Emergenza abitativa, per le famiglie sgomberate di SS Apostoli altri 20 giorni di attesa

viste-a-ss.-apostoli-3Non lasceremo nessuno indietro, dicevano. Questa gente senza casa saranno certo fascisti cattivi. “„, altre notti in strada, perché queste sono famiglie che non hanno un posto dove andare“

L’accoglienza dei MENO EGUALI DEGLI ALTRI


Emergenza abitativa, per le famiglie sgomberate di SS Apostoli altri 20 giorni di attesa
„VIDEO | Emergenza abitativa, per le famiglie sgomberate di SS Apostoli altri 20 giorni di attesa

Veronica Altimari
21 febbraio 2018 07:45
Dopo ore di presidio sotto gli uffici della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo, la risposta alle 20 famiglie che dallo scorso agosto dormono sotto i portici della chiesa di Santi Apostoli: alloggio nell’immobile di via Gioacchino Ventura, ma solo tra 20 giorni.

Una vittoria, timida. Leggera quanto l’atteggiamento delle istituzioni, comunali e regionali, nel voler risolvere una volta per tutte la situazione alloggiava di decine di persone, tra cui anche dei bambini, che da mesi sono rimasti senza una casa dopo lo sgombero di Cinecittà.

Lo scorso 15 febbraio, dopo sei mesi, hanno lasciato la Basilica di Santi Apostoli per recarsi nell’immobile di via Gioacchino Ventura, a Pineta Sacchetti, trovandosi d fronte un enorme dispiegamento di forze dell’ordine, a bloccarne l’accesso. Solo la promessa di un incontro in Regione, quello che si è poi svolto di ieri pomeriggio, martedì 20 febbraio, li aveva fatti allontanare senza disordini. “Ora ci chiedono di spettare altri 20 giorni – spiega Cristiano dei Movimenti per il diritto all’abitare -, altre notti in strada, perché queste sono famiglie che non hanno un posto dove andare. E’ arrivato il momento che il comune di Roma metta in atto la delibera per l’emergenza abitativa”. La soluzione messa sul tavolo dalla Regione al Campidoglio “impone la collaborazione del Comune affinché le famiglie possano accedere all’interno dell’immobile – ribadiscono gli attivisti alla fine dell’incontro – perché terminati i lavori, il palazzo sarà agibile”.

Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/video-emergenza-abitativa-ss-apostoli-in-regione-.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

Le case popolari? A Roma la Raggi le assegna agli immigrati

virginia-raggi-campi-romi 10 MILIONI di italiani sotto la soglia di povertà? Chi se ne frega

Anche ai disoccupati e senzatetto italiani la Raggi da 800 euro casa e lavoro? Ma il motto dei 5S non era non lasceremo indietro nessuno? Qui le priorità mi sembrano chiare.


Le case popolari? A Roma la Raggi le assegna agli immigrati
La protesta di Manolo: “Una volta Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ora toglie agli italiani per dare agli stranieri” “Ho perso il conto degli anni passati ad aspettare una casa. Ho 10 punti, un figlio di 14 anni disabile,

15 Febbraio 2018 alle 21:01

Le case popolari? Virginia Raggi le ha date agli immigrati. Già perché è sufficiente scorrere la lista degli assegnatari dei 53 alloggi popolari di Roma, del dicembre dello scorso anno, per accorgersi che ben 21 sono andati a stranieri. E che il nome più frequente è Mohammed, che nella lista compare ben sei volte, poi c’è Fatiha, Banday Ali, Kabir, Abdel, Moustafa, Vadim, Fatou, Theresiamma, Gerald, Vivian, Maryam, Edna, Valentyna, Czeslawa, Jesus.

Ventuno stranieri, il 40% del totale. Sicuramente più bisognosi, perché con prole, rispetto agli italiani, che i figli non li fanno perché non hanno i soldi per mantenerli. Ma esultare, come ha fatto la sindaca, con quel suo “scroccopoli è finita”, quando a finire nell’angolo sono i cittadini italiani, che la costruzione di quelle case le hanno pagate con le tasse, è quanto meno di cattivo gusto. Ed è poi sufficiente scorrere sul sito del Comune l’elenco delle graduatorie aggiornato al 16 gennaio 2018 e leggere i nomi degli ammessi alle liste (sono criptati, è vero; ma per i cognomi che cominciano con Kru, Tho e Her ed i nomi con Hat, Kat e Mou è facile intuirne la provenienza straniera) per rendersi conto che il trend è in continua ascesa. Oltre al danno, la beffa. Per gli italiani.

Perché poi c’è chi, come Manolo di Tor Bella Monaca, intervistato dal Tempo, che racconta con amarezza della grande beffa: “Ho perso il conto degli anni passati ad aspettare una casa. Ho 10 punti, un figlio di 14 anni disabile, ma sono italiano e lavoro pagando le tasse. La sindaca dovrebbe considerare, quando fa questo genere di operazioni-legalità che la maggior parte degli stranieri un’occupazione nemmeno la cerca, c’è chi vive spacciando droga, e qui a Tor Bella Monaca è pieno; chi invece fa il venditore ambulante e logicamente figura come povero. Siamo alla follia: una volta Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ora toglie agli italiani per dare agli stranieri”.

http://www.ilpopulista.it/news/15-Febbraio-2018/23474/le-case-popolari-a-roma-la-raggi-le-assegna-agli-immigrati.html

Padova, marocchino picchia due anziani e un cane: arrestato, il giudice lo libera

marocchino picchia anzianiIl 65enne, massacrato a pugni in faccia dal clandestino: “Quel violento già libero, una presa in giro. Sapeva che sarebbe uscito subito. Mi blindo in casa”

15 Febbraio 2018

Deluso e amareggiato, da uno Stato che protegge i delinquenti e si fa beffe della gente onesta. Non ci sono altre parole per descrivere lo stato d’animo di Giampiero, il 65enne padovano che, per difendere un’anziana e il suo cagnolino vittime dell’ira di un immigrato marocchino, è stato massacrato di botte e ora si ritrova, con un’occhio bendato e dolorante, a chiedersi come mai quel delinquente sia già stato liberato. A mezzogiorno e quaranta di sabato scorso, in Via Altinate, un fiume di persone stava dirigendosi verso il centro della città del Santo. Una signora settantenne con il suo cane al guinzaglio stava camminando sul marciapiede, quando un ragazzo di colore, in bici, le ha tagliato la strada all’improvviso, rischiando di investirla. Lei ha alzato il braccio, gridando: “Impara l’educazione”.

L’immigrato, invece di tirare dritto torna indietro infuriato e inizia a prendere a calci il cagnolino, che cercando di fuggire trascina a terra l’anziana. Allora il giovanotto prende a calci anche lei, prima di inforcare la bicicletta e tentare di scappare. Sulla sua strada, in mezzo a decine di persone, trova però Giampiero, un uomo di 65 anni che lo afferra per un braccio e prova a fermarlo, mentre altri intorno si attaccano al telefono per chiamare la Polizia. Il nordafricano è incontenibile e prende l’anziano a pugni in faccia, fino a ridurlo a una maschera di sangue. I passanti si fermano a guardare e urlano senza però immischiarsi per paura di essere a loro volta colpiti, finché non arrivano due pattuglie della Polizia, una della Squadra volante e l’altra del Reparto prevenzione crimine.

Gli agenti si gettano addosso al picchiatore, lo bloccano e lo portano in Questura dove scoprono chi è. Si tratta di Essalihi Tarik, marocchino 39enne con permesso di soggiorno scaduto nel 2014 e quindi clandestino, senzatetto e senza un lavoro. La polizia lo arresta con l’accusa di lesioni gravi e maltrattamento di animali. L’anziana proprietaria del cane si rinchiude in casa colpita da crisi di panico. Giampiero, l’uomo che ha provato a difenderla, trascorre una giornata intera in ospedale, con la bocca rotta e gli zigomi gonfi a causa degli ematomi. Il pm chiede la misura di custodia cautelare in carcere per Tarik, che si avvale della facoltà di non rispondere. I reati che gli vengono contestati (lesioni personali aggravate da futili motivi) non superano però i tre anni di pena.

Risultato? Il giudice del tribunale decide che due notti in carcere sono sufficienti, così lunedì libera il marocchino senza nemmeno emettere nei suoi confronti un provvedimento di espulsione. Giampiero, dolorante, decide di chiamare un fabbro per blindare porte e finestre e fa installare sensori d’allarme a casa, nel terrore che Tarik possa tornare da lui a completare l’opera, intanto rilascia alcune dichiarazioni ai quotidiani locali: “Mi hanno dato solo 20 giorni di prognosi, se me ne davano 25 magari restava dentro un po’ di più”. Amarezza che si alterna alla delusione per una giustizia ingiusta: “Una beffa, la solita beffa. Del resto, chi si aspettava qualcosa di diverso?Non certo io. Infatti, vede cosa sto facendo?”. Sta trasformando casa sua in una gabbia, chissà quando ne uscirà più.

