Svizzera, vince il referendum per la chiusura delle centrali nucleari

Svizzera, vince il referendum per la chiusura delle centrali nucleari

Ha vinto il fronte del sì con il 58,2% di voti favorevoli. Era stata l’Udc a volere andare al voto dopo che il Parlamento aveva già approvato una revisione della legge sull’energia, anche per vietare la costruzione di nuovi stabilimenti

No al nucleare e sì alle rinnovabili. Con un referendum la Svizzera ha approvato il graduale abbandono dell’energia nucleare e una politica di promozione delle rinnovabili. Il sì su scala nazionale ha vinto col 58,2% di voti favorevoli e in particolare a Ginevra, Basilea e Zurigo, così come a Nidvaldo e Appenzello Esterno. Ad Argovia e Glarona invece hanno detto no rispettivamente il 51,8% e il 56,3% dei votanti.

I cittadini svizzeri dovevano pronunciarsi sulla Strategia energetica 2015, una revisione della legge sull’energia che intende ridurre il consumo, aumentare l’efficienza energetica e promuovere le energie rinnovabili, e che punta all’abbandono del nucleare con la chiusura delle cinque centrali attualmente attive e il divieto di costruirne di nuove. La strategia era stata approvata dalla maggioranza del Parlamento con l’opposizione dell’Unione democratica di centro (Udc), che poi aveva raccolto le firme per il referendum con il sostegno di alcuni esponenti politici di altri partiti conservatori e da associazioni del mondo economico. Il governo elvetico aveva iniziato a lavorare a questo progetto nel 2011, dopo l’incidente di Fukushima. Le centrali verranno chiuse entro 20 e 30 anni.

Il Tav toglie lavoro: due calcoli sulle cifre sparate a caso da Telt

Il Road show di Telt si è conquistato i titoli e gli articoli dei giornali con facilità come purtroppo avviene solitamente.

Eppure se il sistema dell’informazione verificasse le informazioni e i numeri dati dai comunicati stampa inviati nella propria email, si scoprirebbe che più che informazioni ci troviamo quasi sempre ad avere a anche fare con propaganda!

Noi lo abbiamo fatto e al di là della retorica e della propaganda i numeri (veri!) sono impietosi: ogni singolo posto di lavoro che sarebbe creato dalla costruzione del Tav Torino Lione costerebbe alla collettività oltre un milione di euro, e sarebbe un posto di lavoro a termine, durerebbe i 10 anni della costruzione dell’opera.

Prendiamo in esame le ricadute occupazionali previste dai proponenti e il costo a carico delle casse pubbliche italiane. Nel progetto definitivo della sezione compresa tra Bussoleno e il confine di Stato troviamo la stima della forza lavoro:

  • nei primi due anni di anticipazione sono previsti circa 200 lavoratori
  • nell’ultimo anno e mezzo una cinquantina
  • negli otto anni e mezzo centrali di lavoro la media è di circa 900 lavoratori.

Consideriamo anche i posti di lavoro indiretti, i proponenti affermano che sono due per ogni posto diretto. Diciamo quindi 800 posti diretti più 1600 indiretti.

I costi a carico dell’Italia dell’intera sezione transfrontaliera li troviamo nella delibera Cipe 19 del 2015:

  • se l’Europa erogasse il massimo contributo possibile l’opera graverebbe sulle finanze italiane per 3 miliardi di euro
  • da questa cifra si sale fino a 5 miliardi se il contributo Europeo venisse cancellato o ridotto.

I conti sono presto fatti:

considerando il massimo contributo europeo, per ogni posto di lavoro diretto il contribuente italiano pagherebbe oltre 3 milioni di euro, 30 posti di lavoro costerebbero alle casse pubbliche 100 milioni di euro!

E…se consideriamo anche i posti di lavoro indiretti ogni singolo posto di lavoro creato dal Tav costerebbe un milione e 250.000 euro, di soldi pubblici.

Ciò significherebbe:

1 posto di lavoro = €1.250.000 (pagato con soldi pubblici)

8 posti di lavoro = €10.000.000 (pagato con soldi pubblici)

Se però l’Europa dovesse tagliare, come già accaduto in passato il suo contributo, si potrebbe arrivare all’incredibile rapporto di oltre due milioni di euro di investimento dalle casse pubbliche italiane per posto di lavoro creato lato Italia.

