CRIMINALI PAZZI E LORO CORIFEI – QUELLI CHE REGENI MARTIRE, QUELLI CHE BRUCIANO LE CHIESE, QUELLI CHE LE FORMICHE CI PROVOCANO

http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/04/criminali-pazzi-e-loro-corifei-quelli.html

MONDOCANE

LUNEDÌ 10 APRILE 2017

 

(Con alcuni importanti commenti al mio articolo precedente)

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI – IL GIORNO DELL’ORSO D…“:

150.000 riservisti americani hanno ricevuto la lettera di tenersi pronti per essere operativi entro quindici giorni. Invasione della Siria? La Germania approva il decreto anti fake news per i social e i siti non allineati alla narrazione globalista, questa sì, realmente fake. Provvedimento dunque di censura pre guerra. Navi americane in avvicinamento alla Corea del nord. Solo muscoli tesi? E poi, attentati ovunque e false flags sempre più ignobili, l’escalation purtroppo sta aumentando vertiginosamente. Dobbiamo aspettarci di tutto. Lo confesso, non sono per niente tranquillo.
Max

La firma è Isis, l’inchiostro e nostro

Visto che l’ininterrotto genocidio Usa e Nato non è considerato terrorismo, neanche quando mette in mano ai suoi sicari armi chimiche, per poi bombardarne le vittime, parliamo di attentati islamici.

Tutti gli attentati sono rivendicati vuoi da Al Qaida, prima, vuoi dall’ISIS. Tranne quelli, come sempre appaltati dai servizi atlantico-talmudisti, ma attribuiti ad Assad. A Parigi, Londra, Monaco, Nizza, Berlino, Tunisi, San Pietroburgo, Stoccolma, il Cairo. L’ISIS e la consociata Al Qaida (nelle sue varie mimetizzazioni) sono stati creati, organizzati, reclutati, finanziati, riforniti, armati, protetti dalle aviazioni israeliana, Usa e Nato. Tutto questo è documentato, occasionalmente anche ammesso (Hillary Clinton),  esibito (Erdogan), vantato (McCain). Le basi sono state poste in Afghanistan dove Al Qaida è stata fondata dagli Usa e incaricata di rastrellare combattenti integralisti per cacciare i sovietici e abbattere il primo governo laico, socialista, emancipatore di donne, esclusi  e minoranze, eletto in quel paese. Il capo di quel governo, il comunista Najibullah, è stato poi impiccato a un lampione di Kabul.Poi sono arrivati i Taliban che hanno liberato il paese dai mercenari mujaheddin capeggiati da Masud. Agli Usa è stato necessario tirare giù tre torri e bucare il Pentagono per  avere la scusa di andarci direttamente, in Afghanistan. Per l’Iraq gli è bastata la provetta di Powell. Per la Siria, battuti anche qui i loro mercenari, sono ricorsi alle armi chimiche.

Ci martellano con la memoria di quelle attribuite agli altri, false, mentre noi facciamo del nostro meglio per accorciare la memoria sulle loro, chè, se l’avessimo presenti avremmo tanto materiale chimico da asfissiare una volta per sempre, se non i gasatori, coloro che se ne fanno i chierichetti. E allora chiediamoci, e chiediamolo a coloro che riteniamo ultimo baluardo contro l’apocalisse: se questi cianciano di linea rossa da loro arrogantemente posta a chi si difende e che affermano superata tanto da meritare l’obliterazione di paese e popolo, quando mai abbiamo, e hanno, posto e difeso una linea rossa contro i crimini chimico-biologico-radioattivi veri di Usa e Nato? Napalm (diossina) su Vietnam, Uranio e bombe a grappolo su Iraq e Serbia, bombe a grappolo, bombe al fosforo bianco e bombe che distruggono gli organi interni su Gaza e Libano, bombe al fosforo bianco su Fallujah. Armi ABC usate da Usa e Israele per uccidere non solo lì per lì, ma nei secoli. Senza neanche contare l’arma chimica, di pace ma ancora più sterminatrice, di Monsanto e Co. Quanti milioni, miliardi, bisogna aggiungere al conto USraeliano dei 5 milioni di vittime dal loro 11 settembre in qua?

Quelli che  la formica ci provoca

Per la Corea del Nord, oltre alla caricatura demenziale che si fa di quel capo di Stato, occorre convincere la gente che un piccolo paese assediato da 60 anni, che ha ben visto che fine si fa a non munirsi di deterrente e ha due, tre bombe atomiche e qualche razzo vettore per arrivare al mare, è un pericolo infinitamente maggiore per la sopravvivenza del pianeta, della massima potenza militare atomica mondiale. Una potenza che dalla nascita fa in media una guerra all’anno, che, dopo aver spaccato il paese in due, rumoreggia da anni ai confini coreani con esercitazioni e provocazioni armate, possiede armi nucleari e mezzi militari da distruggere venti volte l’intero globo, cinge il mondo con basi e ammazza più gente. Però eccoli là, tutti quanti i democratici e buoni e sinistri, ad agitare l’orrendo bau bau nordcoreano. Dire che la Corea del Nord provoca è come dire che mi ha provocato l’ortica mentre estirpavo funghi.

 Micce, botti, firme e sillogismi

La miccia che avrebbe connesso gli attentati, approntati o da approntare, finalizzati a spianare la marcia alla dittatura mondiale di un capitalismo nella sua fase di imperialismo eugenetico e maltusiano,  l’hanno accesa l’11 settembre i servizi atlantico-talmudisti. La catena di  deflagrazioni ha provocato il sacrificio di alcune centinaia di occidentali (tutti ordinari cittadini spendibili, plebei, nessun notabile, comandante, oligarca, prelato) e di oltre 5 milioni di musulmani, in maggior parte arabi. Ma ha anche offerto un’autostrada per far spianare dai carri armati nazioni disobbedienti e dare ai regimi amici gli strumenti per impaurire i loro popoli al punto da accettare telecamere in camera da letto e robocop a ogni passo. E chi potrebbe rompere le uova nel paniere, Russia, Cina, lo chiudiamo nel cilicio di 900 basi americane. Una figata.

L’errore fatale sta nella firma. Costantemente dell’Isis/Daish. Anche quando si tratta di marginali squinternati, avanzi di galera ricattati, sbronzoni, spacciatori, puttanieri, la quintessenza della negazione di un martire della fede che s’immola per Allah. Firmi Isis, ma tutti sanno che in Medioriente chi compra il petrolio rubato dall’Isis, chi gli fornisce colonne di Toyota nuove di pacca, chi gli cuce le divise e bandiere, chi gli paga il soldo, chi gli mette in mano armi di fabbricazione Nato e israeliana, chi gli spiana la strada bombardando eserciti nazionali, chi gli dice di sloggiare perché è arrivato il momento del turnover curdo, sono Usa, Nato, Golfo e Israele. Il sillogismo è cristallino: Isis rivendica l’attentato, l’Isis è in mano a quelli, sono quelli che fanno gli attentati.

Senza coro, il solista sarebbe nudo

Non solo sillogismo. Con competenza e precisione tecnico-logico-scientifica, che sistematicamente demolisce la sicumera degli autori, basata su approssimazione  e faciloneria, ognuna delle operazioni è stata smascherata e ricondotta ai propri autentici mandanti e mandatari. La qual cosa, se ha illuminato di striscio qualche area di non decerebrati, è stata frantumata e sepolta dai fiancheggiatori mediatici e dai ragazzi di bottega politici che, instancabili, ripuliscono il pavimento delle tracce dei delitti. Sappiamo di chi parliamo. Parliamo dalla consorteria di giornalisti di cui già il pentito Udo Ulfkotte (recentemente scomparso a meno di  56 anni….),  della “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, ci aveva rivelato che all’80% in Europa è a libro paga della Cia. Il Mossad ne vanta anche di più. Sono i coristi che non hanno mai stonato una nota quando si trattva di celebrare l’indiscutibile, la  sacra verità delle versioni ufficiali, cioè di quelle dei responsabili: Torri Gemelle, Metro di Londra, treno di Madrid, Charlie Hebdo, Bataclan e Bruxelles, Nizza e Boston, Bali e Amman. Sono coloro che avallano per vocazione, o per convenienza. Oggi, con più impeto che mai, a cospetto e a dispetto di una “destra” che si fa sfiorare da indecenti sospetti e, per esempio ieri su armi chimiche e Assad, ha capovolto la narrazione del Trump, che invece viene riabilitato per meriti hillariani dalla “sinistra”. Il mondo a rovescio. Il problema è che i Salvini e i Willers li hanno messi lì per screditare chi dice che la UE fa schifo, che gli americani spaccano i marroni al mondo e che i russi hanno ragione.