Nel mirino anche l’amministrazione comunale a guida Pd: “E chi si sente più sicuro in questa città? Quell’individuo era un fantasma. Clandestino dal 2014. Ora lo mollano e torna libero. Una presa in giro”. La notizia si diffonde in giro, amplificata dai social network. Tarik Essalihi, il marocchino che sabato a mezzogiorno ha massacrato due anziani e picchiato un cane in Via Altinate, è tornato libero. “Non mi vergogno a dirlo, io ho paura” spiega Giampietro. “Era una giornata stupenda e così siamo stati in centro a fare due passi” racconta, con accanto la moglie. “A quell’ora stavamo tornando al silos di Via Gozzi, dove avevamo lasciato l’auto. Quando ho visto quel ragazzo prendere a calci il cane dell’anziana, con la povera donna a terra, non ce l’ho fatta a star fermo” spiega, emozionato.

“Non credo di meritare encomi o riconoscimenti. Chiunque abbia un po’ di senso civico si sarebbe comportato come me”. Giampiero è un ex magazziniere in pensione. Ha un fisico robusto ma si è trovato a fronteggiare una persona con trent’anni in meno di lui, fuori di sé, ed ha avuto la peggio. “Subito mi ha sferrato un pugno in faccia e poi, non contento, una testata. Guarda qua come mi ha ridotto. E quando l’hanno fermato i poliziotti? Un agnellino. Lui sapeva già che sarebbe uscito entro pochi giorni”. Lui e la signora anziana aggredita si sono scambiati il numero di telefono, per potersi parlare, per incoraggiarsi in questo momento difficile: la loro città sembra essere diventata ostilee ormai, da quando governa la sinistra, non passa giorno senza che avvenga un episodio violento.

FONTE

 

A Osimo e Filottrano con “O la troika o la vita”

Nuova immagine (1)

 

Nuova immagine

Continuando il giro nelle Marche e in Centro Italia, terra di terremoti coadiuvati dall’incompetenza, malaffare e cattive intenzioni del regime, “O LA TROIKA O LA VITA – EPICENTRO SUD” si presenta sabato 24 sera a Filottrano e domenica 25 pomeriggio a Osimo (AN). Sarà anche l’occasione, assieme a una carrellata attraverso le devastazioni pianificate dai mondialisti contro Stati, popoli e ambienti sovrani (Usa, UE, FMI, BCE), a partire dalla Grecia e a finire con l’Operazione Migranti, passando attraverso la distruzione e lo spopolamento dei nostri territori, per qualche riflessione su cosa significhi “arma di distrazione di massa”. Tipo l’incombente minaccia del ritorno del nazifascismo, tipo la guerra dei fakenewisti al potere, Boldrini sulla prua,  contro la presunte Fake News delle verità non gradite all’establishment, tipo le categorie “politico-antropologiche” degli uomini tutti violenti e le donne tutte vittime. Tipo il fascismo vero, nuovo, travestito, dove sta. E altro che riguardi la frantumazione di società e comunità in vista del governo globalizzato totalitario. Con le forze politiche che vi partecipano, utili idioti o amici del giaguaro. Ma ovunque punteremo lo sguardo ci consoleranno la nascenti, irriducibili resistenze.

LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE/ VOLET DES DOSSIERS DITS ‘DES BIENS MAL ACQUIS’ EN SUISSE : UN DES PROCUREURS SUISSES RECUSE !

# WEBTV

« La récusation d’un procureur est un fait rare »

– La Tribune de Genève.

WLVDLGE - BMA suisse recusation (2018 02 20) FR

Le Tribunal fédéral suisse a désavoué ce 23 janvier 2018 le procureur Claudio Mascotto « pour son manque d’impartialité dans l’instruction pénale ouverte par le Ministère public genevois à l’encontre du vice-président de la Guinée équatoriale ».

Ce dernier est accusé de blanchiment d’argent. Le Tribunal fédéral a ordonné la récusation de Claudio Mascotto, l’un des deux procureurs chargés de l’enquête contre le vice président de Guinée équatoriale, Teodoro Nguema Obiang Mangue. « Une décision extrêmement inhabituelle ». Les juges accèdent ainsi à la demande du gouvernement équato-guinéen et d’une avocate de l’étude genevoise A. S. qui dénonçaient un manque d’impartialité.

Révélée par le site de ‘La tribune de Genève’, l’information complique l’enquête ouverte à l’automne 2016 à l’encontre du vice-président.

En 2015 déjà, une enquête du ‘Temps’, instiguée par l’avocat français Bourdon (homme clé d’une galaxide d’Ong liées au lilliardaire Sorös), avait révélé les liens de Teodoro Nguema Obiang Mangue avec la Suisse dans le cadre de la procédure des “biens mal acquis” entamée en France. Accusé de blanchiment d’argent, détournement de fonds publics et corruption, le vice-président a été condamné en novembre 2017 à Paris à trois ans de prison et 30 millions d’euros d’amende, le tout assorti d’un sursis. Ses avocats ont fait appel de cette décision qui, pourrait être annulée en fonction de la décision qui sera prise en février, par la Cour internationale de Justice (CIJ) de La Haye, organe juridique de l’ONU.

« UN SACRE COUP DE MASSUE POUR LA JUSTICE GENEVOISE ET UNE VICTOIRE POUR LA GUINEE EQUATORIALE »

Pour l’heure, l’incertitude demeure quant à la suite de l’instruction genevoise. Claudio Mascotto sera-t-il remplacé ou l’autre procureur désignée, Johan Droz, officiera-t-il seul ? ‘La Tribune de Genève’

précise que les décisions prises jusqu’ici par le magistrat récusé ne sont pas invalidées.

Il n’en demeure pas moins, que c’est « un sacré coup de massue pour la justice genevoise et une victoire pour la Guinée équatoriale », disent les médias suisses.

* Voir aussi sur PANAFRICOM/

Luc MICHEL, ENQUETES SUR LA DESTABILISATION DE L’AFRIQUE (V) : LE VOLET SUISSE DE L’AFFAIRE DITE ‘DES BIENS MAL ACQUIS’, LA PROCHAINE DESTABILISATION EN AFRIQUE …

sur http://www.panafricom-tv.com/2017/09/07/panafricom-enquetes-sur-la-destabilisation-de-lafrique-v-le-volet-suisse-de-laffaire-dite-des-biens-mal-acquis-la-prochaine-destabilisation-en-afrique/

ECUATORIAL GUINEA TV /

WEBTV LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE/

2018 02 20

_____________________

Suivez-nous sur le Net, les réseaux et médias sociaux :

* WebTV LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE http://www.lavoixdelaguineeequatoriale.tv/

* ECUATORIAL-GUINEA-TV

https://vimeo.com/ecuatorialguineatv

* PAGE OFFICIELLE The Voice of Ecuatorial Guinea – La Voix de la Guinée Equatoriale https://www.facebook.com/ecuatorial.guinea/

* Twitter GUINEE EQUATORIALE @GuineaEcuato https://twitter.com/GuineaEcuato

* PRESIDENT OBIANG NGUEMA MBASOGO Official Panafrican Fan Club https://www.facebook.com/groups/obiangnguemambasogo.fanclub/

LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE/ QUAND MALABO TRAINE PARIS DEVANT LA ‘COUR INTERNATIONALE DE JUSTICE’

# WEBTV 

DES NATIONS-UNIES

WLVDLGE - CIJ la haie I (2018 02 20) FR (2)

La Haye – La France a remis en cause, hier, lundi 19 janvier, l’implication de la Cour internationale de justice (CIJ), saisie par la Guinée équatoriale dans l’affaire des Immunités et procédures pénales, alors que s’y ouvre cette semaine de nouvelles audiences publiques.

Hier, lundi 19 février s’est ouvert devant la Cour internationale de justice (CIJ), à La Haye le deuxième volet de l’affaire des Immunités et procédures pénales, initiée en 2016 par la Guinée équatoriale à l’encontre de la France.

Pour Paris, “la saisine de la CIJ n’est ni plus ni moins un moyen pour la Guinée équatoriale de faire de la Cour une caisse de résonance pour mettre en avant ses arguments”, a ainsi affirmé hier, à l’ouverture des audiences le professeur Alain Pellet, membre de la délégation française. Selon lui, cette requête abusive a également pour but “de ralentir, voire de paralyser, la procédure pénale [des dits “Biens mal acquis”] lancée en France”. Cette dernière conteste ainsi la compétence de la Cour internationale de justice dans cette affaire, en invoquant la « Convention des Nations unies contre la criminalité transnationale ».

Ce matin, mardi 20 février, la Guinée équatoriale répondait à son tour, tandis qu’un deuxième tour de plaidoiries se tiendra mercredi et vendredi. Ainsi, défilent à la barre, Monsieur Carmelo Nvono Nca, ambassadeur de la Guinée équatoriale en Belgique et au Pays-Bas, et les avocats de la Guinée équatoriale : Maître Jean-Charles Tchikaya, avocat au barreau de Bordeaux ; Sir Michael Wood, K.C.M.G., membre de la Commission du droit international, membre du barreau d’Angleterre, et enfin, Maître Maurice Kanto, professeur à l’Université de Yaoundé II (Cameroun), avocat au barreau de Paris, membre et ancien président de la Commission du droit international.

LES PROCEDES “MALHONNETES” ET LES VIOLATIONS REPETEES DE LA FRANCE CONCERNANT LA GUINEE EQUATORIALE, ETAT SOUVERAIN

Dès l’ouverture de l’audience, ce matin, à 10h00, et tout au long de la plaidoirie, Malabo est restée ferme concernant la « Convention de Vienne » sur les relations diplomatiques à la lumière des faits de l’affaire (art. 22). La délégation équato-guinéenne réitère ses vives protestations concernant les procédés “malhonnêtes” et les violations répétées de la France concernant la Guinée équatoriale, Etat souverain.

La Guinée équatoriale a rappelé les relations bilatérales étroites avec la France et les nombreuses tentatives de conciliation, négociation dans ce litige… en vain. La France ayant toujours réfuté la reconnaissance de l’immeuble avenue Foch en qualité de mission diplomatique et l’immunité de Teodoro Nguema Obiang Mangue, vice-président de la République de la Guinée équatoriale, en charge de la Défense de l’Etat. La Guinée équatoriale prie la Cour, sur le fondement de la Convention de Vienne de rejeter les demandes préliminaires de la France.

« REQUETE ABUSIVE » OU JUSTE RETOUR DES CHOSES ?

Au départ, cette affaire concernait à la fois l’immunité de fonction du vice-président équato-guinéen Teodoro Nguema Obiang Mangue et le caractère diplomatique d’un hôtel particulier parisien situé au 42, avenue Foch et qui abrite l’ambassade équato-guinéenne. Lors d’un verdict, en décembre 2016, la CIJ s’est déclarée incompétente pour juger de l’immunité du vice-président Teodoro Nguema Obiang Mangue.

Elle a néanmoins reconnu provisoirement le caractère diplomatique de l’immeuble, le temps de pouvoir juger cette affaire sur le fond. Une claque pour la France qui ne s’attendait pas à une telle décision !

Cette première décision avait été rendue en urgence à la demande de Malabo, en décembre 2016, quelques mois avant l’ouverture du procès dit des “biens mal acquis”, qui visait Teodoro Nguema Obiang Mangue et son patrimoine français, dont l’hôtel particulier parisien, soupçonné d’avoir été acquis par l’équato-guinéen, avec d’autres biens, en détournant les fonds publics de son pays. La décision de la CIJ avait alors mis à l’abri l’immeuble d’une éventuelle perquisition, cela en accord avec la convention de Vienne dont la France, d’après les avocats de la Guinée équatoriale aurait violé les articles 4, 5 et 18.

Le vice-président Teodoro Nguema Obiang Mangue, chargé de la Défense nationale et de la sécurité de l’Etat a finalement été condamné en octobre 2017 par le Tribunal de Paris, à trois ans de prison et 30 millions d’euros d’amende avec sursis. Décision dont le vice-président a sans surprise, fait appel.

Cette fois, la Cour internationale de justice devra statuer définitivement sur le caractère diplomatique de l’immeuble. Si elle confirme sa première décision, l’hôtel particulier ne pourra donc pas être saisi par la France dans le cadre de l’affaire dite des “Biens mal Acquis”.

Pour achever ce premier tour de plaidoirie, la juge Xue, vice-présidente de la Cour a demandé aux avocats de la France si :

« L’affaire de blanchiment à l’encontre du vice-président de la Guinée équatoriale est-elle la seule affaire où l’immunité d’un haut fonctionnaire étrangé a été rejetée par la justice française ? »

Là, dans cette question choc transpire le caractère unique de l’acharnement de la France envers la personne du vice-président équato-guinéen. Le point final de ce premier tour de plaidoirie laisse t-il entrevoir un début positif d’ordonnance pour la Guinée équatoriale ?

* Voir aussi sur # EODE-TV/

LUC MICHEL:

AFFAIRE DITE ‘DES BIENS MAL ACQUIS’. COMPLOT CONTRE LA GUINEE EQUATORIALE AU ‘PROCÈS’ DE PARIS

sur https://vimeo.com/198856065

ECUATORIAL GUINEA TV /

WEBTV LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE/

2018 02 20

_____________________

Suivez-nous sur le Net, les réseaux et médias sociaux :

* WebTV LA VOIX DE LA GUINEE EQUATORIALE http://www.lavoixdelaguineeequatoriale.tv/

* ECUATORIAL-GUINEA-TV

https://vimeo.com/ecuatorialguineatv

* PAGE OFFICIELLE The Voice of Ecuatorial Guinea – La Voix de la Guinée Equatoriale https://www.facebook.com/ecuatorial.guinea/

* Twitter GUINEE EQUATORIALE @GuineaEcuato https://twitter.com/GuineaEcuato

* PRESIDENT OBIANG NGUEMA MBASOGO Official Panafrican Fan Club https://www.facebook.com/groups/obiangnguemambasogo.fanclub/

THE INFLATION HAS NOT BEEN JUDGED, IT HAS BEEN DISSIMULATED AND IT WILL IMPLOSE THE SYSTEM

  Bibeau.robert@videotron.ca    Éditeur.   http://www.les7duquebec.com

14.2.2018

THE ARTICLE IS AVAILABLE ON THE WEBMAGAZINE:

http://www.les7duquebec.com/7-au-front/linflation-na-pas-ete-jugule-elle-a-ete-dissimulee-et-elle-fera-implosee-le-syteme/

More money in circulation and yet less inflation?

A curious phenomenon, very little analyzed in the “economic” or “generalist” press, which we prefer called the mainstream press “people, format and governance-management”, remains unexplained while two contradictory economic factors coexist: a massive injection of liquidity (money) in the economy and a controlled inflation, which remains at low levels and does not increase over the period 2008 to 2018. (1)

What is the inflation?

Inflation is manifested by the rise in the price of goods which have not yet increased their “value”, only the prices are rising (2). The inflation indicates a decline in the value of goods (including labor force) and the instrument of exchange, the money

Clearly, the inflation is the devaluation of money (money) which leads to the depreciation of wages (income) and the decrease in the purchasing power of individuals. It is often observed that the go-left is on the lookout for reductions in social benefits and government allowances, while remaining steadfast in the face of rising inflation which further erodes the purchasing power and living conditions of the poor salaried workers. There is an unsolicited admission.

But, we will be told, the inflation is curbed, barely 2% per year on average. Looking at the average inflation rates in five currency zones (dollar, yen, euro, pound sterling and yuan), we are surprised at the low rate of inflation (Figure 1). Japan, having already begun its phase of economic depression, is even registering negative rates, a fall in consumer prices, which will soon be the lot of all capitalist and socialist economies, if any remain.

                                                      Figure 1

1-1

However, since 2012 the central banks of the countries or group of countries in this sample have not been deprived of printing money and issuing astronomical amounts of fiat money (3). But, as Laurent Herblay write: “If the total monetary base available in the economy is inflated ex nihilo, each monetary unit represents a lower value, as the value of the goods is broken down into a larger number of coupons – of euros, dollars, etc. (4).

Quantitative Easing, do you want money here?

Despite very low interest rates and massive injections of liquidity, the price and wage indexes are progressing more or less. Since 2008, in order to counter the deflationary pressures on the economy, the central banks have acted both on the price of the currency (low interest rates and even negative) and on its volume, thanks to their policies of “Quantitative Easing”, and the subsequent issuance of liquidity by private banks via consumer credit (to households and students), the corporate credit and the government credit (debt sovereign) as shown in Figure 2 (5).

Figure 2

2-1

The estimated amount of money in circulation in the world is over US $ 200 trillion (6), and this quantum is skyrocketing every year, which should normally translate into runaway inflation. Yet no, the inflation remains low, the wages hardly increase while the household debt is catastrophic, which augurs badly the day before the rise in interest rates demanded by the bankers. It will be remembered that the 2007-2008 banking – market crisis was triggered by a rise in interest rates by the US Fed following several years of excessive indebtedness of individuals, businesses and governments. In 2018 the global financial situation is similar, but worse.In recent weeks the equivalent of four trillion dollars has evaporated on the global stock exchange, proof that this junk capital did not really exist, it was “monkey money”, say the US traders. Incidentally, on Monday, February 5, the Dow Jones index on Wall Street fell by 1500 points (-10%) at the height of a panic wind (7). In our view, this is a warning that the swindlers have been used by Western central bank managers and rogue politicians to stop procrastinating and start raising the rent on the money. Thus, the same evening, the financial mercenaries and the literary hacks in the pay, in megaphone of the media of “governance-management”, barked with satiety that it would not be two rises of the interest rates which one would have to anticipate but four successive increases this year, hammering the message of their bosses to the officials of capital. Which means that in the West it is millions of people in debt who will be bankrupt in 2018 and thrown on the streets. Not to mention that the states will see their deficits exploded and their sovereign debt soar, resulting in further tax increases. Forgotten, however, the closure of illicit tax shelters for the rich, these are acquired rights of multinational capital.

What’s happening on the stock market?

What happens on the stock market? Could a law of capitalist political economy have been transgressed without a mechanical reaction on the part of the system? Marx would have been wrong? Not at all. Invisible in the consumer price indices, the inflation is very clearly present in the price of certain financial (stock-exchange) as a result of the expansion of credit. QE (Quantitative Easing) consists of massive programs of securities buybacks. The financial markets have experienced and are experiencing a considerable increase, not directly related to the results of the companies concerned (8). In this way, the shares of some companies are bought back at 10 times the value of anticipated profits. The gain for the speculator lies not so much in the expected dividends of the company as in the speculative outbidding that will allow him to resell these even more expensive shares to the following speculators, it is the mechanism of operation of the financial pyramid Madoff, well known in financial and administrative circles and still ongoing. (9) All this has been made possible by the overexploitation of the workforce of employees. Here’s how Laurent Herblay describes this process: “The revival of activity by credit, especially that made to companies, has not been passed on to individuals in the form of a wage increase, particularly since 2008. Not only the nominal value of wages stagnated or even fallen sharply, but the conditions of job insecurity has increased: the proliferation of fixed-term contracts, precarious jobs and “micro-jobs”, particularly in Germany, has contributed to a slackening of wage growth, as shown in Figure 3. (10) 

Figure 3

3-1

Wage devaluation, precarious and poorly paid jobs, and retention of the monetary creation of the monetary base (M0), these are the three “mechanical” explanations of the apparent lack of impact of the activities of “Quantitative Easing” on inflation. We must not believe that bankers, financiers, investors, stockbrokers and their politicians are scammers, malicious villains who plot in the back of the workers to hurt them arbitrarily. All these people have the mission to manage the portfolios of actions and to increase the collective heritage, it is the mission that entrusted to them the capitalist mode of production. It turns out that this mode of production operates according to imperative laws that no one can transgress without being discarded as an obsolete economic vector. This is so true that following the crisis of 2008, many capitalists and their political sycophants who became aware of the dysfunctions of the capitalist economic model and who tried to “reform” it, including the go-left, unsuccessfully however as proves it this report of the French Senate where it is written:

“In fact, since the crisis of 2008, no problem has been solved, after ten years of crisis the probability of reissuing a crash of the financial system of equivalent magnitude has not decreased, quite the contrary. […] All the ingredients, old and new, of a new crash are there” (p.224). The few measures to make the system less unstable, which may have been imposed on him under the influence of emotion and the pressure of public opinion, have not only left the essential untouched, but have been largely compensated by the negative effects of the treatment used to get him out of the coma and revive the economy: the massive injection of cash and interest rates at the limits of the thinkable.»(11).

The capital exchange

The unstoppable laws of capitalist political economy are applied and can not be circumvented or reformed, though bankers, financiers, administrators, paid politicians and the subsidized go-left think. The function of capital – at the base of the system – is to value oneself – to produce surplus value in order to increase one’s ability to swallow overwork – the unpaid portion of the workday. If, for any reason, the capital no longer succeeds in completing its normal cycle of expanded reproduction, then, like water in the river, the capital will seek another way of passage, without realizing that this alternative path is actually a stalemate. Create “value”, wealth by market capitalization without producing goods for markets does not obviously guarantee the production of value, necessary work and overlabor, salaries and capital gain where from arises the profit.

Find where is hiding the inflation

There is no miracle, the money creation generates an increase in prices (inflation), it is still necessary to know which ones. As the article in Les Echos notes, the first easily observable inflation is that of financial assets (12). In turn, this rise in financial assets also ignites the real estate prices (13). As real estate costs are rising sharply, it is usually the wealthy who have large portfolios of assets that invest in real estate. The expansion of the money supply has indeed “trickled”on a part of the privileged. The wealthiest class has further widened the gap by having access to an additional manna of credit for goods that only it can afford. As we specify in a previous article “Money calls money and clumps naturally” and the anti-globalists and other varieties of leftists can not change anything, they would have accumulated a billion signatures at the bottom of their phoney petitions. (14)

Briefly, the stock market acts here like a black hole which sucks up all cash while the production – a single source of wealth creation – stagnates and income contracts at the base of the social pyramid while the virtual (fictional) wealth explodes at the top of the pyramid where are concentrated the volatile speculative stock value (until the crash). Thus, the fictitious stock exchange values, not backed by goods, means of production, marketing or communication – require new credits that the political authority will have to requisition in the pockets of individuals, businesses, traders, in the pockets of those who work and produce value, especially surplus value – this value not paid to workers – to feed the stock market and banking beast. It is impossible to reform or “to reformat” this system (mode of production), the proletariat has to bring down it and build a new mode of modern production.

Natixis would have converted!

Let us pay tribute to the Natixis Bank of Paris for having recognized the merits of the Marxist analysis of the capitalist mode of production in these terms: “Marx was right, the decline of the efficiency of the companies (slowdown of the Global Productivity of the Factors), other things being equal, would imply a decline in the return on capital of firms. The businesses respond to this development by reducing wages (by distorting the revenue sharing for profit). But this strategy has a limit, reached when the low wages become too low (equal to the wage of subsistence) and the “capitalists” then launch in speculative activities which make appear financial crises» (15).

                                                                  NOTES

  1. Laurent Herblay on: https://www.agoravox.fr/actualites/economie/article/la-mondialisation-heureuse-contre-201198and https://www.agoravox.fr/actualites/economie/article/la-mondialisation- happy-against-201197
  2. The market value of a commodity is equivalent to the amount of work required for its production and marketing. Value is therefore a relation between working time and the value of the labor force (wages and benefits). The rate of inflation is defined here:

http://www.linternaute.com/dictionnaire/fr/definition/taux-d-inflation/ “Loss rate of  the purchasing power of the currency is characterized by a general increase and constant price”.  

  1. https://fr.wikipedia.org/wiki/Monnaie_fiduciaire
  2. Laurent Herblay: https://www.agoravox.fr/actualites/economie/article/la-mondialisation-heureuse-contre-201197
  3. QE (Quantitative Easing) is a radical and simple way to massively expand the available liquidity in the economy. A central bank decides to create money, not by issuing notes and coins, but by creating a simple line of credit. The financial world has long gone from a fiat currency to a scriptural currency. From this credit decided ex nihilo by a writing game, she bought a number of financial assets from private investment banks, stocks, bonds or derivatives. These massive purchases are giving private banks fresh new liquidity, allowing them to extend more loans to individuals under low interest rates. Ultimately, this flow of credits is supposed to boost the consumption and blow on economic activity”.

Source:  https://www.agoravox.fr/actualites/economie/article/la-mondialisation-heureuse-contre-201235 What ultimately leads to the fact that each monetary unit (yuan, dollar, yen, euro or ruble) that a bank kept in reserve represented, in 2013, 370 times its value in circulation.

https://fr.wikipedia.org/wiki/Monnaie_fiduciaire

  1. Whether in the form of aggregates M0, M1, M2, M3, or M4 as defined here:

https://fr.wikipedia.org/wiki/Masse_monétaire  Other data here:

http://www.quiperdgagne.fr/ 2013/03/21 / the-world-in-some appalling figures-a-you-give-the-vertigo /

  1. A panic grabbed Wall Street on Monday, where the New York City’s flagship index fell drastically after several months of market euphoria regularly welcomed by President Donald Trump».

