont cessé qu’après l’intervention d’une force internationale de maintien de la paix. Après l’agression de l’Ossétie du Sud par la Géorgie en août 2008 et la courte guerre entre la Russie et la Géorgie, Moscou a reconnu les deux républiques caucasiennes.

* La situation reste tendue dans le Haut-Karabakh, malgré le cessez-le-feu et les efforts de médiation de l’OSCE. « la prochaine guerre européenne évitable : le Nagorno-Karabakh » ? C’est la thèse du livre EUROPE’S NEXT AVOIDABLE WAR: NAGORNO-KARABAKH de Michael Kambeck (Editeur) et Sargis Ghazaryan (Editeur) pour Palgrave MacMillan. « Le Nagorno-Karabakh est le plus périlleux des conflits dits gelés en Europe de l’Est. Dans une région presque libre d’observateurs, les conséquences d’une nouvelle guerre dans le Haut-Karabakh sont largement sous-estimés », explique l’éditeur.

* La Pridnestrovie réclame depuis 16 ans son indépendance par rapport à la Moldavie, au travers de plusieurs referendum, et abrite un contingent de paix russe malgré l’opposition moldave. Avec l’arrivée de la Junte orangiste au pouvoir à Kiev (« Euromaidan »), un axe anti-PMR et anti-russe s’est constitué entre Bucarest, Chisinau et Kiev. USA et OTAN instrumentalisant la tension. Tiraspol, dont le poumon extérieur était Odessa, a été mise sous blocus.

III-

LA COMMUNAUTE DE LA « CEI-2 »

A noter que le 30 septembre 2006, les présidents des parlements de trois de ces républiques auto-proclamées – mais néanmoins en Droit international reconnues comme « sujets de droit international » en tant que parties à des conflits – (Abkhazie, Ossétie du Sud, Pridnestrovie) ont signé un accord instituant l’Assemblée parlementaire de la Communauté « Pour la démocratie et les droits des peuples ». Cette Communauté, qualifiée depuis de « CEI-2 », a été instituée en juin 2006 par les leaders des trois républiques et le Traité d’amitié prévoit une assistance mutuelle au niveau politique et économique, mais aussi, en cas d’agression, une assistance militaire.

(source : Luc Michel / EODE Think Tank)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

* PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel.3.Geopolitique/

TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

LE FANTOME GEOPOLITIQUE DE LA MITTELEUROPA (III). LA GRANDE-POLOGNE NOUVEL ALLIE PRINCIPAL DES USA EN EUROPE

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/
Luc MICHEL pour EODE/
Flash géopolitique – Geopolitical Daily/
2017 09 29/

LM.GEOPOL - Nostalgies Mitteleuropa III pologne (2017 09 29) FR (1)

« la participation des dirigeants européens aux guerres des USA et de l’OTAN se fait contre les intérêts fondamentaux à long terme de leurs peuples »
– général autrichien Von Lohausen
(disciple de Thiriart, un des pères de la « Géopolitique de la Grande-Europe »).

LM.GEOPOL - Nostalgies Mitteleuropa III pologne (2017 09 29) FR (3)

* La Pologne nouvel allié privilégié des USA en Europe occidentale et centrale :
Le basculement a été opéré entre la « vieille Europe » (Berlin, Paris) et la « nouvelle Europe » (Varsovie et cie) par Washington comme allié privilégié. Basculement amorcé sous Obama et amplifié sous Trump (qui a une aversion personnelle contre Frau Merkel et des sympathies idéologiques pour les régimes de droite de la Mitteleuropa).
Dans l’optique de la IIIe guerre mondiale (annoncée brutalement – la brutalité est la marque de la géopolitique américaine depuis la politique du « big stick » de Téodore Roosevelt – dans les analyses prospectives de Stratfor), la Pologne devient l’allié géopolitique principal et l’Allemagne, à la tête d’une UE résiduelle de douze membres, sort de l’Histoire.

