I GIORNI DELLO STUPRO – DALLE TORRI GEMELLE A VIA TORNABUONI

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MONDOCANE

LUNEDÌ 11 SETTEMBRE 2017

 

Ricorrenza dell’11 settembre 2001, data in cui qualcuno, tra Wall Street, Washington e uno degli Hotel Bilderberg, ha tentato di spostare il treno dell’umanità su un binario morto.

E’ l’occasione in cui il mercenariato imperiale, politico e mediatico, sguatteri sinistrati in testa, si rimobilita e si riaffanna a ricostruire un qualcosa di presentabile dalle macerie, non delle Torri Gemelle cadute su se stesse o del Pentagono bucato al piano terra, ma della versione ufficiale bushiana, disintegrata dalle evidenze raccolte dalle eccellenze internazionali della scienza e tecnica competente.

Noi sappiamo, gli amici del giaguaro sanno, sanno gli autori del dirottamento, non di fantasmagorici aerei pilotati da gaudenti sauditi bocciati agli esami di deltaplano (roba disperatamente diffusa in extremis dalle agenzie di copertura e affidata da noi a Giulietto Chiesa), ma del citato treno dell’umanità verso il suo annichilimento sotto globalizzazione, Nuovo Ordine Mondiale e Governo Mondiale, chi è stato, chi è, a cosa puntava, a cosa punta, l’operazione che ha esordito l’11 settembre. Gli unici che non lo sanno e che belano “complottisti”, “dietrologia”, al comando del direttore d’orchestra e dei suoi pifferai e cimbalisti, sono gli utili idioti, opportunamente terrorizzati da botti e macelli che gli esplodono tutt’intorno, da Boston a Parigi, da Bruxelles a Barcellona, da Londra a Madrid. Utili idioti rastrellati soprattutto a “sinistra”, è più convincente,  perchè siano  pronti ad arruolarsi nella “guerra al terrorismo”, o perlomeno a sottostare, auspicandole, alle misure repressive che quel terrorismo esige e che del volgo castrano identità, potenzialità e libertà. Sono gli eterni ausiliari decerebrati del Leviatano di turno. Il mettersi a disposizione fa la loro estasi.

Non è da ieri che nuotiamo come pesci rossi in un globo di menzogne e raggiri. Vi ci siamo fatti immergere a forza di minacce di torture eterne (altro che quelle attribuite ad Als Sisi come ad Assad, altro che quelle vere di Abu Ghraib, Guantanamo e Netaniahu, comunque tutte a tempo) e, in alternativa, di eterni godimenti tra cherubini e troni. Verità, consapevolezza e libero arbitrio l’abbiamo persi quando qualcuno sostituì agli dei, molteplici come gli uomini, il dio unico, onnipotente e indiscutibile. Quando sotto un unico altare fu seppellito il dì che nozze e tribunali e are / dier alle umane belve esser pietose / di se stesse e altrui.

Oggi, tuttavia, per farci tornare belve impietose di se stesse e altrui, s’è inventato il neoliberismo, il consumo, la competizione, il mors tua vita mea. E per farlo passare sui neuroni sopravvissuti ai trucchi millenari dei pochissimi per annichilire i tantissimi, dall’11/ 9 sono partiti strumenti di annientamento della ragione da fare un baffo perfino a precedenti totalizzanti come la Bibbia, il Vangelo, gli Atti degli Apostoli,, i miracoli, Padre Pio, le bolle e balle dei papi fino a Francesco.

Dice, la forza della verità è tale da sgretolare la roccia. Dice. Nei duemila anni trascorsi la roccia non l’ha neanche scalfita..

Intanto, si parva licet componere magnis, registriamo nel variopinto cosmo delle Fake News che punteggiano ogni attimo della nostra vita, le storiella dei carabinieri stupratori di fanciulle americane in Firenze. Nella campagna tonitruante degli stupri, che le varie essenze sorosiane nella cabina di guida sul binario morto hanno tratto dai campi di migranti in Libia e dalle spiagge di Rimini, tanto da dare un’altra siringata di integratore allo Scontro di Civiltà, quello dei carabinieri è un momento apicale. Per raggiungerlo si è addirittura abbandonata la pista privilegiata dei trucidi musulmani.  A noi per l’Arma nei Secoli (In)fedele non corre gran simpatia. Ci corre piuttosto il pensiero a Carlo Giuliani, a Stefano Cucchi, a tante mazze roteanti sulle nostre teste, agli spifferi provenienti da comandi supremi che spazzino via cimici rivelatrici di garbugli tra gentiluomini, di governo e sotto, intesi ad accaparrarsi il più grosso appalto sul piatto europeo. Ma questa storia capita troppo a fagiolo, nella zuppa di legumi allestita intorno a Italia-Egitto-Regeni-Libia-Usa, per non darci un sapore di ingrediente Fake News.

