IL DEBITO DETESTABILE: uno strumento economico che pochi conoscono

DI mincuo

Comedonchisciotte

 1) Gli USA introdussero la nozione di “debito detestabile” nel dopoguerra, più o meno definito così:

“Un debito detestabile è un debito contratto dallo Stato con le banche o altri istituti, che però non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia. Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha già subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico”.

Se non sbaglio (ma non ho approfondito) questa nozione giuridica fu poi usata dagli USA stessi prima della formazione di un Governo di occupazione in Iraq, per cancellare il debito dell’Iraq (250 mld USD).

 Fu poi usata dal premier Correa in Ecuador per ristrutturarne una parte. (Correa ebbe come principali consulenti uno studio di N.Y.).

Ed è stata usata infine più recentemente dall’Islanda. (Ribadisco però che non ho approfondito, salvo un pò per l’Ecuador).

 2) Indipendentemente dal taglio o no del debito, LA COSA PRINCIPALE da fare e in primis è l’istituzione di una COMMISSIONE INDIPENDENTE che faccia una ricognizione del debito. QUESTO è UN ATTO DOVUTO a un popolo, che è il DEBITORE, se lo richiede.

In USA la gente ha chiesto e ottenuto un audit sulla FED ad esempio un anno fa.

Fu poi proprio con la ricognizione del debito che a una porzione del debito Ecuadoregno fu possibile applicare la nozione di “debito detestabile”.

Inoltre una ricognizione del debito fa apparire la sua formazione nel tempo e anche la liceità o meno della trasformazione di debiti privati in pubblici.

Dà inoltre nozione dei creditori, in particolare dei grandi possessori del debito, e in ragione di questi potrebbero configurarsi o essersi configurati anche conflitti di interesse con lo Stato. nche questo E’ DOVUTO a un popolo.

 3) Nel corso della storia i debiti sono stati cancellati o tagliati INNUMEREVOLI volte. Sia per atti volontari, sia dopo guerre.

Che un debito, quando è palesemente insostenibile, quando aggrava le condizioni di un popolo in modo progressivo e intollerabile nello sforzo di volerlo pagare, quando ha un servizio del debito pesantissimo, e una dinamica dello stock difficilmente controllabile, si debba tagliare e quella sia la strada maestra, è una nozione antica e normale, mentre l’idea che sia “sacro” è stata instillata a suon di propaganda solo più recentemente.

Chiunque, anche quando apparentemente passa per il difensore dei deboli, il custode dei principi, dell’equità e bla bla bla però TACE SEMPRE su queste cose o addirittura è contrario, e nemmeno vuol sapere nomi e cognomi dei grandi portafogli così da poter invece infilare nella categoria dei “cattivi” tutti i risparmiatori, che sono poi principalmente le famiglie, sappiate che semplicemente vi sta imbrogliando.

Infine, per farvi vedere che il taglio dei debiti non è una cosa “estremista” qui vi metto uno studio di un anno fa di Boston Consulting Group: http://ebookbrowse.com/bcg-back-to-mesopotamia-sep-11-2-pdf-d319062581

Se però la gente non viene sensibilizzata, non c’è niente da fare, resta con la convinzione della sua sacralità e intoccabilità, inoltre viene terrorizzata con parole come “default” e “fallimento” e con argomenti pseudo-economici fasulli, per non parlare di quei mascalzoni che il debito e l’usura che ne consegue la fanno figurare addirittura come “buoni” o perfino necessari.

 4) Il tempo è importante. La Grecia nel 2008 aveva 106% di debito/PIL. Nel 2012 e dopo l’austerity che “mirava” a ridurlo (in realtà ad aggravarlo), ha 165% di debito/PIL con nel frattempo una montagna di sofferenze inflitte alla popolazione. http://www.tradingeconomics.com/greece/government-debt-to-gdp

L’Italia stessa se avesse ristrutturato un anno fa, anche solo come duration e traslazione, sarebbe ora in condizioni molto migliori, con gli spread più bassi, un’economia in condizioni meno difficili, e la liberazione di risorse per investimenti destinati allo sviluppo.

 5) Un’altra cosa importante è chiedere a gran voce un piano Europeo di investimenti pubblici, nelle infrastrutture, nei servizi sociali, nell’informatica, nell’ambiente, nella cultura ecc..

La riduzione di un debito/PIL passa in primo luogo nell’aumentare il PIL. cioè in politiche di sviluppo.

Le politiche di austerity non hanno mai prodotto nemmeno una riduzione del debito, nonostante questa fosse (o venisse spacciata) come essere la soluzione, e un obiettivo necessario da conseguirsi “subito” anche a costo di pesanti sacrifici, per “poi” avviare la crescita.

La ragione per cui l’austerity non funziona, detto in breve e malamente, è che ogni taglio di “1, provoca una riduzione del PIL maggiore di “1 e quindi una riduzione del debito fatta in questo modo comporta generalmente una riduzione maggiore del PIL per cui il rapporto Debito/PIL peggiora, non migliora.

Qui metto uno studio dell’ONU (UNCTAD, il Centro studi indipendente) http://unctad.org/en/pages/PublicationWebflyer.aspx?publicationid=210

che cita anche uno studio di IMF dove si analizzano oltre 170 casi di politiche di austerity, perseguite dall’IMF in vari Paesi e tutte negative.

 Questo fa riflettere anche sul fatto che siano “stupidi” e “incompetenti” alla UE, alla BCE e all’IMF.

No, quando il loro stesso centro studi (indipendente) gli dimostra che le politiche di austerity attuate ovunque e per anni sono state sempre nefaste. O quando glielo dice l’ONU stessa (sempre l’ufficio indipendente, anche ammonito per questo). Quindi non sono stupidi.

E allora se non sono stupidi, perchè? Già…..

 Infine richiedere una ricognizione del debito non necessita intanto di nessuna riforma epocale, non necessita di uscire dall’EUR, non necessita di prevedere riforme monetarie più o meno radicali, o strumenti tecnici particolari, nè un recupero di Sovranità fiscale e monetaria, che sono tutte cose magari ottime ma che abbisognano di una volontà politica che al momento non sembra esserci nè anzi sembra seguire quella strada ma piuttosto quella opposta.

 Non è facile ottenere un audit, ma è una cosa più immediata e praticabile, e però abbisogna intanto di pubblicità, di consenso. Se poi non c’è pazienza.

Certo che se sono i proverbiali “difensori dei deboli” i primi a mettere il silenziatore o a opporsi…….

 mincuo

25.10.2012

letto su: Comedonchisciotte

Nota: Anche questo articolo è stato ripreso dal forum, dove è già presente con diversi commenti.

IL DEBITO DETESTABILE: uno strumento economico che pochi conosconoultima modifica: 2013-11-01T20:09:44+00:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “IL DEBITO DETESTABILE: uno strumento economico che pochi conoscono

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *