Pekino fustiga Obama accusato di voler creare un secondo Medio Oriente nel Mare sud della Cina

chi? Il santo premio nobel per la pace Obama? NOoo impossibile
Mar 25, 2016
 
Marineros-chinos
Forze di marina cinesi
 
di Alfredo Jalife Rahme
 
Mentre ricevono a Pekino a Henry Kissinger e Christine Lagarde, direttrice del FMI, nel Foro per lo Sviluppo della Cina 2016, i dirigenti cinesi, per mezzo dei loro strateghi militari, si prendono il tempo di avvisare cira il possibile inizio di un conflitto interminabile, allo stile di un secondo Medio Oriente, se Obama persiste nelle sue provocazioni contro la Cina nel Mar cinese del sud, dove le Filippine hanno appena concesso alle forze militari USA di accedere nell’area che risulta oggetto di disputa con la Cina.
 
Si nota che, con i suoi 92 anni d’età, Henry Kissinger, – il polemico ex segretario di Stato, oggi grande alleato della Rockefeller Foundation e della la petroliera ExxonMobil, il quale è stato da poco ricevuto dallo Zar Vladimir Putin e se ne va sciolto fra Mosca e Pekino.
 
Gli USA hanno appena annunciato che le proprie forze militari avranno una presenza a rotazione in cinque basi nelle Filippine – una di quelle, la base aerea Antonio Bautista, sarà installata nelle vicinanze delle isole contese di Spratly, nello splendente Mar Cinese meridionale- dietro un accordo di sicurezza per 10 anni.
 
Gli USA sono stati a fare pressione su vari paesi del blocco consolidato del sud est asiatico – specialmente Filippine e Vietnam – per confrontarsi con Pekino per la supremazia nel Mar sud della Cina. Il progetto di collocare un sistema missilistico difensivo degli USA in Corea del Sud come rappresaglia e reazione al recente test nucleare della Corea del Nord, la miniaturizzazione di una presunta bomba ad idrogeno e il suo possibile collocamento satellitare, così come ai lanci missilistici di Pyongyang– hanno messo molto nervosismo alla Cina ed alla Russia, paesi di frontiera con la Corea del Nord.
 
I missili “difensivi” contro la Corea del Nord costituiscono una eccelsa giustificazione per dare il pretesto al Pentagono di mettere sotto assedio missilistico e nucleare la Cina e la Russia nel lontano Oriente. Peng Guangqian, uno stratega militare cinese, si scaglia contro il falso schema degli USA nel Mar Cinese meridionale: “gli Usa, forse preoccupati per la loro influenza declinante e sospettosi per l’ascesa della Cina, hanno intavolato un numero di azioni meschine nel Mare del Sud della Cina”, quando Washington è lo Stato meno qualificato per criticare gli altri per la loro militarizzazione”, visto che dispone di un numero schiacciante di sottomarini nucleari, di bombardieri furtivi, di massicci gruppi di portaerei nucleari e di navi da guerra da Guam alle Haway.
 
Peng sostiene che, “se i mari del sud si andranno a militarizzare, gli USA saranno i principali responsabili, per effetto delle loro istruzioni e delle loro esercitazioni militari congiunte che hanno scatenato un pandemonio nella regione”. Più ancora Peng critica gli USA “che hanno stabilito una rete militare intorno alla parte occidentale dell’Oceno Pacifico”.
 
Peng conclude ferocemente che “gli USA non sono un paese della regione, nè la parte querelante nel Mar della Cina Meridionale”.
 
Matthew Allen, nel rilevante portale “Russia Insider”, considera, circa l’esasperazione della Cina: “quando uno dei grandi poteri economici e militari del mondo avvisa circa la possibilità di un secondo Medio Oriente, la cosa migliore è acoltare. Specialmente quando coordina la sua politica estera con la Russia”.
 
L’ostilità di Obama verso la Cina non è recente, come di comprende dalla sua recente intervista polemica alla rivista The Atlantic.
 