La sinistra del “vai figluolo, ti assolvo, non peccare più”

Questo subalterno consociativismo da sicofanti del monarca è una qualità da qualche anno acquisita con trasporto da tutta una consorteria che insiste a definirsi di “sinistra”.  Non ha mai mancato di assegnare patenti di verità alle più demenziali balle delle vulgate imperialiste sul terrorismo. Deplora i peccati, ma ne condivide le ragioni e ne accetta le scuse. Un esempio. Liberiamo il campo dall’abacadabra per cui i Fratelli Musulmani sono una cosa giusta e buona, per quante sharìe vogliano  spararci addosso (vanno bene quando gli islamisti sono ascari, vanno male quando, come i Taliban, ci danno contro), mentre il loro braccio armato, Isis o Al Qaida, è roba deforme, che con i moderati alla Erdogan o alla Morsi non c’entra una cippa. Va bene che Morsi ordinava di bruciare le chiese cristiane copte. Ma mica le faceva saltare per aria con tutta la gente dentro come usa l’Isis. E poi, guai a parlare male di Morsi. Le sue chiese bruciate, i suoi scioperanti sparati, i suoi voti rubati, vengono ampiamente bilanciati, anzi, benevolmente cancellati,  dallo sdegno per le nefandezze del successore (“golpista”, per quanto eletto con il quintuplo dei voti di Morsi) che cattura, tortura e uccide ogni egiziano che non ne veneri l’immagine. E, soprattutto, da Giulio Regeni.

A tenaglia sull’Egitto

Veniamo al fatto. L’Egitto, con la svolta laica e pluridirezionale in politica estera di Al Sisi , con il suo ruolo preponderante in Libia, con la perizia mostrata nel raddoppio del Canale di Suez e, soprattutto, con il protagonismo energetico acquisito con la scoperta del colossale giacimento di Zohr, non va per niente bene. Così gli hanno incendiato il più redditizio dei resort, Sharm el Sheik, fatto saltare l’Hilton sul Mar Rosso, tirato giù un aereo di linea suo e uno russo che veniva da Sharm el Sheik. Ora, dopo aver fallito il colpo politico con la, da sempre, quinta colonna colonialista, Fratellanza Musulmana, coloro che non accettano stati nazionali arabi (a meno che non siano petrosatrapi, compari di merende), sistemati Libia, Iraq, Siria, Yemen, Sudan, vanno alla chiusura dei conti col bersaglio grosso.

La manovra è a tenaglia. La longa manus dell’Impero USraeliano e  braccio armato della Fratellanza, Isis, si occupa della destabilizzazione seminando insicurezza e paura a forza di bombe, assalti alle forze dell’ordine, assassinii di alti esponenti dello Stato, come del Procuratore Generale. Il sabotaggio economico che vi è collegato e le misure repressive che il governo è costretto ad adottare per contenere un fenomeno che, grazie all’elemento religioso, è capillarmente infiltrato nella società, permettono l’attivazione dell’altro braccio della tenaglia: la campagna di demonizzazione. Qui entrano in campo le “sinistre” dei diritti umani, le bande “disarmate” di George Soros, il coacervo atlantico-talmudista-massonico, quell’élite giornalistico-editoriale di cui, senza aver neppure letto Ulfkotte, subiamo la quotidiana esibizione di codardo oltraggio e servo encomio.