Http://www.lapresse.ca/business/marches/201802/05/01-5152623-the-dow-jones-perd-more-1100-points.php

  1. https://www.lesechos.fr/idees-debats/cercle/cercle-173178-non-linflation-na-pas-disparu-elle-sest-deplacee-2110020.php
  1. https://fr.wikipedia.org/wiki/Bernard_Madoff
  1. Also known as the “Central Bank Currency”, the Monetary Baserefers to both the notes and coins in circulation and the monetaryassets held by the banks with the Central Bank. This monetary base is  of paramount importance in the process of monetary

https://www.agoravox.fr/actualites/economie/article/la-mondialisation-heureuse-contre-201198

  1. http://www.senat.fr/rap/r16-393/r16-3931.pdf
  2. https://www.lesechos.fr/idees-debats/cercle/cercle-173178-non-linflation-na-pas-disparu-elle-sest-deplacee-2110020.php
  3. In Canada “The housing bubble is primarily based in the Greater Vancouver and Greater Toronto Area and surrounding cities. Housing prices in Vancouver increased by 27 per cent from February 2015 to February 2016, reaching an average of $ 1.3 million for a single-detached home. The average price of a single-family house even went up to $ 1.7 million in July 2016. For its part, housing prices in the overheated housing market in the City of Toronto increased by 33% between March 2016 and March 2017, the average price of a single-family home reaching $ 1.6 million. The price of a home in the Greater Toronto Area averaged $ 916,567 in March 2017, compared to $ 688,011 a year ago. http://www.les7duquebec.com/7-dailleurs-2-2/la-situation-economique-et-politique-au-canada-en-2017/
  4. Robert Bibeau. October 2017. http://www.les7duquebec.com/actualites-des-7/la-richesse-continue-de-se-concentrer-au-sommet/
  5. https://www.agoravox.fr/tribune-libre/article/les-predictions-de-karl-marx-201269

Traduction   by  Claudio Buttinelli.  Roma

UPDATE OF THE PROLETARIAN POLICY ON THE NATIONAL ISSUE

NATIONAL ISSUE AND PROLETARIAN REVOLUTION UNDER MODERN IMPERIALISM

 

Robert Bibeau

ENGLISH BOOK  FREE  (HERE)  http://www.les7duquebec.com/wp-content/uploads/2017/05/bon-NATIONAL-QUESTION-AND-PROLETARIAN-REVOLUTION-UNDER-THE-MODERN-IMPERIALISM-revision.docx ET ITALIAN BOOK  (ICI) http://www.les7duquebec.com/wp-content/uploads/2017/05/bon-QUESTIONE-NAZIONALE-E-RIVOLUZIONE-PROLETARIA-SOTTO-LIMPERIALISMO-MODERNO-revisione.docx GRATUITEMENT EN TÉLÉCHARGEMENT.

Bibeau.robert@videotron.ca

Éditeur du webmagazine  http://www.les7duquebec.com

THE NEW MILITARY POLICY OF THE UNITED STATES – ATTENTION – DANGER !

Bibeau.robert@videotron.ca    Éditeur.   http://www.les7duquebec.com

12.2.2018

THE ARTICLE IS AVAILABLE ON THE WEBMAGAZINE:

http://www.les7duquebec.com/7-au-front/la-nouvelle-politique-militaire-des-etats-unis-attention-danger/

What’s new in US military and nuclear policy released by the Pentagon on Friday, February 2? (1)

pentagone-defense-americaine-etats-unis

– An increase in US military spending, a “Déjà vu” (2)

– The development of new tactical nuclear weapons of limited capacity and limited scope.

– The threat of using these lethal nuclear weapons against a non-nuclear state.

– The threat of using these lethal weapons, the first (and no longer in response to a nuclear attack) and against any country wherever it is on the planet.

220px-DavyCrockettBomb

Which countries are targeted by the American government by this new bellicose policy?

– Russia as an energy supplier and armed arms of China’s economic and financial superpower, its ally (3).

– China as America’s first competing economic – financial – stock market and military power.

– North Korea as an ally and proxy battleground between the two giants seeking the global hegemony.

– Iran as a hydrocarbon supplier to China and as a recalcitrant state defying US hegemonic aims.

 Thus Iran refuses to make the US dollar the sole currency of its international trade.

The European Union, allied of the United States, who receives this ultimatum “You are with us in this nuclear warlike adventure or you are against us!  However, the European states are likely to be on the front line again as in the two previous world wars and it is not at all certain that the globalized European Grand Capital wants to play the Turkish head for a third consecutive time.

– All countries of the world, big and small, allies or enemies of the United States, which the Pentagon threatens, thus, nuclear retaliation if they dare to resist its deleterious hegemony.

The same American people, if not in response to the growing misery he dared to resist and revolt against his captors.

usa12

Why is this new militarist policy unveiled at this time? What are the US looking for today?

– The American financial establishment and an important group of generals are at bay, because they are aware of the economic collapse of America. The dollar is threatened and through it the whole rickety scaffold of the American economy. The debt is stunning, the titanic and recurring trade deficit, the real unemployment is astounding and the poverty spreads, the tangible social tensions and the made casual society is about to burst. Our webmagazine publishes a series of articles describing the poverty which spreads   http://www.les7duquebec.com/?s=effondrement

– As we say for a year, Donald Trump is not an isolationist but a globalist (4). The United States is currently renegotiating all its trade treaties with its partners and immediate competitors. The tricks of Donald the scarecrow are only intended to condition the competing governments.

– This widely publicized public announcement of a new bellicose policy aims to intimidate the bourgeoisies around the world so that they bow, keep the dollar as the main currency of international trade, and submit to US trade dictates (example for the Canada in NAFTA, that it renounces supply management, etc.)

statistique

What can be the consequences of this new military and nuclear policy?

– This announcement can only encourage the opposing side, China – Russia – Iran in particular, to get closer and to embark on an arms race, which can only be a waste of resources which will accentuate the economic problems that always generate these unproductive expenditures (rising budget deficit, increasing debt, shifting global investments from the social sphere to the unproductive military sphere, general strike and protest, etc.)

– This announcement has already had the effect of encouraging the rearmament of European countries which for some have just announced the growth of their military budget. Not to mention that the Atlantic Alliance (NATO) will be weakened following this American formal notice to the European chancelleries who are no longer in the desperate situation of the Marshall PlanThe European Union is de facto the world’s leading economic and trading power. She may remember it and tense up in front of an ally more and more agitate.

– Many countries already nuclearized, and others not yet nuclearized will be pushed to equip themselves with nuclear weapons so as to protect themselves in the event of an American blackmail to the nuclearization of an aggression.

– In short, as we have been saying for some time, this policy is dangerously close to a third world war – despite utopian pacifist literary hacks. See our articles on this theme:

www.les7duquebec.com/?s=GUERRE

600px-Unified_Combatant_Commands_map

Can the United States achieve its strategic goals with this new military and nuclear policy?

– None. This policy of nuclear threat is the logical continuation of the policy of military threat that the United States has been applying since the birth of that power in the eighteenth century. We must not forget that this imperialist country is in perpetual war on one continent or another since its appearance.

The United States has hardly ever been at peace. People thought that having been thrashed by their paid jihadist mercenaries in Iraq and Syria, the Pentagon would have understood and withdrawn its contingent of support for ISIS pseudo-Islamists. The US administration has just announced that its troops will occupy Syria for an indefinite time, as in Afghanistan or yet their occupation soldiers are confined to a small perimeter in Kabul, justifying the killings of the Taliban.

– The US “defense” budget is the largest in the world since the end of the Second World War, and yet, since their defeat in Vietnam (1973), the United States has practically never won a war and only manages to kill civilians in large numbers and get bogged down. The more money they inject into the armament, the less these expenses are effective. The problem of the US military is not its insufficient armament, it is the American soldiers who no longer have the heart to fight for the potentates of Wall Street.

– In short, this new nuclear policy is the result of the escalation of despair on the part of the American financial establishment which notes the eminent collapse of its decadent economic and financial system and can not help but resist its collapse.

– Despite the sacrifices that the American capitalist class imposes on the American proletariat, and global, America’s economy is not competitive and collapses as new contenders for hegemony, first economic, political and military then (China and its allies VS European Union) advance to dismiss them.

sous-marins

Conclusions

The United States of America is in the position of the British Empire after the Second World War. The Empire, on which the sun never set, had two choices in the face of competition from its American ally: resist and confront it, dragging the world into a new war of Apocalypse; or to fold, to rank, to negotiate a privileged position in the post-British world economy, which gave the City. Unfortunately, unlike the British, it is unlikely that US capital will resign itself to this eventuality.

porteavion

NOTES

  1. The United States wants to acquire new low-power nuclear weapons in response to the rearmament of Russia, according to the new “nuclear posture” released on Friday by the Pentagon. These new weapons, which cause experts to fear a revival of proliferation and a higher risk of nuclear conflicts, represent a “response to the expansion of Russia’s [nuclear] capabilities”, has indicated to the press Greg Weaver, person in charge of the strategic capacities in the American Top Management».