* La prespective de la IIIe Guerre mondiale vue de Washington :
Les pronostics des géostratèges américains sur la future IIIe Guerre mondiale (entre 2040 et 2070) et le rôle de la Pologne et de la Roumanie sont éclairants : le choc principal se fait entre la Grande-Pologne et la Grande-Turquie néo-ottomane (Washington y agite aussi des nostalgies géopolitiques) pour le contrôle des Grands-Balkans. Après avoir servi de champs de bataille principal, dévastée par des frappes nucléaires tactiques, à la fin de la guerre, la Roumanie … est cédée à la Grande-Turquie et redevient une province néo-ottomane. Tout ce scénario diabolique est décrit in-extenso par Georges Friedman, le patron du puissant Think Tank US STRATFOR, dans son livre « The next hundreds year » ! Les roumains semblent inconscient de ce que leur réserve « l’alliance américaine » ?

* Quel est le rôle assigné par les USA à la Pologne en Europe ?
Les USA jouent habilement sur la nostalgie à Varsovie de la GRANDE-POLOGNE des XV-XVIIe siècle, capable de rivaliser avec Moscou, dont la sphère d’influence allait de la Baltique à la Mer noire, et qui avait annexé des provinces aujourd’hui bélarusses, roumaines et ukrainiennes.
Nostalgie assumée à Varsovie puisque le courant dominant de la géopolitique étatique polonaise se résume lui-même au slogan « de la mer à le mer » ! Dans les plans des géostratèges américains, la Pologne joue un rôle central contre la Russie, puis ensuite comme acteur central de la IIIe guerre mondiale dont le cœur, pronostiquent-ils, sera le combat pour la possession de la Mittel-Europa et des Balkans …

* Diviser pour régner, la politique westphalienne de Washington en Europe :
Alors que l’administration Obama (avec Clinton et Kerry) avaient privilégié Berlin (jouant notamment sur les nostalgies géopolitiques de la « Grande-Allemagne » à Berlin) et Paris (« Axe Washington-Paris », compensation économique pour la « Françafrique » en échange de sa satellisation politico-militaire aux USA), Trump va jouer la « nouvelle Europe » contre la « vieille Europe » (souvenez vous de la crise irakienne en 2002-2003). Et neutraliser Paris en la transformant en « nouveau sherif de l’Afrique ».

* Paralyser Bruxelles et combattre Moscou :
Ici aussi les pays de l’ex Pacte de Varsovie basculés dans l’OTAN et aux mains de forces hostiles à la fois à Moscou et à Bruxelles vont continuer à servir de cheval de Troie américain, Varsovie en tête, qui sera le partenaire principal des USA en Europe pour les décennies 2020-2050 !

Le tout est théorisé dans deux projets géopolitiques (tous deux dirigés à la fois contre la petite-Europe croupion de Bruxelles et la Grande-Europe eurasiatique de Moscou) :
– l’« Intermarium » (Pologne-Lithuanie-Ukraine) de Varsovie
– et son amplification par Washington (Conçu sous Obama, repris par Trump et Mattis), le bloc géopolitique dit des « Trois mers » (Baltique-Adriatique-Mer noire) …

* Sur le contentieux Paris-Varsovie, voir sur PCN-TV/ LUC MICHEL SUR PRESS TV (IRAN)/ DANS ‘REPORTAGE’ (28 AOUT 2017) :
AU CŒUR DE LA CRISE DU PROJET POLITIQUE EUROPEEN DE BRUXELLES : LE DOSSIER FRANCE VS POLOGNE

Sur https://vimeo.com/236542666

(Sources : EODE Think Tank)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

* PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel.3.Geopolitique/

TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

REFERENDUM EN CATALOGNE, UN SCRUTIN QUI DECHIRE L’ESPAGNE

# LUC MICHEL SUR PRESS TV (IRAN)/ DANS ‘LE DEBAT’ (2 OCTOBRE 2017) :

PCN-TV/ 2017 10 02/

* LE REFERENDUM DE CATALOGNE : UNE BOMBE GEOPOLITIQUE AU CŒUR DE L’UNION EUROPEENNE ET DE L’OTAN.