In Iraq, Siria e Yemen lo spappolamento di una consolidata coesione sociale e culturale è stato provocato agendo su sciti e sunniti (con il corredo del terrore islamico sui cristiani) , in Afghanistan e Libia su articolazioni tribali o etniche. In Egitto hanno toppato con la carta Fratelli contro laici (22 milioni di firme egiziane l’hanno respinta) e ora, c’era da aspettarselo, ci riprovano con i copti. Sono 10 milioni su 82, niente male per un bel divide et impera. Morsi, da buon fratello musulmano, aveva già governato una bella persecuzione dei copti, con tanto di chiese bruciate. Ora due kamikaze si sono fatti saltare, al Cairo e ad Alessandria, e hanno massacrato una cinquantina di fedeli in chiesa. Per chi ha satanizzato Al Sisi, alleato di Assad, ostacolo alla neocolonizzazione della Libia, abile manovratore tra Mosca e Washington, padrone del Canale e di gran parte del gas mediterraneo, capo di 82 milioni di arabi egiziani, le stragi di copti, logica o no logica, non possono che addebitarsi al “dittatore”. Un tiranno  che non solo opprime, tortura e uccide la sua gente, ma che “non sa nemmeno dare sicurezza ai sopravvissuti”.

Nessuno più bravo del “manifesto”

Per i destabilizzatori dei regime change, per i criminalizzatori dei governi riluttanti a farsi ammanettare, per tutta la ragnatela delle Ong dirittoumaniste di George Soros, incluse quelle che coprono di umanitarismo una tratta dei migranti gestita a profitto di schiavisti europei e trafficanti africani, “il manifesto” cosa nostra è. Dopo aver acquisito onorificenze al merito della russofobia, della civilizzazione Usa dell’Afghanistan, e delle rivoluzioni democratiche in Libia, in coppia con la nota Amnesty International , ha dato il meglio di sé sull’Egitto. Dove la nota impresa di spionaggio, provocazione, infiltrazione “Oxford Analytica” le ha offerto su un piatto d’argento il modo per acquisire meriti perenni,  a garanzia di perenne sopravvivenza, lettori o non lettori: Giulio Regeni.

Il giornale è un giornaletto tenuto in vita dalle multinazionali e dalla sintonia con il più delinquente dei delinquenti bancari internazionali,  Soros.  Godetevi l’articolo di tale Congiu, titolato “Università, approvata la misura anti-Soros”, in cui si deplorano i provvedimenti adottati dal governo ungherese sulla Central European University, fondata dal bandito delle speculazioni e destabilizzazioni (500 milioni di dollari per la Maidan). La CEU è una delle tante batterie chiamati a sfornare polli d’allevamento funzionali ai progetti di distruzione degli Stati. Come la Open Society Foundation, casa madre di Soros, che ha anche fraterni rapporti con il nostrano Giglio magico. Il cerchio si chiude.

Negroponte, principale di Regeni

Quello che non fa Isis, Regeni fa

Anche l’operazione Regeni ha visto un andamento a tenaglia. Il “manifesto” ha fatto da pesce pilota della martirizzazione del giovane italiano. Impiegato alle dipendenze di spioni angloamericani, mandato in Egitto a individuare, a forza di promesse di denaro, potenziali avversari del governo, ma smascherato e quindi bruciato e, con ogni probabilità, fatto fuori dai suoi mandanti. L’uso residuale era quello della carta da giocare contro il “brutale dittatore”, assassino  e torturatore di un difensore dei diritti umani. Dal canto suo “Il Fatto Quotidiano” (il cui direttore, noto fustigatore di malcostume giornalistico, ha dato il meglio di sé rigurgitando inenarrabili schifezze e idiozie su Assad e Putin, in occasione della bufala dei gas, 9/4/17), ha lavorato sul meno sputtanato versante economico-scandalistico nostrano. Edizioni ed edizioni, paginoni e paginoni di attacchi all’ENI  che, per un giacimento in Nigeria, avrebbe pagato tangenti  a esponenti di quel governo.