Http://ici.radio-canada.ca/news/1081918/pentagon-new-nuclear-weapons-low-power

  1. https://fr.wikipedia.org/wiki/Forces_armées_des_États-Unis
  2. https://fr.wikipedia.org/wiki/Arme_nucléaire
  3. http://www.les7duquebec.com/7-de-garde-2/leviction-de-steve-bannon-le-nationaliste-par-donald-nixon-trump-le-mondialiste/

Traduction   by  Claudio Buttinelli.  Roma

UPDATE OF THE PROLETARIAN POLICY ON THE NATIONAL ISSUE

NATIONAL ISSUE AND PROLETARIAN REVOLUTION UNDER MODERN IMPERIALISM

 

Robert Bibeau

 ENGLISH BOOK  FREE  (HERE)  http://www.les7duquebec.com/wp-content/uploads/2017/05/bon-NATIONAL-QUESTION-AND-PROLETARIAN-REVOLUTION-UNDER-THE-MODERN-IMPERIALISM-revision.docx ET ITALIAN BOOK  (ICI) http://www.les7duquebec.com/wp-content/uploads/2017/05/bon-QUESTIONE-NAZIONALE-E-RIVOLUZIONE-PROLETARIA-SOTTO-LIMPERIALISMO-MODERNO-revisione.docx GRATUITEMENT EN TÉLÉCHARGEMENT.

Bibeau.robert@videotron.ca

Éditeur du webmagazine  http://www.les7duquebec.com

RETOUR AU PROJET GÉOPOLITIQUE DU ‘GRAND MOYEN ORIENT’: LE DEMEMBREMENT DE LA SYRIE TOUJOURS A L’AGENDA AMERICAIN

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2018 02 20/

LM.GEOPOL - Démembrer la syrie (2018 02 20) FR 2

« la Russie est convaincue que la Turquie et les États-Unis comptent démembrer la Syrie (…) Le déploiement des forces turques et américaines à Manbij est illégal. Selon plusieurs sources russes, les États-Unis possèdent 26 bases militaires sur la rive orientale de l’Euphrate où n’existe aucun élément terroriste »

– Viacheslav Matuzov (analyste politique et ancien diplomate russe).

« Washington et Ankara partagent les mêmes objectifs en Syrie »

– Rex Tillerson (US State Secretary à Ankara ce 15 février).

Inspiré des plans géopolitiques du Likoud israélien des années ’90, le projet américain dit du « Grand Moyen Orient » (1) visait à remodeler profondément une vaste zone géopolitique allant du Maroc à l’Asie centrale et centré sur le Levant. En faisant éclater des états stables en de nouveaux mini-états sur base ethno-religieuse. Initié par les néoconservateurs du régime Bush II, les neocons, ce plan visait Bagdad et déjà Tripoli et Damas (2). « Notre chemin commence à Bagdad » affirmait le livre-manifeste de leurs chefs de file Bill Kristol et Lawrence Kaplan (3). L’échec américain, malgré les rodomontades de Bush, mit le projet sur pause.

Le « printemps arabe » des Obama et Hillary Clinton, préparé dès 2009 et initié par l’Algérie fin 2010, n’est que la version remaniée de ce projet américain du « Grand Moyen Orient » (4) démembrement de la Syrie. Là aussi avec pour cible Tripoli et Damas.

Les présidents américains, quel que soient leurs programmes, font ce que leur dicte les fondements de la géopolitique américaine. Voici donc Trump sur les pas de Bush II et d’Obama en Syrie : l’objectif à l’agenda américain est de démembrer la Syrie …

I / DEMEMBREMENT OU INTEGRITE DE LA SYRIE :

LES VERITABLES LIGNES DE FORCE

L’armée américaine s’est solidement implantée à l’est de la Syrie à savoir entre l’Euphrate et la frontière irakienne, « grâce à des accords avec le groupe terroriste Daech » (presse iranienne). La présence diversifiée des États-Unis dans l’est de l’Euphrate, l’installation des équipements militaires ultra-modernes et le déploiement de plus de 30.000 hommes dans le nord de la Syrie montrent le plan US de s’implanter à cet endroit. « À cette période post-Daech, il semble qu’il soit temps de démembrer la Syrie et partager le gâteau ! », dit Press TV.

L’EST DE L’EUPHRATE POINT DE DEPART DE DEMEMBREMENT DE LA SYRIE

Avec le déploiement de 30.000 militaires et l’installation des équipements militaires sophistiqués dans le nord syrien, les États-Unis ont quelque chose derrière la tête. À vrai dire ils entendent maintenir leur présence à long terme en Syrie. En effet les États-Unis projettent de mettre sur pied un gouvernement indépendant composé des membres des Unités de protection du peuple « YPG » (émanation du Parti des travailleurs du Kurdistan, PKK) et du Parti de l’union démocratique, PYD, sa branche syrienne). L’approbation d’un budget estimé à 550 millions de dollars par le Pentagone destiné à soutenir les forces kurdes syriennes et le déploiement des équipements militaires ultramodernes dans l’est de l’Euphrate viennent étayer cette argumentation.

Les actions des États-Unis font en effet une partie de la mise sur pied d’un simili-État qui englobe la majeure partie de la Syrie sur la côte est de l’Euphrate jusqu’aux frontières irakiennes. Le Pentagone a annoncé que « la présence militaire américaine en Irak et en Syrie sera restructurée en parallèle à ce développement ».

Selon le département américain de la Défense, « le nombre de troupes américaines déployées en Syrie a quadruplé entre octobre et décembre 2017, atteignant presque la barre de 2.000 personnes. Environ 12.500 personnes, dont plus de 11.000 Forces démocratiques kurdes, « FDS » ont été formés par les Etats-Unis ». Selon ce rapport « plus de 3.000 éléments kurdes membres du PKK et du PYD baptisés les forces de sécurité intérieure ont été formés à Raqqa par Washington ».

LES OBJECTIFS DE WASHINGTON EN SYRIE

En bref, les États-Unis suivent deux objectifs en Syrie :

1 – Faire main basse sur le pétrole. « Grâce aux revenus pétroliers syriens, les États-Unis assureront les dépenses colossales de leur campagne militaire dans la région névralgique du Moyen-Orient et redresseront leur économie fragile ».

2- Exercer plus de pression sur l’Iran et déclencher une éventuelle guerre directe contre ce pays.

REALITE DU TERRAIN ET ILLUSIONS GEOPOLITIQUES :

ANKARA VS MOSCOU ET TEHERAN

Bien que l’Iran, la Russie et la Turquie aient soutenu jusqu’à présent l’intégrité territoriale syrienne, dans la conjoncture actuelle la situation est bien différente. Il semble qu’ Ankara réclame sa part.

La présence de l’armée turque à Afrin s’inscrit dans le même cadre. La Turquie cherche à établir une « zone de sécurité » dans une profondeur de 30 km à partir de la frontière et la relier à la bande frontalière Azaz-Jarablus. En effet, recourant à cette stratégie « la Turquie veut s’accaparer une part du gâteau ! ». Et les buts de guerre d’Ankara (toujours et encore membre de l’OTAN) rejoignent ceux de Washington !

La Turquie « s’est bien rendue compte que ni le président syrien Bachar al-Assad ne quittera ses fonctions ni que les opposants prendront les rênes du pouvoir » Mais elle se croit en mesure de supprimer les Kurdes syriens soutenus par les États-Unis. « Donc la ville d’Afrin, qui n’est pas sous le contrôle des États-Unis, pourra satisfaire la convoitise turque ».

L’Iran et la Russie savent bien que Bachar al-Assad ne pourrait plus dans cette hypothèse préserver l’intégrité territoriale syrienne.

Assurément, la présence de la Russie en Syrie et le soutien à Bachar al-Assad font partie d’une démonstration de force russe. En effet la Russie veut faire cavalier seul en Syrie, jouer un rôle de premier plan dans les équations régionales et mondiales.

Mais pour l’Iran aussi la présence de Bachar al-Assad au pouvoir revêt une importance toute particulière. En effet l’intervention militaire directe des États-Unis en Syrie a rendu la tâche ardue à Assad. Si les Kurdes, les opposants et d’autres groupes terroristes s’unissent sous la houlette des États-Unis la tâche s’annoncerait difficile pour le gouvernement d’Assad.

REX TILLERSON:

LA TURQUIE ET LES ETATS-UNIS PARTAGENT “LES MEMES OBJECTIFS EN SYRIE”

Le chef de la diplomatie américaine Rex Tillerson s’est longuement entretenu ce jeudi soir à Ankara avec le président turc Recep Tayyip Erdogan pour tenter d’apaiser des relations rendues explosives par l’offensive turque en Syrie contre une milice kurde alliée de Washington. Selon des responsables turcs, le chef de l’Etat a “transmis de façon claire” au secrétaire d’Etat toutes “les attentes de la Turquie” sur la Syrie, l’Irak, mais aussi sur la longue liste de contentieux qui empoisonnent les relations entre leurs deux pays pourtant alliés au sein de l’Otan. Un porte-parole du département d’Etat américain s’est borné à évoquer une “conversation fructueuse et ouverte pour permettre d’avancer de manière bénéfique aux deux pays”.

Il a espéré de “nouveaux progrès” lors de la rencontre de vendredi entre Rex Tillerson et son homologue turc Mevlüt Cavusoglu.

Les Etats-Unis et la Turquie “ne vont plus agir chacun de leur côté”

en Syrie et veulent “aller de l’avant ensemble” pour surmonter leur crise actuelle, a déclaré ce vendredi à Ankara le chef de la diplomatie américaine. Les deux pays ont mis en place un “mécanisme”

commun qui va s’atteler à résoudre “en priorité” le sort de la ville de Minbej, où se trouvent des militaires américains, a indiqué Tillerson lors d’une conférence de presse à Ankara avec son homologue turc Mevlüt Cavusoglu. Tout cela sans consulter Damas !

Cette question empoisonne depuis plusieurs semaines les relations entre les Etats-Unis et la Turquie, Ankara ayant menacé d’étendre à cette ville l’offensive que mène l’armée turque contre la milice kurde syrienne des Unités de protection du peuple (YPG). Cavusoglu a répété vendredi que son pays « exigeait le retrait des YPG de Minbej en préalable à toute coopération avec Washington sur cette question ». « Nous pourrons avancer avec les Etats-Unis en toute confiance après que les YPG se seront retirés (de Minbej). Il est nécessaire que les YPG sortent de là », a insisté le chef de la diplomatie turque.

Selon lui, le président turc Recep Tayyip Erdogan a exprimé de façon “explicite” les attentes de la Turquie lors d’un long entretien avec Tillerson à Ankara jeudi soir. De son côté, Tillerson a indiqué vendredi que Washington et Ankara partageaient “les mêmes objectifs en Syrie”, à savoir « la défaite des groupes djihadistes et une solution politique » (entendez le départ d’Assad).

Tillerson a toutefois appelé une nouvelle fois la Turquie à la “retenue” dans son offensive contre les YPG dans l’enclave d’Afrine (nord-ouest de la Syrie). Ankara y mène son offensive baptisée “Rameau d’Olivier” depuis le 20 janvier.

II / LA POSITION RUSSE EN FAVEUR DE DAMAS

LAVROV : « LES ÉTATS-UNIS CHERCHENT A DEPECER LA SYRIE »

« Les États-Unis se bercent toujours du rêve de voir la Syrie démembrée, ce qui passerait par la création d’une formation autonome basée sur les Kurdes », annonce le ministre russe des Affaires étrangères cité par ‘Rossiya Segodnia’.

S’exprimant en exclusivité sur la chaîne d’information européenne ‘Euronews’, Sergueï Lavrov, a essayé de faire la lumière sur les réelles intentions des États-Unis concernant la Syrie : « Il est clair que les États-Unis ont probablement une stratégie qui consiste à garder une présence militaire permanente en Syrie. Ils veulent actuellement faire la même chose en Irak et en Afghanistan malgré toutes les promesses qu’ils ont faites », a déclaré le chef de la diplomatie russe.

Et de poursuivre : « Depuis qu’ils sont installés en Syrie, ils ont tenté d’isoler une grande partie de la Syrie du reste de son territoire, en violation de la souveraineté et de l’intégrité territoriale de la République arabe syrienne, de créer des autorités quasi locales et de mettre sur pied une formation autonome basée sur les Kurdes. »

LES ÉTATS-UNIS INTERVIENNENT DANS LA CRISE SYRIENNE DEPUIS 2014 SANS L’AVAL DU GOUVERNEMENT DE DAMAS

Rappelons que les États-Unis dirigent une coalition internationale prétendument anti-Daech qui intervient dans la crise syrienne depuis

2014 sans l’aval du gouvernement de Damas. Le secrétaire d’État américain Rex Tillerson avait plutôt souligné qu’il était « crucial pour notre intérêt national de maintenir une présence militaire et diplomatique en Syrie ».

Daniel Coats, directeur de l’US National Intelligence (DNI), a déclaré ce 13 février que « l’opposition syrienne ne pouvait plus renverser le président Bachar al-Assad », mais.que « le conflit allait se prolonger pendant au moins l’année en cours ». Selon Coats, « la guerre en Syrie a fait pencher la balance en faveur des autorités de Damas, mais les rebelles et les membres de Daech ont probablement assez de ressources pour poursuivre le conflit en Syrie pendant au moins l’année 2018 », rapporte aussi ‘Rossiya Segodnia’.

UN « QUASI-ÉTAT » DANS L’EST DE LA SYRIE ?

Voici cinq jours, Lavrov avait déjà révélé le plan américain de « créer un quasi-État dans l’est de la Syrie ». Les États-Unis auraient l’intention de créer cet état de facto « à l’est de l’Euphrate ».

C’est du moins ce que pense le ministre russe des Affaires étrangères.

“AFRIN DEVRA ETRE PLACEE SOUS LE CONTROLE DU GOUVERNEMENT ASSAD”

Un influent analyste politique russe, dont je partage l’analyse, a déclaré que « les forces de l’armée syrienne devraient se déployer à Afrin ». Interviewé par l’édition arabe de la chaîne de télévision ‘Sky News’, ce vendredi 16 février depuis Moscou, Viacheslav Matuzov, analyste politique et ancien diplomate russe, s’est exprimé sur les entretiens du secrétaire d’État américain, Rex Tillerson, avec les autorités turques à propos de la situation en Syrie. Interrogé sur une suggestion d’Ankara en faveur du déploiement des militaires turcs et américains à Manbij, Viacheslav Matuzov a déclaré que la Russie « est convaincue que la Turquie et les États-Unis comptent démembrer la Syrie ».

« Les Turcs et les Américains, pourquoi doivent-ils discuter du sort de Manbij, en tant que ville syrienne ? Ils abordent ce sujet sous prétexte d’une lutte contre Daech alors qu’aucun élément terroriste n’est actif à Manbij. Le déploiement des forces turques et américaines à Manbij est illégal. Selon plusieurs sources russes, les États-Unis possèdent 26 bases militaires sur la rive orientale de l’Euphrate où n’existe aucun élément terroriste. C’est la région où les miliciens kurdes coopèrent avec les forces américaines », a déclaré Viacheslav Matuzov.

À la question de « savoir si la Turquie considère les agissements des Kurdes comme une menace pour sa sécurité nationale », Viacheslav Matuzov a reconnu « les préoccupations d’Ankara quant aux agissements des terroristes », tout en ajoutant que « la Turquie ne devrait pas porter atteinte à ses relations avec Damas ». « La Syrie est prête à bloquer les agissements des terroristes de Daech et du Front al-Nosra qui risquent de mettre en péril la sécurité nationale de la Turquie », a-t-il noté.

L’ancien diplomate russe a fait part des discussions en cours sur Afrin, disant que « les Kurdes étaient pour le déploiement des militaires de l’armée régulière syrienne dans cette ville du nord syrien afin de les protéger devant les attaques de l’armée turque ». « L’armée syrienne est prête à défendre Afrin », a-t-il indiqué.

Interrogé pour savoir si « les États-Unis mettront fin à leur soutien aux Kurdes des Forces démocratiques syriennes », l’analyste russe a déclaré que « la Maison Blanche n’aurait certes aucune autre option »

: « Il faut préciser quelle partie contrôlera la région d’Afrin. Si cette région tombe entre les mains des Turcs, ceux-ci massacreront les Kurdes. La seule solution est la prise de contrôle de cette région par le gouvernement légal de la Syrie. Les Américains ne reconnaissent pas encore Bachar al-Assad en tant que président légal de la Syrie. Idem pour la Turquie qui devra, elle aussi, reconnaître le gouvernement Assad. »

L’analyste politique russe a enfin souligné que « les militaires américains devraient se retirer du territoire syrien » …

III / LA POSITION DE TEHERAN CONTRE LES PROJETS AMERICAINS ET TURCS

Le conseiller pour les affaires internationales du Leader de la Révolution islamique a réitéré, ce dimanche 18 février à Bagdad, lors d’une rencontre avec le vice-président irakien Nouri al-Maliki, que la « Résistance ne permettrait pas un déploiement américain dans l’est de l’Euphrate ».

LA RESISTANCE NE PERMETTRA PAS AUX ÉTATS-UNIS DE SE DEPLOYER A L’EST DE L’EUPHRATE

Le conseiller du Leader de la Révolution islamique Ali Akbar Velayati a mis en garde « contre le plan américain visant à démembrer et à diviser les pays de la région avant d’appeler à une vigilance accrue, surtout après la victoire remarquable du front de la Résistance face à Daech, et ce pour contrer les plans des Etats-Unis ». Ali Akbar Velayati a plaidé pour des efforts destinés à empêcher le déploiement des forces US dans l’est de l’Euphrate: « La mise sur pied de nouvelles bases militaires en Syrie fera déferler une nouvelle vague de terrorisme et renforcera les mouvements tafkiristes (ndla djihadistes) qui cherchaient à affaiblir le Front de la Résistance notamment l’Iran. »

Ali Akbar Velayati se trouvait en visite, depuis jeudi en Irak, pour participer au ‘Forum de l’Assemblée du rapprochement de l’unité islamique’. Il a eu des entretiens avec divers responsables irakiens dont le vice-président irakien Nouri al-Maliki.

