SERPEGGIANO DUBBI SULLA TORINO-LIONE

Serpeggiano i dubbi sulla Torino-Lione e l’editorialista de La Stampa Stefano Lepri,
scrive il 6/4/2017, tra l’altro :

“E mentre in altri casi di grandi opere si può discutere se servano, ad esempio nel caso della Torino-Lione se valga la ingente spesa, ….”


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Stefano Lepri
Pubblicato 06/04/2017 alle ore 14:32
E’ mai possibile che un organo di giustizia amministrativa risulti determinante in decisioni che spettano ai rappresentanti eletti dai cittadini? Sì, è possibile, nel pasticcio giuridico in cui l’Italia da anni si è avvitata. Non si sa mai a chi precisamente spettino le responsabilità, cosicché se si fa qualcosa che poi si rivela sbagliato nessuno paga, ma soprattutto di fronte a un groviglio di interessi contrastanti la via più sicura per evitare impopolarità è non fare nulla.
Nel caso degli ulivi abbattuti per far passare il gasdotto (e che comunque sarebbero poi stati ripiantati o sostituiti con altri ulivi) c’è un conflitto di competenze tra due organi elettivi, il governo nazionale e il governo regionale. E’ causato dalle lacune dell’attuale Costituzione (bocciata la riforma Renzi, occorre non dimenticare che una riforma ci vuole) a causa delle quali il Tar acquista un potere arbitrale spropositato.
A monte c’è una questione di sostanza. Democrazia significa far decidere ai rappresentanti eletti dei cittadini interessati. Ora, chi è interessato a un gasdotto che rifornirebbe di energia l’intera collettività nazionale? L’intera collettività nazionale, dunque chi la rappresenta. E mentre in altri casi di grandi opere si può discutere se servano, ad esempio nel caso della Torino-Lione se valga la ingente spesa, qui si tratta di energia pulita, utile a proteggere l’ambiente.
E’ poi dubbio se la Regione Puglia qui interpreti gli interessi di tutti i pugliesi, dato che se il gasdotto fosse spostato da quella spiaggia si dovrebbe scavare su un’altra, con disturbo di altri cittadini. Rendiamoci conto che ci stiamo ficcando in una situazione in cui non solo ai politici conviene decidere il meno possibile, ma anche ai privati non conviene investire salvo in campi già praticati e sperimentati.
E’ facile oggi lamentarsi di chi ha governato, e ce ne sono buoni motivi. Molto pesa anche l’inefficienza delle burocrazie. Ma il declino del Paese è conseguenza anche di investimenti non fatti da privati scoraggiati dal rischio di possibili inconvenienti. Ogni interesse circoscritto, legittimo quanto si vuole, ma che andrebbe conciliato con altri interessi ugualmente legittimi, che si esprimono meno rumorosamente, trova terreno favorevole per fermare ogni cosa.
Si arriva al paradosso, più volte segnalato dal presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, che esistono imprese edilizie più specializzate nel far soldi con i ricorsi al Tar che materialmente costruendo case, ponti, strade; che danno lavoro più agli avvocati che a ingegneri e muratori. E’ questo il Paese in cui vogliamo vivere?
SERPEGGIANO DUBBI SULLA TORINO-LIONEultima modifica: 2017-04-07T21:21:42+00:00da davi-luciano
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