Sit in delle partite IVA all’Inps

Mentre i nuovi dati Istat ci consegnano l’ennesimo aumento della disoccupazione giovanile ormai al massimo storico, precari e intermittenti organizzatisi nelle Camere del Lavoro Autonomo e Precario, hanno dato vita ad un sit-in sotto la sede centrale dell’Inps a Roma alla vigilia del versamento dell’acconto d’imposta per le partite Iva.

1 / 12 / 2013

Mentre i nuovi dati Istat ci consegnano l’ennesimo aumento della disoccupazione giovanile ormai al massimo storico, precari e intermittenti organizzatisi nelle Camere del Lavoro Autonomo e Precario, hanno dato vita ad un sit-in sotto la sede centrale dell’Inps a Roma alla vigilia del versamento dell’acconto d’imposta per le partite Iva.

Di seguito il volantino distribuito e I video della mattinata:

Il 30 novembre è l’«innominabile data-boia». Coincide, infatti, con il versamento dell’acconto d’imposta, non rateizzabile, di tasse e contributi. Si tratta di un anticipo dei contributi per l’anno 2013 per il quale non è ancora stata fatta la dichiarazione dei redditi. Come dire: “intanto paga, indipendentemente da quanto hai effettivamente lavorato e fatturato, poi si vedrà”.
Per chi è partita Iva, l’aliquota relativa alla gestione separata dell’INPS equivale al 27,72% del fatturato. Altrettanto viene sottratto ai compensi dei collaboratori o dei lavoratori a progetto. Con la nefasta riforma Fornero (legge 92 del 2012), l’aliquota raggiungerà progressivamente (entro il 2018) il 33%. Un furto nelle tasche di chi è intermittente, precario nelle forme di vita e di lavoro.
La stangata, per l’anno 2014, dovrebbe essere congelata. Così dicono il ministro del Lavoro Giovannini e il pacchetto di emendamenti alla Legge di stabilità da lui presentato. Damiano, che da ministro (Prodi bis) è stato tra i maggiori responsabili dell’aumento spropositato dell’aliquota, propone ora un anno di confronto «per affrontare in modo organico il tema della contribuzione e delle tutele delle partite Iva». Troppo poco e troppo tardi.
Oltre al congelamento della stangata, ci vuole una riduzione IMMEDIATA dell’aliquota, soprattutto per chi fattura poco e ha redditi bassi, una parte consistente, ormai, del mondo degli autonomi.
La gestione separata dell’INPS è stata introdotta dal ministro Tiziano Treu nel 1996, al seguito della riforma delle pensioni del governo tecnico Dini, creando una nuova formula previdenziale per chi è un vero e proprio outsider dei diritti e del welfare: indipendenti, partite Iva, collaboratori. Dal 1996 a oggi l’aliquota della gestione separata è aumentata del 260% (era del 10%, appena introdotta). E di certo, essendo il sistema previdenziale interamente contributivo, le proiezioni relative alle pensioni di autonomi eco.co.pro. non possono far altro che spaventare.
Non è casuale che il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, il 5 ottobre del 2010 disse: «Se io riuscissi a dare, ed è impossibile, a un lavoratore a progetto al terzo anno la simulazione della pensione, ci sarebbe forse un sommovimento sociale in Italia».
Oltre il danno, la beffa!
Non è casuale, inoltre, che Equitalia sia per il 49% dell’INPS. Chi ruba, con l’acconto d’imposta, e chi ti dissangua, con le cartelle esattoriali. Mastrapasqua, d’altronde, questi problemi non li ha, guadagna 1,2 milioni di euro l’anno e “occupa” 25 poltrone, tra cui la vice-presidenza di Equitalia stessa.
Voluto da Berlusconi e amicone di Gianni Letta, con una mano toglie, con l’altra punisce e toglie ancora di più.

È venuto il momento di dire basta! È venuto il momento di metterci la faccia!
È venuto il momento di unirci e organizzarci!
Siamo autonomi, intermittenti, precari, migranti e non possiamo saldare, perché altrimenti non mangiamo. Abbiamo firmato e sosteniamo la petizione online #DicaNo33 lanciata da ACTA contro l’aumento dell’aliquota.
Venerdì 29 Novembre vogliamo manifestare, come facemmo lo scorso anno, sotto la sede centrale dell’INPS a Roma, per continuare a denunciare lo scempio del sistema previdenziale italiano e per dire che, oltre a fermare gli aumenti, bisogna ridurre da subito l’aliquota, soprattutto per chi fattura poco e ha redditi bassi.
In Italia sono almeno 4 milioni gli outsider del welfare e con la crisi i numeri sono destinati a crescere. E mentre la nave affonda, super-compensi e super-pensioni dei super-manager rimangono intatti, anzi, aumentano.
Se non ci ribelliamo, se non impariamo a difenderci, per noi non c’è futuro e già da un pezzo il presente è fatto di stenti.
Vieni anche tu a gridare: Io Non Posso Saldare!
Non c’è tempo da perdere, dobbiamo riconquistare la nostra dignità!

Precar*, intermittenti, autonom*, coworkers uniti nelle Camere del Lavoro Autonomo e Precario (CLAP)

Articolo e video al link :

http://www.dinamopress.it/news/iononpossosaldare-precari-e-partite-iva-sotto-linps

Sit in delle partite IVA all’Inpsultima modifica: 2013-12-02T20:52:31+00:00da davi-luciano
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