Roba brutta, ma così fan tutte le 7 sorelle ed è un dato acquisito poichè, in mancanza, non si fanno affari con quelli che sul petrolio stanno seduti. Ma nel caso del “Fatto”, e prima di lui, di Report della Gabanelli e, in sincronismo con lui, di Report di Ranucci lunedì sera, l’attacco puzza di strumentalismo. Fondato, nel caso di Report, su confidenze di anonimi oscurati e, peggio, di spioni britannici con a cuore la concorrente britannica Shell, parte in simultanea con il mega-affare Al Sisi-ENI per Zohr, con i grossi accordi Italia-Egitto che il nostro ministro dello Sviluppo stava concludendo al Cairo e mira allo stretto connubio tra ENI e l’orrido orso russo. Soros, Exxon, Rockefeller, Shell, BP e Co. ne sono felici. Tanto più che, vedrai, a forza di menarla, ENI, massima industria pubblica rimastaci, verrà mangiata dai privati. Esteri.

Svolta cruciale nel quadro energetico  e geostrategico della regione e nei rapporti di forza nel petrolio, altamente invisa a Israele e ai suoi amici del Golfo. “Il Fatto” sion-atlantista e “il manifesto”, “quotidiano comunista”, uniti nella lotta  E le stelle e strisce e le stelle di David stanno a guardare. Contente di brillare anche di luce altrui.

Aggiungo alcuni commenti al mio ultimo post. Ve li raccomando. Mi onoro di avere interlocutori di rango. C’è quello strepitoso con il link alle nefandezze degli Elmetti Bianchi, c’è quello davvero severo all’indirizzo dei russi.
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Mauro Murta

Continuo a pensare che l’intervento russo in Siria sia cialtronesco e offensivo verso i siriani, che dovrebbero come minimo porgere un ultimatum ai loro “protettori”. Un piccolo paese che resiste eroicamente ad una feroce aggressione, dopo QUATTRO anni riceve l’aiuto della “superpotenza” della quale ospita una base sul proprio territorio. E, guarda caso, questa interviene solo quando la sua base è minacciata. La Russia, una volta scongiurato l’imminente collasso del governo siriano, si è accordata con gli aggressori per una vergognosa spartizione: io bombardo fino a qui, voi bombardate un po’ più in là. Cosa ne ha guadagnato la Siria? Una presunta stabilizzazione in un non-stato che non recupererà mai il suo territorio. Nonostante questa “moderazione” messa in atto per astrusi calcoli geopolitici, la Russia continua ad essere bersagliata dall’Uccidente con sanzioni, minacce e attentati. Uno “stile” che del resto mantiene ai suoi confini. Una volta recuperata la preziosa Crimea, la Russia ha dato un minimo aiuto al Donbass, che gli ha permesso di sopravvivere ma lo ha lasciato alla mercé delle continue aggressioni dei nazisti ucraini. Sarebbero bastati pochi bombardamenti mirati per calmare il regime di Kiev e, magari, farlo collassare. Questo fanno le superpotenze, non fare di tutto per compiacere la superpotenza rivale che, intanto, continua a menare martellate sui denti.

8 aprile 2017 09:31 

Mauro Murta

La Cina, se possibile, è anche peggio della Russia. Gli americani sostengono incondizionatamente tutti i loro alleati, inclusi e soprattutto i più fetenti. I cinesi, in nome del “business as usual”, mangiavano tartine con Trump mentre questi bombardava la Siria, forse soprattutto per minacciare la Corea del Nord. Invece che sostenere un paese confinante e amico nel sacrosanto tentativo di difendersi, i cinesi lo trattano con fastidio, unendosi alle sanzioni in nome degli affari con il regime fantoccio di Seul. Rinsaldare i legami con i nordcoreani, anche militari, facendo esercitazioni congiunte e assicurando l’impegno a difendere il vicino, esattamente come succede a sud del 38° parallelo, gioverebbe fra l’altro alla serenità del governo nordcoreano, con conseguente allentamento della presunta repressione interna tanto sbandierata dalle presstitute.
Non importa se il gatto sia bianco o nero. Tanto arriva il mastino e li sbrana tutti e due

