DEBUNKERIZZIAMO CHARLOTTESVILLE E ZANOTELLI DOV’E’ CHE STANNO I NAZISTI? SUPREMATISTI ALL’URANIO IMPOVERITO E SUPREMATISTI ALLE POLVERI BAGNATE

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MONDOCANE

VENERDÌ 1 SETTEMBRE 2017

Quando il “manifesto” mobilita tutte le sue menadi dei diritti umani, antirazziste e antifasciste, quando questo coincide con lo scatenamento dello Stato Profondo USA che ha ai piani alti i Rothschild, i Rockefeller, i Warburg, i Goldman Sachs, nello staff operativo 14 servizi segreti e i generali, nelle risorse umane i media più potenti e talmudisti (NYT, WP, CNN); quando su questo ordine del giorno si rinsalda e manifesta l’unità strategica delle vere destre (PD e arcipelago colonial-imperialista dei diritti umani (Soros), vuol dire che di questo grumo infernale del mondialismo a perdere (il pianeta) si è toccato un nervo molto sensibile e molto scoperto.
False Flag a Charlottesville
Il la l’ha dato Charlottesville in Virginia, quando chi a ciò preposto ha allestito l’ambaradan tra alcune migliaia di sedicenti “antifa” e alcune decine di decerebrati “suprematisti bianchi” che avevano messo sotto una donna. Episodio poi ripetutosi con la stessa “spontanea” regolarità, nelle stesse sproporzioni numeriche e con analoghi personaggi, identici cartelli, parole d’ordine e costumi della famosa serie di tumulti che precedettero l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Il fatto che il reprobo che aveva soffiato a Hillary Clinton, nonostante tutti gli sforzi del “manifesto”, degli sceicchi, della criminalità finanziaria internazionale, dei signori di tutte le guerre, si fosse azzardato a rilevare anche qualche accenno di violenza tra gli “antifa” vestiti da Black Bloc, armati di spranghe, caschi e bottiglie incendiarie, idioti che buttano giù la storia sotto forma di monumenti, lo riportò in vicinanza di quel patibolo che il rettilario dello Stato Profondo gli sta erigendo dal giorno della sua vittoria presidenziale.

Segnale partito, segnale raccolto dai fiduciari nella marca italica. E così, di fronte al provvedimento stragista, razzista, fascista, xenofobo (così tutti da Del Rio, Orlando, ai sottopanza di “sinistra”) del ministro degli interni Minniti che, con un educato invito alla correttezza e alla trasparenza auto-adottata di coloro che si erano rivelati “nastro trasportatore” (copyright Gabanelli) tra lo spopolamento dell’Africa e lo stravolgimento demografico del Sud Europa, l’operazione migranti ha potuto riprendere quella quota che i mandanti lontani desiderano.

Riprendere il filo tagliato da Minniti, rilanciare gli annegamenti
Il drastico calo degli arrivi, da decine di migliaia ad alcune, dopo la mordacchia di velluto suggerita alle Ong da trasbordo, la tanto consolatoria quanto, per altri, disarmante scomparsa degli annegamenti che ne giustificano l’esistenza e il ruolo, richiedevano una risposta forte. Possibilmente sulla scia di Charlottesville ed effetti collaterali che avevano fatto re-incombere sui destini dell’Occidente, dell’Europa, l’orrendo spettro del nazifascismo, pronto, con i 200 suprematisti Usa, corpo pretoriano di Trump, con le orde unniche di Casa Pound e Forza Nuova, a ricacciarci tutti in camere a gas e forni crematori, migranti extraeuropei in testa.Il pretesto, chissà quanto ampliato, o addirittura costruito, ce l’ha fornito il palazzo di Via Curtatone, Piazza Indipendenza, Roma. Dove l’immancabile bastonatura che la polizia riserva a chiunque si muova in gruppo irritato per strada e la frase di un funzionario presa direttamente dal glossario della polizia di Obama quando ammazzava un nero inerme al giorno, hanno compiuto il capolavoro di regalare ai saprofiti che si nutrono della benevolenza dello Stato Profondo USraeliano, il martirio di 250 occupanti (poi diventati 700 nel martirologio) un “centro rifugiati”. Tutti eritrei, sebbene di composizione mista dal Corno d’Africa (evidenziare eritrei serve a criminalizzare un paese che figura tra i target del Pentagono) e tutti,da ben sette anni, in condizioni di disperata emergenza all’insaputa di prefetto, regione, governo (il Comune non c’entra).Come una Suk si eleva a santuario

Come poi inquirenti, evidentemente al servizio del ministro degli interni xenofobo, fascista e assassino (Colombo, Zanotelli, Tommaso De Francesco), avrebbero appurato in base a documenti, video, testimonianza, quel palazzo si era andato trasformando da rifugio d’emergenza, in autentico covo del malaffare: racket delle stanze e delle poltrone, prostituzione, traffici d’ogni genere gestiti da una cosca di capobastone ai danni di poveracci bisognosi, individui scoperti a recuperare borsoni con dentro 23mila euro….