NOTES :

(1) Le « Grand Moyen-Orient » (« Greater Middle East ») est un terme imposé par les idéologues neocons du régime Bush II et utilisé par le président George W. Bush et son administration pour désigner un espace s’étendant du Maghreb et de la Mauritanie au Pakistan et à l’Afghanistan, en passant par la Turquie, le Machrek et l’ensemble de la péninsule Arabique. C’est la « doctrine de remodelage du Grand Moyen-Orient ». Le président américain George W. Bush a d’abord évoqué la doctrine de « remodelage du Grand Moyen-Orient » le 26 février 2003 devant une réunion de néoconservateurs de l’American Enterprise Institute (AEI), avant de la développer le 9 mai 2003 dans un discours à l’université de Caroline du Sud2.

L’initiative vise un vaste ensemble d’États, d’histoire et de culture différentes :

– les 22 pays de la Ligue arabe — c’est-à-dire les sept membres fondateurs suivants : l’Égypte, l’Irak, le Liban, l’Arabie saoudite, la Syrie, la Jordanie, le Yémen nord, ainsi que la Libye, le Soudan, le Maroc, la Tunisie, le Koweït, l’Algérie, le Yémen du Sud (unifié depuis 1991 avec le Yémen du Nord), le Bahreïn, le Qatar, les Émirats arabes unis, Oman, la Mauritanie, la Somalie, Djibouti, les Comores et l’Organisation de libération de la Palestine ;

– et 5 États non arabes — la Turquie, Israël, l’Iran, le Pakistan et l’Afghanistan. L’initiative de partenariat au Moyen-Orient (Middle East Partnership Initiative), a ainsi été approfondie en Initiative de Grand Moyen-Orient (Greater Middle East Initiative, GMEI), et vise à transformer le paysage politique et économique de cet ensemble.

Lors de son discours sur l’état de l’Union du 24 janvier 2004, George Bush déclara ainsi : « Tant que le Moyen-Orient restera un lieu de tyrannie, de désespoir et de colère, il continuera de produire des hommes et des mouvements qui menacent la sécurité des États-Unis et de nos amis. Aussi, l’Amérique poursuit-elle une stratégie avancée de liberté dans le Grand Moyen-Orient », jetant ainsi les bases de ce qu’on appellera « la Doctrine Bush ».

(2) Cfr. Luc MICHEL, L’AGRESSION AMERICANO-SIONISTE EST UNE GUERRE IDEOLOGIQUE CONTRE LE NATIONALISME ARABE : APRES BAGDAD, DAMAS ET TRIPOLI SONT EN LIGNE DE MIRE !, Editorial du 7 octobre 2003 (Le quotidien du PCN – N° 765)

sur http://www.pcn-ncp.com/editos/fr/ed-031007.htm

(3) William Kristol & Lawrence F. Kaplan, NOTRE ROUTE COMMENCE À BAGDAD, Saint-Simon (Editions), Paris, 2003 (pour l’édition française).

Kristol et Kaplan livrent les clés pour décrypter la politique internationale du régime Bush II. Rédacteur en chef de l’hebdomadaire conservateur ‘The Weekly Standard’, William Kristol est considéré comme l’un des chefs de file des penseurs néoconservateurs. « Il fait partie de la poignée d’idéologues qui ont convaincu le président américain de venger les morts du 11 septembre en libérant Bagdad » (sic). « La guerre en Irak a certes été menée pour la sécurité des Américains, écrivent-ils. Mais la libération de l’Irak a également été entreprise dans l’espoir que la chute de Saddam marquerait le début de plusieurs changements de régimes dans les Etats terroristes et pourrait même donner le coup d’envoi d’une révolution démocratique libérale dans le monde arabe (…) Imposons la démocratie partout où les tyrans et les autocrates sévissent encore, et les droits de l’homme verront le jour et s’épanouiront naturellement » (resic), poursuivent-ils. A l’instar de leurs amis néoconservateurs, Kristol et Kaplan s’appuient sur la doctrine de « l’exceptionnalisme américain » (ou « Manifest Destiny ») : « Une croyance dans la singularité et la vertu du système politique américain qui, pris sous l’angle de la politique étrangère, fait des Etats-Unis un modèle pour le monde ».

(4) Mon analyse est simple et elle est constante depuis 2003 :

* La cible de l’Axe américano-sioniste est la même que celle du Régime Bush en 2003 et le « printemps arabe » n’est rien de plus que l’actualisation depuis 2009 par le Régime Obama du projet dit du « Grand Moyen-Orient ». Cette cible c’est le Nationalisme révolutionnaire arabe et les vestiges des états socialistes arabes.

* L’ultime étape de l’assaut occidental sera l’Algérie et le « printemps arabe » ne sera accompli pour ses promoteurs qu’avec cette dernière étape. Seule la Résistance de la Kadhafi en 2011 – qui a tenu

8 mois alors qu’on lui donnait deux semaines – et la Résistance de la Syrie ba’athiste ont retardé une agression déjà esquissée en janvier

2011 et septembre 2011, puis en 2013.

* Lire mes analyses – « Le Monde arabe est en feu » (sur PCN-TV) – exposant la nature véritable du soi-disant « printemps arabe » dès début février 2011.

Cfr. sur PCN-TV, « LE MONDE ARABE EST EN FEU » : Entretien en Français de Luc MICHEL pour PCN-TV, sur les soit-disant « révolutions arabes » (Tripoli, 7 février 2011).

VIDEO sur Vimeo : http://vimeo.com/26435385 VERBATIM sur le Website THE JAMAHIRIYAN RESISTANCE NETWORK :

http://www.elac-committees.org/2011/08/03/6-fevrier-2011-luc-michel-annonce-depuis-tripoli-l%E2%80%99agression-occidentale-contre-la-libye-et-la-syrie/

(Sources : EODE Think-Trank – PCN-TV – PCN-Info – Rossiya Segodnia – Fars – AFP)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel.3.Geopolitique/

TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

GUS Accoglienza, la Onlus antifascista che fattura milioni

2015, la protesta dei richiedenti asilo del Gus davanti alla Prefettura di Macerata

2015, la protesta dei richiedenti asilo del Gus davanti alla Prefettura di Macerata

UNA MULTINAZIONALE PRATICAMENTE. Chissà quanti di questi milioni sono stati stanziati per i 10 MILIONI DI ITALIANI SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’

“Noi la rendicontazione la facciamo direttamente al Ministero dell’Interno”,

Ah strano in una intervista del luglio 2017 dicevano che i bilanci erano pubblici

“Come si legge dal bilancio pubblicato sul sito della onlus, tra le entrate del Gus ci sono nove milioni di euro di crediti dalle prefetture e altri sette milioni di crediti dal sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il bilancio è cresciuto progressivamente negli anni, man mano che l’associazione vinceva bandi pubblici, soprattutto per l’accoglienza agli immigrati che segue per 24 Comuni italiani, ma anche per la gestione delle emergenze dall’Emilia all’Abruzzo per il terremoto, e i progetti di sostegno al disagio: tante iniziative, che hanno portato la onlus guidata Paolo Bernabucci anche all’estero, in Nepal, in Sri Lanka e poi altrove fonte IL RESTO DEL CARLINO

VIDEO Gus, Ia Onlus antifascista che fattura milioni

Accoglienza, la Onlus antifascista che fattura milioni

La terribile vicenda di Macerata ha riaperto la questione relativa al business dell’accoglienza. E il quadro è inquietante. Tanti hanno taciuto, altrettanti hanno lucrato sui migranti e sulle tasche dei cittadini in barba alla trasparenza.
 
Esageriamo? Guardate questo servizio di Matrix del 14 febbraio 2018 sul Gus, Onlus “antifascista” che fattura milioni…

FONTE

44 milioni di euro: ecco quanto frutta l’accoglienza all’Onlus di Macerata

Innocent Oseghale era uno dei richiedenti asilo della Onlus Gus. Il quotidiano La Verità è andato a spulciare i bilanci ed ha scoperto che…

“Noi la rendicontazione la facciamo direttamente al Ministero dell’Interno”,

PROSEGUE AL LINK DOVE VI SONO SCREENSHOT DEI GIORNALI LOCALI che già “indagavano” su questa Onlus che i “giornaloni che contano” si sono guardati bene dal riprendere