ALEX 1

@Mauro Murta.
Per quanto riguarda il Donbass bastava non forzare la resistenza a fermarsi per negoziare ad ogni costo dopo le vittorie di Ottobre 2014 e del Febbraio 2015. Potevano essere liberate altre citta’ e forse I golpisti sarebbero fuggiti o scesi a piu’ miti consigli. Non era necessario invadere nulla, solo favorire l’afflusso di armi cibo e medicine nelle retrovie di Donesk e della Novorossia. Invece dopo la vittoria di Debalsevo I resistenti dovettero addirittura retrocedere, con gli “osservatori OSCE” che fingono di non vedere che dall dalla linea di demarcazione I golpisti riarmatisi usano I calibri pesanti per colpire di nuovo Donesk ed altri centri. Gli accordi di Minsk, gia’al ribasso, adesso sono carta straccia. Probabilmente la Russia sperava di utilizzare I negoziati per riallacciare le relazioni commerciali con l’UE e mettere pace ai loro confini. Ma niente di tutto questo. Grave errore di valutazione? Illusione di rientrare da grande Potenza nel G8? Ha veramente aiutato I russofoni dell’Ucraina ed I siriani o li usa per esercitarsi sul piano militare e diplomatico?

8 aprile 2017 22:29 

Paolo Selmi

In ultimo, ma non da ultimo, qualche approfondimento sui cosiddetti “caschi bianchi”. Gli eroi della notte degli oscar, subito dopo la liberazione di Aleppo furono accusati di traffico di organi e di cadaveri. Inchiesta insabbiata, ma riesumiamola così, per cultura generale (fonti: http://www.syrianews.cc/local-syrian-residents-call-white-helmets-organ-traders/ – tradotto, in italiano, da https://aurorasito.wordpress.com/2017/03/16/i-caschi-bianchi-sono-trafficanti-di-organi/). In sostanza, i “ribelli” bombardavano e loro subito lì, a prelevare con le ambulanze… poi i residenti tornavano a casa senza qualche pezzo. Ovviamente, non interessa a nessuno questo dato. Ma andiamo avanti: l’associazione svedese SWEDHR (per inciso, che abbiano voluto mandargli un messaggio…) pubblica a Marzo di quest’anno un report dettagliato dove dimostra che i Caschi Bianchi cammuffano i video (in particolare quello del bimbo cui viene praticata un’iniezione sul petto, fonte: http://reports.swedhr.org/white-helmets-video-swedish-doctors-denounce-medical-malpractice-and-misuse-of-children-for-propaganda-purposes/). Report ripreso dall’associazione veterantoday.com due giorni fa (http://www.veteranstoday.com/2017/04/06/swedish-medical-associations-says-white-helmets-murdered-kids-for-fake-gas-attack-videos/). Questi son materiali in inglese, è inutile neanche che li commenti. Parlano da soli.
Ciao e a presto!
Paolo

Mauro Murta

Guardate qua:
https://southfront.org/swed…
Il mese scorso l’associazione svedese SWEDHR (Swedish Doctors for Human Rights) ha pubblicato un rapporto che denuncia gli orrori degli “Elmetti Bianchi”, vincitori dell’Oscar, che fra l’altro hanno ucciso bambini per filmare le presunte cure a loro somministrate.
Indovinate dove si è svolto il primo attentato dopo l’aggressione americana alla Siria?
Ringrazio Nicola, commentatore sul sito Sakeritalia, per la segnalazione.

8 aprile 2017 21:41 

Paolo Selmi

Caro Fulvio,
Colonel Cassad di domenica da il meglio di sé…

http://colonelcassad.livejournal.com/3348409.html

Dal vecchietto che recita prima sotto le macerie (con la kefia) e poi col gas chimico (senza kefia), al nasone che compare dopo in ben sei ruoli da non protagonista (con relative “maschere” in inglese e arabo), al barbetta che, dopo il set, è così intelligente da farsi anche un selfie… tutte le nomination agli Oskar!

il pezzo conclude con la fatidica formula “Riceve l’Oskar” (И Оскар получает)…

Buona domenica!
Paolo

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 21:20

CRIMINALI PAZZI E LORO CORIFEI – QUELLI CHE REGENI MARTIRE, QUELLI CHE BRUCIANO LE CHIESE, QUELLI CHE LE FORMICHE CI PROVOCANOultima modifica: 2017-04-11T18:13:40+00:00da davi-luciano
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