Così, grazie anche al sollecito intervento dell’alto comando dirittoumanista, i Manconi , i don Zerai, le Boldrini, i Zanotelli, un movimento per la casa romano dai grandissimi meriti e dal degradante discernimento, il pulviscolo sorosiano dell’accoglienza senza se e senza ma (anche a costo di offrire ai predatori multinazionali il petrolio, le gemme, i minerali, le terre dell’Africa opportunamente svuotata degli abitanti necessari a dare un qualche futuro al continente), ha finalmente avuto la sua Charlottesville. Buoni contro cattivi, pochi umanitari contro miliardi di suprematisti bianchi che annichileranno la nostra bella democrazia.

E come non potrebbe essere così quando l’house organ dei buoni è il “quotidiano comunista” e tra i suoi maggiori fiduciari per la liberazione dell’Africa (ma anche del Medioriente) dai suoi abitanti, è un leggendario frate missionario? Quello che solo pochi giorni fa si è rivolto alla coscienza dei giornalisti italiani, notoriamente immacolata e vertiginosamente sopra le parti, perché urlassero la loro condanna e il loro sdegno nei confronti di un paese come l’Eritrea dove – intollerabile per Zanotelli – nessuno torce un capello ai cristiani, nessuno muore di fame, tutti vanno a scuola e in ospedale gratis, e, peggio ancora, ai militari Usa come agli strozzini FMI, viene sbarrata la porta. Scivolato un po’ in parossismo sotto la spinta degli anni, questo frate della migliore tradizione storica del colonialismo clericale, su Minniti e “stupri, torture, assassinii, schiavitù” nei campi libici dal ministro incoraggiati, è arrivato alla formula magica, definitiva, fine-del-mondo: “Siamo ai nazisti, siamo alla Shoah”.

Facendo la tara a quanti, deprivati dell’assist delle ONG sorosiane a scafisti, annegamenti e trasbordi, straparlano di questi orrori nei campi libici senza fornirne prove e immagini e che, per l’inverso, tacciono sia sulle ottime condizioni di 2 milioni di africani al lavoro sotto Gheddafi e che, cacciato Gheddafi nel plauso del “manifesto”, sono in parte stati scuoiati dai rivoluzionari democratici di Misurata e in parte ora arrivano qua, va detto che di questi campi poco si sa. Certo è che, più ce li dicono gironi dell’inferno peggio della Giudecca e più dovremmo detestare Minniti e amare le Ong che li tiravano via da lì.

Zanotelli, a chi rispondi a Soros o a Francesco I? O a tutti e due?
Che Zanotelli sia solo un frate missionario occidentale, accanito nemico dell’Ottavo Comandamento (vedere in enciclopedia, la carta fa bene, lo smartphone fa male) e perciò giustamente destinato all’eternità nella decima bolgia dell’Inferno di Dante (dei falsari), o una spia, o tutti e due, fa poca differenza. Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia.

Quello che conta in tutta questa sarabanda di razzismo, suprematisti bianchi, nazifascisti che si avventerebbero sulla nostra civiltà e relativa libertà, non è che la sponda sulla quale batte la palla per poi indirizzarsi in buca. E la buca è sostituire nelle percezione delle persone perbene il nemico inventato, o pompato come la rana di Esopo, al nemico vero, grosso come un bue. Eccoci, con Charlottesville, Trump, Ku Klux Klan, neonazi, Forza Nuova, suprematisti, (ovviamente con, di riserva, gli sconci sovranisti, populisti, frontieristi) sollecitati dalla nostra natura di antifascisti storici e ontologici, più che dalle scomposte urla dei sedicenti antifascisti e antirazzisti, a schierarci, contro quello che dal 1945 in qua ci viene descritto e percepito come il nemico pubblico numero uno. E a torcere lo sguardo su tanto pericolo, tanta nequizia in avvicinamento, distogliendolo da quello che ci sta travolgendo, ci ha già travolti, ci destina al macero: libero mercato, marines, Sturmtruppen, Stato della sorveglianza totale, caccia boldriniana alle notizie vere, guerre a gogò, lavoro schiavistico, oligarchia mondialista, Juncker, Lagarde, milioni di deportati come esercito di riserva…….

Buscare el levante por el occidente, o il bue che dà del cornuto all’asino
Grande, astuta e in buona misura riuscita operazione di depistaggio del rettilario obamian-clitonian-sorosian-wallstreetiano con, a supporto, il verminaio parassita della finta sinistra e vera apristrada ai macelli globali perpetrati da un colonialismo bellico, culturale, sociale, mediatico, che sta a quello dei secoli passati come il vampiro di Transilvania sta alla zanzara.