Due scafate ragazzotte da discoteca, canne e cocktail duri. Una rissa fuori dal locale che consente la chiamata dei carabinieri. Due carabinieri poco ligi al regolamento, ma molto arrapati e due ragazze che si esibiscono “strafatte” (aggravante per chi ne abusi) a chiedere un passaggio, non a qualche compare maschiotto di discoteca, ma a carabinieri e, nientemeno, mentre si trovano in (apparente) stato di punibile, ma vulnerabile, alterazione. Dopodichè, giunte sotto casa nell’esclusiva via Tornabuoni (roba da dollaroni), dopo immaginabili “avances”  dei due scapestrati dell’Arma, non si fanno il minimo scrupolo di invitarli in casa. E consumano. Nell’androne, pare, e nell’ascensore, antico luogo deputato a tali effusioni. Non emettono un grido di protesta, non esibiscono vestiario lacerato nel tentativo di opporsi. E, prontezza di spirito da 007, una delle due filma l’evento, per poi dichiarare che lo smartphone aveva preso di suo l’iniziativa di passare da una chiamata d’aiuto a videoregistratore, con serie di clic e ditate che, nel trambusto della colluttazione, danno l’immagine di una ragazza-polipo. Quest’ultimo dettaglio ora verrebbe smentito. Troppo imbarazzante per la vittima. Vai a sapere.

Come a questo punto un qualunque cultore di Fake News avrebbe potuto aspettarsi, sull’evento pecoreccio si sarebbero esercitati esaltandosi  quelli di  gossip pruriginosi come “Chi”. Invece altro che “Chi”! L’evento merita la transnazionalità  che il suo portato geopolitico implicito merita. Entrano in campo i campioni della categoria, il New York Times, la CNN, il Washington Post, tutti i megafoni del “Deep State” che sottotraccia governa a Washington. Dopo queste mosche cocchiere, parte in quarta il Dipartimento di Stato USA, nientemeno, con una formidabile tirata  che esige giustizia, catarsi, hubris. E, sollecitando le inermi e per definizione intonse (come Meredith) fanciulle del West, del centro e dell’East, a evitare di uscirsene da sole a Firenze e, meglio, evitare del tutto la terra degli stupratori, raffigura il nostro paese come abitato da una landa di licantropi, alcuni addirittura in uniforme. Bella botta al turismo americano in Italia.

Come quelle che infliggono all’Egitto, in piena sinergia, i terroristi Isis-Fratelli Musulmani e quelli politico-mediatici, anche quelli del sinistrismo neocolonialista italiota e occidentale, un po’ ricorrendo all’abbattimento di aerei, un po’ a stragi di poliziotti in Sinai, e un po’ a finti ricercatori di Cambridge.

E allora cosa si può intravvedere su uno scenario che ci vede già sul banco imperiale degli imputati per avere l’ENI che pesca nei giacimenti egiziani di gas, per aver rimandato al Cairo il nostro ambasciatore dando da intendere che sappiamo tutti che Regeni lavorava per una centrale di spie, per darci da fare in Libia, intralciando sia l’esclusiva di governo dello shopkeeper Al Serraj e brigando anche con il generale Haftar, “restauratore del gheddafismo”, sia per aver posto un freno un freno all’operazione migranti con la quale quelli del Dipartimento di Stato si sbranano l’Africa e affondano il Sud Europa?

Cosa si può intravvedere? Tenendo conto di circostanze e precedenti, direi, una bella trappola. Sono supposizioni, direte. Forse. Ma quelle del New York Times, scusate, che cosa sono? E quelle, poi, di chi alle 11 dell’11 settembre, manco due ore dopo l’accadimento, già annunciava al mondo che era stato Bin Laden (in quel momento certificato  legato alla macchina della dialisi in una clinica per diabetici in Pakistan)?

La smetterà mai, l’astuto Ulisse, a piazzare cavalli di legno sotto le mura di Troia?

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 20:58

I GIORNI DELLO STUPRO – DALLE TORRI GEMELLE A VIA TORNABUONIultima modifica: 2017-09-12T10:18:18+00:00da davi-luciano
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