Quindi:

1 lavoratore = €2.000.000 (pagato con soldi pubblici)

Dato che questi non sono soldi di Virano o di Foietta ma soldi pubblici, soldi di tutti, non vengano a raccontarci la favola dei posti di lavoro.

Le ricadute occupazionali di una simile opera sono minime rispetto all’investimento.

La manutenzione delle opere esistenti, la cura del territorio: queste sono opere puntuali capaci di creare molto più posti di lavoro sicuri e duraturi, senza contare che a differenza della Torino-Lione sarebbero anche utili per tutti.

Come è evidente, a differenza di quanto dice Foietta, che taccia il movimento notav di appartenere al passato, e di essere capace solo ad odiare, siamo noi notav a pensare al futuro del Paese, con responsabilità e lungimiranza.

Comunicato stampa Pro Natura: lettera a UI e Ass Costruttori su Bandi internazionali per TAV

Torino, 23 maggio 2017 Comunicato Stampa

Alla Direzione dell’Unione Industriale di Torino Via Manfredo Fanti 17 10128 Torino g.gherzi@ui.torino.it

All’Associazione dei Costruttori Via San Francesco Da Paola 39 10123 Torino info@cce.to.it e p.c. Agli organi d’informazione

A proposito dei bandi internazionali per 5,5 miliardi di euro destinati alla Torino-Lione

Secondo le recenti notizie di stampa, il direttore generale di TELT (Tunnel Euroalpin Lyon Turin), acronimo della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, Mario Virano emanerà entro il 2019 dei bandi di gara internazionali per 5,5 miliardi di euro di lavori.

Un volume di 350 milioni di euro, cioè il 6%, costituirà le briciole riservate alle piccole e medie imprese, mentre il 94% sarà la parte riservata ai colossi del settore.

Al di là delle nostre valutazioni negative sull’opera, ci preme sottolineare che le risorse dichiarate non esistono e questo potrebbe provocare molti disagi alle imprese che volessero accettare l’impegno.

Il contributo dell’Unione Europea va di pari passo al cronoprogramma e scade il 31 dicembre 2019. Nei sei mesi del 2019 che resteranno al momento della definitiva aggiudicazione dell’appalto la possibilità di spendere somme comprese in questo elenco prima della scadenza definitiva del termine sono quasi inesistenti; la partecipazione della Unione Europea dopo il 2019 non ha né certezze né impegni, perchè è l’Unione Europea stessa che non sa cosa farà.

La Francia non ha predisposto alcun piano finanziario e ancora a gennaio 2017, alla ratifica dell’ultimo accordo italo-francese, la relazione illustrativa chiariva ai 12 deputati presenti che il voto che il Governo chiedeva loro era per iniziare l’opera, non per riservare delle cifre nel bilancio dello Stato: infatti queste cifre ancora non esistevano, ma i deputati non dovevano dubitare che lo Stato francese sarebbe stato in grado di trovare 150 milioni di euro all’anno quando fosse necessario.

Il problema è che la maggior parte di questi fondi si continua a prevedere di ricavarli dalla tassa sui veicoli pesanti che transitano al Frejus e al Monte Bianco: è una storia vecchia di 10 anni, che è sempre stata riscontrata inattuabile perchè, nella situazione attuale, quanto lo Stato riuscisse a prelevare da un lato, dovrebbe poi renderlo dall’altro.

Resta l’Italia che alla delibera del CIPE dell’agosto ha accertato l’esistenza di fondi stanziati dal governo Monti per 2,6 miliardi.

Ma da quella data al 31 dicembre 2018 il Grant Agreement sottoscritto da Italia, Francia e Unione Europea prevede per l’Italia di aver già speso per la sua quota 630 milioni e altri 300 milioni nella prima metà del 2019, che quindi non sarebbero più disponibili per i nuovi appalti e ridurrebbero le disponibilità effettive a 1,7 miliardi di euro.

In realtà queste disponibilità non sono in cassa, ma in importi di 150 milioni all’anno, scaglionati per i prossimi 10 anni a venire sino al 2029.

Fatti bene i conti si può dire che TELT, quando emanerà questi famosi bandi nel 2019, non avrà in cassa 5,5 miliardi di euro, ma probabilmente solo 200 o 300 milioni, poco più di quanto si prevede per difendere il cantiere, o perchè sono già stati spesi come da cronoprogramma, o perchè sono scaduti o scadranno di lì a pochi mesi, oppure perchè ancora da avere negli anni futuri.

Ma c’è un ulteriore elemento che dovrebbe preoccupare le imprese che partecipano al “Road Show” di TELT che, si noti bene, non è una “road map” e cioè un piano di impegni.

Il meccanismo messo in piedi con il Promotore Pubblico TELT fa sì che gli Stati abbiano un impegno reciproco, ma non verso TELT che, verosimilmente, potrebbe fallire e non pagare le aziende coinvolte, senza coinvolgere Italia, Francia e Unione Europea.

In mancanza di altri patti specifici, il Grant Agreement del 25 novembre 2015 stabilisce che ognuna delle parti può recedere per cause di “forza maggiore” e all’articolo 16 che “nessuna delle parti in causa ha diritto di chiedere compensi a causa della rescissione di un’altra parte in causa”.

Per rendere meno tranquille le imprese che decidessero di concorrere alla Torino-Lione c’è il parere espresso dall’Audit commissionato dal governo francese all’Ispettorato Generale delle Finanze e al Consiglio Generale di Ponti e Strade nel 2003; il parere ricorda che l’impegno tra gli Stati vale sulla clausola di evitare la saturazione dei valichi esistenti: se questa non c’è anche l’impegno è facoltativo, tenendo presente che questa clausola, pur non essendo più stata richiamata, non è stata mai abolita nei successivi trattati.

Il presidente (Mario Cavargna)

Pro Natura Piemonte
Via Pastrengo 13
10128 Torino
Tel. 011.5096618
Fax 011.503155
http://torino.pro-natura.it
e-mail: torino@pro-natura.it
PEC: pronatura.torino@pec.it

BRUXELLES. APOCALYPSE TRUMP (I) : LA CAPITALE INTERDITE A SES HABITANTS !

LA REPUBLIQUE D’EUROPE/ 2017 05 24/
2017-05-24_005253
Donald Trump débarque à Bruxelles ce mercredi: quels sont les endroits à éviter?
Tous les quartiers par lesquels passera le président américain connaîtront des interruptions de trafic ou des perturbations.
* Lire sur LLB :
(attention Média de l’OTAN ! Lire avec esprit critique …)
LA REPUBLIQUE D’EUROPE/
PCN Wallonie-Bruxelles
* Venez liker la page officielle de
LA REPUBLIQUE D’EUROPE, la page officielle d’information
du PCN Wallonie-Bruxelles …
___________________________
ALLEZ LIKER LES PAGES MEDIAS DU PCN :
* PCN-SPO (Service de Presse du PCN)
* PCN-TV (Télévision communautaire du PCN)

DANS ‘REPORTAGE’ (23 MAI 2017) LUC MICHEL DENONCE LES EMBARRAS DE L’ARRIVEE DE DONALD TRUMP A BRUXELLES

# SUR PRESS TV (IRAN)/

2017-05-24_003232

PCN-TV/ 2017 05 23/

PRESS TV, la télévision iranienne internationale francophone, interroge

le géopoliticien Luc MICHEL sur la visite de Trump à Bruxelles, dans des conditions imposées par ses services, et inacceptables pour les citoyens et les libertés publiques (notamment une opération illégale de fichage) …

PRESS TV :

« Après sa visite controversée en Arabie saoudite et en Israël, Donald Trump se rendra à Bruxelles pour participer à son premier sommet européen. Mais les déplacements du président américain ne sont pas sans conséquence pour les citoyens des villes qui l’accueillent. De très mauvaises surprises peuvent les attendre. Luc Michel, Géopoliticien nous donne plus d’explications. »

LUC MICHEL:

« TRUMP NOT WELCOME IN BRUSSELS! »

Dans ‘REPORTAGE. L’INTERVIEW’,

PRESS TV (Iran) interroge Luc Michel, géopoliticien …

* Voir sur le Site de PRESS-TV/

Emission complète « Reportage »

Les embarras de l’arrivée de Donald Trump à Bruxelles

sur http://www.presstv.com/DetailFr/2017/05/23/522954/Bruxellois-vous-tes-condamns

____________________

# PCN-TV

https://vimeo.com/pcntv

# ALLEZ ‘LIKER’ LA PAGE OFFICIELLE DE PCN-TV !

https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV/

BRUXELLES. APOCALYPSE TRUMP (III) : LES ENTRAVES AUX LIBERTES, UN ‘PATRIOT ACT A L’EUROPEENNE’ SOURNOIS EN ACTION EN BELGIQUE !

LA REPUBLIQUE D’EUROPE/ 2017 05 24/
2017-05-24_014251
Tout ce que Luc MICHEL, président du PCN, dénonçait hier sur les antennes de PRESS TV, ce « Patriot act à l’européenne » sournois en action en Belgique ou en France, sous prétexte de « guerre au terrorisme », est hélas la triste réalité en UE, devenue « Natoland » !
Démonstration avec la venue de Trump à Bruxelles, prétexte au fichage illégal de nombreux citoyens au profit des Services secrets américains …
Les habitants des rues que le cortège de Trump va emprunter sont “screenés”, nous apprend la presse belge !
LES ZONES DE POLICE CONCERNEES ONT DU REMETTRE AUX SERVICES AMERICAINS LA LISTE DE TOUS CES HABITANTS !
Il s’agit d’une exigence américaine et ce n’est pas une première. Mais l’annonce choque.
Invité, lundi, par la Première (RTBF), Olivier Maingain, bourgmestre de Woluwe-Saint-Lambert, a semé l’émoi. Olivier Maingain s’est étonné du modus operandi des services de sécurité américains, qui ont demandé aux policiers belges de “screener” tous les habitants des habitations riveraines des voiries par lesquelles le cortège officiel du président Donald Trump va passer. Les zones de police concernées ont dû remettre aux services américains la liste de tous ces habitants. Les bourgmestres n’auraient pas été avertis de cette initiative, précise, passablement fâché, M. Maingain
PAS UNE PREMIERE …
Renseignements pris, il semble que ce ne soit pas la première fois qu’une telle demande soit adressée par les Américains aux forces de l’ordre belges. Il paraît aussi, mais les langues ne se délient pas facilement, que ce sont bel et bien tous les riverains des voies empruntées par le cortège de M. Trump et consorts qui ont fait l’objet d’un signalement et pas seulement ceux qui présenteraient un profil particulier.
SUR QUELLE BASE LEGALE UNE TELLE EXIGENCE ET UNE TELLE RECENSION REPOSENT-ELLES ? 
Beaucoup d’observateurs se posent la question.
Et le respect de la vie privée ?
Pour un avocat bruxellois, le principe du respect de la vie privée est mis à mal par une démarche de cette nature. Mais il est peu probable, selon lui, que l’on aille loin dans la dénonciation d’une pratique relevant d’une certaine façon de la real politique.
Le danger, ajoute un autre juriste, c’est que les autorités américaines, friandes de banques de données de toutes sortes et très occupées à espionner jusqu’aux pays amis, ne se contentent pas de vérifier s’il pourrait y avoir un dangereux terroriste ou un ennemi de la bannière étoilée qui habite dans un des quartiers que Donald Trump et son escorte vont sillonner mercredi et jeudi mais conservent ces données à d’autres fins.
* Lire sur LLB :
(attention Média de l’OTAN ! Lire avec esprit critique …)
* Voir l’intervention de Luc MICHEL sur PRESS TV :
Les embarras de l’arrivée de Donald Trump à Bruxelles
LA REPUBLIQUE D’EUROPE/
PCN Wallonie-Bruxelles
* Venez liker la page officielle de
LA REPUBLIQUE D’EUROPE, la page officielle d’information
du PCN Wallonie-Bruxelles …
___________________________
ALLEZ LIKER LES PAGES MEDIAS DU PCN :
* PCN-SPO (Service de Presse du PCN)
* PCN-TV (Télévision communautaire du PCN)

POUTINE RECU A VERSAILLES PAR LE NOUVEAU PRESIDENT MACRON : UNE RECEPTION FASTUEUSE AU CŒUR DE LA NOSTALGIE DE LA PUISSANCE FRANCAISE ET QUI POSE DE MULTIPLES QUESTIONS …

GEOPOLITIQUE/ 
Luc MICHEL pour EODE Think Tank/ 
2017 05 22/
18581481_1042117482589336_5263536063961967807_n
Derrière la visite de Poutine à Paris, reçu à Versailles par Macron, il y a les symboles de trois siècle de géopolitique paneuropéenne !
AU CŒUR DES FONDAMENTAUX DE LA GEOPOLITIQUE
Pendant une période géopolitique de l’histoire européenne (qui était alors l’histoire mondiale), qui va de Louis XIV à Waterloo, la France a été LA puissance continentale européenne, celle qui au bout de ce cycle a tenté l’unification du continent avec Napoléon Ier. C’est « l’Europe française ». Après Waterloo, la main ira à l’Allemagne de Bismarck à 1942, c’est « l’Europe allemande » qui perd son banco géopolitique devant Moscou (piège stratégique tendu par Staline) puis Stalingrad. Dans ce « grand jeu » paneuropéen, la main passe à nouveau. La puissance continentale passe à Moscou en 1942, elle y est toujours et la Russie est l’héritière géopolitique (terriblement amoindrie) de l’URSS ! 
Face à la puissance continentale, la thalossacratie, la puissance maritime : cet impérialisme anglo-saxon, passés des mains des « cousins » britanniques à celles de Washington et Wall-street (l’impérialisme yankee a deux capitales) entre 1917 et 1944. LE conflit géopolitique classique, qui resurgit périodiquement, car la Géopolitique a horreur du vide, au travers de l’Histoire depuis 2.500 ans (Sparte vs Athènes, puis surtout le conflit de base : Rome vs Carthage, très actuel puisque nous vivons depuis 1792 la longue « quatrième guerre punique » (1), où les USA, après Londres, sont la nouvelle Carthage) …
LA NOSTALGIE DE LA PUISSANCE FRANCAISE DISPARUE
Versailles, vitrine de la puissance de la France de Louis XIV, symbolise la nostalgie historique de cette « Europe française » qui est morte à Waterloo, qui ne reviendra plus. Une nostalgie qui paralyse l’esprit et l’imagination de toute la classe politique française, qui s’imagine que la France est encore une grande puissance. Ce qu’elle n’est plus internationalement depuis Waterloo (2) précisément, mais aussi depuis le grand suicide de la « grande guerre civile européenne », du grand suicide collectif de l’Europe en août 1914 !
C’est ce miroir de la grandeur française, qui n’est plus qu’une image morte, que Macron veut opposer à la réalité de la puissance russe, que Poutine a maintenue et reconstruite sur l’héritage soviétique ! Choc des cycles géopolitiques qui passent au regard de l’Histoire …
LES INTERROGATIONS DE LA PRESSE FRANCAISE …
« POUTINE REÇU A VERSAILLES : POURQUOI MACRON A-T-IL FAIT CE CHOIX ? »
« Vladimir Poutine sera reçu par Emmanuel Macron au château de Versailles », choc diplomatique qu’annonce l’AFP. Et interrogations multiples sur le sens de cette invitation, qui contraste avec les humiliations russophobes des Hollande-Fabius, dans la presse française.
Ainsi, Le Parisien s’interroge : « Emmanuel Macron recevra lundi son homologue russe Vladimir Poutine au Grand Trianon à Versailles. Au-delà du prétexte de l’exposition consacrée à la visite de Pierre le Grand en France en 1717, ce choix nourrit la posture résolument régalienne du nouveau chef de l’Etat. Durant son quinquennat, François Hollande ne se sera servi qu’à deux reprises du faste versaillais pour ses rendez-vous diplomatiques. Nicolas Sarkozy n’en fera même lui usage qu’une seule fois. C’était lors de la célèbre visite du Libyen Mouaamar Kadhafi en 2007. A peine élu et installé à l’Elysée que le Jupitérien Macron reçoit déjà l’un des plus influents hommes d’Etat dans l’ancienne demeure du Roi Soleil, écrin ultime de la puissance française. Lundi, le président russe, qui a entretenu des relations tendues avec l’équipe de campagne d’En marche!, débarquera pour la première fois au Grand Trianon. Il inaugurera avec Emmanuel Macron l’exposition de l’Ermitage sur le 300e anniversaire de la première visite de Pierre Ier en France. » 
Puis il sera l’heure d’un «échange d’opinions», selon les mots du Kremlin, où seront abordées «les questions actuelles internationales et régionales, notamment la coordination de la lutte contre le terrorisme et le règlement des crises en Syrie et en Ukraine». 
 