Il califfo Al Baghdadi programma genocidi con l’inviato di Obama, Sen. McCain

Ma li avete mai visti, tutti questi crociati senza macchia e paura dei diritti umani scaldarsi per i diritti, non al trasferimento forzoso da casa propria a casa altrui, ma alla vita sulla propria terra, individuale e di comunità? Li avete visti, gli Zanotelli, per dire uno dei peggiori, appellarsi ai giornalisti perché illustrassero come, non solo le bombe Nato, ma anche le sanzioni, avessero ucciso milioni di persone in paesi che non correvano sui binari predisposti dalla cupola che oggi li incarica di sbraitare contro quattro gatti suprematisti? Ne avete sentito i clamori di protesta per le migliaia di “sospetti” (per la Cia) di cui Obama ha decretato l’uccisione via droni per via di poteri presidenziali da lui assunti e che, questi sì, assomigliano più a Mussolini che alla Magna Charta? Avete percepito il loro sgomento di fronte alla caccia alle fake news e alla hate stories (storie d’odio) con le quali una strategia che parte da Langley e passa per Londra, Parigi, Berlino, fino a degradare nella presidenza della Camera dei deputati italiana, punta a sopprimere ogni alternativa al menzognificio globale, politico e mediatico, instaurato sul modello di Orwell.

Dov’è il fascismo? Dove sono i suprematisti? Tra quattro ottenebrati sfigati, gonfiati da palloncino a mongolfiera, senza che ne venisse potenziata la carica esplosiva, che girano con la croce uncinata al braccio e fanno il saluto fascista, inneggiando a una qualche loro idea di razza e di gerarchia di valori? O il fascismo, anzi, il più-che-fascismo, l’iperfascismo, il tecno- fascismo, stanno nella biopolitica di un’oligarchia del denaro, delle armi, della persuasione occulta che sta distruggendo il mondo che non riesce a divorare e che, per non farsi notare, ci mette davanti al muso il cartonato di un imbecille in camicia nera? 
Chi è il pericoloso fascista, razzista, xenofobo, suprematista, colui che abbaia al Duce, o alla luna alla cui falce appendere i neri, o chi a sberle e persuasori occulti ha fatto sì che otto personaggi e i loro sguatteri avessero più di 3,6 miliardi di umani senza diritti umani, cittadini ovviamente in eccesso? Chi fa del fascismo, quelli che vorrebbero salvaguardati i diritti e le capacità dei popoli di stare a casa loro e continuare a costruirla, o coloro che, come Badoglio e Graziani, o Zanotelli, applicano alle genti del Sud la consolidata idea di civiltà praticata in giro per il mondo a partire dall’astuta invenzione del monoteismo?

Al fascio al fascio! S’ode a destra uno squillo di tromba; a sinistra risponde uno squillo
Ora il fascismo questi segugi lo hanno perfino scoperto in Russia, dove Putin “il rossobruno” – figurati se i sinistrati si lasciavano sfuggire anche questa fake news – avrebbe messo in campo trucidi neonazisti a fianco dei suoi bolscevichi del Donbass e sarebbe lui il vero padrino del fantasma neonazista che si aggirerebbe per il mondo. Qui si manifesta un’impunità e conseguente mancanza cosmica di pudore, assieme a una buona dose di imbecillità rilevabile perfino dai gonzi, ma puntellata dai soliti sinistrati, che gli fa sorvolare disinvolti su un paradosso kolossal: si strepita contro il nazismo rinascente a Charlottesville e a casa Minniti, mentre si marcia, a stelle e strisce spiegate, accanto alle Sturmtruppen catto-islamiste installate a Kiev, nei paesi baltici, a Tegucigalpa, o scatenate in Venezuela, Libia, Siria, Iraq, Nigeria, Afghanistan.

Reparti Usa sfilano con battaglioni nazisti a Kiev

E ricordiamoci di un’altra cosa, quella che ci insegna la nostra storia repubblicana di un’Italia modello per le sperimentazioni terroristiche a fini di consolidamento e destrizzazione del potere. Nel formicolare di provocatori fascisti, con al seguito gruppetti dall’ego frustrato, s’è invariabilmente scoperta la mano dei servizi. Gli stessi servizi incaricati di mantenere al potere coloro i quali, quando i fascisti non ci sono, o fanno ridere, se li inventano con le zanne, per poterli additare e nascondercisi dietro.. A Charlottesville come nella cella di Frate Zanotelli

Non c’è che da chiudere con Totò: MA MI FACCIA IL PIACERE!
 
DEBUNKERIZZIAMO CHARLOTTESVILLE E ZANOTELLI DOV’E’ CHE STANNO I NAZISTI? SUPREMATISTI ALL’URANIO IMPOVERITO E SUPREMATISTI ALLE POLVERI BAGNATEultima modifica: 2017-09-03T10:13:04+00:00da davi-luciano
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