Più che la Russia, Obama ha determinato che sia la Cina il vero nemico degli USA quando tutti le sue azioni ostili lo rivelano: dalla sua politica del perno (pivot) passando dall’accerchiamento fatto con l’accordo commerciale transpacifico (TPP) – di fa cui fa parte anche il Messico neoliberista ed italita- fino alle recenti incursioni nel mar della Cina Meridionale con il pretesto di riaprire la “libera navigazione, “ come se Pekino avesse piacere di essere circondata , asfissiata e di scollegarsi dal mondo esterno.
 
Cosa avranno voluto significare i geostrateghi cinesi con la metafora emorragica di un “secondo Medio Oriente”?
 
Guerre regionali, cambiamenti di regime, rivoluzioni colorate teledirette e la balcanizzazione in 10 paesi del sud est asiatico: tutte operazioni dirette dagli USA che portano almeno un quarto di secolo nella matrice di origine per tutti gli sviluppi mediorientali?
 
Sembrerebbe che la Cina sia disposta ad acclimatarsi a dovere o a sottostare alla lacerante metamorfosi tanto del “confronto” come della “cooperazione – la classica politica del “bastone e della carota”: the stick and the carrot–che gli USA le assestano in forma simultanea.
 
Roger Baker, del portale texano -israeliano Stratfor, che si presenta come la CIA dietro le quinte, argomenta – in riferimento ad un testo previo molto discutibile ed erroneo da circa otto anni sulla geopolitica della Cina: una grande potenza chiusa , secondo la visione obliqua ed interessata degli USA e di Israele.- che la Cina dispone di tre imperativi primordiali geopolitici:
 
1) mantenere l’unità interna nelle regioni cinesi della maggiornaza Han; 2 Mantenere il controllo delle sue regioni di ammortamento (Xinjiang, Tíbet y Mongolia), 3) Proteggere la costa dall’usurpazione esterna”.
 
Gli USA hanno cercato, con diversi mezzi indiretti, di destabilizzare le province buddiste del Tibet e quella islamica sunnita Xinjiang, mentre, in date recenti, ha impedito il predominio di Pekino nel conteso Mar della Cina Meridionale, dove ha aizzato altri paesi regionali che rivendicano anche la loro sovranità marittima.
 
A giudizio di Baker, la “crescita economica cinese ha creato un quarto imperativo”: proteggere le rotte commerciali strategici della Cina, le sue risorse ed i suoi mercati della proibizione esterna”, per cui cerca i mezzi per assicurarsi le sue vulnerabili linee di rifornimento, espandere la sua presenza marittima ed estendere la sua presenza finanziaria e la politica internazionale”.
 
I quattro imperativi geopolitici della Cina entrano in collisione con due dei cinque imperativi degli USA, in particolare con il quarto ed il quinto:
 
1) Dominare la foce del grande Mississipi (traduzione: il controllo del Golfo del Messico); 2) “eliminare tutte le minacce terrestri nella foce del grande Mississipi (traduzione: neutralizzare Cuba)”; 3) “il controllo delle vicinanze oceaniche del Nord America “: controllare il mar dei Caraibi (traduzione: implementare i postulati geopolitici di Spykman); 4”controllare gli oceani mondiali (traduzione: contro la Cina) e 5) “prevenire l’ascesa di qualsiasi sfida potenziale (traduzione la Russia e la Cina).
 
Baker ha sentenziato : gli USA vedono la Cina in ascesa e l’espansione dell’Armata cinese come una sfida diretta alla sootostante strategia di sicurezza nazionale statunitense. A cosa porterà l’inevitabile decadenza degli Stati Uniti di fronte all’ascesa irresistibile della Cina ed alla risurrezione miracolosa della Russia?
 
Fonte: La Jornada
 
Traduzione: Manuel De Silva
Pekino fustiga Obama accusato di voler creare un secondo Medio Oriente nel Mare sud della Cinaultima modifica: 2016-03-28T21:52:21+00:00da davi-luciano
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