« INVITER VLADIMIR POUTINE A VERSAILLES, EST-CE UN CADEAU EMPOISONNE ? » (LE PARISIEN) 
« Mais quels symboles se cachent derrière le choix de château de Versailles ? Quel lien entre ce lieu monarchique et les présidents de la République ? » interroge encore le quotidien parisien, qui pose ses questions au documentariste Frédéric Biamonti (formé à Sciences-Politiques Paris et à la FEMIS, auteur du film «Versailles, rois, princesses et présidents» en 2015).
« Inviter Vladimir Poutine à Versailles, est-ce un cadeau empoisonné ? »
Frédéric Biamonti : « C’est difficile à dire. Accueillir un chef d’Etat là-bas, c’est à double tranchant. D’un côté, il s’agit de l’honorer copieusement, d’inscrire cette rencontre dans le temps, tant le lieu symbolise l’Etat dans ce qu’il a de plus précieux. Et d’un autre côté, il s’agit d’écraser son hôte sous le faste, de l’étouffer sous la grandeur tricolore. Pour les présidents de la République française, Versailles, est une façon de se hisser au prestige de la monarchie (…) Pour un début de quinquennat, c’est en effet plutôt une surprise. Ce geste se range dans le catalogues des gestes régaliens. Il y a quelque chose de considérable dans une telle invitation. Surtout que c’est une demande d’Emmanuel Macron. En 2014, François Hollande avait répondu à une demande du dirigeant chinois Xi Jinping. Il lui avait alors organisé une soirée à l’Opéra royal, avec un orchestre de musique chinoise et un dîner intimiste. Quelque chose de très honorifique ».
* Lire sur Le Parisien :
RATTRAPAGE DIPLOMATIQUE ?
Il semblerait que Macron, pourtant totalement inscrit dans l’orbite américaine (3), veuille rattraper les humiliations russophobes des Hollande-Fabius, qui avaient conduit à l’annulation de la dernière visite de Poutine à Paris (qui aurait du inaugurer la cathédrale orthodoxe de Paris). Présenté comme l’héritier de Hollande, la présidence Macron commence surtout par un grand coup de balais du Hollandisme (épuration des médias d’état, critique ouverte de la communication de son précécesseur, etc). Et le personnage de Macron, j’en fais l’analyse, ressemblera plutôt au « florentin » Mitterrand. Maître du double jeu et des incertitudes coulées en politiques …
Frédéric Biamonti évoque ce « rattrapage diplomatique » : « Quand est-ce qu’un Russe a été reçu pour la dernière fois dans ce château ? Cela remonte à 1992. François Mitterrand s’en était servi pour opérer un véritable rattrapage diplomatique. Il voulait se faire pardonner de l’année précédente où il avait volontairement reçu de manière très désinvolte Boris Eltsine, alors maire de Moscou. Mitterrand lui préférait le président Gorbatchev, d’une sensibilité politique. Il s’est servi de Versailles pour réparer son erreur une fois qu’Eltsine est devenu président de la Fédération de Russie ».
LUC MICHEL / EODE THINK TANK
(1) Les trois guerres puniques opposèrent durant près d’un siècle la Rome antique et Carthage (civilisation punique et pas « africaine », les africains sont ses voisins numides, alliés de Rome). La cause initiale des guerres puniques fut le heurt des deux empires en Sicile, qui était en partie contrôlée par les Carthaginois. Au début de la première guerre punique, Carthage avait formé un vaste empire maritime (thalassocratie) et dominait la mer Méditerranée, alors que Rome avait conquis l’Italie péninsulaire (puissance continentale). À la fin de la troisième guerre punique, Rome parvint à conquérir les territoires carthaginois et à détruire Carthage, devenant ainsi la plus grande puissance de la Méditerranée. 
(2) Cfr. mon analyse géopolitique de la bataille de Waterloo :
WATERLOO, UN TOURNANT DE L’HISTOIRE MODERNE : GEOPOLITIQUE – IDEOLOGIE – REVOLUTION. LE POINT DE VUE DU PCN
(3) Voir sur PCN-TV/ LUC MICHEL: DE QUI MACRON EST-IL LE NOM ? (PRESIDENTIELLE FRANCAISE 2017 -VI)
_____________________
# EODE ORGANISATION :
* EODE-TV :
* ЕВРАЗИЙСКИЙ СОВЕТ ЗА ДЕМОКРАТИЮ И ВЫБОРЫ (ЕСДВ)/
EURASIAN OBSERVATORY FOR DEMOCRACY & ELECTIONS 
(EODE) :