* LA FACADE « DEMOCRATIQUE » DE L’UE S’EST LEZARDEE A BARCELONE …

2017-10-02_200615

PRESS TV, la télévision iranienne internationale francophone, débat avec le Professeur Pierrre Dortiguier et le géopoliticien Luc MICHEL …

PRESS TV :

«L’Espagne traverse l’une de ses pires crises politiques depuis le retour à la démocratie, après la mort du dictateur Franco en 1975. Les autorités catalanes étaient déterminées à organiser un nouveau référendum sur l’indépendance de la Catalogne, dimanche 1er octobre. Un scrutin illégal aux yeux de la justice espagnole et que le gouvernement de Madrid a tout fait pour empêcher. Cette consultation à haut risque soulève bien des questions. La Catalogne, région de 7,5 millions d’habitants située dans le nord-est de l’Espagne, à la frontière franco-espagnole, dispose déjà d’un statut de communauté autonome. Elle possède son Parlement et son gouvernement avec des compétences étendues. Mais les indépendantistes font valoir que leur région, qui possède sa langue et sa culture, est une “nation” et non une “nationalité” comme le stipule la Constitution espagnole de 1978. Ces éléments justifient selon eux qu’ils disposent de leur propre État. Ils avancent également un argument économique. La Catalogne est la région la plus prospère d’Espagne : elle représentait à elle seule 19% du PIB du pays en 2016, au coude-à-coude avec Madrid. Aux yeux des indépendantistes, elle verse une contribution financière trop élevée à l’État espagnol, et son économie serait bien plus vaillante si elle était indépendante.

D’une manière générale, le gouvernement espagnol reproche aux indépendantistes d’alimenter le populisme et de tenter de tirer parti du marasme économique et de la crise politique, alimentée par les nombreuses affaires de corruption qui éclaboussent la famille royale. En laissant la Catalogne organiser un référendum sur la question, Madrid ouvrirait en outre la porte à des scrutins semblables dans d’autres régions traversées par un sentiment indépendantiste. À commencer par le Pays basque.

Le gouvernement catalan proclame l’indépendance de la Catalogne ,cette éventualité contraindrait Madrid à réagir. Le chef du gouvernement espagnol, Mariano Rajoy, pourrait appliquer l’article 155 de la Constitution qui l’autorise à suspendre l’autonomie de la Catalogne et prendre le contrôle de sa police. Il pourrait aussi arrêter des dirigeants catalans, tel le président Carles Puigdemont. Mais l’image de ces personnalités encadrées de policiers risquerait de faire le tour du monde et donnerait aux indépendantistes l’occasion de “passer de la logique de l’indépendance à celle de la défense de la démocratie contre un État répressif”. Le ton est monté entre indépendantistes catalans et autorités espagnoles, dimanche 1er octobre, alors que 5,3 millions de personnes étaient appelées à voter lors du référendum d’autodétermination de la région. Personnes âgées évacuées manu militari, irruption de la police antiémeute dans les bureaux, heurts avec les militants… La journée de vote a été marquée par plusieurs scènes fortes.

Luc Michel, géopolitologue et Pierre Dortiguier analyste politique nous donnent plus de détails à ce sujet.»

LUC MICHEL :

Dans ‘LE DEBAT’,

PRESS TV (Iran) débat avec le Professeur Pierrre Dortiguier et le géopoliticien Luc MICHEL …

* Voir sur le Site de PRESS-TV/

Emission complète « Reportage »

Catalogne, un scrutin qui déchire l’Espagne

http://www.presstv.com/DetailFr/2017/10/02/537225/Rfrendum-en-Catalogne-un-scrutin-qui-dchire-lEspagne

_______________

# PCN-TV

https://vimeo.com/pcntv

# PCN-TV sur les Réseaux sociaux :

* FaceBook : Allez ‘liker’ la Page officielle de pcn-tv !

https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV

* YouTube :

https://www.youtube.com/user/PCNTVnetwork