La marcia dei No Tav verso il presidio di Venaus

Due gionalisti per scrivere “verso il presidio di Venaus”?
Cori di protesta e insulti rivolti a polizia e carabiniere, disposti dall’altra parte delle barricate poste per vietare l’avvicinamento all’area del cantiere dell’alta velocità
Ultima modifica il 09/07/2017 alle ore 07:59
federico genta
torino
Sono un’ottantina i No Tav che questa mattina, sabato 8 luglio, hanno raggiunto il presidio di Venaus. Ma è soltanto una parte dei partecipanti alla marcia che farà tappa a Giaglione per poi salire, nel primo pomeriggio, verso la Clarea e gli accessi, rigorosamente sbarrati, del cantiere dell’alta velocità. Poco prima di pranzo il corteo comprendeva circa 200 persone. Alle due il gruppo è partito dai campi sportivi di Giaglione e ha iniziato la salita verso la Clarea. 
I CORI CONTRO POLIZIA E CARABINIERI  
I No Tav hanno raggiunto le barriere poste dalla polizia, dopo l’ordinanza del ministero che vieta l’avvicinamento all’area del cantiere dell’alta velocità. Si sono alzati cori di protesta e insulti rivolti a polizia e carabinieri, disposti dall’altra parte delle barricate. Qualcuno sta provando a sganciare le corde d’acciaio che reggono le griglie di ferro. Altri, invece, hanno scelto il sentiero più a monte, nel tentativo di eludere i controlli. 
LA MANIFESTAZIONE  
Questo il senso della manifestazione, tra le righe del comunicato diffuso in questi giorni per richiamare il maggior numero possibile di partecipanti: «Ci mettiamo in marcia verso la Clarea per ribadire ancora una volta, con impegno e partecipazione, il diritto a muoversi liberamente nella nostra terra. Non ci abitueremo mai e nemmeno ci rassegneremo inermi, a lasciare porzioni del nostro territorio a chi vuole devastarlo con il Tav, mettendo guardiani, di non si capisce cosa, sulle strade della nostra Valle. Vogliamo affermare con orgoglio la nostra libertà di movimento, in Valle come ovunque, senza fili spinati o controlli di documenti, e lo vogliamo fare nel miglior modo possibile, quello che conosciamo meglio: mettendoci in cammino, ancora una volta, sempre, ogni volta che ce ne sarà bisogno
I LEADER DEL MOVIMENTO  
A Venaus sono già presenti i leader del Movimento come Alberto Perino, gli attivisti di Askatasuna e gli anarchici della Federazione torinese. Ma soprattutto ci sono tante famiglie della bassa e alta Valle, determinati a contestare un’opera che loro continuano a giudicare inutile e incapace di dare risposte a un territorio che avrebbe bisogno di altri investimenti. 
La marcia dei No Tav verso il presidio di Venausultima modifica: 2017-07-14T09:20:13+00:00da davi-luciano
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