ALERTE INFO : ATTENTAT TERRORISTE A LA MANCHESTER ARENA HIER SOIR LORS D’UN CONCERT DE ARIANA GRANDE !

# @LucMichelPCN / 
LUC MICHEL SUR TWITTER/
2017-05-23_061613
Toujours les mêmes méthodes de lâches.
Une bombe à clmous au milieu de la foule du concert …
« Au moins 19 morts et 50 blessés  dans l’explosion à la #ManchesterArena selon la police qui privilégie pour l’heure la piste terroriste » AFP.
« Des morts et des blessés suite à un “incident grave” survenu dans une salle de concerts à Manchester » (police).
2017-05-23_060443
La Première ministre britannique Theresa May a condamné l’«attaque terroriste épouvantable» qui a eu lieu à Manchester lundi soir à la sortie d’un concert dans la salle Arena, faisant 19 morts et une cinquantaine de blessés. «Nous travaillons à établir tous les détails de ce qui est traité par la police comme une épouvantable attaque terroriste» …
#LucMichel #ЛюкМишель #LucMichelPCN 
#EODE #Russosphere #Neoeurasime #Neopanafricanisme
#PCN #PANAFRICOM #AfriqueMedia
* Vu sur Twitter AFP …
________________________ 
# SUIVEZ AUSSI LUC MICHEL SUR TWITTER !
* @LucMichelPCN
Mes Réseaux :
PCN-NCP / MEDD-RCM / NNK / ELAC / 
SYRIA COMMITTEES / PANAFRICOM /
EODE / AFRIQUE MEDIA
* Allez vous abonner !

L’AFRIQUE DU SUD ETAT-MAFFIA ?

# CE MARDI MATIN 23 MAIS 2017 SUR AFRIQUE MEDIA/
LUC MICHEL ANALYSE POUR ‘LIGNE ROUGE’ LA CRISE PROFONDE AU PAYS DE MANDELA …
2017-05-23_035318
THEME 2 DE L’EMISSION :
AFRIQUE DU SUD, LA POLEMIQUE AUTOUR DE ZUMA S’AGRAVE ;
LE PAYS SERAIT-IL DEVENU UN ETAT MAFIEUX ? 
Présentation : Victoria Dimalla.
Le Géopoliticien (et patron de EODE Think Tank) analyse le dessous des cartes de grande crise politique et sociale en Afrique du Sud …
Il répondra notamment aux questions suivantes :
* Pour notre second sujet, nous allons en Afrique du Sud, à nouveau en pleine crise politique. Qu’est ce qui ne va pas au pays de Mandela ? Vous parlez très souvent « d’un pays profondément malade » …
* De hautes personnalités sud-africaines dénoncent la corruption de l’ANC  et du couple Zuma, évoquant un « état mafieux ». Que pensez de ces critiques extrêmement dures ?
* La crise de l’Afrique du Sud est avant tout celle de l’ANC, profondément divisée. Mais un nouveau parti dirigé par le charismatique Julius Malema, l’EFF, a émargé et concurrence l’ANC parmi les masses africaines. Explique-nous la situation politique actuelle ?
* Voir aussi sur PANAFRICOM-TV/ 
LUC MICHEL: LA QUESTION DE L’EXPROPRIATION DES TERRES EN AFRIQUE DU SUD ET L’ACTION JULIUS MALEMA …
EODE-TV / EODE PRESS OFFICE
____________________ 
AFRIQUE MEDIA
* AFRIQUEMEDIA.pageofficielle
* GROUPE OFFICIEL AFRIQUE MEDIA TV 
(Plus de 110.000 membres ! Administré par 
les COMITES AFRIQUE MEDIA et Luc Michel)